Popolare di Bari: riapertura dei termini di adesione all’Accordo del 10/6/2020


Ieri, 25 gennaio 2021, dopo una trattativa molto intensa ed impegnativa, svoltasi da remoto per alcuni giorni, si è concluso un ciclo d’incontri con l’Azienda, rappresentata dall’Amministratore Delegato con l’assistenza della Funzione Risorse Umane e la Delegazione Sindacale aziendale e nazionale.

Gli incontri si sono svolti, a partire dal 15 gennaio, per la verifica, prevista dall’accordo del 10.06.2020, dei risultati delle adesioni alle modalità di accompagnamento alla pensione, di esodo incentivato e per le valutazioni circa l’adozione di ulteriori misure volte a conseguire gli obiettivi dell’Accordo.

Le misure individuate, nella piena consapevolezza dei disagi e delle esigenze che avevano determinato i risultati delle adesioni raccolte, hanno incontrato, complessivamente, il reciproco gradimento delle parti trattanti.

Queste Organizzazioni Sindacali auspicano che le condizioni concordate possano favorire la massima adesione possibile all’esodo, contribuendo alla serenità dei lavoratori in uscita e alla prospettiva di un futuro per chi rimane.

Di seguito sintetizziamo le novità che integrano l’accordo del 10 giugno 2020:

  • Per tutti i dipendenti che maturano il requisito pensionistico AGO entro il 31/12/2029 sarà possibile accedere alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà (art. 5 dell’accordo del 10 giugno 2020) per una durata massima di 60 mesi, in luogo del limite di 36 mesi precedentemente fissato. Le adesioni dovranno essere presentate entro il 19 febbraio 2021, con le modalità (semplificate) che verranno indicate dalla Banca. I colleghi che hanno già presentato l’adesione alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà (Fondo) per una permanenza inferiore a 60 mesi potranno, a loro discrezione, presentare una nuova domanda per la maggiore durata, in sostituzione della precedente.
  • Viene sospesa la misura di cui all’art. 5.7 dell’Accordo, pertanto per i colleghi e le colleghe che hanno già aderito e/o aderiranno, non si procederà alla trasformazione del rapporto da full-time a part-time. Per coloro che hanno già presentato la domanda in data antecedente al verbale in parola, è fatta salva la possibilità di richiedere il mantenimento della precedente previsione.
  • Un’importante agevolazione ottenuta riguarda l’estensione dei benefici delle polizze assicurative per i casi di invalidità permanente e morte al personale che ha avuto e avrà accesso alle prestazioni straordinarie del Fondo, con erogazione rateale, agli stessi termini e condizioni dei dipendenti in servizio.
  • È stata inoltre esplicitata la “clausola di salvaguardia” in ipotesi di interventi legislativi che modifichino i requisiti legali per l’accesso al trattamento previdenziale, la previsione di uno specifico impegno dell’azienda a riassumere i dipendenti interessati.

Restano invariate, nei termini (riaperti) e nelle modalità di accesso, le altre misure contemplate dall’accordo agli articoli 3, 4, 6 e 7, vale a dire le uscite riguardanti “Pensione quota 100”, “Opzione donna”, l’accesso alla sezione emergenziale Fondo e le uscite volontarie (esodo incentivato). Per quanto riguarda invece l’accesso alla sezione emergenziale del Fondo, le cessazioni avverranno entro il 31 marzo 2021.

Confermata anche la previsione di accoglimento delle domande di riscatto della laure, tramite Fondo, per coloro che matureranno i requisiti pensionistici negli anni 2030 e 2031, a condizione che il costo complessivo per l’Azienda non ecceda il costo di 60 mesi di prestazioni straordinarie di permanenza nel Fondo.

Con riferimento alla misura di cui al primo alinea dell’art. 10.3 dell’Accordo del 10 giugno 2020 la Banca ha confermato la validità degli accordi aziendali del 29/09/2012 (art. 16) e del 19/07/2016 (art. 3).

La Banca conferma altresì che le forme di accompagnamento alla pensione previste dall’accordo del 10 giugno 2020 trovano applicazione anche per i lavoratori ceduti a Credit Management che ne hanno fatto e/o faranno richiesta, in virtù delle garanzie contenute nell’accordo di cessione di ramo d’azienda del 29/11/2017, sottoscritto con la Società.

Un ulteriore momento di confronto con l’Azienda, per la verifica delle adesioni agli strumenti di esodo individuati e integrati, partirà dal 26/02/2021 per terminare entro il 19/03/2021, con le stesse priorità di eventuali interventi previste nell’Accordo del 10 giugno scorso, cui si rinvia per tutto quanto non espressamente menzionato nel verbale di incontro del 25.01.2021 di cui si è trattato.

Bari, li 26 gennaio 2021

 

Segreterie OdC Gruppo Banca Popolare di Bari
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

 

scarica il Verbale di Incontro




Pop. Bari: Segreterie Regionali confederali scrivono ai Prefetti

Segreterie Regionali

 

Al Prefetto di Pescara
prefpe@pec.interno.it
Al Prefetto dell’Aquila
protocollo.prefaq@pec.interno.it
Al Prefetto di Chieti
protocollo.prefch@pec.interno.it
Al Prefetto di Pescara
protocollo.prefpe@pec.interno.it 

Oggetto: Chiusure Filiali Banca Popolare di Bari 11 dicembre 2020 – Regione Abruzzo

Ill.mo Sig. Prefetto,

le scriventi Organizzazioni Sindacali del settore del Credito sono a rappresentarLe, con la presente, la preoccupazione derivante dalle imminenti chiusure definitive programmate dalla Banca Popolare di Bari, previsto dall’attuale piano industriale, nella giornata dell’11 dicembre 2020 (peraltro, in previsione per il 2021):

FILIALE IN CHIUSURA PROV. TERAMO
CASTILENTI
BELLANTE (BORGO MARTINI)
TOSSICIA
CASTELLI
SANT’OMERO
ROSETO CAMPO A MARE
GIULIANOVA OSPEDALE CIVILE
CORROPOLI BIVIO
FILIALE ACCORPANTE
ATRI
BELLANTE STAZIONE
ISOLA DEL GRAN SASSO
ISOLA DEL GRAN SASSO
GARRUFO DI SANT’OMERO
ROSETO DEGLI ABRUZZI
GIULIANOVA
CORROPOLI
FILIALE IN CHIUSURA PROV. PESCARA
CITTA SANT’ANGELO VILLA SERENA
MOSCUFO
FILIALE ACCORPANTE
CITTA’ SANT’ANGELO
PIANELLA
FILIALE IN CHIUSURA PROV. L’AQUILA
SULMONA
CASTEL DI SANGRO
AVEZZANO LIGURIA
CARSOLI
FILIALE ACCORPANTE
POPOLI
POPOLI
AVEZZANO
AVEZZANO
FILIALE IN CHIUSURA PROV. CHIETI
POGGIOFIORITO
FILIALE ACCORPANTE
LANCIANO

Tale decisione comporterà lo spostamento di circa 10.000 rapporti bancari, e quindi della relativa clientela spostandoli verso filiali e comuni limitrofi, in un periodo di estremo rischio per le imminenti festività natalizie, anche in ragione della probabile previsione di passaggio della regione Abruzzo da zona Arancione a zona Rossa.

Trattasi, in prevalenza, di rapporti bancari di clientela tradizionale e/o anziana, abituata a recarsi fisicamente in banca e non del tutto avvezza all’utilizzo di strumenti di internet banking; quindi, rappresentano certamente un concreto rischio di ulteriori assembramenti di persone presso gli ingressi delle filiali che prenderanno in carico tali rapporti, con conseguente possibile contagio da COVID-19.

Dunque, al fine ultimo di mitigare ogni rischio sanitario derivante da tali possibili assembramenti d utenza, chiediamo il Suo autorevole intervento per la sospensione delle chiusure previste, lasciando la piena operatività (momentanea) delle suddette filiali.

Nel ringraziarLa per l’attenzione che ci vorrà riservare, restiamo a sua completa disposizione per ogni esigenza di chiarimento ulteriore.

Pescara, 16 novembre 2020

 

 

FIRST CISL Regionale
Via dei Sanniti, 18
65127 PESCARA
Tel. 085.692842
abruzzo@firstcisl.it

FISAC CGIL Regionale
via B. Croce, 108
65126 PESCARA
tel. 085.4543334  335577468
fisac@abruzzo.cgil.it
UIL.CA Regionale
Via Tirino, 14
65121 PESCARA
tel. 085.6922611
uilcabruzzo@gmail.com

 


Di seguito riportiamo una prima risposta dell’Azienda con il parziale accoglimento di alcune delle richieste:

 

Gruppo Banca Popolare di Bari

Facciamo seguito alla sotto riportata comunicazione per significare che, tenuto conto dell’emergenza sanitaria in corso ed al fine di garantire la continuità dei servizi bancari sul territorio, la Banca ha deciso di posticipare al 2021 la chiusura delle filiali di Castelli, Castilenti, Moscufo, Tossicia e Poggiofiorito in Abruzzo nonché di Castelluccio dei Sauri in Puglia.

Nel restare a disposizione per ogni approfondimento in merito inviamo cordiali.

Consulenza e relazioni industriali
Funzione risorse umane

BANCA POPOLARE DI BARI S.P.A.
70123 Bari – Corso Cavour, 19
Tel. (+39) 080 5274 567-553-789-151
       (+39) 0861 1325368
Fax (+39) 080 5274 402-509
ufficioconsulenzaerelaz.industr@popolarebari.it
www.popolarebari.it

 

 




Popolare di Bari: malessere straordinario

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca

MALESSERE STRAORDINARIO

Esprimiamo forte disagio di fronte al rinvio dell’assemblea ordinaria e per il susseguirsi di articoli di stampa sempre più preoccupanti.

Queste organizzazioni sindacali avevano preso per buono quanto più volte pubblicamente dichiarato dall’Amministratore Delegato del Medio Credito Centrale, riguardante l’intenzione, di quest’Istituto, di arrivare al timone della BPB addirittura entro il mese di agosto.

Ci si ritrova, invece, ancora in amministrazione straordinaria, con tutta la cattiva reputazione che ciò comporta a livello di opinione pubblica e di clientela.

La gestione commissariale segna il passo e sta diventando sempre più una zavorra per una Banca che, nelle intenzioni, deve diventare la banca di riferimento per famiglie e piccole e medie imprese del territorio.

La situazione dei crediti, per dirne una, sta nuovamente deteriorandosi, anche per le inefficienze derivanti da una direzione a dir poco assente.

A questo si aggiunga un inopinato cambio in corsa del Direttore Generale, il sostanziale immobilismo sul fronte degli impieghi e l’estrema difficoltà per l’attività commerciale sia per l’assenza di strumenti capaci di andare incontro alle richieste della clientela, sia per il continuo aggravio di incombenze amministrative affidate alle filiali.

Sembra ormai caduto in disuso lo strumento delle circolari di servizio in favore delle semplici e-mail da parte di singoli uffici per le disposizioni operative: un discutibile esercizio di sopravvivenza, generatore di caos, di fronte all’insensibilità gestionale di chi ha scelto di rinchiudersi in una torre d’avorio?

La veemente ripresa delle pressioni commerciali avviata dal nuovo Direttore Generale, con toni e locuzioni non solo inappropriate, ma anche slegate da una visione prospettica sul modello della banca che verrà, sembra riportare indietro la datazione del calendario.

Mentre da un lato l’Azienda veste i panni dei pubblici ufficiali inflessibili nell’applicazione degli accordi ad essa congeniali, dall’altro si mostra dimentica dell’osservanza degli accordi tesi al rispetto dei diritti e delle prestazioni dei propri dipendenti e sembra voler impiegare il restante tempo che la separa dal passaggio di consegne alla nuova proprietà per vessare, con ogni pretesto, il personale.

Vieppiù, in relazione all’accordo del 10 giugno 2020, stigmatizziamo la condotta aziendale sorda aller ichieste di concorde interpretazione per l’applicazione di alcuni punti.

È quasi superfluo rammentare che interpretare una norma significa farla vivere, applicarla e non derogarla.

La sensazione è che, per alcuni, i dipendenti BPB siano non lavoratori e lavoratrici anch’essi vittime di una scellerata gestione, ma un insieme male assortito di persone incapaci quando non in malafede.

Ove davvero, questa sensazione, trovasse conferma nei fatti, dichiariamo con forza che non assisteremo passivi a questo gioco al massacro.

Vogliamo impegnarci, da professionisti, nell’ambito di un normale rapporto di lavoro subordinato, con prospettive di futuro migliore per la clientela, per i territori, per noi stessi.

Qualsiasi conduzione in contrasto con questa prospettiva ci vedrà fieri avversari.

Bari, 14 settembre 2020

Segreterie OdC
FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA
Gruppo Banca Popolare di Bari




Piani industriali grandi gruppi bancari = ulteriore impoverimento del territorio.

Da mesi, come Fisac e CGIL L’Aquila, stiamo lanciando il grido d’allarme riguardo l’ abbandono del nostro territorio da parte dei grandi Gruppi bancari. Oggi si sta concretamente verificando quanto da noi paventato.

Un esempio lampante (ma non l’unico) è rappresentato dal piano industriale della BPER e dai suoi effetti nella nostra Provincia, per la quale rappresenta la più importante realtà nel mercato del Credito.
Dal mese di aprile di quest’anno sono circa 30 i lavoratori della Provincia dell’Aquila usciti dall’Azienda, contando anche quelli che cesseranno alla fine del mese di settembre; pur trattandosi di lavoratori che verranno accompagnati alla pensione, il mancato turn-over rappresenta un innegabile impoverimento per il territorio. L’accordo che disciplina gli esodi, datato 29/10/19, prevede 2 nuove assunzioni ogni 10 uscite: ad oggi, a fronte di circa 30 esodati, le assunzioni effettuate in Provincia sono state solo 2. Il timore è che alla riduzione dell’occupazione si accompagni un’ulteriore delocalizzazione verso altri territori, considerati più allettanti dalla Banca: un timore che si estende alle ulteriori uscite previste dal piano fino al 31 marzo 2021.

Segnali in tal senso ce ne sono già diversi. Temevamo da tempo che gli uffici di Viale Pescara si avviassero verso un progressivo smantellamento, sulla scia di quanto già accaduto all’Ufficio Ricostruzione; oggi ci preoccupa apprendere che lavoratori prossimi all’esodo siano stati chiamati a passare le consegne a colleghi che opereranno da altri territori, a riprova dell’intento di spostare il lavoro dalla nostra Provincia.
A giorni l’Azienda dovrebbe comunicare l’elenco delle filiali destinate a chiudere entro la fine dell’anno: abbiamo ragione di temere che il nostro territorio possa essere pesantemente colpito da nuove chiusure, che si aggiungerebbero ai due sportelli che hanno già abbassato le saracinesche nel corso dell’anno, senza contare gli ulteriori tagli in arrivo nel 2021. Non si tratta, purtroppo, di un fenomeno che riguarda la sola BPER: basti pensare alle 4 filiali chiuse in Provincia dal MPS nei mesi scorsi, ed alle prevedibili ulteriori chiusure che saranno prodotte dall’accorpamento di UBI in Banca Intesa o dal previsto ridimensionamento di Banca Popolare di Bari.

Il fenomeno dell’abbandono bancario ha conseguenze gravissime: non rappresenta soltanto una perdita di posti di lavoro ma costituisce un forte limite nell’accesso al credito ed ai servizi bancari da parte delle imprese locali, minandone pesantemente le prospettive di crescita. E’ appena il caso di ricordare che in Provincia dell’Aquila circa due terzi dei Comuni sono sprovvisti di sportelli bancari; la chiusura di una filiale in un comune montano contribuisce in maniera decisiva ad accelerarne lo spopolamento.

Colpisce il fatto che l’importanza della questione sia totalmente ignorata dalla politica locale, che finora si è mostrata del tutto indifferente ai nostri appelli, mostrando di non comprendere quanto il fenomeno contribuisca al declino economico ed anagrafico delle aree interne.

 

CGIL – CDLT L’AQUILA                                                           FISAC/CGIL PROV.LE L’AQUILA
IL SEGRETARIO                                                                       IL SEGRETARIO
FRANCESCO MARRELLI                                                           LUCA COPERSINI

 

Scarica il Comunicato stampa

 

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Popolare di Bari: la Fisac aziendale si costituisce parte civile

Gruppo bancario Banca Popolare di Bari

PARTI CIVILI

A seguito del riconoscimento da parte della Procura della Repubblica della sussistenza di specifiche fattispecie di reato ad opera dell’ex presidente di BPB e dell’ ex co-direttore generale, la FISAC CGIL del Gruppo BPB ha deciso di costituirsi parte civile nel relativo processo.
La costituzione di parte civile è quell’atto che può compiere il danneggiato dal reato al fine di chiedere il risarcimento del danno subito a seguito del crimine” La mancata veridicità delle informazioni ai soci e l’alterazione fraudolenta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria all’interno del bilancio dell’Istituto hanno senz’altro danneggiato gli azionisti, ma anche le lavoratrici e i lavoratori. Questi ultimi, infatti, hanno sopportato per primi il peso economico del dissesto, generato dalla gestione scellerata della BPB.

Nel corso di questi anni si sono visti costretti a subire una contrazione della retribuzione ed attivare procedure di solidarietà per la salvaguardia dell’occupazione, sacrifici in buona fede ritenuti bastevoli ad evitare il dissesto dell’azienda – almeno per la parte relativa ai costi del lavoro -, in ragione di bilanci ad oggi falsi a detta della Pubblica Accusa. Pertanto, in rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici danneggiati dai reati poc’anzi descritti, si intende prendere parte all’azione giudiziaria al fine di chiedere il risarcimento del danno da loro subito, che comprenderà sia l’aspetto professionale ed economico, sia le ripercussioni sul piano emotivo ed umano che hanno caratterizzato tutta la vicenda.

Quella della FISAC aziendale, è una precisa scelta di campo, un atto chiaro e diretto di difesa e rispetto della dignità dei dipendenti tanto come persone, tanto come lavoratori, L’udienza di costituzione delle parti che si sarebbe dovuta tenere il giorno 16 Luglio è stata sospesa e rinviata al 24 settembre 2020 per motivi di sicurezza e nel rispetto delle misure anti-Covid-19, nell’aula-bunker presso il Tribunale di Bitonto. Sarà nostra premura informarvi riguardo ogni singolo sviluppo.




Popolare Bari: assessore Febbo confonde ruolo delle istituzioni con ruolo dei sindacati

 

COMUNICATO STAMPA

Banca Popolare di Bari
Ass.re Febbo confonde il ruolo delle Istituzioni con il ruolo dei Sindacati

E’ sicuramente un momento difficile per l’economia e per il nostro territorio, siamo consci che l’accordo per il salvataggio della Banca Popolare di Bari, sottoscritto da tutte le sigle sindacali del settore, è molto duro e avrà ricadute pesanti anche sul nostro territorio.

Ci siamo battuti, in questi mesi, affinché si potessero limitare al massimo tali ricadute.

In merito alle dichiarazioni dell’Assessore Febbo sull’accordo, ci permettiamo di osservare che probabilmente non è consapevole del diverso ruolo della “politica” rispetto a quello che svolgono, con enormi difficoltà, i Sindacati. Ricordiamo che, su nostra richiesta, è stato convocato un unico incontro regionale, con la Sua presenza. Da quell’incontro, ascoltati i buoni propositi, non è derivato alcun seguito pratico/programmatico. Suggeriamo , a ll’ Assessore Febbo, di effettuare una più attenta rif lessione su quanto dichiarato alla stampa, nonché sui motivi di una mancata convocazione, degli Organi Istituzionali della Regione Abruzzo, da parte dei Commissari Straordinari della B. Popolare di Bari.

Da sempre i Sindacati hanno a cuore gli interessi “generali”, dell’ intero paese, dei cittadini e delle lavoratrici e dei lavoratori, distinti da quelli ” p a r t ic o la r i” . E ’ evidente che, in mancanza di un accordo sottoscritto con i Sindacati , nel breve, avrebbe prodotto la messa in liquidazione della banca stessa, con conseguenze ancor peggiori da quelle che abbiamo comunque limitato, con strumenti normativi e di settore che salvaguardano la volontarietà e non prevedono licenziamenti. Inoltre, nello stesso accordo, si creano le premesse per il rilancio di una banca al servizio di tutto il Meridione.

Le dichiarazioni dell’Assessore appaiono più dettate da necessità di circostanza per giustificare l’assenza di protagonismo, in una vertenza molto difficile, che volto alla ricerca di soluzioni vere per il territorio, come già accaduto nelle note vicende anche della ex Carichieti; sollecitiamo lo stesso ad una rilettura attenta dell’accordo e auspichiamo che l’interesse su tale vicenda non finisca nel dimenticatoio.

Evidenziamo, inoltre, che grazie al nostro puntuale intervento, siamo riusciti ad inserire la possibilità di cessione degli sportelli (ben 39 nella regione) ad un prezzo simbolico a società creditizie (magari non presenti in Abruzzo) che volessero investire sul territorio regionale. Tutto ciò dovrebbe spingere le Istituzioni locali a ricercare soluzioni idonee affinché si possano proteggere le attività e i servizi bancari in aree svantaggiate oltre alla salvaguardia dei posti di lavoro.

Alle organizzazioni sindacali interessano soluzioni e non facile propaganda.

In ultimo, facciamo presente che, le scriventi OO.SS., sono riuscite ad ottenere l’apertura di un fascicolo d’indagine, da par t e de l la Commi s s ion e d’ Inchiesta parlamentare sulle Banche, sugli accadimenti riguardanti le vicende che hanno interessato le ex Banca Tercas e ex Banca Caripe, a partire dal loro commissariamento e della successiva acquisizione delle stesse da parte della Banca Popolare di Bari.

Pescara, 16 giugno 2020

 

Le Segreterie Regionali
Abruzzo Molise

Il testo dell’accordo

 

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Popolare di Bari: accordo sul piano di salvataggio




Popolare di Bari: accordo sul piano di salvataggio

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca Unisin nuovo logo

Roma, 10 giugno 2020.

Accordo raggiunto tra i sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin e i commissari della Banca Popolare di Bari. L’intesa, firmata oggi a Roma, è arrivata dopo diverse settimane di trattative a cui hanno preso parte anche i segretari generali delle organizzazioni sindacali e getta le basi per il salvataggio dell’istituto di credito pugliese.

Il testo sottoscritto prevede circa 650 esuberi (sul totale di 2.700 dipendenti) spalmati su un arco temporale di 10 anni anche con l’utilizzo delle norme per l’anticipo della pensione “Quota 100”. I pensionamenti e i prepensionamenti saranno gestiti solo su base volontaria e permetteranno un risparmio di 67 milioni di euro, meno rispetto ai 70 milioni inizialmente chiesti dai commissari. Saranno chiuse 91 filiali, anche in questo caso con una riduzione rispetto alla richiesta dei commissari di 94. Scongiurata qualsiasi ipotesi di esternalizzazione. Verranno confermati tutti i contratti di lavoro a tempo determinato.

Nell’accordo non hanno trovato spazio né i riferimenti alla legge 223 del 1991 sui licenziamenti collettivi né i riferimenti al demansionamento delle lavoratrici e dei lavoratori. La mobilità del personale sul territorio sarà fortemente limitata. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto una forte discontinuità nel management affinché il piano industriale sia gestito ad un nuovo gruppo dirigente.

Mediocredito Centrale, che si appresta a diventare socio stabile della Popolare di Bari, ha assunto l’impegno sul futuro del gruppo, in particolare manifestando l’intenzione di sviluppare il progetto volto alla creazione di un polo bancario del Sud.

 

Scarica il testo dell’accordo




Pop. Bari: al via la procedura di riorganizzazione

In data odierna si è dato l’avvio alla procedura relativa al piano di efficientamento e riorganizzazione della Banca Popolare di Bari.  Come Fisac Cgil riteniamo assolutamente insoddisfacente la presentazione che ci è stata fatta di un piano che, tra l’altro, non può da nessun punto di vista essere considerato un piano industriale stante  l’assenza del modello di Banca che si vuole disegnare.

Tutta l’informativa, sia quella fornitaci per iscritto che quella consegnata nel corso dell’incontro, verte solo sull’efficientamento e quindi sulla riduzione dei costi del personale nella misura del 40 per cento. Abbiamo con forza ribadito che:

  • salvaguarderemo con ogni strumento i livelli occupazionali e salariali
  • i numeri degli esuberi dichiarati e delle filiali da chiudere sono inaccettabili
  • vogliamo chiarezza e trasparenza sul futuro della Banca.

È intollerabile cercare di far ricadere la responsabilità dell’attuale situazione della Banca sui lavoratori e lavoratrici che fin troppi sacrifici hanno affrontato negli ultimi anni e sono le vittime incolpevoli della dissennata passata governance.

In più di un’occasione l’azienda ha dichiarato che il personale rappresenta una risorsa e una ricchezza per la Banca.

Proprio per questo principio condiviso affermiamo con forza che la ricchezza va tutelata e, soprattutto, valorizzata e che i dipendenti non possono essere trattati solo come dei numeri che si possono sottrarre senza problemi.

Bari, 30 aprile 2020

Lia Lopez – Delegata nazionale Fisac Cgil per le trattative in Banca Popolare di Bari




Pop. Bari: per la FISAC Abruzzo a forte rischio credito

“Il rischio è lo spacchettamento delle filiali, lo spopolamento delle filiali nei piccoli centri, l’occupazione e il credito che avrà forti problemi: ecco perché vediamo con favore la creazione di un tavolo continuativo nel tempo per monitorare tutto ciò che accade in Popolare di Bari”.

E’ quanto dice all’ANSA Francesco Trivelli della Fisac, il maggior sindacato del settore in Abruzzo.
Trivelli è reduce dall’incontro con l’assessore Febbo e lancia il suo allarme:
“Noi siamo molto preoccupati per il territorio abruzzese: non ci nascondiamo che l’eventuale
trasformazione di Pop. Bari in una banca di investimenti inevitabilmente avrà una ricaduta sull’Abruzzo, dove ci sono 800 dipendenti, che rappresentano il 25% del personale attuale
dell’istituto, sui 2.800 complessivi. Noi siamo preoccupati per questo secondo ‘choc’ bancario dopo le vicende Tercas e Caripe, a distanza di pochi anni da quei commissariamenti o vendite: l’Abruzzo è senza banche. Il rischio è l’ipotesi di vendita di filiali – e capire chi le compra – tenendo presente che oggi Pop. Bari in Abruzzo raccoglie 3,5 mld di euro a fronte di investimenti per 2,5 mld. Insomma, non ci preoccupiamo tanto dell’impatto occupazionale, quanto del sistema economico abruzzese nel suo complesso”.

Per la Fisac quindi il rischio è sistemico: ”Specie in una
regione dove locali restano solo le Bcc. Non vorremmo insomma
che si pensasse ad un ‘Sistema Puglia’ in crisi oscurando il
resto del paese – insiste Trivelli – bene quindi che la politica
abruzzese abbia iniziato a porsi il problema come è già successo
in Puglia e porti sul tavolo nazionale una eventuale vertenza
Abruzzo”.

Fonte: ANSA




Popolare di Bari, le registrazioni segrete.

La registrazione di una riunione del 10 dicembre, tre giorni prima del commissariamento. Gianvito Giannelli, in carica da luglio quando ha preso il posto dello zio Marco Jacobini: “Ci sarà un percorso light con l’intervento di investitori istituzionali. Non stiamo parlando di Carige, né tantomeno delle Popolari venete. Sono esperienze passate che la Vigilanza non vuole ripetere”. E l’ax direttore generale rientrato a fine 2018 critica le politiche di concessione del credito attuate in sua assenza: “Distrutto il patrimonio”.

Vincenzo De Bustis, ex direttore generale della Popolare di Bari (2011-2015) rientrato a fine 2018 nella veste di amministratore delegato, che parla di “cattivo management, irresponsabile, esaltato”, di “conti truccati“, di una politica del credito che “ha distrutto il patrimonio dell’azienda”. Specificando: “Taroccavate pure i conti economici delle filiali”. Ma con l’intervento dello Stato, anticipa, “la banca diventerà forte, voi potrete dire che abbiamo lo Stato dietro e quindi i soldi dateceli a noi, gli altri li sfondate”. Dal canto suo il presidente Gianvito Giannelli, in carica da luglio quando ha preso il posto dello zio Marco Jacobini, per rassicurare i dipendenti assicura: “Non c’è rischio di commissariamento, ci sarà un percorso light. Non stiamo parlando di Genova (Carige, ndr) né tantomeno delle Popolari venete. Sono esperienze passate che la Vigilanza non vuole ripetere né tantomeno vogliamo ripetere noi. La Banca d’Italia ci è molto vicina, io l’ingegnere De Bustis li sentiamo ai massimi vertici”. E’ la registrazione,pubblicata martedì da Fanpage.it, di un incontro avvenuto il 10 dicembre tra De Bustis, Giannelli e i manager dell’istituto. Che tre giorni dopo, a dispetto dell’ottimismo del presidente, è stato commissariato da via Nazionale per perdite.

“C’è un piano industriale serio in corso di definizione”, spiega Giannelli nell’audio, “che prevede gli interventi di investitori istituzionali, che sono una parte pubblica (Mediocredito centrale, ndr) e una privata (il Fondo interbancario). Ci sarà un percorso light. Non stiamo parlando di Genova, passata per il commissariamento, né tantomeno delle Popolari venete. Sono esperienze passate che la Vigilanza non vuole ripetere né tantomeno vogliamo ripetere noi. Abbiamo avviato un percorso di messa in sicurezza della banca, un percorso ufficiale, assistito dalla Vigilanza in tutti i passaggi. La Vigilanza ci sta supportando perché credono nella banca e nel suo capitale umano. Il percorso si chiuderà prima di Natale e parte dalla premessa che la banca non si tocca. I clienti vogliono sapere “i nostri soldi che fine fanno?”. Noi di qui a 15 giorni potremo dire che la banca è stata messa in sicurezza, è salva. La Banca d’Italia ci è molto vicina, io l’ingegnere De Bustis li sentiamo ai massimi vertici, quindi anche da questo punto di vista dovete essere tranquilli e capaci di irradiare tranquillità. C’è fortissima attenzione anche a livello politico, condivisa anche ai vertici del governo“.

De Bustis, che già in un’intervista al Corriere una settimana fa ha dato la colpa del buco sia alla recessione sia a “una gestione creditizia al di fuori delle regole, negli ultimi tre o quattro anni”, è più specifico ed entra nel dettaglio. “Il 18 di questo mese”, dice, “si firma un accordo in cui ci sono i nuovi proprietari che avranno la maggioranza dell’azienda. E’ bella la notizia, la banca diventerà forte dal punto di vista patrimoniale, avrà lo Stato dietro, voi potrete dire abbiamo lo stato dietro e quindi potrete andare dai clienti e dire “la popolare di Puglia e Basilicata non si regge in piedi, i soldi dateceli a noi”, e li sfondate se avete la forza e l’energia commerciale. E’ molto irresponsabile quello che è avvenuto negli ultimi 3-4 anni, un caso di scuola di managememt irresponsabile, esaltato. Quando sono venuto la prima volta (tra 2011 e 2015, ndr) c’era un signore coi capelli bianchi capo della pianificazione e controllo e gli dicevo: “Fammi vedere i dati delle filiali” e tutti i conti erano truccati, Truccavate, taroccavate i conti economici delle filiali”.

Poi parla dell’emissione di un green bond: “Perché ho rotto tanto le scatole per il green bond? Che cazzo me ne frega del verde? E’ un settore importantissimo ma è la tecnica che sta sotto, fare assistenza alle imprese cercando di non assorbire patrimonio e portando i soldi a casa. Questo si incrocia con un piano di ristrutturazione non semplice che è imprescindibile e prevede un taglio di organici molto importante, se no l’Europa non dà il permesso. I risultati dell’anno sono molto insoddisfacenti e c’è una storia molto negativa sul credito negli ultimi anni, nelle filiali e a livello centrale. Il credito è stata la palla di piombo che ha distrutto il patrimonio di questa azienda, 800-900 milioni. Il cost-income è indecente, al 100% quando alcune banche stanno al 50: abbiamo troppi costi e pochi ricavi”.

 

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it