Sottoscritto protocollo con ABI e Federcasse per anticipazione CIG

Dal servizio di Valentina Conte su Repubblica.it – I primi soldi della Cassa integrazione arriveranno entro Pasqua, dunque ben prima dei canonici 2-3 mesi di lavorazione delle pratiche. La convenzione sottoscritta dalle parti sociali (sindacati e imprese), Abi (Associazione bancaria italiana) e ministro del Lavoro Nunzia Catalfo consente agli istituti di credito di anticipare fino a un massimo di 1.400 euro per la Cig a zero ore di 9 settimane (assegno proporzionato, se per periodi inferiori o se part-time). Tanto quanto dura il periodo di copertura previsto dal decreto Cura Italia per i lavoratori delle imprese chiuse per l’epidemia. Ma che presto potrebbe essere allungato dal governo nel decreto di aprile.

Tanto quanto dura il periodo di copertura previsto dal decreto Cura Italia per i lavoratori delle imprese chiuse per l’epidemia. Ma che presto potrebbe essere allungato dal governo nel decreto di aprile. La convenzione si presenta come un’operazione a costo e burocrazia zero per il lavoratore. Le banche, come nel decennio della crisi finanziaria partita nel 2008, anticiperanno le somme e verranno poi ristorate direttamente da Inps. Qualora l’importo complessivo della Cig fosse superiore ai 1.400 euro, sarà  la stessa banca a integrare la differenza, una volta incassate le risorse extra dall’Istituto di previdenza “entro al massimo 7 mesi”.

Dall’account twitter del portavoce del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini:

Dl Cura Italia, Landini: somme a lavoratori da banche convenzionate Anticipo fino a 1.400 euro per cig a zero ore di 9 settimane . Governo, Parti sociali, Banche hanno raggiunto a tarda notte un accordo per non lasciare i lavoratori in Cig per il Covid-19 senza integrazione al reddito. In attesa che le aziende eroghino l’integrazione al reddito (cig in deroga per il coronavirus) saranno le banche convenzionate ad anticipare le somme ai lavoratori. E’ quanto si legge sull’account Twitter del portavoce del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Le banche convenzionate – si prosegue – daranno un anticipo fino a 1.400 euro per la cig a zero ore di 9 settimane (assegno proporzionato se per periodi inferiori o se part time). Gli anticipi bancari sono per i lavoratori che utilizzano i trattamenti di integrazione al reddito previsti dal decreto 18/20.


ALLEGATI:


FEDERCASSE E SEGRETERIE NAZIONALI DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEL CREDITO COOPERATIVO SU CONVENZIONE PER L’ANTICIPAZIONE DELLA CASSA INTEGRAZIONE

Soddisfazione per Convenzione promossa dalla Ministra del Lavoro Catalfo e sottoscritta dalle Parti Sociali nella notte tra il 30 e il 31 marzo. Federcasse promuoverà l’adesione alla Convenzione da parte delle BCC, delle Casse Rurali e delle Casse Raiffeisen anche attraverso le rispettive Capogruppo Iccrea Banca e Cassa Centrale Banca e la Federazione Raiffeisen.

Federcasse e le Organizzazioni Sindacali di categoria (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Sincra Ugl Credito) esprimono soddisfazione per i contenuti della Convenzione promossa dalla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo e sottoscritta dalle Parti Sociali ieri notte, per favorire da parte delle banche l’anticipazione ai lavoratori dei trattamenti ordinari di integrazione al reddito e di cassa integrazione in deroga per la sospensione dal lavoro causata dall’emergenza Covid-19.

Federcasse – che ha contribuito alla Convenzione fornendo propri spunti attraverso ABI e Confcooperative alle quali va un ringraziamento – promuove con convinzione l’adesione alla Convenzione da parte delle Banche di Credito Cooperativo e delle Casse Rurali, con la collaborazione delle rispettive Capogruppo, e delle Casse Raiffeisen, attraverso la Federazione Raiffeisen.

Ciò in continuità con precedenti e proficue esperienze già intraprese in numero significativo anche con accordi a livello regionale e provinciale dalle banche della Categoria e in linea con la particolare attenzione per natura dedicata alle esigenze dei soci, delle famiglie e delle imprese clienti. L’obiettivo statutario delle BCC di contribuire alla coesione sociale dei territori e di proteggerne il capitale umano affiancando chi vi lavora e vi abita potrà essere ulteriormente perseguito in una fase di ciclo negativo senza precedenti.

Federcasse e le Organizzazioni sindacali del Credito Cooperativo, come condiviso nel Protocollo sottoscritto il 24 marzo scorso sulle Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 nella Categoria del Credito Cooperativo, che prevede l’accesso della clientela nelle filiali solo su appuntamento, invitano coloro che saranno interessati alle misure previste dalla Convenzione a rivolgersi telefonicamente o via e-mail alla propria BCC-Cassa Rurale-Cassa Raiffeisen per ricevere l’assistenza necessaria.

Roma, 31 marzo 2020




Le Segreterie Abruzzo Molise scrivono a Prefetti per pagamento pensioni e CIG

Al Prefetto di Pescara
protocollo.prefpe@pec.interno.it

Al Prefetto dell’Aquila
protocollo.prefaq@pec.interno.it

Al Prefetto di Chieti
protocollo.prefch@pec.interno.it

Al Prefetto di Teramo
protocollo.prefte@pec.interno.it

Al Prefetto di Campobasso
protocollo.prefcb@pec.interno.it

Al Prefetto di isernia
protocollo.prefis@pec.interno.it

Oggetto: Richiesta di presidio per rischio contagio COVID-19 in prossimità di filiali di Aziende di Credito, in occasione delle prossime scadenze di pagamento delle pensioni e cassa integrazione.

Ill.mo Sig. Prefetto,

le scriventi Organizzazioni Sindacali del settore del Credito sono a rappresentarLe con la presente la preoccupazione derivante dal prossimo pagamento delle pensioni e della cassa integrazione presso gli sportelli bancari della Sua Provincia, quanto a rischio di grande affluenza ed attese in coda di clientela in genere, ed anziana in particolare.

Le recenti disposizioni previste da ABI e rivolte a tutte le aziende di credito associate, dopo intensa trattativa con le controparti sindacali di settore, prevedono l’invito ai clienti a recarsi fisicamente in banca solo per compiere operazioni indifferibili e urgenti e comunque previo appuntamento. Trattasi di modalità di relazione sicuramente nuove e non ancora del tutto metabolizzate da gran parte della clientela tradizionale e/o anziana, non del tutto avvezza all’utilizzo di strumenti di monetica o di internet banking; le prossime scadenze tecniche di cui all’oggetto, quindi, rappresentano certamente un concreto rischio di assembramenti di persone al di fuori degli ingressi delle agenzie con conseguente possibile contagio da COVID-19.
A questa evidente criticità si somma la carenza presso gran parte della rete bancaria della Provincia di adeguati dispositivi di igiene e protezione individuale, nella disponibilità del personale bancario addetto e della clientela, aumentando sensibilmente il rischio epidemiologico della diffusione virale.

Dunque, al fine ultimo di mitigare quanto più possibile ogni rischio sanitario derivante da tali possibili assembramenti di utenza, chiediamo il Suo autorevole intervento volto a porre in essere ogni misura di monitoraggio della situazione quanto a rispetto della normativa vigente in materia di COVID-19, al fine ultimo di garantire al meglio la salute pubblica e l’incolumità di tutti.

Da parte nostra garantiamo l’attivazione di ogni presidio sul territorio volto a segnalare eventuali situazioni di criticità alle competenti Autorità di Polizia, quanto a scelte organizzative aziendali e/o comportamenti individuali della clientela non conformi alle disposizioni di legge.

Nel ringraziarLa per l’attenzione che ci vorrà riservare, restiamo a Sua completa disposizione per ogni esigenza di chiarimento ulteriore.

Pescara, 28 marzo 2020

 

LE SEGRETERIE
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UIL C.A. – UNISIN

 

Scarica la Lettera ai Prefetti ABRUZZO MOLISE




Banca Fucino: rischio contagio, richiesta riduzione apertura filiali

Spett.le Banca del Fucino S.p.A. C.A. del Presidente – Dott. Mauro Masi
C.A. del Vice-Presidente – Dott. Francesco Maiolini
C.A. del Direttore Generale – Dott. Giuseppe Di Paola
C.A. del Vice Direttore Vicario – Dott. Andrea Colafranceschi
C.A. del Responsabile Risorse Umane – Dott.ssa Roberta Pennacchietti

OGGETTO: RISCHIO CONTAGIO – ORARIO APERTURA FILIALI

Egregi Signori, facciamo seguito alle Vs. comunicazioni del 20 e 26 marzo u.s. sull’argomento per chiedere nuovamente la chiusura delle filiali Spoke per tutta la settimana, con affissione di avvisi alla clientela con i recapiti delle filiali Hub, ove recarsi in caso di effettiva necessità di operare direttamente, utilizzando al massimo il sistema degli appuntamenti con la clientela, come da accordo Abi-Sindacati del 24 marzo scorso.

Tutte le richieste afferenti operazioni non eseguibili attravero canali telematici e/o terminali bancomat dovrano essere quindi declinate se non in casi di reale urgenza.
In tal modo si potrà effettuare una rotazione più efficace dei Lavoratori.
Per quanto possibile, sarà necessario ricorrere ancora di più allo strumento del Lavoro Agile, che sta funzionando positivamente.

La ratio di queste misure, ovviamente, è quella di ridurre al minimo l’esposizione dei Lavoratori e delle Lavoratrici al rischio contagio ed è una misura di salvaguardia anche per l’Azienda, che, nel caso malaugurato e non auspicato di contagio di qualche dipendente, si troverà a dover chiudere i servizi relativi e tutti i lavoratori che fossero stati a contatto coi contagiati dovranno osservare la quarantena.

Fermare il contagio è interesse di tutti e gli unici mezzi a disposizione, nella fase attuale, sono l’isolamento e i dispositivi di sicurezza. A proposito di questi ultimi, raccomandiamo di proseguire la costante fornitura a tutti i Lavoratori e la sanificazione degli ambienti. È urgente che l’Azienda aumenti il livello di sicurezza.

Restiamo in attesa di Vs. urgente riscontro scritto. Distinti saluti

 

Fisac/Cgil          Uilca




Pop. Bari: clima aziendale e di relazioni industriali molto diversi dalla realtà percepita e vissuta dal personale

Con riferimento al comunicato stampa della Banca Popolare di Bari del 20 marzo scorso le scriventi OO.SS. precisano che la nota tende a mostrare un clima aziendale e di relazioni industriali molto diversi dalla realtà percepita e vissuta dal personale.

L’informativa fornita, ancorché “tempestiva” non ha in nessun caso tenuto conto delle obiezioni e delle indicazioni del Sindacato.

Le direttive impartite sono confuse e lacunose, lasciano intendere che chi sta governando la BPB non ha mai lavorato in filiale e non si rende conto anche di quel che sta accadendo negli uffici centrali.

Lungi dal rasserenare gli animi pesantemente provati dalla situazione contingente, hanno aumentato il disorientamento dei colleghi, la confusione, qui, è più evidente che altrove.

Il decantato adeguamento alle disposizioni emanate dalle Autorità Pubbliche è stato tardivo, confuso ed incompleto; ancora oggi i Dispositivi di Protezione Individuale non sono a disposizione della totalità dei dipendenti che, in molti casi, hanno dovuto provvedere personalmente.

Il nuovo Protocollo sottoscritto dalle OO.SS.e ABI in data 24 marzo u.s. evidenzia che per qualsiasi operazione da effettuarsi presso i punti operativi -comprese le operazioni di cassa -sarà necessario fissare un appuntamento prima di recarsi in filiale L’ultimo DPCM nonché numerose ordinanze regionali limitano gli spostamenti delle persone da comune a comune. Alla luce di queste importanti limitazioni è necessario prevedere la riapertura delle filiali in maniera graduale ed a giorni alterni nei comuni dove la BPB opera con un solo sportello . Da rivedere anche l’ accorpamento delle filiali nelle piazze dove sono presenti più sportelli, in molti casi distanti decine di chilometri e numerosi sono i problemi operativi che i colleghi stanno riscontrando.

Il Direttore Generale – e non solo lui – scomparso dai radar. Caduti nel vuoto gli appelli che queste Organizzazioni Sindacali avevano lanciato nei giorni scorsi per far fronte alla emergenza COVID -19 .

In ultimo , riteniamo che la nota del 20 marzo scorso, con cui i commissari straordinari hanno freddamente e cinicamente comunicato l’improcrastinabile avvio delle procedure di confronto sul Piano Industriale nonostante la “situazione di emergenza straordinaria” che il Paese sta vivendo, ignora gli sforzi che lavoratrici e lavoratori (e non la banca come astrattamente citato nel comunicato stampa) stanno profondendo per garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale.

Le scriventi OO.SS., perdurando tale situazione, si riservano di intraprendere ogni iniziativa a tutela dei lavoratori.

PRIMA LA SALUTE!!!

Bari, 25.03.2020

Segreterie di Coordinamento
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN
Gruppo Banca Popolare di Bari




Coronavirus, le banche: “Pronte ad anticipo immediato della cassa integrazione”

Dalle banche italiane arriva una risposta positiva all’idea di passare attraverso gli istituti di credito per erogare gli ammortizzatori sociali previsti dal decreto Cura Italia per i lavoratori coinvolti dallo stop alle attività per l’emergenza coronavirus.

 

 




Banche: arrivano gli aumenti previsti dal rinnovo del CCNL

Lo scorso 5 marzo i Segretari Generali hanno sciolto la riserva in merito all’ipotesi di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Bancari, firmata dalle scriventi Organizzazioni Sindacali in data 19 dicembre 2019. Alleghiamo la tabella relativa agli aumenti previsti a partire dal mese di gennaio 2020, che saranno liquidati con le competenze del mese di marzo con gli arretrati relativi ai mesi di gennaio e febbraio.

 Stipendio dal 1° gennaio 2020 Aumento da gennaio 2020 Totale Arretrati gennaio + febbraio 2020 Scatti di anzianità Importo ex ristrutturazione tabellare

           (importi invariati)

QD 4° 4.427,75 107,49 214,98 95,31 14,30
QD 3° 3.760,58 93,40 186,80 95,31 14,30
QD 2° 3.361,47 88,66 177,32 41,55 7,99
QD 1°lo 3.167,54 84,50 169,00 41,55 7,99
3ª A. 4° L. 2.796,90 80,00 160,00 41,55 7,99
3ª A. 3° L. 2.589,30 69,02 138,04 41,55 7,99
3ª A. 2° L. 2.446,23 65,20 130,40 41,55 7,99
3ª A. 1° L. 2.320,91 61,86 123,72 41,55 7,99
Ex 1ª A.- 2ª A.* 2.098,40 55,93 111,86 29,07 5,59
* Per una analisi compiuta della composizione della retribuzione a seguito della unificazione della 1ª e della 2ª Area Professionale nel nuovo livello e per la determinazione del relativo aumento nei singoli casi occorre fare riferimento ai criteri contenuti nell’Art. 28 dell’Accordo di rinnovo del CCNL

Leggi anche:

CCNL ABI: assemblee sospese a tempo indeterminato. Banche corrispondano aumenti




Coronavirus: in banca solo su appuntamento in tutta Italia

Firmato oggi da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin con Abi un nuovo accordo sulla prevenzione, il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 nel settore bancario

Roma, 24 marzo 2020. Accesso della clientela in banca solo con appuntamento su tutto il territorio nazionale. Garantire la distanza “di sicurezza” pari ad almeno un metro nelle filiali tra il personale e gli utenti, in attesa dell’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale, in particolare di mascherine. Installazione di barriere in plexiglas e impegno ad acquistare, nel più breve tempo possibile, i dispositivi di protezione individuale da distribuire soprattutto alle lavoratrici e ai lavoratori con contatto con il pubblico, a partire dalle zone a maggior rischio di contagio. Questi, in sintesi, i punti principali di un nuovo accordo, dopo quello del 16 marzo, firmato oggi dai sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin con l’Abi volto ad assicurare la prevenzione, il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 nel settore bancario. Secondo l’intesa di oggi pomeriggio, raggiunta in una riunione in videoconferenza sollecitata dalle organizzazioni sindacali che ieri avevano annunciato la mobilitazione della categoria, il 2 aprile ci sarà un nuovo incontro per verificare l’attuazione dell’accordo e in particolare gli interventi di pulizia e sanificazione all’interno delle aziende.

Qui di seguito, il testo del verbale di incontro di oggi:

  • Il 16 marzo 2020, le Parti hanno condiviso un Protocollo recante “Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 nel settore bancario”.
  • Consapevoli dei continui aggiornamenti del quadro normativo di riferimento sull’argomento, le Parti hanno anche preso l’impegno a proseguire “l’analisi congiunta dell’evoluzione dell’emergenza e dei provvedimenti che verranno adottati dalle competenti Autorità per aggiornare” il Protocollo medesimo.
  • le Parti nazionali ribadiscono la prioritaria attenzione a garantire le condizioni di salute e sicurezza per tutte le persone interessate, lavoratrici, lavoratori e clientela e hanno conseguentemente mantenuto una costante comunicazione e un canale di riflessione e confronto congiunto per individuare con tempestività idonee iniziative per contribuire a gestire nel settore l’attuale fase di emergenza sanitaria da Covid-19 alla luce di quanto sopra le Parti hanno condiviso quanto segue

Le Banche danno immediata applicazione alle disposizioni emanate dalle competenti Autorità.

Alla luce di quanto contenuto in alcune delle più recenti disposizioni delle Autorità, che prevedono che le banche – nel garantire la continuità dei servizi previsti dai DPCM 11 marzo 2020 e DPCM 22 marzo 2020 – devono utilizzare modalità di lavoro che favoriscano la prenotazione con appuntamenti a favore dell’utenza, in modo da evitare assembramenti, le Parti individuano tale modalità di prenotazione con appuntamento quale soluzione da adottare su tutto il territorio nazionale.

Con riferimento ai dispositivi di protezione individuale e in particolar modo alle “mascherine” – da utilizzarsi in conformità a quanto previsto dalla legge e dalle indicazioni delle competenti Autorità nazionali e internazionali – tenuto conto del perdurare della difficoltà di approvvigionamento e della prioritaria destinazione alle strutture sanitarie impegnate nella lotta contro il coronavirus, le Banche si impegnano a porre in essere le necessarie soluzioni organizzative per mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro quale principale misura di contenimento della diffusione del virus nonché l’adozione di ulteriori misure alternative a ridurre il rischio di contagio.

Nel rispetto della predetta prioritaria destinazione, le Banche confermano l’impegno ad acquistare i DPI (in particolare le mascherine) per assegnare ai dipendenti con contatto con il pubblico, a partire dalle zone a maggior rischio di contagio, ove risultino di più difficile concreta adozione le misure organizzative per mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro nonché di quelle alternative (ad es. plexiglass).

Le Parti nazionali concordano di effettuare una riunione il giorno 2 aprile 2020 in attuazione di quanto previsto nell’Analisi Congiunta di cui al Protocollo condiviso 16 marzo 2020 al fine di verificarne le modalità attuative tra cui gli interventi di pulizia e sanificazione in azienda.

Le Parti nazionali concordano di effettuare una riunione il giorno 2 aprile 2020 in attuazione di quanto previsto nell’Analisi Congiunta di cui al Protocollo condiviso 16 marzo 2020 al fine di verificarne le modalità attuative tra cui gli interventi di pulizia e sanificazione in azienda.

I Segretari Generali
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin

Lando Maria Sileoni – Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni – Massimo Masi – Emilio Contrasto

Scarica il verbale


LETTERA DI ABI

Facciamo seguito all’incontro odierno in tema di Protocollo condiviso recante “Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 nel settore bancario”  e a quanto da Voi segnalato in merito alla riscossione delle pensioni e degli interventi di cassa integrazione per confermarVi che stiamo approfondendo e seguendo con attenzione il tema – anche con gli Enti competenti – con particolare riferimento ai profili correlati alle modalità di pagamento.




Bper: le “Pressioni sindacali” (quelle buone)

Dopo giorni di estenuanti “PRESSIONI”- abbiamo finalmente il riconoscimento di ciò che per noi è normale:

LA PRIORITA’ E’ LA SALUTE

Da oggi , come oramai noto, i clienti potranno recarsi in filiale ESCLUSIVAMENTE SU APPUNTAMENTO e soltanto per determinate tipologie di operazioni. Non è stato semplice, e non è semplice rincorrere le continue richieste di chiarimenti alle FAQ e ottenere l’introduzione di migliorie quotidianamente visibili negli aggiornamenti delle stesse.

In continua emergenza ci siamo impegnati su permessi, ferie, smart working, autorizzazione all’installazione del plexiglass!

Abbiamo fatto pressione per il contingentamento nelle filiali e strutture del personale per il rispetto delle normative, e ora finalmente si fa chiarezza su quali siano le operazioni essenziali per cui gli sportelli sono tenuti all’apertura.

Continueremo a fare pressione per ciò che manca: presidi di sicurezza (mascherine, gel, guanti) e chiusure di sportelli dove la situazione del contagio è più drammatica. In questo periodo tutti i livelli sindacali (di gruppo, aziendali, territoriali e nazionali), con forte pressing hanno scritto a Prefetti, Asl, Ministro della Salute, Primo Ministro, chiedendo di intervenire tempestivamente, sempre con l’obbiettivo primario di tutelare il collega nel rispetto della legge.

Ora ti chiediamo di attenerti alle disposizioni impartite; sono un risultato ottenuto per tutelare la tua Salute e quella dei tuoi cari.

Ti chiediamo di segnalarci eventuali difformità.

#AndràTuttoBene

 

Segreterie di Coordinamento Sindacale del GRUPPO BPER
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

 




Coronavirus. Sindacati: bancari non protetti, via a mobilitazione e sciopero

I sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin preparano la mobilitazione della categoria, a partire da domani, e minacciano lo sciopero: i dipendenti del settore, tra i quali si registrano molti casi di positività al Coronavirus, non operano in condizioni di sicurezza. Ciò perché i dispositivi individuali (mascherine chirurgiche) necessari a proteggere le lavoratrici e i lavoratori non sono stati distribuiti né sono disponibili gel igienizzanti e guanti.

«Preso atto dei provvedimenti governativi, che comprendono tra i servizi che restano garantiti i “servizi bancari e finanziar”, ma “nel rispetto delle norme igienico-sanitarie», Vi dichiariamo che ci riserviamo ogni iniziativa di tutela collettiva, fino allo sciopero» scrivono i segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin – Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Giuliano Calcagni, Massimo Masi ed Emilio Contrasto – in una lettera spedita questa mattina all’Abi, a Federcasse, a tutte le banche, e, per conoscenza, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, oltre che alle rappresentanze sindacali aziendali e di gruppo.
In mancanza di urgente positivo riscontro, da parte Vostra e/o direttamente da ciascuna Associata, ci riterremo liberi di assumere, a partire dalla giornata di martedì 24 marzo, ogni necessaria iniziativa di tutela dei nostri rappresentati» si legge nella lettera firmata dai segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin.
Vi abbiamo espresso una forte e unitaria richiesta di chiusura, per almeno 15 giorni, di tutti gli sportelli bancari, che oggi rappresentano purtroppo punti di diffusione del contagio; a tale richiesta ci avete risposto negativamente» aggiungono Sileoni, Colombani, Calcagni, Masi e Contrasto.

«Abbiamo sottoscritto con ABI un Protocollo” contenente «misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 nel settore bancario», che impegna ABI e quindi le Associate a garantire standard di sicurezza adeguati alla gestione dell’emergenza. Nel Protocollo si è condiviso che “la prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone adeguati livelli di protezione”. Il decreto “Cura Italia” definisce ulteriori e necessari strumenti di protezione individuale, prevedendo, all’art. 16, che in mancanza di presidii organizzativi che garantiscano la distanza di sicurezza minima, i lavoratori siano dotati dei dispositivi di protezione individuati dalla stessa legge. Le “mascherine chirurgiche” rientrano tra questi dispositivi di protezione individuali necessari; dispositivi che, insieme a gel igienizzante e guanti, sono peraltro già da tempo in uso generalizzato nei supermercati, ma a tutt’oggi non sono in dotazione dei lavoratori del nostro settore, che pertanto non operano in condizioni di sicurezza. Ne è conferma il numero di operatori bancari già contagiati.

Il Presidente del Consiglio non ha accolto la nostra istanza, conseguente al Vostro diniego, di provvedere per via legislativa alla sospensione dell’attività delle filiali bancarie; anzi nel DPCM di ieri 22 marzo ne ha confermato l’operatività, rendendo necessario, per la gestione della emergenza, questa nostra ulteriore iniziativa, anch’essa emergenziale, di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori» osservano le organizzazioni sindacali.

Roma, 23 marzo 2020

 

I Segretari Generali
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin
Lando Maria Sileoni – Riccardo Colombani – Giuliano Calcagni – Massimo Masi – Emilio Contrasto

 




Polizze legate ai mutui: maxi-sanzione Antitrust a Unicredit, Bnl, Intesa e Ubi

La scure dell’Antitrust torna a colpire le quattro principali banche italiane con sanzioni, che nel complesso superano i 20 milioni di euro, per pratiche commerciali scorrette nell’ambito della vendita di polizze abbinate ai mutui. Nel dettaglio le sanzioni sono pari a 6,55 milioni di euro per Unicredit, 5,65 milioni di euro per Bnl, 4,8 milioni di euro per Intesa Sanpaolo e 3,75 milioni di euro per Ubi Banca.

Sanzioni pesanti inflitte anche in virtù della recidività delle banche (Ubi esclusa) che già in passato erano state destinatarie di provvedimenti per violazione del Codice del consumo. In particolare, in questo caso, le pratiche scorrette sanzionate sono state poste in essere dagli istituti di credito dal 2015-2017 e, secondo quando accertato dall’Antitrust, sono ancora in corso.

Nel recente passato Ivass e Banca d’Italia a più riprese hanno ribadito che non è possibile condizionare la concessione di mutui (surroghe comprese) alla sottoscrizione di polizze di vario genere collocate dalla stessa banca.

L’Antitrust sottolinea di aver ravvisato anche l’aggressività delle banche nel proporre vendite “baciate” allo sportello e ha calcolato una stima prudenziale del pregiudizio economico subito dai consumatori che per Unicredit ammonta a 100 milioni di euro annui, a fronte di ricavi per l’istituto pari a circa 36 milioni di euro. Per Bnl il pregiudizio per i clienti è pari a 106,5 milioni di euro annui, a fronte di ricavi per la banca di 33 milioni di euro. Nel caso di Intesa Sanpaolo la stima dei danni economici subiti dai mutuatari è pari a 250-300 di euro annui, a fronte di ricavi per la banca di 50-100 milioni. Infine il pregiudizio subito dai clienti di Ubi è di 30-35 milioni di euro, a fronte di ricavi per l’istituto pari 10-15 milioni di euro.

In più per Unicredit e Bnl è stata anche appurata la pratica commerciale scorretta di aver indotto i consumatori, intenzionati a concludere contratti di mutuo e/o di surroga, ad aprire un conto corrente presso la medesima Banca, ponendo tale apertura come condizione per la concessione del finanziamento.

Adesso si attende la replica delle banche che entro 60 giorni possono presentare ricorso al Tar avverso ai provvedimenti sanzionatori dell’Antitrust.

 

Fonte: www.ilsole24ore.it