UBI: accordo per l’accesso al Fondo di Solidarietà


GRUPPO UBI -Emergenza COVID-19
FIRMATO L’ACCORDO PER L’ACCESSO
ALLE PRESTAZIONI ORDINARIE DEL FONDO DI SOLIDARIETÀ

In data odierna abbiamo raggiunto l’accordo che consentirà a UBI di accedere alle risorse del Fondo di solidarietà per la copertura economica delle giornate di sospensione/riduzione dell’attività lavorativa (per maggiore chiarezza quelle fruite con causale PCM -PERMESSO EMERGENZA COVID 19).

In virtù di tale accordo il trattamento economico erogato a lavoratrici/tori – per periodi compresi fra l’11.3.2020 e l’8.5.2020 1 durante i quali non è stata (o non sarà) effettuata la prestazione lavorativa – saranno posti a carico del Fondo di solidarietà (sul quale ai sensi del D.L. “Cura Italia” confluiranno anche risorse pubbliche): pertanto graveranno solo in parte sul conto economico della banca (per l’integrazione alla retribuzione di cui si farà carico UBI – v. oltre).

L’intesa fa seguito all’accordo nazionale sottoscritto lo scorso 16 aprile che ne ha definito la “cornice”. Nel gruppo, il ricorso alle prestazioni ordinarie riguarderà circa n. 10.000 dipendenti per complessive 900.000 ore circa (corrispondenti a 120.000 giornate full time).

1 – Il periodo è individuato in considerazione del fatto che i provvedimenti varati fino ad oggi prevedono una durata massima di 9 settimane per il ricorso ad ammortizzatori sociali legati all’emergenza epidemiologica.

Ferie maturate in anni precedenti

In ragione del fatto che l’accordo nazionale prevede che prima di accedere alle risorse del Fondo si favorisca la preventiva fruizione delle ferie maturate in anni precedenti, l’intesa aziendale stabilisce che devono essere prioritariamente fruite o programmate (entro il 31/12/2020) eventuali giornate di ferie di competenza degli anni fino al 2019: tali giornate non rientreranno quindi nei periodi per i quali è richiesto l’intervento del Fondo.

Pertanto, solo in caso di mancata fruizione o programmazione di ferie pregresse, il periodo di sospensione/riduzione sarà imputato all’utilizzo di tali periodi.

Conversione delle causali di assenza

Le giornate fruite con causale PCM -PERMESSO EMERGENZA COVID 19 saranno quindi convertite:

– in giornate di ricorso al Fondo, nel limite delle risorse che saranno accordate a UBI;

– in giornate di ferie ,qualora al 31 dicembre 2020 residuino ferie di competenza di anni precedenti non programmate.

Eventuali giornate fruite fino all’8 maggio che non troveranno capienza nel Fondo, nonché quelle con causale PCM -PERMESSO EMERGENZA COVID 19 fruite successivamente a tale data, manterranno la medesima causale di permesso retribuito.

Condizioni economiche

Il Fondo per i casi di sospensione/riduzione dell’attività lavorativa eroga il cosiddetto “assegno ordinario” che corrisponde al 60% della retribuzione (con soglie differenziate a seconda delle fasce di reddito).

Considerato che l’accordo nazionale prevede una integrazione utile a garantire, ai lavoratori interessati e per le giornate in questione, il medesimo imponibile fiscale, con l’accordo aziendale è stato previsto che UBI si faccia carico della predetta integrazione.

Pertanto non vi sarà alcun nocumento dal punto di vista della retribuzione.

Rispetto all’accordo nazionale è stata altresì garantita una ulteriore integrazione per coloro che percepiscono l’assegno per il nucleo familiare(che l’INPS non eroga per i periodi di ricorso alla parte ordinaria del Fondo), in modo da assicurare atutti i dipendenti coinvolti lo stesso trattamento economico dei periodi di attività lavorativa.

I periodi di accesso alle prestazioni ordinarie del Fondo sono “neutralizzati a tutti gli effetti sul rapporto di lavoro di ciascun lavoratore interessato”: in altri termini non producono effetti negativi sui vari aspetti legati al rapporto di lavoro (a puro titolo esemplificativo, previdenza complementare, assistenza sanitaria integrativa,maturazione delle ferie, ecc.).

La busta paga relativa al riconoscimento dell’assegno ordinario riporterà evidenza dell’erogazione come “partita di giro” senza effetti per l’ammontare della retribuzione.

ALTRI TEMI

Lavoratrici/tori cautelativamente assenti per ragioni di salute (es. immunodepressione)

L’azienda ha ribadito la propria attenzione nei confronti di lavoratrici/tori cautelativamente assenti per ragioni di salute e ha dichiarato, in attesa di eventuali ulteriori provvedimenti legislativi che regolamentino la materia, la propria disponibilità ad adottare soluzioni che ne garantiscano l’incolumità, prolungando il permesso cautelare o abilitando allo smart working le persone che possano svolgere l’attività lavorativa con tale modalità.

In queste ore colleghe/o in permesso sanitario cautelativo vengono invitati dalle competenti strutture di risorse umane a contattare il medico competente, al quale dovranno descrivere la propria condizione per una opportuna valutazione.

Misure per la cura dei figli e altri familiari

Il confronto volto ad assicurare strumenti per la gestione delle necessità familiari, accresciute a causa dell’emergenza epidemiologica (chiusura scuole, incertezza rispetto alla disponibilità di strutture estive che possano accogliere bambine/i, ecc.) è stato posticipato per tenere conto anche delle misure che saranno previste dai prossimi decreti. L’azienda ha dichiarato comunque la propria disponibilità a individuare soluzioni, che saranno discusse in un incontro che si terrà entro il prossimo 8 maggio.

Confronto per il premio aziendale

Il confronto per il premio aziendale prenderà avvio domani nell’incontro fissato per le ore 14.30. Va fin d’ora precisato che relativamente al 2019 il premio sarà assoggettato a tassazione ordinaria e non potrà beneficiare della tassazione agevolata del 10%, non prevista per accordi raggiunti successivamente alla fine del periodo di competenza (anno 2019), in funzione dei chiarimenti forniti recentemente dall’Agenzia delle Entrate.

Contributo familiari disabili

L’azienda ha dichiarato che nuovi interventi in materia fiscale non consentono attualmente l’erogazione del contributo a favore di figli e genitori disabili con le modalità adottate in passato (che lo escludevano tra l’altro dall’imponibile previdenziale e fiscale). È stato pertanto previsto per i primi giorni di maggio un incontro per affrontare questo tema nei suoi molteplici aspetti.

Bergamo, 28 aprile 2020

Fabi – First/Cisl – Fisac/Cgil – Uilca/Uil – Unisin
Coordinamenti Gruppo UBI

 




Assicurativi: accordo quadro per ricorso al Fondo di Solidarietà

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 8 - Fna 9 - Snfia 6 - Uilca

Il giorno 29 aprile u.s. è stato siglato un Accordo Quadro fra le Segreterie Nazionali delle Organizzazioni Sindacali scriventi e Ania sul tema Fondo di Solidarietà.

L’Accordo Quadro, che diventa appendice del protocollo Settore Assicurativo del 24 marzo u.s sulle misure di contrasto e contenimento del covid-19, contiene le linee guida sulle modalità di utilizzo della Parte Ordinaria del Fondo di Solidarietà di Settore, con causale “covid-19 nazionale”.

Le linee guida diventano il riferimento per gli eventuali accordi che si discuteranno in sede aziendale.

Fermo restando l’utilizzo del lavoro agile come principale misura straordinaria emergenziale e di tutti gli istituti contrattuali indicati dal CCNL Ania e dai contratti aziendali, quali ad esempio banca ore, permessi retribuiti, congedi, ferie a partire da quelle arretrate e salvaguardando il più possibile quelle dell’anno in corso, si è convenuto di utilizzare anche il ricorso alla prestazione ordinaria del Fondo di Solidarietà di Settore, di cui al Decreto interministeriale del 17 gennaio 2014.

Il ricorso alla prestazione ordinaria del Fondo di solidarietà di settore, con causale COVID- 19 Nazionale, nel rispetto della normativa nazionale potrà essere attivato per i periodi a far data dal 23 Febbraio al 31 Agosto 2020, per un massimo di 9 settimane.

L’accordo sottoscritto ribadisce:

  1. obbligatorietà del confronto sindacale in sede aziendale con l’obiettivo di raggiungere un accordo
  2. la lavoratrice e il lavoratore “in sospensione di attività lavorativa” conserverà retribuzione e contribuzione piene (100%), compresi gli effetti sugli istituti indiretti (maturazione ferie, previdenza complementare, assistenza sanitaria integrativa ecc.), con integrazione dell’assegno ordinario (80% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali a carico dell’impresa. Sugli elementi integrativi della retribuzione fissa è previsto il confronto sindacale in sede aziendale con l’obiettivo di un accordo che salvaguardi la retribuzione complessiva.
  3. l’erogazione dell’assegno ordinario sarà anticipato dall’impresa.

L’attivazione della procedura di ricorso al fondo parte ordinaria sarà rimessa alle Aziende/Gruppi.

E’ da ritenersi che il Settore Assicurativo, considerata la disponibilità’ di risorse economiche nella Parte Ordinaria del Fondo, non accederà a fondi pubblici in materia di ammortizzatori sociali di cui al decreto “Cura Italia”.

Questo Accordo Quadro riteniamo rappresenti una risposta importante a tutela delle lavoratrici e lavoratori del Settore Assicurativo rispetto a questa fase complessa e inedita per tutte e tutti.

Al termine dell’incontro le Segreterie Nazionali hanno sollecitato Ania su un’informativa organica sul Settore relativamente alle iniziative che il sistema assicurativo italiano intende adottare a favore degli assicurati, in particolare sul tema delle coperture sanitarie per gli assicurati colpiti da covid-19.

Alla luce delle previsioni del protocollo del 24 marzo u.s (punto 13) e del DPCM del 26 aprile u.s nelle prossime settimane ci saranno nuovi incontri fra le parti per confrontarsi e preparare la cosiddetta “fase due”, che si annuncia complessa.

Roma, 29 aprile 2020

 

Le Segreterie Nazionali
First-Cisl Fisac-Cgil Fna Snfia Uilca

 

Scarica il testo dell’accordo




Intesa e Unicredit: “Vuoi il prestito? Estingui il fido”

Sui siti di Intesa d Unicredit l’invito alle imprese a usare i nuovi prestiti per estinguere le posizioni aperte: così il rischio passa allo Stato 

Insomma, questione di parole. Come quelle mal scritte del decreto “Cura Italia” che lasciano aperto più di un dubbio a una semplice domanda: cosa succede se un imprenditore non riesce a ripagare puntualmente il prestito garantito? Una possibilità tutt’altro che remota in tempi di lockdown.

Dietro la possibilità di ottenere un finanziamento fino a 25 mila c’è infatti l’incubo di finire nella morsa dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (l’ex Equitalia).
In caso di insolvenza di una sola rata, le banche possono escutere la garanzia assicurandosi l’80% del mancato pagamento. Poi, in base al principio di surroga, il Fondo subentra ed è obbligato a rivalersi sul debitore utilizzando le procedure esecutive erariali”, spiega Andrea Augello, ex senatore di Fratelli d’Italia.
In pratica, l’imprenditore non farà i conti con la banca, ma col Fisco che invierà una cartella esattoriale senza bisogno di diffide e decreti ingiuntivi. Con l’aggravante che per l’imprenditore potrebbe arrivare anche un Documento di regolarità contributiva (Durc) negativo che gli impedirebbe di chiedere un nuovo prestito: “Fra l’altro le cartelle esattoriali sono crediti privilegiati e vengono liquidati in via prioritaria, in danno a fornitori ed eventuali parenti che hanno prestato denaro”, sottolinea Augello.

 

Articolo di




DL imprese, i sindacati dei bancari: il Ministro Lamorgese tuteli le filiali da lunedì

I sindacati dei bancari temono episodi di “violenza contro le lavoratrici e i lavoratori bancari” da lunedì per le richieste di finanziamenti previste dal decreto imprese.

Lo si legge in una lettera inviata dai segretari generali di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin alla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, in cui chiedono “un intervento volto a rafforzare la sicurezza sociale, a tutela della sicurezza di chi si trova sui posti di lavoro e della clientela bancaria tutta”. Nella loro lettera al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese i segretari generali Lando Sileoni (Fabi), Riccardo Colombani (First-Cisl), Giuliano Calcagni (Fisac-Cgil), Massimo Masi (Uilca-Uil) ed Emilio Contrasto (Unisin) ricordano che “lunedì mattina partiranno le procedure per erogare i finanziamenti garantiti dallo Stato,introdotti col decreto legge numero 23 dell’8 aprile 2020, per poter aiutare imprese e professionisti in difficoltà economica a causa dell’emergenza Covid-19”. “Secondo le informazioni in nostro possesso – proseguono – alcune banche non sono ancora pronte, poiché non hanno predisposto le circolari interne né hanno modificato le procedure per poter accogliere le richieste da parte della clientela”.
Una situazione che, a loro dire,“potrebbe generare tensione fra i clienti che si recheranno nelle filiali e i bancari, sfociando in fenomeni di violenza che già sono stati registrati, a danno delle lavoratrici e dei lavoratori bancari, in queste ultime settimane”. “Monitoreremo costantemente la situazione sull’intero territorio nazionale -avvertono – e denunceremo prontamente situazioni critiche e pericolose, così come faremo i nomi delle banche che effettivamente si riveleranno impreparate”.

Viminale: massima attenzione su tensioni banche

Una data annunciata da giorni sulla quale esiste la “massima attenzione” da parte del Viminale.

Lunedì partiranno le procedure per erogare i finanziamenti a imprese e professionisti in difficoltà e i sindacati bancari -in una lettera al Ministro Lamorgese – hanno paventato il rischio che eventuali tensioni tra i clienti possano sfociare in “fenomeni di violenza”. Rischio solo potenziale ma ben presente – a quanto si apprende – a prefetti e questori che sono stati allertati tempestivamente e che hanno predisposto (per lunedì ma anche per i giorni a seguire) l’opportuno dispositivo di sicurezza.

Fonte: www.rainews.it

 

Scarica la lettera




Patuelli (ABI): i bancari fanno superlavoro ma vengono criticati

“Coloro che lavorano in banca stanno facendo un superlavoro, quindi, invece di criticarli in anticipo bisognerebbe ringraziarli“. Lo ha detto il presidente di Abi Antonio Patuelli intervistato da Radio Radicale.

“Quando c’è un incendio – ha spiegato – non bisogna discutere ma correre con i secchi a spegnerlo e il coronavirus è peggio di un incendio”. “Bisogna constatare però – ha sottolineato – che i pompieri e i volontari vengono ringraziati, i bancari invece criticati.

L’emergenza coronavirus comporta un “rischio doppio” dovuto alla “crisi emergenziale che si sovrappone a una situazione economico-produttiva non di grandi numeri per il Pil, di stagnazione”.
Patuelli sottolinea come “le banche stavano finendo di smaltire i costi di una crisi economico-finanziaria nata nel 2008 e scoppiata in Italia nel 2011, i numeri di Bankitalia non sono frivoli ma corretti, quindi vi è il rischio di un cataclisma”.




Proroga al 3 maggio fruizione 15 giorni di congedo parentale straordinario covid-19

Vi comunichiamo che l’INPS con il messaggio n° 1648 ha definito che la fruizione dei 15 giorni di Congedo parentale straordinario.

Vi comunichiamo che l’INPS con il messaggio n° 1648 ho definito che la fruizione dei 15 giorni di Congedo parentale straordinario Covid-19 è stata prorogata fino al 3 maggio. Per le modalità di richiesta vi rimandiamo alla nostra news del 31 marzo.

Con l’occasione vi ricordiamo anche che per le famiglie con figli di età non superiore a 12 anni al 5 marzo, il Decreto “Cura Italia” ha previsto la possibilità di fruire, in alternativa ai 15 giorni, di un Bonus per i servizi di baby sitting effettuati nei periodi di chiusura scolastica dal 5 marzo al 30 aprile, salvo riapertura delle scuole. Nel caso si opti per questa possibilità, la richiesta deve essere effettuata attraverso il sito INPS.

Con l’occasione vi ricordiamo anche che per le famiglie con figli di età non superiore a 12 anni al 5 marzo, il Decreto “Cura Italia” ha previsto la possibilità di fruire, in alternativa ai 15 giorni, di un Bonus per i servizi di baby sitting effettuati nei periodi di chiusura scolastica dal 5 marzo al 30 aprile, salvo riapertura delle scuole. Nel caso si opti per questa possibilità, la richiesta deve essere effettuata attraverso il sito INPS.

 

dal sito Fisac Intesa Sanpaolo




MPS: decisioni intempestive

L’azienda ci ha rappresentato l’esigenza di intervenire con maggiore presidio fisico sul territorio per garantire un’adeguata erogazione delle nuove misure economiche di sostegno alle imprese e ai privati, compiti che come OO.SS. riteniamo possano continuare a svolgere attraverso anche l’utilizzo del lavoro agile per tutte le attività propedeutiche, come del resto previsto e normato dalla stessa Azienda.

Riteniamo quindi intempestiva la decisione della Banca riguardante l’apertura già dalla prossima settimana, in pieno lockdown, delle 60 filiali Paschi Valore Top e dei Centri Specialistici concedenti per cinque giorni alla settimana.
A tal proposito, saranno mantenute le tutele precedentemente negoziate: apertura al pubblico di mattina solo su appuntamento preso dal cliente e con operatività di cassa limitata a tre giorni (non è previsto il servizio di cassa il martedì e giovedì), turnazione delle presenze con 2 team rigorosamente separati, organico minimo a 7 risorse di cui 2 cassieri, con i presupposti necessari della dotazione di tutti i dispositivi di protezione (gel, mascherine, guanti, plexiglass) e sanificazione quotidiana dei locali. Nelle filiali prive di queste misure di protezione, l’apertura rimane a giorni alterni.

La Comunità Scientifica e lo stesso Governo italiano confermano che siamo ancora nella cd. “Fase Uno” e partendo da queste considerazioni, che facciamo nostre, non possiamo che giudicare in termini negativi l’orientamento aziendale, emerso sempre nell’incontro, di una valutazione tendente alla riapertura di tutte le filiali sull’intero territorio nazionale ancora prima del termine attualmente fissato per le misure restrittive del 3 maggio.

Queste OO.SS. sono consapevoli del ruolo fondamentale che il nostro settore riveste in questo momento di emergenza sia come servizio pubblico essenziale che come supporto all’economia, ma sono parimenti convinte che tale ruolo possa essere svolto avendo l’obiettivo fondamentale della tutela della salute di dipendenti e cittadini programmando la fase di riapertura in sicurezza, con la massima cautela e con l’esigenza di valutare non solo i rischi nei luoghi di lavoro ma anche quelli esterni relativi alla mobilità delle persone.

Siena, 17 aprile 2020

Le Segreterie




BCC: integrazione prestazioni Cassa Mutua

La Cassa Mutua Nazionale per il personale delle BCC CRA ha provveduto nella giornata del16 aprile ad attivare ulteriori prestazioni che vanno ad integrarsi al piano sanitario 2020 (Nomenclatore delle prestazioni) per garantire una risposta concreta alle lavoratrici e ai lavoratori, ai pensionati, nonché a tutti i familiari iscritti alla Cassa Mutua Nazionale, riguardo le criticità che la pandemia sta procurando a ciascuno di noi ed all’intera comunità. Le misure si aggiungono quindi a quanto già previsto dal piano sanitario con l’obiettivo di dare alle lavoratrici e ai lavoratori un ulteriore supporto in caso di conseguenze rivenienti dal contagio.
Tali integrazioni non comporteranno alcun contributo aggiuntivo né per le aziende né per i lavoratori.

Cinque minuti per saperne di più:

Ecco in dettaglio cosa prevedono le nuove prestazioni:

Appendice di integrazione al Nomenclatore 2020.
A
rticolo 7.20 valevole per l’anno sanitario 2020 – intervento assistenziale straordinario legato all’emergenza sanitaria nazionale per Covid -19
7.20) Covid-19

La Cassa rimborsa le seguenti prestazioni pertinenti alla patologia per Covid-19:

  1. diaria da convalescenza di € 50,00 al giorno per un massimo di 20 giorni. La convalescenza deve essere prescritta all’atto della dimissione ospedaliera oppure dai Medici di Cure Primarie, ovvero Medico di Medicina Generale, Pediatra di Libera Scelta o Medico di Continuità Assistenziale (di seguito denominati MMG, PLS, MCA). La diaria da convalescenza può essere richiesta anche da chi non ha avuto ricovero ospedaliero, purché in possesso della prescrizione del MMG, PLS, MCA. Nel caso di più componenti dello stesso nucleo famigliare sottoposti a convalescenza per Covid-19, la diaria verrà erogata con un periodo massimo di 40 gg. per anno sanitario per nucleo famigliare;
    – Documentazione: richiesta di rimborso, certificazione medica giustificativa
  2. indennità di convalescenza di € 1.500,00 al momento della dimissione ospedaliera nel caso l’iscritto abbia affrontato il ricovero in terapia intensiva e di € 1.000,00 per il ricovero in terapia sub-intensiva;
    – Documentazione: richiesta di rimborso, cartella clinica.
  3. rimborso per spese relative al supporto psicoterapico fino alla concorrenza del massimale annuo per nucleo famigliare di € 600,00.
    – Documentazione: richiesta di rimborso, prescrizione rilasciata dal MMG, PLS, MCA descrittiva del bisogno o della causa/disturbo originata dall’evento pandemico, ricevuta fiscale/fattura della spesa sostenuta emessa dal professionista psicologo/psicoterapeuta registrato all’albo Nazionale di categoria.

Note:

L’integrazione al Nomenclatore 2020 ha decorrenza retroattiva, dal 1° gennaio 2020, e rimane valido per la intera vigenza del Nomenclatore stesso (31 dicembre 2020).

La diaria da convalescenza potrà essere fruita anche da coloro che non siano stati ricoverati ma che sono stati costretti ad una convalescenza domiciliare, comunque in presenza  di idonea certificazione medica, anche di sospetto Covid, rilasciata secondo le regole disciplinate dal Ministero della Salute.

Per quanto riguarda la documentazione richiesta a supporto delle prestazioni di cui al punto b), qualora non si riuscisse ad avere in tempi brevi la cartella clinica, si invita a contattare direttamente Cassa Mutua per verificare la possibilità di eventuale documentazione alternativa utile.

Particolare attenzione è stata posta al disagio psicologico che la pandemia, purtroppo, sta provocando e potrà provocare, prevedendo una specifica prestazione a copertura di esigenze familiari di natura psicologica, che si aggiunge alle previsioni già presenti nel Nomenclatore riguardo le prestazioni psicologiche.

In allegato, per maggior dettaglio, si invia la circolare di Cassa Mutua Nazionale n.  5 / 2020.

Ci preme ricordare che per ogni esigenza è possibile contattare gli uffici di Cassa Mutua Nazionale che, compatibilmente con le disposizioni emanate dai Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalle Circolari emanate dal Ministero della Sanità, continua ad erogare regolarmente le proprie prestazioni avendo attivato per la totalità dei propri dipendenti la modalità di lavoro in smart working.
Dipendenti ai quali va il nostro ringraziamento per l’attività che stanno svolgendo e l’attenzione che stanno dedicando alle iscritte ed agli iscritti, risolvendo con professionalità e disponibilità le diverse criticità che in questo momento particolare si stanno presentando.

Un fraterno saluto!

 

Coordinamento Nazionale Credito Cooperativo

 

Scarica l’allegato: Circ_5_2020

Scarica l’allegato: Infofisacbcc_Cassa_Mutua_Nazionale_Nuove_Prestazioni16_4_20




Accordo nazionale con ABI. Utilizzo Fondo Sostegno al Reddito per l’emergenza COVID

Nella mattinata odierna tra i Segretari Generali delle organizzazioni Sindacali di settore e ABI si è proceduto alla sottoscrizione di Accordo Nazionale nell’ambito delle misure messe in campo a sostegno del lavoro dal DL n° 18 del 17 Marzo 2020.

Fermo restando l’utilizzo del lavoro agile come principale misura straordinaria emergenziale, si è convenuto di utilizzare anche il ricorso alla prestazione ordinaria del Fondo di Solidarietà di settore ex art 5, co 1, lett a) punto 2 del D.I n 83486 del 2014 per tutto il personale in servizio al 23 Febbraio 2020 e su tutto il territorio nazionale.

Il ricorso alla prestazione ordinaria del Fondo di solidarietà di settore, con causale COVID- 19 Nazionale, nel rispetto nella normativa nazionale potrà essere attivata per i periodi a far data dal 23 Febbraio al 31 Agosto 2020, per un massimo di 9 settimane.

L’accordo sottoscritto ribadisce la neutralizzazione nel ricorso alla prestazione ordinaria del Fondo di tutti gli effetti sul rapporto di lavoro: a titolo esemplificativo, contribuzione previdenziale ed integrativa, fondo sanitario integrativo, non ultimo maturazione dei retei ferie etc…

Si precisa che l’accesso alla prestazione ordinaria del Fondo di Solidarietà di settore avverrà senza pregiudizio e nucomento alla retribuzione che dunque avverà senza nessun aggravio aggiuntivo a carico delle lavoratrici e dei lavoratori.

L’attivazione della procedura come da allegato al Verbale di Accordo sarà rimessa alle Aziende /Gruppi.

Ancora una volta il settore ha elaborato con senso di responsabilità e attenzione una risposta a tutela delle lavoratrici e lavoratori rispetto a questa fase inedita per tutte e tutti.

 

I Segretari Generali

Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin
Lando Maria Sileoni – Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni – Massimo Masi – Emilio Contrasto

 

Verbale di accordo 16 4 2020

Allegato al Verbale di accordo 16 4 2020




Decreto Cura Italia: ad aprile in busta paga l’erogazione del Bonus di € 100

Con la busta paga di aprile verrà erogato il Bonus 100,00 euro, contenuto nel decreto Cura Italia, a sostegno dei lavoratori.

Il bonus in questione spetta a tutti i dipendenti pubblici e privati, che nel mese di marzo hanno prestato servizio lavorativo nella propria sede di lavoro assegnata, in missione, in trasferta o distacco.

Il bonus spetta, e va in tal senso riproporzionato, solo per le giornate in cui il dipendente si è recato a lavoro garantendo la presenza fisica nel mese di marzo 2020. Tale misura, inoltre, si rivolge ai lavoratori dipendenti che nel corso dell’anno 2019 hanno conseguito un reddito da lavoro dipendente non superiore i 40 mila euro [1] ed è erogato direttamente dal datore di lavoro nella busta paga.

Riguardo la modalità di calcolo del bonus, alla vigilia della sua erogazione, è intervenuta l’Agenzia delle Entrate che con la risoluzione n. 18 del 9 aprile 2020, a maggior dettaglio di quanto già indicato nella circolare n.8/E del 3 aprile 2020, specifica le regole di erogazione dello stesso.

 

Cinque minuti per saperne di più:

Il bonus di 100 euro non spetta per le giornate di cassa integrazione, ferie, malattia, permessi e per le giornate lavorate in smart working.

Nessuna differenza tra part time e full time, infatti il premio di 100 euro è da riconoscere al lavoratore che abbia svolto la propria prestazione in sede, in base ai giorni previsti dal contratto, indipendentemente se in full time o part time.

Quindi l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 18 fornisce nuove indicazioni, alternative a quelle riportate nella circolare 8/E, per il metodo di calcolo del bonus, da riconoscere in busta paga in relazione ai giorni lavorati per il mese di marzo:

  • il datore di lavoro potrà calcolare l’importo del bonus da riconoscere al dipendente utilizzando il rapporto tra giorni di presenza in sede effettivamente lavorati(indipendentemente dal numero di ore prestate) e giorni lavorabili in base a quanto previsto dal contratto collettivo.
  • il valore del bonus da riconoscere sarà dato dall’importo di 100,00 euro moltiplicato per il rapporto di cui sopra.

Ovviamente il lavoratore, con contratto full time o part time, che ha svolto la propria prestazione lavorativa in presenza per tutti i giorni previsti dal contratto avrà diritto al premio in misura piena.

Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura della risoluzione n. 18 del 9 aprile 2020 della Agenzia delle Entrate sul sito web della Agenzia delle Entrate.

Di seguito alcuni esempi di calcolo del bonus di 100,00 euro per i lavoratori con contratto full time o part time, riportati nella risoluzione 18 della Agenzia delle Entrate dove bene si specifica che non si tiene conto dell’orario di lavoro bensì esclusivamente dei giorni lavorati in sede nel mese di marzo.

Esempio 1 contratto full time

“Un lavoratore, per effetto del suo contratto, lavora dal lunedì al venerdì, quindi, per il mese di marzo avrebbe dovuto lavorare 22 giorni (“giorni lavorabili, caso del nostro CCNL”). Supponiamo che il lavoratore abbia goduto di 9 giorni di ferie dal 9 al 13 marzo e dal 16 al 19 marzo, mentre nei giorni 30 e 31 marzo abbia lavorato in smart working.
Ai fini del calcolo del premio spettante si dovrà, pertanto, tener conto che il soggetto ha lavorato presso la propria sede di lavoro 11 giorni sui 22 previsti. Al lavoratore spetteranno, pertanto, 11/22 di 100, vale a dire euro 50.”

Il premio non spetta per i giorni in cui il lavoratore non ha svolto la propria attività lavorativa presso la sede di lavoro, in quanto ha espletato l’attività lavorativa in telelavoro o in smart working, ovvero è stato assente per qualsiasi altro motivo (ferie, malattia, permessi retribuiti o non retribuiti, congedi, ecc.).

Esempio 2: contratto di part time orizzontale

“Un lavoratore, per effetto del suo contratto, lavora dal lunedì al venerdì. In tale ipotesi, ancorché per un numero di ore inferiore all’orario di lavoro ordinario, per il mese di marzo i giorni lavorabili sono 22.
Supponiamo che il lavoratore abbia lavorato presso la propria sede di lavoro per metà del periodo previsto (11 giorni), allo stesso spetterà l’importo di euro 50.”

Esempio 3: contratto di part time verticale

“Un lavoratore, per effetto del suo contratto, lavora dal lunedì al giovedì, quindi, per il mese di marzo i giorni lavorabili sono 18 giorni. Supponiamo che il lavoratore abbia lavorato presso la propria sede di lavoro per tutto il periodo previsto (18 giorni), allo stesso spetterà il premio di 100 euro”.

[1] Il datore di lavoro potrebbe richiedere al lavoratore una autodichiarazione (ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR n. 445/2000) che attesti l’importo del reddito di lavoro dipendente conseguito nell’anno 2019.

 

Coordinamento Nazionale Fisac Credito Cooperativo

 

Scarica l’allegato: FisacBCCInforma_Covid19_bonus100euro