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Green Pass: le Organizzazioni Sindacali incontrano Federcasse

3 - Fisac Cgil

Le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno incontrato ieri 12 ottobre 2021 la delegazione Federcasse in merito al Dl n. 127/2021, relativo all’introduzione dell’obbligo di GREEN PASS per l’accesso ai luoghi di lavoro a partire dal 15.10.21 e fino al 31.12.2021.

L’incontro era stato richiesto dalle stesse Organizzazioni Sindacali con formale lettera del 5 ottobre u.s., che seguiva a sua volta una prima sollecitazione informale sull’argomento, allo scopo di avviare in tempi utili una interlocuzione approfondita su un tema complesso che merita risposte chiare ed omogenee all’interno del sistema del Movimento Cooperativo.

Fin da subito quindi le scriventi hanno sottolineato l’estremo ritardo con cui si è giunti ad un confronto sull’argomento, che invece avrebbe dovuto procedere almeno di pari passo con l’emanazione delle circolari Federcasse alle associate sul tema; confronto che vede la sua sede istituzionalmente prevista nella Commissione Nazionale Permanente.

Le Organizzazioni sindacali hanno pertanto sollecitato la convocazione della Commissione Nazionale per la valutazione di tutte le tutele e gli strumenti ritenuti possibili che, nel contesto generale dell’adesione da parte sindacale al piano vaccinale nazionale, possano comunque rispettare la libertà individuale e sollevare gli evidenti oneri a carico delle Lavoratrici e dei Lavoratori, perlomeno nel breve periodo.

Le Parti hanno pertanto concordato la convocazione della Commissione Nazionale Permanente per giovedì 21 ottobre p.v., per un confronto sugli effetti dell’entrata in vigore del Green Pass; al contempo, Federcasse ha assicurato l’attenzione massima al tema, sul quale si continueranno a seguirne gli sviluppi normativi e l’evoluzione, rimandando a tale incontro ogni ulteriore valutazione e approfondimento delle richieste da parte sindacale.

Esprimiamo il nostro forte disappunto per il mancato accoglimento delle nostre istanze: riteniamo che il Credito Cooperativo possa e debba rimarcare “la differenza”, in uno sforzo distintivo e di settore che metta al centro le persone, Lavoratrici e Lavoratori tutti del Movimento, affinchè sia garantito un ambiente di lavoro sereno che traguardi questa fase storica particolarmente critica.

Roma, 13/10/2021

LE SEGRETERIE NAZIONALI
FABI FIRST/CISL FISAC/CGIL UGL CREDITO UILCA




ABI e BCC: indennità annuali. Provvidenze per motivi di studio

Da qualche giorno è ripartito l’anno scolastico in tutta Italia. La riapertura delle scuole coincide con il momento di inoltrare la richiesta relativa alle somme spettanti ai lavoratori per ciascun figlio o equiparato fiscalmente a carico che frequenti la scuola media inferiore o superiore o l’università. L’indennità spetta anche ai lavoratori studenti.

Ricordiamo che l’accredito delle provvidenze non avviene in automatico, quindi è necessario che ogni lavoratore presenti la domanda.

Le indennità sono previste dai CCNL ABI e Federcasse con modalità e importi leggermente diverse; per questo invitiamo i lavoratori a rileggere i post che riguardano la loro casistica.

Cosa prevede il CCNL ABI

Cosa prevede il CCNL Federcasse




BCC: rinnovo del CCNL – Inizia il confronto

 

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER I QUADRI DIRETTIVI
E PER IL PERSONALE DELLE AREE PROFESSIONALI
DIPENDENTI DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO
– CASSE
RURALE ED ARTIGIANE

 

Si sono concluse le circa duecento assemblee sindacali, indette su tutto il territorio nazionale, per la presentazione ed approvazione della Piattaforma per il rinnovo del CCNL del Credito Cooperativo.

La partecipazione delle Lavoratrici e dei Lavoratori alle Assemblee è stata importante, nonostante la modalità “a distanza”, a dimostrazione del fatto che il rinnovo contrattuale rappresenta un tema centrale anche e soprattutto in questo momento storico segnato da incertezza e inquietudine.

I profili di intervento che riguardano l’attuale Contratto Nazionale scaduto sono molteplici e tutti davvero importanti:

  • Ampliamento e rafforzamento dell’area contrattuale, al fine di non disperdere il patrimonio umano e professionale del Personale del Credito Cooperativo.
  • Aggiornamento e completamento dell’assetto complessivo degli ammortizzatori sociali di sistema, anche in considerazione del fatto che le prospettive del Credito Cooperativo sono difficilmente prevedibili.
  • Rivedere in profondità e prospettiva il sistema di inquadramento del Personale, così da renderlo adeguato ai nuovi ruoli; nonché rendere efficace la formazione che dovrà essere qualificata, qualificante, certificata e identitaria.
  • Occorre una ricognizione a tutto campo sulle tematiche inerenti alla “conciliazione dei tempi vita/lavoro”.
  • Si rende necessario un rafforzamento delle norme riferite alle “Tutele e diritti delle Lavoratrici e dei Lavoratori”, con riferimento ai procedimenti penali, ai fatti connessi all’esercizio delle funzioni, alla responsabilità civile verso terzi ed ai procedimenti disciplinari.
  • Deve essere riconosciuto l’atteso adeguamento degli stipendi, anche considerato l’incremento della produttività del settore ed un conseguente aumento della contribuzione al Fondo Pensione Nazionale ed alla Cassa Mutua Nazionale
  • Sarà necessario, inoltre, intervenire su altri temi, quali: “mobilità territoriale e professionale” e “salute e sicurezza”.

La necessità di proseguire attivamente e celermente in questo rinnovo contrattuale è stata ribadita anche lo scorso 16 settembre 2021, durante l’incontro avvenuto tra le Segreterie Generali delle Organizzazioni Sindacali e Federcasse.

I contenuti presentati alle Lavoratrici ed ai Lavoratori sono stati accolti positivamente da oltre il 96% dei presenti alle Assemblee, ed ora le OO.SS. sono pronte ad iniziare il confronto con Federcasse.

Roma, 27 settembre 2021

 

Le Segreterie Nazionali
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UGL CREDITO – UILC




Credito Cooperativo: esito elezioni Cassa Mutua Nazionale

Ringraziamo tutte le colleghe ed i colleghi per aver partecipato all’elezione dei Rappresentanti all’Assemblea dei Destinatari di Cassa Mutua Nazionale.
L’importante risultato di adesione al voto ed il consenso riscontrato verso le candidature presentate dalla nostra organizzazione sono motivo di soddisfazione e responsabilità.
Le candidate ed i candidati eletti e la Fisac-CGIL tutta confermano la piena disponibilità a svolgere con impegno, trasparenza e competenza il compito di rappresentanza a cui sono chiamati.
Nella convinzione che conoscere e partecipare attivamente alla vita di Cassa Mutua Nazionale, così come di tutti gli Enti Bilaterali, sia di fondamentale importanza per gli aderenti e per il buon funzionamento degli Enti stessi, restiamo disponibili a recepire, anche sul tema dell’assistenza complementare, tutte le vostre sollecitazioni.
Ancora grazie!
  • Vincenzo Popolizio e Felice Calenda (Campania)
  • Andrea Pisanelli e Widmer Ventrucci (Emilia Romagna)
  • Danilo Loffreda, Calogero Carlo Aprile e Pier Giuseppe Parisi (Enti Centrali)
  • Maria Loredana Laurenzi e Marcella Pernechele (Lazio, Umbria, Sardegna)
  • Emanuele Cremonesi e Diego Frazzini (Lombardia)
  • Maria Lucia Giacovelli e Palma Giovanna Zambetta (Puglia)
  • Fabio Santinon ed Elisa Rigon (Veneto)

Complimenti ed auguri alla nostra Maria Loredana Laurenzi, membro del Comitato Direttivo Provinciale L’Aquila, per il suo nuovo incarico



Bcc Abruzzo Molise: accordo premio di risultato 2021

 

Premio di Risultato 2021
Firmato l’accordo per l’erogazione
Bilancio Esercizio 2020


In data odierna, presso la Federazione Abruzzo e Molise Bcc, è stato sottoscritto 
l’Accordo che consentirà il pagamento del PDR relativo al bilancio 2020. La liquidazione del PdR avverrà con la busta paga del mese di ottobre al personale in servizio nel mese di erogazione e che abbia prestato attività lavorativa nel corso dell’anno di misurazione 2020.

Nel caso di inizio del rapporto di lavoro durante l’anno di misurazione il Premio di Risultato  verrà erogato in proporzione ai mesi di servizio prestati, considerando come mese intero  l’eventuale frazione superiore ai 15 giorni.

Anche quest’anno, in ragione di questo accordo siglato, la tassazione Irpef del Premio  usufruirà dell’agevolazione al 10% fino al limite reddituale di euro 80.000 e per una soglia di premio massimo pari ad euro 3.000.

Per quanto attiene la formula di calcolo, è stata adottata la medesima dell’anno scorso.

E’ stata, inoltre, confermata la possibilità di optare, comunque su basi volontarie, in luogo dell’erogazione in busta paga del Premio di Risultato, al rimborso di prestazioni sostenute a titolo di welfare. In tale ipotesi di scelta, l’importo definitivo a titolo di Premio di  risultato sarà maggiorato del 20%.

Indicativamente, le prestazioni assoggettabili a rimborso riguardano:

  • rette, tasse, iscrizioni asili/scuole/università comprese le mense scolastiche;
  • campus estivi e invernali;
  • testi scolastici/universitari;
  • ludoteche;
  • assistenza anziani o non autosufficienti;
  • contributo al Fondo Pensione.

Le colleghe ed i colleghi interessati ad usufruire del PdR in modalità “welfare”, dovranno inserire la richiesta in Procedura, entro la data che verrà comunicata in seguito dalla Federazione.

Pescara, 22 settembre 2021

 

Le Segreterie Regionali

 




Bcc del Gran Sasso e Banco marchigiano: fusione il primo ottobre

Arriverà a compimento il primo ottobre prossimo la fusione tra la Banca del Gran Sasso d’Italia Bcc con il Banco Marchigiano.

Regista dell’operazione sul fronte abruzzese è il presidente della banca del Gran Sasso nata nel 2015, Giulio Cesare Sottanelli, ex deputato  di Scelta civica di Mario Monti, dal 2014 al 2018, cerca ora di tornare alla ribalta nel suo ruolo di coordinatore regionale di Azione la nuova formazione politica di Carlo Calenda. In queste settimane è impegnato a sostenere la candidatura a sindaco nella sua Roseto degli Abruzzi il consigliere comunale di minoranza di Casa Civica Mario Nugnes, con ben sei liste a supporto.

L’accordo è stato formalizzato a luglio, dalle rispettive compagini sociali che  hanno votato il progetto di fusione dei due Istituti: da una parte Sottanelli, Gabriele Di Simone e Maria Concetta Di Saverio, rispettivamente vice presidente e direttore generale  della Banca del Gran Sasso d’Italia, dall’altra parte per il Banco Marchigiano il  presidente Sandro Palombini, il vice presidente Marco Bindelli e dal direttore generale Marco Moreschi,

L’articolato percorso, iniziato già dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa avvenuta il 23 dicembre dello scorso anno, procederà in base ad un serrato cronoprogramma che vedrà la nascita ufficiale del nuovo Istituto di Credito, frutto della fusione, appunto per il primo ottobre.   Il tutto avverrà ovviamente sotto l’egida della Capogruppo di cui fanno parte entrambe le Banche, ovvero Cassa Centrale Banca S.p.A.

Alle 25 filiali del Banco Marchigiano, articolate tra le provincie di Pesaro, Ancona, Macerata e Fermo, si aggiungeranno pertanto le filiali dell’Istituto abruzzese di Pineto e Montorio al Vomano, provincia di Teramo, e quella de L’Aquila, quest’ultima aperta nel 2018 grazie all’accordo varato con il Comitato promotore della costituenda Banca dell’Aquila.

Ai depositanti della banca del Gran Sasso è stata già inviata nei giorni scorsi, un’informativa che annuncia l’esecuzione del processo di fusione, motivata con “la necessità di stare al passo con le trasformazioni del sistema bancario europeo e nazionale, che impone aspetti patrimoniali organizzativi di livello sempre più elevato anche alle banche di credito cooperativo”.

Aggregazioni che si sottolinea consentiranno “a questa banca di radicarsi ulteriormente realtà locali in cui opera”.

Si assicura poi “la tutela da parte del fondo di garanzia dei depositanti entro il limite dei 100.000 euro. E rimane salva la possibilità entro tre mesi di ritirare o trasferire i depositi presso un altro istituto di credito, senza incorrere in alcuna penalità e serbando il diritto a tutti gli interessi e benefici maturati”, sempre nel limite dei 100mila euro.

La nuova Banca avrà un totale di 11.400 soci, frutto dei 9.000 del Banco Marchigiano e dei 2.400 della banca abruzzese; le filiali saranno come detto 28, i dipendenti saranno 188, 171 quelli marchigiani e 17  gli abruzzesi, il patrimonio complessivo sarà di 71 milioni, di cui 66 marchigiani e 5  abruzzesi, mentre l’attivo patrimoniale sarà di oltre un miliardo e 100 milioni, frutto dell’oltre un miliardo del Banco marchigiano e dei 64 milioni dell’Istituto abruzzese.

Ancora per quel che concerne la copertura territoriale, la nuova banca opererà nelle province di  Pesaro, Ancona, Macerata, Fermo, Teramo, L’Aquila,  per un totale di 106 comuni.

Per Sottanelli la fusione rappresenta un trampolino di lancio in vista di un ritorno nella politica che conta, leggasi elezione in Parlamento quando massimo nel 2023 si tornerà a votare. A maggio la  rosetana Flavia Mazzarella, a lui vicina,  è stata eletta nel consiglio d’amministrazione di Bper Banca, istituto di credito emiliano che ha inglobato la Carispaq dell’Aquila e ha una significativa presenza in Abruzzo. Mazzarella è giurista ed economista di impresa,  già numero uno di Banca Finnat e, in precedenza, a lungo ai vertici dell’Ivass e prima ancora al Tesoro dal 1994-2002, dove è stata dirigente per le privatizzazioni nell’era di Mario Draghi direttore generale e ora premier.

Fonte: Abruzzo Web



BCC: Piano Strategico di Gruppo per gli anni 2021-2024

Alle lavoratrici e ai lavoratori
del Gruppo Bancario CCB
loro sedi

 

Incontro con l’Amministratore Delegato di Cassa Centrale Banca per l’illustrazione del Piano Strategico di Gruppo

 

Nella tarda mattinata di mercoledì 8 settembre 2021 si è tenuto l’incontro tra l’Amministratore Delegato del Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale Banca, Mario Sartori, assistito dal Responsabile delle Relazioni Sindacali e welfare Pasquale Del Buono e dal Responsabile della Formazione di Gruppo, Giorgio Pasolli, e le Delegazioni Sindacali di Coordinamento delle scriventi OO.SS., alla presenza dei rispettivi Segretari Nazionali, per l’illustrazione del Piano Strategico di Gruppo degli anni 2021 – 2024.
L’incontro è stato richiesto dalle Scriventi, per avere un quadro d’insieme delle BCC ed Aziende del Gruppo anche alla luce dei molti impegni, già definiti in calendario riguardanti accordi di fusione, ricorso alla parte straordinaria del Fondo di Sostegno al
reddito e per i confronti sindacali aperti in diverse BCC per affrontare particolari criticità emerse in sede locale.

Nel sottolineare la rilevanza delle buone relazioni industriali a livello di Gruppo Bancario, l’Amministratore Delegato ha illustrato, per sommi capi, gli aspetti principali del Piano Strategico e del Piano Operativo di Gruppo, approvati dal CdA di CCB a giugno 2021.
Il Piano Strategico elaborato nella ricerca della massima condivisione degli obiettivi con le banche associate è orientato a queste tre macro/direttrici:

  1. Piano della Gestione delle Emergenze (sperando che sia superata la fase acuta della emergenza sanitaria, va registrata la buona risposta fornita alle esigenze delle BCC da parte della Capogruppo e delle Società di Sistema);
  2. Smart Working: il Lavoro Agile, sperimentato con percentuali altissime di lavoratori in attività da remoto nelle fasi più acute dell’emergenza (specie nelle società di sistema) andrà declinato, d’intesa con il Sindacato, in una disciplina strutturale che valorizzi l’esperienza positiva sin qui maturata, che tenga conto della evoluzione del mondo del Lavoro e di una normativa contrattuale e legislativa che stiamo attendendo;
  3. Accelerazione nell’utilizzo degli strumenti che permettano ai clienti di lavorare da remoto: tale tema sarà attenzionato dalle Organizzazione Sindacali affinché tale modalità operativa diventi una opportunità di crescita professionale da parte dei dipendenti e non un motivo di riduzione degli organici aziendali.
    Quanto alla continuità operativa, le scelte strategiche del Gruppo sono orientate a definirne la capacità di reazione per macro-attività:
    a) Gestione del Portafoglio deteriorato: con tre manovre di cessione dei crediti, il deteriorato lordo al 31.12.2020 era al 6,9% con accantonamenti per 111 mln di euro;
    b) gestione del Portafoglio finanziario: sulla spinta degli Enti regolatori, sarà necessario ridurre, nel tempo, il portafoglio titoli con rischio sovrano Italia (titoli di Stato italiani), attualmente pari a 37,5 mld di euro, la cui redditività andrà poi ricercata in una maggiore spinta commerciale;
    c) obiettivi di crescita commerciale: raggiunti quelli dell’esercizio 2020 e del primo semestre 2021.

L’AD Sartori ha ribadito che il futuro del Gruppo Bancario poggia le proprie basi su obiettivi di stabilità patrimoniale (attualmente i dati si confermano ottimi) e sul rafforzamento del modello di business, laddove efficienza organizzativa e vicinanza al territorio definiscono il vantaggio competitivo di Gruppo. Elementi confermati dal fatto che, nei mesi del Covid, i volumi di attività dell’intero Gruppo sono aumentati.
Pertanto, i dati di bilancio della semestrale 2021, che è stata presentata oggi in CdA, confermano valori in crescita su tutti gli ambiti: risparmio gestito, monetica, credito e assicurazioni. Quanto ai dati patrimoniali; il CET1 supera il 21%, con un deteriorato lordo al 6,1% e un tasso di copertura degli impieghi al 66%.
Alla necessità del rafforzamento del modello di business, si associa la prospettiva di prossime fusioni, che potranno avere luogo anche su indicazione della Capogruppo, ma – si dice – senza imposizioni. Il valore del modello cooperativo poggia, infatti, sulla autonomia dei territori, che si esprime anche quando i progetti delineati non sono quelli immaginati da Capogruppo e confermati sempre che sia garantita la continuità territoriale.
Si è, infine, espressa soddisfazione sugli esiti dalla AQR svolta, da agosto 2020 a luglio 2021, in piena emergenza sanitaria.
In più occasioni l’AD ha ribadito l’importanza delle persone che operano nel gruppo e la volontà di valorizzarle e farle crescere anche con l’obiettivo di costruire dall’interno la nuova classe dirigente.
Quanto ai progetti formativi, Giorgio Pasolli, Responsabile della Formazione di Gruppo, ne ha illustrato le linee guida, volte a sviluppare capacità personali, capacità trasversali e competenze manageriali, anche per progettare il prossimo ricambio generazionale nelle posizioni di responsabilità, focalizzandosi sulla crescita del personale interno alle nostre aziende.
Per finire, Pasquale Del Buono, Responsabile Welfare e Relazioni Sindacali, nel richiamare i tavoli di trattativa già aperti presso le diverse aziende, ha sottolineato la valenza dell’accordo sugli assetti contrattuali sottoscritto in Federcasse a maggio 2021,
che sposta il tavolo di trattativa del secondo livello di contrattazione dalle Federazioni Locali alle Capogruppo. In tale quadro, uno dei prossimi impegni del tavolo sindacale di Gruppo sarà la definizione di un accordo sul Premio di Risultato di Gruppo. Su questo terreno, le Parti si confronteranno quanto prima.

Il Sindacato, nel prendere atto dei soddisfacenti valori reddituali e patrimoniali di Gruppo, attuali e prospettici, ha focalizzato i propri interventi su:

  • prospettive future del Gruppo Bancario: l’AD ha dichiarato che la solidità patrimoniale e reddituale del Gruppo CCB permette di proseguire in autonomia, confermando comunque gli ottimi rapporti con il Gruppo ICCREA;
  • necessità di condividere una normativa che disciplini i modelli di rete, per dare ai Lavoratori una certezza di sviluppo professionale riconoscendo i sacrifici fatti e le responsabilità a loro assegnate;
  • la priorità è quella di addivenire in tempi brevi al rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro;
  • smart working: sottolineata la necessità di un accordo quadro a livello di settore, che si possa poi adattare alle particolari esigenze sia delle BCC che delle Società di sistema.

Per finire, le Organizzazioni sindacali hanno rappresentato la necessità di massimo coinvolgimento su tutte le decisioni che hanno ricadute sul personale dipendente, con attenzione alla tutela dei livelli occupazionali; alla adeguata valorizzazione delle professionalità dei colleghi.
L’incontro si è concluso con l’impegno dell’Amministratore Delegato di aggiornare, prima della fine di quest’anno, le Organizzazioni Sindacali in merito all’evoluzione del Piano Strategico illustrato.

Vi terremo informati.

Trento, 9 settembre 2021

 

LA DELEGAZIONE SINDACALE DI GRUPPO
FABI FIRST/CISL FISAC/CGIL UGL CREDITO UILCA

 

Scarica il volantino




Banche, aumentano i manager milionari: in un anno +17%

Crescono i manager milionari nel sistema bancario italiano. Nel 2019, secondo il report dell’Autorità Bancaria Europea (EBA) sui compensi degli ‘high earners’, i dirigenti che hanno ricevuto compensi superiori al milione di euro sono aumentati del 17%, da 206 a 241, spartendosi una torta complessiva da 419 milioni di euro.

Nella Ue (i dati includono per l’ultima volta la Gran Bretagna) i milionari sono rimasti “sostanzialmente stabili”, aumentando di uno 0,5% a 4.963, di cui il 70,9%, pari a 3.519, concentrato nel Regno Unito.

L’aumento dei banchieri ‘a sei zeri’ in Italia è il più consistente tra i grandi Paesi europei, con un tasso di crescita superiore a quello quello registrato sia in Germania (+9,3% a 492) che in Francia (+15,4% a 270) e si confronta con il calo occorso in Gran Bretagna (-2,6% a 3.519), classificando il nostro Paese al quarto posto per numero di ‘high earners’, davanti ai 163 dirigenti spagnoli.

“L’aumento degli ‘high earners’ è frutto principalmente dell’impatto del ricollocamento dello staff dalla Gran Bretagna nella Ue a 27 come effetto della preparazione della Brexit”, rileva l’Eba. “In aggiunta, per alcune banche, i buoni risultati finanziari complessivi, particolarmente nel corporate banking, e le ristrutturazioni e il consolidamento in corso, che ha portato a buonuscite più alte del solito, hanno giocato un ruolo importante nel complessivo incremento degli ‘high earners'”.

Fonte: Ansa


Per valutare adeguatamente la notizia, è bene considerare che nello stesso periodo le banche hanno chiuso 1.097 filiali in tutta Italia, in nome di tagli di costo che evidentemente non valgono per tutti.

Una banale considerazione numerica: lo stipendio dei 35 manager neo milionari sarebbe bastato per assumere circa 1.500 giovani. Ne avrebbero tratto giovamento tanto le aziende, con l’immissione di forze fresche e motivate, quanto il Paese nel suo complesso, con 1.500 famiglie che avrebbero trovato stabilità economica.




Tassazione esodati: problema risolto!

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca Unisin nuovo logo

Nel Decreto Sostegni Bis confermato assegno straordinario di settore

Alla luce dell’entrata in vigore del Decreto Sostegni bis, nel cui articolato è previsto che l’assegno straordinario per il settore del credito e del credito cooperativo debba continuare ad essere erogato senza prevedere alcuna riliquidazione, confermiamo che nulla è più dovuto alla Agenzia delle Entrate.

Siamo in attesa delle modalità di rimborso che sarà nostra cura comunicare appena possibile.

 

Le Segreterie Nazionali
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN




I drammatici dati dell’abbandono bancario in provincia dell’Aquila

Da almeno 3 anni, come Fisac e CGIL L’Aquila, stiamo evidenziando i danni dell’abbandono bancario sul nostro territorio attraverso articoli, comunicati stampa ed un convegno espressamente dedicato a questo tema.

L’esame dell’andamento del 2020, sulla base dei dati reperibili dal sito della Banca D’Italia,  evidenzia un forte peggioramento della situazione, che più che confermare i nostri timori dimostra una realtà assai peggiore di quella da noi paventata.

Il numero più drammatico, che salta immediatamente all’occhio, è quello dei comuni privi di qualsiasi sportello bancario. Se in Italia le banche sono presenti all’incirca in 2 comuni su 3, nella provincia dell’Aquila solo 3 comuni su 10 possono vantare la presenza di almeno una filiale di un istituto bancario. Il dato, già drammatico, è precipitato nel 2020, quando ben 5 comuni hanno visto abbassare le saracinesche delle banche presenti. Mentre in Italia il numero di comuni senza banche scende del 2,27% in un anno, il dato abruzzese vede una riduzione doppia, -4,54% con un taglio di 7 comuni. Di questi sette, ben 5 sono comuni posti nella Provincia dell’Aquila, che quindi vede un calo di oltre il 13% nel numero di località servite da banche.
E’ interessante notare come tutti i comuni della Provincia dell’Aquila che lo scorso anno sono rimasti privi di servizi bancari abbiano pagato le scelte di un unico Gruppo bancario.

La tabella che segue riepiloga i dati relativi al numero di comuni nei quali è presente almeno uno sportello.

NUMERO COMUNI CON ALMENO UNO SPORTELLO BANCARIO 
Totale 2019 % su tot comuni Totale 2020 % su tot comuni Differenza % diff.
ITALIA 5.221 66,1% 5.102 64,5 -119 -2,3%
ABRUZZO 154 50,5% 147 48,2 -7 -4,6%
Provincia
AQ 38 35,2% 33 30,6% -5 -13,2%
CH 49 47,1% 48 46,2% -1 -2,0%
PE 28 60,9% 28 60,9% 0 =
TE 39 83,0% 38 80,9% -1 -2,6%
dati Banca d’Italia

Il fenomeno dell’abbandono non riguarda ovviamente solo i comuni più disagiati. Le chiusure di sportelli toccano l’intero territorio nazionale, ma sono più numerose in Abruzzo e ancor di più nella nostra provincia.

Così, se il dato nazionale evidenzia una riduzione complessiva del 3,42%, in Abruzzo la percentuale sale al 5,7%, con la Provincia dell’Aquila che anche in questo caso evidenzia una riduzione fortissima: 11,11%.
E’ bene precisare che tali riduzioni non hanno nulla a che vedere con il Covid, che anzi avrebbe dovuto consigliare il rinvio delle chiusure programmate, ma sono frutto di scelte fatte a tavolino dai grandi gruppi bancari, incuranti del fatto che chiudere filiali nel pieno della pandemia significava aumentare gli assembramenti in quelle che, restando aperte, avrebbero accolto maggiori flussi di clientela.

Anche in questo caso pubblichiamo la tabella riepilogativa:

NUMERO SPORTELLI BANCARI PER PROVINCIA
Totale 2019 Totale 2020 Differenza % diff.
ITALIA 24.312 23.481 -831 -3,4%
ABRUZZO 526 496 -30 -5,7%
Provincia
AQ 117 104 -13 -11.1%
CH 140 138 -2 -1,4%
PE 126 122 -4 -3,2%
TE 143 132 -11 -7,7
dati Banca d’Italia

 

L’ultimo dato che andiamo ad esaminare è quello relativo al numero complessivo di impiegati nel settore bancario. A livello nazionale prosegue l’andamento discendente che ha visto i bancari diminuire di 6.905 unità, pari ad un 2,45% del totale occupati nel settore. Ancora una volta i dati abruzzesi sono nettamente peggiori, con un calo percentuale sensibilmente maggiore (-4,42%) concentrato principalmente in provincia dell’Aquila, dove il calo percentuale è superiore al 6,55%.

Questi i dati complessivi:

NUMERO DIPENDENTI SETTORE BANCARIO PER PROVINCIA
Totale 2019 Totale 2020 Differenza % diff.
ITALIA 282.129 275.224 -6.905 -2,5%
ABRUZZO 3.352 3.210 -142 -4,2%
Provincia
AQ 717 670 -47 -6,6%
CH 974 957 -17 -1,7%
PE 804 768 -36 -4,5%
TE 858 816 -42 -4,9%
dati Banca d’Italia

 

Quando si parla di riduzione di impiegati nel settore bancario, l’opinione pubblica tende ad essere indifferente, non riuscendo evidentemente a cogliere l’impatto fortissimo che questi numeri hanno sui territori.
Facciamo alcuni esempi. Sappiamo quanto sia complicato continuare a vivere in uno dei nostri minuscoli comuni montani. Pensiamo ad una piccola azienda che, nonostante tutto, voglia continuare ad operare in uno di questi comuni. Il semplice fatto di doversi sobbarcare 60 o 70 Km solo per andare ad anticipare una fattura e tornare in sede può bastare a convincerla a lasciare il paesello. Oppure pensiamo ad un anziano, visto che la popolazione di questi insediamenti ha un’età media molto alta: doversi spostare anche solo di pochi km per ritirare la pensione può rappresentare un problema insormontabile.

Ma la questione non riguarda solo i comuni più piccoli. Stiamo assistendo ad un rapido abbandono del Centro-Sud da parte dei grandi istituti: ormai il 40% di tutti gli sportelli bancari è concentrato in solo 3 regioni (Lombardia, Emilia Romagna e Veneto). Questo non è indolore. Sappiamo per certo che quanto più chi deve concedere credito si allontana da un territorio, tanto più il rubinetto dei finanziamenti tende a chiudersi.
Sono considerazioni che abbiamo fatto più volte, ma adesso si vedono in concreto gli effetti sul territorio.

Possiamo rendercene conto esaminando quanto accaduto dopo il lockdown causato dalla prima ondata pandemica. Il Governo ha stanziato fondi di garanzia che coprivano tra l’80% e il 100% dei finanziamenti concessi alle imprese per ripartire dopo lo stop obbligato. In pratica, le banche potevano concedere nuovo credito rischiando poco o nulla; questo ha fatto sì che a livello nazionale l’ammontare complessivo dei crediti accordati dalle banche facesse registrare un aumento del 5%.
In Abruzzo tale incremento è stato del 2,6%, cioè la metà rispetto al dato nazionale. Come si spiega questo dato? Con il fatto che, a fronte dell’erogazione di finanziamenti garantiti per un importo di 2.108 miliardi, ben 1.586 sono stati utilizzati per assorbire prestiti preesistenti, con evidente vantaggio per le banche che hanno potuto sostituire finanziamenti a rischio con prestiti quasi interamente garantiti dallo Stato.
(dati ricavati da un’analisi effettuata dall’associazione Focus Abruzzo, sulla base di una recente ricerca dell’economista Aldo Ronci sul credito durante l’emergenza covid-19, per conto della Cna, illustrati in modo più dettagliato in questo articolo).

Cosa significa questo, all’atto pratico? Che le banche operanti nella nostra Regione, piuttosto che agevolare la ripartenza post covid fornendo alle aziende Abruzzese il carburante per investire e superare la crisi, hanno preferito pensare a come rientrare dei finanziamenti già accordati. Un chiaro segnale di scarso interesse per il futuro del nostro territorio, rispetto al quale hanno preferito cercare una via di fuga che permettesse di limitare al massimo le possibili perdite.
Per inciso: anche su questo tema la Fisac e la CGIL L’Aquila avevano inutilmente provato a lanciare l’allarme.

C’è un’immagine che rappresenta in modo fedele gli effetti delle scelte dei grandi istituti, sempre meno propensi ad investire nel Centro-Sud. La cartina che segue evidenzia l’andamento del credito alle famiglie negli ultimi 12 mesi.

(Fonte: Banca d’Italia. Aggiornamento a marzo 2021)

 

Si nota abbastanza chiaramente come il colore delle regioni, salvo rare eccezioni, tenda a diventare più chiaro man mano che ci si sposta verso sud. Emerge inoltre che in questa triste graduatoria della “parsimonia” bancaria, Molise e Abruzzo occupino purtroppo la seconda e la terza posizione in classifica.

Non sono solo freddi numeri: significa che in queste regioni tante famiglie hanno dovuto rinunciare a comprare una casa, a cambiare la macchina, a far studiare i figli. Ma significa anche che tante aziende hanno dovuto chiudere, tanti posti di lavoro sono stati persi.
Se guardiamo i dati relativi al tasso di disoccupazione giovanile in Provincia dell’Aquila, ci accorgiamo che l’andamento del 2020 evidenzia un netto peggioramento.

% DISOCCUPATI IN PROVINCIA AQ – FASCIA 15/24 ANNI 
ANNO 2019 2020
Percentuale disoccupati 21,5% 28,0%
di cui
disoccupazione femminile 28,6% 36,2%
disoccupazione maschile 16,9% 25,8%

Le cause per un andamento così negativo sono molteplici e non riconducibili esclusivamente alle politiche dei grandi Gruppi Creditizi; ma è evidente che la carenza di servizi bancari e la difficoltà crescente nell’accesso al credito sono elementi che contribuiscono in modo determinante a spiegare questi numeri.

Appare inspiegabile il totale disinteresse di fronte a queste problematiche da parte della politica, per la quale il mantenimento di livelli minimi di copertura bancaria del territorio dovrebbe rappresentare un tema prioritario, oltre che un preciso dovere previsto dalla Costituzione. In base a quanto previsto dall’art. 47 le istituzioni avrebbero infatti il compito di disciplinare, coordinare e controllare l’esercizio del credito.
Difficile capire se tale disinteresse sia causato da incapacità di comprendere la gravità della situazione o da connivenza (le banche hanno da sempre una forte capacità di orientare le scelte politiche: non è un caso che a Palazzo Chigi sieda un banchiere).
In entrambi i casi, c’è di che essere molto preoccupati.

 

FRANCESCO MARRELLI
Segretario Generale CDLT L’Aquila

Luca Copersini
Segretario Provinciale Fisac/Cgil L’Aquila