Unicredit: giorni di ferie aggiuntivi

Il giusto riconoscimento

“Il giusto riconoscimento per chi ha lavorato in prima linea”, così si intitolava un comunicato unitario uscito nel pieno della prima fase pandemica: era il 4 aprile, i positivi in quei giorni si attestavano sugli 88.000, i morti erano oltre 700 al giorno. Le nostre filiali erano chiuse al 70%, corporate e private svolgevano la propria attività in presenza ma a rotazione.

È bene ricordare quei mesi, marzo e aprile 2020, durante i quali chi veniva a contatto con la clientela era senza dubbio soggetto a un rischio maggiore, non erano ancora chiarissimi i protocolli di sicurezza, la clientela era ancora restia a rispettare le norme a tutela della propria e altrui salute. Insomma chi l’ha provato sa di cosa parliamo.

Abbiamo, proprio in quei mesi, iniziato a chiedere all’Azienda che si esprimesse con un segnale di gratitudine verso le persone che fornivano un servizio a contatto diretto con la clientela.
Quel riconoscimento è arrivato sotto forma di cinque giorni aggiuntivi di ferie (due da usare nel 2021, due nel 2022 e uno nel 2023): le prime due giornate sono già state caricate sulla posizione individuale di colleghi e colleghe, tra questi anche coloro che andranno in esodo.

Il perimetro del riconoscimento è costituito dalle Colleghe e Colleghi delle Aree Professionali e dei Quadri Direttivi che abbiano lavorato almeno il 40% del proprio tempo “in presenza” nel periodo marzo/maggio 2020 rivestendo i ruoli che vedete elencarti in calce.

Sono 43 ruoli Retail, Corporate Private, un perimetro molto più ampio di quello pensato in origine, grazie certo alle nostre insistenze, poiché il servizio in presenza nelle strutture aperte al pubblico non può tollerare distinzioni di trattamento.

1 febbraio 2021
Segreterie di Coordinamento di Gruppo UniCredit

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I RUOLI DESTINATARI DEL RICONOSCIMENTO:

      • ADDETTO OPERATIVO DI AREA
      • ADDETTO OPERATIVO DI AREA SENIOR
      • ADDETTO TESORERIA
      • ANALISTA BUSINESS
      • AREA MANAGER CORPORATE
      • AREA MANAGER PRIVATE
      • AREA MANAGER PUBLIC SECTOR
      • AREA MANAGER REAL ESTATE
      • AREA MANAGER RETAIL
      • ASSISTENTE CORPORATE
      • ASSISTENTE PUBLIC SECTOR
      • ASSISTENTE REAL ESTATE
      • CONSULENTE
      • CONSULENTE BUSINESS
      • CONSULENTE FIRST
      • CONSULENTE PERSONAL
      • CONSULENTE SMART PERSONAL
      • COORDINATORE COMMERCIALE BUSINESS
      • COORDINATORE SMART PERSONAL
      • DIRETTORE
      • DIRETTORE DI FILIALE
      • EXECUTIVE PRIVATE BANKER
      • GESTORE CORPORATE
      • GESTORE CORPORATE SENIOR
      • GESTORE PUBLIC SECTOR
      • GESTORE REAL ESTATE
      • GESTORE REAL ESTATE SENIOR
      • HEAD OF CASSA CENTRALE REGIONE SICILIA
      • PRIVATE BANKER
      • RESP.SPORTELLO CASSA/TESOR.
      • RESPONSABILE AREA SMART PERSONAL
      • RESPONSABILE OPERATIVO DI AREA
      • RESPONSABILE OPERATIVO PRIVATE
      • SENIOR BANKER FINANZIAMENTI
      • SENIOR BANKER INVESTIMENTI
      • SENIOR BANKER PROTEZIONE
      • SENIOR BANKER SMALL BUSINESS
      • SENIOR PRIVATE BANKER
      • TEAM ASSISTANT
      • VICE AREA MANAGER CORPORATE
      • VICE AREA MANAGER PUBLIC SECTOR
      • VICE AREA MANAGER REAL ESTATE
      • VICE DIRETTORE DI FILIALE

dal sito Fisac Unicredit




La pandemia vista con gli occhi delle donne: compila il questionario

La pandemia e le conseguenze ad essa correlate hanno posto e stanno ponendo a dura prova intere comunità a livello globale.
In questo contesto di sofferenza, le donne hanno pagato e stanno pagando un prezzo molto alto.

Al fine di comprendere meglio la complessità che stiamo attraversando, abbiamo scelto di raccogliere dati ma di farlo mediante lo sguardo delle donne abruzzesi e molisane alle quali è indirizzato un questionario – realizzato da Coordinamento Donne Spi Cgil Regionale, Auser Abruzzo e Segreteria Cgil Regionale Abruzzo Molise – di facile compilazione, anche on line, e che garantisce il totale anonimato alle partecipanti.

Per questo chiediamo a tutte le donne di dedicarci pochi minuti e compilare il questionario allegato: cogliere il punto di vista delle donne riteniamo sia un passaggio utile per attuare una nuova stagione dell’agire sindacale, istituzionale, sociale, economico.

 

Compila il questionario online

 

Fonte: SPI CGIL Abruzzo Molise




Tutte le novità del nuovo DPCM di Gennaio

Arriva l’ok del Presidente Conte al nuovo DPCM di Gennaio: ecco tutte le nuove disposizioni per la gestione dell’emergenza contagi da Covid-19.


Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo dpcm con le misure per il contrasto all’emergenza Covid.

Il provvedimento si affianca al Decreto-Legge 14 gennaio che ha prorogato lo stato d’emergenza al 30 aprile, il divieto degli spostamenti fuori Regione e introdotto la zona bianca.

Ecco cosa prevede il nuovo decreto e cosa cambia dal 16 gennaio per via di tutte le novità in arrivo.

Zone Rosse, Arancioni e gialle

Quasi tutta Italia in zona arancione e il divieto di spostarsi tra le regioni fino al 15 febbraio, con Lombardia e Sicilia che saranno le prime zone rosse del 2021.

  • Lombardia, Sicilia e provincia di Bolzano = zona rossa
  • Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta, Calabria, Emilia-Romagna e Veneto = zona arancione
  • Sardegna, Basilicata, Toscana, Provincia Autonoma di Trento, Molise = zona gialla

Negozi

Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi i negozi all’interno di:

  • mercati
  • centri
  • gallerie e parchi commerciali

A eccezione di:

  • farmacie
  • parafarmacie
  • presidi sanitari
  • punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici
  • tabacchi
  • edicole
  • e librerie.

Palestre, piscine, cinema, musei, teatri e bar

Chiuse anche palestre e piscine – anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle – così come cinema e teatri.

Apertura dei musei sì, ma solo in zona gialla o naturalmente in quella bianca (quando mai qualche regione riuscirà ad approdarvi con i contagi pienamente sotto controllo) e solo nei giorni feriali.

Per bar ed enoteche (codici Ateco 56.3 e 47.25) scatta il divieto di vendita da asporto di bevande e alcolici dopo le 18.

Riapertura Scuole

Riapertura delle scuole superiori, che il Dpcm prevede da lunedì (tranne in zona rossa) con presenza dal 50 al 75 per cento.

Nuovi criteri zone

Più severi i criteri che porteranno automaticamente le regioni in zona arancione e rossa e istituisce la nuova zona bianca per chi non supererà un tasso di incidenza di 50 positivi ogni 100.000 abitanti.

Spostamenti

Fino al 5 marzo, sarà in vigore la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa.
E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.

Il testo del DPCM

Ecco il testo completo del nuovo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte: contiene le misure per contrastare l’emergenza Covid.

 

QUI IL TESTO DEL DECRETO.

QUI GLI ALLEGATI AL DECRETO.

 

Fonte: www.lentepubblica.it




Alleanza Assicurazioni: il covid esiste?


Durante la call di martedì scorso , dopo aver perso tempo lavorativo per apprendere quali registi maggiormente aggradino al nostro A.D., ci è stato ripetuto, con un certo fastidio, che gli ispettorati principali sono chiusi a causa del covid, quindi prendiamo nuovamente atto che il covid per l’azienda esiste.

Però il covid in Alleanza non esiste per riconoscere ai produttori un ristoro per l’uso dei propri dispositivi a casa, ristoro riconosciuto ai colleghi produttori di Generali.

Il covid non esiste per gli obiettivi, portati a livelli molto superiori a quelli dello scorso esercizio: per molte agenzie sono stati aumentati in misura spropositata, anche superiori al 20% rispetto al 1° semestre 2020.

Il covid non esiste per le incentivazioni mix del 2021 che sono state modificate in senso peggiorativo, per tutte le figure di rete, con l’obbligo di raggiungere almeno due piste per il pagamento, era una sola pista nello scorso esercizio, ora diventa più difficile essere retribuiti pur raggiungendo risultati superiori rispetto alla situazione prepandemica, per gli agenti il mix non verrà retribuito in caso di agenzia high risk, parametro che è fortemente dipendente dagli effetti della pandemia ( riscatti, prestiti, arretrati e decadenze).

Il covid non esiste per il taglio delle incentivazioni: è stato mantenuto il solo bonus protection da cui è stato eliminato l’incentivo di 2.000 quote per ogni nuovo cliente, sostituito da un maggiorazione del mix non equivalente alle quote eliminate, perché sostituisce quote certe con quote eventuali.

Il covid non esiste per gli incentivi di produzione legati alle decadenze, diminuite al 5,5% semestrali, dopo la tragica impennata del 2020, conseguenza della pandemia e ulteriormente tagliati, rispetto al passato, se si riceve più di un reclamo commerciale a semestre.

Il covid non esiste per la scelta extraperformance, che non può essere revocata per il primo semestre, nonostante l’incertezza insita nelle conseguenze anche finanzarie della pandemia.

Quindi il covid esiste solo per la chiusura degli ispettorati!

Li si dovrebbe riaprire per far operare in sicurezza i lavoratori, con tutti i DPI e ricevere i clienti, che oggi a causa del covid incontriamo al loro domicilio, senza gli schermi di plexiglas e la sanificazione degli ambienti che si ha negli uffici o, peggio, nelle regioni dove è possibile, nei bar quando i clienti non vogliono riceverci al loro domicilio, ma costerebbe e la nostra azienda ha deciso la chiusura definitiva della maggior parte degli ispettorati proprio per tagliare i costi e garantire così maggiori compensi all’azionista Generali, a cui nel 2019 Alleanza ha dato quasi il doppio dell’utile prodotto.

Questa è una scelta spregiudicata e inaccettabile: si è utilizzata la pandemia per chiudere gli ispettorati, sopportando il rischio di non far lavorare le persone nella massima sicurezza pur di fare cassa e tagliare le spese.

Contro tutto questo vi invitiamo a partecipare alle azioni di protesta e di lotta non collegandoci alla webinar dal prossimo martedì e condividendo su facebook e instagram l’hastag #nonèunlavorodabar che partirà questa settimana.

QUESTE ORGANIZZAZIONI RIMARRANNO IN AGITAZIONE SINDACALE FINO A QUANDO ALLEANZA NON ADOTTERA’ COMPORTAMENTI IN LINEA CON LA NECESSITA’ DI SICUREZZA DEI LAVORATORI E DEI CLIENTI E FINO A QUANDO SI CONTINUERA’ A VARARE PROVVEDIMENTI CHE DANNEGGIANO ECONOMICAMENTE I LAVORATORI.

Italia,12 gennaio 2021.


I Coordinamenti Nazionali delle RSA FISAC/CGIL – UILCA

 




Agenzia delle Entrate-Riscossione: ripresa delle attività esterne

SIGLATO ACCORDO DI INTEGRAZIONE DELLE MISURE PER IL CONTENIMENTO ED IL CONTRASTO AL VIRUS COVID-19 RIGUARDANTI IL PERSONALE ADDETTO ALLE ATTIVITA’ ESTERNE

Oggi si è svolto in videoconferenza l’incontro sul tema della ripresa delle attività dell’Agenzia delle entrate – Riscossione, sospese fino al 31 dicembre u.s. in virtù dei provvedimenti emanati dal Governo nel corso del 2020, per far fronte alle difficoltà economiche che hanno colpito imprese, lavoratori e famiglie in seguito alla crisi pandemica da COVID-19.

Il Rappresentante dell’Ente ci ha comunicato che l’attività di notifica delle cartelle e degli atti ripartirà dal 18 gennaio e che conseguentemente è necessario organizzarsi per rispondere alla domanda di servizi che aumenterà progressivamente. Saranno incrementate le presenze giornaliere agli sportelli e nel limite del 50%, negli uffici interni. A tal riguardo abbiamo fortemente richiesto che tutte le attività che lo consentano siano comunque svolte in remoto.

L’attività degli sportelli continuerà per il momento a essere svolta con l’orario 8,15 – 13,15 e solo su prenotazione. Sarà progressivamente aumentato, se necessario, il numero degli slot prenotabili in relazione alle richieste fino a raggiungere, all’inizio di febbraio, l’utilizzo massimo di tutte le postazioni attivabili sulla base delle planimetrie atte ad assicurare il corretto distanziamento.
Al fine di limitare l’afflusso dei contribuenti in questa fase di emergenza sanitaria è prevista, e sarà adeguatamente pubblicizzata, l’erogazione esclusivamente di alcuni servizi: pagamenti, rateazioni e sospensioni. Gli altri servizi verranno erogati attraverso canali telematici alternativi.
A febbraio saranno aperti, in aggiunta a quelli attuali, altri quattro sportelli: Carbonia, Macomer, Orvieto e Trani.
Al fine di garantire le migliori condizioni di sicurezza alle lavoratrici ed ai lavoratori degli sportelli, in questa delicata fase di ripartenza, abbiamo ottenuto dalla delegazione aziendale la disponibilità all’installazione di apriporta o citofoni su richiesta specifica dei preposti e sollecitato a rafforzare la vigilanza, nonché ad allertare le Forze dell’Ordine per un costante presidio delle Sedi aziendali.

Abbiamo richiesto all’Ente l’implementazione del “Protocollo condiviso sulla regolamentazione delle misure per il contenimento ed il contrasto al virus Covid-19 nell’ambiente di lavoro” del 13 maggio 2020, con particolare riferimento alle misure di sicurezza per i colleghi addetti all’attività esterna. Alla fine di una lunga giornata di confronto, è stato sottoscritto, nella serata, un verbale di accordo che vi alleghiamo. Il verbale prevede che al personale adibito ad attività esterna vengano forniti dispositivi di protezione individuale quali visiera protettiva, mascherina filtrante del tipo FFP2, guanti monouso, flacone con gel disinfettante; è altresì raccomandato l’utilizzo dell’automezzo personale. Inoltre agli ufficiali di riscossione ed ai messi notificatori saranno fornite le istruzioni tecnico operative necessarie nell’attuale contesto e sarà cura del responsabile limitarne la presenza negli uffici, anche organizzando rientri in rotazione. Abbiamo infine richiesto che gli stessi possano svolgere in modalità agile tutti gli adempimenti possibili.

E’ stato concordato un incontro di verifica che si svolgerà il prossimo 2 febbraio.

Al termine della riunione è stato calendarizzato per il 10 febbraio l’avvio della trattativa di rinnovo dell’accordo sperimentale sullo Smart working siglato il 15 maggio 2019.

Roma, 12 gennaio 2021

Le Segreterie Nazionali

 

leggi/scarica Verbale di Accordo




Banca d’Italia: Ad Maiora

Il 2020 si è rivelato un anno nefasto per il mondo intero, non serve neppure dirlo.

Per colpa di nessuno certamente, se non di una epidemia terribile che si è abbattuta sul mondo in modo completamente inatteso, costringendo a improvvisare soluzioni d’urgenza in tutti i settori del lavoro, come nella vita privata ma, altrettanto certamente, a causa delle numerose falle del sistema, che hanno costituito il substrato su cui si sono dispiegati i tanti effetti negativi che si sono prodotti.

Innumerevoli i dibattiti cui abbiamo assistito in questi mesi, come innumerevoli sono gli imputati: globalizzazione, privatizzazione, precarietà, malasanità, ecc. ecc. ecc..

Il 2020 si è chiuso a Banconote con la Comunicazione di servizio n. 80 del 2020 su “Attività produttiva nel periodo 4-15 gennaio 2020”.

In questo scenario disastroso, la Comunicazione del 30 dicembre scorso è sembrata il coronamento della situazione. A cominciare dalla digressione contenuta nell’incipit: “…considerato che non è stato possibile raggiugere in tempo utile un nuovo accordo con le OO.SS., ma che perdura l’emergenza epidemiologica…”.

In questi giorni di bilanci del passato e propositi per il futuro, vale allora la pena di fare qualche riflessione anche al nostro interno, nella convinzione che dalle brutte esperienze si possa trarre utile guida per il futuro.

Gli accordi del 2017 per il Servizio Banconote sembrano ormai storia remota: i colleghi si sono ormai abituati all’organizzazione del lavoro che è stata introdotta, e hanno ormai organizzato la propria vita su quei ritmi, tanto che per alcuni pensare ad una modifica ora può suscitare disappunto.

Tuttavia non si può negare che si tratta di una organizzazione che, allo scoppio dell’epidemia, non ha consentito di utilizzare la flessibilità richiesta dalla situazione di emergenza, a causa della rigidità del sistema, se non attraverso alcuni sfalsamenti in ingresso/uscita, che non hanno migliorato per nulla la situazione nel corso della giornata lavorativa.

In questo contesto, però, gli obiettivi produttivi non sono affatto stati ridimensionati dall’Amministrazione e, anzi, il vecchio paragone con le realtà private, seguito dalla solita ombra dell’esternalizzazione hanno continuato a stagliarsi sul fondo di ogni incontro e trattativa.

Dato questo sistema di organizzazione del lavoro e data la dotazione organica ne è conseguita la necessità di ricorso importante e sistematico al lavoro straordinario, sebbene la situazione epidemiologica generale e le caratteristiche delle attività svolte suggerissero invece un allentamento di ritmi produttivi.

Così, mentre il mondo celebrava l’encomiabile sforzo di medici e infermieri, nessuno può certamente aver pensato di concedere tributo allo sforzo dei lavoratori del Servizio Banconote, che pure hanno fornito un servizio essenziale – sebbene meno visibile – e in condizioni lavorative esasperate dalla situazione e dalle richieste produttive.

Tutto questo, infine è accaduto contando sulla disponibilità dei colleghi e sulla presenza di una fascia di lavoratori più deboli, gli operai di 3^ jr, introdotta con gli stessi accordi del 2017.

Dopo il messaggio dello scorso 30 dicembre, con cui la Banca provvedeva unilateralmente all’organizzazione dell’attività produttiva in emergenza, ci chiediamo allora quale sia l’auspicio migliore per il 2021 e per il futuro a venire, per i lavoratori di Banconote.

Siamo chiaramente in presenza di un’Amministrazione che si è barricata in sé stessa, tanto da non riuscire (o non voler) trovare l’accordo con i rappresentanti dei lavoratori, ma che al contempo, a quei lavoratori, chiede moltissimo: non uno sforzo ordinario ma molto di più, vista l’ingente mole di lavoro straordinario richiesto ed elargito persino in un anno come quello appena passato, che avrebbe richiesto tutt’altro orientamento.

Che agisce sapendo di poter fare ampia leva su una generazione che è stata deliberatamente resa più ricattabile, perché gli è stato abbassato ad arte lo stipendio, e a cui quindi, comprensibilmente, lo straordinario e il premio collegato al raggiungimento degli obiettivi di produzione, possono fare comodo.

Questo è quello che finora è stato. E ora che siamo agli albori di un nuovo anno non possiamo non chiederci se e come sarà possibile andare avanti con questo atteggiamento, che chiede molto ma mostra poca considerazione per chi manda avanti lo stabilimento: i lavoratori.

Noi crediamo che la risposta non possa più riposare in questa o quella soluzione di emergenza, in questo o quel contentino estemporaneo che l’Amministrazione vorrà o non vorrà concedere, ma in una nuova e vera programmazione del futuro.

Con l’inizio del nuovo anno, e dopo un periodo così terribile – o forse ancora nel pieno dello stesso – crediamo che occorra un nuovo equilibrio tramite il quale per chiedere e ricevere dai lavoratori, la Banca debba offrire modalità e prospettive nuove agli stessi.

Crediamo che il 2021 non possa più prescindere dalla contemplazione di un vero piano industriale per lo stabilimento che insieme agli obiettivi metta sul tavolo anche le risorse che si vogliono investire, nonché il modo in cui si intende impiegarle.

Una proiezione nel medio periodo dell’attività dello stabilimento e della sua produzione.

Una nuova programmazione degli organici, che preveda nuove assunzioni, anche in considerazione di futuri pensionamenti.

Ma soprattutto un riequilibrio della dignità del lavoro degli operai di 3^ jr: lo sforzo profuso e quello che verrà chiesto non possono più riposare sull’assenza di prospettive migliori in termini retributivi e di progressione di carriera per questa generazione di lavoratori e per quelle che verranno.

Crediamo che sia davvero il momento di superare i limiti esistenti e rivolgerci verso cose più grandi: “ad maiora”, è proprio il caso di dire.

Relazioni migliori, migliori tutele e riconoscimenti, migliori contratti. 

Questo, quello che ci aspettiamo in questo 2021, quello per cui ci prepariamo a lavorare.

Roma, 4 gennaio 2021

La Segreteria Nazionale

 

dal sito Fisac Banca d’Italia

 




Chi non si vaccina contro il Covid può rischiare il licenziamento?

Finalmente sono arrivati i vaccini e con loro la speranza di recuperare una parvenza di normalità nella nostra vita di tutti i giorni.

Come noto non sarà previsto alcun obbligo di vaccinarsi. Ma chi scegliesse di non sottoporsi alla vaccinazione potrebbe andare incontro a problemi sul posto di lavoro?

Il tema viene affrontato su “Il Fatto Quotidiano” con un’intervista al magistrato Raffaele Guariniello, pubblicata lo scorso 24 dicembre.

“Tutelare la salute significa vaccinare il maggior numero possibile di persone”:
Guariniello, che alla tutela della salute ha dedicato la sua carriera in magistratura, lo dice senza mezzi termini:
“Ma attenzione – precisa – non è un’indicazione ‘morale’, è ciò che prevede la legge.

La premessa su cui si basa il ragionamento del magistrato è l’Art. 32 della Costituzione, che nella seconda parte recita:

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge .

In effetti, secondo Guariniello, la disposizione di legge ci sarebbe già, e deriverebbe dal Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro.

L’art. 279 impone al datore di lavoro di mettere a disposizione “vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico, da somministrare a cura del medico competente”.
Il Covid-19 rientra tra gli agenti biologici, peraltro tra i più insidiosi come stabilito da due decreti legge che hanno recepito una direttiva europea. Quindi, a norma di legge, essendo ora disponibile un vaccino per il Covid (l’agente biologico), il datore di lavoro è tenuto a mettere “a disposizione” vaccini efficaci.
In effetti la norma parla di mettere a disposizione, ma non di obbligo per il lavoratore. Ma lo stesso Art. 279 impone al datore di lavoro “l’allontanamento temporaneo del lavoratore” in caso di inidoneità alla mansione “su indicazione del medico competente”. Secondo Guariniello, il medico non potrà fare a meno di esprimere un giudizio di inidoneità se il lavoratore ha rifiutato il vaccino messogli a disposizione dal datore di lavoro, proprio su parere del medico competente.

Guariniello ritiene che una simile interpretazione della norma non vada a danneggiare i Lavoratori. Al contrario: la sorveglianza sanitaria non serve solo a tutelare il singolo lavoratore, ma anche tutti gli altri. La Corte Costituzionale lo ha ribadito più volte: la tutela della salute è un diritto dell’individuo e un interesse della collettività.

In caso di inidoneità la legge prevede l’obbligo di allontanare il lavoratore e di adibirlo ad altra mansione, ma solo “ove possibile”.
La Cassazione ritiene che tale obbligo di ripescaggio non possa ritenersi violato quando la ricollocazione del lavoratore in azienda non sia compatibile con l’assetto organizzativo stabilito dall’azienda stessa. Insomma, il datore di lavoro è obbligato a predisporre misure organizzative per consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro, ma se questo non è possibile si rischia la rescissione. Un rischio non presente fintanto che perdurerà lo stato di emergenza con conseguente divieto di licenziamento, ma il problema potrebbe presentarsi in futuro.

L’ultima domanda posta al Magistrato: in tal modo non si potrebbe paventare la violazione della libertà personale? Su questo Guariniello ritiene che la normativa sia molto chiara nel prevedere la messa a disposizione del vaccino, l’allontanamento e la destinazione ad altra mansione “ove possibile” del lavoratore che si riveli inidoneo. L’unico modo per opporsi sarebbe cambiare la norma.


Fin qui il parere di Raffaele Guariniello. Si tratta di un argomento che inevitabilmente sarà oggetto di discussione nei prossimi mesi.
Ci è sembrato giusto riportare il contenuto dell’intervista come spunto di riflessione, tenuto conto anche dell’autorevolezza della fonte.




Nuove regole sui conti correnti: nel 2021 saranno più dannose del Covid

Cambiano le regole sui conti bancari. Ecco il regalino di fine anno, altro che rinascita.


In questi ultimi giorni dell’anno trionferà una forma scontata di retorica speculare. Quella del 2020 come il peggiore della storia recente, da lasciarsi alle spalle con tutto il suo carico di disgrazie e restrizioni provocato dall’emergenza seguita al Covid-19, a cui si affiancherà quella di un 2021 destinato a segnare la rinascita generale grazie al vaccino e a un’economia che potrà ripartire col vento in poppa.

Come in tutte le forme di retorica, c’è ovviamente una parte di verità, ma proprio la retorica serve invece a nascondere alcuni dati essenziali grazie a cui scoprire che il 2020 non è stato per nulla un incidente di percorso, una disgrazia piovuta su un mondo felice, e soprattutto il 2021 non si presenta affatto come l’anno della rinascita. Anzi. Certo, il vaccino. Certo, la fine di un incubo per milioni di persone in tutto il mondo. E certo, la possibilità di sconfiggere il terribile virus e poter tornare a una vita “normale”.

Ma proprio su questo “normale” bisognerebbe concentrare la nostra attenzione, per accorgerci di un “regalino” di fine anno che dà la misura chiara e netta di quanto la retorica di cui sopra finisce col nascondere il dato essenziale. Quello per cui il vero virus dell’Occidente è un altro ed è questo a costruire un ambiente fervido per la comparsa di tanti altri virus devastanti, di cui il Covid-19 rappresenta il caso più impressionante ma non certo quello più grave.

Sto parlando del nuovo regolamento sui conti bancari imposto dall’Eba (l’autorità bancaria europea). In base a tale regolamento, è notizia di questi giorni, basteranno soltanto 100 sporchi euro di rosso sul conto per vedersi bloccato dalla propria banca qualsiasi tipo di pagamento (utenze, stipendi, rate di finanziamenti, contributi previdenziali etc.).

Ciò varrà per le imprese come anche per qualunque cittadino privato: se in tre mesi non si riuscirà a coprire quei cento euro di rosso, la banca segnalerà il cliente alla centrale rischi classificando la sua “enorme” esposizione come “credito malato”.

Qui torniamo alla retorica di cui parlavamo all’inizio, quella che vorrebbe convincerci del 2020 come annus horribilis, nel momento stesso in cui ci promette un 2021 di salvezza grazie al vaccino e al superamento della pandemia.

Ragioniamoci un attimo: il 2020 anno orribile per chi, se i dati economici ci dicono che le classi economicamente più ricche hanno visto aumentare a dismisura i loro profitti proprio nel periodo dei vari lockdown e della crisi che ha gettato nel disagio e nella miseria milioni di famiglie?! E ciò, in larga parte, proprio grazie alle speculazioni finanziarie sulla pelle di artigiani e piccole imprese costrette al fallimento?!

Ma soprattutto, quale 2021 di rinascita se queste sono le premesse?! A cosa mai servirà immunizzare milioni di persone dal Covid-19, se quelle stesse persone sentiranno stringere sul collo il laccio mortale di un potere finanziario che non guarda in faccia nessuno, dettando l’agenda politica a governi ridotti a notai di misure destinate a distruggere la vita delle rispettive popolazioni?!

E ancora, ma dove sono, di grazia, le varie Sardine, i girotondi, la Sinistra, sempre pronti a mobilitarsi legittimamente quando al governo c’è Matteo Salvini e si tratta di difendere la vita e la dignità degli immigrati o in genere degli emarginati?! Sono forse questi dei giorni di vacanze sacre e inviolabili, per cui è lecito aspettarsi qualche iniziativa dopo che anche la Befana avrà svolto il suo compito?! Torneranno a ricordarsi della Costituzione dopo il 7 gennaio?

Voglio sperare che tutti i governi politici d’Europa, a cominciare da quello italiano, si stiano dando seriamente da fare per impedire questo ulteriore scempio sociale, recuperando dignità e capacità di azione rispetto al potere finanziario cui risultano tristemente genuflessi da troppo tempo. Ne va della pace e della stabilità sociale, perché la corda della sopportazione popolare rischia di spezzarsi da un momento all’altro.

In caso contrario, altro che 2020 anno orribile da lasciarsi alle spalle e 2021 anno della rinascita. Se non ci diamo da fare, qui e ora, per sconfiggere il virus finanziario dell’Occidente, il 31 brinderemo tristemente soltanto all’essere sopravvissuti. Fino a qui.

 

Articolo di Paolo Ercolani dal blog de “Il Fatto Quotidiano”




ABI: accordi per assemblee in remoto e integrazione Protocollo Sicurezza anti Covid-19

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca Unisin nuovo logo

Nella giornata odierna, dopo un impegnativo confronto avviato oltre un mese fa, abbiamo condiviso con ABI due verbali di riunione: il primo riguardante il diritto alle assemblee in remoto ed il secondo avente per oggetto una “Integrazione al Protocollo condiviso del 28/4/2020 e successive integrazioni, recante “Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del Virus Covid 19 per garantire l’erogazione dei servizi nel settore bancario”.

Le Segreterie di FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL, UILCA e UNISIN FALCRI-SILCEA-SINFUB esprimono un giudizio complessivamente positivo delle intese raggiunte, pur in un contesto difficile ed in presenza di una costante evoluzione in materia di norme finalizzate al contrasto dell’emergenza sanitaria in atto.

In particolare, ci pare importante l’aver reso effettivo il diritto alle assemblee “in remoto” che favorisca la partecipazione da parte di lavoratrici e lavoratori in lavoro agile, attraverso la piena disponibilità all’uso delle relative strumentazioni messe a disposizione dalle aziende / gruppi.

Il carattere sperimentale fino al prossimo 31/3 dell’intesa sulle assemblee “in remoto” ci consente, da un lato, di poter tornare sin da subito a dialogare con le lavoratrici e i lavoratori bancari e, dall’altro, ci permetterà di verificare l’eventuale necessità di integrare e completare quanto oggi definito, che rappresenta un passaggio importante nel ribadire l’inderogabile valore della democrazia sindacale anche in questo periodo emergenziale.

L’integrazione del Protocollo 28/04/20, poi, nel confermare l’impianto e le misure dei precedenti Protocolli, rafforza – pur in presenza di una normativa articolata e in continuo divenire – il principio del diradamento delle presenze nelle filiali e la possibilità di confronto a livello di azienda / gruppo, recuperando per le zone rosse il vincolo della modalità di prenotazione con appuntamento.

Inoltre, viene introdotto un riferimento ai temi della genitorialità e dei cosiddetti soggetti fragili in relazione alle priorità nell’accesso al lavoro agile, con previsione di un incontro entro il prossimo mese di gennaio, alla luce di possibili evoluzioni dei processi legislativi in materia.

Infine, viene richiamato il sistema di relazioni sindacali previsto dal vigente CCNL, ribadita la centralità di tempestiva e continua informazione agli organismi aziendali / di gruppo e richiamato quanto alle vigenti disposizioni di legge circa l’interlocuzione fra RLS e competenti strutture aziendali.

Roma, 21 dicembre 2020

 

I SEGRETARI GENERALI
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN

 

Verbale Covid

Verbale assemblee




Le novità del Decreto Legge di Natale: Italia rossa ed arancione

Ecco tutte le nuove disposizioni per la gestione dell’emergenza contagi da Covid-19 per il periodo delle festività natalizie.


Via libera dal Presidente Conte al nuovo Decreto Legge di Natale: l’Italia si tinge di rosso e di arancione per tutte le feste.

Ricordiamo che le novità modificano quelle stabilite dal DPCM 3 Dicembre, illustrate in questo articolo.

Il presidente Conte, come di consueto ha illustrato in conferenza stampa alle ore 22:08 le nuove misure.

Il Decreto del presidente del Consiglio vuole ridurre ulteriorimente le occasioni di assembramento per le festività natalizie, che gli esperti ritengono ad alto rischio di contagio.

 

 

Tutte le novità del Decreto legge di Natale

Si istituisce dunque una zona rossa e una zona arancione che si alterneranno nei festivi e prefestivi.

In pratica dal 24 dicembre al 6 gennaio l’Italia sarà zona rossa nei giorni festivi e prefestivi e zona arancione nei giorni lavorativi.

ZONA ROSSA

Dunque: 24, 25, 26,27 e 31 Dicembre 2020 e 1, 2, 3, 5, 6 Gennaio 2021 = ZONA ROSSA.

Resteranno aperti solo:

  • Supermercati
  • Beni Alimentari
  • Farmacie
  • Edicole
  • Tabaccherie
  • Lavanderie
  • Parruchieri
  • Barbieri

Consentita dalle ore 5 alle 22 la visita a parenti ed amici per un massimo di 2 persone, con minori di 14 anni esclusi dal conteggio.

Lo spostamento verso le abitazioni private è dunque consentito:

  • nei limiti di due persone per ciascuna di esse, ulteriori a quelle ivi già conviventi
  • una sola volta al giorno
  • verso una sola abitazione 
  • in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le 22 

ZONA ARANCIONE

28, 29, 30 Dicembre 2020 e 4 Gennaio 2021 = ZONA ARANCIONE

Durante la zona arancione si potrà uscire dal territorio dei piccoli Comuni sotto i 5mila abitanti, entro un raggio di 30 chilometri.

Nel testo, infine, c’è anche un riferimento alle sanzioni che rimanda a quelle già previste nel decreto del 25 marzo scorso.

Ricordiamo anche che il Veneto aveva già anticipato il Governo e le altre Regioni: da sabato 19 dicembre al 6 gennaio vietato uscire dal Comune di residenza dopo le ore 14. La decisione del presidente Luca Zaia anticipa dunque le restrizioni in arrivo per le festività su tutto il territorio nazionale.

Vaccine Day

Il Presidente Conte ha infine annunciato il cosiddetto Vaccine Day per il 27 Dicembre: sarà la data in cui si inizieranno le vaccinazioni.

Il testo completo del Decreto Legge, le slide del Governo e le slide di ALI – Autonomie

Qui di seguito tutti i documenti utili riguardanti il nuovo Decreto Legge, scaricabili in formato PDF:

 

Fonte: www.lentepubblica.it