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Le banche chiudono in Abruzzo: sindacati a confronto

In Abruzzo in dodici anni da 700 filiali di banche si è arrivati a 429. Negli ultimi anni si sono persi 2.700 posti diretti e circa 300 indiretti. Numeri allarmanti e un grido di allarme lanciato dai sindacati confederali che hanno voluto organizzare un momento di incontro all’Emiciclo anche per coinvolgere i sindaci in questo discorso.
A farne le spese sono soprattutto le aree interne che già sono spopolate. Manca un servizio per il cittadino ma anche per le imprese ed è un fatto che aumenta la disuguaglianza tra aree interne e costa.
Il momento di approfondimento ha avuto come titolo “L’uguaglianza possibile, le banche nei comuni del futuro”.

Negli ultimi anni, soprattutto nei comuni montani, si sta assistendo ad una desertificazione bancaria supportata da un nuovo modello di banca “on line” che prevede una chiusura massiva di sportelli e uffici che non sono ritenuti più interessanti e remunerativi. Ma così viene a mancare un punto di riferimento per le aziende e per i cittadini con difficoltà pure di accesso al credito da parte delle imprese.

Nella sua relazione il dottor Aldo Ronci, ricercatore, ha analizzato i dati che fotografano un sistema produttivo in difficoltà con un decremento di abitanti in Abruzzo negli ultimi anni che è di quasi il doppio del dato nazionale.

Ad aprire i lavori sono stati Giulio Olivieri, segretario generale First Abruzzo Molise e Francesco Trivelli, coordinatore Fisac Cgil Abruzzo e Molise.
Tanti gli interventi perchè dopo l’analisi dei dati c’è stato anche spazio per una tavola rotonda.

Le banche devono tornare nel territorio per svolgere la loro funzione di banche – ha detto ad esempio Carmine Ranieri segretario generale Cgil Abruzzo Molise – il periodo è complesso e la crisi economica è forte. Le imprese hanno bisogno di banche vicine e anche i cittadini. Il modella della banca digitale per noi non funziona”.

Gianni Notaro, segretario generale Cisl Abruzzo e Molise, nel commentare i numeri, ha aggiunto che tutto ciò sta passando in silenzio e per l’economia regionale è un danno irreparabile. Per questo bisogna porre un freno a questo trend e le istituzioni devono tenere alta l’attenzione.

Chiedo ai politici – ha detto Fabrizio Truono segretario confederale Uil Abruzzo – un impegno per fare un discorso comune e per cercare di tornare a rendere attrattivo il territorio e le zone interne, le capacità per farlo ci sono, anche alla luce delle ingenti risorse che arrivano dal Pnrr e da altri canali che ci permetteranno di fare una programmazione di rilancio del territorio”.

Il dibattito è stato ricco di spunti e riflessioni anche grazie ai contributi, poi, del presidente di Abruzzo Sviluppo Stefano Cianciotta, di Domenico Zocco della segreteria Uil.Ca Abruzzo, del segretario nazionale Fisac Cgil Nino Baseotto. 

Insomma la battaglia deve essere unica per evitare altri danni e secondo il presidente ANCI Abruzzo Gianguido D’Alberto deve passare un nuovo messaggio, quello che l’Abruzzo è una terra competitiva con tante possibilità.

Il problema della chiusura degli sportelli incide non poco anche sulla socialità di tanti piccoli comuni abruzzesi.

Fonte: Il Messaggero




Il congedo biennale retribuito

Il Decreto Legge 151/2001 prevede 2 anni di assenza dal lavoro in favore di chi assiste familiari con handicap grave, indennizzata nella misura della retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo straordinario.

Per poter usufruire del beneficio in oggetto sono richiesti i seguenti requisiti:

  • lavoratori dipendenti
  • la persona per la quale si chiede il congedo straordinario deve essere in situazione di disabilità grave ai sensi della Legge 104.

Alleghiamo una breve guida di 4 pagine redatta dalla Fisac di Bologna, ricordandovi che per ogni richiesta di approfondimento siamo a vostra disposizione.

 

Scarica la guida  Legge 104 – Congedo 24 mesi

 

Fonte: Fisac/Cgil Bper Banca




Guida Fisac “Permessi elettorali e cariche pubbliche”

In vista delle elezioni amministrative e dei referendum in programma per il prossimo 12 giugno, riteniamo opportuno condividere la guida Fisac Permessi elettorali e cariche pubbliche.

Scarica la guida 

Ricordiamo che tutte le nostre guide e manuali sono disponibili nell’apposita sezione del sito.




Le banche nei Comuni del futuro: il 9 giugno convegno di CGIL, CISL e UIL

Giovedì 9 giugno, a partire dalle ore 9, si svolgerà all’Aquila, presso la sala ipogea del Consiglio Regionale del Consiglio Regionale d’Abruzzo, il convegno dal titolo:

L’uguaglianza possibile: le Banche nei Comuni del futuro

L’evento è organizzato da Cgil, Cisl e UIL in collaborazione con Regione Abruzzo e ANCI Abruzzo, oltre alle rispettive categorie rappresentative dei bancari (Fisac, First e Uilca). L’obiettivo della giornata è la sensibilizzazione alle enormi problematiche causate dalla chiusura degli sportelli bancari in Abruzzo, tema del quale, come Fisac, ci siamo ripetutamente occupati.

Per questo motivo, all’incontro sono stati invitati i sindaci di tutti i comuni abruzzesi oltre ai 3 candidati sindaco del Comune dell’Aquila. La giornata si prefigge lo scopo di costituire un coordinamento dei sindaci, in modo da poter interloquire con maggior forza ed efficacia con i grandi gruppi bancari nazionali.

L’evento può essere seguito in diretta youtube a questo link:
L’UGUAGLIANZA POSSIBILE le Banche nei Comuni del futuro – YouTube

Questo il programma dell’incontro:

  • Presentazione: Giulio Olivieri
    Segretario Generale First Abruzzo Molise
  • Saluti istituzionali: Lorenzo Sospiri
    Presidente Consiglio Regionale
  • Introduce: Francesco Trivelli
    Coordinatore Fisac Cgil Abruzzo Molise
  • Relazione: “Cosa accade in Abruzzo”
    a cura del dott. Aldo Ronci
    Ricercatore
  • Intervengono:
    Michele Lombardo
    Segretario Generale UIL Abruzzo
    Carmine Ranieri
    Segretario Generale CGIL Abruzzo
  • Tavola rotonda. Ne discutono:
    Nino Baseotto
    Segretario Nazionale Fisac/Cgil
    Gianguido D’Alberto 
    Presidente ANCI Abruzzo. Sindaco di Teramo
    Prof. Stefano Cianciotta
    Presidente Abruzzo Sviluppo Spa
    Domenico Zocco
    Segreteria Uil.Ca Abruzzo
    modera:
    Angelo De Nicola
    Giornalista e scrittore

La partecipazione è libera.




Aggiornamento guida Fisac “Salute e sicurezza”

È stata pubblicato l’aggiornamento della guida Fisac Cgil relativa a salute e sicurezza.

La guida è disponibile in formato PDF a questo link

 

Ricordiamo che tutte le guide Fisac sono disponibili sul nostro sito, nella sezione Guide e manuali




Baseotto al Senato: chiusura sportelli dà nuovo spazio all’usura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Roma, 17 mag – La trasformazione delle banche italiane da tradizionali a “fortemente commerciali” assieme alla spinta verso le concentrazioni “sta portando il sistema bancario ad abbandonare tanti territori dal Sud, alle aree interne con difficoltà reali di accesso al credito da parte di piccoli risparmiatori e piccole e medie imprese che non hanno più a disposizione, in alcuni casi, né il bancomat, né un operatore al quale chiedere consulenza”.

Secondo il segretario generale del sindacato Fisac Cgil Nino Baseotto “l’assenza di sportelli bancari sui tanti territori del nostro Paese rischia di essere uno dei segnali di abbandono dei territori stessi e potrebbe concorrere a dare nuovo spazio all’usura ed alla criminalita’ organizzata”. Baseotto interviene in audizione davanti alla Commissione d’inchiesta sulle banche e aggiunge che la questione delle pressioni commerciali non va ridotta agli eccessi di singoli che vanno contrastati.

“Il problema è la trasformazione in banca commerciale che cambia il rapporto sul territorio; le ricadute sono i tanti lavoratori e lavoratrici che si dicono in difficoltà nel fare il loro lavoro.

Siamo convinti che la stragrande maggioranza di loro ha un bagaglio importante per il sistema Paese e ragionare per migliorare il clima aziendale e’ un tema da affrontare”.


L’intervento

Buongiorno.
Anzitutto grazie per l’opportunità che ci date con questa audizione.

Il settore bancario italiano è caratterizzato da una solida struttura di relazioni industriali, anche in ragione del fatto che circa il 75% delle lavoratrici e dei lavoratori sono iscritti alle Organizzazioni Sindacali che oggi avete deciso di audire.

Possiamo dire che come Sindacati di settore abbiamo l’orgoglio di essere fortemente radicati, ma nel contempo sentiamo anche la responsabilità di rappresentare al meglio le colleghe e i colleghi.
È con questo senso di responsabilità che affrontiamo un tema, quello delle pressioni commerciali, diffusamente sentito tra le lavoratrici e i lavoratori del settore.

A premessa, è utile richiamare come, con la profonda trasformazione del sistema bancario e finanziario italiano che ha preso avvio negli anni ‘90, si sia determinato un marcato cambiamento di modello e di organizzazione, unitamente ad un diverso e più aggressivo approccio commerciale.

Questo dato deve portare a riflettere sul ruolo del sistema bancario/finanziario a sostegno della politica economica del Paese, alle regole necessarie per il corretto svolgimento di questo compito, anche con riferimento all’attuazione di quanto sancito dall’art. 47 della nostra Costituzione.

In sé stessi, i prodotti finanziari non sono buoni o cattivi.

La differenza è data dalla diversa rischiosità, complessità, orizzonte temporale e adeguatezza al profilo di clientela a cui i prodotti vengono proposti e il sistema bancario sistematizza tutte queste caratteristiche rendendole adeguate alla diversa tipologia di cliente.

È indubbio che il Decreto legislativo 231 del 2001 riguardante la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, ha determinato un punto di svolta, nella misura in cui ha sancito la separazione tra la responsabilità giuridica della banca da quella dei propri dipendenti.

Nel momento in cui, infatti, la banca dimostra di aver assolto alle prescrizioni previste dal Decreto legislativo 231 viene esentata da ogni responsabilità diretta della quale, invece, viene investito il o la dipendente.
La segmentazione della clientela, politiche commerciali sempre più pressanti e diversificate e il legame di causa/effetto tra i sistemi incentivanti e i risultati conseguiti costituiscono oggi la realtà del “sistema” che può presentare effetti distorsivi.

Con riguardo ai modelli di business ed ai processi di riorganizzazione e di ottimizzazione delle risorse, come Sindacato abbiamo più volte cercato un confronto con le singole Aziende.
Il vigente Contratto Collettivo Nazionale contiene la previsione di una procedura di confronto con le OO.SS. In tema di sistemi incentivanti, ma consente comunque all’Azienda di dare corso alle proprie determinazioni, qualora – alla conclusione di tale procedura – permangano pareri e valutazioni difformi con il Sindacato.

Inoltre, l’affidamento degli obiettivi commerciali anche quando si sostanzia più come assegnazione di “squadra” ha meccanismi e prassi di pressione diretta sui singoli dipendenti.
Il raggiungimento degli obiettivi – definiti dall’Azienda senza alcun passaggio di trattativa né collettiva, né individuale – diventa, nei fatti, condizione per il conseguimento della remunerazione-premio prevista dal sistema incentivante. Oltre al controllo e alla valutazione del diretto superiore gerarchico, sempre presente, bisogna ricordare che prolificano ormai moltissimi sistemi di rilevazione di ogni tipo di dato che va dalla programmazione dell’attività lavorativa della/del singola/o lavoratrice/tore (scandita con le agende elettroniche in condivisione fino alla previsione di prestazioni di 5 minuti), e del risultato economico conseguentemente atteso, fino alla consuntivazione del risultato giorno per giorno, risorsa per risorsa.

In questo meccanismo si inseriscono le “pressioni commerciali” effettuate con qualsiasi mezzo informatico (comprese le comparazioni tra persone e/o strutture) o persino diretto e personale ma è chiaro che, al di là del comportamento più o meno pressante dei singoli, è il sistema che induce ad un rapporto “aggressivo” con la clientela che si sente utilizzata piuttosto che tutelata e che ha perso fiducia nel sistema bancario nel cui comportamento non legge più la funzione sociale e di sostegno che dovrebbe svolgere.

Da questa pur sommaria descrizione dei meccanismi e delle prassi generalmente in atto, si desume facilmente che la lavoratrice o il lavoratore è oggettivamente posto in una condizione spesso difficile e di più o meno grande disagio.

Non sono infrequenti fenomeni di assunzione di ansiolitici da parte di quelle lavoratrici o di quei lavoratori che più avvertono forme molto pressanti di controllo a livello individuale ed anche collettivo.
Misure e pressioni che, come è evidente, possono variare da singolo a singolo, da gruppo a gruppo, da area ad area.

Nel febbraio 2017, è stato sottoscritto tra ABI e le Organizzazioni Sindacali di settore un “Accordo sulle politiche commerciali e l’Organizzazione del Lavoro” che favorisce il rispetto di valori etici fondamentali e promuove comportamenti coerenti con i valori etici a cui devono ispirarsi politiche commerciali responsabili e sostenibili in termini di tutela del risparmio, soddisfazione della clientela, rispetto della dignità di lavoratrici e lavoratori.

Un accordo che è stato declinato in moltissime aziende/gruppi del settore e che prevede anche segnalazioni in caso di difformità nei comportamenti.
Un accordo che è unico a livello europeo e che ha avuto per Abi e le associate un rilevante effetto “vetrina”.

Come Organizzazioni Sindacali rivendichiamo il merito e la valenza di questo accordo, frutto anche di relazioni sindacali avanzate.

Non possiamo però sottacere il fatto che le segnalazioni sono molto inferiori rispetto a quanto viene continuamente denunciato, attraverso comunicati, dalle Rappresentanze Sindacali dei vari territori.
Ciò si spiega, a nostro parere, con il fatto che l’anonimato della denuncia – previsto dall’accordo – nei fatti viene a mancare quando poi in Commissione si esamina il caso specifico, anche quando denunciato dalle sole Organizzazioni Sindacali.

Questa oggettiva difficoltà ingenera nelle lavoratrici e nei lavoratori diffidenza, scarsa fiducia nello strumento della denuncia, anche se agito in forma anonima.
Va sottolineato che le segnalazioni hanno riguardato spesso comportamenti offensivi o aggressivi singoli e non l’organizzazione ed il clima aziendale.

Per quanto riguarda, poi, i percorsi professionali, essi sono previsti dal vigente Contratto Nazionale di settore e vengono definiti dalla contrattazione di secondo livello.
Sono, dunque, diversi per articolazione e struttura in ragione del modello organizzativo di ogni singolo gruppo o azienda e dei relativi accordi esistenti. Se, però, i percorsi professionali sono “contrattualizzati” e quindi “trasparenti” perché regolamentati (e lo sono diffusamente nel settore), è pur vero che gli avanzamenti di carriera o, talvolta, di salario possono comunque verificarsi anche al di fuori dei percorsi professionali contrattualizzati, perché restano nell’alveo della discrezionalità dell’azienda e dell’esercizio della libertà di impresa.

Ciò determina il rischio che, in alcuni casi, la valutazione e la relativa remunerazione della professionalità tendano in buona parte a limitarsi ai risultati commerciali conseguiti.
Ho cercato di tratteggiare brevemente alcuni aspetti problematici se non critici legati al tema delle pressioni commerciali.

A nostro parere, il problema di fondo è quello che si è accennato all’inizio di questo intervento.
In assenza di attenzione sulle politiche creditizie e finanziarie nei confronti del sistema Paese, si assiste da tempo (e oggi è ancor più evidente) ad una trasformazione da banche tradizionali a banche fortemente commerciali.

Se si leggono attentamente i bilanci, i ricavi da commissioni sono ormai una parte importante del margine di intermediazione e, di fatto, risultano più consistenti del margine di interesse.
Questa trasformazione, unitamente alla spinta verso le concentrazioni, sta portando il sistema bancario ad abbandonare tanti territori: dal Sud, alle aree interne ed a quelle montane, con difficoltà reali di accesso al credito da parte di piccoli risparmiatori e piccole e medie imprese che non hanno più a disposizione, in alcuni casi, né il bancomat, né un operatore al quale chiedere consulenza.

L’Italia è un Paese che presenta, oggi, alcuni aspetti peculiari: una rete di amministrazioni locali molto vasta e frammentata con i nostri oltre 8.000 comuni; un sistema produttivo e terziario fortemente caratterizzato dalla piccola e media impresa; uno sviluppo delle reti digitali non omogeneo e caratterizzato da vaste aree territoriali trascurate, se non in alcuni casi, dimenticate. L’assenza di sportelli fisici nei quali recarsi non aiuta alla costruzione di un sistema virtuoso nel quale anche le banche dovrebbero inserirsi per sostenere sviluppo e crescita del Paese.

La progressiva riduzione della presenza di sportelli bancari sui tanti territori del nostro Paese rischia di essere uno dei segnali di abbandono dei territori stessi e potrebbe concorrere a dare nuovo spazio alla piaga dell’usura ed alla criminalità organizzata.

Nessuno intende sottovalutare il fatto che le banche sono imprese private che hanno come obiettivo quello di produrre risultati e utili per i propri azionisti.

Al contempo, però, non può e non deve perdere forza e fattualità il ruolo che l’art. 47 della Costituzione assegna loro, quando prescrive che “la Repubblica …. disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”.
Soprattutto oggi, nella difficile transizione oltre la crisi pandemica e le sue implicazioni profonde e di fronte alle conseguenze economiche e sociali indotte dalla sciagurata guerra di Putin, c’è bisogno di determinare i presupposti per una ripresa caratterizzata dalla sostenibilità.

Le banche devono essere parte di questo processo, attraverso una loro presenza diffusa e la capacità di sostenere l’economia, separando le attività di banca tradizionale da quelle di tipo esclusivamente finanziario.
Non si può prescindere dalla tutela del risparmio: ciò passa anche dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle capacità professionali delle addette e degli addetti del settore, attraverso un’organizzazione scevra dal produrre tensioni dannose e un peggioramento del clima aziendale.

In questa ottica, e a conclusione del mio intervento, tengo a rimarcare una volta di più come il fenomeno delle pressioni commerciali, se non deve essere affrontato in modo strumentale, non può nemmeno essere ridotto solo a comportamenti eccessivi e distorsivi di singoli, ma deve comportare una equilibrata correzione di aspetti non secondari dei modelli organizzativi oggi in essere.

Nell’interesse delle persone che rappresentiamo, dei clienti e della credibilità stessa del nostro sistema bancario.




Intesa Sanpaolo: di più? Non basta mai…

Ci sembra che questa azienda abbia ormai la presunzione di essere talmente forte e grande da potersi slegare completamente dal contesto attuale. Che ci siano guerre, pandemie o qualunque altro evento sociopolitico, la musica non cambia: INTESA SANPAOLO deve pagare grandi dividendi agli azionisti, e per farlo i dipendenti devono mettersi il paraocchi e vendere di tutto a tutti.

In queste settimane si sentono riecheggiare per le filiali frasi di questo tipo:

“I mercati vanno male? la gente ha paura? Vendetegli la tutela”
“Se i mercati scendono è il momento di comprare senza pensare e se i clienti non lo capiscono è solo colpa vostra perché non trasmettete abbastanza sicurezza”
“Allora ste liste prioritarie?? E non provate a mettere esiti interlocutori, dovete incontrare tutti i clienti entro fine mese!!, cosi vuole il capo mercato!!!!”
“E’ facile vendere quando i mercati vanno bene, ora si vedono i gestori con le palle, noi abbiamo prodotti per tutti e per tutte le esigenze, se non vendete nulla è colpa vostra”
“Voglio 3 appuntamenti di tutela al giorno, e dopo ogni incontro vieni qui a rendicontare come è andata”
“Bisogna far saltar fuori dei preventivi per quando verrà in filiale l’esperto di tutela!”

E la nostra area non vuole essere da meno, anzi…

Riceviamo quotidianamente testimonianze di colleghi sempre più allo stremo, stressati da una lotta tra poveri scatenata da chi, invece di coordinare l’Area, preferisce governarla con i modi di un despota tiranno. Pensare che con la paura e le minacce si possano ottenere grandi risultati e mantenere la propria poltrona è da irresponsabili. Siamo a due anni esatti dall’inizio della pandemia, due anni in cui le colleghe e i colleghi hanno dimostrato una professionalità senza eguali, sopperendo anche alle gravi mancanze della Banca con il loro spirito di iniziativa e senso di responsabilità.

Non ci stanchiamo di invitare colleghe e colleghi a segnalarci puntualmente ogni abuso da parte di chi ormai si è arrogato il diritto di rendere la vita impossibile a tutti quanti, con continue velate minacce, pressioni e richieste fuori da ogni logica.

Imperia 17/03/2021

 

DIRIGENTI SINDACALI FISAC CGIL PROVINCIA DI IMPERIA

 

fai click qui per scaricare il comunicato

 

dal sito Fisac Intesa Sanpaolo




A.A.A. Cercasi banche in Provincia dell’Aquila

 

Dovremmo esordire con “noi lo avevamo detto”. Lo avevamo detto che ai grandi gruppi bancari non interessano più di tanto il Centro-Sud e l’Abruzzo, e ancor meno gl’interessa la nostra Provincia.

Noi lo avevamo detto che le grandi banche, che nel tempo avevano incorporato gli istituti creditizi locali, avrebbero progressivamente abbandonato il nostro territorio.

Poi sono arrivati i numeri a confermare quello che andiamo dicendo: nel 2020 in Abruzzo sono state chiuse il 5,7% delle filiali bancarie, contro un dato nazionale del 3,4%. Nella nostra Provincia la percentuale di chiusure è stata dell’11,1% in un solo anno, quasi il quadruplo del dato nazionale (dati Banca d’Italia).

Siamo in attesa che vengano pubblicati i dati relativi al 2021; nel frattempo, il 2022 porta con sé l’annuncio delle nuove chiusure decise dal gruppo Bper. In provincia dell’Aquila saranno altre 5 le filiali che abbasseranno le saracinesche. Non considerando gli sportelli leggeri, il 7,5% delle chiusure decise da Bper su tutto il territorio nazionale riguarderà la nostra Provincia.

Il ruolo di Bper nell’economia provinciale è fondamentale, se non altro perché nel 2013 ha assorbito due banche storiche come Carispaq e BLS, fortemente presenti e radicate sul territorio. Per questo motivo, le scelte di questo Istituto sono inevitabilmente destinate ad incidere più di altre.
Fin dall’inizio, purtroppo, il Gruppo Bper non si è dimostrato innamorato del nostro territorio, come testimonia una serie di scelte effettuate nel corso degli anni:

  • la chiusura della Direzione Territoriale – prima all’Aquila, poi a livello regionale – trasferita ad Ancona, privando così l’Abruzzo di qualsiasi centro decisionale
  • lo smantellamento progressivo di quasi tutti gli uffici presenti in città con conseguente chiusura del Centro Direzionale Strinella 88
  • il trasferimento dell’Ufficio Ricostruzione post sisma 2009, sradicato dalla sua sede naturale
  • la chiusura di una ventina di filiali dall’incorporazione delle due banche, con almeno 6 comuni – tutti ubicati in aree interne – privati di qualsiasi servizio bancario
  • assunzioni limitate a un giovane ogni 15 dipendenti cessati in occasione dell’ultima manovra sul personale, a fronte di un accordo nazionale che prevedeva assunzioni nel rapporto di 1 a 5.

…e l’elenco potrebbe continuare. Su queste decisioni le opinioni possono essere discordanti, ma un fatto è innegabile: sono tutte scelte che hanno impoverito, ed impoveriranno ancora in futuro, il nostro territorio.

A colpire maggiormente è il fatto che il disimpegno dei grandi gruppi bancari dalla nostra provincia sia avvenuto, e continui ad avvenire, nella più totale indifferenza della politica locale.

Si dirà che le Banche sono aziende private, e che in un regime di libero mercato non si possa interferire con le loro scelte. Ma quello applicato alle banche è uno strano tipo di libero mercato. Un mercato libero solo quando c’è da guadagnare, nel quale le banche devono essere libere di desertificare le zone economicamente meno appetibili, di escludere intere fasce della popolazione dai servizi bancari, di dedicarsi sempre meno alla concessione del credito perché vendere polizze è più redditizio, di tagliare pesantemente i posti di lavoro. Gli introiti sono assolutamente privati.
Ma quando ci sono perdite da ripianare, quelle diventano immediatamente pubbliche: quindi via a “bad banks”, ricapitalizzazioni, banche risanate e regalate al prezzo di un euro. Tutto a a spese della collettività, cioè di tutti noi.

Non possiamo accettare questa visione distorta del mercato, nata ed alimentata con la complicità di una classe politica che pure avrebbe l’obbligo, previsto in Costituzione, di vigilare sul credito e sul risparmio. Sarebbe ora che, per quanto tardivo, arrivasse finalmente un segnale di reale interessamento al territorio da parte della politica locale. Un segnale che non sia soltanto uno slogan elettorale.

L’Aquila, 17/3/2022

 

CGIL L’Aquila
Il Segretario Provinciale
Francesco Marrelli
Fisac/Cgil L’Aquila
Il Segretario Provinciale
Luca Copersini

 




Aggiornamento Guida Fisac: “Il danno nel rapporto di lavoro

Nel corso degli anni questo tema ha costituito oggetto di un notevole travaglio giurisprudenziale con riferimento a entrambi gli istituti giuridici in esso implicati. Da un lato il danno; dall’altro le conseguenze dell’inadempimento da parte del datore di lavoro delle obbligazioni a suo carico nascenti dal rapporto di lavoro.

Un travaglio che coinvolge la Corte Costituzionale e che ha sullo sfondo la Costituzione della Repubblica Italiana.

In ogni caso, il problema del danno alla persona del prestatore di lavoro si inquadra in quello, più ampio e generale, relativo alla configurabilità e risarcibilità del danno alla persona

⇒ Scarica la guida

 

Ricordiamo che questa guida è disponibile nella sezione Guide e Manuali del sito




Polizza Dipendenti banche – Convenzione Fisac Abruzzo con Rela Broker

Siamo lieti di comunicare che, per l’anno 2022, la Fisac Abruzzo ha stipulato una convenzione con Rela Broker che si aggiunge alla convenzione nazionale con Aminta, consentendo di ampliare le possibili opzioni di scelta, a tutto vantaggio degli iscritti.

A seconda delle esigenze può essere conveniente scegliere l’una o l’altra compagnia; per questo vi invitiamo a confrontare le offerte prima di scegliere, eventualmente consultandovi con un rappresentante sindacale.

Precisiamo le principali caratteristiche della polizza, per la cui sottoscrizione non è richiesta alcuna registrazione: sarà sufficiente compilare la scheda di adesione e spedirla via email a convenzionebancari@gmassicurazioni.it (o via fax al numero 010/8562299 unitamente alla copia del bonifico. Il bonifico deve riportare nella causale l’opzione scelta e il codice fiscale del sottoscrittore.

La collegata polizza RC del Capo Famiglia non è gratuita ma richiede il pagamento di un premio annuo di € 10 per iscritto a fronte di un massimale di € 250.000 per sinistro ed anno assicurativo, elevabile ad € 500.000 con premio di € 20.

Relativamente alla garanzia R.C. Ammanchi di Cassa queste sono le caratteristiche salienti

  • Opzioni con massimali da  € 8.000,00 – € 10.000,00  – € 15.000,00
  • Sono incluse operazioni relative alla gestione del bancomat, bancomat evoluti, cassa assistita, cassa virtuale in remoto ecc.
  • Nessuna franchigia sul primo sinistro
  • Per lavoratori a tempo determinato, interinali, maternità, pensionamento ecc. è possibile stipulare polizze temporanee 

Per la garanzia R.C. Perdite Patrimoniali segnaliamo:

  • E’ compresa l’attività di smart working
  • Copertura per errori materiali involontariamente commessi sia con colpa grave che con colpa lieve
  • Nessuna franchigia sul primo sinistro se di importo inferiore o pari ad € 3.000,00
  • Garanzia retroattività di 10 ANNI
  • Opzioni massimali fino a € 2.000.000 per sinistro e per anno assicurativo
  • Attività recupero crediti
  • Attività assicurativa
  • Attività svolta all’esterno dei locali della banca
  • Operazioni relative alla gestione del bancomat, bancomat evoluti ecc…
  • Attività svolta dai dipendenti di banca presso società di recupero crediti
  • Sono compresi i danni patrimoniali derivanti dalla violazione della normativa privacy fino ad un massimale di € 150.000
  • Rivalsa dell’istituto di credito nei confronti del dipendente per l’omessa segnalazione di banconote false e negoziazione di assegni privi di clausola “Non trasferibile” fino ad un massimale per sinistro ed anno assicurativo di € 5.000.
    ATTENZIONE: solo per quest’ultima copertura non c’è retroattività; saranno risarciti solo sinistri relativi ad assegni negoziati dopo la sottoscrizione della polizza, a meno che la negoziazione non sia avvenuta in un’annualità nella quale il sottoscrittore era già coperto.

Per agevolare la scelta, pubblichiamo delle tabelle di confronto tra le due proposte.

Di seguito riepiloghiamo le possibili combinazioni di polizza tra cui scegliere


AMMANCHI DI CASSA

AMINTA RELA BROKER
MASSIMALE PREMIO ANNUO MASSIMALE PREMIO ANNUO
6.000 per sinistro
e per anno
€ 53    
7.500 per sinistro
e per anno
€ 85 8.000 per sinistro
e per anno
€ 70
10.000 per sinistro
e per anno
€ 98 10.000 per sinistro
e per anno
€ 90
15.000 per sinistro
e per anno
€ 120 15.000 per sinistro
e per anno
€ 115
FRANCHIGIA FRANCHIGIA
€ 0,00 per il primo sinistro,
80 per il secondo,
€ 155,00 a partire dal terzo sinistro 
Massimale € 8.000:
€ 0,00
per il primo sinistro,
80 per il secondo,
€ 155,00 a partire dal terzo sinistro
Massimali € 10.000 – 15.000
€ 0,00
per il primo sinistro,
€100
per il secondo,
€ 200,00
a partire dal terzo sinistro 
POLIZZA RC CAPOFAMIGLIA POLIZZA RC CAPOFAMIGLIA
Gratuita per polizze con
massimale minimo di € 7.500.
Massimale € 250.000
Premio annuo € 10
Massimale € 250.000.
Premio annuo € 20
Massimale € 500.000.
 ADESIONI IN CORSO D’ANNO ADESIONI IN CORSO D’ANNO 
Decorrenza 1/1 e 1/7 Decorrenza 1/1,  1/4,  1/7,  1/10

 


AMMANCHI DI CASSA + R.C. PROFESSIONALE

AMINTA RELA BROKER
MASSIMALE PREMIO ANNUO MASSIMALE PREMIO ANNUO
Ammanchi di cassa
(7.500 per sinistro
e per anno) +
RC professionale
(25.000 per sinistro e per anno)
€ 114 Ammanchi di cassa (8.000 per sinistro
e per anno) +
RC professionale
(25.000 per sinistro,
75.000 per anno) 
€ 85 
Ammanchi di cassa (10.000 per sinistro
e per anno) +
RC professionale
(25.000 per sinistro,
75.000 per anno) 
€ 100
Ammanchi di cassa (15.000 per sinistro
e per anno) +
RC professionale
(25.000 per sinistro,
75.000 per anno) 
€ 125
Ammanchi di cassa (8.000 per sinistro
e per anno) +
RC professionale
(100.000 per sinistro e per anno) 
€ 120
Ammanchi di cassa
(10.000 per sinistro
e per anno)
+ RC professionale
(60.000 per sinistro e per anno)
€ 137 Ammanchi di cassa
(10.000 per sinistro
e per anno) +
RC professionale
(100.000 per sinistro e per anno) 
€ 140
Ammanchi di cassa
(15.000 per sinistro
e per anno) +
RC professionale
(100.000 per sinistro e per anno)
€ 156 Ammanchi di cassa
(15.000 per sinistro
e per anno) +
RC professionale
(100.000 per sinistro e per anno)
€ 160
FRANCHIGIA FRANCHIGIA
Ammanchi di cassa:
€ 0,00
per il primo sinistro,
80
per il secondo,
€ 155,00 a partire dal terzo sinistro denunciato
RC Patrimoniale
Franchigia € 125,00,
scoperto 10% con un massimo di € 3.000,00
Ammanchi di cassa
Massimale € 8.000:
€ 0,00
per il primo sinistro,
80 per il secondo,
€ 155,00 a partire dal terzo sinistro
Ammanchi di cassa
Massimali € 10.000 – 15.000
€ 0,00
per il primo sinistro,
€100
per il secondo,
€ 200,00
a partire dal terzo sinistro 
RC Patrimoniale
€ 0,00
per il primo sinistro se
inferiore o pari ad € 3.000
scoperto 10%  con minimo di € 155
e massimo di € 2.500
per sinistri successivi o superiori ad € 3.000
POLIZZA RC CAPOFAMIGLIA POLIZZA RC CAPOFAMIGLIA
Gratuita
Massimale € 250.000
Premio annuo € 10
Massimale € 250.000.
Premio annuo € 20
Massimale € 500.000.
ADESIONI IN CORSO D’ANNO ADESIONI IN CORSO D’ANNO
Decorrenza 1/1 e 1/7 Decorrenza 1/1,  1/4,  1/7,  1/10

R.C. PROFESSIONALE

AMINTA RELA BROKER
MASSIMALE PREMIO ANNUO MASSIMALE PREMIO ANNUO
    25.000 per sinistro
75.000 per anno
20
    50.000 per sinistro
e per anno
€ 40
120.000 per sinistro
e per anno
€ 70 100.000 per sinistro
e per anno 
€ 60
    100.000 per sinistro
200.000 per anno
€ 100
260.000 per sinistro
e per anno
€ 95
520.000 per sinistro
e per anno
€ 150 500.000 per sinistro
e per anno
€ 150
  750.000 per sinistro
e per anno
€ 200
1.000.000 per sinistro
e per anno
€ 215 1.000.000 per sinistro
e per anno
€ 300
2.000.000 per sinistro
e per anno
€ 385 2.000.000 per sinistro
e per anno
€ 400
FRANCHIGIA FRANCHIGIA
Franchigia € 125,00,
scoperto 10% con un massimo di € 3.000,00
€ 0,00 per il primo sinistro se
inferiore o pari ad € 3.000
scoperto 10% con minimo di € 155
e massimo di € 2.500
per sinistri successivi o superiori ad € 3.000
POLIZZA RC CAPOFAMIGLIA POLIZZA RC CAPOFAMIGLIA
Gratuita
Massimale € 250.000
Premio annuo € 10
Massimale € 250.000.
Premio annuo € 20
Massimale € 500.000.
ADESIONI IN CORSO D’ANNO ADESIONI IN CORSO D’ANNO
Decorrenza 1/1 e 1/7 Decorrenza 1/1,  1/4,  1/7,  1/10
R.C. ATTIVITA’ RECUPERO CREDITI
RELA BROKER
MASSIMALE PREMIO ANNUO
25.000 per sinistro
75.000 per anno
€ 150
FRANCHIGIA
€ 0,00 per il primo sinistro se inferiore o pari ad € 3.000
scoperto 10% con minimo di € 155 e massimo di € 2.500
per sinistri successivi o superiori ad € 3.000
POLIZZA RC CAPOFAMIGLIA
Premio annuo € 10 Massimale € 250.000.
Premio annuo € 20 Massimale € 500.000.
ADESIONI IN CORSO D’ANNO
Decorrenza 1/1,  1/4,  1/7,  1/10

 

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