Sindacati e Abi scrivono a Conte: il piano di vaccinazione includa i bancari tra i lavoratori essenziali

ABI e Organizzazioni sindacali Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin in data 8 gennaio hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, al Ministro della Salute, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Governatore della Banca d’Italia e al Commissario Straordinario per l’emergenza epidemiologica Covid-19, con la quale sottolineano che i provvedimenti adottati dalle competenti Autorità per contrastare la pandemia hanno sempre contemplato, fin dall’inizio della pandemia, la continuità dell’erogazione dei servizi bancari, finanziari e assicurativi, in considerazione del loro ruolo di infrastruttura strategica per il Paese come disposto dalla legge.

In questo contesto, con straordinario impegno e senso di responsabilità le persone che lavorano in banca continuano a svolgere un ruolo centrale per il sostegno dell’economia, delle imprese e delle famiglie, nel rispetto delle misure di prevenzione, contrasto e contenimento del virus Covid-19 individuate nei Protocolli tempo per tempo condivisi da ABI e Organizzazioni sindacali per garantire le condizioni di salute e sicurezza per tutte le persone interessate.

ABI e Sindacati hanno conseguentemente chiesto alle competenti Autorità che il piano vaccini tenga opportunamente in considerazione anche le lavoratrici e i lavoratori impegnati nell’erogazione dei servizi pubblici essenziali (ai sensi della legge n. 146/1990), ivi inclusi quindi quelli bancari.

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
ABI – Fabi – First-Cisl – Fisac-Cgil – Uilca – Unisin

 

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Nuove regole sui conti correnti: nel 2021 saranno più dannose del Covid

Cambiano le regole sui conti bancari. Ecco il regalino di fine anno, altro che rinascita.


In questi ultimi giorni dell’anno trionferà una forma scontata di retorica speculare. Quella del 2020 come il peggiore della storia recente, da lasciarsi alle spalle con tutto il suo carico di disgrazie e restrizioni provocato dall’emergenza seguita al Covid-19, a cui si affiancherà quella di un 2021 destinato a segnare la rinascita generale grazie al vaccino e a un’economia che potrà ripartire col vento in poppa.

Come in tutte le forme di retorica, c’è ovviamente una parte di verità, ma proprio la retorica serve invece a nascondere alcuni dati essenziali grazie a cui scoprire che il 2020 non è stato per nulla un incidente di percorso, una disgrazia piovuta su un mondo felice, e soprattutto il 2021 non si presenta affatto come l’anno della rinascita. Anzi. Certo, il vaccino. Certo, la fine di un incubo per milioni di persone in tutto il mondo. E certo, la possibilità di sconfiggere il terribile virus e poter tornare a una vita “normale”.

Ma proprio su questo “normale” bisognerebbe concentrare la nostra attenzione, per accorgerci di un “regalino” di fine anno che dà la misura chiara e netta di quanto la retorica di cui sopra finisce col nascondere il dato essenziale. Quello per cui il vero virus dell’Occidente è un altro ed è questo a costruire un ambiente fervido per la comparsa di tanti altri virus devastanti, di cui il Covid-19 rappresenta il caso più impressionante ma non certo quello più grave.

Sto parlando del nuovo regolamento sui conti bancari imposto dall’Eba (l’autorità bancaria europea). In base a tale regolamento, è notizia di questi giorni, basteranno soltanto 100 sporchi euro di rosso sul conto per vedersi bloccato dalla propria banca qualsiasi tipo di pagamento (utenze, stipendi, rate di finanziamenti, contributi previdenziali etc.).

Ciò varrà per le imprese come anche per qualunque cittadino privato: se in tre mesi non si riuscirà a coprire quei cento euro di rosso, la banca segnalerà il cliente alla centrale rischi classificando la sua “enorme” esposizione come “credito malato”.

Qui torniamo alla retorica di cui parlavamo all’inizio, quella che vorrebbe convincerci del 2020 come annus horribilis, nel momento stesso in cui ci promette un 2021 di salvezza grazie al vaccino e al superamento della pandemia.

Ragioniamoci un attimo: il 2020 anno orribile per chi, se i dati economici ci dicono che le classi economicamente più ricche hanno visto aumentare a dismisura i loro profitti proprio nel periodo dei vari lockdown e della crisi che ha gettato nel disagio e nella miseria milioni di famiglie?! E ciò, in larga parte, proprio grazie alle speculazioni finanziarie sulla pelle di artigiani e piccole imprese costrette al fallimento?!

Ma soprattutto, quale 2021 di rinascita se queste sono le premesse?! A cosa mai servirà immunizzare milioni di persone dal Covid-19, se quelle stesse persone sentiranno stringere sul collo il laccio mortale di un potere finanziario che non guarda in faccia nessuno, dettando l’agenda politica a governi ridotti a notai di misure destinate a distruggere la vita delle rispettive popolazioni?!

E ancora, ma dove sono, di grazia, le varie Sardine, i girotondi, la Sinistra, sempre pronti a mobilitarsi legittimamente quando al governo c’è Matteo Salvini e si tratta di difendere la vita e la dignità degli immigrati o in genere degli emarginati?! Sono forse questi dei giorni di vacanze sacre e inviolabili, per cui è lecito aspettarsi qualche iniziativa dopo che anche la Befana avrà svolto il suo compito?! Torneranno a ricordarsi della Costituzione dopo il 7 gennaio?

Voglio sperare che tutti i governi politici d’Europa, a cominciare da quello italiano, si stiano dando seriamente da fare per impedire questo ulteriore scempio sociale, recuperando dignità e capacità di azione rispetto al potere finanziario cui risultano tristemente genuflessi da troppo tempo. Ne va della pace e della stabilità sociale, perché la corda della sopportazione popolare rischia di spezzarsi da un momento all’altro.

In caso contrario, altro che 2020 anno orribile da lasciarsi alle spalle e 2021 anno della rinascita. Se non ci diamo da fare, qui e ora, per sconfiggere il virus finanziario dell’Occidente, il 31 brinderemo tristemente soltanto all’essere sopravvissuti. Fino a qui.

 

Articolo di Paolo Ercolani dal blog de “Il Fatto Quotidiano”




Festività soppresse anno 2021

BANCHE – ABI

Il CCNL ABI prevede che i lavoratori abbiano diritto annualmente a un numero di permessi giornalieri retribuiti a titolo di ex festività, corrispondente a quello delle giornate già indicate come festive dalla legge n. 260 del 1949 e che non sono più considerate tali per successive disposizioni legislative.

Tali permessi sono riconosciuti nel caso in cui le ex festività ricorrano in giorni per i quali è prevista la prestazione lavorativa ordinaria (dal lunedì al venerdì) con diritto all’intero trattamento economico, escluse quindi le giornate coincidenti, ad esempio, con scioperi, aspettative e congedi parentali non retribuiti (a differenza di quanto avviene per le BCC, il cui contratto prevede un numero fisso di giornate di permesso a titolo di recupero ex festività).

Nel 2021 le ex festività cadono nei seguenti giorni:

  • venerdì 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 13 maggio – Ascensione
  • giovedì 3 giugno – Corpus Domini
  • martedì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)
  • giovedì 04 novembre – Unità Nazionale

Le giornate di permesso per ex festività sono pertanto 5 per i lavoratori operanti sull’intero territorio nazionale, 4 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività, con conseguente astensione dal lavoro.

Un’ ulteriore giornata di permesso potrebbe essere computata in quanto il 25 aprile, Festa della Liberazione, cade di domenica. Il CCNL ABI riconosce infatti alle aziende la facoltà di convertire il compenso aggiuntivo in una giornata di permesso retribuito, salvo intesa fra le parti. In assenza di accordi la giornata sarà monetizzata.

Il CCNL rinnovato il 19 dicembre 2019 prevede il contributo a favore del Fondo nazionale per il sostegno dell’occupazione nel settore del credito (il cosiddetto FOC) fissato nella misura di una giornata lavorativa annua.
Tale contributo comporta la rinuncia, per gli appartenenti alle Aree Professionali, a 7 ore e 30 minuti delle 23 ore di riduzione d’orario e per i Quadri Direttivi e i Dirigenti ad una giornata di ex festività. 

Alla luce di tutto ciò le giornate di permesso per il 2029 saranno le seguenti:

  • 5 per le Aree Professionali. 
  • 4 per i Quadri Direttivi e i Dirigenti. 

 

IMPORTANTE

Sebbene il CCNL ABI preveda la monetizzazione delle giornate di ex festività non godute, in molte aziende sono stati sottoscritti accordi che prevedono l’obbligo di fruizione nell’anno di competenza, senza alcuna monetizzazione nel caso il cui ciò non avvenga.

Ribadiamo che il diritto ai permessi per ex festività spetta solo qualora in quel giorno il lavoratore abbia diritto alla retribuzione piena. Bisogna pertanto fare attenzione ad evitare, per quanto possibile, di richiedere permessi non retribuiti o aspettative che cadano nelle date sopra elencate per non perdere il corrispondente giorno di ex festività.

Ricordiamo inoltre che, da contratto, i permessi per ex festività possono essere utilizzati tra il 16 gennaio ed il 14 dicembre di ogni anno.

 

GIORNATE SEMIFESTIVE

Sono considerati giorni semifestivi:

  • la Vigilia di Ferragosto
  • la Vigilia di Natale
  • il 31 dicembre
  • la festa patronale di ogni singola località
  • per i lavoratori con orario spalmato su 6 giorni è considerata semifestiva la Vigilia di Pasqua.

In queste giornate l’orario di lavoro sarà ridotto al 66,67% rispetto all’orario ordinario; la riduzione sarà applicata in ugual misura anche ai lavoratori in part-time.

 

 

CREDITO COOPERATIVO

Il CCNL del Credito Cooperativo prevede, in tema di festività soppresse, che siano attribuiti annualmente giorni di ferie e/o di permesso retribuito, da usufruire nel corso dell’anno solare, anche sommandoli agli ordinari altri periodi di ferie.
Nel dettaglio:

”Ai lavoratori delle aree professionali sono attribuiti:

  • per l’anno di assunzione e fino a 5 anni di anzianità, giorni 5 di ferie (già compresi nei periodi previsti dall’art. 52);
  • con oltre 5 e fino a 10 anni di anzianità, giorni 3 di ferie già compresi nei periodi previsti dall’art. 52) e giorni 2 di permesso retribuito;
  • con oltre 10 anni di anzianità, giorni 5 di permesso retribuito

Ai lavoratori inquadrati nella prima area professionale ad orario ridotto sono attribuiti, per l’anno di assunzione e per ciascuno degli anni successivi, giorni 5 di ferie (già compresi nei periodi previsti dall’art. 52).

Ai Quadri Direttivi sono attribuiti 5 giorni di permesso retribuito.

In caso di attribuzione di permessi retribuiti gli stessi, se non fruiti in tutto o in parte nel corso dell’anno solare,verranno monetizzati sulla base dell’ultima retribuzione percepita nell’anni di competenza.

 

ESATTORIALI

Per i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate Riscossione Il CCNL ex Equitalia prevede gli stessi permessi già riportati per il settore ABI.

Nel 2021 le ex festività cadono nei seguenti giorni:

  • venerdì 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 13 maggio – Ascensione
  • giovedì 3 giugno – Corpus Domini
  • martedì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)
  • giovedì 04 novembre – Unità Nazionale

Pertanto, per l’anno 2021 ai dipendenti A.d.E.R. spetteranno 5 giorni di permesso per ex festività, ridotti a 4 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività con conseguente astensione dal lavoro, più un’ ulteriore giornata di permesso a titolo di recupero per il 25 aprile che quest’anno cade di domenica.

IMPORTANTE

Anche per gli Esattoriali il periodo di fruizione previsto dal CCNL va dal 16 gennaio al 14 dicembre di ogni anno.

I permessi devono necessariamente essere utilizzati nell’anno di competenza.

Il diritto ai permessi per ex festività spetta solo qualora in quel giorno il lavoratore abbia diritto alla retribuzione piena. Bisogna pertanto evitare di richiedere permessi non retribuiti o aspettative che cadano nelle date sopra elencate per non perdere il corrispondente giorno di ex festività.

 

ASSICURATIVI – ANIA ed ALLEANZA

Per il 2021 le giornate di festività abolite sono cinque e sono riconosciute perché cadenti in un giorno lavorativo compreso tra il lunedì e il venerdì.

Queste le date delle ex festività:

  • venerdì 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 13 maggio – Ascensione
  • giovedì 3 giugno – Corpus Domini
  • martedì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)
  • giovedì 04 novembre – Unità Nazionale

Le giornate di permesso sono ridotte a 4 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività, con conseguente astensione dal lavoro.

IMPORTANTE

I permessi per festività abolite devono necessariamente essere fruiti nell’anno di competenza.

Ricordiamo che, per fruire interamente delle festività soppresse, occorre per i giorni sopraindicati avere diritto all’intero trattamento economico. Non bisogna cioè richiedere in quei giorni aspettative o permessi non retribuiti.

Sono considerati inoltre permessi retribuiti straordinari le giornate del 14 agosto (in precedenza semifestiva) e del venerdì santo, che quest’anno cade il 2 di aprile.

Sono invece giornate semifestive il 24 dicembre ed il 31 dicembre.

 

 

ASSICURATIVI – APPALTO

Le festività soppresse (art. 31 c. 4 del CCNL di settore) per l’anno 2021, religiose e civili, sono le seguenti:

  • venerdì 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 13 maggio – Ascensione
  • giovedì 3 giugno – Corpus Domini
  • martedì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)

Si tratta pertanto di 4 giornate, ridotte a 3 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività, con conseguente astensione dal lavoro.

Il CCNL prevede per le lavoratrici ed i lavoratori delle Agenzie, per le giornate elencate (le festività soppresse religiose), la possibilità di comunicare all’Agente se per l’anno in corso (2021) si vogliono recuperare le giornate stesse sotto forma di “riposo compensativo” (i riposi possono anche essere fruiti ad ore e vengono di solito evidenziati nella busta paga alla voce “permessi” o “permessi ex festività”), oppure mediante riconoscimento di un’ indennità sostitutiva che va ad aggiungersi alla retribuzione ordinaria.

Il sistema di calcolo da adottare (art. 31 c. 7) per determinare la retribuzione aggiuntiva di uno di questi giorni è il seguente:
retribuzione annuale lorda/250

La giornata del 4 novembre (festività soppressa civile), invece, non dà luogo a riposo compensativo ma è solo da retribuire (art. 31 c. 5).
Il sistema di calcolo per determinarne la retribuzione aggiuntiva è il medesimo evidenziato sopra.

IMPORTANTE

Perché maturi il diritto al riposo compensativo o all’indennità sostitutiva è necessario che il lavoratore abbia percepito la retribuzione per i giorni ex festivi. Per questo bisogna evitare di richiedere permessi non retribuiti o giornate d’aspettativa nei giorni sopra elencati.

Sono invece giornate semifestive il 2 aprile (Venerdì Santo), il 14 agosto, il 24 dicembre ed il 31 dicembre.




La BCC del Gran Sasso si fonde con il Banco Marchigiano

Il 23 dicembre, a Civitanova Marche, il Banco Marchigiano e la Banca del Gran Sasso d’Italia Bcc hanno siglato il protocollo d’intesa con il quale si dà il via all’aggregazione tra i due istituti di credito. Nascerà il 1° ottobre 2021, sotto l’egida della capogruppo di entrambe (Cassa Centrale), una nuova banca interregionale.

La nuova banca avrà 11.400 soci, frutto dei 9.000 del Banco e dei 2.400 della Bcc abruzzese; i dipendenti saranno 188 (171 marchigiani e 17 abruzzesi); il patrimonio complessivo sarà di 71 milioni (66 Banco, 5 Gran Sasso) e l’attivo patrimoniale sarà di un miliardo e 100 milioni (64 milioni dell’istituto abruzzese).
Alle 25 filiali del Banco Marchigiano, articolate tra le province di Pesaro, Ancona, Macerata e Fermo, si aggiungeranno le tre filiali dell’istituto abruzzese di Pineto, Montorio e L’Aquila.

La Banca del Gran Sasso d’Italia, presieduta dall’ex deputato rosetano Giulio Sottanelli, è stata l’ultima Banca di credito cooperativo autorizzata in Italia, nata ufficialmente nel 2015 come Banca del Vomano e poi diventata Banca del Gran Sasso nel 2017 a seguito dell’incorporazione del comitato promotore della costituenda Banca dell’Aquila.

 

Da “Il Centro” del 24/12/2020




Banca del Tempo Solidale BCC. Aggiornamenti per gli utilizzi legati al Covid-19

La Banca del Tempo Solidale è un “bacino” annuale di permessi retribuiti messo a disposizione dei dipendenti che, per gravi ed accertate situazioni personali e/o familiari, abbiano bisogno di permessi aggiuntivi.
Nello specifico è finalizzata ad aiutare i lavoratori dipendenti che si trovino ad affrontare gravi e documentate situazioni personali o familiari, che possano determinare periodi di assenze prolungati e/o non preventivabili, comportando la necessità di una dotazione ulteriore di permessi rispetto a quanto previsto dalla legge e/o dalla contrattazione collettiva di primo e di secondo livello.
Per fronteggiare la delicata e complessa fase pandemica, economica e sociale che il Paese sta attraversando a causa della diffusione del virus Covid-19, nell’accordo del 9 giugno 2020 “Emergenza sanitaria nazionale Covid 19. Tutela del lavoro, della famiglia, delle fragilità” relativo agli interventi normativi ed economici per il settore del Credito Cooperativo, le OO.SS e Federcasse avevano introdotto relativamente allo strumento della Banca del Tempo Solidale la specifica causale di fruizione “Covid-19 nazionale”, a sostegno della genitorialità e delle situazioni di fragilità sanitaria, per un numero di ore pari al 50% della dotazione in essere.
Nell’accordo sottoscritto tra le OO.SS e Federcasse nella tarda serata del 11 dicembre sono state introdotte nuove casistiche rientranti nella causale “Covid-19 Nazionale” ed è stato esteso all’80% della dotazione in essere il numero delle ore utilizzabili con questa fattispecie.
La misura massima di fruibilità individuale dei permessi “Covid-19 Nazionale” è pari a 10 giorni annui, eventualmente anche frazionabili in ore.
Sono aperti i termini per la contribuzione volontaria, con la previsione del versamento aziendale di una giornata ogni 3 versate dalle Lavoratrici/Lavoratori in data successiva all’accordo.
L’accordo prevede inoltre che venga fornito alle OO.SS un rendiconto dettagliato sull’utilizzo dello strumento entro il mese di marzo 2021 e successivamente con cadenza quadrimestrale.
E’ stata infine prorogata la durata della Banca del Tempo Solidale al 31 dicembre 2021, mentre i termini di fruizione rientranti nella causale “Covid-19 Nazionale” sono stati protratti al termine dello stato di emergenza sanitaria.
Nella consapevolezza e convinzione che la Banca del Tempo Solidale rappresenti un importante strumento di solidarietà per le Lavoratrici ed i Lavoratori del Credito Cooperativo che vivono particolari situazioni di difficoltà personale o familiare, soprattutto in questo complesso periodo storico, le OO.SS firmatarie del presente accordo esprimono un giudizio positivo per il risultato raggiunto.
Roma, 14/12/2020
Le Segreterie Nazionali       
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UGL CREDITO – UILCA
Coordinamento Nazionale Credito Cooperativo

 

 

Scarica l’allegato: 14.12.2020 COMUNICATO UNITARIO bts BCC

Scarica l’allegato: BANCA DEL TEMPO 11 dicembre per firma




Polizza dipendenti banche per l’anno 2021

La FISAC CGIL Nazionale ha rinnovato, anche per l’anno 2021, la convezione con la società AMINTA Srl, con sede in Torino, per la copertura dei rischi connessi all’attività lavorativa nel settore banche ed esattorie.
Le ipotesi sotto elencate hanno delle combinazioni preordinate; Vi invitiamo ad una attenta lettura delle condizioni di polizza al fine di valutare l’opzione più rispondente alle Vostre necessità.
Le condizioni di polizza sono allegate alla presente comunicazione e sono inoltre reperibili sul sito www.amintafisaccgil.com al quale sarà necessario accedere per la sottoscrizione della polizza.

In sintesi elenchiamo le principali caratteristiche della convenzione 2021, adeguata in base alle specifiche esigenze e proposte segnalate dai lavoratori:

  • Tutte le polizze prevedono in caso di ammanco di cassa l’eliminazione della franchigia fissa sul primo sinistro.
  • Retroattività di 10 anni dalla prima adesione alla Convenzione.
  • Le polizze RC Professionale comprendono le violazioni della normativa sulla privacy e  le sanzioni per la violazione di banconote false e la negoziazione di assegni sprovvisti della clausola “non trasferibili” nel caso di azione di rivalsa da parte dell’Istituto di credito.
  • La polizza è estesa agli errori formali e/o documentali nella stipula di assicurazioni in conformità al Regolamento IVASS 40, comprendendo tutti coloro che all’interno dell’istituto di credito si occupano di assicurazioni.
  • Anche quest’anno per coloro che sottoscriveranno la Polizza RC Professionale 2021 e nel corso dell’anno andranno in pensione o accederanno al Fondo Esuberi (cd. Esodati) rimanendo iscritti al sindacato, è prevista GRATUITAMENTE la copertura RC Professionale fino al 31/12/2021.
  • Ricordiamo che sulle polizze è prevista l’estensione GRATUITA alla Responsabilità Civile del Capofamiglia.
  • E’ stato ridotto il massimo scoperto a carico degli assicurati sulla polizza RC Ammanchi+RC Professionale passando da € 5.000,00 a 3.000,00.

Riteniamo utile consigliare ai cassieri un’ attenta valutazione dell’opportunità di aderire alla polizza ammanchi + r.c. professionale anche in considerazione delle nuove coperture che la polizza prevede per l’anno 2021.
Da quest’anno la polizza include infatti la garanzia relativa a sanzioni per banconote false e per la negoziazione di assegni sprovvisti della clausola “NON TRASFERIBILE” in caso di rivalsa dell’istituto.

Quale che sia la polizza – o combinazione di polizze – sottoscritta è prevista GRATUITAMENTE la copertura assicurativa RC del Capofamiglia (limite massimale annuo € 250.000,00, € 50.000,00 per sinistro, scoperto 10% con franchigia fissa € 250,00 ).

Di seguito ripiloghiamo le possibili combinazioni di polizza tra cui scegliere

AMMANCHI DI CASSA MASSIMALE PREMIO ANNUO
1A – RC ammanchi di cassa 6.000 per sinistro € 53
2A – RC ammanchi di cassa 7.500 per sinistro € 85
3A – RC ammanchi di cassa 10.000 per sinistro € 98
4A – RC ammanchi di cassa 15.000 per sinistro € 120
Franchigia per evento: € 0,00 per il primo sinistro, 80 per il secondo, elevata a € 155,00 a partire dal terzo sinistro denunciato. Prima della sottoscrizione invitiamo a scaricare e leggere attentamente la convenzione ammanchi 2021

Entrambe le polizze rischio cassa possono essere sottoscritte anche in combinazione con la polizza RC per perdite patrimoniali.

 

AMMANCHI DI CASSA +
RC PROFESSIONALE
MASSIMALE PREMIO ANNUO
1B – RC ammanchi di cassa + RC professionale Ammanchi di cassa (7.500 per sinistro) +
RC professionale (25.000 per sinistro)
€ 114
2B – RC ammanchi di cassa + RC professionale Ammanchi di cassa (10.000 per sinistro) + RC professionale (60.000 per sinistro) € 137
3B – RC ammanchi di cassa + RC professionale Ammanchi di cassa (15.000 per sinistro) + RC professionale (100.000 per sinistro) € 156

Franchigia per assicurato: € 125,00, scoperto 10% con  un massimo di € 3.000,00 per quanto riguarda la R.C. Professionale, € 0,00 per il primo sinistro, 80 per il secondo, elevata a € 155,00 a partire dal terzo sinistro per quanto riguarda la copertura per ammanchi di cassa.
Prima della sottoscrizione invitiamo a scaricare e leggere attentamente la
convenzione ammanchi + RC professionale 2021

 

R.C. PROFESSIONALE SENZA AMMANCHI DI CASSA MASSIMALE PREMIO ANNUO
1C – RC professionale 120.000 per sinistro € 70
2C – RC professionale
260.000 per sinistro
€ 95
3C – RC professionale
520.000 per sinistro
€150
4C – RC professionale
1.000.000 per sinistro
€ 215
5C – RC professionale
2.000.000 per sinistro
€385

Franchigia per assicurato: € 150,00, scoperto 10% con  un massimo di € 3.000,00.
Prima della sottoscrizione invitiamo a scaricare e leggere attentamente la convenzione RC professionale 2021)

 

INFORMAZIONI UTILI

Puoi procedere all’iscrizione attraverso questo il sito internet www.amintafisaccgil.com , seguendo pochi e semplici passaggi. Al termine riceverai sulla casella di posta elettronica utilizzata per l’iscrizione una conferma di avvenuta registrazione. Dovrai quindi procedere al pagamento del premio attraverso bonifico sul c/c dedicato (le coordinate verranno fornite successivamente).

L’assicurazione ha effetto dalle ore 24 del giorno 31/12/2020 per le adesioni pervenute e bonificate con valuta fissa al Broker entro le ore 24 del 31/12/2020

Per le adesioni pervenute in epoca successiva al 31/12/2020, l’assicurazione ha effetto dalle ore 24 del giorno di valuta fissa indicata sul bonifico al Broker

Ti ricordiamo di leggere attentamente il DIP e le condizioni di Polizza prima della sottoscrizione

Se hai difficoltà nell’iscrizione puoi scrivere all’indirizzo mail:info@amintafisaccgil.com oppure contattare telefonicamente Aminta dal lunedì al giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.30 al numero riservato agli iscritti FISAC: 011/390738.

In caso di sinistro l’assicurato deve inviare alla società di brokeraggio Aminta s.r.l. la denuncia entro 15 giorni da quello in cui ha ricevuto la richiesta scritta contenente la motivazione dell’addebito notificato.
(Allegato disponibile sul sito www.amintafisaccgil.com, “Convenzione FISAC-CGIL” modulo “Denuncia Sinistri”).

Inviare la documentazione cartacea in originale a:
Aminta S.r.l. – Corso Correnti 58/A –
10136 – Torino
indicando sulla busta “Convenzione FISAC-CGIL”

 

Le nostre strutture aziendali o territoriali sono a disposizione per ogni necessità per eventuali richieste di chiarimenti




BCC: entro il 31/12 segnalazione contributi al Fondo Pensione non dedotti e del Premio di Risultato

Entro il 31 dicembre 2020!

Vanno comunicati al Fondo Pensione Nazionale:

  • i contributi non dedotti per l’anno 2019
  • il valore del Premio di Risultato eventualmente convertito, nel corso dell’anno 2019, in versamento alla previdenza complementare.

Contributi versati nell’anno 2019 e non dedotti  

Ricordiamo che il 31 dicembre p.v. è il termine ultimo per la comunicazione dei contributi versati al Fondo Pensione che non sono stati dedotti dal reddito dell’anno 2019 (C.U. , Modello 730 o Unico 2020).

Non dedotti sono i contributi versati dal datore di lavoro e dal lavoratore, con esclusione delle quote TFR, che hanno superato la soglia di deducibilità di € 5164,57[1] e per i quali il datore di lavoro non ha proceduto alla deduzione dal reddito. Tale dato, per i redditi relativi al 2019 è riportato nella casella 413 del modello CU 2020. Vanno inoltre considerati i versamenti eventualmente effettuati in forma diretta al Fondo Pensione Nazionale, o versamenti ad altra ulteriore posizione di previdenza complementare, che potrebbero aver fatto superare il limite di deducibilità di cui sopra.

N.B.: Se la casella 413 della CU 2020 non è avvalorata e l’iscritto al Fondo Pensione non ha fatto versamenti diretti al FPN o ad altra posizione di previdenza complementare, non dovrà inviare la comunicazione in argomento al Fondo Pensione Nazionale e/o ad altro eventuale Fondo. In caso, nel corso dell’anno 2019 si siano effettuati versamenti alla previdenza complementare a favore di familiari fiscalmente a carico si rimanda alla nota di approfondimento a pagina 3

Come fare la comunicazione dei contributi non dedotti:

Una volta accertata l’esistenza di contributi non dedotti per i quali occorre fare la dichiarazione, la stessa può essere effettuata compilando il modello cartaceo ALL_H Contributi non dedotti.pdf , allegato alla presente comunicazione o reperibile sul sito web del Fondo; in tal caso la comunicazione va inviata al Fondo Pensione Nazionale esclusivamente a mezzo posta o posta elettronica certificata, allegando copia di un documento di identità in corso di validità.

In alternativa la stessa comunicazione può essere effettuata on line con le seguenti modalità:

1.       accedere con le proprie credenziali alla area iscritti del sito web del Fondo Pensione Nazionale ( http://www.fondopensione.bcc.it/home/home.asp )

2.      selezionare l’opzione “CONTRIBUZIONE”

 

 

 

 

3.      Selezionare l’anno 2019 ed inserire l’importo rilevato dalla casella 413 del modello CU2020 e/o da versamenti diretti

 

 

 

 

confermare il dato inserito cliccando sul pulsante “MODIFICA CONTRIBUTO NON DEDOTTO”

  1. confermare l’operazione cliccando sul pulsante “SALVA e seguire le indicazioni della procedura

 

 

Nota di approfondimento in merito ai versamenti effettuati per i familiari fiscalmente a carico.

Va ricordato che la deduzione, nel massimale complessivo di euro 5.164,57, spetta in tutto, in parte o per nulla, a seconda delle condizioni di reddito del familiare a carico (a), al soggetto nel confronto del quale i familiari sono a carico oppure a questi ultimi in casi particolari.

Nel caso in cui non sia possibile, in tutto o in parte, usufruire della deduzione, l’importo “Non Dedotto” dovrà essere comunicato al Fondo Pensione, entro il 31 dicembre 2020, imputando l’importo “non dedotto” sulla posizione del soggetto fiscalmente a carico (riguardo le modalità di comunicazione vi invitiamo a contattare direttamente il Fondo Pensione).

(a)   1- Familiari Fiscalmente a Carico senza disponibilità di reddito; 2- Familiari Fiscalmente a Carico con disponibilità di un reddito complessivo non superiore ad € 2.840,51, al lordo degli oneri deducibili; 3- Familiari con disponibilità di un reddito complessivo superiore a € 2.840,51, al lordo degli oneri deducibili (e quindi da non considerare “fiscalmente a carico”).

  

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La segnalazione del Premio di risultato destinato a previdenza complementare nell’anno 2019

ATTENZIONE AVVISO IMPORTANTE!!!!

Se nel corso dell’anno 2019 hai convertito, attraverso la formula welfare aziendale, in tutto o in parte, il Premio di Risultato (PDR) in contribuzione al Fondo Pensione leggi con attenzione la nota che segue perché dovrai fare una ulteriore diversa comunicazione al Fondo Pensione Nazionale per “Contributi non dedotti Premio di Risultato”

La normativa:

La Legge di Bilancio 2017 ha stabilito che in presenza di un accordo sindacale riguardante l’erogazione del Premio di Risultato che preveda la possibilità far confluire al conto Welfare il premio stesso sono previste particolari misure di incentivazione fiscale, nel limite massimo di € 3.000,00 annui (€ 4.000,00 in casi particolari).

Quindi nel caso gli importi del Premio di risultato siano destinati a previdenza complementare la Legge prevede che gli stessi:

  • non concorrono alla determinazione/computo del, precedentemente citato, limite di deducibilità massimo di € 5.164,57 annui;
  • possono, essere esclusi dalla formazione del reddito complessivo del lavoratore per un importo massimo di € 3.000,00;
  • non saranno fiscalmente imponibili all’atto dell’erogazione della prestazione pensionistica complementare (al momento dell’erogazione della pensione complementare ed in caso di anticipazione o di riscatto della prestazione stessa vedi circ. Agenzia Entrate 5/E 29 marzo 2018);

 Di conseguenza, per fare sì che tali previsioni possano essere tutte correttamente conosciute ed applicate dal Fondo Pensione al quale si è conferito il valore del Premio di Risultato, la circolare Agenzia delle Entrate 5/E del marzo 2018 prevede che:

“entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui i contributi sono stati versati alla forma di previdenza complementare, il contribuente è tenuto a comunicare a questa ultima sia l’eventuale ammontare di contributi non dedotti, che l’importo dei contributi sostitutivi del Premio di risultato che, seppur non assoggettati ad imposizione, non dovranno concorrere alla formazione della base imponibile della prestazione previdenziale.”

Ulteriore info

Il valore del Premio di Risultato eventualmente convertito in contribuzione a previdenza complementare è verificabile controllando il valore riportato nella casella 574 della CU 2020 (redditi 2019)

 Quindi:

se nel corso dell’anno 2019 hai versato, attraverso la formula del Welfare aziendale, quote del Premio di Risultato al Fondo Pensione, entro il 31 dicembre 2020 dovrai comunicare, compilando l’apposito modulo predisposto dal Fondo Pensione Nazionale ”All. PDR” (allegato anche alla presente comunicazione o reperibile sul sito del Fondo Pensione) il valore del Premio di Risultato versato al Fondo stesso.

N.B: La comunicazione va inviata al Fondo Pensione Nazionale esclusivamente a mezzo posta o posta elettronica certificata, allegando copia di un documento di identità in corso di validità.

Da questo anno, in alternativa, la stessa comunicazione può essere effettuata on line con le seguenti modalità:

  1. accedere con le proprie credenziali alla area iscritti del sito web del Fondo Pensione Nazionale

  2. selezionare l’opzione “PREMIO DI RISULTATO”

  3. selezionare il pulsante “2019

  4. la procedura dovrebbe proporre in automatico l’importo del Premio di risultato versato al Fondo Pensione

  5. verificare che l’importo proposto automaticamente corrisponda a quello riportato nella casella 514 del modello CU2020. In caso contrario occorre modificarlo riportando il valore indicato nella CU 2020. Confermare l’importo

  6. Confermare la scelta cliccando sul pulsante “CONFERMA PREMIO DI RISULTATO”, confermando poi definitivamente al ricevimento del codice di controllo OTP da parte della procedura

Ti invitiamo a contattare gli uffici del Fondo Pensione Nazionale qualora sia per te necessario.

Ovviamente, come sempre, i rappresentanti sindacali e le strutture territoriali della FISAC CGIL sono a tua disposizione per ogni eventuale necessità di consulenza o assistenza.

Un fraterno saluto

FISAC CGIL Coordinamento Nazionale Credito Cooperativo

[1] L’importo del plafond previsto per la deducibilità fiscale, nella generalità dei casi, è pari a € 5.164,57 annui. La normativa in vigore prevede, inoltre, che “ai lavoratori di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007 e, limitatamente ai primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, è consentito, nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione a tali forme, di dedurre dal reddito complessivo i contributi eccedenti il limite di 5.164,57 euro pari alla differenza positiva tra l’importo di 25.822,85 euro e i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche e, comunque, per un importo annuo non superiore a 2.582,29 euro”.

FisacInforma – FPN – Contributi non dedotti 2020

Allegato ALL_H Contributi non dedotti.pdf

Allegato ”All. PDR”




BCC: dichiarazione congiunta per parità di genere e contro discriminazioni, molestie e violenze

E’ stata firmata ieri, alla fine di un lungo incontro, tra le OO.SS e Federcasse la Dichiarazione congiunta per la parità di genere e contro le discriminazioni, le molestie e le violenze sui luoghi di lavoro.
Questo documento nasce dalla convinzione delle Parti che il rispetto della dignità delle Lavoratrici e dei Lavoratori si concretizzi in un contesto capace di prevenire e contrastare situazioni di violenze e di molestie e di diffondere una cultura del rispetto di genere.
Ogni atto o comportamento che si configuri come molestia o violenza di genere sul luogo di lavoro è inaccettabile.
Varie sono le forme di molestie/violenze di genere che possono presentarsi sul luogo di lavoro.
Esse possono essere di natura fisica o psicologica, costituire incidenti isolati o comportamenti più sistematici.
E’ importante che ogni comportamento che integri molestia o violenza di genere sia prevenuto e, ove si realizzi, segnalato e perseguito adeguatamente.
A tal fine, le Parti si impegnano ad adottare idonee misure di prevenzione, tra cui rientrano la promozione e diffusione, all’interno dell’organizzazione aziendale, di una cultura improntata al rispetto delle dignità delle persone, mediante percorsi di informazione/formazione/sensibilizzazione di tutto il personale, anche attraverso l’eventuale utilizzo della formazione finanziata mediante percorsi formativi condivisi con le OO.SS.
Le aziende si impegnano, attraverso la funzione Risorse Umane o altra struttura specificamente individuata, a fornire la necessaria assistenza e sostegno a coloro che dovessero risultare vittime di molestie o violenze di genere sul luogo di lavoro, garantendo la riservatezza dei soggetti coinvolti e valutando specifici percorsi di sostegno psicologico in favore delle vittime utili anche al reinserimento professionale.
Le Parti sottolineano l’importanza dell’emersione del disagio e di evitare l’isolamento della persona vittima di molestie o violenze di genere sul luogo di lavoro.
Ad ulteriore dimostrazione dell’impegno delle Parti e della sensibilità verso situazioni particolarmente difficili, ovvero per i casi di Lavoratrici /Lavoratori inseriti in percorsi di protezione derivanti da violenza di genere e debitamente certificati, il congedo ai sensi del D.Lgs. 80/2015, previsto per un massimo di tre mesi, è elevato a sei mesi.
Le OO.SS firmatarie della presente dichiarazione esprimono soddisfazione per il risultato raggiunto, peraltro alla vigilia della ricorrenza della giornata mondiale contro la violenza sulle donne e, nella radicata consapevolezza dell’importanza della prevenzione attraverso il rafforzamento della cultura del rispetto di genere, ne auspicano la più ampia diffusione.
Roma, 25/11/2020
Le Segreterie Nazionali    
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UGL CREDITO – UILCA
In allegato il testo della dichiarazione congiunta ed il comunicato unitario
Coordinamento Nazionale Credito Cooperativo

Scarica l’allegato: 25.11.2020 COMUNICATO UNITARIO BCC dichiarazione congiunta violenze luoghi lavoro

Scarica l’allegato: DICHIARAZIONE CONGIUNTA in materia di molestie e violenze di genere firmata




BCC: un’occasione persa

Adeguamento delle misure di contrasto alla diffusione del virus
relative al protocollo di settore Credito Cooperativo del 7 maggio 2020.
“UNA OCCASIONE PERSA”

Le Organizzazioni Sindacali FABI  FIRST/CISL  FISAC/ CGIL  UGL CREDITO e UILCA, già a partire dal 30 ottobre u.s. con l’istituzione del tavolo di confronto permanente, si sono costantemente confrontate con Federcasse alla ricerca di soluzioni condivise per adeguare e meglio strutturare il Protocollo in tema di contenimento e contrasto alla pandemia da Cov-sars-2.

Il Protocollo di settore, del 7 maggio u.s., si poneva a presidio e salvaguardia della salute delle Lavoratrici e dei Lavoratori traguardando il superamento della cosiddetta “fase 2”. Oggi, alla luce della mutata situazione che evidenzia una recrudescenza pandemica importante , diventa imprescindibile e necessario renderlo più cogente e stringente, ovvero adattarlo alle nuove esigenze che la cd. “seconda ondata” richiede.

Come OO.SS., nella consapevolezza della criticità del momento, abbiamo improntato il confronto sulla necessità di rafforzare tutti i dispositivi di protezione individuale che agissero su modalità e temporalità di attività lavorative, senza prescindere dalla ferma e dichiarata volontà di tutelare l’universalità delle Colleghe e dei Colleghi, indipendentemente dai colori in cui è suddiviso il Paese.

Poiché il rischio del contagio si diffonde con preoccupazione, allo sportello come negli uffici di sede ed enti centrali, abbiamo semplicemente e ragionevolmente rivendicato il massimo possibile dei sistemi di protezione e la messa in sicurezza delle Lavoratrici e dei Lavoratori.

Nonostante ciò – pur condividendo con Federcasse gli obiettivi di tutela e di responsabilità nei confronti delle Persone che sono chiamate a svolgere quotidianamente il loro servizio pubblico essenziale – abbiamo constatato, con sincero rammarico e disappunto, una chiara e netta divergenza circa la determinazione a considerare il “rischio” nella sua drammaticità e nella sua complessità.

Nel ritenere il mancato accordo una occasione persa, restiamo congiuntamente e convintamente determinati nel definire condizioni a tutela della salute delle Persone, rafforzando il coinvolgimento di tutti i referenti della salute e sicurezza delle Lavoratrici e dei Lavoratori a partire dalle riunioni dei Comitati aziendali, costituiti nelle singole BCC ed Enti Centrali, e della Commissione Nazionale permanente, per monitorare e rendere efficaci, tempo per tempo, tutti i provvedimenti governativi, delle autorità sanitarie e del Protocollo di settore vigente.

Le Organizzazioni Sindacali proseguiranno con convinzione e determinazione il confronto con Federcasse per adeguare i profili dell’accordo del 9 giugno u.s. Un accordo che contempla gli interventi normativi necessari per sostenere le Lavoratrici e i Lavoratori in questo complicato contesto, ed in particolare delle categorie cosiddette più “fragili” e in difficoltà.

Le Organizzazioni Sindacali sono consapevoli e convinte che la situazione pandemica in atto debba porre al centro prima di tutto e soprattutto il valore della salute della Persona e della sicurezza di ogni ambiente lavorativo facendosi, altresì, promotrici di un salto “culturale” che il Credito Cooperativo merita e deve assolutamente e concretamente compiere nella sua interezza di sistema.

Roma, 23 Novembre 2020

Le Segreterie Nazionali
FABI FIRST/CISL FISAC/CGIL UGL CREDITO UILCA




BCC: adeguamento Protocollo sulle misure di contrasto alla diffusione del virus

AGGIORNAMENTI SUI LAVORI IN CORSO

Dopo sei giornate di incontri ininterrotti, abbiamo purtroppo constatato l’impossibilità di raggiungere una sintesi tra le scriventi OO.SS e Federcasse circa la sottoscrizione dell’aggiornamento del Protocollo del 7 maggio 2020 sulle misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19.
Prevale la timidezza di Federcasse sulla volontà e necessità di mettere in sicurezza le Lavoratrici ed i Lavoratori in un contesto pandemico ed una situazione sanitaria di elevata preoccupazione.

Le richieste che abbiamo presentato consistono nell’alzare ed estendere i livelli di protezione, prevedendo, tra gli altri, provvedimenti quali i termoscanner per la rilevazione della temperatura all’ingresso delle sedi di lavoro anche per la clientela, l’obbligo delle mascherine ed una fornitura adeguata dei dispositivi di protezione individuali, ricevimento su appuntamento o contingentamento della clientela, misure volte ad agevolare il “tracciamento dei contatti” e massimo utilizzo della formazione a distanza, oltre il blocco di ogni missione a partire dalle “zone rosse”.
Dobbiamo constatare che dopo questa fitta sessione di incontri la sintesi non è affatto positiva, se non deludente.

Riconosciamo lo sforzo di Federcasse ad essere impegnata sulla materia, anche in modo permanente, ma lo svolgimento del compito e l’attenzione al livello di rischio globale non è parimenti soddisfacente.
A questo punto l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie, che sono assolutamente indispensabili, hanno determinato la decisione di riprendere il confronto il 18 novembre.

Nel frattempo le Organizzazioni Sindacali sono impegnate su tutto il territorio nazionale a difesa delle Lavoratrici e dei Lavoratori e alla verifica dell’attuazione e del rispetto delle misure di prevenzione, contrasto e contenimento del virus Covid-19, previste dagli attuali protocolli sicurezza e dall’ultimo DPCM del 3 novembre u.s.
E’ assolutamente urgente rafforzare e coordinare un quadro comune di misure condivise per le aziende del Credito Cooperativo per affrontare in modo omogeneo ed univoco questa rinnovata fase di emergenza, indipendentemente dalla rispettiva colorazione delle “zone”, mettendo al centro la salvaguardia della salute e sicurezza delle Lavoratrici, dei Lavoratori e della clientela, compatibilmente con il ruolo di servizio essenziale che viene richiesto alle BCC come banche di comunità.

Roma, 13/11/2020             

Le Segreterie Nazionali    
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UGL CREDITO – UILCA