Agenzia delle Entrate-Riscossione: ripresa delle attività esterne

SIGLATO ACCORDO DI INTEGRAZIONE DELLE MISURE PER IL CONTENIMENTO ED IL CONTRASTO AL VIRUS COVID-19 RIGUARDANTI IL PERSONALE ADDETTO ALLE ATTIVITA’ ESTERNE

Oggi si è svolto in videoconferenza l’incontro sul tema della ripresa delle attività dell’Agenzia delle entrate – Riscossione, sospese fino al 31 dicembre u.s. in virtù dei provvedimenti emanati dal Governo nel corso del 2020, per far fronte alle difficoltà economiche che hanno colpito imprese, lavoratori e famiglie in seguito alla crisi pandemica da COVID-19.

Il Rappresentante dell’Ente ci ha comunicato che l’attività di notifica delle cartelle e degli atti ripartirà dal 18 gennaio e che conseguentemente è necessario organizzarsi per rispondere alla domanda di servizi che aumenterà progressivamente. Saranno incrementate le presenze giornaliere agli sportelli e nel limite del 50%, negli uffici interni. A tal riguardo abbiamo fortemente richiesto che tutte le attività che lo consentano siano comunque svolte in remoto.

L’attività degli sportelli continuerà per il momento a essere svolta con l’orario 8,15 – 13,15 e solo su prenotazione. Sarà progressivamente aumentato, se necessario, il numero degli slot prenotabili in relazione alle richieste fino a raggiungere, all’inizio di febbraio, l’utilizzo massimo di tutte le postazioni attivabili sulla base delle planimetrie atte ad assicurare il corretto distanziamento.
Al fine di limitare l’afflusso dei contribuenti in questa fase di emergenza sanitaria è prevista, e sarà adeguatamente pubblicizzata, l’erogazione esclusivamente di alcuni servizi: pagamenti, rateazioni e sospensioni. Gli altri servizi verranno erogati attraverso canali telematici alternativi.
A febbraio saranno aperti, in aggiunta a quelli attuali, altri quattro sportelli: Carbonia, Macomer, Orvieto e Trani.
Al fine di garantire le migliori condizioni di sicurezza alle lavoratrici ed ai lavoratori degli sportelli, in questa delicata fase di ripartenza, abbiamo ottenuto dalla delegazione aziendale la disponibilità all’installazione di apriporta o citofoni su richiesta specifica dei preposti e sollecitato a rafforzare la vigilanza, nonché ad allertare le Forze dell’Ordine per un costante presidio delle Sedi aziendali.

Abbiamo richiesto all’Ente l’implementazione del “Protocollo condiviso sulla regolamentazione delle misure per il contenimento ed il contrasto al virus Covid-19 nell’ambiente di lavoro” del 13 maggio 2020, con particolare riferimento alle misure di sicurezza per i colleghi addetti all’attività esterna. Alla fine di una lunga giornata di confronto, è stato sottoscritto, nella serata, un verbale di accordo che vi alleghiamo. Il verbale prevede che al personale adibito ad attività esterna vengano forniti dispositivi di protezione individuale quali visiera protettiva, mascherina filtrante del tipo FFP2, guanti monouso, flacone con gel disinfettante; è altresì raccomandato l’utilizzo dell’automezzo personale. Inoltre agli ufficiali di riscossione ed ai messi notificatori saranno fornite le istruzioni tecnico operative necessarie nell’attuale contesto e sarà cura del responsabile limitarne la presenza negli uffici, anche organizzando rientri in rotazione. Abbiamo infine richiesto che gli stessi possano svolgere in modalità agile tutti gli adempimenti possibili.

E’ stato concordato un incontro di verifica che si svolgerà il prossimo 2 febbraio.

Al termine della riunione è stato calendarizzato per il 10 febbraio l’avvio della trattativa di rinnovo dell’accordo sperimentale sullo Smart working siglato il 15 maggio 2019.

Roma, 12 gennaio 2021

Le Segreterie Nazionali

 

leggi/scarica Verbale di Accordo




Festività soppresse anno 2021

BANCHE – ABI

Il CCNL ABI prevede che i lavoratori abbiano diritto annualmente a un numero di permessi giornalieri retribuiti a titolo di ex festività, corrispondente a quello delle giornate già indicate come festive dalla legge n. 260 del 1949 e che non sono più considerate tali per successive disposizioni legislative.

Tali permessi sono riconosciuti nel caso in cui le ex festività ricorrano in giorni per i quali è prevista la prestazione lavorativa ordinaria (dal lunedì al venerdì) con diritto all’intero trattamento economico, escluse quindi le giornate coincidenti, ad esempio, con scioperi, aspettative e congedi parentali non retribuiti (a differenza di quanto avviene per le BCC, il cui contratto prevede un numero fisso di giornate di permesso a titolo di recupero ex festività).

Nel 2021 le ex festività cadono nei seguenti giorni:

  • venerdì 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 13 maggio – Ascensione
  • giovedì 3 giugno – Corpus Domini
  • martedì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)
  • giovedì 04 novembre – Unità Nazionale

Le giornate di permesso per ex festività sono pertanto 5 per i lavoratori operanti sull’intero territorio nazionale, 4 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività, con conseguente astensione dal lavoro.

Un’ ulteriore giornata di permesso potrebbe essere computata in quanto il 25 aprile, Festa della Liberazione, cade di domenica. Il CCNL ABI riconosce infatti alle aziende la facoltà di convertire il compenso aggiuntivo in una giornata di permesso retribuito, salvo intesa fra le parti. In assenza di accordi la giornata sarà monetizzata.

Il CCNL rinnovato il 19 dicembre 2019 prevede il contributo a favore del Fondo nazionale per il sostegno dell’occupazione nel settore del credito (il cosiddetto FOC) fissato nella misura di una giornata lavorativa annua.
Tale contributo comporta la rinuncia, per gli appartenenti alle Aree Professionali, a 7 ore e 30 minuti delle 23 ore di riduzione d’orario e per i Quadri Direttivi e i Dirigenti ad una giornata di ex festività. 

Alla luce di tutto ciò le giornate di permesso per il 2029 saranno le seguenti:

  • 5 per le Aree Professionali. 
  • 4 per i Quadri Direttivi e i Dirigenti. 

 

IMPORTANTE

Sebbene il CCNL ABI preveda la monetizzazione delle giornate di ex festività non godute, in molte aziende sono stati sottoscritti accordi che prevedono l’obbligo di fruizione nell’anno di competenza, senza alcuna monetizzazione nel caso il cui ciò non avvenga.

Ribadiamo che il diritto ai permessi per ex festività spetta solo qualora in quel giorno il lavoratore abbia diritto alla retribuzione piena. Bisogna pertanto fare attenzione ad evitare, per quanto possibile, di richiedere permessi non retribuiti o aspettative che cadano nelle date sopra elencate per non perdere il corrispondente giorno di ex festività.

Ricordiamo inoltre che, da contratto, i permessi per ex festività possono essere utilizzati tra il 16 gennaio ed il 14 dicembre di ogni anno.

 

GIORNATE SEMIFESTIVE

Sono considerati giorni semifestivi:

  • la Vigilia di Ferragosto
  • la Vigilia di Natale
  • il 31 dicembre
  • la festa patronale di ogni singola località
  • per i lavoratori con orario spalmato su 6 giorni è considerata semifestiva la Vigilia di Pasqua.

In queste giornate l’orario di lavoro sarà ridotto al 66,67% rispetto all’orario ordinario; la riduzione sarà applicata in ugual misura anche ai lavoratori in part-time.

 

 

CREDITO COOPERATIVO

Il CCNL del Credito Cooperativo prevede, in tema di festività soppresse, che siano attribuiti annualmente giorni di ferie e/o di permesso retribuito, da usufruire nel corso dell’anno solare, anche sommandoli agli ordinari altri periodi di ferie.
Nel dettaglio:

”Ai lavoratori delle aree professionali sono attribuiti:

  • per l’anno di assunzione e fino a 5 anni di anzianità, giorni 5 di ferie (già compresi nei periodi previsti dall’art. 52);
  • con oltre 5 e fino a 10 anni di anzianità, giorni 3 di ferie già compresi nei periodi previsti dall’art. 52) e giorni 2 di permesso retribuito;
  • con oltre 10 anni di anzianità, giorni 5 di permesso retribuito

Ai lavoratori inquadrati nella prima area professionale ad orario ridotto sono attribuiti, per l’anno di assunzione e per ciascuno degli anni successivi, giorni 5 di ferie (già compresi nei periodi previsti dall’art. 52).

Ai Quadri Direttivi sono attribuiti 5 giorni di permesso retribuito.

In caso di attribuzione di permessi retribuiti gli stessi, se non fruiti in tutto o in parte nel corso dell’anno solare,verranno monetizzati sulla base dell’ultima retribuzione percepita nell’anni di competenza.

 

ESATTORIALI

Per i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate Riscossione Il CCNL ex Equitalia prevede gli stessi permessi già riportati per il settore ABI.

Nel 2021 le ex festività cadono nei seguenti giorni:

  • venerdì 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 13 maggio – Ascensione
  • giovedì 3 giugno – Corpus Domini
  • martedì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)
  • giovedì 04 novembre – Unità Nazionale

Pertanto, per l’anno 2021 ai dipendenti A.d.E.R. spetteranno 5 giorni di permesso per ex festività, ridotti a 4 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività con conseguente astensione dal lavoro, più un’ ulteriore giornata di permesso a titolo di recupero per il 25 aprile che quest’anno cade di domenica.

IMPORTANTE

Anche per gli Esattoriali il periodo di fruizione previsto dal CCNL va dal 16 gennaio al 14 dicembre di ogni anno.

I permessi devono necessariamente essere utilizzati nell’anno di competenza.

Il diritto ai permessi per ex festività spetta solo qualora in quel giorno il lavoratore abbia diritto alla retribuzione piena. Bisogna pertanto evitare di richiedere permessi non retribuiti o aspettative che cadano nelle date sopra elencate per non perdere il corrispondente giorno di ex festività.

 

ASSICURATIVI – ANIA ed ALLEANZA

Per il 2021 le giornate di festività abolite sono cinque e sono riconosciute perché cadenti in un giorno lavorativo compreso tra il lunedì e il venerdì.

Queste le date delle ex festività:

  • venerdì 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 13 maggio – Ascensione
  • giovedì 3 giugno – Corpus Domini
  • martedì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)
  • giovedì 04 novembre – Unità Nazionale

Le giornate di permesso sono ridotte a 4 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività, con conseguente astensione dal lavoro.

IMPORTANTE

I permessi per festività abolite devono necessariamente essere fruiti nell’anno di competenza.

Ricordiamo che, per fruire interamente delle festività soppresse, occorre per i giorni sopraindicati avere diritto all’intero trattamento economico. Non bisogna cioè richiedere in quei giorni aspettative o permessi non retribuiti.

Sono considerati inoltre permessi retribuiti straordinari le giornate del 14 agosto (in precedenza semifestiva) e del venerdì santo, che quest’anno cade il 2 di aprile.

Sono invece giornate semifestive il 24 dicembre ed il 31 dicembre.

 

 

ASSICURATIVI – APPALTO

Le festività soppresse (art. 31 c. 4 del CCNL di settore) per l’anno 2021, religiose e civili, sono le seguenti:

  • venerdì 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 13 maggio – Ascensione
  • giovedì 3 giugno – Corpus Domini
  • martedì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)

Si tratta pertanto di 4 giornate, ridotte a 3 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività, con conseguente astensione dal lavoro.

Il CCNL prevede per le lavoratrici ed i lavoratori delle Agenzie, per le giornate elencate (le festività soppresse religiose), la possibilità di comunicare all’Agente se per l’anno in corso (2021) si vogliono recuperare le giornate stesse sotto forma di “riposo compensativo” (i riposi possono anche essere fruiti ad ore e vengono di solito evidenziati nella busta paga alla voce “permessi” o “permessi ex festività”), oppure mediante riconoscimento di un’ indennità sostitutiva che va ad aggiungersi alla retribuzione ordinaria.

Il sistema di calcolo da adottare (art. 31 c. 7) per determinare la retribuzione aggiuntiva di uno di questi giorni è il seguente:
retribuzione annuale lorda/250

La giornata del 4 novembre (festività soppressa civile), invece, non dà luogo a riposo compensativo ma è solo da retribuire (art. 31 c. 5).
Il sistema di calcolo per determinarne la retribuzione aggiuntiva è il medesimo evidenziato sopra.

IMPORTANTE

Perché maturi il diritto al riposo compensativo o all’indennità sostitutiva è necessario che il lavoratore abbia percepito la retribuzione per i giorni ex festivi. Per questo bisogna evitare di richiedere permessi non retribuiti o giornate d’aspettativa nei giorni sopra elencati.

Sono invece giornate semifestive il 2 aprile (Venerdì Santo), il 14 agosto, il 24 dicembre ed il 31 dicembre.




Licenziato perché troppo bravo

Storia di un dirigente di Equitalia Giustizia messo da parte perché ha denunciato un errore dell’ente per cui i responsabili delle violenze alla Diaz, durante di G8 di Genova, non hanno mai versato le spese legali ai ragazzi pestati. Lo Stato invece ha pagato due volte. Intanto si avvicina la prescrizione e la Procura di Roma indaga.


I superpoliziotti condannati per le violenze alla scuola Diaz e alla caserma Bolzaneto durante il G8 di Genova non hanno mai pagato le spese legali alle parti civili, cioè ai ragazzi pestati. E forse non le pagheranno mai. Chi da due anni denuncia questa stortura, invece, è stato licenziato. É quanto emerge da una complessa vicenda che coinvolge Equitalia giustizia (l’ente che per conto del ministero della Giustizia è tenuto a riscuotere le spese di giustizia per le condanne passate in giudicato), il suo ex responsabile legale, il ministero dell’Interno, il Tribunale del lavoro di Roma e, ora, anche la Procura della Repubblica.

Errori e impugnazioni
Tutto ha avuto inizio il 5 luglio del 2012, quando la Cassazione confermò le condanne per i 25 accusati coinvolti a vario titolo nelle violenze e nelle torture perpetrate a Genova durante il G8 del 2001. Sono i fatti che Amnesty International definì come “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”. Oltre a scontare la pena, però, i condannati avevano l’obbligo di ripagare anche le spese legali alle parti civili. Soldi che nel frattempo sono stati anticipati dal ministero della Giustizia, come da legge. Il ministero ha poi affidato a Equitalia giustizia il compito di riprenderseli. E qui nascono i problemi. Perché nelle cartelle esattoriali emesse c’era un “errore di quantificazione”, che ha permesso ai condannati di impugnarle, quindi di ottenerne l’annullamento o la sospensione. E non pagare nulla di quanto dovuto.

L’errore commesso da Equitalia giustizia, secondo quanto emerge dalle pronunce dei giudici e dalle verifiche normative successive, è tecnico: l’ente ha calcolato gli importi in via solidale invece che pro-quota, come prevede il Codice di procedura penale (art. 535), riformato dalla legge 69 del 2009. A confermare questa tesi, ci sono anche una nota del ministero della Giustizia del luglio 2009 e una circolare dello stesso ministero del 2015. Le cartelle emesse nel 2017, quindi, l’anno dopo cominciano a essere impugnate una dopo l’altra. A partire da quelle recapitate all’ex dirigente dell’Ucigos (Ufficio centrale per le investigazioni generali e per le operazioni speciali) Giovanni Luperi, che nel 2010 era stato condannato a tre anni e otto mesi di reclusione. Il 9 ottobre 2018, il giudice Stefania Salmoria del Tribunale ordinario di Firenze annulla le sue tre cartelle. E Luperi non paga nulla.

Effetto domino
Equitalia giustizia, però, che ci fosse un problema lo sapeva già dal 16 gennaio 2017. Lo testimonia una comunicazione inviata in quella data agli uffici di viale Tor Marancia dal ministero della Giustizia, l’ente creditore. Nel testo, tra l’altro, si legge: “Sicuramente Equitalia, essendo suo campo di competenza, potrà fornire i chiarimenti necessari”. E si fa anche riferimento alla futura, possibile prescrizione: “In mancanza di una norma specifica, il termine di prescrizione del diritto a riscuotere le spese processuali è quello ordinario”, “vale a dire 10 anni dalla data in cui la sentenza è divenuta irrevocabile”.

“Quelle del processo Luperi, però, non sono le uniche cartelle impugnate dai condannati per il G8. Da allora fino al marzo 2019, erano ben 41, cui fecero seguito 25 provvedimenti giurisdizionali – raccontava l’avvocato Francesco Cento, dirigente di Equitalia giustizia dal 2008, che all’epoca di questi fatti era proprio a capo dell’Ufficio legale e contenzioso -. Di queste, 6 sono annullamenti, 11 sospensive cautelari che anticipano la decisione” e prima o poi verranno portate in decisione. I restanti 8 giudizi “sono invece stati definiti per ‘cessata materia del contendere’, in ragione dell’avvenuto pagamento delle cartelle impugnate”. Le cartelle sono state infatti notificate anche al ministero dell’Interno, che ha pagato quanto già sborsato da quello della Giustizia. “Si è generato così un cortocircuito per cui lo Stato rimborsa se stesso”. Anche queste pronunce sono state impugnate dai condannati, “in modo tale che il ministero dell’Interno non possa rivalersi sui condannati stessi neanche in futuro. Per i soli fatti della Diaz l’importo del mancato rimborso è di oltre un milione di euro. Ma dal marzo 2019 ad oggi è plausibile che le pronunce siano cresciute, comprendendo altri ‘filoni’ della sentenza della Corte d’Appello di Genova. Il danno per lo Stato, quindi, potrebbe lievitare, fino ad arrivare a diversi milioni di euro”.

Campanelli d’allarme
Un errore grave, dunque. Ma a cui era possibile porre rimedio sin da subito. L’ufficio legale allora guidato dall’avvocato Cento, già il 18 ottobre 2018, lo fece notare alla sua azienda con una comunicazione nella quale le deliberazioni che riguardavano Luperi venivano definite “sentenze pilota”, cioè in grado di creare un pericoloso precedente. Così come poi è successo. “Ho segnalato i rischi che correva l’azienda anche direttamente al cda, perché mi veniva richiesto quale responsabile dell’Ufficio legale e contenzioso. Il ruolo m’imponeva anche di valutare le evidenze risultanti dell’analisi del contenzioso e definire e indicare proposte di intervento. É una procedura standard. Chiedevo quindi di annullare le cartelle e riquantificarle. Anche perché non avrebbe comportato alcun costo aggiuntivo o rischi di sorta per il credito. Quella situazione avvantaggiava unicamente i condannati, e andava a svantaggio dello Stato”.

Seguivano fitte comunicazioni, tutte protocollate, tra l’ufficio legale e gli altri dipartimenti di Equitalia giustizia, in cui veniva citata anche l’Avvocatura dello Stato. La questione però, non trovò uno sbocco, nemmeno nei due anni successivi. Anni in cui Cento venne invece sottoposto da Equitalia giustizia ad “un ulteriore audit (ispezione dell’azienda ndr), il quarto in tre anni”, per verificare eventuali errori commessi durante lo svolgimento della sua attività. “Nei 10 anni precedenti avevo subito un solo audit di processo, per migliorare alcune procedure”, ci racconta.

Il tempo intanto passa, e sulle cartelle esattoriali dei condannati per i fatti del G8 di Genova continua ad aleggiare lo spettro della prescrizione. La storia, tra l’altro, arriva anche sulla stampa, con un articolo dell’edizione genovese della Repubblica e sul Fatto quotidianoE da lì in Parlamento, con un’interrogazione in Senato ai ministri della Giustizia, dell’Economia e dell’Interno (atto n. 4-01202, del 5 febbraio 2019). A questa interrogazione seguirà poi l’atto di sindacato ispettivo del Senato (n. 4-03289 del 29 aprile 2020), a firma degli stessi senatori. Nel quale si legge: “Le giustificazioni addotte da Equitalia giustizia e trasmesse ai ministeri destinatari (…), al di là dell’artificiosa ricostruzione della vicenda dal punto di vista tecnico, contengono l’indicazione di dati radicalmente sbagliati e valutazioni errate”L’ente, insomma, negherebbe che ci sia stato un errore.

Abbiamo contattato Equitalia giustizia per avere un commento. L’azienda risponde di aver “fornito, per quanto di competenza, le proprie osservazioni al ministero della Giustizia, dalle quali risulta il corretto e legittimo operato della società, in conformità formale e sostanziale con il dispositivo delle sottostanti sentenze”. E poi ci informa che “eventuali ulteriori richieste dovranno essere indirizzate preferibilmente all’ufficio stampa del Ministero”.

Licenziamento e reintegra
L’avvocato Cento, intanto, insiste nella sua battaglia: “Visto che non riuscivo a trovare una soluzione all’interno dell’azienda, ho segnalato il tutto all’Autorità nazionale anti-corruzione (5 dicembre 2019), alla Procura della Repubblica di Roma (30 gennaio 2020) e alla procura regionale della Corte dei conti (2 marzo 2020)”. E da quel momento le cose iniziano a precipitare: “In un convulso susseguirsi di riunioni e comunicazioni, senza mai chiamarmi a riferire al cda, sono stato licenziato, a causa di un nome di troppo in una lista di avvocati pubblicata sul sito dell’azienda. Era il 7 aprile, in pieno lockdown nazionale, il giorno della tumulazione di mia madre”.

Dopo qualche tempo, il 16 luglio, Cento presenta ricorso al giudice del lavoro di Roma, che il 9 ottobre lo reintegra, annulla il licenziamento e condanna Equitalia giustizia al risarcimento del danno che gli ha arrecato. Nella sentenza del giudice Donatella Casari, tra le altre cose, si legge: “Appare evidente come le indicate denunce alle autorità di controllo operate dal Cento fossero idonee ad infastidire i vertici aziendali e ciò a prescindere dalla fondatezza o meno dell’addebito”. E ancora: “Emerge evidente come tale tipo di segnalazione possa essere inviso a chi di tali manchevolezze, a torto o a ragione, viene accusato”. “Il giudice, insomma, ha qualificato il licenziamento come ritorsivo – prede atto Cento -, perché le segnalazioni infastidivano l’azienda”, indipendentemente dalla loro fondatezza.

Prescrizioni e indagini
Nel merito delle denunce e dei fatti che correlano, seppure in via indiretta, Equitalia giustizia ai fatti di Genova è invece entrata la Procura di Roma. Come emerge dai documenti pubblicati sul sito dell’ente, il 28 luglio scorso la Guardia di finanza ha fatto il suo ingresso negli uffici di Roma, in Viale Tor Marancia. Da quanto risulta, la Procura ha infatti cominciato a indagare, tra l’altro, per omissione di atti d’ufficio. Il pm titolare del fascicolo è Rosalia Affinito e su suo mandato i finanzieri hanno richiesto proprio la documentazione relativa alle cartelle esattoriali emesse per i crediti di giustizia relativi al G8. Il giudice vuole vederci chiaro. E capire se ci siano stati ritardi o altri motivi per cui non siano state emesse nuove cartelle. Il tutto in vista della prescrizione, che arriverà nel luglio 2022.

I tempi, in realtà, sono molto stretti. “Di solito l’Agenzia delle entrate ha fino a 9 mesi di tempo per la cartellazione dalla trasmissione del ruolo. In questo caso bisogna annullare tutte le cartelle, chiudere i contenziosi pendenti, rimborsare il ministero dell’Interno, riaprire le partite di credito e riquantificare, poi riscrivere al ruolo e notificare le cartelle giuste. Ci vorrà, salvo percorsi privilegiati, almeno un anno e mezzo”. Se non si risolve il problema entro gennaio, insomma, c’è il rischio molto concreto che i soggetti coinvolti e condannati non paghino mai quanto dovuto. E che per lo Stato il danno milionario resti tale.

Intanto l’avvocato Cento, reintegrato al lavoro, è ora in smart working: “Non ho messo più piede in azienda dal 7 aprile. Non mi hanno nemmeno attivato gli strumenti per connettermi alle mail di struttura, quindi non ho rapporti ufficiali con i miei stimati collaboratori. In sostanza, mi tengono giustamente a casa, ma impossibilitato a svolgere il mio lavoro”. “Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto per la giustizia, per senso dello Stato e per la tutela della sua immagine – conclude -, specie in un momento di difficoltà sociali ed economiche come questo”.

 

Fonte: www.collettiva.it




Fondo di Previdenza del Settore della Riscossione, pronti alla mobilitazione

 

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca

Prosegue il furto legalizzato a danno delle lavoratrici e dei lavoratori della Riscossione che, a fronte di contributi versati obbligatoriamente per legge non ricevono, per contro, alcuna prestazione.

Nonostante l’impegno assunto dal Governo di risolvere definitivamente l’annosa questione del Fondo di previdenza nazionale del Settore della Riscossione e consentire l’emanazione da parte dell’INPS della circolare attuativa delle previsioni di legge, ci ritroviamo nuovamente di fronte all’assenza della soluzione del problema nel testo del DDL bilancio 2021 appena approvato dal Consiglio dei Ministri.

Le scriventi Organizzazioni Sindacali nel denunciare questa gravissima ingiustizia perpetrata a danno dei lavoratori, proclamano fin da subito lo stato di agitazione della categoria preannunciando che, nel caso in cui non dovesse arrivare la soluzione in tempi brevissimi, saranno intraprese tutte le azioni di mobilitazione e legali che si renderanno necessarie.

Roma, 17 novembre 2020

Le Segreterie Nazionali




Ag. Entrate-Riscossione: VAP 2020

In data odierna abbiamo incontrato in modalità conference call i rappresentanti dell’Ente per rivedere i criteri di erogazione del premio di produttività 2020, alla luce delle modifiche normative intervenute nel corso dell’anno e dell’atto aggiuntivo alla convenzione Mef – Agenzia delle entrate in materia di riscossione, che ha ridotto a 6,4 mld gli obiettivi di riscossione per l’anno in corso, rispetto ai 9,138 mld inizialmente previsti.

Il verbale di riunione integrativo dell’accordo in materia di premio aziendale del 30 gennaio 2020, sottoscritto oggi, prevede l’applicazione di un parametro di abbattimento equivalente alla riduzione percentuale dei volumi di riscossione attesi, pari al 29,9%, sugli indici individuati a gennaio.

Con la sottoscrizione del verbale odierno abbiamo creato le migliori condizioni possibili per consentire l’adeguata valorizzazione dell’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente che, nella situazione molto complessa che stiamo vivendo, hanno sempre cercato di realizzare il massimo risultato in termini di efficienza e produttività. L’assenza di indici coerenti alla riduzione degli obiettivi di riscossione attesi avrebbe reso non fattibile l’erogazione del premio. 

Per quanto riguarda la possibilità di detassare il premio “in considerazione delle modifiche introdotte” saranno effettuati degli approfondimenti nelle prossime settimane.

Roma, 3 novembre 2020

Le Segreterie Nazionali

 

leggi/scarica VERBALE DI RIUNIONE INTEGRATIVO VAP per firma in data 3-11-2020 OOSS




AdER: prosegue il graduale rientro in presenza

Nella mattinata odierna è proseguito l’incontro iniziato ieri per l’aggiornamento dell’informativa relativa al graduale rientro in presenza dei colleghi.

L’Ente ha accolto la richiesta delle Scriventi Organizzazioni Sindacali di posticipare tale rientro, inizialmente ipotizzato per il 14 settembre, ad una giornata successiva alla riapertura delle scuole.
La data individuata è il 28 settembre. Negli uffici sarà coinvolto giornalmente in presenza il 50% del personale in organico, mentre negli sportelli il rientro è funzionale all’ implementazione del numero delle postazioni lavorative necessarie ad aumentare le prenotazioni e alla ripresa del servizio di cassa. Gli sportelli continueranno ad osservare l’orario attuale 8,15/13.15. Saranno riaperti quasi tutti gli sportelli ad eccezione di: Romano di Lombardia, Sesto San Giovanni, Mortara, Luino, Casale Monferrato, Novi Ligure, Moncalieri, Chioggia, Susa, Borgosesia, Montebelluna, Sulmona, Altamura, Trani, Carbonia, Macomer e Orvieto.
In ogni caso, il numero dei rientri dovrà tener conto delle disposizioni di legge emanate per garantire il distanziamento sociale e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono confermate la causali di esclusione in presenza per motivi di salute e continueranno ad essere valutate le istanze di natura amministrativa.

Per quanto riguarda l’orario d’ingresso, al fine di evitare possibili assembramenti, è stato sottoscritto un verbale, che vi inviamo in allegato, che prevede una flessibilità dalle 7.30 alle 10.30. Nelle grandi Sedi: Bari, Milano, Napoli , Roma e Torino sono previste due fasce orarie di entrata, la prima dalle 7.30 alle 9.00 e la seconda dalle 9.00 alle 10.30; l’assegnazione nelle fasce orarie avverrà a cura del responsabile, tenendo anche conto delle specifiche esigenze dei lavoratori e prevede, ove necessario, la turnazione.

La pausa pranzo per i colleghi addetti agli sportelli potrà essere fruita dalle ore 13.30 alle ore 14.30, per tutti gli altri dalle ore 12.30 alle ore 14.30.
Per i colleghi in part time l’orario d’ingresso rimane quello individualmente pattuito con la possibilità di fruire di una flessibilità di 45 minuti, se addetti allo sportello, di 2 ore, se assegnati a tutti gli altri uffici.
E’ previsto un incontro di verifica congiunta per valutare la corretta applicazione delle flessibilità e degli orari di ingresso.
Roma, 9 settembre 2020

 

Le Segreterie Nazionali
FABI          FIRST/CISL          FISAC/CGIL          UILCA

 

Scarica il Comunicato




AdER – Graduale ritorno in presenza

Nella giornata odierna si è svolto l’incontro in videoconferenza con la delegazione dell’Ente avente per oggetto “comunicazioni organizzative relative alla ripresa delle attività operative per il mese di settembre”.

Il Responsabile delle Risorse Umane, dott. Pinzarrone, ha informato le Segreterie Nazionali circa l’implementazione delle attività in presenza che avverrà dal prossimo 14 settembre.

A partire da tale data verrà riaperta al pubblico la quasi totalità degli sportelli. Saranno esclusi quelli sprovvisti di codometro: Tolmezzo, Cairo Montenotte, Empoli, Brunico, Merano, Cittadella, Este, Lanciano, Vasto, Ariano Irpino, Capri, Ascoli Piceno, Fermo, Urbino, Monopoli, Casarano, Gallipoli, Siniscola e Città di Castello. Rimarranno altresì chiusi altri sportelli per i quali è tuttora in corso la valutazione di chiusura iniziata già prima dell’emergenza sanitaria: Luino, Romano di Lombardia, Mortara, Susa, Montebelluna, Chioggia, Novi Ligure, Borgosesia, Moncalieri ed Altamura.
L’operatività di sportello continuerà ad orario ridotto, il servizio ai contribuenti sarà esteso anche ai pagamenti e continuerà ad essere erogato su prenotazione; le postazioni operative saranno aumentate, nel rispetto dei contenuti del protocollo sulla sicurezza, al fine di poter gestire un maggior numero di prenotazioni.
Le Scriventi hanno chiesto di garantire un’adeguata formazione ai colleghi chiamati a supporto dell’attività di sportello.

Per quanto riguarda le Direzioni Regionali e Provinciali e la Direzione Centrale sarà coinvolto in presenza il 50% del personale, con rotazione settimanale.
Per i colleghi della Direzione Centrale l’Ente pubblicherà, a breve, su Open Space il format per eventuali richieste di esonero dal lavoro in presenza per le causali previste dal Protocollo del 13 maggio 2020.

Analoga richiesta potrà esser effettuata dai colleghi che vogliono svolgere attività in presenza su base volontaria; su quest’ultimo aspetto le Segreterie Nazionali hanno sollecitato l’azienda affinché tenga in debito conto tutte le domande, anche quelle già pervenute. Inoltre, hanno chiesto di valutare la possibilità di accogliere le domande di esenzione di tipo amministrativo anche per i colleghi in carico agli sportelli, ricercando le soluzioni organizzative più idonee.
Per definire l’articolazione degli orari lavorativi, al fine di evitare gli assembramenti in entrata ed uscita dai luoghi di lavoro, come previsto al punto 5 del Protocollo del 13 maggio 2020, è stato calendarizzato, su richiesta delle Scriventi, un incontro per il prossimo 3 settembre.

Con riferimento alla scadenza della fase sperimentale dell’accordo sullo smart working del 15 maggio 2019, è stato inoltre richiesto un incontro per valutare e verificare l’andamento di questa modalità di esecuzione del lavoro, anche alla luce dell’ampio ricorso imposto dall’emergenza sanitaria.

Nel corso della riunione il Responsabile delle Risorse Umane ha informato le Organizzazioni Sindacali circa il progetto “sportello remoto” che l’Ente ha intenzione di sperimentare e che consentirà ai contribuenti di collegarsi da remoto con i nostri operatori per migliorare il rapporto con il contribuente attraverso l’offerta di ulteriori servizi.
Vi terremo informati sui prossimi sviluppi.

Roma, 29 luglio 2020

Le Segreterie




FASE 2- Riapertura sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione

In data odierna, nel corso di una call conference, l’azienda ha dato un’informativa riguardante le disposizioni organizzative predisposte per la riapertura degli sportelli prevista per il prossimo 15 giugno.

Il Responsabile delle Risorse Umane ha dichiarato che stanno per essere ultimate le procedure per l’attuazione delle misure previste dal Protocollo condiviso con le Organizzazioni Sindacali per il contenimento ed il contrasto al Coronavirus; ieri è stato pubblicato in Open Space l’Allegato Emergenza Covid-19 al Manuale della Sicurezza e a breve sarà anche reso disponibile ai colleghi che sono in possesso dei previsti requisiti un Applicativo per l’inserimento delle richieste di esonero dal lavoro in presenza.

Saranno riaperti al pubblico, su appuntamento, 134 sportelli che corrispondono all’80% del totale, con esclusione in linea di massima dei più piccoli e di quelli allocati nelle sedi di altre Amministrazioni. Nella fase iniziale non sarà effettuato il servizio di cassa, l’Ente valuterà successivamente in base alle esigenze quando eventualmente ripristinarlo.

Rientreranno in presenza complessivamente, 466 colleghi nell’Area Nord e 518 nell’Area Sud.

Più dettagliatamente l’Ente ha informato che nella Rete Nord saranno riaperti 77 sportelli, rispetto ai 103 esistenti per un totale di 190 postazioni; nella Rete Sud saranno riaperti 57 sportelli su 84 esistenti per un totale di 113 postazioni.
I colleghi che lavoreranno in presenza effettueranno attività di sportello ed attività di supporto, sia a livello territoriale che a livello regionale. Con riferimento ai colleghi delle Direzioni Regionali saranno interessati quelli facenti parte di: Servizi amministrativi, Pianificazione e morosità rilevante, Produzione e notifica, Servizi regionali ai contribuenti, Contenzioso e Amministrazione Riscossione.

E’ confermata inoltre l’attività in presenza per consentire la protocollazione, la scannerizzazione degli atti, e tutte quelle operazioni necessarie anche alle lavorazioni che dovranno continuare ad esser svolte in modalità agile. Ci sarà inoltre il coinvolgimento dei responsabili, degli addetti al Pronto soccorso ed alla Sicurezza.
Sarà garantita ai colleghi la rotazione che potrà avvenire su base giornaliera o settimanale e saranno prese in considerazione le richieste di rientro su base volontaria.

L’Ente ha infine dichiarato che nei prossimi giorni verranno completati tutti i lavori necessari per la predisposizione logistica degli sportelli soprattutto con riguardo alla cartellonistica e segnaletica; verranno disattivate le funzioni di ricircolo dei condizionatori.
E’ stato richiesto che venga il prima possibile pubblicizzata la modalità di riapertura per appuntamento in modo da evitare assembramenti di contribuenti agli sportelli e raccomandato, laddove presenti, l’utilizzo dei citofoni per l’ingresso dei contribuenti muniti di prenotazione.

Le Scriventi OO.SS. hanno infine ribadito all’Azienda la necessità di garantire ai colleghi che rientreranno in presenza il massimo livello di sicurezza attuando rigorosamente le misure previste per il contrasto al contagio da Covid-19 contenute nel Protocollo sottoscritto ed esortato alla puntuale informazione circa l’utilizzo dei previsti dispositivi di protezione individuale ed il rispetto di tutte le procedure affinché i sacrifici fin qui fatti non vengano vanificati.

Queste Segreterie continueranno a vigilare e monitorare l’evolversi della situazione in prossimità della riapertura degli sportelli e della graduale ripresa in presenza a tutela della salute e sicurezza di tutte le lavoratrici ed i lavoratori.

Roma, 4 giugno 2020

 

Le Segreterie




AdER – Emergenza Coronavirus: accordo salute, sicurezza e occupazione

Nella giornata odierna, le scriventi Segreterie Nazionali di Settore, hanno sottoscritto un verbale di riunione con l’Agenzia delle entrate-Riscossione che compendia le iniziative fino ad ora adottate e le misure assunte per mettere in sicurezza le lavoratrici ed i lavoratori dal rischio di contagio da Coronavirus, confermandone l’applicazione e la volontà di renderle ancora più efficaci.

Dal momento in cui il nostro Paese, in particolare in alcune regioni, ha cominciato ad essere interessato dall’epidemia, queste Organizzazioni sindacali hanno costituito, insieme ai Rappresentanti dell’Ente, un tavolo permanente di lavoro che si è quotidianamente confrontato per adeguare le misure di tutela a favore dei colleghi ai protocolli che venivano via via definiti dalle Ordinanze e dai Decreti del Governo.

Con l’obiettivo di garantire prima di tutto la salute delle lavoratrici e dei lavoratori, abbiamo richiesto fin da subito all’Ente di adottare misure, iniziative e strumenti di protezione idonei, nonchè l’ampliamento massimo di postazioni di smart working.
Con riferimento a quest’ultima iniziativa, subito dopo la chiusura delle scuole e nell’ottica di favorire la genitorialità, sono state messe a disposizione 405 nuove postazioni, in aggiunta alle 150 già esistenti nella fase della sperimentazione, seguite da altre 250 riservate alla regione Lombardia (regione più fortemente colpita dall’epidemia fin dall’inizio dell’emergenza); nel giro di pochi giorni si è poi ottenuto l’ampliamento del lavoro agile alla quasi totalità dei lavoratori, compresi quelli che avevano dichiarato di non possedere dispositivi per collegarsi alla rete aziendale.

Infine, a seguito del Decreto Legge n. 18/2020, che ha previsto la sospensione dell’attività di riscossione e di notifica dall’8 marzo al 31 maggio, è stato possibile attuare la chiusura al pubblico di tutti gli sportelli e, di conseguenza, allargare ulteriormente la platea dei lavoratori che potevano usufruire dello smart working.

Le iniziative suindicate sono state fortemente richieste dalle scriventi Segreterie Nazionali di Settore ed adottate tempestivamente dall’Ente, con l’obiettivo prioritario dell’allontanamento dei lavoratori dalla sede fisica di lavoro, per evitare di esporli al rischio del contagio; oggi, circa il 98% dei lavoratori (con l’unica eccezione dei colleghi che devono assicurare la presenza fisica per lo svolgimento di attività indifferibili) è stato messo in sicurezza e lavora da casa.

Nel frattempo il Governo, accanto alle misure per la riduzione delle attività e la messa in sicurezza dei lavoratori, ha anche stanziato i fondi per gli ammortizzatori sociali ai quali molte aziende hanno già cominciato ad attingere. Tra queste anche qualche società di fiscalità locale che non ha la possibilità di accedere all’ammortizzatore sociale di settore, il Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito e dell’occupazione per la parte che prevede l’integrazione salariale in caso di sospensione temporanea dell’attività lavorativa.

Anche in Agenzia delle Entrate-Riscossione, raggiunto l’obiettivo urgente di mettere in sicurezza, dal punto di vista sanitario, la quasi totalità dei lavoratori, è oggi assolutamente prioritario salvaguardare l’occupazione e le retribuzioni. La sospensione della riscossione determina, infatti, ricadute negative sia sulle attività lavorative che, ancor più, sul bilancio dell’Ente pubblico economico che deve garantire il pareggio e la cui redditività si basa sull’aggio percepito.

L’eccezionalità e la gravità del momento, dovuta sia al rischio sanitario che alla difficile congiuntura economico-sociale, richiede una presenza costante del Sindacato, che ora più che mai è investito dell’onere di preservare posti di lavoro e retribuzioni.

Per tale ragione, con la sottoscrizione di un verbale avvenuta in data odierna, viene sancito che, per gestire la fase emergenziale, vengono confermate e migliorate le seguenti misure:

  • lavoro agile;
  • limitata presenza fisica in azienda esclusivamente per le attività indifferibili;
  • utilizzo delle ferie e dei permessi banca ore residue al 31 dicembre 2019.

Su quest’ultima iniziativa abbiamo registrato, negli ultimi giorni, una grande strumentalizzazione che certo non rende merito al grande lavoro svolto dalle Scriventi Segreterie Nazionali, in accordo con l’Ente, al fine di ricercare strumenti che possano consentirci di traguardare questo momento nel modo più indolore possibile per la Categoria.

La gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente ha compreso la ratio di questa misura, anche se essa comporta un sacrificio personale, in particolar modo nei casi in cui, per ragioni organizzative aziendali, non è stato possibile goderne nel periodo desiderato; ogni giorno circa 700/800 lavoratori sono in ferie/banca ore con la conseguenza che vengono utilizzati un numero ridotto di collegamenti da postazioni smart working a vantaggio del minore appesantimento delle linee operative. Ancora maggiore è il beneficio dell’utilizzo delle ferie/permessi pregressi per i lavoratori che non hanno potuto mettere a disposizione il proprio computer e che comunque l’Ente ha coinvolto in un processo lavorativo che, seppur più lento, consente di mantenerli al sicuro presso la propria abitazione.

La salvaguardia della salute è stata il nostro obiettivo prioritario ed imprescindibile, e per questo abbiamo preso in considerazione tutte le iniziative volte a perseguirlo, inclusa quella del ricorso alla fruizione delle ferie/banca ore maturate al 31 dicembre 2019.
Queste misure ci hanno permesso, almeno per il momento, di evitarne di più drastiche, garantendo sicurezza (sia con il ricorso quasi totale alla modalità di lavoro agile sia con l’estensione della copertura sanitaria alla fattispecie pandemica) ed al tempo stesso la totale occupabilità delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso il lavoro agile, riconfermata oggi nel verbale sottoscritto insieme all’Ente.

Continueremo ad agire con forte senso di responsabilità, per fare sì che i sacrifici richiesti alle lavoratrici ed ai lavoratori siano sostenibili nel presente e, maggiormente, nel futuro che temiamo possa esporci a rischi fino ad oggi non prevedibili.


Roma, 30 marzo 2020

 

Le Segreterie Nazionali Settore Riscossione Tributi

 

leggi/scarica il VERBALE DI RIUNIONE FASE EMERGENZIALE COVID-19

 




AdER, chiusura temporanea dal 18 al 25 marzo

Nella serata di oggi abbiamo incontrato in collegamento telefonico la delegazione aziendale di Agenzia delle Entrate – Riscossione, per proseguire il confronto e ricevere da parte aziendale un aggiornamento circa le misure che, su sollecitazione delle scriventi Segreterie Nazionali di Settore, sono state fino ad ora adottate e su quelle in via di adozione nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori di AdE-R, con l’obiettivo di contenere al massimo possibile la diffusione dell’epidemia relativa al Coronavirus.

L’Ente ci ha comunicato la chiusura temporanea di tutti gli sportelli, a partire dal prossimo mercoledi 18 marzo e sino al successivo mercoledì 25 marzo 2020. Durante questo periodo saranno rafforzati a favore dei contribuenti i servizi on-line.

Esprimiamo apprezzamento per tale decisione che riteniamo un ulteriore importante segnale a salvaguardia della tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

Potrà comunque rendersi necessario un presidio minimo in presenza sulle varie sedi al fine di garantire il proseguimento dell’attività lavorativa. Tale presidio, che potrà svolgersi anche a rotazione, vedrà coinvolti principalmente quei colleghi che, a seguito del censimento fatto in occasione dell’attribuzione delle ultimissime postazioni di smart working, sono risultati assolutamente impossibilitati ad accedere alla modalità di lavoro in remoto in quanto non raggiunti dalla rete internet al proprio domicilio.

Con riferimento allo smart working che, con decorrenza dalla giornata odierna è stato ampliato a favore di TUTTI I COLLEGHI , l’Ente ha comunicato che sono già state attivate n. 4.419 postazioni in collegamento da remoto; nei prossimi giorni anche i colleghi sprovvisti di linea fissa o di pc saranno aiutati ad effettuare il collegamento, attraverso un indirizzo email, con cellulare o tablet.

Agenzia delle Entrate-Riscossione ci ha inoltre comunicato che sta valutando una copertura assicurativa aggiuntiva a favore, esclusivamente, del personale dipendente, con riferimento ai casi di ricovero per Coronavirus e a beneficio dei colleghi risultati positivi agli accertamenti da parte delle Autorità Sanitarie Competenti; tale copertura avrà decorrenza gennaio 2020 e scadenza dicembre 2021.

Confidiamo che, in un momento così difficile per tutte le lavoratrici ed i lavoratori, questi provvedimenti fortemente sollecitati dalle scriventi Segreterie Nazionali di Settore ed adottati dall’Ente possano contribuire al proseguimento dell’attività lavorativa nelle migliori condizioni possibili.

Vi informiamo, inoltre, che siamo in attesa della pubblicazione del Decreto Legge Covid Ter emanato in data odierna, al fine di verificare gli ulteriori provvedimenti assunti dal Governo di cui anche i dipendenti di Agenzia delle entrate-Riscossione potranno beneficiare.

Vi terremo prontamente aggiornati.

Roma, 16 marzo 2020

 

Le Segreterie Nazionali del Settore Riscossione Tributi
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