Banca Fucino: rischio contagio, richiesta riduzione apertura filiali

Spett.le Banca del Fucino S.p.A. C.A. del Presidente – Dott. Mauro Masi
C.A. del Vice-Presidente – Dott. Francesco Maiolini
C.A. del Direttore Generale – Dott. Giuseppe Di Paola
C.A. del Vice Direttore Vicario – Dott. Andrea Colafranceschi
C.A. del Responsabile Risorse Umane – Dott.ssa Roberta Pennacchietti

OGGETTO: RISCHIO CONTAGIO – ORARIO APERTURA FILIALI

Egregi Signori, facciamo seguito alle Vs. comunicazioni del 20 e 26 marzo u.s. sull’argomento per chiedere nuovamente la chiusura delle filiali Spoke per tutta la settimana, con affissione di avvisi alla clientela con i recapiti delle filiali Hub, ove recarsi in caso di effettiva necessità di operare direttamente, utilizzando al massimo il sistema degli appuntamenti con la clientela, come da accordo Abi-Sindacati del 24 marzo scorso.

Tutte le richieste afferenti operazioni non eseguibili attravero canali telematici e/o terminali bancomat dovrano essere quindi declinate se non in casi di reale urgenza.
In tal modo si potrà effettuare una rotazione più efficace dei Lavoratori.
Per quanto possibile, sarà necessario ricorrere ancora di più allo strumento del Lavoro Agile, che sta funzionando positivamente.

La ratio di queste misure, ovviamente, è quella di ridurre al minimo l’esposizione dei Lavoratori e delle Lavoratrici al rischio contagio ed è una misura di salvaguardia anche per l’Azienda, che, nel caso malaugurato e non auspicato di contagio di qualche dipendente, si troverà a dover chiudere i servizi relativi e tutti i lavoratori che fossero stati a contatto coi contagiati dovranno osservare la quarantena.

Fermare il contagio è interesse di tutti e gli unici mezzi a disposizione, nella fase attuale, sono l’isolamento e i dispositivi di sicurezza. A proposito di questi ultimi, raccomandiamo di proseguire la costante fornitura a tutti i Lavoratori e la sanificazione degli ambienti. È urgente che l’Azienda aumenti il livello di sicurezza.

Restiamo in attesa di Vs. urgente riscontro scritto. Distinti saluti

 

Fisac/Cgil          Uilca




Pop. Bari: clima aziendale e di relazioni industriali molto diversi dalla realtà percepita e vissuta dal personale

Con riferimento al comunicato stampa della Banca Popolare di Bari del 20 marzo scorso le scriventi OO.SS. precisano che la nota tende a mostrare un clima aziendale e di relazioni industriali molto diversi dalla realtà percepita e vissuta dal personale.

L’informativa fornita, ancorché “tempestiva” non ha in nessun caso tenuto conto delle obiezioni e delle indicazioni del Sindacato.

Le direttive impartite sono confuse e lacunose, lasciano intendere che chi sta governando la BPB non ha mai lavorato in filiale e non si rende conto anche di quel che sta accadendo negli uffici centrali.

Lungi dal rasserenare gli animi pesantemente provati dalla situazione contingente, hanno aumentato il disorientamento dei colleghi, la confusione, qui, è più evidente che altrove.

Il decantato adeguamento alle disposizioni emanate dalle Autorità Pubbliche è stato tardivo, confuso ed incompleto; ancora oggi i Dispositivi di Protezione Individuale non sono a disposizione della totalità dei dipendenti che, in molti casi, hanno dovuto provvedere personalmente.

Il nuovo Protocollo sottoscritto dalle OO.SS.e ABI in data 24 marzo u.s. evidenzia che per qualsiasi operazione da effettuarsi presso i punti operativi -comprese le operazioni di cassa -sarà necessario fissare un appuntamento prima di recarsi in filiale L’ultimo DPCM nonché numerose ordinanze regionali limitano gli spostamenti delle persone da comune a comune. Alla luce di queste importanti limitazioni è necessario prevedere la riapertura delle filiali in maniera graduale ed a giorni alterni nei comuni dove la BPB opera con un solo sportello . Da rivedere anche l’ accorpamento delle filiali nelle piazze dove sono presenti più sportelli, in molti casi distanti decine di chilometri e numerosi sono i problemi operativi che i colleghi stanno riscontrando.

Il Direttore Generale – e non solo lui – scomparso dai radar. Caduti nel vuoto gli appelli che queste Organizzazioni Sindacali avevano lanciato nei giorni scorsi per far fronte alla emergenza COVID -19 .

In ultimo , riteniamo che la nota del 20 marzo scorso, con cui i commissari straordinari hanno freddamente e cinicamente comunicato l’improcrastinabile avvio delle procedure di confronto sul Piano Industriale nonostante la “situazione di emergenza straordinaria” che il Paese sta vivendo, ignora gli sforzi che lavoratrici e lavoratori (e non la banca come astrattamente citato nel comunicato stampa) stanno profondendo per garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale.

Le scriventi OO.SS., perdurando tale situazione, si riservano di intraprendere ogni iniziativa a tutela dei lavoratori.

PRIMA LA SALUTE!!!

Bari, 25.03.2020

Segreterie di Coordinamento
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN
Gruppo Banca Popolare di Bari




Coronavirus, le banche: “Pronte ad anticipo immediato della cassa integrazione”

Dalle banche italiane arriva una risposta positiva all’idea di passare attraverso gli istituti di credito per erogare gli ammortizzatori sociali previsti dal decreto Cura Italia per i lavoratori coinvolti dallo stop alle attività per l’emergenza coronavirus.

 

 




Coronavirus: in banca solo su appuntamento in tutta Italia

Firmato oggi da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin con Abi un nuovo accordo sulla prevenzione, il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 nel settore bancario

Roma, 24 marzo 2020. Accesso della clientela in banca solo con appuntamento su tutto il territorio nazionale. Garantire la distanza “di sicurezza” pari ad almeno un metro nelle filiali tra il personale e gli utenti, in attesa dell’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale, in particolare di mascherine. Installazione di barriere in plexiglas e impegno ad acquistare, nel più breve tempo possibile, i dispositivi di protezione individuale da distribuire soprattutto alle lavoratrici e ai lavoratori con contatto con il pubblico, a partire dalle zone a maggior rischio di contagio. Questi, in sintesi, i punti principali di un nuovo accordo, dopo quello del 16 marzo, firmato oggi dai sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin con l’Abi volto ad assicurare la prevenzione, il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 nel settore bancario. Secondo l’intesa di oggi pomeriggio, raggiunta in una riunione in videoconferenza sollecitata dalle organizzazioni sindacali che ieri avevano annunciato la mobilitazione della categoria, il 2 aprile ci sarà un nuovo incontro per verificare l’attuazione dell’accordo e in particolare gli interventi di pulizia e sanificazione all’interno delle aziende.

Qui di seguito, il testo del verbale di incontro di oggi:

  • Il 16 marzo 2020, le Parti hanno condiviso un Protocollo recante “Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 nel settore bancario”.
  • Consapevoli dei continui aggiornamenti del quadro normativo di riferimento sull’argomento, le Parti hanno anche preso l’impegno a proseguire “l’analisi congiunta dell’evoluzione dell’emergenza e dei provvedimenti che verranno adottati dalle competenti Autorità per aggiornare” il Protocollo medesimo.
  • le Parti nazionali ribadiscono la prioritaria attenzione a garantire le condizioni di salute e sicurezza per tutte le persone interessate, lavoratrici, lavoratori e clientela e hanno conseguentemente mantenuto una costante comunicazione e un canale di riflessione e confronto congiunto per individuare con tempestività idonee iniziative per contribuire a gestire nel settore l’attuale fase di emergenza sanitaria da Covid-19 alla luce di quanto sopra le Parti hanno condiviso quanto segue

Le Banche danno immediata applicazione alle disposizioni emanate dalle competenti Autorità.

Alla luce di quanto contenuto in alcune delle più recenti disposizioni delle Autorità, che prevedono che le banche – nel garantire la continuità dei servizi previsti dai DPCM 11 marzo 2020 e DPCM 22 marzo 2020 – devono utilizzare modalità di lavoro che favoriscano la prenotazione con appuntamenti a favore dell’utenza, in modo da evitare assembramenti, le Parti individuano tale modalità di prenotazione con appuntamento quale soluzione da adottare su tutto il territorio nazionale.

Con riferimento ai dispositivi di protezione individuale e in particolar modo alle “mascherine” – da utilizzarsi in conformità a quanto previsto dalla legge e dalle indicazioni delle competenti Autorità nazionali e internazionali – tenuto conto del perdurare della difficoltà di approvvigionamento e della prioritaria destinazione alle strutture sanitarie impegnate nella lotta contro il coronavirus, le Banche si impegnano a porre in essere le necessarie soluzioni organizzative per mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro quale principale misura di contenimento della diffusione del virus nonché l’adozione di ulteriori misure alternative a ridurre il rischio di contagio.

Nel rispetto della predetta prioritaria destinazione, le Banche confermano l’impegno ad acquistare i DPI (in particolare le mascherine) per assegnare ai dipendenti con contatto con il pubblico, a partire dalle zone a maggior rischio di contagio, ove risultino di più difficile concreta adozione le misure organizzative per mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro nonché di quelle alternative (ad es. plexiglass).

Le Parti nazionali concordano di effettuare una riunione il giorno 2 aprile 2020 in attuazione di quanto previsto nell’Analisi Congiunta di cui al Protocollo condiviso 16 marzo 2020 al fine di verificarne le modalità attuative tra cui gli interventi di pulizia e sanificazione in azienda.

Le Parti nazionali concordano di effettuare una riunione il giorno 2 aprile 2020 in attuazione di quanto previsto nell’Analisi Congiunta di cui al Protocollo condiviso 16 marzo 2020 al fine di verificarne le modalità attuative tra cui gli interventi di pulizia e sanificazione in azienda.

I Segretari Generali
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin

Lando Maria Sileoni – Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni – Massimo Masi – Emilio Contrasto

Scarica il verbale


LETTERA DI ABI

Facciamo seguito all’incontro odierno in tema di Protocollo condiviso recante “Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 nel settore bancario”  e a quanto da Voi segnalato in merito alla riscossione delle pensioni e degli interventi di cassa integrazione per confermarVi che stiamo approfondendo e seguendo con attenzione il tema – anche con gli Enti competenti – con particolare riferimento ai profili correlati alle modalità di pagamento.




Federcasse: un protocollo per la salute di tutte le persone

La pausa di riflessione è servita a Federcasse per comprendere la necessità di definire una condivisione concreta a tutela della salute delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Credito Cooperativo.

Le Segreterie Nazionali hanno sottoscritto quindi un “protocollo” sostanzialmente in linea con quelli firmati in Abi e in Ania. Nelle previsioni del protocollo è stata fortemente accentuata l’attenzione per tutte le lavoratrici e i lavoratori del Credito Cooperativo a partire da tutti coloro in questo drammatico periodo sono impegnati nell’attività di sportello e di filiale.
La pausa di riflessione è servita a Federcasse per comprendere la necessità di definire una condivisione concreta a tutela della salute delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Credito Cooperativo.
Le Segreterie Nazionali hanno sottoscritto quindi un “protocollo” sostanzialmente in linea con quelli firmati in Abi e in Ania. Nelle previsioni del protocollo è stata fortemente accentuata l’attenzione per tutte le lavoratrici e i lavoratori del Credito Cooperativo a partire da tutti coloro in questo drammatico periodo sono impegnati nell’attività di sportello e di filiale.
Il Protocollo dà precise indicazioni su come gestire le attività lavorative quotidiane a partire da una corretta e coerente informativa e attività formativa di prevenzione.
Viene regolato l’accesso e la permanenza nei luoghi di lavoro, rese cogenti le misure igienico sanitarie quali sono i dispositivi di protezione (kit sanitari e vetri in plexiglas).
Vengono regolate, inoltre, le modalità di accesso al pubblico regolato tramite appuntamento telefonico o mezzo mail.
Il Protocollo impegna altresì TUTTE le aziende del Credito Cooperativo a partire da una puntuale e corretta attività di informazione a carattere preventivo, nel regolare l’accesso e la permanenza nei luoghi di lavoro adeguando le misure igienico – sanitarie, gli idonei dispositivi di protezione individuale e le modalità di accesso e svolgimento dei servizi al pubblico.
Viene ribadito anche il presupposto di limitare fortemente la mobilità tra le sedi aziendali per ridurre al minimo il rischio di diffusione del contagio. Verrà regolato e presidiato il flusso della clientela nei giorni del pagamento delle pensioni e per gli adempimenti contemplati dai diversi decreti e disposizioni, quali ad esempio congelamento rate mutuo, piuttosto che delle anticipazioni della cassa integrazione.
Il Protocollo istituisce una specifica Commissione Nazionale Permanente con lo scopo di presidiare e governare le attività in materia di salute e sicurezza in merito al contenimento e prevenzione della diffusione del Covid 19. Tale commissione nazionale agirà in stretta relazione con i Comitati Aziendali istituiti per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo stesso.
Durante l’incontro le parti hanno condiviso l’opportunità di prevedere una tutela assicurativa specifica per il rischio Covid 19 a favore dei dipendenti con le modalità che saranno individuate a breve, in linea con quanto già definito in alcune realtà del credito cooperativo.
In alcune zone del Paese la situazione è drammatica e questo protocollo interviene a supporto e argine per fornire primi strumenti di intervento concreto per la tutela e la sicurezza delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Credito Cooperativo.
Le Organizzazioni Sindacali vigileranno e si attiveranno costantemente per declinare i principi contenuti nel Protocollo in specifiche azioni mirate alla sua concreta e più estesa applicazione possibile.

Le Organizzazioni Sindacali esprimono la loro piena solidarietà e vicinanza a tutti i Colleghi – Colleghe che vivono queste dolorose giornate in “prima linea” e a chi si ritrova a lavorare nelle zone più colpite dalla pandemia. Invitiamo quindi tutti i Lavoratori e le Lavoratrici a tenersi tra di loro in stretta sinergia con le scriventi Organizzazioni Sindacali e con gli RLS delle proprie aziende.

N
ESSUN LAVORATORE E LAVORATRICE VERRÀ LASCIATO DA SOLO!

 

 

Scarica l’allegato: Comunicato unitario su protocollo condiviso con Federcasse_

 




Segreterie Nazionali-Ania: Protocollo per prevenzione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro

Questo pomeriggio le Segreterie Nazionali delle OO.SS scriventi hanno sottoscritto con Ania un “protocollo contenente le misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del Settore Assicurativo”.

E’ un risultato molto importante, anche per il ruolo che il mondo assicurativo ricopre nel Paese, in una fase – la più difficile dal dopoguerra – in cui è in gioco la tenuta socioeconomica del paese, che impone a tutti massima responsabilità e unità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la piena sicurezza e salute delle lavoratrici e dei lavoratori, della clientela e più in generale del Paese.

L’intesa segue il protocollo sottoscritto il 14 marzo u.s. da CGIL-CISL-UIL, governo e parti datoriali del mondo dell’industria e il protocollo del settore credito sottoscritto il 16 marzo u.s..

Il protocollo impegna tutte le imprese assicurative, anche sulla base delle misure già adottate nelle settimane scorse in seguito alle disposizioni dei vari DPCM, alla messa in sicurezza dei luoghi di lavoro attraverso regole e criteri precisi per garantire ed assicurare le norme di sicurezza ed i dispositivi di protezione individuale.

La prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle lavoratrici e ai lavoratori adeguati livelli di protezione.

Sono stati fissati importanti paletti a tutela dei lavoratori su precauzioni igieniche sanitarie, accesso fornitori, pulizia e sanificazione, dispositivi di protezione individuale, servizi e contatto con il pubblico, organizzazione aziendale, sorveglianza sanitaria.

Nel protocollo si prevede:

  • regole chiare e rigorose sulla messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e del rapporto con la clientela;
  • una precisa raccomandazione ad ANIA ad intervenire sulle associazioni agenti affinché il protocollo venga adottato anche per le agenzie, a tutela delle lavoratrici dei lavoratori e della clientela;
  • di attuare il massimo utilizzo del lavoro agile, quale efficace misura per il principio del distanziamento sociale;
  • il ricorso a tutti quegli istituti del contratto nazionale assicurativo e contratti aziendali oltre a quelli previsti dai decreti governativi per ridurre la presenza in azienda;
  • il richiamo alla parte ordinaria del fondo di solidarietà di settore, con cui si darà sostegno alle lavoratrici e lavoratori più deboli a fronte delle perdite economiche per la sospensione di attività /cali dei volumi;
  • il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali aziendali e RLS per garantire l’effettiva tutela della salute attraverso la piena e rigorosa attuazione del protocollo.

Il Protocollo di oggi conferma la piena consapevolezza delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, delle Organizzazioni sindacali e dell’Ania della particolare ed inedita situazione di emergenza che sta attraversando il Paese e mette al centro la salute e la sicurezza di chi lavora come condizione indispensabile per la ripresa.

Roma, 24 marzo 2020

LE SEGRETERIE NAZIONALI

 

Scarica il Protocollo




Bper: le “Pressioni sindacali” (quelle buone)

Dopo giorni di estenuanti “PRESSIONI”- abbiamo finalmente il riconoscimento di ciò che per noi è normale:

LA PRIORITA’ E’ LA SALUTE

Da oggi , come oramai noto, i clienti potranno recarsi in filiale ESCLUSIVAMENTE SU APPUNTAMENTO e soltanto per determinate tipologie di operazioni. Non è stato semplice, e non è semplice rincorrere le continue richieste di chiarimenti alle FAQ e ottenere l’introduzione di migliorie quotidianamente visibili negli aggiornamenti delle stesse.

In continua emergenza ci siamo impegnati su permessi, ferie, smart working, autorizzazione all’installazione del plexiglass!

Abbiamo fatto pressione per il contingentamento nelle filiali e strutture del personale per il rispetto delle normative, e ora finalmente si fa chiarezza su quali siano le operazioni essenziali per cui gli sportelli sono tenuti all’apertura.

Continueremo a fare pressione per ciò che manca: presidi di sicurezza (mascherine, gel, guanti) e chiusure di sportelli dove la situazione del contagio è più drammatica. In questo periodo tutti i livelli sindacali (di gruppo, aziendali, territoriali e nazionali), con forte pressing hanno scritto a Prefetti, Asl, Ministro della Salute, Primo Ministro, chiedendo di intervenire tempestivamente, sempre con l’obbiettivo primario di tutelare il collega nel rispetto della legge.

Ora ti chiediamo di attenerti alle disposizioni impartite; sono un risultato ottenuto per tutelare la tua Salute e quella dei tuoi cari.

Ti chiediamo di segnalarci eventuali difformità.

#AndràTuttoBene

 

Segreterie di Coordinamento Sindacale del GRUPPO BPER
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

 




Coronavirus. Sindacati: bancari non protetti, via a mobilitazione e sciopero

I sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin preparano la mobilitazione della categoria, a partire da domani, e minacciano lo sciopero: i dipendenti del settore, tra i quali si registrano molti casi di positività al Coronavirus, non operano in condizioni di sicurezza. Ciò perché i dispositivi individuali (mascherine chirurgiche) necessari a proteggere le lavoratrici e i lavoratori non sono stati distribuiti né sono disponibili gel igienizzanti e guanti.

«Preso atto dei provvedimenti governativi, che comprendono tra i servizi che restano garantiti i “servizi bancari e finanziar”, ma “nel rispetto delle norme igienico-sanitarie», Vi dichiariamo che ci riserviamo ogni iniziativa di tutela collettiva, fino allo sciopero» scrivono i segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin – Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Giuliano Calcagni, Massimo Masi ed Emilio Contrasto – in una lettera spedita questa mattina all’Abi, a Federcasse, a tutte le banche, e, per conoscenza, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, oltre che alle rappresentanze sindacali aziendali e di gruppo.
In mancanza di urgente positivo riscontro, da parte Vostra e/o direttamente da ciascuna Associata, ci riterremo liberi di assumere, a partire dalla giornata di martedì 24 marzo, ogni necessaria iniziativa di tutela dei nostri rappresentati» si legge nella lettera firmata dai segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin.
Vi abbiamo espresso una forte e unitaria richiesta di chiusura, per almeno 15 giorni, di tutti gli sportelli bancari, che oggi rappresentano purtroppo punti di diffusione del contagio; a tale richiesta ci avete risposto negativamente» aggiungono Sileoni, Colombani, Calcagni, Masi e Contrasto.

«Abbiamo sottoscritto con ABI un Protocollo” contenente «misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 nel settore bancario», che impegna ABI e quindi le Associate a garantire standard di sicurezza adeguati alla gestione dell’emergenza. Nel Protocollo si è condiviso che “la prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone adeguati livelli di protezione”. Il decreto “Cura Italia” definisce ulteriori e necessari strumenti di protezione individuale, prevedendo, all’art. 16, che in mancanza di presidii organizzativi che garantiscano la distanza di sicurezza minima, i lavoratori siano dotati dei dispositivi di protezione individuati dalla stessa legge. Le “mascherine chirurgiche” rientrano tra questi dispositivi di protezione individuali necessari; dispositivi che, insieme a gel igienizzante e guanti, sono peraltro già da tempo in uso generalizzato nei supermercati, ma a tutt’oggi non sono in dotazione dei lavoratori del nostro settore, che pertanto non operano in condizioni di sicurezza. Ne è conferma il numero di operatori bancari già contagiati.

Il Presidente del Consiglio non ha accolto la nostra istanza, conseguente al Vostro diniego, di provvedere per via legislativa alla sospensione dell’attività delle filiali bancarie; anzi nel DPCM di ieri 22 marzo ne ha confermato l’operatività, rendendo necessario, per la gestione della emergenza, questa nostra ulteriore iniziativa, anch’essa emergenziale, di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori» osservano le organizzazioni sindacali.

Roma, 23 marzo 2020

 

I Segretari Generali
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin
Lando Maria Sileoni – Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni – Massimo Masi – Emilio Contrasto

 




Coronavirus: il Credito Cooperativo non trova accordo su “Protocollo Sicurezza”

“Differenti per forza” ma non abbastanza per difendere insieme “ il bene comune”

La grave emergenza sanitaria COVID-19 non accenna a diminuire e, pur essendo tutte le misure del Governo improntate al motto “IO RESTO A CASA”, le stesse prevedono al contempo che i servizi bancari, finanziari ed assicurativi siano garantiti. Dunque le lavoratrici ed i lavoratori del Credito Cooperativo, come tanti altri addetti dei servizi essenziali, NON possono restare a casa!

Ma se assicurare le attività dei servizi bancari significa contribuire alla diffusione del virus (in contrasto peraltro con tutte le previsioni legislative), mettendo a rischio anche “le lavoratrici e i lavoratori” del Credito Cooperativo, e con essa, di qui a breve, la stessa possibilità di continuare a garantire il servizio che viene richiesto, allora questo non è né “cooperativo” né lungimirante; e per noi INACCETTABILE!

Consapevoli che il Credito Cooperativo, proprio per la sua peculiare funzione economica e sociale, a maggior ragione in questo particolare frangente, è chiamato a prestare il proprio servizio alle comunità territoriali delle quali è espressione, riteniamo però che tutto ciò debba avvenire adottando tutte le misure di massima sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, a tutela della salute di TUTTI ed in ossequio alle previsioni legislative.

Siamo altresì convinti che le attività minime da erogare come servizio alla clientela, potrebbero e dovrebbero essere assicurate con una diversa organizzazione del lavoro e favorendo l’assistenza ed il lavoro da remoto.

Sulla base di questi “capisaldi” ci siamo confrontati con Federcasse in una due giorni di serrata trattativa che, purtroppo, si è chiusa con un mancato accordo.

Confidavamo davvero di poter raggiungere l’intesa e poter dotare il Credito Cooperativo del suo “Protocollo di sicurezza” (nel solco del Protocollo interconfederale sottoscritto tra Governo e Parti Sociali lo scorso 14 marzo 2020).

Tale Protocollo avrebbe potuto definire con chiarezza modalità operative e strumenti da adottare con immediatezza per fronteggiare questa terribile emergenza sanitaria, dando un indirizzo univoco alla categoria del credito cooperativo, evitando soluzioni diversificate banca per banca, ed assicurare in tutti i luoghi di lavoro, sicurezza in termini di salute e servizi essenziali, nonché il lavoro ed il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori.

Tale Protocollo condiviso con le Organizzazioni Sindacali, avrebbe costituito un importante passo in avanti, un segno distintivo del Credito Cooperativo ed un sicuro segnale di coesione e di responsabilità in un momento in cui l’intero Paese richiede a gran voce solidarietà.

Ma, nonostante le dichiarazioni di sempre, per la categoria del Credito Cooperativo, tutto questo non è stato possibile.

Tuttavia, come la stessa Federcasse ha dichiarato al termine della trattativa, il lavoro di questi due giorni ha prodotto risultati apprezzabili che sono per lo più presenti nella ultima Circolare immediatamente redatta dalla stessa Federcasse ed inviata in data 19 marzo u.s. alle proprie associate.

Risultati apprezzabili ma per noi non sufficienti! Perché se non si conviene sul fatto che, in assenza di idonei presidi e adeguate misure di sicurezza non si può quantomeno aprire al pubblico, e se poi non si condivide neanche che il ruolo di raccordo con gli RLS e gli RSA è assolutamente indispensabile, allora vuol dire che non si riconosce davvero la gravità del momento.

Ma noi comunque, con o senza Protocollo di categoria, ci siamo! E continueremo a svolgere il nostro ruolo, in ogni azienda ed in ogni territorio, in assistenza e supporto ai colleghi a cominciare dalla costituzione dei “comitati aziendali” per la sicurezza (così come previsti dall’accordo interconfederale del 14 marzo 2020); presidiando tutte le aziende e richiamando, con tutti i mezzi a nostra disposizione, il rispetto puntuale di tutte le norme di legge, in raccordo con tutte le strutture che la CGIL mette a disposizione a livello territoriale e nazionale.

INSIEME CE LA FAREMO!

 

Roma, 20/3/2020

 

Il Coordinamento Nazionale Fisac-CGIL Credito Cooperativo

 

Scarica il volantino

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MPS: provvedimenti per l’emergenza sanitaria

In data odierna abbiamo incontrato l’Azienda per un confronto su molte tematiche conseguenti all’emergenza sanitaria Covid19.

Pur riconoscendo lo sforzo aziendale sulla concessione del lavoro agile anche alle strutture di Rete e su altre previsioni, abbiamo chiesto e ottenuto, grazie al continuo confronto e con l’obiettivo primario della salvaguardia della salute dei lavoratori e dei clienti, rispettando gli obblighi operativi previsti dalla normativa sui servizi alla clientela:

  • per tutte le filiali della Banca l’accesso alla clientela per servizi essenziali, si effettui solo previo appuntamento;
  • la chiusura settimanale delle Filiali Paschi Valore TOP e dei Centri Specialistici sia applicata con le stesse tempistiche e modalità delle altre filiali; rimarranno chiusi il martedì e il giovedì.

e preteso con altrettanta determinazione che:

  • nelle zone ad alta diffusione del contagio, particolarmente per la Lombardia, si provveda ad una immediata chiusura delle unità produttive (Filiali e Centri specialistici);
  • il pagamento delle pensioni, di prossima scadenza, sia regolato con modalità che consentano un afflusso limitato e programmato;
  • le chiusure delle filiali a seguito di interventi determinati da contagio Covid19, siano prontamente comunicate alle Rappresentanze sindacali.

Piano Ferie. In merito alla scadenza dei termini per la conferma abbiamo espresso alle funzioni aziendali la necessità di una gestione più flessibile differendo la scadenza ad altra data.

L’Azienda ci ha assicurato che la motivazione della richiesta di chiusura entro il termine di oggi ha essenzialmente carattere tecnico.

Abbiamo perciò chiesto ed ottenuto che i Piani eventualmente già confermati potranno essere successivamente modificati, così come abbiamo avuto rassicurazioni di una soluzione (ancora non definita) per i colleghi che non hanno ancora inserito il Piano. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Congedi straordinari ex Decreto Legge 18/20 “Cura Italia”. Le disposizioni sono di immediata applicazione e l’Azienda ci ha comunicato che sta adeguando le normative aziendali; verrà costituto un gruppo tecnico di confronto fra Azienda e Sindacati per una valutazione congiunta.

Siena, 20 marzo 2020                                             

Le Segreterie