Decreto Cura Italia: ad aprile in busta paga l’erogazione del Bonus di € 100

Con la busta paga di aprile verrà erogato il Bonus 100,00 euro, contenuto nel decreto Cura Italia, a sostegno dei lavoratori.

Il bonus in questione spetta a tutti i dipendenti pubblici e privati, che nel mese di marzo hanno prestato servizio lavorativo nella propria sede di lavoro assegnata, in missione, in trasferta o distacco.

Il bonus spetta, e va in tal senso riproporzionato, solo per le giornate in cui il dipendente si è recato a lavoro garantendo la presenza fisica nel mese di marzo 2020. Tale misura, inoltre, si rivolge ai lavoratori dipendenti che nel corso dell’anno 2019 hanno conseguito un reddito da lavoro dipendente non superiore i 40 mila euro [1] ed è erogato direttamente dal datore di lavoro nella busta paga.

Riguardo la modalità di calcolo del bonus, alla vigilia della sua erogazione, è intervenuta l’Agenzia delle Entrate che con la risoluzione n. 18 del 9 aprile 2020, a maggior dettaglio di quanto già indicato nella circolare n.8/E del 3 aprile 2020, specifica le regole di erogazione dello stesso.

 

Cinque minuti per saperne di più:

Il bonus di 100 euro non spetta per le giornate di cassa integrazione, ferie, malattia, permessi e per le giornate lavorate in smart working.

Nessuna differenza tra part time e full time, infatti il premio di 100 euro è da riconoscere al lavoratore che abbia svolto la propria prestazione in sede, in base ai giorni previsti dal contratto, indipendentemente se in full time o part time.

Quindi l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 18 fornisce nuove indicazioni, alternative a quelle riportate nella circolare 8/E, per il metodo di calcolo del bonus, da riconoscere in busta paga in relazione ai giorni lavorati per il mese di marzo:

  • il datore di lavoro potrà calcolare l’importo del bonus da riconoscere al dipendente utilizzando il rapporto tra giorni di presenza in sede effettivamente lavorati(indipendentemente dal numero di ore prestate) e giorni lavorabili in base a quanto previsto dal contratto collettivo.
  • il valore del bonus da riconoscere sarà dato dall’importo di 100,00 euro moltiplicato per il rapporto di cui sopra.

Ovviamente il lavoratore, con contratto full time o part time, che ha svolto la propria prestazione lavorativa in presenza per tutti i giorni previsti dal contratto avrà diritto al premio in misura piena.

Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura della risoluzione n. 18 del 9 aprile 2020 della Agenzia delle Entrate sul sito web della Agenzia delle Entrate.

Di seguito alcuni esempi di calcolo del bonus di 100,00 euro per i lavoratori con contratto full time o part time, riportati nella risoluzione 18 della Agenzia delle Entrate dove bene si specifica che non si tiene conto dell’orario di lavoro bensì esclusivamente dei giorni lavorati in sede nel mese di marzo.

Esempio 1 contratto full time

“Un lavoratore, per effetto del suo contratto, lavora dal lunedì al venerdì, quindi, per il mese di marzo avrebbe dovuto lavorare 22 giorni (“giorni lavorabili, caso del nostro CCNL”). Supponiamo che il lavoratore abbia goduto di 9 giorni di ferie dal 9 al 13 marzo e dal 16 al 19 marzo, mentre nei giorni 30 e 31 marzo abbia lavorato in smart working.
Ai fini del calcolo del premio spettante si dovrà, pertanto, tener conto che il soggetto ha lavorato presso la propria sede di lavoro 11 giorni sui 22 previsti. Al lavoratore spetteranno, pertanto, 11/22 di 100, vale a dire euro 50.”

Il premio non spetta per i giorni in cui il lavoratore non ha svolto la propria attività lavorativa presso la sede di lavoro, in quanto ha espletato l’attività lavorativa in telelavoro o in smart working, ovvero è stato assente per qualsiasi altro motivo (ferie, malattia, permessi retribuiti o non retribuiti, congedi, ecc.).

Esempio 2: contratto di part time orizzontale

“Un lavoratore, per effetto del suo contratto, lavora dal lunedì al venerdì. In tale ipotesi, ancorché per un numero di ore inferiore all’orario di lavoro ordinario, per il mese di marzo i giorni lavorabili sono 22.
Supponiamo che il lavoratore abbia lavorato presso la propria sede di lavoro per metà del periodo previsto (11 giorni), allo stesso spetterà l’importo di euro 50.”

Esempio 3: contratto di part time verticale

“Un lavoratore, per effetto del suo contratto, lavora dal lunedì al giovedì, quindi, per il mese di marzo i giorni lavorabili sono 18 giorni. Supponiamo che il lavoratore abbia lavorato presso la propria sede di lavoro per tutto il periodo previsto (18 giorni), allo stesso spetterà il premio di 100 euro”.

[1] Il datore di lavoro potrebbe richiedere al lavoratore una autodichiarazione (ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR n. 445/2000) che attesti l’importo del reddito di lavoro dipendente conseguito nell’anno 2019.

 

Coordinamento Nazionale Fisac Credito Cooperativo

 

Scarica l’allegato: FisacBCCInforma_Covid19_bonus100euro




BCC: la cassetta degli attrezzi

La situazione in cui versa il Paese, stretto dalla morsa della pandemia, richiede al mondo del lavoro che siano osservate le più prudenti e rigorose normative ed osservanze in materia di profilassi igienico sanitaria e di condizioni di sicurezza degli ambienti di lavoro.

Per consentire comunque la continuità operativa, mettendo in sicurezza al meglio delle possibilità l’intera categoria del Credito Cooperativo, occorre dotarsi di tutti gli strumenti normativi a disposizione senza esclusioni o preclusioni ma utilizzandoli con consapevolezza e lungimiranza.
Questo perché, inevitabilmente, la crisi pandemica si riverbererà con onde di lunghezza importanti e altrettanto preoccupanti sulla realtà economica già fragile del Paese e impegnerà severamente il settore del Credito Cooperativo, da sempre a sostegno delle realtà produttive, a partire dalle Famiglie, dagli artigiani, i professionisti, le piccole imprese e le comunità locali.

Le OO.SS. hanno avviato e condiviso con Federcasse, i Gruppi Bancari e Cassa Raiffeisen il percorso con il Protocollo del 24 marzo e rimangono fortemente convinte che solo proseguendo e sviluppando anche la parte che indica gli strumenti e i profili di intervento normativo nella loro gradualità ed estensione si possano dare risposte concrete e coerenti nel breve e medio periodo di questa crisi pandemica ed economica.

Le OO.SS. ritengono a ben vedere che si debba incominciare a ragionare e definire una cornice compiuta di strumenti della “cassetta degli attrezzi “che parta dalla considerazione e messa a punto della Banca del Tempo Solidale, dei permessi e congedi parentali, della banca delle ore e delle ex festività, delle ferie pregresse e poi solo successivamente al ricorso degli ammortizzatori sociali di categoria.

Le OO.SS. ritengono che le disponibilità in capo al Fondo di “sostegno al reddito”, quali il ricorso all’assegno ordinario per la riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, vadano presidiate e utilizzate per un periodo che non sarà certamente breve e che in futuro tenderà ad impegnarle in modo crescente ed esponenziale

In tutto ciò, e non in altre fantasiose allusioni sul ruolo del Sindacato, vanno ricercate le vere motivazioni del mancato accordo, che Federcasse ed i Gruppi avrebbero voluto velocemente raggiungere nella giornata di sabato scorso 4 aprile, per attingere “semplicemente” allo strumento di solidarietà di categoria.

Le OO.SS. stigmatizzano, inoltre, taluni “ordini di servizio” che pervengono dalle BCC-CR e dalle Capogruppo, con iniziative unilaterali, circa la fissazione tassativa di giornate/settimane di ferie, relative all’anno 2020, da effettuarsi entro il mese di maggio.

Le OO.SS. ribadiscono perciò a tutte le loro strutture che mai come in questo periodo ci si debba coordinare per le attività sindacali e le iniziative sul territorio, con i Coordinamenti di Gruppo e le Segreterie Nazionali per avere il massimo di coesione e di omogeneo comportamento rispetto alle eventuali ed episodiche iniziative delle singole BCC-CR e Cassa Raiffeisen aderenti ai Gruppi medesimi.

Le OO.SS. sono assolutamente consapevoli della complessiva difficoltà del momento e altrettanto convinte che solo la capacità e la determinazione di tutto il Quadro Sindacale unito possa perseguire e garantire le risposte ai bisogni e alle necessità di tutte le Lavoratrici e i Lavoratori schierati in prima linea, mai come in questo periodo, nel fronteggiare con le loro capacità e abnegazione questo tormentato momento storico.

Roma li 9/4/2020

Le Segreterie Nazionali
FABI FIRST/CISL FISAC/CGIL SINCRA/UGL UILCA

 

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Federcasse: un protocollo per la salute di tutte le persone




Sottoscritto protocollo con ABI e Federcasse per anticipazione CIG

Dal servizio di Valentina Conte su Repubblica.it – I primi soldi della Cassa integrazione arriveranno entro Pasqua, dunque ben prima dei canonici 2-3 mesi di lavorazione delle pratiche. La convenzione sottoscritta dalle parti sociali (sindacati e imprese), Abi (Associazione bancaria italiana) e ministro del Lavoro Nunzia Catalfo consente agli istituti di credito di anticipare fino a un massimo di 1.400 euro per la Cig a zero ore di 9 settimane (assegno proporzionato, se per periodi inferiori o se part-time). Tanto quanto dura il periodo di copertura previsto dal decreto Cura Italia per i lavoratori delle imprese chiuse per l’epidemia. Ma che presto potrebbe essere allungato dal governo nel decreto di aprile.

Tanto quanto dura il periodo di copertura previsto dal decreto Cura Italia per i lavoratori delle imprese chiuse per l’epidemia. Ma che presto potrebbe essere allungato dal governo nel decreto di aprile. La convenzione si presenta come un’operazione a costo e burocrazia zero per il lavoratore. Le banche, come nel decennio della crisi finanziaria partita nel 2008, anticiperanno le somme e verranno poi ristorate direttamente da Inps. Qualora l’importo complessivo della Cig fosse superiore ai 1.400 euro, sarà  la stessa banca a integrare la differenza, una volta incassate le risorse extra dall’Istituto di previdenza “entro al massimo 7 mesi”.

Dall’account twitter del portavoce del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini:

Dl Cura Italia, Landini: somme a lavoratori da banche convenzionate Anticipo fino a 1.400 euro per cig a zero ore di 9 settimane . Governo, Parti sociali, Banche hanno raggiunto a tarda notte un accordo per non lasciare i lavoratori in Cig per il Covid-19 senza integrazione al reddito. In attesa che le aziende eroghino l’integrazione al reddito (cig in deroga per il coronavirus) saranno le banche convenzionate ad anticipare le somme ai lavoratori. E’ quanto si legge sull’account Twitter del portavoce del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Le banche convenzionate – si prosegue – daranno un anticipo fino a 1.400 euro per la cig a zero ore di 9 settimane (assegno proporzionato se per periodi inferiori o se part time). Gli anticipi bancari sono per i lavoratori che utilizzano i trattamenti di integrazione al reddito previsti dal decreto 18/20.


ALLEGATI:


FEDERCASSE E SEGRETERIE NAZIONALI DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEL CREDITO COOPERATIVO SU CONVENZIONE PER L’ANTICIPAZIONE DELLA CASSA INTEGRAZIONE

Soddisfazione per Convenzione promossa dalla Ministra del Lavoro Catalfo e sottoscritta dalle Parti Sociali nella notte tra il 30 e il 31 marzo. Federcasse promuoverà l’adesione alla Convenzione da parte delle BCC, delle Casse Rurali e delle Casse Raiffeisen anche attraverso le rispettive Capogruppo Iccrea Banca e Cassa Centrale Banca e la Federazione Raiffeisen.

Federcasse e le Organizzazioni Sindacali di categoria (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Sincra Ugl Credito) esprimono soddisfazione per i contenuti della Convenzione promossa dalla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo e sottoscritta dalle Parti Sociali ieri notte, per favorire da parte delle banche l’anticipazione ai lavoratori dei trattamenti ordinari di integrazione al reddito e di cassa integrazione in deroga per la sospensione dal lavoro causata dall’emergenza Covid-19.

Federcasse – che ha contribuito alla Convenzione fornendo propri spunti attraverso ABI e Confcooperative alle quali va un ringraziamento – promuove con convinzione l’adesione alla Convenzione da parte delle Banche di Credito Cooperativo e delle Casse Rurali, con la collaborazione delle rispettive Capogruppo, e delle Casse Raiffeisen, attraverso la Federazione Raiffeisen.

Ciò in continuità con precedenti e proficue esperienze già intraprese in numero significativo anche con accordi a livello regionale e provinciale dalle banche della Categoria e in linea con la particolare attenzione per natura dedicata alle esigenze dei soci, delle famiglie e delle imprese clienti. L’obiettivo statutario delle BCC di contribuire alla coesione sociale dei territori e di proteggerne il capitale umano affiancando chi vi lavora e vi abita potrà essere ulteriormente perseguito in una fase di ciclo negativo senza precedenti.

Federcasse e le Organizzazioni sindacali del Credito Cooperativo, come condiviso nel Protocollo sottoscritto il 24 marzo scorso sulle Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 nella Categoria del Credito Cooperativo, che prevede l’accesso della clientela nelle filiali solo su appuntamento, invitano coloro che saranno interessati alle misure previste dalla Convenzione a rivolgersi telefonicamente o via e-mail alla propria BCC-Cassa Rurale-Cassa Raiffeisen per ricevere l’assistenza necessaria.

Roma, 31 marzo 2020




Le Segreterie Abruzzo Molise scrivono a Prefetti per pagamento pensioni e CIG

Al Prefetto di Pescara
protocollo.prefpe@pec.interno.it

Al Prefetto dell’Aquila
protocollo.prefaq@pec.interno.it

Al Prefetto di Chieti
protocollo.prefch@pec.interno.it

Al Prefetto di Teramo
protocollo.prefte@pec.interno.it

Al Prefetto di Campobasso
protocollo.prefcb@pec.interno.it

Al Prefetto di isernia
protocollo.prefis@pec.interno.it

Oggetto: Richiesta di presidio per rischio contagio COVID-19 in prossimità di filiali di Aziende di Credito, in occasione delle prossime scadenze di pagamento delle pensioni e cassa integrazione.

Ill.mo Sig. Prefetto,

le scriventi Organizzazioni Sindacali del settore del Credito sono a rappresentarLe con la presente la preoccupazione derivante dal prossimo pagamento delle pensioni e della cassa integrazione presso gli sportelli bancari della Sua Provincia, quanto a rischio di grande affluenza ed attese in coda di clientela in genere, ed anziana in particolare.

Le recenti disposizioni previste da ABI e rivolte a tutte le aziende di credito associate, dopo intensa trattativa con le controparti sindacali di settore, prevedono l’invito ai clienti a recarsi fisicamente in banca solo per compiere operazioni indifferibili e urgenti e comunque previo appuntamento. Trattasi di modalità di relazione sicuramente nuove e non ancora del tutto metabolizzate da gran parte della clientela tradizionale e/o anziana, non del tutto avvezza all’utilizzo di strumenti di monetica o di internet banking; le prossime scadenze tecniche di cui all’oggetto, quindi, rappresentano certamente un concreto rischio di assembramenti di persone al di fuori degli ingressi delle agenzie con conseguente possibile contagio da COVID-19.
A questa evidente criticità si somma la carenza presso gran parte della rete bancaria della Provincia di adeguati dispositivi di igiene e protezione individuale, nella disponibilità del personale bancario addetto e della clientela, aumentando sensibilmente il rischio epidemiologico della diffusione virale.

Dunque, al fine ultimo di mitigare quanto più possibile ogni rischio sanitario derivante da tali possibili assembramenti di utenza, chiediamo il Suo autorevole intervento volto a porre in essere ogni misura di monitoraggio della situazione quanto a rispetto della normativa vigente in materia di COVID-19, al fine ultimo di garantire al meglio la salute pubblica e l’incolumità di tutti.

Da parte nostra garantiamo l’attivazione di ogni presidio sul territorio volto a segnalare eventuali situazioni di criticità alle competenti Autorità di Polizia, quanto a scelte organizzative aziendali e/o comportamenti individuali della clientela non conformi alle disposizioni di legge.

Nel ringraziarLa per l’attenzione che ci vorrà riservare, restiamo a Sua completa disposizione per ogni esigenza di chiarimento ulteriore.

Pescara, 28 marzo 2020

 

LE SEGRETERIE
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UIL C.A. – UNISIN

 

Scarica la Lettera ai Prefetti ABRUZZO MOLISE




Federcasse: un protocollo per la salute di tutte le persone

La pausa di riflessione è servita a Federcasse per comprendere la necessità di definire una condivisione concreta a tutela della salute delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Credito Cooperativo.

Le Segreterie Nazionali hanno sottoscritto quindi un “protocollo” sostanzialmente in linea con quelli firmati in Abi e in Ania. Nelle previsioni del protocollo è stata fortemente accentuata l’attenzione per tutte le lavoratrici e i lavoratori del Credito Cooperativo a partire da tutti coloro in questo drammatico periodo sono impegnati nell’attività di sportello e di filiale.
La pausa di riflessione è servita a Federcasse per comprendere la necessità di definire una condivisione concreta a tutela della salute delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Credito Cooperativo.
Le Segreterie Nazionali hanno sottoscritto quindi un “protocollo” sostanzialmente in linea con quelli firmati in Abi e in Ania. Nelle previsioni del protocollo è stata fortemente accentuata l’attenzione per tutte le lavoratrici e i lavoratori del Credito Cooperativo a partire da tutti coloro in questo drammatico periodo sono impegnati nell’attività di sportello e di filiale.
Il Protocollo dà precise indicazioni su come gestire le attività lavorative quotidiane a partire da una corretta e coerente informativa e attività formativa di prevenzione.
Viene regolato l’accesso e la permanenza nei luoghi di lavoro, rese cogenti le misure igienico sanitarie quali sono i dispositivi di protezione (kit sanitari e vetri in plexiglas).
Vengono regolate, inoltre, le modalità di accesso al pubblico regolato tramite appuntamento telefonico o mezzo mail.
Il Protocollo impegna altresì TUTTE le aziende del Credito Cooperativo a partire da una puntuale e corretta attività di informazione a carattere preventivo, nel regolare l’accesso e la permanenza nei luoghi di lavoro adeguando le misure igienico – sanitarie, gli idonei dispositivi di protezione individuale e le modalità di accesso e svolgimento dei servizi al pubblico.
Viene ribadito anche il presupposto di limitare fortemente la mobilità tra le sedi aziendali per ridurre al minimo il rischio di diffusione del contagio. Verrà regolato e presidiato il flusso della clientela nei giorni del pagamento delle pensioni e per gli adempimenti contemplati dai diversi decreti e disposizioni, quali ad esempio congelamento rate mutuo, piuttosto che delle anticipazioni della cassa integrazione.
Il Protocollo istituisce una specifica Commissione Nazionale Permanente con lo scopo di presidiare e governare le attività in materia di salute e sicurezza in merito al contenimento e prevenzione della diffusione del Covid 19. Tale commissione nazionale agirà in stretta relazione con i Comitati Aziendali istituiti per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo stesso.
Durante l’incontro le parti hanno condiviso l’opportunità di prevedere una tutela assicurativa specifica per il rischio Covid 19 a favore dei dipendenti con le modalità che saranno individuate a breve, in linea con quanto già definito in alcune realtà del credito cooperativo.
In alcune zone del Paese la situazione è drammatica e questo protocollo interviene a supporto e argine per fornire primi strumenti di intervento concreto per la tutela e la sicurezza delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Credito Cooperativo.
Le Organizzazioni Sindacali vigileranno e si attiveranno costantemente per declinare i principi contenuti nel Protocollo in specifiche azioni mirate alla sua concreta e più estesa applicazione possibile.

Le Organizzazioni Sindacali esprimono la loro piena solidarietà e vicinanza a tutti i Colleghi – Colleghe che vivono queste dolorose giornate in “prima linea” e a chi si ritrova a lavorare nelle zone più colpite dalla pandemia. Invitiamo quindi tutti i Lavoratori e le Lavoratrici a tenersi tra di loro in stretta sinergia con le scriventi Organizzazioni Sindacali e con gli RLS delle proprie aziende.

N
ESSUN LAVORATORE E LAVORATRICE VERRÀ LASCIATO DA SOLO!

 

 

Scarica l’allegato: Comunicato unitario su protocollo condiviso con Federcasse_

 




Coronavirus: il Credito Cooperativo non trova accordo su “Protocollo Sicurezza”

“Differenti per forza” ma non abbastanza per difendere insieme “ il bene comune”

La grave emergenza sanitaria COVID-19 non accenna a diminuire e, pur essendo tutte le misure del Governo improntate al motto “IO RESTO A CASA”, le stesse prevedono al contempo che i servizi bancari, finanziari ed assicurativi siano garantiti. Dunque le lavoratrici ed i lavoratori del Credito Cooperativo, come tanti altri addetti dei servizi essenziali, NON possono restare a casa!

Ma se assicurare le attività dei servizi bancari significa contribuire alla diffusione del virus (in contrasto peraltro con tutte le previsioni legislative), mettendo a rischio anche “le lavoratrici e i lavoratori” del Credito Cooperativo, e con essa, di qui a breve, la stessa possibilità di continuare a garantire il servizio che viene richiesto, allora questo non è né “cooperativo” né lungimirante; e per noi INACCETTABILE!

Consapevoli che il Credito Cooperativo, proprio per la sua peculiare funzione economica e sociale, a maggior ragione in questo particolare frangente, è chiamato a prestare il proprio servizio alle comunità territoriali delle quali è espressione, riteniamo però che tutto ciò debba avvenire adottando tutte le misure di massima sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, a tutela della salute di TUTTI ed in ossequio alle previsioni legislative.

Siamo altresì convinti che le attività minime da erogare come servizio alla clientela, potrebbero e dovrebbero essere assicurate con una diversa organizzazione del lavoro e favorendo l’assistenza ed il lavoro da remoto.

Sulla base di questi “capisaldi” ci siamo confrontati con Federcasse in una due giorni di serrata trattativa che, purtroppo, si è chiusa con un mancato accordo.

Confidavamo davvero di poter raggiungere l’intesa e poter dotare il Credito Cooperativo del suo “Protocollo di sicurezza” (nel solco del Protocollo interconfederale sottoscritto tra Governo e Parti Sociali lo scorso 14 marzo 2020).

Tale Protocollo avrebbe potuto definire con chiarezza modalità operative e strumenti da adottare con immediatezza per fronteggiare questa terribile emergenza sanitaria, dando un indirizzo univoco alla categoria del credito cooperativo, evitando soluzioni diversificate banca per banca, ed assicurare in tutti i luoghi di lavoro, sicurezza in termini di salute e servizi essenziali, nonché il lavoro ed il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori.

Tale Protocollo condiviso con le Organizzazioni Sindacali, avrebbe costituito un importante passo in avanti, un segno distintivo del Credito Cooperativo ed un sicuro segnale di coesione e di responsabilità in un momento in cui l’intero Paese richiede a gran voce solidarietà.

Ma, nonostante le dichiarazioni di sempre, per la categoria del Credito Cooperativo, tutto questo non è stato possibile.

Tuttavia, come la stessa Federcasse ha dichiarato al termine della trattativa, il lavoro di questi due giorni ha prodotto risultati apprezzabili che sono per lo più presenti nella ultima Circolare immediatamente redatta dalla stessa Federcasse ed inviata in data 19 marzo u.s. alle proprie associate.

Risultati apprezzabili ma per noi non sufficienti! Perché se non si conviene sul fatto che, in assenza di idonei presidi e adeguate misure di sicurezza non si può quantomeno aprire al pubblico, e se poi non si condivide neanche che il ruolo di raccordo con gli RLS e gli RSA è assolutamente indispensabile, allora vuol dire che non si riconosce davvero la gravità del momento.

Ma noi comunque, con o senza Protocollo di categoria, ci siamo! E continueremo a svolgere il nostro ruolo, in ogni azienda ed in ogni territorio, in assistenza e supporto ai colleghi a cominciare dalla costituzione dei “comitati aziendali” per la sicurezza (così come previsti dall’accordo interconfederale del 14 marzo 2020); presidiando tutte le aziende e richiamando, con tutti i mezzi a nostra disposizione, il rispetto puntuale di tutte le norme di legge, in raccordo con tutte le strutture che la CGIL mette a disposizione a livello territoriale e nazionale.

INSIEME CE LA FAREMO!

 

Roma, 20/3/2020

 

Il Coordinamento Nazionale Fisac-CGIL Credito Cooperativo

 

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BCC: l’ora della responsabilità

 

 




BCC: l’ora della responsabilità

Non sono state sufficienti le giornate di incontro il 17 e 18 marzo, sviluppate tramite videoconferenza, per definire e condividere con positività il verbale di protocollo sulle misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus “Covid-19” nel settore del Credito Cooperativo.

Le Segreterie Nazionali, con la partecipazione delle Delegazioni Sindacali di Gruppo, con determinazione e pervicacia, hanno sviluppato ogni considerazione ed azione utile per raggiungere l’obiettivo.

Tuttavia, sono rimaste importanti distanze con Federcasse e i Gruppi Cooperativi sulle modalità e gli interventi che con carattere di estrema rapidità, efficacia ed essenzialità dovevano già essere messi in atto dal Credito Cooperativo in questo straordinario e gravissimo momento.

La richiesta di chiusura di tutti gli sportelli per 15 giorni non è stata giudicata possibile da Federcasse, che deve ancora riunire in questi giorni i propri “organismi”.

Di più, anche le condizioni di sicurezza nell’operatività quotidiana, a partire da quelle effettuate allo sportello, non venivano affrontate e garantite nella loro interezza e complessità.

Nessuna disponibilità da parte di Federcasse a sottoscrivere un protocollo, quindi, che avesse carattere di univocità e uniformità di indirizzo e comportamento per i Gruppi e tutte le Associate al fine di garantire i “kit sanitari” a tutte le Colleghe e i Colleghi, le protezioni in plexiglas, la riduzione degli orari di sportello e la regolazione delle attività bancarie veramente “indispensabili” da fornire a chi accede ancora oggi in banca.

Nessun reale coinvolgimento, inoltre, degli RLS, a dispetto del ruolo che dovranno agire nei Comitati aziendali di prossima istituzione.

Gli interventi a sostegno delle Lavoratrici e dei Lavoratori, che attraversano straordinarie difficoltà in questo tormentato frangente, erano appena indicati, blandi, senza concretamente garantire le condizioni di igiene e sicurezza degli ambienti di lavoro e per niente sviluppati con iniziative appropriate e istanze coraggiose e determinate per marcare la “differenza” del Credito Cooperativo.

Replicare la condivisione di misure di prevenzione per il contenimento della diffusione del virus, già definite con l’accordo tra Governo e Sindacati e con il protocollo tra le OO.SS. e l’ABI non assumeva alcun senso se non quello di ribadire che anche Federcasse aveva svolto il proprio ruolo di rappresentanza.

Nonostante ciò Federcasse ha assunto unilateralmente l’ultimo testo della “bozza” in discussione alla mezzanotte del 18 marzo e lo ha diffuso direttamente ai Gruppi e alle sue Associate come circolare di linee guida sul tema “Covid-19”.

Si è persa un’occasione storica da parte di Federcasse e delle Capogruppo per dimostrare il “valore” dello spirito cooperativo e per dimostrare reale e concreta vicinanza a tutte le Collaboratrici e i Collaboratori in questi tempi drammatici.

Le Segreterie Nazionali e le Delegazioni di Gruppo continueranno sicuramente a profondere ogni possibile impegno sul territorio a difesa e presidio della salute e sicurezza di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.

Le Segreterie Nazionali, con le Delegazioni di Gruppo, promuoveranno in ogni modo possibile, a partire dalle Capogruppo ed in tutte le Associate, idonei protocolli di sicurezza ed interventi concreti a sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici, per fornire tangibili risposte alle gravissime difficoltà quotidiane che affrontano.

Essere comunità cooperativa non significa voltarsi dall’altra parte quando l’emergenza e la drammaticità di questi tempi impone di non abbandonare i lavoratori e le lavoratrici a sé stessi.

Occorre molto più coraggio, determinazione ed “anima” da parte dei signori del Credito Cooperativo, occorre ora ed adesso, perché domani è già tardi.

Roma, 20/03/2020


Le Segreterie Nazionali BCC
Le Delegazioni di Gruppo BCC

FABI FIRST/CISL FISAC/CGIL SINCRA/UGL UILCA




Banche e assicurazioni: precauzioni inadeguate, i clienti limitino al massimo le visite

Coronavirus: banche e assicurazioni, occorre garantire la sicurezza anche nelle attività di pubblica utilità

Il DPCM del 11 marzo 2020, riguardante il contenimento del Coronavirus, garantisce il funzionamento degli sportelli bancari e assicurativi.

Per ottemperare a tale dispositivo e per garantire, in modo assolutamente efficace, la non trasmissione del virus, tutti i luoghi di lavoro, le filiali e le agenzie di assicurazione, devono essere sanificate ed occorre garantire alle lavoratrici e lavoratori il materiale di protezione, per non mettere a repentaglio la loro l’incolumità e quella dei clienti/cittadini.
Vengono segnalati comportamenti difformi tra Gruppi Bancari e Assicurativi e, in molti casi, l’inesistenza attutiva dei dispositivi di legge, penalmente perseguibili.

Le OO.SS. si riservano ogni azione di tutela individuale.

Nel contempo, invitano tutti i cittadini al totale rispetto delle previsioni del richiamato DPCM, che consente gli spostamenti solo se motivate da “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, ovvero per motivi di salute”, e, quindi, ad evitare di recarsi allo sportello per operazioni non strettamente necessarie.

UN APPELLO ALLA CLIENTELA: RESTINO A CASA!

 

COMUNICATO STAMPA DELLE SEGRETERIE REGIONALI ABRUZZO MOLISE
FABI       FISAC/CGIL       FIRST/CISL       UILCA       UNISIN territoriale

 

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I Sindacati scrivono al Ministro dell’Interno: sono a forte rischio dipendenti e clienti delle banche

MINISTRO DELL’INTERNO
Luciana Lamorgese
Piazza del Viminale, 1 00184 Roma

Il decreto della Presidenza del consiglio dei ministri dell’11 marzo 2020, nel dettare ulteriori disposizioni volte a contenere la diffusione del virus Covid-19, ha disposto la chiusura, fino al 25 marzo prossimo, di alcune attività ed esercizi commerciali. Tra le attività oggetto delle disposizioni del citato dpcm non rientrano, poiché incluse tra i servizi pubblici essenziali, le attività bancarie.

Il settore bancario – e soprattutto le lavoratrici e i lavoratori bancari – è esposto, pertanto, assieme ad altri, al rischio di contagio del Coronavirus.

Nonostante i richiami e gli appelli delle istituzioni oltre che i divieti posti dai recenti decreti sull’emergenza sanitaria in corso, registriamo in tutto il territorio nazionale l’affluenza massiccia di clientela presso gli sportelli bancari, anche per svolgere operazioni non urgenti. In particolare, vengono segnalate, dalle nostre strutture territoriali, code di anziani ovvero la categoria più fragile e più a rischio di contagio.

Pur nella consapevolezza del ruolo centrale e di supporto che le lavoratrici e i lavoratori bancari svolgono quotidianamente al servizio della collettività, delle famiglie e delle imprese, chiediamo il supporto delle Forze dell’ordine affinché sia garantito il massimo rispetto delle disposizioni normative nell’interesse di tutti cittadini e della categoria che rappresentiamo.

Abbiamo la massima attenzione e dedizione a questa situazione, convinti la salute e la sicurezza del Paese sono in cima alle priorità di tutte le organizzazioni e delle istituzioni.

Restiamo a disposizione del Ministero, sia a livello centrale sia a livello territoriale presso le Prefetture, per condividere informazioni ed eventuali violazioni delle norme in vigore.

Con molti cordali saluti

Roma, 12 marzo 2020

I Segretari Generali
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin




Le richieste dei Segretari Generali alle controparti per prevenire i contagi

Per 
ABI
FEDERCASSE
AGENZIE ENTRATE-RISCOSSIONI
Nella serata di ieri mercoledì 11 marzo sono state istituite dal Governo nuove misure per contenere la diffusione del contagio del virus Covid-19, che, tra l’altro, limitano ulteriormente la mobilità delle persone nel Paese e determinano la chiusura di varie attività commerciali e di servizio al pubblico.
In tale atto è stabilito che rimarranno attivi i servizi bancari, postali, finanziari e assicurativi, in quanto essenziali.
Ribadiamo quindi con forza che il prosieguo dell’operatività nelle aziende vostre associate debba proseguire solo e soltanto limitandosi a svolgere le funzioni indispensabili al servizio dei cittadini e del Paese, in linea con queste disposizioni.
È fondamentale e indifferibile che vengano adottate soluzioni coerenti, in modo da uniformare lo svolgimento del servizio di attività di banche e assicurazioni, che in questo momento, come indicato dal Decreto, non possono considerarsi aziende che operano sul mercato, ma soggetti sociali che svolgono una funzione essenziale al servizio dei cittadini e a quella si devono limitare, a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e dei cittadini.
Chiediamo pertanto che sia contenuto in modo sistematico lo spostamento dei dipendenti e la loro presenza in servizio con permessi retribuiti ulteriori rispetto a quelli contrattualmente previsti, che siano ridotte le aperture degli sportelli in termini territoriali e di orario, in modo compatibile con lo svolgimento dei servizi essenziali, che siano sospese le attività che non rientrano in tale fattispecie e che tutto il personale sia dotato di mascherine a norma e di ogni altro presidio di prevenzione utile a salvaguardate la sua salute.
In tale ambito denunciamo come del tutto inaccettabile e irresponsabile il persistere di continue richieste alle lavoratrici e ai lavoratori di perseguire obiettivi di carattere commerciali, con pressioni fuori da qualsiasi logica rispetto alla gravità della situazione e all’emergenza che sta attraversando il Paese.
Non siamo più disposti a tollerare alcun episodio di tale natura e valuteremo qualsiasi azione conseguente nei confronti dei casi che ci saranno segnalati.
In questo momento di enorme difficoltà per tutto il Paese è l’ora della responsabilità e siamo pronti, in tale spirito, a concordare e supportare iniziative conseguenti.
Roma, 12 marzo 2020
I Segretari Generali Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin
Lando Sileoni – Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni – Massimo Masi – Emilio Contrasto

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