La politica della paura


Pubblichiamo un articolo molto interessante e ben documentato del Prof. Fabio Sabatini dell’Università “La Sapienza” di Roma.

 

Le domande a cui vorrei rispondere con questo articolo sono:

  1. L’immigrazione causa un aumento del crimine?
  2. C’è differenza tra immigrazione regolare e clandestina?
  3. Perché il pubblico ha paura dell’immigrazione?
  4. Qual è l’impatto della paura sulla spesa pubblica?

 

Milo Bianchi (Université Toulouse 1), Paolo Buonanno (Università di Bergamo) e Paolo Pinotti (Bocconi) hanno studiato il rapporto tra immigrazione e criminalità in Italia.

Lo studio, pubblicato sul Journal of the European Economic Association, si può scaricare qui.

La stime degli autori mostrano che nelle province italiane ad un aumento dell’1% degli immigrati corrisponde un aumento del numero di reati rispetto alla popolazione totale dello 0,1%.

Ma questa relazione è dovuta a una coincidenza, perché gli immigrati si concentrano nelle aree che, per altre ragioni, sono già caratterizzate da alti tassi di criminalità. Per esempio, gli immigrati tendono ad abitare in zone degradate ad alta concentrazione criminale, perché lì le case costano meno.

Se, con tecniche appropriate, si isola la variazione del numero di reati causata dalla variazione del numero di immigrati, si scopre che l’immigrazione non ha alcun effetto sulla criminalità. Il risultato vale sia per il totale degli immigrati sia per le singole nazionalità.

 

Ma gli immigrati sono tutti uguali?

Paolo Pinotti ha studiato la propensione a delinquere degli immigrati regolari e dei clandestini in Italia in uno studio pubblicato sull’American Economic Review (scaricabile gratuitamente qui).

Ogni anno l’Italia mette a disposizione un certo numero di permessi di soggiorno per diversi tipi di candidati, definiti in base al tipo di lavoro, alla nazionalità e alla provincia di residenza. Le domande devono essere presentate online dai datori di lavoro a partire dalle 8 del mattino in determinati “click days”.

Il razionamento dei permessi e la frequenza delle domande nelle prime ore dei click days sono tali che a molte migliaia di persone viene negato il permesso soltanto perché il datore di lavoro ha esitato pochi secondi a sottoporre la domanda.

La chiusura dei termini per la domanda non è nota a priori, dipende dalla frequenza delle domande e si verifica in genere circa 30 minuti dopo l’inizio dei click days.

Le stime mostrano che, nell’anno successivo al click day, il tasso di criminalità degli immigrati che hanno ottenuto il permesso di soggiorno si riduce del 55%. Significa che gli immigrati regolari tendono a delinquere meno, probabilmente perché non ne hanno motivo e hanno molto da perdere.

Questo risultato è molto consolidato in letteratura. Si vedano per esempio Mastrobuoni e Pinotti (2015) e Freedman e altri (2018) citati in fondo a questo post.

In questo caso la ricerca mette a nudo uno degli obiettivi nascosti dei decreti sicurezza. Le condizioni disperate in cui versano i clandestini aumentano la propensione a delinquere, fornendo nuovi reati da usare a favore della narrazione autoritaria.

 

Ma allora perché il pubblico ha tanta paura dell’immigrazione?

Mathieu Couttenier (Université de Lyon) e colleghi hanno studiato l’effetto della copertura mediatica dei reati commessi da immigrati sul supporto ai partiti populisti in Svizzera.

Gli autori mostrano che:

1) i crimini commessi da immigrati hanno una probabilità doppia di essere riportati dai quotidiani svizzeri, a parità di caratteristiche del reato.

2) Leggere tali notizie aumenta la probabilità di supportare i partiti populisti.

Lo studio, pubblicato nella collana del CEPR di Londra, si può scaricare qui.

Risultati simili sono stati trovati da Nicola Mastrorocco (Trinity College) e Luigi Minale (Universidad Carlos III Madrid) per l’Italia, che in uno studio pubblicato sul Journal of Public Economics mostrano che:

1) tra il 2007 e il 2013 le reti Mediaset hanno dato una copertura sproporzionata ai reati commessi da immigrati.

2) Guardare meno i canali Mediaset causa una riduzione della paura dei reati commessi da immigrati.

 

Che effetto ha la paura sulla spesa pubblica?

Vincenzo Bove (University of Warwick), Leandro Elia (Università Politecnica delle Marche) e Massimiliano Ferraresi (Commissione Europea) hanno studiato l’impatto dell’immigrazione sulla composizione della spesa pubblica nei comuni italiani. Lo studio si può scaricare gratuitamente qui.

Gli autori confermano che la presenza degli immigrati non ha alcuna relazione statisticamente significativa con l’aumento dei reati. Tuttavia, c’è una relazione positiva e statisticamente significativa tra immigrazione e spesa per misure di polizia.

In media, la spesa destinata alla sicurezza aumenta di 0,12-0,30 punti percentuali per ogni punto di aumento della quota degli immigrati sulla popolazione totale. Si tratta di un effetto notevole, se consideriamo che i comuni spendono in media il 4,3% del loro budget per la sicurezza.

Nonostante i dati Istat mostrino chiaramente che i reati sono in calo – da parte sia dei nativi sia degli immigrati – chi ha degli immigrati per vicini di casa ha una probabilità più elevata di credere che la criminalità sia un’emergenza nazionale causata dall’immigrazione.

Ma da dove vengono presi i soldi per finanziare le misure di polizia? Gli autori mostrano che sono sottratti ad altre voci molto importanti per l’economia, quali la cultura, il turismo e lo sviluppo locale.

Per concludere: la paura degli immigrati è poco fondata e per lo più guidata da propaganda e differenze culturali, ma è molto costosa.

Riferimenti bibliografici

Bianchi, M., Buonanno, P., Pinotti, P. (2012). Do immigrants cause crime? Journal of the European Economic Association 10(6): 1318-1347.

Bove, V, L Elia and M Ferraresi (2019). Immigration, fear of crime and public spending on security. CAGE WP 424.

Couttenier, M., Hatte, S., Thoenig, M., Vlachos, S. (2019). The Logic of Fear – Populism and Media Coverage of Immigrant Crimes. CEPR DP13496.

Freedman, M., Owens, E., Bohn, S. (2018). Immigration, Employment Opportunities, and Criminal Behavior. American Economic Journal: Economic Policy 10(2): 117-151.

Mastrobuoni, G., Pinotti, P. (2015). Legal Status and the Criminal Activity of Immigrants. American Economic Journal: Applied Economics 7(2): 175-206.

Mastrorocco, N., Minale, L. (2018). News Media and Crime Perceptions: Evidence from a Natural Experiment. Journal of Public Economics 165: 230-255.

Pinotti, P. (2017). Clicking on heaven’s door: The effect of immigrant legalization on crime. The American Economic Review 107(1): 138-168.

 

Autore: Fabio Sabatini – Professore Associato di Economia e Dottore di Ricerca in Studi Statistici e Socio-Economici presso l’Università “La Sapienza” di Roma

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