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AdER – Emergenza Coronavirus: accordo salute, sicurezza e occupazione

Nella giornata odierna, le scriventi Segreterie Nazionali di Settore, hanno sottoscritto un verbale di riunione con l’Agenzia delle entrate-Riscossione che compendia le iniziative fino ad ora adottate e le misure assunte per mettere in sicurezza le lavoratrici ed i lavoratori dal rischio di contagio da Coronavirus, confermandone l’applicazione e la volontà di renderle ancora più efficaci.

Dal momento in cui il nostro Paese, in particolare in alcune regioni, ha cominciato ad essere interessato dall’epidemia, queste Organizzazioni sindacali hanno costituito, insieme ai Rappresentanti dell’Ente, un tavolo permanente di lavoro che si è quotidianamente confrontato per adeguare le misure di tutela a favore dei colleghi ai protocolli che venivano via via definiti dalle Ordinanze e dai Decreti del Governo.

Con l’obiettivo di garantire prima di tutto la salute delle lavoratrici e dei lavoratori, abbiamo richiesto fin da subito all’Ente di adottare misure, iniziative e strumenti di protezione idonei, nonchè l’ampliamento massimo di postazioni di smart working.
Con riferimento a quest’ultima iniziativa, subito dopo la chiusura delle scuole e nell’ottica di favorire la genitorialità, sono state messe a disposizione 405 nuove postazioni, in aggiunta alle 150 già esistenti nella fase della sperimentazione, seguite da altre 250 riservate alla regione Lombardia (regione più fortemente colpita dall’epidemia fin dall’inizio dell’emergenza); nel giro di pochi giorni si è poi ottenuto l’ampliamento del lavoro agile alla quasi totalità dei lavoratori, compresi quelli che avevano dichiarato di non possedere dispositivi per collegarsi alla rete aziendale.

Infine, a seguito del Decreto Legge n. 18/2020, che ha previsto la sospensione dell’attività di riscossione e di notifica dall’8 marzo al 31 maggio, è stato possibile attuare la chiusura al pubblico di tutti gli sportelli e, di conseguenza, allargare ulteriormente la platea dei lavoratori che potevano usufruire dello smart working.

Le iniziative suindicate sono state fortemente richieste dalle scriventi Segreterie Nazionali di Settore ed adottate tempestivamente dall’Ente, con l’obiettivo prioritario dell’allontanamento dei lavoratori dalla sede fisica di lavoro, per evitare di esporli al rischio del contagio; oggi, circa il 98% dei lavoratori (con l’unica eccezione dei colleghi che devono assicurare la presenza fisica per lo svolgimento di attività indifferibili) è stato messo in sicurezza e lavora da casa.

Nel frattempo il Governo, accanto alle misure per la riduzione delle attività e la messa in sicurezza dei lavoratori, ha anche stanziato i fondi per gli ammortizzatori sociali ai quali molte aziende hanno già cominciato ad attingere. Tra queste anche qualche società di fiscalità locale che non ha la possibilità di accedere all’ammortizzatore sociale di settore, il Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito e dell’occupazione per la parte che prevede l’integrazione salariale in caso di sospensione temporanea dell’attività lavorativa.

Anche in Agenzia delle Entrate-Riscossione, raggiunto l’obiettivo urgente di mettere in sicurezza, dal punto di vista sanitario, la quasi totalità dei lavoratori, è oggi assolutamente prioritario salvaguardare l’occupazione e le retribuzioni. La sospensione della riscossione determina, infatti, ricadute negative sia sulle attività lavorative che, ancor più, sul bilancio dell’Ente pubblico economico che deve garantire il pareggio e la cui redditività si basa sull’aggio percepito.

L’eccezionalità e la gravità del momento, dovuta sia al rischio sanitario che alla difficile congiuntura economico-sociale, richiede una presenza costante del Sindacato, che ora più che mai è investito dell’onere di preservare posti di lavoro e retribuzioni.

Per tale ragione, con la sottoscrizione di un verbale avvenuta in data odierna, viene sancito che, per gestire la fase emergenziale, vengono confermate e migliorate le seguenti misure:

  • lavoro agile;
  • limitata presenza fisica in azienda esclusivamente per le attività indifferibili;
  • utilizzo delle ferie e dei permessi banca ore residue al 31 dicembre 2019.

Su quest’ultima iniziativa abbiamo registrato, negli ultimi giorni, una grande strumentalizzazione che certo non rende merito al grande lavoro svolto dalle Scriventi Segreterie Nazionali, in accordo con l’Ente, al fine di ricercare strumenti che possano consentirci di traguardare questo momento nel modo più indolore possibile per la Categoria.

La gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente ha compreso la ratio di questa misura, anche se essa comporta un sacrificio personale, in particolar modo nei casi in cui, per ragioni organizzative aziendali, non è stato possibile goderne nel periodo desiderato; ogni giorno circa 700/800 lavoratori sono in ferie/banca ore con la conseguenza che vengono utilizzati un numero ridotto di collegamenti da postazioni smart working a vantaggio del minore appesantimento delle linee operative. Ancora maggiore è il beneficio dell’utilizzo delle ferie/permessi pregressi per i lavoratori che non hanno potuto mettere a disposizione il proprio computer e che comunque l’Ente ha coinvolto in un processo lavorativo che, seppur più lento, consente di mantenerli al sicuro presso la propria abitazione.

La salvaguardia della salute è stata il nostro obiettivo prioritario ed imprescindibile, e per questo abbiamo preso in considerazione tutte le iniziative volte a perseguirlo, inclusa quella del ricorso alla fruizione delle ferie/banca ore maturate al 31 dicembre 2019.
Queste misure ci hanno permesso, almeno per il momento, di evitarne di più drastiche, garantendo sicurezza (sia con il ricorso quasi totale alla modalità di lavoro agile sia con l’estensione della copertura sanitaria alla fattispecie pandemica) ed al tempo stesso la totale occupabilità delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso il lavoro agile, riconfermata oggi nel verbale sottoscritto insieme all’Ente.

Continueremo ad agire con forte senso di responsabilità, per fare sì che i sacrifici richiesti alle lavoratrici ed ai lavoratori siano sostenibili nel presente e, maggiormente, nel futuro che temiamo possa esporci a rischi fino ad oggi non prevedibili.


Roma, 30 marzo 2020

 

Le Segreterie Nazionali Settore Riscossione Tributi

 

leggi/scarica il VERBALE DI RIUNIONE FASE EMERGENZIALE COVID-19

 




Le Segreterie Abruzzo Molise scrivono a Prefetti per pagamento pensioni e CIG

Al Prefetto di Pescara
protocollo.prefpe@pec.interno.it

Al Prefetto dell’Aquila
protocollo.prefaq@pec.interno.it

Al Prefetto di Chieti
protocollo.prefch@pec.interno.it

Al Prefetto di Teramo
protocollo.prefte@pec.interno.it

Al Prefetto di Campobasso
protocollo.prefcb@pec.interno.it

Al Prefetto di isernia
protocollo.prefis@pec.interno.it

Oggetto: Richiesta di presidio per rischio contagio COVID-19 in prossimità di filiali di Aziende di Credito, in occasione delle prossime scadenze di pagamento delle pensioni e cassa integrazione.

Ill.mo Sig. Prefetto,

le scriventi Organizzazioni Sindacali del settore del Credito sono a rappresentarLe con la presente la preoccupazione derivante dal prossimo pagamento delle pensioni e della cassa integrazione presso gli sportelli bancari della Sua Provincia, quanto a rischio di grande affluenza ed attese in coda di clientela in genere, ed anziana in particolare.

Le recenti disposizioni previste da ABI e rivolte a tutte le aziende di credito associate, dopo intensa trattativa con le controparti sindacali di settore, prevedono l’invito ai clienti a recarsi fisicamente in banca solo per compiere operazioni indifferibili e urgenti e comunque previo appuntamento. Trattasi di modalità di relazione sicuramente nuove e non ancora del tutto metabolizzate da gran parte della clientela tradizionale e/o anziana, non del tutto avvezza all’utilizzo di strumenti di monetica o di internet banking; le prossime scadenze tecniche di cui all’oggetto, quindi, rappresentano certamente un concreto rischio di assembramenti di persone al di fuori degli ingressi delle agenzie con conseguente possibile contagio da COVID-19.
A questa evidente criticità si somma la carenza presso gran parte della rete bancaria della Provincia di adeguati dispositivi di igiene e protezione individuale, nella disponibilità del personale bancario addetto e della clientela, aumentando sensibilmente il rischio epidemiologico della diffusione virale.

Dunque, al fine ultimo di mitigare quanto più possibile ogni rischio sanitario derivante da tali possibili assembramenti di utenza, chiediamo il Suo autorevole intervento volto a porre in essere ogni misura di monitoraggio della situazione quanto a rispetto della normativa vigente in materia di COVID-19, al fine ultimo di garantire al meglio la salute pubblica e l’incolumità di tutti.

Da parte nostra garantiamo l’attivazione di ogni presidio sul territorio volto a segnalare eventuali situazioni di criticità alle competenti Autorità di Polizia, quanto a scelte organizzative aziendali e/o comportamenti individuali della clientela non conformi alle disposizioni di legge.

Nel ringraziarLa per l’attenzione che ci vorrà riservare, restiamo a Sua completa disposizione per ogni esigenza di chiarimento ulteriore.

Pescara, 28 marzo 2020

 

LE SEGRETERIE
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UIL C.A. – UNISIN

 

Scarica la Lettera ai Prefetti ABRUZZO MOLISE




Appalto assicurativo: (s)maschera il pirata

Nel tardo pomeriggio del 24 marzo u.s. Ebisep – Ente Bilaterale del CCNL “pirata” SNA – ha diramato ai propri associati una circolare con cui comunicava che: “Ciascun lavoratore potrà acquistare presidi medico sanitari per la protezione personale (gel, disinfettante, mascherine, guanti). Avrà cura di compilare il modulo allegato alla presente e disponibile sul sito alla sezione “Sussidi ai Lavoratori” allegando copia dello scontrino fiscale al fine di ottenere il rimborso della spesa sostenuta senza alcuna franchigia o scoperto” (la news è consultabile qui)

  1. Delegare al lavoratore della messa in sicurezza del proprio posto di lavoro è sicuramente una palese violazione delle norme di legge in materia.
  2. il Decreto Cura Italia prevede già il rimborso alle aziende di costi di sanificazione e per i presidi disinfettanti
  3. I milione di euro stanziato a favore dei/delle dipendenti non è altro che una minima parte di quanto è stato loro scippato con il CCNL “pirata”: non ci servono elemosine (peraltro a spese altrui in considerazione delle previsioni di cui al punto 2 sopra) ma vogliamo riconosciuto il “giusto” salario che ci spetta per il nostro lavoro!

Stanziare 1 milione di euro per acquisto da parte dei dipendenti di presidi sanitari conferma indirettamente quanto ci viene quotidianamente riferito da colleghi/e di agenzia: in troppe agenzie si sta ancora lavorando mettendo a rischio la vita e questo
NON è accettabile!!!

E lo è ancora meno dopo che – nella giornata del 24 marzo 2020 – Ania e le OO.SS. del settore (non Confsal, autrice con SNA del CCNL “pirata” per le agenzie, che del settore assicurativo mai si è occupata) è stato siglato un protocollo condiviso sulle misure per la prevenzione, il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro tra ANIA e le OO.SS. di settore.

Si tratta di un protocollo che la nostra categoria – tutta – attendeva da giorni e che valutiamo positivamente per il tratto inclusivo dell’intera filiera assicurativa (dalle rete distributiva/agenzie ai produttori) che lo caratterizza.

Rete Agenziale

Nel protocollo (a fine pag. 2) ANIA dichiara l’impegno a garantire la continuità del servizio erogato alla collettività a patto che sia rispettato il presupposto fondamentale de “la piena garanzia delle condizioni di salute e sicurezza per TUTTE le lavoratrici/lavoratori del settore” e afferma che “la prosecuzione delle attivita produttive puo avvenire solo in presenza di adeguati livelli di protezione” nella “rete distributiva, anche agenziale”.

Più avanti troviamo l’impegno di Ania a raccomandare puntualmente alla rete agenziale l’adozione di modalità di comportamento utili alla prevenzione e al contrasto dell’epidemia.
Alla luce di quanto sopra vi invitiamo a mettervi in contatto con i nostri uffici per segnalarci qualunque violazione delle norme di prevenzione e contenimento del contagio Covid19 in vigore provvederemo poi noi OO.SS. ad inviare la richiesta di intervento ad Ania ed al Prefettocompetente: le prime ispezioni dei tecnici SPISAL sono già avvenute dietro nostra segnalazione ieri a Vicenza città.

Produttori/Produttrici Generali Italia Spa

Al punto “8 – Organizzazione Aziendale” si prevede la possibilità per le imprese di ricorrere all’assegno ordinario del Fondo Intersettoriale di Solidarietà Ania anche per i produttori dipendenti. La possibilità di accedere alla parte ordinaria del Fondo per questa categoria di colleghi/colleghe che costituiscono il vero motore delle agenzie Generali costituisce un primo passo – molto importante – nell’azione sindacale portata avanti da tutte le sigle, e da Fisac in particolare, per tutelare il reddito presente e futuro della rete produttiva di Generali Italia (unica compagnia che ad oggi si sta avvalendo dell’organizzazione produttiva prevista dal CCNL Ania).

Documentazione da produrre per poter circolare

Ci è stato segnalato da alcune/i colleghe/i che sono ancora costrette a muoversi da casa per andare a prestare servizio nelle agenzie in deroga alle disposizioni dell’art. 1 dell’Ordinanza del Ministro della Salute 20 marzo 2020 concernenti le limitazioni alle possibilita di spostamento delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale, che nel corso dei controlli operati dalle forze dell’ordine sul territorio è stato chiesto nei giorni scorsi di produrre – oltre all’autodichiarazione corredata da busta paga:

  • una certificazione da rilasciare a cura del datore di lavoro del codice codice ATECO dell’attività che rientra tra quelle non sospese dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020 all’allegato 1.
  • una dichiarazione che, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 1 comma 7 del DCPM 11/3/2020, in azienda si sono organizzate dove possibile attività di smart working, si è ridotto il personale in forza in azienda con la riorganizzazione degli orari e turni e che, nel rispetto di quanto previsto dai provvedimenti riguardanti l’emergenza coronavirus, sono state adottate le necessarie misure igieniche ed si è ottemperato anche a tutte le altre disposizioni di legge emanate in relazione al contenimento del contagio.

Vi invitiamo ad attivarvi il prima possibile con i vostri datori di lavoro per richiedere tale certificazione.

Ognuno faccia la sua parte, solo così #andràtuttobene

 

Fisac Cgil Roma e Lazio

 




Banca Fucino: rischio contagio, richiesta riduzione apertura filiali

Spett.le Banca del Fucino S.p.A. C.A. del Presidente – Dott. Mauro Masi
C.A. del Vice-Presidente – Dott. Francesco Maiolini
C.A. del Direttore Generale – Dott. Giuseppe Di Paola
C.A. del Vice Direttore Vicario – Dott. Andrea Colafranceschi
C.A. del Responsabile Risorse Umane – Dott.ssa Roberta Pennacchietti

OGGETTO: RISCHIO CONTAGIO – ORARIO APERTURA FILIALI

Egregi Signori, facciamo seguito alle Vs. comunicazioni del 20 e 26 marzo u.s. sull’argomento per chiedere nuovamente la chiusura delle filiali Spoke per tutta la settimana, con affissione di avvisi alla clientela con i recapiti delle filiali Hub, ove recarsi in caso di effettiva necessità di operare direttamente, utilizzando al massimo il sistema degli appuntamenti con la clientela, come da accordo Abi-Sindacati del 24 marzo scorso.

Tutte le richieste afferenti operazioni non eseguibili attravero canali telematici e/o terminali bancomat dovrano essere quindi declinate se non in casi di reale urgenza.
In tal modo si potrà effettuare una rotazione più efficace dei Lavoratori.
Per quanto possibile, sarà necessario ricorrere ancora di più allo strumento del Lavoro Agile, che sta funzionando positivamente.

La ratio di queste misure, ovviamente, è quella di ridurre al minimo l’esposizione dei Lavoratori e delle Lavoratrici al rischio contagio ed è una misura di salvaguardia anche per l’Azienda, che, nel caso malaugurato e non auspicato di contagio di qualche dipendente, si troverà a dover chiudere i servizi relativi e tutti i lavoratori che fossero stati a contatto coi contagiati dovranno osservare la quarantena.

Fermare il contagio è interesse di tutti e gli unici mezzi a disposizione, nella fase attuale, sono l’isolamento e i dispositivi di sicurezza. A proposito di questi ultimi, raccomandiamo di proseguire la costante fornitura a tutti i Lavoratori e la sanificazione degli ambienti. È urgente che l’Azienda aumenti il livello di sicurezza.

Restiamo in attesa di Vs. urgente riscontro scritto. Distinti saluti

 

Fisac/Cgil          Uilca




Pop. Bari: clima aziendale e di relazioni industriali molto diversi dalla realtà percepita e vissuta dal personale

Con riferimento al comunicato stampa della Banca Popolare di Bari del 20 marzo scorso le scriventi OO.SS. precisano che la nota tende a mostrare un clima aziendale e di relazioni industriali molto diversi dalla realtà percepita e vissuta dal personale.

L’informativa fornita, ancorché “tempestiva” non ha in nessun caso tenuto conto delle obiezioni e delle indicazioni del Sindacato.

Le direttive impartite sono confuse e lacunose, lasciano intendere che chi sta governando la BPB non ha mai lavorato in filiale e non si rende conto anche di quel che sta accadendo negli uffici centrali.

Lungi dal rasserenare gli animi pesantemente provati dalla situazione contingente, hanno aumentato il disorientamento dei colleghi, la confusione, qui, è più evidente che altrove.

Il decantato adeguamento alle disposizioni emanate dalle Autorità Pubbliche è stato tardivo, confuso ed incompleto; ancora oggi i Dispositivi di Protezione Individuale non sono a disposizione della totalità dei dipendenti che, in molti casi, hanno dovuto provvedere personalmente.

Il nuovo Protocollo sottoscritto dalle OO.SS.e ABI in data 24 marzo u.s. evidenzia che per qualsiasi operazione da effettuarsi presso i punti operativi -comprese le operazioni di cassa -sarà necessario fissare un appuntamento prima di recarsi in filiale L’ultimo DPCM nonché numerose ordinanze regionali limitano gli spostamenti delle persone da comune a comune. Alla luce di queste importanti limitazioni è necessario prevedere la riapertura delle filiali in maniera graduale ed a giorni alterni nei comuni dove la BPB opera con un solo sportello . Da rivedere anche l’ accorpamento delle filiali nelle piazze dove sono presenti più sportelli, in molti casi distanti decine di chilometri e numerosi sono i problemi operativi che i colleghi stanno riscontrando.

Il Direttore Generale – e non solo lui – scomparso dai radar. Caduti nel vuoto gli appelli che queste Organizzazioni Sindacali avevano lanciato nei giorni scorsi per far fronte alla emergenza COVID -19 .

In ultimo , riteniamo che la nota del 20 marzo scorso, con cui i commissari straordinari hanno freddamente e cinicamente comunicato l’improcrastinabile avvio delle procedure di confronto sul Piano Industriale nonostante la “situazione di emergenza straordinaria” che il Paese sta vivendo, ignora gli sforzi che lavoratrici e lavoratori (e non la banca come astrattamente citato nel comunicato stampa) stanno profondendo per garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale.

Le scriventi OO.SS., perdurando tale situazione, si riservano di intraprendere ogni iniziativa a tutela dei lavoratori.

PRIMA LA SALUTE!!!

Bari, 25.03.2020

Segreterie di Coordinamento
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN
Gruppo Banca Popolare di Bari




Federcasse: un protocollo per la salute di tutte le persone

La pausa di riflessione è servita a Federcasse per comprendere la necessità di definire una condivisione concreta a tutela della salute delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Credito Cooperativo.

Le Segreterie Nazionali hanno sottoscritto quindi un “protocollo” sostanzialmente in linea con quelli firmati in Abi e in Ania. Nelle previsioni del protocollo è stata fortemente accentuata l’attenzione per tutte le lavoratrici e i lavoratori del Credito Cooperativo a partire da tutti coloro in questo drammatico periodo sono impegnati nell’attività di sportello e di filiale.
La pausa di riflessione è servita a Federcasse per comprendere la necessità di definire una condivisione concreta a tutela della salute delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Credito Cooperativo.
Le Segreterie Nazionali hanno sottoscritto quindi un “protocollo” sostanzialmente in linea con quelli firmati in Abi e in Ania. Nelle previsioni del protocollo è stata fortemente accentuata l’attenzione per tutte le lavoratrici e i lavoratori del Credito Cooperativo a partire da tutti coloro in questo drammatico periodo sono impegnati nell’attività di sportello e di filiale.
Il Protocollo dà precise indicazioni su come gestire le attività lavorative quotidiane a partire da una corretta e coerente informativa e attività formativa di prevenzione.
Viene regolato l’accesso e la permanenza nei luoghi di lavoro, rese cogenti le misure igienico sanitarie quali sono i dispositivi di protezione (kit sanitari e vetri in plexiglas).
Vengono regolate, inoltre, le modalità di accesso al pubblico regolato tramite appuntamento telefonico o mezzo mail.
Il Protocollo impegna altresì TUTTE le aziende del Credito Cooperativo a partire da una puntuale e corretta attività di informazione a carattere preventivo, nel regolare l’accesso e la permanenza nei luoghi di lavoro adeguando le misure igienico – sanitarie, gli idonei dispositivi di protezione individuale e le modalità di accesso e svolgimento dei servizi al pubblico.
Viene ribadito anche il presupposto di limitare fortemente la mobilità tra le sedi aziendali per ridurre al minimo il rischio di diffusione del contagio. Verrà regolato e presidiato il flusso della clientela nei giorni del pagamento delle pensioni e per gli adempimenti contemplati dai diversi decreti e disposizioni, quali ad esempio congelamento rate mutuo, piuttosto che delle anticipazioni della cassa integrazione.
Il Protocollo istituisce una specifica Commissione Nazionale Permanente con lo scopo di presidiare e governare le attività in materia di salute e sicurezza in merito al contenimento e prevenzione della diffusione del Covid 19. Tale commissione nazionale agirà in stretta relazione con i Comitati Aziendali istituiti per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo stesso.
Durante l’incontro le parti hanno condiviso l’opportunità di prevedere una tutela assicurativa specifica per il rischio Covid 19 a favore dei dipendenti con le modalità che saranno individuate a breve, in linea con quanto già definito in alcune realtà del credito cooperativo.
In alcune zone del Paese la situazione è drammatica e questo protocollo interviene a supporto e argine per fornire primi strumenti di intervento concreto per la tutela e la sicurezza delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Credito Cooperativo.
Le Organizzazioni Sindacali vigileranno e si attiveranno costantemente per declinare i principi contenuti nel Protocollo in specifiche azioni mirate alla sua concreta e più estesa applicazione possibile.

Le Organizzazioni Sindacali esprimono la loro piena solidarietà e vicinanza a tutti i Colleghi – Colleghe che vivono queste dolorose giornate in “prima linea” e a chi si ritrova a lavorare nelle zone più colpite dalla pandemia. Invitiamo quindi tutti i Lavoratori e le Lavoratrici a tenersi tra di loro in stretta sinergia con le scriventi Organizzazioni Sindacali e con gli RLS delle proprie aziende.

N
ESSUN LAVORATORE E LAVORATRICE VERRÀ LASCIATO DA SOLO!

 

 

Scarica l’allegato: Comunicato unitario su protocollo condiviso con Federcasse_

 




Segreterie Nazionali-Ania: Protocollo per prevenzione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro

Questo pomeriggio le Segreterie Nazionali delle OO.SS scriventi hanno sottoscritto con Ania un “protocollo contenente le misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del Settore Assicurativo”.

E’ un risultato molto importante, anche per il ruolo che il mondo assicurativo ricopre nel Paese, in una fase – la più difficile dal dopoguerra – in cui è in gioco la tenuta socioeconomica del paese, che impone a tutti massima responsabilità e unità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la piena sicurezza e salute delle lavoratrici e dei lavoratori, della clientela e più in generale del Paese.

L’intesa segue il protocollo sottoscritto il 14 marzo u.s. da CGIL-CISL-UIL, governo e parti datoriali del mondo dell’industria e il protocollo del settore credito sottoscritto il 16 marzo u.s..

Il protocollo impegna tutte le imprese assicurative, anche sulla base delle misure già adottate nelle settimane scorse in seguito alle disposizioni dei vari DPCM, alla messa in sicurezza dei luoghi di lavoro attraverso regole e criteri precisi per garantire ed assicurare le norme di sicurezza ed i dispositivi di protezione individuale.

La prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle lavoratrici e ai lavoratori adeguati livelli di protezione.

Sono stati fissati importanti paletti a tutela dei lavoratori su precauzioni igieniche sanitarie, accesso fornitori, pulizia e sanificazione, dispositivi di protezione individuale, servizi e contatto con il pubblico, organizzazione aziendale, sorveglianza sanitaria.

Nel protocollo si prevede:

  • regole chiare e rigorose sulla messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e del rapporto con la clientela;
  • una precisa raccomandazione ad ANIA ad intervenire sulle associazioni agenti affinché il protocollo venga adottato anche per le agenzie, a tutela delle lavoratrici dei lavoratori e della clientela;
  • di attuare il massimo utilizzo del lavoro agile, quale efficace misura per il principio del distanziamento sociale;
  • il ricorso a tutti quegli istituti del contratto nazionale assicurativo e contratti aziendali oltre a quelli previsti dai decreti governativi per ridurre la presenza in azienda;
  • il richiamo alla parte ordinaria del fondo di solidarietà di settore, con cui si darà sostegno alle lavoratrici e lavoratori più deboli a fronte delle perdite economiche per la sospensione di attività /cali dei volumi;
  • il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali aziendali e RLS per garantire l’effettiva tutela della salute attraverso la piena e rigorosa attuazione del protocollo.

Il Protocollo di oggi conferma la piena consapevolezza delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, delle Organizzazioni sindacali e dell’Ania della particolare ed inedita situazione di emergenza che sta attraversando il Paese e mette al centro la salute e la sicurezza di chi lavora come condizione indispensabile per la ripresa.

Roma, 24 marzo 2020

LE SEGRETERIE NAZIONALI

 

Scarica il Protocollo




Coronavirus. Sindacati: bancari non protetti, via a mobilitazione e sciopero

I sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin preparano la mobilitazione della categoria, a partire da domani, e minacciano lo sciopero: i dipendenti del settore, tra i quali si registrano molti casi di positività al Coronavirus, non operano in condizioni di sicurezza. Ciò perché i dispositivi individuali (mascherine chirurgiche) necessari a proteggere le lavoratrici e i lavoratori non sono stati distribuiti né sono disponibili gel igienizzanti e guanti.

«Preso atto dei provvedimenti governativi, che comprendono tra i servizi che restano garantiti i “servizi bancari e finanziar”, ma “nel rispetto delle norme igienico-sanitarie», Vi dichiariamo che ci riserviamo ogni iniziativa di tutela collettiva, fino allo sciopero» scrivono i segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin – Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Giuliano Calcagni, Massimo Masi ed Emilio Contrasto – in una lettera spedita questa mattina all’Abi, a Federcasse, a tutte le banche, e, per conoscenza, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, oltre che alle rappresentanze sindacali aziendali e di gruppo.
In mancanza di urgente positivo riscontro, da parte Vostra e/o direttamente da ciascuna Associata, ci riterremo liberi di assumere, a partire dalla giornata di martedì 24 marzo, ogni necessaria iniziativa di tutela dei nostri rappresentati» si legge nella lettera firmata dai segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin.
Vi abbiamo espresso una forte e unitaria richiesta di chiusura, per almeno 15 giorni, di tutti gli sportelli bancari, che oggi rappresentano purtroppo punti di diffusione del contagio; a tale richiesta ci avete risposto negativamente» aggiungono Sileoni, Colombani, Calcagni, Masi e Contrasto.

«Abbiamo sottoscritto con ABI un Protocollo” contenente «misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 nel settore bancario», che impegna ABI e quindi le Associate a garantire standard di sicurezza adeguati alla gestione dell’emergenza. Nel Protocollo si è condiviso che “la prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone adeguati livelli di protezione”. Il decreto “Cura Italia” definisce ulteriori e necessari strumenti di protezione individuale, prevedendo, all’art. 16, che in mancanza di presidii organizzativi che garantiscano la distanza di sicurezza minima, i lavoratori siano dotati dei dispositivi di protezione individuati dalla stessa legge. Le “mascherine chirurgiche” rientrano tra questi dispositivi di protezione individuali necessari; dispositivi che, insieme a gel igienizzante e guanti, sono peraltro già da tempo in uso generalizzato nei supermercati, ma a tutt’oggi non sono in dotazione dei lavoratori del nostro settore, che pertanto non operano in condizioni di sicurezza. Ne è conferma il numero di operatori bancari già contagiati.

Il Presidente del Consiglio non ha accolto la nostra istanza, conseguente al Vostro diniego, di provvedere per via legislativa alla sospensione dell’attività delle filiali bancarie; anzi nel DPCM di ieri 22 marzo ne ha confermato l’operatività, rendendo necessario, per la gestione della emergenza, questa nostra ulteriore iniziativa, anch’essa emergenziale, di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori» osservano le organizzazioni sindacali.

Roma, 23 marzo 2020

 

I Segretari Generali
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin
Lando Maria Sileoni – Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni – Massimo Masi – Emilio Contrasto

 




Coronavirus, accordo ABI-Sindacati. Chiesta chiusura banche per 15 giorni.

Sottoscritto da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Unisin e Associazione bancaria un protocollo per garantire la tutela della salute e per arginare l’espansione dell’epidemia Covid-19. Nelle agenzie sarà garantita solo l’assistenza ai clienti, attività commerciale solo da remoto. Chiesta la chiusura delle filiali per 15 giorni. Paletti per accesso di fornitori, pulizia e sanificazione, precauzione igieniche e sanitarie, dispositivi di protezione individuale, servizi e contatto col pubblico, organizzazione aziendale, sorveglianza sanitaria.

Roma, 17 marzo 2020.

Nella tarda serata di ieri si è concluso il vertice tra i Segretari Generali delle Organizzazioni Sindacali di Settore – Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin – e ABI al fine di gestire congiuntamente gli aspetti legati a salute e sicurezza in relazione all’emergenza epidemiologica del Paese. Al centro del protocollo sottoscritto è stata posta la tutela del diritto alla salute e l’impegno comune ad attivarsi e collaborare fattivamente per arginare l’espansione dell’epidemia Covid-19. Al fine di contribuire in via incisiva al controllo della diffusione del virus, i Segretari Generali delle cinque organizzazioni sindacali del credito hanno unitariamente prioritariamente richiesto la chiusura totale degli sportelli bancari su tutto il territorio nazionale, garantendo esclusivamente i servizi on line e l’operatività tramite Atm.

A fronte della nostra richiesta di chiusura di tutti gli sportelli sul territorio nazionale per 15 giorni il Presidente degli Affari Sindacali di ABI, Salvatore Poloni, si è detto non competente a sciogliere la riserva, attendiamo pertanto l’esecutivo ABI previsto per la giornata di mercoledì 18 marzo per il pronunciamento circa la nostra richiesta finalizzata a tutelare in modo deciso ed incisivo il diritto alla salute di lavoratrici e lavoratori in un così delicata fase emergenziale.

Nel merito del protocollo, occorre osservare che, fermo restando il rispetto delle prassi di profilassi governative, abbiamo ottenuto la limitazione dell’attività bancaria di sportello alla sola assistenza alla clientela, limitando ai soli canali remoti lo svolgimento dell’attività commerciale.

Sono stati fissati importanti paletti a tutela dei Colleghi su accesso fornitori, pulizia e sanificazione, precauzioni igieniche sanitarie, dispositivi di protezione individuale, servizi e contatto con il pubblico, organizzazione aziendale, sorveglianza sanitaria.

Abbiamo, infine, prevista la partecipazione nella gestione e nell’analisi congiunta di questa fase emergenziale al tavolo nazionale anche di un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza per organizzazione sindacale.


I Segretari Generali Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin
Lando Maria Sileoni – Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni – Massimo Masi – Emilio Contrasto

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CCNL ABI: i punti salienti del nuovo contratto

In data 19/12/2019 le Organizzazioni Sindacali Fabi-First/Cisl-Fisac/Cgil-Uilca/Uil-Unisin hanno sottoscritto l’intesa di rinnovo del CCNL Abi con scadenza 31/12/2022. Riportiamo in sintesi i punti:

  • AREA CONTRATTUALE: viene mantenuto l’attuale assetto che, fino ad oggi, ha garantito l’intera categoria e viene rafforzato il riconoscimento delle lavorazioni di NPL e UTP come attività che, in caso di cessione, continueranno mantenere il CCNL ABI tempo per tempo vigente.
  • TRATTAMENTO ECONOMICO: aumento di € 190,00 per la figura media (3^AP 4^L) in tre tranche:
    • 1/1/2020 – € 80,00; 
    • 1/1/2021 – € 70,00; 
    • 1/12/2022 – € 40,00
  • LIVELLO DI INSERIMENTO: eliminazione.
  • REINTEGRA: dichiarazione delle Parti che auspicano un intervento legislativo per il superamento, a tutela di lavoratrici/tori, della normativa in tema di licenziamento illegittimo.
  • CABINA DI REGIA: è istituito un Comitato Nazionale Bilaterale paritetico sull’impatto delle nuove tecnologie e della digitalizzazione con funzioni di cabina di regia che si occuperà di monitoraggio e analisi del cambiamento conseguente alle nuove tecnologie e di elaborazione di soluzioni condivise tra le Parti nazionali: tra queste soluzioni rientrano anche quelle relative agli inquadramenti delle nuove figure professionali legate alle innovazioni tecnologiche.
  • INQUADRAMENTI: fermo restando l’avvio del cantiere di lavoro in materia di inquadramenti che dovrà terminare i propri lavori entro 12 mesi dalla data di stipulazione del contratto, i livelli della 1^ e 2^ A.P. vengono accorpati in un livello unico con garanzia di salvaguardia dei livelli salariali.
  • FOC: per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno viene aumentata l’erogazione a €3500 annui per ciascun lavoratore.
  • PART TIME: rafforzamento dei diritti e delle priorità per lavoratrici/tori in part-time.
  • APPALTI: rafforzata informativa. 
  • LAVORO AGILE: nuova norma nel CCNL in tema di: Definizione, Costituzione e Modalità di svolgimento del rapporto; Diritti e Doveri; Salute e Sicurezza, Privacy; Formazione; Informativa e Diritti sindacali.
  • TUTELE E PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI: rafforzamento delle norme; anticipo di tutte le spese legali; allungamento dei termini di risposta alle contestazioni a 7 giorni lavorativi; possibilità di accesso agli atti con interruzione del suddetto termine.
  • APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: riconoscimento del livello retributivo al cui conseguimento è finalizzato il contratto di assunzione dopo 18 mesi.
  • PERMESSI: nuove previsioni in tema di comporto, maternità/paternità e gravi patologie.
  • INCLUSIONE: istituzione della Commissione Politiche per l’inclusione.
  • UNIONI CIVILI: recepimento in CCNL delle disposizioni di Legge.
  • BANCA DEL TEMPO: nuovo articolato per la fruizione di permessi supplementari per gravi e accertate situazioni personali e/o familiari.
  • FORMAZIONE: coniugata la formazione flessibile con i principi di efficacia e di effettività.
  • TRASFERIMENTI: fermo restando il limite chilometrico, vengono innalzati i limiti di età.
  • SVILUPPO PROFESSIONALE DI CARRIERA: ai fini dei percorsi professionali vengono riconosciuti nella misura del 50% le assenze cumulate tra congedi parentali e di maternità (comunque riconosciuti fino ad un massimo di 5 mesi).
  • VALUTAZIONE PROFESSIONALE: il mancato raggiungimento degli obiettivi quantitativi commerciali non determina una valutazione negativa e non costituisce inadempimento del dovere di collaborazione. 
  • DISCONNESSIONE: nuova norma che tutela la libertà di disconnessione fuori dall’orario di lavoro.
  • SALUTE E SICUREZZA: avvio dei lavori della Commissione nazionale entro il 30 aprile 2020.
  • RECEPIMENTO NEL CCNL: Accordo Politiche commerciali 8/2/2017; Accordo Congedi a disposizione delle vittime di violenza di genere 8/3/2017; Dichiarazione congiunta Molestie e Violenze di genere sui luoghi di lavoro 12/2/2019.

Per Le Organizzazioni Sindacali l’ipotesi di accordo raggiunta è positiva perché coglie quanto richiesto in Piattaforma su Diritti, Tutele e Salario.

Le intese, infatti, prevedono un forte riconoscimento salariale, un rilancio della dignità del lavoro e di lavoratrici/tori nel riconoscimento di nuovi diritti e rafforzate tutele, nuovi spazi di negoziazione per gestire l’innovazione tecnologica; è un grande risultato dopo un decennio di sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori del settore che hanno, in prima persona, retto l’impatto di una crisi senza precedenti che ha coinvolto l’intero sistema produttivo del Paese. E’ con questa convinzione e questi risultati che affronteremo a partire dal 20 gennaio 2020 le Assemblee per dare voce a lavoratrici e lavoratori sulle intese raggiunte.

Roma, 20/12/2019

Le Segreterie Nazionali