I tecnici contro il condono: “Una beffa per gli onesti”

Il no di Banca d’Italia, Corte dei conti e UBP.


Il condono agli evasori contenuto nel decreto Sostegni arriva in Parlamento con il marchio d’infamia apposto da tre delle massime istituzioni preposte al controllo del bilancio dello Stato. “Un beneficio erogato a un vastissimo numero di soggetti, molti dei quali presumibilmente non colpiti sul piano economico dalla crisi, che genera disorientamento e amarezza per coloro che adempiono e può rappresentare una spinta ulteriore a sottrarsi al pagamento spontaneo per molti altri”.
È questo il giudizio senza appello della Corte dei Conti nella memoria depositata alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. “Questo è il terzo annullamento unilaterale di cartelle adottato nell’ultimo ventennio – si legge – a conferma di una sostanziale impotenza dello Stato a riscuotere i propri crediti”.

La sanatoria delle cartelle emesse tra il 2000 e il 2010 sotto i 5mila euro (e per chi ha un reddito inferiore ai 30 mila euro) ha un costo secco per l’Erario di 666 milioni. In base al decreto lo Stato dovrebbe rinunciare al pagamento anche di cartelle esattoriali rateizzate e in corso di riscossione. Un risultato politico che va ben oltre quanto ottenuto, tra flat tax e “saldo e stralcio”, con il precedente governo giallo-verde dal principale sponsor del condono, la Lega, che ora nella discussione parlamentare tenta addirittura il raddoppio del tetto a 10mila a cartella.
Come spiega l’Ufficio parlamentare di Bilancio nella sua relazione “vi è il rischio che l’introduzione di forme di definizione agevolata, che costituiscono vere e proprie forme di condono, possa comportare in prospettiva anche una riduzione della riscossione ordinaria”.

La cancellazione di debiti a fronte dei quali la percentuale di recupero sarebbe relativamente bassa, consentirebbe di concentrare l’attività sulle cartelle sulle quali sono più alti i tassi di riscossione, riconoscono gli esperti dell’Authority dei conti pubblici. “Va tuttavia rilevato – spiega l’Upb – che un decreto volto a sostenere le imprese, i lavoratori e le famiglie per i disagi economici subiti per effetto del perdurare della pandemia non appare costituire lo strumento più idoneo per introdurre misure per l’annullamento dei debiti residui che, oltre a rappresentare un condono, sono dirette a migliorare l’attività di riscossione”.

La Banca d’Italia allarga il giudizio negativo pure agli altri sconti fiscali del decreto Sostegni. L’eliminazione delle sanzioni per le irregolarità nelle dichiarazioni 2017 e 2018 delle partite Iva e la cancellazione delle vecchie cartelle “si prospettano come condoni, con incentivi negativi per l’affidabilità fiscale degli operatori e disparità di trattamento nei confronti dei contribuenti onesti.

 

Articolo di  Luciano Cerasa su “Il Fatto Quotidiano del 10/4/2021




Riscossione: progetto “Superabile”

3 - Fisac CgilSegreteria Nazionale Agenzia delle Entrate – Riscossione

 

Carissime, carissimi

l’anno trascorso, ed ormai anche il futuro, ci sta insegnando nuove modalità di interazione.

Ci auguriamo che la campagna vaccinale dia una luce di speranza a questa modalità di vita repentinamente cambiata, ma sappiamo bene che anche i prossimi mesi saranno difficili.

Come sindacato, pur affrontando le difficoltà del periodo, siamo rimasti in campo e abbiamo continuato a svolgere il nostro ruolo.

In questa ottica, oltre a rappresentare i diritti collettivi, intendiamo dare maggiore attenzione alla tutela individuale, rivolta nei confronti dei colleghi che si trovano a dover affrontare i temi della disabilità.

A tal proposito, con l’ obbiettivo di tenervi costantemente aggiornati sulle iniziative aziendali da un lato, e dall’altro sulla evoluzione della normativa, stiamo creando un gruppo Whatsapp (SUPERABILE), all’interno del quale posteremo le relative informazioni in linea con i benefici di legge – che pare e lo auspichiamo veramente, siano in direzione di sempre maggiore attenzione e sensibilità .

Citiamo a titolo esemplificativo – assistenza – scuola – detrazioni e deduzioni – bollette – esenzioni .

Chiunque fosse interessato, può inviare un messaggio WhatsApp ad Enrica Diamanti (3393760768) – con l’ indicazione del nome, cognome e regione di appartenenza.

Lontani ma vicini .

Per la Segreteria Nazionale

Enrica Diamanti




Riscossione: quota 100

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca Unisin nuovo logo

AI LAVORATORI DEL SETTORE DELLA RISCOSSIONE

Vi informiamo che in data 8 marzo le Scriventi Segreterie, in risposta alla richiesta inviata in data 25 febbraio u.s., hanno ricevuto la comunicazione che la Direzione Centrale Pensioni dell’INPS ha diramato alle Sedi territoriali dell’Istituto con riferimento alle domande di accesso alla pensione anticipata c. d. “Quota 100” presentate dagli iscritti al Fondo esattoriale.

L’Istituto precisa che possono essere liquidati i suddetti trattamenti pensionistici anticipati in favore dei soli soggetti istanti, iscritti al Fondo esattoriale, che:

  • abbiano fatto domanda di rimborso della contribuzione esattoriale e ne abbiano diritto; tale facoltà può essere esercitata, a pena di decadenza, da chi cessa dal servizio con almeno 15 anni di iscrizione al Fondo e fino a cinque anni prima del compimento dell’età utile per la pensione di vecchiaia;
  • oppure siano in possesso di almeno un contributo per attività “non esattoriale” ed abbiano presentato la domanda di ricongiunzione ai sensi dell’art.1 L.29/1979 entro la data di presentazione della domanda di pensione.

Esprimiamo soddisfazione per aver finalmente ottenuto le indicazioni uniformi e chiare su tutto il territorio nazionale che rivendicavamo fin da quando è entrata in vigore la normativa relativa a “Quota 100”. Tuttavia, vista la complessità della materia, raccomandiamo alle lavoratrici ed ai lavoratori interessati ad avvalersi di questo strumento di porre grande attenzione e cautela nel verificare la propria posizione previdenziale ed assicurarsi che ricorrano tutti i requisiti necessari per la maturazione dei diritti.

Vi ricordiamo inoltre che continua la nostra azione volta all’attuazione della riforma del Fondo esattoriale attraverso l’emanazione della circolare attuativa, a seguito della quale verrà definito l’assetto previdenziale del Settore.

Roma, 9 marzo 2021

 

Le Segreterie Nazionali




AdER: smart-working, avviato il confronto

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca Unisin nuovo logo

Nella mattinata odierna si è tenuto il primo incontro per il rinnovo dell’accordo sperimentale aziendale sullo smart working sottoscritto il 15 maggio 2019. L’accordo prevedeva una fase di sperimentazione di un anno durante la quale 150 colleghi potevano lavorare da remoto per un giorno la settimana. La crisi pandemica che ha colpito il nostro Paese e la necessità di tutelare la salute dei lavoratori ha fatto sì che, a partire da marzo 2020, la modalità lavorativa agile sia stata adottata per la quasi totalità dei lavoratori. Ciò è stato possibile anche in virtù delle norme che hanno via via sospeso le attività di riscossione e di notifica.

L’attuale normativa prevede che sarà possibile utilizzare lo Smart working emergenziale fino al 31 marzo p.v., se non ci saranno ulteriori proroghe, ed è necessario arrivare alla definizione di un accordo strutturale per poter continuare ad adottare questa modalità lavorativa quando la pandemia sarà finita.

Il Rappresentante dell’Ente ha evidenziato che la fase emergenziale ci ha dato la possibilità di sviluppare molti aspetti del lavoro agile, ma che si tratta comunque di un periodo caratterizzato da una riduzione delle attività caratteristiche e che è necessario definire le modalità di utilizzo dello Smart working alla luce del normale svolgimento dei nostri processi lavorativi.

L’Ente ci ha comunicato che, nell’ottica di coinvolgere il maggior numero possibile di lavoratori, ha già avviato un’analisi dettagliata delle singole attività e dei processi che meglio si prestano ad essere svolti da remoto ispirandosi alle linee guida date dal Ministero della Funzione Pubblica, per favorire l’implementazione dello Smart working. Ci ha comunicato inoltre che, a fronte dei benefici economici che deriverebbero dall’utilizzo di questa modalità lavorativa, sono previsti investimenti, ad esempio sulla formazione, per risolvere le questioni tecnico-organizzative e rendere stabile il nuovo assetto.

Abbiamo rappresentato che l’emergenza sanitaria ha reso possibile un’ampia sperimentazione della modalità agile che ha dimostrato la possibilità di utilizzarla, anche nel nostro Ente, in maniera efficace e diffusa. Sono state richieste maggiori e più dettagliate informazioni sulle linee esposte dalla Parte aziendale che vogliamo discutere ed approfondire nel corso del confronto che si svilupperà ed effettuato le nostre richieste che, in sintesi, sono state le seguenti:

a. la platea dei destinatari deve essere composta dalla totalità del personale, di ogni ordine e grado e a qualsiasi ufficio/settore appartenga;

b. la fruizione deve avvenire su base volontaria, sia in entrata che in uscita;

c. la prestazione resa in presenza deve alternarsi con quella in smart working;

d. deve essere garantito Il diritto alla disconnessione;

e. l’Ente deve fornire le dotazioni strumentali;

f. il riconoscimento del buono pasto e di un contributo per le spese sostenute;

g. l’estensione dei diritti sindacali;

h. il diritto alla sicurezza;

i. la formazione.

Su alcuni temi abbiamo già da oggi registrato la disponibilità aziendale al confronto, mentre su altri è stata ribadita una posizione diversa, che non possiamo condividere; come ad esempio la nostra richiesta di erogazione del buono pasto, rispetto alla quale il Rappresentante dell’Ente ha ribadito che, almeno nel contesto attuale, la posizione rimane contraria.

Già da queste prime battute, dunque, il percorso di confronto si preannuncia complesso e richiederà una forte determinazione ed attenzione nel definire le norme e gli strumenti che regoleranno il lavoro agile nell’Agenzia delle entrate – Riscossione.

In calce all’incontro, a fronte della nostra richiesta di proroga della polizza per la copertura dei sinistri riguardanti il Covid, l’Ente ha dichiarato la disponibilità a valutarla.

Il prossimo incontro sullo smart working è stato calendarizzato per il giorno 10 marzo.

Roma, 16 febbraio 2021

 

Le Segreterie Nazionali




Fondo di Previdenza Lavoratori esattoriali, incontro all’INPS

Si è tenuto questa mattina con i Referenti dell’INPS l’incontro per chiedere la piena attuazione del Decreto n. 55 emanato nel 2018 dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base delle previsioni della L. 225/2016 che aveva istituito l’Ente pubblico economico “Agenzia delle entrate- riscossione”, poi ancora meglio specificate nella successiva L.172/2017.

Ai Referenti dell’INPS abbiamo ribadito che, in coerenza con la ratio delle summenzionate previsioni di legge, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, attraverso il DM 55/2018, ha individuato in una pensione aggiuntiva calcolata secondo il sistema contributivo, la modalità di utilizzo delle risorse del Fondo di previdenza nazionale dei lavoratori esattoriali precisando che tutti i contributi versati e da versare dal datore di lavoro e dal lavoratore nell’arco dell’intero periodo di iscrizione al Fondo stesso determinino un montante individuale da trasformare in pensione aggiuntiva al trattamento dell’AGO.

I referenti dell’INPS ci hanno informati che, non essendo riusciti ad ottenere una soluzione legislativa che risolvesse le criticità tecniche dell’attuazione del D.M. 55 /2018, hanno provveduto ad inoltrare al Ministero del Lavoro una proposta di soluzione di tipo amministrativo. Tale ipotesi prevedebbe la valorizzazione dei contributi versati a partire dal 1/1/1996 con il sistema contributivo puro, ai sensi della Legge 335/95 e dei contributi versati fino al 31/12/1995 con il metodo di calcolo del D.Lgs. 180/97. Ad oggi sono in attesa dell’autorizzazione del Ministero del Lavoro ad emanare il testo proposto.

Abbiamo accolto positivamente l’iniziativa dell’INPS che va nel senso della soluzione prospettata pur non comprendendo il motivo per il quale il Ministero del Lavoro, a fronte di una soluzione che certifica, tra l’altro, la mancanza di oneri aggiuntivi per lo Stato, non abbia fino ad ora dato riscontro, nonostante la Ministra Nunzia Catalfo si fosse impegnata personalmente con le Organizzazioni sindacali a risolvere il problema.

Alla luce di quanto riferito dai Referenti dell’Inps, è importante che, a quasi tre anni dall’emanazione, il Ministero del Lavoro definisca l’applicazione del D.M. 55/2018 il quale, su espressa delega di una legge dello Stato, definisce in maniera inequivocabile il diritto dei lavoratori esattoriali a veder valorizzati i contributi versati durante l’intera vita lavorativa in una pensione aggiuntiva a quella AGO, mantenendo l’impegno assunto per mettere fine a questa ingiustizia non più tollerabile.

Le Scriventi Organizzazioni sindacali continueranno a mettere in campo ogni azione volta ad ottenere la piena soddisfazione delle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori del Settore della Riscossione.

Vi informiamo infine che oggi si conclude positivamente il confronto che le Scriventi organizzazioni sindacali hanno iniziato qualche mese fa con i Rappresentanti di Unisin; questo consente già dal prossimo incontro la ricomposizione del Tavolo unitario.

Roma, 3 febbraio 2021

 

Le Segreterie Nazionali




Agenzia delle Entrate-Riscossione: ripresa delle attività esterne

SIGLATO ACCORDO DI INTEGRAZIONE DELLE MISURE PER IL CONTENIMENTO ED IL CONTRASTO AL VIRUS COVID-19 RIGUARDANTI IL PERSONALE ADDETTO ALLE ATTIVITA’ ESTERNE

Oggi si è svolto in videoconferenza l’incontro sul tema della ripresa delle attività dell’Agenzia delle entrate – Riscossione, sospese fino al 31 dicembre u.s. in virtù dei provvedimenti emanati dal Governo nel corso del 2020, per far fronte alle difficoltà economiche che hanno colpito imprese, lavoratori e famiglie in seguito alla crisi pandemica da COVID-19.

Il Rappresentante dell’Ente ci ha comunicato che l’attività di notifica delle cartelle e degli atti ripartirà dal 18 gennaio e che conseguentemente è necessario organizzarsi per rispondere alla domanda di servizi che aumenterà progressivamente. Saranno incrementate le presenze giornaliere agli sportelli e nel limite del 50%, negli uffici interni. A tal riguardo abbiamo fortemente richiesto che tutte le attività che lo consentano siano comunque svolte in remoto.

L’attività degli sportelli continuerà per il momento a essere svolta con l’orario 8,15 – 13,15 e solo su prenotazione. Sarà progressivamente aumentato, se necessario, il numero degli slot prenotabili in relazione alle richieste fino a raggiungere, all’inizio di febbraio, l’utilizzo massimo di tutte le postazioni attivabili sulla base delle planimetrie atte ad assicurare il corretto distanziamento.
Al fine di limitare l’afflusso dei contribuenti in questa fase di emergenza sanitaria è prevista, e sarà adeguatamente pubblicizzata, l’erogazione esclusivamente di alcuni servizi: pagamenti, rateazioni e sospensioni. Gli altri servizi verranno erogati attraverso canali telematici alternativi.
A febbraio saranno aperti, in aggiunta a quelli attuali, altri quattro sportelli: Carbonia, Macomer, Orvieto e Trani.
Al fine di garantire le migliori condizioni di sicurezza alle lavoratrici ed ai lavoratori degli sportelli, in questa delicata fase di ripartenza, abbiamo ottenuto dalla delegazione aziendale la disponibilità all’installazione di apriporta o citofoni su richiesta specifica dei preposti e sollecitato a rafforzare la vigilanza, nonché ad allertare le Forze dell’Ordine per un costante presidio delle Sedi aziendali.

Abbiamo richiesto all’Ente l’implementazione del “Protocollo condiviso sulla regolamentazione delle misure per il contenimento ed il contrasto al virus Covid-19 nell’ambiente di lavoro” del 13 maggio 2020, con particolare riferimento alle misure di sicurezza per i colleghi addetti all’attività esterna. Alla fine di una lunga giornata di confronto, è stato sottoscritto, nella serata, un verbale di accordo che vi alleghiamo. Il verbale prevede che al personale adibito ad attività esterna vengano forniti dispositivi di protezione individuale quali visiera protettiva, mascherina filtrante del tipo FFP2, guanti monouso, flacone con gel disinfettante; è altresì raccomandato l’utilizzo dell’automezzo personale. Inoltre agli ufficiali di riscossione ed ai messi notificatori saranno fornite le istruzioni tecnico operative necessarie nell’attuale contesto e sarà cura del responsabile limitarne la presenza negli uffici, anche organizzando rientri in rotazione. Abbiamo infine richiesto che gli stessi possano svolgere in modalità agile tutti gli adempimenti possibili.

E’ stato concordato un incontro di verifica che si svolgerà il prossimo 2 febbraio.

Al termine della riunione è stato calendarizzato per il 10 febbraio l’avvio della trattativa di rinnovo dell’accordo sperimentale sullo Smart working siglato il 15 maggio 2019.

Roma, 12 gennaio 2021

Le Segreterie Nazionali

 

leggi/scarica Verbale di Accordo




Festività soppresse anno 2021

BANCHE – ABI

Il CCNL ABI prevede che i lavoratori abbiano diritto annualmente a un numero di permessi giornalieri retribuiti a titolo di ex festività, corrispondente a quello delle giornate già indicate come festive dalla legge n. 260 del 1949 e che non sono più considerate tali per successive disposizioni legislative.

Tali permessi sono riconosciuti nel caso in cui le ex festività ricorrano in giorni per i quali è prevista la prestazione lavorativa ordinaria (dal lunedì al venerdì) con diritto all’intero trattamento economico, escluse quindi le giornate coincidenti, ad esempio, con scioperi, aspettative e congedi parentali non retribuiti (a differenza di quanto avviene per le BCC, il cui contratto prevede un numero fisso di giornate di permesso a titolo di recupero ex festività).

Nel 2021 le ex festività cadono nei seguenti giorni:

  • venerdì 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 13 maggio – Ascensione
  • giovedì 3 giugno – Corpus Domini
  • martedì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)
  • giovedì 04 novembre – Unità Nazionale

Le giornate di permesso per ex festività sono pertanto 5 per i lavoratori operanti sull’intero territorio nazionale, 4 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività, con conseguente astensione dal lavoro.

Un’ ulteriore giornata di permesso potrebbe essere computata in quanto il 25 aprile, Festa della Liberazione, cade di domenica. Il CCNL ABI riconosce infatti alle aziende la facoltà di convertire il compenso aggiuntivo in una giornata di permesso retribuito, salvo intesa fra le parti. In assenza di accordi la giornata sarà monetizzata.

Il CCNL rinnovato il 19 dicembre 2019 prevede il contributo a favore del Fondo nazionale per il sostegno dell’occupazione nel settore del credito (il cosiddetto FOC) fissato nella misura di una giornata lavorativa annua.
Tale contributo comporta la rinuncia, per gli appartenenti alle Aree Professionali, a 7 ore e 30 minuti delle 23 ore di riduzione d’orario e per i Quadri Direttivi e i Dirigenti ad una giornata di ex festività. 

Alla luce di tutto ciò le giornate di permesso per il 2029 saranno le seguenti:

  • 5 per le Aree Professionali. 
  • 4 per i Quadri Direttivi e i Dirigenti. 

 

IMPORTANTE

Sebbene il CCNL ABI preveda la monetizzazione delle giornate di ex festività non godute, in molte aziende sono stati sottoscritti accordi che prevedono l’obbligo di fruizione nell’anno di competenza, senza alcuna monetizzazione nel caso il cui ciò non avvenga.

Ribadiamo che il diritto ai permessi per ex festività spetta solo qualora in quel giorno il lavoratore abbia diritto alla retribuzione piena. Bisogna pertanto fare attenzione ad evitare, per quanto possibile, di richiedere permessi non retribuiti o aspettative che cadano nelle date sopra elencate per non perdere il corrispondente giorno di ex festività.

Ricordiamo inoltre che, da contratto, i permessi per ex festività possono essere utilizzati tra il 16 gennaio ed il 14 dicembre di ogni anno.

 

GIORNATE SEMIFESTIVE

Sono considerati giorni semifestivi:

  • la Vigilia di Ferragosto
  • la Vigilia di Natale
  • il 31 dicembre
  • la festa patronale di ogni singola località
  • per i lavoratori con orario spalmato su 6 giorni è considerata semifestiva la Vigilia di Pasqua.

In queste giornate l’orario di lavoro sarà ridotto al 66,67% rispetto all’orario ordinario; la riduzione sarà applicata in ugual misura anche ai lavoratori in part-time.

 

 

CREDITO COOPERATIVO

Il CCNL del Credito Cooperativo prevede, in tema di festività soppresse, che siano attribuiti annualmente giorni di ferie e/o di permesso retribuito, da usufruire nel corso dell’anno solare, anche sommandoli agli ordinari altri periodi di ferie.
Nel dettaglio:

”Ai lavoratori delle aree professionali sono attribuiti:

  • per l’anno di assunzione e fino a 5 anni di anzianità, giorni 5 di ferie (già compresi nei periodi previsti dall’art. 52);
  • con oltre 5 e fino a 10 anni di anzianità, giorni 3 di ferie già compresi nei periodi previsti dall’art. 52) e giorni 2 di permesso retribuito;
  • con oltre 10 anni di anzianità, giorni 5 di permesso retribuito

Ai lavoratori inquadrati nella prima area professionale ad orario ridotto sono attribuiti, per l’anno di assunzione e per ciascuno degli anni successivi, giorni 5 di ferie (già compresi nei periodi previsti dall’art. 52).

Ai Quadri Direttivi sono attribuiti 5 giorni di permesso retribuito.

In caso di attribuzione di permessi retribuiti gli stessi, se non fruiti in tutto o in parte nel corso dell’anno solare,verranno monetizzati sulla base dell’ultima retribuzione percepita nell’anni di competenza.

 

ESATTORIALI

Per i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate Riscossione Il CCNL ex Equitalia prevede gli stessi permessi già riportati per il settore ABI.

Nel 2021 le ex festività cadono nei seguenti giorni:

  • venerdì 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 13 maggio – Ascensione
  • giovedì 3 giugno – Corpus Domini
  • martedì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)
  • giovedì 04 novembre – Unità Nazionale

Pertanto, per l’anno 2021 ai dipendenti A.d.E.R. spetteranno 5 giorni di permesso per ex festività, ridotti a 4 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività con conseguente astensione dal lavoro, più un’ ulteriore giornata di permesso a titolo di recupero per il 25 aprile che quest’anno cade di domenica.

IMPORTANTE

Anche per gli Esattoriali il periodo di fruizione previsto dal CCNL va dal 16 gennaio al 14 dicembre di ogni anno.

I permessi devono necessariamente essere utilizzati nell’anno di competenza.

Il diritto ai permessi per ex festività spetta solo qualora in quel giorno il lavoratore abbia diritto alla retribuzione piena. Bisogna pertanto evitare di richiedere permessi non retribuiti o aspettative che cadano nelle date sopra elencate per non perdere il corrispondente giorno di ex festività.

 

ASSICURATIVI – ANIA ed ALLEANZA

Per il 2021 le giornate di festività abolite sono cinque e sono riconosciute perché cadenti in un giorno lavorativo compreso tra il lunedì e il venerdì.

Queste le date delle ex festività:

  • venerdì 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 13 maggio – Ascensione
  • giovedì 3 giugno – Corpus Domini
  • martedì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)
  • giovedì 04 novembre – Unità Nazionale

Le giornate di permesso sono ridotte a 4 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività, con conseguente astensione dal lavoro.

IMPORTANTE

I permessi per festività abolite devono necessariamente essere fruiti nell’anno di competenza.

Ricordiamo che, per fruire interamente delle festività soppresse, occorre per i giorni sopraindicati avere diritto all’intero trattamento economico. Non bisogna cioè richiedere in quei giorni aspettative o permessi non retribuiti.

Sono considerati inoltre permessi retribuiti straordinari le giornate del 14 agosto (in precedenza semifestiva) e del venerdì santo, che quest’anno cade il 2 di aprile.

Sono invece giornate semifestive il 24 dicembre ed il 31 dicembre.

 

 

ASSICURATIVI – APPALTO

Le festività soppresse (art. 31 c. 4 del CCNL di settore) per l’anno 2021, religiose e civili, sono le seguenti:

  • venerdì 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 13 maggio – Ascensione
  • giovedì 3 giugno – Corpus Domini
  • martedì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)

Si tratta pertanto di 4 giornate, ridotte a 3 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività, con conseguente astensione dal lavoro.

Il CCNL prevede per le lavoratrici ed i lavoratori delle Agenzie, per le giornate elencate (le festività soppresse religiose), la possibilità di comunicare all’Agente se per l’anno in corso (2021) si vogliono recuperare le giornate stesse sotto forma di “riposo compensativo” (i riposi possono anche essere fruiti ad ore e vengono di solito evidenziati nella busta paga alla voce “permessi” o “permessi ex festività”), oppure mediante riconoscimento di un’ indennità sostitutiva che va ad aggiungersi alla retribuzione ordinaria.

Il sistema di calcolo da adottare (art. 31 c. 7) per determinare la retribuzione aggiuntiva di uno di questi giorni è il seguente:
retribuzione annuale lorda/250

La giornata del 4 novembre (festività soppressa civile), invece, non dà luogo a riposo compensativo ma è solo da retribuire (art. 31 c. 5).
Il sistema di calcolo per determinarne la retribuzione aggiuntiva è il medesimo evidenziato sopra.

IMPORTANTE

Perché maturi il diritto al riposo compensativo o all’indennità sostitutiva è necessario che il lavoratore abbia percepito la retribuzione per i giorni ex festivi. Per questo bisogna evitare di richiedere permessi non retribuiti o giornate d’aspettativa nei giorni sopra elencati.

Sono invece giornate semifestive il 2 aprile (Venerdì Santo), il 14 agosto, il 24 dicembre ed il 31 dicembre.




Licenziato perché troppo bravo

Storia di un dirigente di Equitalia Giustizia messo da parte perché ha denunciato un errore dell’ente per cui i responsabili delle violenze alla Diaz, durante di G8 di Genova, non hanno mai versato le spese legali ai ragazzi pestati. Lo Stato invece ha pagato due volte. Intanto si avvicina la prescrizione e la Procura di Roma indaga.


I superpoliziotti condannati per le violenze alla scuola Diaz e alla caserma Bolzaneto durante il G8 di Genova non hanno mai pagato le spese legali alle parti civili, cioè ai ragazzi pestati. E forse non le pagheranno mai. Chi da due anni denuncia questa stortura, invece, è stato licenziato. É quanto emerge da una complessa vicenda che coinvolge Equitalia giustizia (l’ente che per conto del ministero della Giustizia è tenuto a riscuotere le spese di giustizia per le condanne passate in giudicato), il suo ex responsabile legale, il ministero dell’Interno, il Tribunale del lavoro di Roma e, ora, anche la Procura della Repubblica.

Errori e impugnazioni
Tutto ha avuto inizio il 5 luglio del 2012, quando la Cassazione confermò le condanne per i 25 accusati coinvolti a vario titolo nelle violenze e nelle torture perpetrate a Genova durante il G8 del 2001. Sono i fatti che Amnesty International definì come “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”. Oltre a scontare la pena, però, i condannati avevano l’obbligo di ripagare anche le spese legali alle parti civili. Soldi che nel frattempo sono stati anticipati dal ministero della Giustizia, come da legge. Il ministero ha poi affidato a Equitalia giustizia il compito di riprenderseli. E qui nascono i problemi. Perché nelle cartelle esattoriali emesse c’era un “errore di quantificazione”, che ha permesso ai condannati di impugnarle, quindi di ottenerne l’annullamento o la sospensione. E non pagare nulla di quanto dovuto.

L’errore commesso da Equitalia giustizia, secondo quanto emerge dalle pronunce dei giudici e dalle verifiche normative successive, è tecnico: l’ente ha calcolato gli importi in via solidale invece che pro-quota, come prevede il Codice di procedura penale (art. 535), riformato dalla legge 69 del 2009. A confermare questa tesi, ci sono anche una nota del ministero della Giustizia del luglio 2009 e una circolare dello stesso ministero del 2015. Le cartelle emesse nel 2017, quindi, l’anno dopo cominciano a essere impugnate una dopo l’altra. A partire da quelle recapitate all’ex dirigente dell’Ucigos (Ufficio centrale per le investigazioni generali e per le operazioni speciali) Giovanni Luperi, che nel 2010 era stato condannato a tre anni e otto mesi di reclusione. Il 9 ottobre 2018, il giudice Stefania Salmoria del Tribunale ordinario di Firenze annulla le sue tre cartelle. E Luperi non paga nulla.

Effetto domino
Equitalia giustizia, però, che ci fosse un problema lo sapeva già dal 16 gennaio 2017. Lo testimonia una comunicazione inviata in quella data agli uffici di viale Tor Marancia dal ministero della Giustizia, l’ente creditore. Nel testo, tra l’altro, si legge: “Sicuramente Equitalia, essendo suo campo di competenza, potrà fornire i chiarimenti necessari”. E si fa anche riferimento alla futura, possibile prescrizione: “In mancanza di una norma specifica, il termine di prescrizione del diritto a riscuotere le spese processuali è quello ordinario”, “vale a dire 10 anni dalla data in cui la sentenza è divenuta irrevocabile”.

“Quelle del processo Luperi, però, non sono le uniche cartelle impugnate dai condannati per il G8. Da allora fino al marzo 2019, erano ben 41, cui fecero seguito 25 provvedimenti giurisdizionali – raccontava l’avvocato Francesco Cento, dirigente di Equitalia giustizia dal 2008, che all’epoca di questi fatti era proprio a capo dell’Ufficio legale e contenzioso -. Di queste, 6 sono annullamenti, 11 sospensive cautelari che anticipano la decisione” e prima o poi verranno portate in decisione. I restanti 8 giudizi “sono invece stati definiti per ‘cessata materia del contendere’, in ragione dell’avvenuto pagamento delle cartelle impugnate”. Le cartelle sono state infatti notificate anche al ministero dell’Interno, che ha pagato quanto già sborsato da quello della Giustizia. “Si è generato così un cortocircuito per cui lo Stato rimborsa se stesso”. Anche queste pronunce sono state impugnate dai condannati, “in modo tale che il ministero dell’Interno non possa rivalersi sui condannati stessi neanche in futuro. Per i soli fatti della Diaz l’importo del mancato rimborso è di oltre un milione di euro. Ma dal marzo 2019 ad oggi è plausibile che le pronunce siano cresciute, comprendendo altri ‘filoni’ della sentenza della Corte d’Appello di Genova. Il danno per lo Stato, quindi, potrebbe lievitare, fino ad arrivare a diversi milioni di euro”.

Campanelli d’allarme
Un errore grave, dunque. Ma a cui era possibile porre rimedio sin da subito. L’ufficio legale allora guidato dall’avvocato Cento, già il 18 ottobre 2018, lo fece notare alla sua azienda con una comunicazione nella quale le deliberazioni che riguardavano Luperi venivano definite “sentenze pilota”, cioè in grado di creare un pericoloso precedente. Così come poi è successo. “Ho segnalato i rischi che correva l’azienda anche direttamente al cda, perché mi veniva richiesto quale responsabile dell’Ufficio legale e contenzioso. Il ruolo m’imponeva anche di valutare le evidenze risultanti dell’analisi del contenzioso e definire e indicare proposte di intervento. É una procedura standard. Chiedevo quindi di annullare le cartelle e riquantificarle. Anche perché non avrebbe comportato alcun costo aggiuntivo o rischi di sorta per il credito. Quella situazione avvantaggiava unicamente i condannati, e andava a svantaggio dello Stato”.

Seguivano fitte comunicazioni, tutte protocollate, tra l’ufficio legale e gli altri dipartimenti di Equitalia giustizia, in cui veniva citata anche l’Avvocatura dello Stato. La questione però, non trovò uno sbocco, nemmeno nei due anni successivi. Anni in cui Cento venne invece sottoposto da Equitalia giustizia ad “un ulteriore audit (ispezione dell’azienda ndr), il quarto in tre anni”, per verificare eventuali errori commessi durante lo svolgimento della sua attività. “Nei 10 anni precedenti avevo subito un solo audit di processo, per migliorare alcune procedure”, ci racconta.

Il tempo intanto passa, e sulle cartelle esattoriali dei condannati per i fatti del G8 di Genova continua ad aleggiare lo spettro della prescrizione. La storia, tra l’altro, arriva anche sulla stampa, con un articolo dell’edizione genovese della Repubblica e sul Fatto quotidianoE da lì in Parlamento, con un’interrogazione in Senato ai ministri della Giustizia, dell’Economia e dell’Interno (atto n. 4-01202, del 5 febbraio 2019). A questa interrogazione seguirà poi l’atto di sindacato ispettivo del Senato (n. 4-03289 del 29 aprile 2020), a firma degli stessi senatori. Nel quale si legge: “Le giustificazioni addotte da Equitalia giustizia e trasmesse ai ministeri destinatari (…), al di là dell’artificiosa ricostruzione della vicenda dal punto di vista tecnico, contengono l’indicazione di dati radicalmente sbagliati e valutazioni errate”L’ente, insomma, negherebbe che ci sia stato un errore.

Abbiamo contattato Equitalia giustizia per avere un commento. L’azienda risponde di aver “fornito, per quanto di competenza, le proprie osservazioni al ministero della Giustizia, dalle quali risulta il corretto e legittimo operato della società, in conformità formale e sostanziale con il dispositivo delle sottostanti sentenze”. E poi ci informa che “eventuali ulteriori richieste dovranno essere indirizzate preferibilmente all’ufficio stampa del Ministero”.

Licenziamento e reintegra
L’avvocato Cento, intanto, insiste nella sua battaglia: “Visto che non riuscivo a trovare una soluzione all’interno dell’azienda, ho segnalato il tutto all’Autorità nazionale anti-corruzione (5 dicembre 2019), alla Procura della Repubblica di Roma (30 gennaio 2020) e alla procura regionale della Corte dei conti (2 marzo 2020)”. E da quel momento le cose iniziano a precipitare: “In un convulso susseguirsi di riunioni e comunicazioni, senza mai chiamarmi a riferire al cda, sono stato licenziato, a causa di un nome di troppo in una lista di avvocati pubblicata sul sito dell’azienda. Era il 7 aprile, in pieno lockdown nazionale, il giorno della tumulazione di mia madre”.

Dopo qualche tempo, il 16 luglio, Cento presenta ricorso al giudice del lavoro di Roma, che il 9 ottobre lo reintegra, annulla il licenziamento e condanna Equitalia giustizia al risarcimento del danno che gli ha arrecato. Nella sentenza del giudice Donatella Casari, tra le altre cose, si legge: “Appare evidente come le indicate denunce alle autorità di controllo operate dal Cento fossero idonee ad infastidire i vertici aziendali e ciò a prescindere dalla fondatezza o meno dell’addebito”. E ancora: “Emerge evidente come tale tipo di segnalazione possa essere inviso a chi di tali manchevolezze, a torto o a ragione, viene accusato”. “Il giudice, insomma, ha qualificato il licenziamento come ritorsivo – prede atto Cento -, perché le segnalazioni infastidivano l’azienda”, indipendentemente dalla loro fondatezza.

Prescrizioni e indagini
Nel merito delle denunce e dei fatti che correlano, seppure in via indiretta, Equitalia giustizia ai fatti di Genova è invece entrata la Procura di Roma. Come emerge dai documenti pubblicati sul sito dell’ente, il 28 luglio scorso la Guardia di finanza ha fatto il suo ingresso negli uffici di Roma, in Viale Tor Marancia. Da quanto risulta, la Procura ha infatti cominciato a indagare, tra l’altro, per omissione di atti d’ufficio. Il pm titolare del fascicolo è Rosalia Affinito e su suo mandato i finanzieri hanno richiesto proprio la documentazione relativa alle cartelle esattoriali emesse per i crediti di giustizia relativi al G8. Il giudice vuole vederci chiaro. E capire se ci siano stati ritardi o altri motivi per cui non siano state emesse nuove cartelle. Il tutto in vista della prescrizione, che arriverà nel luglio 2022.

I tempi, in realtà, sono molto stretti. “Di solito l’Agenzia delle entrate ha fino a 9 mesi di tempo per la cartellazione dalla trasmissione del ruolo. In questo caso bisogna annullare tutte le cartelle, chiudere i contenziosi pendenti, rimborsare il ministero dell’Interno, riaprire le partite di credito e riquantificare, poi riscrivere al ruolo e notificare le cartelle giuste. Ci vorrà, salvo percorsi privilegiati, almeno un anno e mezzo”. Se non si risolve il problema entro gennaio, insomma, c’è il rischio molto concreto che i soggetti coinvolti e condannati non paghino mai quanto dovuto. E che per lo Stato il danno milionario resti tale.

Intanto l’avvocato Cento, reintegrato al lavoro, è ora in smart working: “Non ho messo più piede in azienda dal 7 aprile. Non mi hanno nemmeno attivato gli strumenti per connettermi alle mail di struttura, quindi non ho rapporti ufficiali con i miei stimati collaboratori. In sostanza, mi tengono giustamente a casa, ma impossibilitato a svolgere il mio lavoro”. “Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto per la giustizia, per senso dello Stato e per la tutela della sua immagine – conclude -, specie in un momento di difficoltà sociali ed economiche come questo”.

 

Fonte: www.collettiva.it




Fondo di Previdenza del Settore della Riscossione, pronti alla mobilitazione

 

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca

Prosegue il furto legalizzato a danno delle lavoratrici e dei lavoratori della Riscossione che, a fronte di contributi versati obbligatoriamente per legge non ricevono, per contro, alcuna prestazione.

Nonostante l’impegno assunto dal Governo di risolvere definitivamente l’annosa questione del Fondo di previdenza nazionale del Settore della Riscossione e consentire l’emanazione da parte dell’INPS della circolare attuativa delle previsioni di legge, ci ritroviamo nuovamente di fronte all’assenza della soluzione del problema nel testo del DDL bilancio 2021 appena approvato dal Consiglio dei Ministri.

Le scriventi Organizzazioni Sindacali nel denunciare questa gravissima ingiustizia perpetrata a danno dei lavoratori, proclamano fin da subito lo stato di agitazione della categoria preannunciando che, nel caso in cui non dovesse arrivare la soluzione in tempi brevissimi, saranno intraprese tutte le azioni di mobilitazione e legali che si renderanno necessarie.

Roma, 17 novembre 2020

Le Segreterie Nazionali




Ag. Entrate-Riscossione: VAP 2020

In data odierna abbiamo incontrato in modalità conference call i rappresentanti dell’Ente per rivedere i criteri di erogazione del premio di produttività 2020, alla luce delle modifiche normative intervenute nel corso dell’anno e dell’atto aggiuntivo alla convenzione Mef – Agenzia delle entrate in materia di riscossione, che ha ridotto a 6,4 mld gli obiettivi di riscossione per l’anno in corso, rispetto ai 9,138 mld inizialmente previsti.

Il verbale di riunione integrativo dell’accordo in materia di premio aziendale del 30 gennaio 2020, sottoscritto oggi, prevede l’applicazione di un parametro di abbattimento equivalente alla riduzione percentuale dei volumi di riscossione attesi, pari al 29,9%, sugli indici individuati a gennaio.

Con la sottoscrizione del verbale odierno abbiamo creato le migliori condizioni possibili per consentire l’adeguata valorizzazione dell’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente che, nella situazione molto complessa che stiamo vivendo, hanno sempre cercato di realizzare il massimo risultato in termini di efficienza e produttività. L’assenza di indici coerenti alla riduzione degli obiettivi di riscossione attesi avrebbe reso non fattibile l’erogazione del premio. 

Per quanto riguarda la possibilità di detassare il premio “in considerazione delle modifiche introdotte” saranno effettuati degli approfondimenti nelle prossime settimane.

Roma, 3 novembre 2020

Le Segreterie Nazionali

 

leggi/scarica VERBALE DI RIUNIONE INTEGRATIVO VAP per firma in data 3-11-2020 OOSS