Settore Assicurativo: aggiornato il protocollo sulle misure anti covid-19


Come ricorderete, il 24 marzo 2020 le scriventi Segreterie Nazionali ed ANIA siglarono un protocollo di settore, in coerenza con i contenuti del Protocollo interconfederale e il governo dell’8 marzo 2020, per le misure di contrasto e contenimento del virus negli ambienti di lavoro.

Il 6 aprile 2021 è stato sottoscritto, in sede governativa, da tutte le parti sociali il protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti covid-19 nei luoghi di lavoro e il protocollo nazionale interconfederale di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del covid19 negli ambienti di lavoro sottoscritto l’8 marzo 2020.

E’ in questo quadro che le Segreterie Nazionali scriventi hanno richiesto prontamente un incontro ad ANIA, che si è tenuto ieri pomeriggio 26 Aprile u.s, per aggiornare/adeguare il protocollo del Settore Assicurativo negli ambienti di lavoro, in piena coerenza con gli aggiornamenti del protocollo nazionale del 6 aprile u.s.

E’ stata raggiunta un’intesa importante, che vi alleghiamo, che prevede vari adeguamenti e nella quale sono stati in particolare esplicitati:

  1. Il richiamo integrale del protocollo vaccinazioni sui luoghi di lavoro sottoscritto da tutte le parti sociali il 6 aprile u.s;
  2. che l’ANIA si attiverà presso la struttura del Commissario Straordinario al fine di estendere la campagna vaccinale in azienda anche alle lavoratrici e ai lavoratori della rete agenziale;
  3. che l’assenza dal lavoro dei lavoratori fragili a seguito di contagio è equiparata al ricovero ospedaliero non computabile ai fini del periodo di comporto;
  4. che ai fini del rientro in azienda, le lavoratrici e i lavoratori positivi oltre il 21° giorno, saranno riammessi solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico effettuato in struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario nazionale. Qualora non fosse possibile effettuare i test sopra citati presso le competenti strutture sanitarie locali, l’azienda si impegna a sostenere il costo dei successivi esami fino al risultato negativo dei medesimi, necessario per il rientro in azienda;
  5. che l’articolazione di orari differenziati che favoriscano il distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenendo assembramenti all’entrata e all’uscita avverrà nel pieno rispetto dell’orario giornaliero e settimanale previsti dal CCNL ANIA e dalle Contrattazioni Integrative;
  6. che sono consentiti in presenza: la formazione in azienda, esclusivamente per le lavoratrici e i lavoratori della azienda stessa, in materia di salute e sicurezza e protezione civile, i corsi di formazione individuali nonché l’attività in presenza, ove necessario, nell’ambito di tirocini e stage in coerenza con i limiti normativi vigenti a condizione che siano adottate le misure del contenimento del rischio di cui al “Documento tecnico” pubblicato dall’INAIL.

Questo risultato conferma la centralità del valore della protezione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e nel Paese.

Le diverse importanti intese raggiunte in questi difficili mesi (protocollo sicurezza sui luoghi di lavoro, accordo quadro per accesso al fondo di solidarietà parte ordinaria, protocollo in materia di lavoro agile) confermano il livello e la qualità delle relazioni sindacali del Settore Assicurativo che consentono di affrontare in modo adeguato e sostenibile le difficili sfide che questa fase storica ci pone.

Roma, 27 Aprile 2021

Le Segreterie Nazionali
FISAC/CGIL – FIRST/CISL – FNA – SNFIA – UILCA

scarica il Protocollo




Il questionario sanitario in Unicredit

A partire da giovedì scorso i Lavoratori e le Lavoratrici del Gruppo stanno ricevendo un questionario sanitario (su base volontaria) che l’Azienda dichiara essere collegato “ad iniziative sanitarie utili alla prevenzione della infezione da Covid e la gestione delle situazioni di fragilità che necessitino particolari attenzioni”.

L’azienda dichiara che tali dati raccolti tramite il questionario andranno ad accrescere i contenuti delle cartelle sanitarie dei dipendenti e che il Medico Competente Coordinatore renderà disponibili all’Azienda l’analisi dei dati solo in forma anonima ed aggregata. I dati personali saranno disponibili esclusivamente ai Medici Competenti e solo per attività riguardanti la sorveglianza sanitaria.

A tale proposito evidenziamo quanto previsto nella circolare ministeriale n. 0015126-12/04/2021- DGPRE-MDS-P contenente le “ Indicazioni ad interim per la vaccinazione Anti – Sars – Cov – / Covid 19 nei luoghi di lavoro”, circa l’organizzazione della seduta vaccinale che “L’adesione da parte della lavoratrice / del lavoratore è volontaria ed è raccolta a cura del medico competente, o del personale sanitario opportunamente individuato, che potrà valutare preliminarmente specifiche condizioni di salute, nel rispetto della privacy, che indirizzino la vaccinazione in contesti sanitari specifici della Azienda Sanitaria di riferimento, che ne assicura la necessaria presa in carico” e che debba esserci “rispetto della modulistica predisposta a livello nazionale relativa a scheda anamnestica e consenso informato”.

La raccolta dei dati prevista ci sembra andare al di là del monitoraggio ai fini della sola vaccinazione.

Se il motivo della raccolta è “arricchire la cartella sanitaria” dei colleghi e delle colleghe, aggiungendo dati sensibilissimi a quelli già normalmente in mano alla azienda, non solo non è una ragione sufficiente ma il collegamento con le esigenze pandemiche ci sembra andrebbe chiarita.

L’anamnesi, secondo noi, non andrebbe inoltre raccolta in anticipo di settimane (forse mesi) con il rischio che i dati possano risultare ampiamente superati al momento dell’effettiva partenza della campagna vaccinale aziendale.

Una condivisione maggiore dell’iniziativa con i Rappresentanti del Lavoratori per la Sicurezza e con le Rappresentanze Sindacali avrebbe portato ad una migliore comprensione e condivisione di intenti, al fine di un risultato finale più efficace.

Ricordiamo che l’adesione all’iniziativa è assolutamente su base volontaria.

20 aprile 2021

 

Le Segreterie di Coordinamento di Gruppo in UniCredit

 

dal sito Fisac Unicredit

 




Gli RLS scrivono a ISP: no a maggiori rischi per attuare progetti aziendali

Al Datore di Lavoro di
Intesa Sanpaolo S.p.A.
Dott. Fabio Rastrelli

 

Al R.S.P.P. di
Intesa Sanpaolo S.p.A.
Arch. Dario Russignaga

Al Medico Coordinatore di
Intesa Sanpaolo S.p.A.
Dott. Maurizio Coggiola


Su periodicità riunioni e urgenze legate alla fase

Buongiorno,
gli RLS rispetto alla riunione plenaria di venerdì scorso, il cui O.d.g. era il seguente:

– Quadro epidemiologico
– Quadro normativo
– Attività di affiancamento integrazione UBI
– Approfondimento Lettera RLS Next WOW

evidenziano che, in considerazione della ristrettezza del tempo concesso alla riunione, i punti 1 e 4 non sono stati minimamente toccati, in quanto si è proceduto ad una interessante illustrazione dei provvedimenti riguardo le future vaccinazioni in azienda, comprimendo il tempo a disposizione per la trattazione degli altri punti all’O.d.g.

Consideriamo una grave mancanza aziendale la sostanziale assenza di confronto sull’imminente partenza del modello New WOW.

Ci troviamo in una fase cruciale di ristrutturazione aziendale, dalle cospicue ricadute in termini di salute e sicurezza, per giunta in corrispondenza di inediti picchi dei contagi, pervasività delle zone rosse e tuttora insufficiente diffusione dei vaccini. Chiediamo di ritornare, per il momento, alla cadenza settimanale delle riunioni plenarie e di organizzare, nel medesimo arco temporale, anche le riunioni territoriali di raccordo e di coordinamento.

Riteniamo non adeguata la durata di due ore delle riunioni plenarie in questo particolare contesto di riorganizzazione aziendale e di pesanti cambiamenti del modello organizzativo del lavoro; il tempo é insufficiente per consentire l’esposizione delle nostre ragioni e per affrontare un esauriente confronto con la parte aziendale: richiediamo pertanto un’ulteriore riunione, entro questa settimana, sugli argomenti richiamati con la presenza di BDT, di durata congrua rispetto ai temi da affrontare (es. un’intera mattinata o pomeriggio).

Per quanto appreso venerdì scorso, riteniamo molto rischiosa dal punto di vista epidemiologico la previsione di affiancamenti fisici ai colleghi UBI, a nostro avviso riguardanti conoscenze trasmissibili anche da remoto; in ultimo sottolineiamo i numerosi trasferimenti che avverranno a far tempo dal 12 c.m. in ogni ruolo organizzativo (Direttori, Coordinatori, Gestori) e le eccezioni espresse dai tecnici dell’ASL di Torino 3 Rivoli relativamente all’idoneità al rischio biologico per le visiere fornite dall’Azienda.

Per questo motivo ribadiamo la richiesta che gli affiancamenti vengano effettuati prioritariamente in remoto, salvo casi del tutto sporadici, nei quali andrà garantito comunque il distanziamento minimo di legge, pari a un metro, con le necessarie pause, vista la difficoltà che i colleghi avranno dato l’utilizzo continuativo delle visiere durante le ore lavorative, come già evidenziato dai medici competenti aziendali. Nel caso di affiancamento in presenza, particolare attenzione dovrà essere posta affinché ai colleghi dell’ex rete Ubi siano forniti per tempo idonei DPI, quali le visiere.

Altresì riteniamo che la mobilità interna, ancorché non più espressamente vietata dal legislatore, resti un elemento di forte rischio contagio. Chiediamo quindi il mantenimento delle attuali limitazioni alle trasferte.

In ottemperanza al Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Sar-Cov2 negli ambienti di lavoro, sottoscritto il 6 aprile 2021, ribadiamo la richiesta di un corposo utilizzo dello smart working, trovando irrazionale ed ingiustificato il ricorso ad attività quasi esclusivamente in presenza vista la situazione di grave crisi pandemica, che espone il personale ad un potenziale rischio di contagio.

Occorre non abbassare l’attenzione sul rispetto delle distanze e sul contenimento degli affollamenti nei luoghi di lavoro, in ogni contesto: a titolo esemplificativo e non esaustivo, appaiono particolarmente critiche le imminenti introduzioni delle filiali Agribusiness, in un contesto di forti accorpamenti.

Riteniamo che nessuno debba essere esposto a maggior rischio per attuare un progetto aziendale posto in essere in un momento critico, e non possiamo che evidenziare un elemento stridente: in altri frangenti, nonostante richieste contrarie da parte sindacale, la formazione non viene mai erogata in presenza.

Ricordiamo che è compito del Datore di Lavoro, ai sensi del D. 81/2008, garantire in ogni frangente, ed in ogni passaggio aziendale, la massima tutela possibile della salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

Milano, 12 aprile 2021

 

GLI RLS DI GRUPPO INTESA SANPAOLO




CGIL CISL UIL con ABI e ANIA firmano il protocollo per le vaccinazioni nei luoghi di lavoro

“Nella serata del 6 aprile abbiamo raggiunto un’intesa importante per quanto riguarda l’aggiornamento del protocollo sulla salute e sicurezza, e la stipula di un nuovo protocollo per la vaccinazione nei luoghi di lavoro in coerenza e nel rispetto delle priorità definite nel piano strategico nazionale di vaccinazione”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine del tavolo.

Questi due protocolli sono una conferma della centralità del valore della protezione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e nel Paese. Con queste intese governo e parti sociali con il contributo dell’Inail dimostrano l’importanza di un lavoro condiviso per combattere e sconfiggere il virus”, conclude Landini.


Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro: scarica il documento

 

Nota di ABI

(7 aprile 2021) ABI ha preso parte al confronto promosso dal Governo che si è concluso con la firma del “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”.

Le Banche potranno vaccinare i propri dipendenti che lo vorranno quando le dosi di vaccino saranno disponibili.

Nel settore bancario tale percorso è stato favorito e sostenuto dalla preventiva condivisione tra ABI, Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin, del Verbale di riunione del 17 marzo 2021, in cui le Parti nazionali si sono impegnate a favorire la realizzazione del percorso per la somministrazione dei vaccini da parte delle imprese di settore ai propri dipendenti.

Il Protocollo firmato è di estrema rilevanza, considerato il delicato momento che sta ancora vivendo il Paese, e testimonia l’alto senso di responsabilità di tutte le Parti coinvolte. “Con la firma di ABI del Protocollo per la somministrazione dei vaccini nei luoghi di lavoro”, sottolinea Poloni, Presidente del Comitato per gli affari sindacali e del lavoro, “le Banche confermano e rafforzano il proprio impegno nel contribuire al superamento dell’emergenza sanitaria e delle sue drammatiche conseguenze sostenendo la veloce realizzazione della copertura vaccinale”.

A seguito della condivisione del Verbale di riunione del 17 marzo scorso tra ABI e Organizzazioni sindacali di settore Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin” continua Poloni “moltissime Banche hanno già manifestato la disponibilità alla vaccinazione dei colleghi”.

Per quanto concerne le misure da adottare per prevenire, contrastare e contenere la diffusione del virus Covid-19, il settore bancario è dotato di autonomi Protocolli condivisi con i Sindacati nazionali fin dall’inizio della pandemia, tempo per tempo aggiornati dalle Parti medesime in relazione all’evoluzione della situazione sanitaria.




Quarantena dopo le ferie all’estero: si rischia il licenziamento

Una sentenza del Tribunale di Trento sancisce la possibilità di essere licenziati a causa dell’isolamento domiciliare dopo il rientro dalle ferie


Un dipendente che trascorre le ferie all’estero e al rientro del viaggio deve trascorrere un periodo di quarantena per effetto delle misure anti-Covid può essere licenziato? Una recente ordinanza del Tribunale di Trento ha stabilito di sì, suscitando le critiche non solo nell’opinione pubblica, ma anche tra gli addetti ai lavori nel campo del diritto del lavoro.

Covid, licenziata al rientro dalle ferie all’estero: la sentenza

L’isolamento domiciliare obbligatorio di 14 giorni, in determinati casi anche in assenza di positività da Covid-19 verificata attraverso il tampone, è previsto per il ritorno da buona parte dei Paesi stranieri riconosciuti dal ministero della Salute ad altro rischio epidemiologico e ripartiti dal Dpcm del 14 gennaio in diversi elenchi, con le rispettive limitazioni.

La sentenza del Tribunale di Trento riguarda una lavoratrice che aveva deciso di trascorrere le vacanze in Albania, consapevole che la scelta di passare le ferie all’estero avrebbe comportato al suo rimpatrio, l’isolamento fiduciario a casa per 14 giorni.

La dipendente era già dunque a conoscenza del fatto, o avrebbe dovuto esserlo, che non avrebbe potuto riprendere l’attività alla data concordata con il datore di lavoro. Il giudice ha per questo classificato il periodo di quarantena come assenza ingiustificata e ritenuto quindi la condotta passibile di licenziamento.

Covid, licenziata al rientro dalle ferie all’estero: i motivi

Di fronte alle aspre polemiche di una limitazione indebita del diritto alle ferie, le motivazioni del Tribunale di Trento spiegano come la lavoratrice avrebbe dovuto evitare di trovarsi nelle condizione di non poter riprendere il lavoro alla data prevista.

Come ogni altro cittadino italiano costretto a rispettare dall’inizio della pandemia le numerose e rigide limitazioni imposte dalle misure anti-contagio, a giudizio del Tribunale, la protagonista della vicenda avrebbe dovuto scegliere con maggiore criterio la destinazione delle sue vacanze, compiendo anche un sacrificio sulla propria decisione, alla luce delle conseguenze che avrebbe comportato per la propria occupazione.

Un compromesso che, ancora il Tribunale di Trento, ritiene molto più accettabile rispetto alle restrizione della libertà di movimento personale e del godimento di alcuni diritti civili che ha dovuto subito l’intera popolazione in questo ultimo anno.

Con questa sentenza il giudice richiama al senso di responsabilità, in particolar modo in una situazione di emergenza, implicito tra le parti in un rapporto di lavoro, nella quale non rientra la scelta di programmare delle vacanze all’estero, già sapendo che al rientro non si potrà tornare al lavoro per altri 14 giorni.

 

Fonte: www.quifinanza.it




Bper, gli RLS scrivono ai Prefetti: violate le norme anti Covid

Modena, 30 marzo 2021

Spett.le Bper Banca Spa
c.a. Dott. Gianluca Formenton
Delegato Datore di Lavoro
e per conoscenza
c.a. Romano De Marco R.S.P.P.
e per conoscenza
Prefetti Provinciali
Loro Sedi
e per conoscenza
ai Lavoratori
Loro Sedi

Oggetto: convocazione clientela in filiali collocate in zone rosse

Stiamo assistendo ad attività, sollecitata dalle strutture centrali e poste in essere dal personale di rete, di convocazione in filiale di clientela potenziale al fine di proporre loro la sottoscrizione, l’acquisto di prodotti bancari come una carta di credito, una polizza assicurativa, ecc…

Oltre alla convocazione, in questi giorni si stanno svolgendo in presenza gli appuntamenti fissati nei giorni scorsi.

Riteniamo tali attività in contrasto con le normative vigenti. E’ in capo all’azienda la responsabilità per ogni conseguenza dovesse scaturire da tali iniziative. Ricordiamo inoltre che anche il personale che attiva tali processi si rende individualmente responsabile del mancato rispetto delle normative anti Covid.

Distinti saluti

 

Gli RLS di Bper Banca


Sullo stesso argomento:

Bper: la legge non si rispetta “prevalentemente”




Comunicato stampa congiunto OOSS e Federcasse. Covid-19 piano vaccinale nazionale

CREDITO COOPERATIVO

LE BANCHE DI COMUNITÀ PER LE VACCINAZIONI DI COMUNITÀ.

LE BCC INSIEME ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEL CREDITO COOPERATIVO PRONTE A FAVORIRE LA CAMPAGNA VACCINALE NEI TERRITORI. 

INTESA FEDERCASSE SINDACATI

LETTERA CONGIUNTA AL GOVERNO ED AL COMMISSARIO STRAORDINARIO COVID.

Disponibilità di parte datoriale e sindacale a favorire la vaccinazione delle lavoratrici e dei lavoratori, familiari, soci, clienti e cittadini dei territori.

Federcasse e le Segreterie Nazionali delle organizzazioni sindacali Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Ugl Cedito e Uilca, nell’ambito del “Tavolo permanente di monitoraggio della emergenza pandemica” del Credito Cooperativo, nella tarda serata di ieri hanno sottoscritto un verbale di incontro con riferimento alle “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19” diramate dal Ministero della Salute sulla possibilità di eseguire le vaccinazioni all’interno dei luoghi di lavoro.

Le parti hanno rappresentato la disponibilità a favorire – ove ne ricorrano le condizioni logistiche, organizzative e di conformità sanitaria – la somministrazione del vaccino alle lavoratrici ed ai lavoratori del Credito Cooperativo da parte delle diverse aziende del sistema, compatibilmente con la disponibilità delle dosi di vaccino e secondo le linee guida e le indicazioni operative che arriveranno dalle Autorità competenti.

In una logica di mutualità, Federcasse – insieme alle Capogruppo dei Gruppi Bancari Cooperativi Iccrea Banca e Cassa Centrale Banca, alla Federazione Raiffeisen dell’Alto Adige e alle Federazioni  Locali – promuoverà la collaborazione delle Aziende del Credito Cooperativo con le Autorità sanitarie mettendo a disposizione, laddove ciò risulti compatibile a livello organizzativo e gestionale, i luoghi di lavoro, i locali e le strutture aziendali, per contribuire alla realizzazione del Piano vaccinale a favore delle comunità di riferimento, in particolare nelle aree interne dove può risultare più complesso individuare le strutture di supporto al piano vaccinale.

Federcasse e le Organizzazioni sindacali del Credito Cooperativo sottolineano inoltre che le Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Casse Raiffeisen  “dall’inizio dell’emergenza pandemica assicurano l’erogazione dei servizi creditizi, essenziali per la vita delle comunità delle quali sono espressione, senza mai far venir meno il supporto ai soci, ai clienti, ai cittadini, alle famiglie, alle imprese”.

Una garanzia di continuità del servizio “possibile grazie soprattutto all’impegno costante delle lavoratrici e dei lavoratori, nonché delle amministratrici e degli amministratori del Credito Cooperativo”.

Le parti, in aggiunta, “esprimono la convinzione che sia prioritario procedere alla copertura vaccinale della popolazione nel modo più ampio possibile e nella maniera più rapida ed efficiente, con uno sforzo corale e sinergico, solidale e sussidiario di tutte le componenti del “Sistema Paese”.

Nella mattinata odierna le Parti hanno inviato una lettera al Governo ed al Commissario Straordinario per l’emergenza Covid nella quale, in attesa di indicazioni operative, si rappresenta tale disponibilità.

Roma, 23 marzo 2021

 




CGIL L’Aquila: in Provincia famiglie e giovani sempre più poveri

Nell’economia della Provincia dell’Aquila esiste un problema strutturale, che coincide con l’impoverimento crescente delle famiglie e delle giovani generazioni.

Emerge dal report della Cgil su economia, lavoro e pensioni.

In una realtà in cui la famiglia è ancora un’istituzione centrale, “i dati evidenziano la condizione media di povertà dei pensionati ed il mancato accesso al reddito da lavoro della popolazione attiva“, spiega il sindacato; al netto di chi non cerca lavoro o ha rinunciato a farlo, “gli occupati percepiscono redditi piuttosto bassi e molte persone che sono disoccupate o inoccupate sopravvivono grazie agli strumenti di sostegno al reddito”.

Oggi siamo in un fase di blocco dei licenziamenti, per cui a fronte di una mancata ripresa delle attività produttive è lecito aspettarsi una fase di grande sofferenza economica e sociale.

“Nel 2020 la crisi ha colpito duramente il nostro territorio, ad una già fragile economia provinciale si è aggiunta una situazione di estrema difficoltà generata dalla pandemia” chiarisce la Cgil. “Il nostro territorio, già provato dal susseguirsi di eventi catastrofici e da crisi economiche cicliche, vede un pesante arretramento sul fronte economico con una ulteriore riduzione di reddito per centinaia di famiglie e l’espulsione di migliaia di lavoratori precari dal mondo produttivo. Si assiste ad un continuo scivolamento verso una condizione di povertà per interi nuclei familiari, si accentuano le differenziazioni tra reddito femminile e quello maschile e tra le tre macro aree dell’Aquila, Avezzano e Sulmona”.

Per la nostra provincia l’importo medio mensile della pensione di vecchiaia vigenti al 1 gennaio 2020 è di 855,48 euro, “con una importante differenziazione tra uomini e donne: per i primi il valore medio è pari ad euro 995,88, mentre per le donne è pari ad euro 651,34, cioè il 34,5% in meno rispetto agli uomini. Tale importo medio risulta essere il più basso tra tutte le provincie abruzzesi per un valore percentuale dell’11,5% in meno rispetto alla media Abruzzo”.

E all’interno della nostra provincia si accentuano le differenziazioni tra territori: il tasso di disoccupazione nel 2019 per Sulmona era pari al 13,3%, per Avezzano all’11,8% e per L’Aquila al 9,6%.

Anche il reddito da lavoro dipendente nel 2018, per i principali comuni della provincia, si colloca al di sotto della media nazionale con importanti oscillazioni percentuali. “Per l’Aquila il valore medio del reddito da lavoro dipendente è pari ad euro 21375,9, con un 4,36% in meno rispetto al valore medio nazionale (valore medio calcolato per fasce demografiche), mentre per Avezzano 19855,9, con meno 3,95% e per Sulmona 19580, con un meno 5,2%”.

Per migliaia di lavoratori il reddito a seguito della pandemia ha subito una drastica riduzione “dovuta alla sospensione dei rapporti di lavoro tramite l’utilizzo degli ammortizzatori sociali; il confronto della variazione percentuale sull’andamento delle ore di cassa integrazione ordinaria per gli anni 2019-2020 fa registrare un incremento del 1779%”.

La grave sofferenza sociale riscontrata nella nostra provincia viene evidenziata anche dall’utilizzo di prestazioni di contrasto alla povertà: il reddito di cittadinanza interessa oggi il 5,44% della popolazione. “È necessario, pertanto – ribadisce la Cgil – invertire immediatamente la tendenza che da troppo tempo insiste sui nostri territori, partendo da concrete azioni di sostegno ai redditi delle persone, passando per l’incremento dell’occupazione stabile ed il miglioramento della qualità della vita attraverso un potenziamento quantitativo e qualitativo dei servizi alla collettività, quali: sanità, istruzione, trasporti, costruzione di reti materiali e immateriali”.




Banca Fucino: violazioni divieto di fumo ed obbligo mascherine


Spett.le Banca del Fucino

Alla C.A.

Legale Rappresentante – Presidente Dott. Mauro Masi
Direttore Generale – Dott. Francesco Maiolini
Delegato del Datore di Lavoro – Dott. Andrea Colafranceschi
Responsabile Risorse Umane – Dott. Giorgio Mieli
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione – Ing. Mauro Del Maestro
Medico Competente – Dott. Matteo Susanna

e p.c.
a tutte le Lavoratrici e a tutti i Lavoratori

Roma, 19 marzo 2021

Oggetto: inosservanza del divieto di fumo e dell’obbligo dell’uso della mascherina nei luoghi di lavoro

Egregi Signori,

in data 18 u.s. sono intervenute le Forze dell’Ordine in seguito alla segnalazione dell’inosservanza degli obblighi indicati in oggetto.

Quanto al divieto di fumo, era già intervenuta la ASL competente su segnalazione dell’RLS cofirmatario della presente, nei primi mesi dell’anno 2020, ma l’inciviltà di alcuni evidentemente non ha limiti.
Quanto poi all’obbligo della mascherina, avevamo dichiarato, in un nostro recente comunicato, che non avremmo esitato a rivolgerci alle Autorità in caso di disapplicazione delle norme di legge anticovid e così è stato.

L’Azienda non ha raccolto le nostre istanze; Vi chiediamo, pertanto, per il futuro, di attivarvi per evitare il ripetersi di tali inosservanze, facendo rispettare le disposizioni di legge in materia, cosa che, fin qui non è avvenuta.

Rinnoviamo ancora una volta l’invito agli organi aziendali a farsi diligenti nel vigilare sul rispetto delle condizioni di salubrità degli ambienti di lavoro e a tutti i lavoratori a pretendere tale rispetto, anche, se del caso, richiedendo l’intervento delle Asl o delle Forze dell’Ordine: la salute è un bene indisponibile ed intangibile, tutelato a livello costituzionale.

Confidiamo di non dover ritornare sull’argomento.

In attesa di riscontro scritto, porgiamo distinti saluti.

 

C.A.C. Fisac Cgil
Banca del Fucino S.p.A.
R.S.A. UILca
Rappr. Lavoratori p. Sicurezza
Banca del Fucino S.p.A



Vaccinazione nei luoghi di lavoro, accordo importante tra ABI e Sindacati

Abbiamo da tempo detto che serve un piano vaccinale nazionale condiviso gestito dal servizio pubblico.

L’accordo raggiunto stasera tra Sindacati di settore e ABI è importante e positivo perché è la risposta tempestiva ad una precisa sollecitazione dei Ministeri della Salute e del Lavoro.

Secondo quindi le indicazioni e le disposizioni delle Autorità, le lavoratrici e i lavoratori bancari, che operano in un settore considerato essenziale, potranno essere vaccinati, seguendo le prescrizioni del Servizio Sanitario Nazionale.

Fondamentale ora è acquisire tempestivamente da parte delle Autorità competenti una adeguata disponibilità di vaccini.

Come FISAC CGIL continueremo, poi, fin dai prossimi giorni, l’impegno ad aggiornare e arricchire i Protocolli di sicurezza, in particolare modo per ciò che riguarda i problemi legati alla genitorialità e alle persone fragili, attraverso un confronto con le nostre controparti datoriali.

Nino Baseotto • Segretario Generale Fisac Cgil


Comunicato congiunto Organizzazioni Sindacali ed ABI


Comunicato congiunto ABI, Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin 

Oggi, ABI e i Segretari Generali di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin, hanno condiviso di favorire il percorso da parte delle banche di somministrazione dei vaccini ai propri dipendenti. 

Ad esito della costante interlocuzione sullo sviluppo dello scenario pandemico nel Paese e alla luce delle “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19” del Ministero della Salute del 10 marzo in cui è prevista la possibilità di vaccinare all’interno dei posti di lavoro qualora le dosi di vaccino disponibili lo permettano, le Parti nazionali hanno condiviso un ulteriore aggiornamento del Protocollo del 28 aprile 2020 con le misure di contrasto alla diffusione del virus COVID-19 per il settore bancario. 

Le Parti nazionali sono consapevoli che dalla velocità di realizzazione della copertura vaccinale dipende il progressivo superamento dell’emergenza sanitaria e delle drammatiche conseguenze anche sul piano economico e sociale e si sono impegnate ad integrare prontamente il Protocollo con le indicazioni che saranno fornite dalle Autorità competenti.


Scarica il testo del verbale