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Convegno Fisac “Salute e Sicurezza nelle Agenzie di Assicurazione” – 25/11/2021

BASTA POCO PER AVERE PIU’ SICUREZZA

 

Il 25 novembre 2021, dalle ore 15,30 alle 18,00, presso il Museo Civico Basilio – viale G. Marconi 45, Pescara, si terrà il convegno

La sicurezza e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori nelle agenzie di assicurazione
Contratto collettivo o diritto del lavoro “Pirata”?

L’evento potrà essere seguito anche online, attraverso la piattaforma Google Meet, cliccando sul link https://meet.google.com/krm-fpka-mfr o su YouTube sul canale Fisac Abruzzo Molise.

Il convegno è stato organizzato dalla Fisac/Cgil Abruzzo Molise, compartecipato da First/Cisl Abruzzo Molise, Uil.ca Abruzzo e Molise e ANAPA. Porteranno un loro contributo un responsabile dell’OPN (Organismo Paritetico Nazionale sulla salute e sicurezza sul lavoro) e il Presidente dell’ E.N.B.ASS. (Ente Nazionale Bilaterale del settore Assicurativo).

Il dibattito verterà sul Protocollo (siglato a livello territoriale) relativo alla regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento del Virus Covid-19, ed approfondirà il piano di valutazione dei rischi, inerenti gli ambienti delle Agenzie assicurative, nelle regioni Abruzzo e Molise.

Obbiettivo: informare, prevenire e formare le lavoratrici ed i lavoratori per minimizzare i rischi sulla salute del Virus. Ma anche analizzare le responsabilità degli Agenti, in qualità di datori di lavoro.

Inoltre, si discuterà del contratto “Pirata” e del valore del CCNL in essere, siglato da Fisac, First, Uil.ca, Fna e Anapa: un vero contratto per le lavoratrici ed i lavoratori del settore dell’appalto assicurativo.

 

Scarica la locandina




La Fisac esprime solidarietà a Mimmo Lucano

La notizia della pesantissima condanna in primo grado di Mimmo Lucano crea sorpresa e sgomento.

Da sempre non discutiamo le sentenze, ma è nostro dovere dire con forza che questa condanna è figlia di una legislazione sull’immigrazione profondamente sbagliata e ingiusta.

Fin dalla sua approvazione abbiamo chiesto – e a maggior ragione lo facciamo oggi –totale abolizione della Legge Bossi Fini.

Solidarietà e concreto aiuto ai migranti sono un dovere civile che non può essere in alcun modo misconosciuto o addirittura criminalizzato da norme antistoriche e inique.

 

Segreteria Nazionale Fisac/Cgil




Incontro con ABI su Green Pass e tamponi

3 - Fisac Cgil

L’incontro con Abi in merito in merito alle “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening” inserite nel Decreto Legge nr. 127 del 21 settembre 2021, che entreranno in vigore il prossimo 15 ottobre, si è chiuso senza la sottoscrizione di un documento condiviso.

Dopo la definizione nei mesi scorsi di importanti Protocolli per prevenire, contrastare e contenere la diffusione del virus e garantire i servizi bancari nel settore, abbiamo avanzato due proposte unitarie concrete, in linea con questa impostazione, di miglioramento applicativo per le lavoratrici e i lavoratori delle previsioni legislative e comunque del tutto coerenti con lo spirito del Decreto, di favorire lo sviluppo e il successo della campagna vaccinale, che sosteniamo con grande convinzione.

Le nostre due proposte sono le seguenti:

  1. Tampone gratuito per coloro che, attualmente sprovvisti di Green Pass, si sono prenotati per essere vaccinati.
  2. Possibilità per tutte le colleghe e i colleghi di effettuare ogni 15 giorni un tampone, con costo a carico aziendale, per avere la certezza di non aver contratto il Covid, pur essendo vaccinati.

L’Abi ha respinto queste richieste, considerando quale unico riferimento quanto previsto dal Decreto Legge sul Green Pass, che verrà quindi applicato dal 15 ottobre dalle banche secondo le modalità che le stesse comunicheranno alle Organizzazioni Sindacali aziendali.

In conclusione di riunione, è stata condivisa la proroga dell’accordo, fino al termine dell’emergenza sanitaria, fissata il prossimo 31 dicembre, sulla possibilità di svolgere assemblee a distanza.

Roma, 1 ottobre 2021

I segretari generali
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin


Agenzie di stampa:


Banche: sindacati, niente accordo con Abi su green pass. Applicato dal 15/10 Milano, 1 ott. (LaPresse) – “L’incontro con Abi in merito in merito alle ‘Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde Covid-19 e il rafforzamento del sistema di screening’ inserite nel Decreto Legge nr. 127 del 21 settembre 2021, che entreranno in vigore il prossimo 15 ottobre, si è chiuso senza la sottoscrizione di un documento condiviso”. È quanto scrivono i segretari generali dei sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Nino Baseotto, Fulvio Furlan ed Emilio Contrasto. “Dopo la definizione nei mesi scorsi di importanti Protocolli per prevenire, contrastare e contenere la diffusione del virus e garantire i servizi bancari nel settore – proseguono -, abbiamo avanzato due proposte unitarie concrete, in linea con questa impostazione, di miglioramento applicativo per le lavoratrici e i lavoratori delle previsioni legislative e comunque del tutto coerenti con lo spirito del Decreto, di favorire lo sviluppo e il successo della campagna vaccinale, che sosteniamo con grande convinzione”. (Segue) ECO NG01 fct 011355 OTT 21

Banche: sindacati, niente accordo con Abi su green pass. Applicato dal 15/10-2- Milano, 1 ott. (LaPresse) – I sindacati spiegano che “le nostre due proposte sono le seguenti: tampone gratuito per coloro che, attualmente sprovvisti di Green Pass, si sono prenotati per essere vaccinati; possibilità per tutte le colleghe e i colleghi di effettuare ogni 15 giorni un tampone, con costo a carico aziendale, per avere la certezza di non aver contratto il Covid, pur essendo vaccinati”.”L’Abi – continuano – ha respinto queste richieste, considerando quale unico riferimento quanto previsto dal decreto legge sul green pass, che verrà quindi applicato dal 15 ottobre dalle Banche secondo le modalità che le stesse comunicheranno alle organizzazioni sindacali aziendali. In conclusione di riunione, è stata condivisa la proroga dell’accordo, fino al termine dell’emergenza sanitaria, fissata il prossimo 31 dicembre, sulla possibilità di svolgere assemblee a distanza”, si legge ancora nel comunicato stampa unitario. ECO NG01 fct 011355 OTT 21

Green pass: sindacati, niente accordo con Abi Rappresentanti lavoratori banche chiedono tampone gratuito (ANSA) – ROMA, 01 OTT – L’incontro con Abi sulle misure di sicurezza in vigore dal 15 ottobre (il green pass) “si e’ chiuso senza la sottoscrizione di un documento condiviso”. E’ quanto scrivono i segretari generali dei sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Nino Baseotto, Fulvio Furlan ed Emilio Contrasto. “Dopo la definizione nei mesi scorsi di importanti protocolli per prevenire, contrastare e contenere la diffusione del virus e garantire i servizi bancari nel settore, abbiamo avanzato due proposte unitarie concrete, in linea con questa impostazione, di miglioramento applicativo per le lavoratrici e i lavoratori delle previsioni legislative e comunque del tutto coerenti con lo spirito del Decreto, di favorire lo sviluppo e il successo della campagna vaccinale, che sosteniamo con grande convinzione. Le nostre due proposte sono le seguenti: tampone gratuito per coloro che, attualmente sprovvisti di Green Pass, si sono prenotati per essere vaccinati; possibilita’ per tutte le colleghe e i colleghi di effettuare ogni 15 giorni un tampone, con costo a carico aziendale, per avere la certezza di non aver contratto il Covid, pur essendo vaccinati” scrivono i segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin. “L’Abi ha respinto queste richieste, considerando quale unico riferimento quanto previsto dal decreto legge sul green pass, che verra’ quindi applicato dal 15 ottobre dalle banche secondo le modalita’ che le stesse comunicheranno alle organizzazioni sindacali aziendali. In conclusione di riunione, e’ stata condivisa la proroga dell’accordo, fino al termine dell’emergenza sanitaria, fissata il prossimo 31 dicembre, sulla possibilita’ di svolgere assemblee a distanza” si legge ancora nel comunicato stampa unitario.; (ANSA). CN 01-OTT-21 14:14

BANCHE, SINDACATI: NIENTE ACCORDO CON ABI SU GREEN PASS (9Colonne) Roma, 1 ott – “L’incontro con Abi in merito in merito alle “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening” inserite nel Decreto Legge nr. 127 del 21 settembre 2021, che entreranno in vigore il prossimo 15 ottobre, si è chiuso senza la sottoscrizione di un documento condiviso”. È quanto scrivono i segretari generali dei sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Nino Baseotto, Fulvio Furlan ed Emilio Contrasto. “Dopo la definizione nei mesi scorsi di importanti Protocolli per prevenire, contrastare e contenere la diffusione del virus e garantire i servizi bancari nel settore, abbiamo avanzato due proposte unitarie concrete, in linea con questa impostazione, di miglioramento applicativo per le lavoratrici e i lavoratori delle previsioni legislative e comunque del tutto coerenti con lo spirito del Decreto, di favorire lo sviluppo e il successo della campagna vaccinale, che sosteniamo con grande convinzione. Le nostre due proposte sono le seguenti: tampone gratuito per coloro che, attualmente sprovvisti di Green Pass, si sono prenotati per essere vaccinati; possibilità per tutte le colleghe e i colleghi di effettuare ogni 15 giorni un tampone, con costo a carico aziendale, per avere la certezza di non aver contratto il Covid, pur essendo vaccinati” scrivono i segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin. “L’Abi ha respinto queste richieste, considerando quale unico riferimento quanto previsto dal decreto legge sul green pass, che verrà quindi applicato dal 15 ottobre dalle banche secondo le modalità che le stesse comunicheranno alle organizzazioni sindacali aziendali. In conclusione di riunione, è stata condivisa la proroga dell’accordo, fino al termine dell’emergenza sanitaria, fissata il prossimo 31 dicembre, sulla possibilità di svolgere assemblee a distanza” si legge ancora nel comunicato stampa unitario. (red) 011414 OTT 21




Pressioni malate: quando la finanza è insostenibile

Prontuario per le lavoratrici e i lavoratori

 

LE PRESSIONI COMMERCIALI INDEBITE SONO UN MALE PER I CLIENTI, LE BANCHE E I DIPENDENTI

Scarica il PDF del prontuario

L’ultima frontiera di questo fenomeno sono le pressioni malate, cioè vendere a tutti i costi prodotti finanziari e assicurativi, violando direttive interne ed esterne alla banca. Le pressioni, le vessazioni, gli attacchi servono anche a questo.

 

CHE COSA NON TI POSSONO CHIEDERE

  • Vendere contro gli interessi dei clienti
  • Vendere violando leggi e regolamenti
  • Vendere forzando o aggirando le procedure della banca
  • Vendere usando strumenti autogestiti aggiuntivi

Se ti fanno una di queste richieste parlane in ufficio con i colleghi e rivolgiti al tuo sindacalista Fisac Cgil.

 

CHE COSA TI POSSONO CHIEDERE

  • Vendere i prodotti disponibili
  • Vendere garantendo una prestazione attiva e intensa
  • Vendere in modo orientato agli obiettivi
  • Vendere rispettando i target di collocazione

 

Tutto ciò che il lavoratore fa in violazione o al di fuori delle regole e delle leggi, anche se autorizzato, anche se è stato chiesto dal capo o dalla direzione, anche se frutto di pressioni, lo espone a contestazioni.
Non raggiungere il budget non espone a ripercussioni, mentre non rispettare la legge sì.

 

Ecco alcune operazioni a cui bisogna prestare la massima attenzione

PROFILATURA MIFID

Deve contenere dati veritieri e rispondenti alle caratteristiche del cliente; è vietato inserire dati alterati per collocare prodotti non adeguati al profilo di rischio del cliente.

OFFERTE A DISTANZA

Accettare l’adesione solo di quelle ufficiali della banca. Per le altre, chiedere al cliente di usare la filiale on line o effettuare l’adesione in presenza.

POLIZZE ASSICURATIVE

Attenzione alle norme sulla concorrenza e alla libertà di scelta del cliente. Vietato venderle in modo forzoso abbinandole alla concessione di altri prodotti o servizi finanziari. In caso di polizze obbligatorie (mutuo) specificare sempre che si possono sottoscrivere anche con un’altra compagnia.

PRESTITI PERSONALI

In fase di istruttoria inserire sempre dati precisi e veritieri e non “interpretazioni”. Controllare la documentazione e le informazioni (per esempio, accredito dello stipendio, finalità della richiesta, ecc.). Vietate le collaborazioni esterne per portare clienti.

PRIVACY

Tutti i dati (accessi, movimentazioni, consultazioni) sono tracciati e un sistema informatico rileva le operazioni anomale rispetto alle norme del Garante per la privacy.

Questo significa che:

  • Sono vietate le “profilature” fai da te delle abitudini di spesa dei clienti, nemmeno se inseriti nel proprio portafoglio.
  • Sono vietate le interrogazioni su archivi e banche dati esterni su soggetti privi di richieste di finanziamento in corso.
  • Sono vietati i messaggi di movimentazione contanti non conclusi con versamento o prelievo effettivi.
  • Sono monitorati, e quindi vanno eventualmente giustificati, gli annulli di versamento o prelievo di minimo importo.

PROCEDURE CONTABILI

Vietato creare scritture contabili per anticipare la disponibilità di liquidità economica.

USO DEI CONTRATTI INTERNET DEI CLIENTI

Vietato fare le operazioni sul proprio terminale usando le chiavi di accesso dei clienti.

 

Se ricevi pressioni, vessazioni, attacchi, se ti ritrovi in una delle situazioni descritte, puoi:

  • dire di no
  • parlarne in ufficio
  • parlarne con i colleghi
  • chiedere aiuto
  • chiedere un confronto
  • rivolgerti al sindacalista Fisac Cgil



I drammatici dati dell’abbandono bancario in provincia dell’Aquila

Da almeno 3 anni, come Fisac e CGIL L’Aquila, stiamo evidenziando i danni dell’abbandono bancario sul nostro territorio attraverso articoli, comunicati stampa ed un convegno espressamente dedicato a questo tema.

L’esame dell’andamento del 2020, sulla base dei dati reperibili dal sito della Banca D’Italia,  evidenzia un forte peggioramento della situazione, che più che confermare i nostri timori dimostra una realtà assai peggiore di quella da noi paventata.

Il numero più drammatico, che salta immediatamente all’occhio, è quello dei comuni privi di qualsiasi sportello bancario. Se in Italia le banche sono presenti all’incirca in 2 comuni su 3, nella provincia dell’Aquila solo 3 comuni su 10 possono vantare la presenza di almeno una filiale di un istituto bancario. Il dato, già drammatico, è precipitato nel 2020, quando ben 5 comuni hanno visto abbassare le saracinesche delle banche presenti. Mentre in Italia il numero di comuni senza banche scende del 2,27% in un anno, il dato abruzzese vede una riduzione doppia, -4,54% con un taglio di 7 comuni. Di questi sette, ben 5 sono comuni posti nella Provincia dell’Aquila, che quindi vede un calo di oltre il 13% nel numero di località servite da banche.
E’ interessante notare come tutti i comuni della Provincia dell’Aquila che lo scorso anno sono rimasti privi di servizi bancari abbiano pagato le scelte di un unico Gruppo bancario.

La tabella che segue riepiloga i dati relativi al numero di comuni nei quali è presente almeno uno sportello.

NUMERO COMUNI CON ALMENO UNO SPORTELLO BANCARIO 
Totale 2019 % su tot comuni Totale 2020 % su tot comuni Differenza % diff.
ITALIA 5.221 66,1% 5.102 64,5 -119 -2,3%
ABRUZZO 154 50,5% 147 48,2 -7 -4,6%
Provincia
AQ 38 35,2% 33 30,6% -5 -13,2%
CH 49 47,1% 48 46,2% -1 -2,0%
PE 28 60,9% 28 60,9% 0 =
TE 39 83,0% 38 80,9% -1 -2,6%
dati Banca d’Italia

Il fenomeno dell’abbandono non riguarda ovviamente solo i comuni più disagiati. Le chiusure di sportelli toccano l’intero territorio nazionale, ma sono più numerose in Abruzzo e ancor di più nella nostra provincia.

Così, se il dato nazionale evidenzia una riduzione complessiva del 3,42%, in Abruzzo la percentuale sale al 5,7%, con la Provincia dell’Aquila che anche in questo caso evidenzia una riduzione fortissima: 11,11%.
E’ bene precisare che tali riduzioni non hanno nulla a che vedere con il Covid, che anzi avrebbe dovuto consigliare il rinvio delle chiusure programmate, ma sono frutto di scelte fatte a tavolino dai grandi gruppi bancari, incuranti del fatto che chiudere filiali nel pieno della pandemia significava aumentare gli assembramenti in quelle che, restando aperte, avrebbero accolto maggiori flussi di clientela.

Anche in questo caso pubblichiamo la tabella riepilogativa:

NUMERO SPORTELLI BANCARI PER PROVINCIA
Totale 2019 Totale 2020 Differenza % diff.
ITALIA 24.312 23.481 -831 -3,4%
ABRUZZO 526 496 -30 -5,7%
Provincia
AQ 117 104 -13 -11.1%
CH 140 138 -2 -1,4%
PE 126 122 -4 -3,2%
TE 143 132 -11 -7,7
dati Banca d’Italia

 

L’ultimo dato che andiamo ad esaminare è quello relativo al numero complessivo di impiegati nel settore bancario. A livello nazionale prosegue l’andamento discendente che ha visto i bancari diminuire di 6.905 unità, pari ad un 2,45% del totale occupati nel settore. Ancora una volta i dati abruzzesi sono nettamente peggiori, con un calo percentuale sensibilmente maggiore (-4,42%) concentrato principalmente in provincia dell’Aquila, dove il calo percentuale è superiore al 6,55%.

Questi i dati complessivi:

NUMERO DIPENDENTI SETTORE BANCARIO PER PROVINCIA
Totale 2019 Totale 2020 Differenza % diff.
ITALIA 282.129 275.224 -6.905 -2,5%
ABRUZZO 3.352 3.210 -142 -4,2%
Provincia
AQ 717 670 -47 -6,6%
CH 974 957 -17 -1,7%
PE 804 768 -36 -4,5%
TE 858 816 -42 -4,9%
dati Banca d’Italia

 

Quando si parla di riduzione di impiegati nel settore bancario, l’opinione pubblica tende ad essere indifferente, non riuscendo evidentemente a cogliere l’impatto fortissimo che questi numeri hanno sui territori.
Facciamo alcuni esempi. Sappiamo quanto sia complicato continuare a vivere in uno dei nostri minuscoli comuni montani. Pensiamo ad una piccola azienda che, nonostante tutto, voglia continuare ad operare in uno di questi comuni. Il semplice fatto di doversi sobbarcare 60 o 70 Km solo per andare ad anticipare una fattura e tornare in sede può bastare a convincerla a lasciare il paesello. Oppure pensiamo ad un anziano, visto che la popolazione di questi insediamenti ha un’età media molto alta: doversi spostare anche solo di pochi km per ritirare la pensione può rappresentare un problema insormontabile.

Ma la questione non riguarda solo i comuni più piccoli. Stiamo assistendo ad un rapido abbandono del Centro-Sud da parte dei grandi istituti: ormai il 40% di tutti gli sportelli bancari è concentrato in solo 3 regioni (Lombardia, Emilia Romagna e Veneto). Questo non è indolore. Sappiamo per certo che quanto più chi deve concedere credito si allontana da un territorio, tanto più il rubinetto dei finanziamenti tende a chiudersi.
Sono considerazioni che abbiamo fatto più volte, ma adesso si vedono in concreto gli effetti sul territorio.

Possiamo rendercene conto esaminando quanto accaduto dopo il lockdown causato dalla prima ondata pandemica. Il Governo ha stanziato fondi di garanzia che coprivano tra l’80% e il 100% dei finanziamenti concessi alle imprese per ripartire dopo lo stop obbligato. In pratica, le banche potevano concedere nuovo credito rischiando poco o nulla; questo ha fatto sì che a livello nazionale l’ammontare complessivo dei crediti accordati dalle banche facesse registrare un aumento del 5%.
In Abruzzo tale incremento è stato del 2,6%, cioè la metà rispetto al dato nazionale. Come si spiega questo dato? Con il fatto che, a fronte dell’erogazione di finanziamenti garantiti per un importo di 2.108 miliardi, ben 1.586 sono stati utilizzati per assorbire prestiti preesistenti, con evidente vantaggio per le banche che hanno potuto sostituire finanziamenti a rischio con prestiti quasi interamente garantiti dallo Stato.
(dati ricavati da un’analisi effettuata dall’associazione Focus Abruzzo, sulla base di una recente ricerca dell’economista Aldo Ronci sul credito durante l’emergenza covid-19, per conto della Cna, illustrati in modo più dettagliato in questo articolo).

Cosa significa questo, all’atto pratico? Che le banche operanti nella nostra Regione, piuttosto che agevolare la ripartenza post covid fornendo alle aziende Abruzzese il carburante per investire e superare la crisi, hanno preferito pensare a come rientrare dei finanziamenti già accordati. Un chiaro segnale di scarso interesse per il futuro del nostro territorio, rispetto al quale hanno preferito cercare una via di fuga che permettesse di limitare al massimo le possibili perdite.
Per inciso: anche su questo tema la Fisac e la CGIL L’Aquila avevano inutilmente provato a lanciare l’allarme.

C’è un’immagine che rappresenta in modo fedele gli effetti delle scelte dei grandi istituti, sempre meno propensi ad investire nel Centro-Sud. La cartina che segue evidenzia l’andamento del credito alle famiglie negli ultimi 12 mesi.

(Fonte: Banca d’Italia. Aggiornamento a marzo 2021)

 

Si nota abbastanza chiaramente come il colore delle regioni, salvo rare eccezioni, tenda a diventare più chiaro man mano che ci si sposta verso sud. Emerge inoltre che in questa triste graduatoria della “parsimonia” bancaria, Molise e Abruzzo occupino purtroppo la seconda e la terza posizione in classifica.

Non sono solo freddi numeri: significa che in queste regioni tante famiglie hanno dovuto rinunciare a comprare una casa, a cambiare la macchina, a far studiare i figli. Ma significa anche che tante aziende hanno dovuto chiudere, tanti posti di lavoro sono stati persi.
Se guardiamo i dati relativi al tasso di disoccupazione giovanile in Provincia dell’Aquila, ci accorgiamo che l’andamento del 2020 evidenzia un netto peggioramento.

% DISOCCUPATI IN PROVINCIA AQ – FASCIA 15/24 ANNI 
ANNO 2019 2020
Percentuale disoccupati 21,5% 28,0%
di cui
disoccupazione femminile 28,6% 36,2%
disoccupazione maschile 16,9% 25,8%

Le cause per un andamento così negativo sono molteplici e non riconducibili esclusivamente alle politiche dei grandi Gruppi Creditizi; ma è evidente che la carenza di servizi bancari e la difficoltà crescente nell’accesso al credito sono elementi che contribuiscono in modo determinante a spiegare questi numeri.

Appare inspiegabile il totale disinteresse di fronte a queste problematiche da parte della politica, per la quale il mantenimento di livelli minimi di copertura bancaria del territorio dovrebbe rappresentare un tema prioritario, oltre che un preciso dovere previsto dalla Costituzione. In base a quanto previsto dall’art. 47 le istituzioni avrebbero infatti il compito di disciplinare, coordinare e controllare l’esercizio del credito.
Difficile capire se tale disinteresse sia causato da incapacità di comprendere la gravità della situazione o da connivenza (le banche hanno da sempre una forte capacità di orientare le scelte politiche: non è un caso che a Palazzo Chigi sieda un banchiere).
In entrambi i casi, c’è di che essere molto preoccupati.

 

FRANCESCO MARRELLI
Segretario Generale CDLT L’Aquila

Luca Copersini
Segretario Provinciale Fisac/Cgil L’Aquila

 

 




BPER: bene la sede in centro storico, ora aspettiamo le assunzioni

Veder riaprire il portone della storica sede della Cassa di Risparmio, dopo oltre 12 anni di chiusura, è un enorme piacere per chi dal 2009 sogna di ritrovare un centro storico brulicante di vita.

Bisogna dare merito alla BPER per la scelta di essere presente in pieno centro: una scelta per niente scontata, come dimostrano altri istituti di credito, con sedi storicamente ubicate lungo l’asse centrale che – almeno per il momento – hanno preso decisioni diverse.

Nonostante ciò, riteniamo sia sbagliato parlare di riapertura, per vari motivi. Il primo è fin troppo banale ed evidente: in quei locali, fino al 6 aprile 2009, operava un’altra banca, che si chiamava in un altro modo.

Non è solo una questione di insegna. La vecchia Carispaq era la testimonianza di un mondo comunque destinato a finire: quello delle banche locali, di un reale legame con il territorio. Un mondo in cui anche nel rapporto con le banche la componente umana aveva un ruolo fondamentale.

Partendo da questa considerazione, intendiamo prendere spunto da quella che è una notizia estremamente positiva per la città ed il circondario per fare alcune riflessioni sull’attuale sistema bancario nel suo complesso.

In questi anni il sistema economico sta cambiando rapidamente. Le banche, che fino a qualche decennio fa facevano a gara per aprire nuove filiali e portarle sotto casa dei clienti, oggi fanno a gara per chiudere gli sportelli, incuranti del fatto che così facendo si contribuisce in modo determinante allo spopolamento di intere aree del paese, escludendo dai servizi bancari tutte le fasce di popolazione “fragili” che per tanti motivi possono avere difficoltà ad accedere ai servizi online. Gli istituti creditizi giustificano queste scelte con il progresso e la digitalizzazione, quando in realtà l’unica molla che spinge a tagliare sedi e dipendenti è la ricerca spasmodica del profitto. Una logica che mal si concilia con la responsabilità sociale d’impresa, che pure dovrebbe rappresentare un obbligo morale per chi si trova a gestire risparmi e finanziamenti di aziende e famiglie, come peraltro prevede l’Art. 47 della Costituzione.

Si tratta di un problema particolarmente grave in una provincia come la nostra, dove ormai due terzi dei comuni sono totalmente sprovvisti di sportelli bancari.

Eppure, in questo mondo che cambia rapidamente in peggio, non si può dire che le banche si comportino peggio delle altre aziende. In nome del guadagno esasperato e senza regole, molte aziende pretendono il taglio di lacci e laccioli finendo col tagliare anche i cavi delle funivie, reclamano senza vergogna il diritto di schiavizzare degli esseri umani facendoli lavorare senza regole e sicurezza pagandoli meno di un sussidio di povertà, cospargono le campagne di fanghi tossici perché intossicare chi mangerà i prodotti di quelle terre costa meno che smaltire correttamente i residui chimici… e l’elenco potrebbe continuare a lungo.

In questo contesto, non sono probabilmente le banche a comportarsi nel modo più spregiudicato. Ed è giusto anche ricordare che la Carispaq è stata la più fortunata tra le Casse di Risparmio abruzzesi, avendo trovato un acquirente solido che ha comunque assicurato a dipendenti e clienti prospettive decisamente migliori rispetto a quanto è toccato ad altri istituti.

Fino a qualche anno fa, entrare in una qualsiasi banca della nostra Provincia significava accedere in un ambiente non troppo illuminato, spesso caotico con il chiacchiericcio delle tante persone in fila. Un posto in cui una richiesta di prestito veniva valutata non in base a freddi algoritmi, ma basandosi sul fatto che il valutatore conosceva tutta la storia della famiglia del richiedente, e ancor prima di guardare i documenti sapeva se si trattava di persona degna di fiducia.

Sono belle le filiali moderne. Luminose e colorate. Poche file, perché in tanti hanno ormai imparato a fare online le loro operazioni, e perché in molti casi si accede per appuntamento. Ambienti ordinati, puliti, che danno un’immediata sensazione di efficienza… ma freddi. Lontani dall’allegro caos che c’era prima del sisma.

Le banche che il terremoto ha chiuso a forza erano ancora incentrate sulle persone, sulle relazioni umane.
Quelle che progressivamente le hanno sostituite sono basate sulle pressioni commerciali,
con il cliente che non viene più ascoltato ma “pesato” in base al numero di prodotti che ha acquistato e che possono ancora essergli venduti, ed i lavoratori che vengono vessati, intimiditi e mortificati per spingerli a “vendere vendere vendere”, in una illimitata rincorsa al profitto.

Le banche di oggi non sono quelle che c’erano prima del sisma. Sono due mondi diversi, in periodi storici molto più distanti fra loro di quanto il banale conteggio degli anni farebbe immaginare.

Torniamo alla BPER. In occasione dell’apertura della nuova Sede, il comunicato stampa della Direzione Regionale Abruzzo e Molise ha parlato del “piacere di contribuire in modo concreto al rilancio della città”. Un piacere che condividiamo e che accogliamo con soddisfazione, in un momento in cui la banca ha una grande opportunità per dimostrare che la nostra Città, la nostra Provincia, sono davvero importanti.

Il piano industriale 2019-2021 prevedeva infatti, a fronte di una serie di prepensionamenti, nuove assunzioni nella misura di una ogni 5 uscite. Nella Provincia dell’Aquila sono stati oltre 30 i lavoratori cessati, a fronte dei quali ci sono state due sole assunzioni: per questo, la Bper dovrebbe ancora procedere all’assunzione di 4 giovani.

Siamo fiduciosi nel fatto che la banca non vorrà penalizzare ulteriormente la Provincia dell’Aquila, dimostrando in questo modo che la vicinanza al territorio non è solo lo slogan per uno spot pubblicitario.

L’Aquila, 19/7/2021

FRANCESCO MARRELLI
SEGRETARIO GENERALE
CDLT PROVINCIA DELL’AQUILA

LUCA COPERSINI
SEGRETARIO PROVINCIALE
FISAC/CGIL L’AQUILA

 




Evento “Mezzogiorno, aree interne, servizi finanziari”: 22 giugno dalle 14.30

Nell’ambito delle “giornate del lavoro” promosse dalla Cgil, la Fisac organizza per il prossimo:

martedì 22 giugno a partire dalle ore 14:30

un evento digitale sul tema:

“Mezzogiorno, aree interne, servizi finanziari: quale inclusione contro le disuguaglianze”

con interventi di RSA, Dirigenti territoriali e regionali, economisti e con le conclusioni del
Segretario Generale Cgil Maurizio Landini, come da programma allegato 

L’iniziativa sarà trasmessa sia sul sito della Fisac Cgil sia su Collettiva, oltre che sui social (facebook,
youtube) sia della Cgil che della Fisac Cgil.

 

Nino Baseotto
Segretario Generale Fisac Cgil




BPER: Assemblea di iscritti e simpatizzanti Fisac Abruzzo e Molise

Mercoledì prossimo, 9 giugno, avrà luogo un’assemblea in modalità remota rivolta agli iscritti Fisac di Abruzzo e Molise, ma aperta a tutti coloro che volessero partecipare, con inizio alle ore 14.40.

I partecipanti potranno usufruire del permesso orario appositamente previsto per le assemblee (Codice SSA).
Questi gli argomenti all’ordine del giorno:
  • Elezione delegati all’Assemblea Organizzativa Fisac BPER
  • Discussione e votazione documento congressuale
  • Situazione aziendale
La partecipazione potrà avvenire tramite la piattaforma Google Meet, utilizzando il codice che verrà comunicato successivamente. L’assemblea prevede una prima parte istituzionale, propedeutica all’Assemblea Organizzativa che porterà, nel mese di settembre, al rinnovo di tutti gli organismi Fisac Aziendali e di Gruppo, e una seconda parte nella quale vorremmo dare ampio spazio alla voce dei colleghi.
Per questo raccomandiamo la massima partecipazione e vi invitiamo a coinvolgere anche colleghi non iscritti alla Fisac che ritenete possano avere interesse a prendere parte all’assemblea.



Esodati: Sindacati e Abi bussano insieme alla porta del fisco

È datata 27 maggio la richiesta congiunta dei sindacati bancari (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin Falcri-Silcea-Sinfub) e dell’Abi, l’associazione delle banche italiane. Destinatari: Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate, e Gabriella Di Michele, direttore generale dell’Inps.

La vicenda è quella relativa agli 11mila bancari esodati che, per l’anno 2016, hanno ricevuto a fine aprile una raffica di avvisi bonari in cui il Fisco chiedeva mediamente di pagare 2mila euro l’anno per via del ricalcolo (riliquidazione). Meccanismo che si applica al Tfr e che invece non è mai stato utilizzato per gli assegni di accompagnamento alla pensione erogati dal Fondo straordinario per il personale del credito, istituito 20 anni fa, gestito dall’Inps a cui le banche versano di volta in volta la provvista necessaria.

Scadenze, risposte, futuri esodi

Tre le questioni urgenti da risolvere.
La prima riguarda la scadenza degli avvisi bonari: 30 giorni che per alcuni destinatari sono già finiti. Che fare? Pagare tutto, pagare una rata o agire in autotutela? I sindacati bancari hanno già dato i loro suggerimenti sul tema.
Il problema, e qui arriviamo alla seconda questione, è che gli uffici territoriali del Fisco hanno risposto in modo differente alle numerose richieste di sospensione dei termini giunte dai bancari esodati: la sede di Parma, per esempio, si è detta disponibile a dare altri 30 giorni in attesa dei chiarimenti da Roma. Quella di Genova, invece, il 26 maggio ha respinto una richiesta di sospensione dei termini. Da qui la presa di posizione di sindacati e di Abi che pretendono una posizione uniforme da parte del Fisco sull’intero territorio nazionale.
Infine la terza questione sul tavolo. Gli avvisi del Fisco rischiano di minare i futuri esodi (che sono volontari) dei bancari. Ecco perché nella lettera a Ruffini e Di Michele si chiede di «restituire piena fiducia nell’ammortizzatore sociale di settore che ha consentito e continua a consentire la gestione socialmente sostenibile degli articolati processi di trasformazione delle banche senza oneri per la fiscalità generale».

Manca una X

Tutte da verificare sono invece le “indagini” che alcuni bancari stanno facendo sulle loro certificazioni (CU). Mettendo a confronto i documenti dal 2015 al 2017, alcuni hanno rilevato che mancano una X e una data nel CU del 2016, proprio quello che ha fatto scattare gli avvisi del Fisco su indicazione dell’Inps che gestisce gli assegni.

La data è quella dell’inizio dell’erogazione dell’assegno sotto la voce “Rapporto di lavoro”; e la X è quella della casella “In forza al 31/12”. Lì forse è il problema. Da Inps, interpellata più volte via mail e telefono, non è arrivata alcuna risposta.

Il documento

Il Fisco amico di Parma
«Coerentemente con i dati contabili forniti dall’Inps nelle CU rilasciate ai percipienti le somme sono state assoggettate a tassazione separata dall’Agenzia delle Entrate». È la risposta della direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Parma che attende indicazioni dagli uffici centrali di Roma: quest’ultimi, a loro volta, si stanno confrontando con Inps per «verificare la corretta qualificazione dei predetti redditi dal punto di vista fiscale».
Quindi anche dagli uffici territoriali del Fisco emiliano emergono i dubbi sulla «corretta qualificazione» nei CU ovvero le certificazioni dei redditi consegnate ai bancari (vedi anche articolo a fianco).
In attesa di questi chiarimenti, l’ufficio di Parma annuncia il riaggiornamento dei termini per il contribuente. In sostanza verranno dati altri 30 giorni per rispondere all’avviso bonario nel caso in cui da Roma, le disposizioni arrivino in ritardo.
Della serie “Fisco amico”. Anche perché in questo caso la responsabilità non è del contribuente.

 

Fonte: www.ilsole24ore.it

 

Leggi anche:

Avvisi di pagamento Agenzia Entrate: il punto sulla situazione

 




Guide Fisac Cgil: la Previdenza Generale

Pubblichiamo l’aggiornamento 2021 della Guida alla Previdenza della Fisac Cgil, ormai divenuta un vero e proprio punto di riferimento per tutte le iscritte ed iscritti.

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