Il 9 febbraio torniamo in piazza per chiedere #FuturoalLavoro


Sabato 9 febbraio la CGIL sarà in piazza a Roma, assieme a CISL e UIL, per sostenere una serie di richieste al Governo in materia di lavoro, sviluppo, equità.

In questi giorni fonti vicine al Governo hanno cercato di attribuire a questa manifestazione dei contenuti e delle finalità non coincidenti con la realtà, al fine di delegittimarla. Proviamo ad esaminare alcune della critiche mosse alla mobilitazione sindacale.

STATE MANIFESTANDO CONTRO REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100

Ovviamente questo non è vero. La CGIL ha presentato, tra gli obiettivi contenuti nel documento programmatico votato nel congresso appena concluso, progetti con molti punti in comune con i provvedimenti adottati dal Governo: un reddito di continuità che consenta a chi perde il lavoro di poter continuare a percepire una somma che lo accompagni fino al successivo impiego, ed il reale superamento della Legge Fornero, con la possibilità per tutti di lasciare il lavoro una volta raggiunti i 62 anni di età o i 41 di contribuzione.
E quindi, cosa c’è che non va questi due provvedimenti? La questione può essere sintetizzato in una sola domanda:
CHI PAGA?
La manovra non spiega dove prendere i soldi per finanziare i due provvedimenti. La richiesta dei sindacati è quella di un fisco più equo, che persegua finalmente gli evasori facendo pagare chi non lo ha fatto per anni. La CGIL propone inoltre di tassare i patrimoni più ricchi, in modo da ottenere risorse per far fronte da subito alle maggiori uscite.
In prospettiva, il Governo dovrebbe creare le condizioni per una crescita duratura attraverso un grande piano d’investimenti e di sostegno alla creazione di posti di lavoro.
Nella manovra non c’è nulla di tutto questo.
Il Governo aggrava il buco preesistente, creando un debito di 53 miliardi che nei prossimi due anni dovrà essere coperto da aumenti dell’IVA o ulteriori imposte.
I due provvedimenti sono sperimentali, per una durata di tre anni, subordinati alla verifica della loro sostenibilità economica.
A tal proposito ricordiamo che la manovra si basa su una previsione di crescita del PIL dell’1% nel 2019, ritenuta a dir poco ottimistica. Intanto la realtà ci parla di un Paese che chiude il 2018 in recessione.
Ulteriori perplessità nascono dal reddito di cittadinanza, che per funzionare avrebbe bisogno di efficaci politiche attive per aiutare a trovare lavoro chi lo sta cercando: per attivare il meccanismo ci vorranno mesi, ma il reddito dovrà essere pagato entro aprile.
In sintesi: i due provvedimenti sono stati realizzati in modo affrettato e superficiale, in modo da costituire un enorme e costosissimo spot elettorale per le Elezioni Europee in programma a maggio, senza preoccuparsi del futuro sul quale potrebbero porre una pesantissima ipoteca.

E’ UNA MANIFESTAZIONE CONTRO I POVERI: QUESTO GOVERNO E’ IL PRIMO A FARE QUALCOSA CONTRO LA POVERTA’

Dietro la grottesca promessa di abolire la povertà, in realtà ci sono provvedimenti che vanno in direzione opposta. Combattere la povertà è possibile solo eliminando gli squilibri e le ingiustizie: il Governo non ha mai mostrato di voler agire in questo modo.
Finora i provvedimenti adottati vanno a colpire soprattutto i meno agiati: immigrati, pensionati, dipendenti pubblici, centri sociali.
Il Governo blocca investimenti ed assunzioni già decise: dall’altro lato, continua a strizzare l’occhio agli evasori ai quali regala l’ennesimo condono oltre a “dimenticare” qualsiasi provvedimento per scovarli.
Nel frattempo introduce la tassazione del 15% per i professionisti, che a parità di introiti pagheranno la metà di un lavoratore dipendente.
Dove sarebbe la lotta alla povertà?

E’ UNA MANIFESTAZIONE POLITICA: NON SIETE MAI SCESI IN PIAZZA CONTRO GLI ALTRI GOVERNI

Questa, almeno per quanto riguarda la CGIL, è una balla. Dal Governo Monti in poi abbiamo messo in campo almeno una cinquantina di iniziative a livello nazionale.
In questi anni siamo scesi in piazza contro le politiche del Governo Monti, contro la Riforma Fornero, contro il Job Act , ponendo in campo tantissime iniziative di lotta, il più delle volte da soli, delle quali i mezzi d’informazione hanno sistematicamente minimizzato la portata.

L’elenco dei motivi per contestare le politiche di questo Governo potrebbe proseguire a lungo: ci limitiamo a riportare quello che è forse il più grave.
Questo è un Governo che ha posto in campo provvedimenti caratterizzati da razzismo e disumanità. Un Governo che sta alimentando e strumentalizzando paure ed incertezze per guadagnare voti, senza preoccuparsi di creare un clima d’odio che per tanti anni infesterà il nostro paese.
Basterebbe solo questo per giustificare una forte protesta.

E’ importante più che mai far sentire la nostra voce ed partecipare nel maggior numero possibile.
La CGIL organizzerà pullman dall’Aquila, Avezzano e Sulmona totalmente gratuiti.

Chi fosse interessato a partecipare, o volesse semplicemente chiedere informazioni, può contattarci telefonicamente al numero 346-1493811 o a mezzo posta elettronica all’indirizzo fisac.aq@abruzzo.cgil.it.

 

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