Sindacati e Abi scrivono a Conte: il piano di vaccinazione includa i bancari tra i lavoratori essenziali

ABI e Organizzazioni sindacali Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin in data 8 gennaio hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, al Ministro della Salute, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Governatore della Banca d’Italia e al Commissario Straordinario per l’emergenza epidemiologica Covid-19, con la quale sottolineano che i provvedimenti adottati dalle competenti Autorità per contrastare la pandemia hanno sempre contemplato, fin dall’inizio della pandemia, la continuità dell’erogazione dei servizi bancari, finanziari e assicurativi, in considerazione del loro ruolo di infrastruttura strategica per il Paese come disposto dalla legge.

In questo contesto, con straordinario impegno e senso di responsabilità le persone che lavorano in banca continuano a svolgere un ruolo centrale per il sostegno dell’economia, delle imprese e delle famiglie, nel rispetto delle misure di prevenzione, contrasto e contenimento del virus Covid-19 individuate nei Protocolli tempo per tempo condivisi da ABI e Organizzazioni sindacali per garantire le condizioni di salute e sicurezza per tutte le persone interessate.

ABI e Sindacati hanno conseguentemente chiesto alle competenti Autorità che il piano vaccini tenga opportunamente in considerazione anche le lavoratrici e i lavoratori impegnati nell’erogazione dei servizi pubblici essenziali (ai sensi della legge n. 146/1990), ivi inclusi quindi quelli bancari.

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
ABI – Fabi – First-Cisl – Fisac-Cgil – Uilca – Unisin

 

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ABI: accordi per assemblee in remoto e integrazione Protocollo Sicurezza anti Covid-19

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca Unisin nuovo logo

Nella giornata odierna, dopo un impegnativo confronto avviato oltre un mese fa, abbiamo condiviso con ABI due verbali di riunione: il primo riguardante il diritto alle assemblee in remoto ed il secondo avente per oggetto una “Integrazione al Protocollo condiviso del 28/4/2020 e successive integrazioni, recante “Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del Virus Covid 19 per garantire l’erogazione dei servizi nel settore bancario”.

Le Segreterie di FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL, UILCA e UNISIN FALCRI-SILCEA-SINFUB esprimono un giudizio complessivamente positivo delle intese raggiunte, pur in un contesto difficile ed in presenza di una costante evoluzione in materia di norme finalizzate al contrasto dell’emergenza sanitaria in atto.

In particolare, ci pare importante l’aver reso effettivo il diritto alle assemblee “in remoto” che favorisca la partecipazione da parte di lavoratrici e lavoratori in lavoro agile, attraverso la piena disponibilità all’uso delle relative strumentazioni messe a disposizione dalle aziende / gruppi.

Il carattere sperimentale fino al prossimo 31/3 dell’intesa sulle assemblee “in remoto” ci consente, da un lato, di poter tornare sin da subito a dialogare con le lavoratrici e i lavoratori bancari e, dall’altro, ci permetterà di verificare l’eventuale necessità di integrare e completare quanto oggi definito, che rappresenta un passaggio importante nel ribadire l’inderogabile valore della democrazia sindacale anche in questo periodo emergenziale.

L’integrazione del Protocollo 28/04/20, poi, nel confermare l’impianto e le misure dei precedenti Protocolli, rafforza – pur in presenza di una normativa articolata e in continuo divenire – il principio del diradamento delle presenze nelle filiali e la possibilità di confronto a livello di azienda / gruppo, recuperando per le zone rosse il vincolo della modalità di prenotazione con appuntamento.

Inoltre, viene introdotto un riferimento ai temi della genitorialità e dei cosiddetti soggetti fragili in relazione alle priorità nell’accesso al lavoro agile, con previsione di un incontro entro il prossimo mese di gennaio, alla luce di possibili evoluzioni dei processi legislativi in materia.

Infine, viene richiamato il sistema di relazioni sindacali previsto dal vigente CCNL, ribadita la centralità di tempestiva e continua informazione agli organismi aziendali / di gruppo e richiamato quanto alle vigenti disposizioni di legge circa l’interlocuzione fra RLS e competenti strutture aziendali.

Roma, 21 dicembre 2020

 

I SEGRETARI GENERALI
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN

 

Verbale Covid

Verbale assemblee




Fisac, si è dimesso il Segretario Generale Giuliano Calcagni

Terremoto nel sindacato dei bancari della Fisac.

Secondo quanto risulta all’agenzia Radiocor-Il Sole 24 Ore, si è dimesso il segretario generale, Giuliano Calcagni, e tutta la segreteria eletta al congresso del sindacato poco più di un anno e mezzo fa, dopo la ‘sfiducia’ arrivata dall’interno e comunicata a Calcagni, con la richiesta di dimissioni, da parte del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Quest’ultimo secondo le fonti interpellate ha audito, in pochi giorni, oltre 100 quadri del sindacato dei bancari della Cgil e dai colloqui è emerso che Calcagni non aveva più il sostegno della maggioranza dei delegati. La crisi in Fisac è scoppiata a seguito di una lettera di contestazione inviata in Cgil da alcuni organismi territoriali Fisac, Veneto e Lombardia in testa, e da alcune rappresentanze di gruppi bancari nella quale, secondo indiscrezioni, si contestava la linea politica di Calcagni, accusato di essersi appiattito sulle posizioni di altre sigle sindacali autonome del settore.

Secondo addetti ai lavori, Calcagni e’ stato contestato anche per il protocollo Covid siglato, assieme alle altre sigle confederali e autonome con l’Abi che, secondo l’accusa, sarebbe stato peggiorativo rispetto a quello siglato a livello nazionale dai sindacati confederali con il Governo.

Per la soluzione della crisi alla guida del sindacato dei bancari della Cgil bisognerà attendere ora la convocazione dell’assemblea generale Fisac. Le dimissioni di Calcagni bloccano, per il momento, il confronto sindacale con l’Abi a livello nazionale che si sarebbe dovuto avviare nei prossimi giorni per discutere della fase tre della pandemia.

 

Fonte: www.affariitaliani.it

 




Bonus vacanze: procedure al via

L’Agenzia delle Entrate ha già fornito le indicazioni per richiedere e utilizzare il bonus vacanze: adesso si sblocca la situazione anche lato “strutture ricettive”.


Covid-19 e Bonus Vacanze: dopo che nei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate ha dato le prime indicazioni adesso le procedure prendono forma.

Ecco i dettagli.

Covid-19 e Bonus Vacanze: le ultime novità

Sul portale di Federalberghi (www.italyhotels.it) infatti sarà disponibile a breve l’elenco delle strutture turistico ricettive italiane disponibili ad accettare i bonus. Già lanciata una grande indagine online, per intervistare oltre 28.000 soci.

Sono inoltre allo studio accordi con il sistema bancario, per agevolare la conoscenza del nuovo istituto e delle procedure che gli albergatori dovranno seguire per ottenere il rimborso dei buoni da parte del sistema bancario.

Infine, Abi e Federalberghi hanno stipulato un Protocollo di intesa per agire insieme perché la misura del “Bonus vacanze” abbia un ampio e tempestivo utilizzo.

A tal fine intendono diffondere la conoscenza della misura e sollecitare i propri rispettivi associati a contribuire fattivamente alla diffusione e all’applicazione della misura.

Che cos’è il Bonus Vacanze?

Il decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 ha previsto un bonus, il “tax credit/bonus vacanze”. I nuclei familiari con in reddito ISEE fino a 40.000 euro possono richiedere e usufruire del bonus, nella forma del credito, a decorrere dal 1° luglio 2020.

Tale bonus pari a un massimo di 500 euro per nucleo familiare è usufruibile per l’80% come sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore del servizio, il restante 20% come detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi della famiglia.

Lo sconto dell’80% sarà rimborsato al fornitore del servizio sotto forma di credito di imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, con facoltà, in alternativa, di cessione a terzi, anche a banche o intermediari finanziari.

Quanti italiani partiranno?

A fare una stima è la stessa Federalberghi. Infatti, con il supporto dell’Istituto ACS Marketing Solutions, ha realizzato un’indagine su un campione rappresentativo della popolazione italiana, per sondare gli umori del mercato, che sembra aver apprezzato la novità.

L’80% degli italiani conosce o almeno ha sentito parlare del “bonus vacanze”. La percentuale sale al 91,6% se si considerano coloro che intendono fare una vacanza quest’estate.

Il 52,2% degli italiani che andranno in vacanza nel 2020 ha intenzione di richiedere il bonus vacanze. Di questi, il 57% intende utilizzare il bonus entro settembre, mentre il 16,7% guarda ai mesi successivi. Infine, il 26,2% è ancora indeciso.

 

Fonte: lentepubblica.it




Covid: metà dei prestiti in 4 regioni del Nord. E il Sud rischia l’usura

Quella dei prestiti garantiti dallo Stato resta una battaglia estenuante che si gioca sul filo dei numeri. A più di un mese dall’avvio della macchina, da una parte ci sono i dati annunciati dalla task force bancaria che si incensa per le quasi 400mila richieste di finanziamento arrivate al Fondo centrale di garanzia che gestisce i mini prestiti da 25mila (presto saliranno a 30mila) e 800mila euro, che però fino a oggi sono arrivati solo a metà degli imprenditori. Dall’altra parte ci sono i numeri che arrivano dal territorio, elaborati dal sindacato Fabi, che mostrano una spaccatura tra Nord e Sud: il 50,7% dei prestiti garantiti che è appannaggio di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Quattro Regioni dove, però, è attivo solo il 38% di partite Iva e pmi. Mentre il resto d’Italia, dove opera il 62% di questi professionisti, deve spartirsi l’altra metà dei soldi.

Alcune banche – spiega il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoniper loro convenienze stanno penalizzando determinati territori favorendone altri. Così si allarga il rischio usura: chi non ottiene finanziamenti in banca finisce molto probabilmente in mano alla criminalità organizzata”. Un allarme lanciato negli scorsi giorni dal premier Giuseppe Conte, quando dal “mettetevi una mano sul cuore” è passato a chiedere alle banche “di fare subito”, per il pericolo che “le mafie possano nutrirsi delle difficoltà dei cittadini”.

Ma sulla disperazione degli imprenditori, prevale il fattore territorio. Su 17,1 miliardi di euro di prestiti richiesti al Fondo centrale di garanzia per le pmi fino al 25 maggio, nelle 4 Regioni del Nord andranno ben 8,6 miliardi. In particolare, in Veneto le domande valgono 1,9 miliardi (l’11,5% del totale), mentre la quota di pmi e partite Iva si ferma al 7,9%; situazione simile a quella dell’Emilia-Romagna con 1,7 miliardi di richieste (10,1%) e il 7,4% di imprese e partite Iva; in Piemonte c’è un sostanziale equilibrio: le domande valgono 1,1 miliardi (6,5%), mentre la quota di pmi e partite Iva si attesta al 7%; in Lombardia le domande ammontano a 3,9 miliardi (22,5% del totale), ma imprese e partite Iva rappresentano il 15,7% del totale. È soprattutto a Bergamo e a Brescia che si registra una fervida attività: Ubi sta erogando i prestiti con percentuali bulgare come possibile mossa per difendersi dall’offerta pubblica di Intesa Sanpaolo. Alle altre 16 Regioni non resta che dividersi le briciole. Ad esempio, nel Lazio le domande di prestiti valgono il 9,4% del totale (1,6 miliardi), ma le pmi e partite Iva rappresentano il 10,9% del bacino nazionale; in Campania, i prestiti arrivano al 7,7% (1,3 miliardi) e le pmi e partite Iva sono il 9,8% del totale; mentre in Toscana il 6,2% dei prestiti è andato al 6,8% dei professionisti.

L’Associazione bancaria non ci sta però a far passare l’idea che le banche possano scegliere gli imprenditori ai quali dare i soldi. E al report della Fabi risponde con uno suo in cui spiega che, anzi, “c’è una forte correlazione tra la distribuzione territoriale delle domande di finanziamento fino a 25.000 euro garantiti al 100% e la loro potenziale domanda”. Ma i due rapporti non sono paragonabili: quello del sindacato include anche i prestiti fino a 800mila euro, elargiti fino a oggi solo a 1 imprenditore su 4. E, sempre secondo l’Abi, a influire sulle domande ci sarebbero “gli effetti del Covid” che dovrebbero giustificare il minor numero di richieste presentate “a Bolzano e Trento, così come in Sicilia e in Campania”. Tralasciando il fatto che la chiusura ha comunque interessato tutto il Paese: bar e negozi di Milano, come quelli di Catania.

 

Da “Il Fatto Quotidiano” del 29/5/2020

 

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Fase 2: da lunedì 18 maggio le banche potranno decidere di ricevere i clienti senza appuntamento

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca Unisin nuovo logo

Nuovo accordo tra Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin con Abi. Nelle filiali ingressi contingentati (rapporto uno a uno tra clienti e lavoratori); distanza di sicurezza, mascherine e guanti per i dipendenti; obbligo di appuntamento se risale il contagio

Roma, 12 maggio 2020. Cambiano le “regole” per l’accesso in banca a partire da lunedì 18 maggio, in linea con le disposizioni del governo sulla cosiddetta “Fase 2”: ingressi contingentati nelle filiali, anche senza appuntamento, ma con rapporto massimo di uno a uno tra numero di clienti e lavoratori, per andare incontro alla maggiore mobilità delle persone iniziata lo scorso 4 maggio. Scatterà, comunque, immediatamente l’obbligo di prenotazione telefonica e sarà stabilità una riduzione dell’operatività delle agenzie bancarie nelle zone in cui l’aggravamento del rischio sanitario comporterà l’adozione di più rigorose misure di contenimento della mobilità dei cittadini da parte delle istituzioni. Nelle filiali sarà rispettato sempre il mantenimento della distanza di sicurezza, sarà garantita la disponibilità di dispositivi di protezione individuale per tutte le lavoratrici e i lavoratori bancari. Sono queste le principali novità dell’accordo sottoscritto oggi tra i sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin con l’Abi secondo il quale verranno valutati i test sierologici per i dipendenti.

«Considerato l’attuale stato delle evidenze scientifiche relative ai test sierologici (che ne attesta il rilievo ai fini di indagini epidemiologiche – e non diagnostici – indispensabili per garantire la protezione dall’emergenza sanitaria in atto), le Parti effettueranno le opportune valutazioni a seguito di quanto verrà disposto dalle competenti Autorità sanitarie» si legge nel testo del verbale sottoscritto dai segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin (Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Giuliano Calcagni, Massimo Masi ed Emilio Contrasto) e dai rappresentanti dell’Abi.

Per andare incontro alle esigenze dei dipendenti con figli di età fino a 14 anni, quindi ancora alle prese con la didattica a distanza in tutte le scuole di ogni ordine e grado, le banche valuteranno con i sindacati soluzioni solidaristiche con il ricorso della “banca del tempo” fino al 31 luglio 2020 (strumento introdotto con il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del 19 dicembre scorso), tenendo comunque conto della possibilità di ricorrere ai congedi indennizzati introdotti con i decreti legge 23/2020 e 27/2020 varati dal governo. In relazione alle libertà sindacali, entro il 30 giugno 2020 i sindacati e l’Abi valuteranno soluzioni sperimentali per lo svolgimento “in remoto” delle assemblee del personale.

 

I Segretari Generali
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin
Lando Maria Sileoni – Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni – Massimo Masi – Emilio Contrasto

 

 

Verbale di riunione (12 maggio 2020)




ABI: i finanziamenti del Decreto Liquidità non possono estinguere prestiti preesistenti.

ASSOCIAZIONE BANCARIA ITALIANA – COMUNICATO STAMPA DEL 24/4/2020

L’ABI ha inviato un’ulteriore circolare alle banche sui finanziamenti fino a 25.000 euro garantiti al 100 percento (decreto legge n.23 del’8 aprile 2020), autorizzato dalla Commissione europea il 14 aprile e le cui domande sono presentate dal 17 aprile.

L’ABI indica che il finanziamento fino a 25.000 euro prevede espressamente che l’inizio del rimborso non avvenga prima di 24 mesi dall’erogazione e che non può essere utilizzato per compensare alcun prestito preesistente, anche nella forma dello scoperto di conto corrente: la compensazione determinerebbe un avvio del rimborso prima dei 24 mesi, facendo decadere la garanzia.

Tale divieto di compensazione si applica anche per chi utilizza la sospensione prevista dall’art. 56 del decreto legge n.18 del 17 marzo 2020: anche in questo caso, è vietato l’utilizzo del nuovo finanziamento per ridurre un’esposizione preesistente sul conto corrente perché determinerebbe un avvio del rimborso prima del termine dei 24 mesi.

 

Scarica il comunicato stampa




Sottoscritto protocollo con ABI e Federcasse per anticipazione CIG

Dal servizio di Valentina Conte su Repubblica.it – I primi soldi della Cassa integrazione arriveranno entro Pasqua, dunque ben prima dei canonici 2-3 mesi di lavorazione delle pratiche. La convenzione sottoscritta dalle parti sociali (sindacati e imprese), Abi (Associazione bancaria italiana) e ministro del Lavoro Nunzia Catalfo consente agli istituti di credito di anticipare fino a un massimo di 1.400 euro per la Cig a zero ore di 9 settimane (assegno proporzionato, se per periodi inferiori o se part-time). Tanto quanto dura il periodo di copertura previsto dal decreto Cura Italia per i lavoratori delle imprese chiuse per l’epidemia. Ma che presto potrebbe essere allungato dal governo nel decreto di aprile.

Tanto quanto dura il periodo di copertura previsto dal decreto Cura Italia per i lavoratori delle imprese chiuse per l’epidemia. Ma che presto potrebbe essere allungato dal governo nel decreto di aprile. La convenzione si presenta come un’operazione a costo e burocrazia zero per il lavoratore. Le banche, come nel decennio della crisi finanziaria partita nel 2008, anticiperanno le somme e verranno poi ristorate direttamente da Inps. Qualora l’importo complessivo della Cig fosse superiore ai 1.400 euro, sarà  la stessa banca a integrare la differenza, una volta incassate le risorse extra dall’Istituto di previdenza “entro al massimo 7 mesi”.

Dall’account twitter del portavoce del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini:

Dl Cura Italia, Landini: somme a lavoratori da banche convenzionate Anticipo fino a 1.400 euro per cig a zero ore di 9 settimane . Governo, Parti sociali, Banche hanno raggiunto a tarda notte un accordo per non lasciare i lavoratori in Cig per il Covid-19 senza integrazione al reddito. In attesa che le aziende eroghino l’integrazione al reddito (cig in deroga per il coronavirus) saranno le banche convenzionate ad anticipare le somme ai lavoratori. E’ quanto si legge sull’account Twitter del portavoce del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Le banche convenzionate – si prosegue – daranno un anticipo fino a 1.400 euro per la cig a zero ore di 9 settimane (assegno proporzionato se per periodi inferiori o se part time). Gli anticipi bancari sono per i lavoratori che utilizzano i trattamenti di integrazione al reddito previsti dal decreto 18/20.


ALLEGATI:


FEDERCASSE E SEGRETERIE NAZIONALI DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEL CREDITO COOPERATIVO SU CONVENZIONE PER L’ANTICIPAZIONE DELLA CASSA INTEGRAZIONE

Soddisfazione per Convenzione promossa dalla Ministra del Lavoro Catalfo e sottoscritta dalle Parti Sociali nella notte tra il 30 e il 31 marzo. Federcasse promuoverà l’adesione alla Convenzione da parte delle BCC, delle Casse Rurali e delle Casse Raiffeisen anche attraverso le rispettive Capogruppo Iccrea Banca e Cassa Centrale Banca e la Federazione Raiffeisen.

Federcasse e le Organizzazioni Sindacali di categoria (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Sincra Ugl Credito) esprimono soddisfazione per i contenuti della Convenzione promossa dalla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo e sottoscritta dalle Parti Sociali ieri notte, per favorire da parte delle banche l’anticipazione ai lavoratori dei trattamenti ordinari di integrazione al reddito e di cassa integrazione in deroga per la sospensione dal lavoro causata dall’emergenza Covid-19.

Federcasse – che ha contribuito alla Convenzione fornendo propri spunti attraverso ABI e Confcooperative alle quali va un ringraziamento – promuove con convinzione l’adesione alla Convenzione da parte delle Banche di Credito Cooperativo e delle Casse Rurali, con la collaborazione delle rispettive Capogruppo, e delle Casse Raiffeisen, attraverso la Federazione Raiffeisen.

Ciò in continuità con precedenti e proficue esperienze già intraprese in numero significativo anche con accordi a livello regionale e provinciale dalle banche della Categoria e in linea con la particolare attenzione per natura dedicata alle esigenze dei soci, delle famiglie e delle imprese clienti. L’obiettivo statutario delle BCC di contribuire alla coesione sociale dei territori e di proteggerne il capitale umano affiancando chi vi lavora e vi abita potrà essere ulteriormente perseguito in una fase di ciclo negativo senza precedenti.

Federcasse e le Organizzazioni sindacali del Credito Cooperativo, come condiviso nel Protocollo sottoscritto il 24 marzo scorso sulle Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 nella Categoria del Credito Cooperativo, che prevede l’accesso della clientela nelle filiali solo su appuntamento, invitano coloro che saranno interessati alle misure previste dalla Convenzione a rivolgersi telefonicamente o via e-mail alla propria BCC-Cassa Rurale-Cassa Raiffeisen per ricevere l’assistenza necessaria.

Roma, 31 marzo 2020




Coronavirus, le banche: “Pronte ad anticipo immediato della cassa integrazione”

Dalle banche italiane arriva una risposta positiva all’idea di passare attraverso gli istituti di credito per erogare gli ammortizzatori sociali previsti dal decreto Cura Italia per i lavoratori coinvolti dallo stop alle attività per l’emergenza coronavirus.

 

 




I Segretari Generali scrivono al Presidente Conte dopo la risposta di ABI

 

Oggetto: Emergenza Covid-19 – Misure urgenti a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e della clientela

In questi giorni così delicati per il Paese, giorni di decisioni anche difficili prese al fine di tutelare nella misura massima la salute e la sicurezza di tutte le cittadine e i cittadini non possiamo non apprezzare l’impegno del Suo Governo nella gestione di questa così delicata ed inaspettata contingenza.

Come Organizzazioni Sindacali abbiamo gestito sino ad ora l’emergenza di concerto con ABI, sollecitando in misura massima il pieno utilizzo degli strumenti di lavoro alternativi come lo smart working, tuttavia ad oggi, considerate anche le decisioni assunte ai vari livelli anche circa l’interpretazione della mobilità abbiamo diverse e forti perplessità circa l’impatto che queste decisioni potrebbero avere rispetto al contenimento o l’incentivazione dei contagi.

Nella giornata del 12 Marzo ci siamo unitariamente rivolti al Ministro dell’Interno denunciando la massiccia affluenza di clientela presso gli sportelli bancari, anche per svolgere operazioni non urgenti, segnalando le code di anziani che come a tutti noto tra le categorie più fragile e a maggior rischio di contagio.

A tal punto, pur rientrando il settore bancario nel novero dei “servizi pubblici essenziali” ad oggi la situazione in tutte le agenzie bancarie risulta di assoluta emergenza, non solo per il numero di contagi che via via riscontriamo fra le lavoratrici e lavoratori ma per l’afflusso continuo di clientela che giornalmente le agenzie si trovano a dover gestire.

ABI ha raccolto il nostro appello, invitando con comunicato stampa del 15 Marzo tutta la clientela a recarsi in filiale solo se necessario ed indispensabile.

Nell’incontro in videoconferenza del 16 Marzo finalizzato a stilare un Protocollo di settore in materia di salute e sicurezza abbiamo altresì richiesto la chiusura per 15 giorni di tutti gli sportelli bancari su tutto il territorio nazionale, questo per massimizzare gli effetti di distanziamento sociale al fine di arginare il diffondersi dell’epidemia da Covid- 19 e tutelare massimamente lavoratrici, lavoratori e clientela evitando che le filiali si trasformino in luoghi di contagio e propagazione del virus.

All’esito della consultazione del Comitato Esecutivo del 18 Marzo ABI ha respinto la nostra richiesta invocando il rispetto della normativa in materia di servizi pubblici essenziali.

Riteniamo dunque necessario e non più procrastinabile rivolgerci direttamente a Lei rispetto alla perplessità e al dissenso che unitariamente manifestiamo rispetto alla interpretazione del DPCM 11 Marzo 2020.

Chiediamo pertanto al Suo Ufficio di procedere con l’adozione di un provvedimento straordinario in accoglimento della richiesta già formulata ad ABI, ovvero la chiusura per 15 giorni di tutti gli sportelli bancari su tutto il territorio nazionale.

In qualità di Segretari Generali delle categorie produttive del credito, siamo totalmente a disposizione nel contribuire a favorire la piena applicazione delle disposizioni governative e chiediamo a Lei ed al Suo Governo convinti però che in questa particolare fase la salute e la sicurezza del Paese sia di assoluta priorità.

Questo a tutela della salute e sicurezza delle lavoratrici dei lavoratori e della clientela tutta.

I Segretari Generali

Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin
Lando Maria Sileoni – Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni – Massimo Masi – Emilio Contrasto


Di seguito la risposta di ABI ai Segretari Generali


Ai Segretari Generali di
Fabi | First-Cisl | Fisac-Cgil | Uilca | Unità Sindacale | Falcri Silcea Sinfub

Il Comitato esecutivo odierno ha rivolto la massima attenzione all’attuale situazione di emergenza correlata alla diffusione del virus COVID-19 ed ha confermato la priorità della tutela della salute delle persone interessate, lavoratrici/ lavoratori e clienti, per garantire la quale si stanno adottando anche misure ulteriori rispetto a quanto necessario per adempiere alle disposizioni delle Autorità, al fine di contenere i rischi di contatto agendo sulle diverse leve a disposizione, alla luce di quanto disposto nel DPCM 11 marzo 2020 in ordine alla prosecuzione dei servizi bancari.

Il Comitato esecutivo ha approvato all’unanimità, esprimendo pieno apprezzamento, il Protocollo ”Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus COVID-19 nel settore bancario” condiviso da ABI con Fabi, First­ Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin il 16 marzo 2020, che – alla luce di quanto disposto dal Dpcm 11 marzo 2020 in ordine alla prosecuzione dei servizi bancari – contiene le misure che devono essere rispettate per operare tutelando la sicurezza delle lavoratrici/lavoratori e dei clienti.

Tenuto anche conto di quanto da Voi rappresentato, il Comitato esecutivo ha condiviso che la situazione nelle aree caratterizzate da un elevatissimo livello di contagio pur senza essere qualificate come “zone rosse”, richiedano l’adozione di misure straordinarie ed eccezionali per la tutela delle persone con il massimo senso di responsabilità.

In aggiunta ai piani in corso di realizzazione di riduzione dell’operatività delle reti fisiche correlati all’emergenza sanitaria, le banche si impegnano ad adottare tutte le misure idonee a limitare l’accesso alle filiali da parte di clientela ai soli casi delle operazioni urgenti non realizzabili attraverso i canali remoti e gli sportelli automatici che offrono amplissime operatività, così da poter ridurre ulteriormente e drasticamente la presenza delle colleghe e dei colleghi all’interno delle stesse e ridurre il rischio di contagio. Nel contempo il personale presente – nel rispetto di tutte le prescrizioni igieniche sanitarie – assicurerà alla clientela l’erogazione dei servizi essenziali che non possono essere soddisfatti attraverso i canali “remoti” e gli sportelli automatici, attraverso anche l’attenta gestione del relativo accesso fisico alla filiale.

Il Comitato esecutivo, rappresentato dal Presidente Antonio Patuelli, rinnova il forte invito rivolto a tutti i cittadini a contribuire al massimo alla lotta al coronavirus evitando il rischio di contagio, utilizzando  per  le operazioni bancarie ‘i canali che non richiedono presenza fisica – disponibili da casa tramite computer  e telefono – nonché i bancomat all’esterno delle filiali. Per le inderogabili esigenze che richiedono di recarsi comunque in filiale,  l’invito è a telefonare prima alla propria banca per ricevere tutto il supporto necessario.

Con i più cordiali saluti.

Antonio Patuelli