BPER: interrompere la catena dei contagi


Condividiamo con gli Iscritti ed i Lavoratori di BPER Banca la lettera inviata in data odierna all’Azienda


 

 

 

 

Modena, 20/10/2020

 

Spett.le BPER Banca
Ufficio Relazioni Sindacali

 

Adozione misure urgenti per il contenimento dei contagi da Covid-19

In un’intervista rilasciata ieri alle agenzie di stampa internazionali, il Direttore per le emergenze dell’OMS Michael Ryan ha dichiarato che l’aumento vertiginoso dei contagi in Europa è dovuto al mancato isolamento da parte di soggetti, entrati in contatto con infetti, che non essendo stati posti  in quarantena tempestivamente e per un periodo adeguato hanno contribuito alla diffusione del virus. Da più parti gli esperti stanno suggerendo l’isolamento immediato per chiunque abbia il fondato timore di contatti con persone contagiate.

L’ultima versione delle FAQ aziendali, rilasciata nel pomeriggio di ieri, non sembra voler prendere in considerazione tali consigli, limitandosi a recepire in modo letterale le indicazioni dell’INPS riguardo all’assimilazione della quarantena alla malattia solo in caso di provvedimento disposto da competenti autorità sanitarie: scelta formalmente corretta, ma che appare insufficiente a prevenire la diffusione del virus nei nostri ambienti di lavoro.

In questi giorni si sta purtroppo verificando con sempre maggior frequenza la casistica di colleghi che riferiscono della presenza, nel loro nucleo familiare, di persone che presentano sintomi riconducibili al Covid e che sono in attesa di tampone, attesa che a causa dell’intasamento delle ASL può protrarsi anche oltre una settimana. Si tratta di un fenomeno relativamente nuovo, che non abbiamo conosciuto né prima né durante il lockdown, quando non solo le scuole ma anche la maggior parte delle attività economiche erano chiuse. Al momento le disposizioni impartite dall’Azienda sono di recarsi regolarmente al lavoro fino a quando non arrivi un provvedimento ufficiale di quarantena: in tal modo però ci si espone al rischio concreto di diffondere il virus a tutti i colleghi della Filiale o dell’Ufficio. In molti casi, pur in assenza di un provvedimento ufficiale di quarantena, i colleghi interessati potrebbero essere stati fortemente sconsigliati dai medici curanti dall’uscire di casa, e si troverebbero impossibilitati a rispettare tale indicazione in quanto obbligati a recarsi al lavoro.

Riteniamo che sia interesse comune, dell’Azienda e dei Lavoratori, adottare provvedimenti che scongiurino l’assunzione di rischi inutili.

La nostra proposta è quella di consentire ai colleghi che venissero a trovarsi in questa situazione di effettuare formazione da casa, anche alla luce delle difficoltà più volte denunciate per la fruizione dei corsi Mifid o Ivass. Nel caso tutti i percorsi formativi siano stati completati, l’interessato può svolgere attività lavorativa in remoto, recependo in tal modo anche le indicazioni del DPCM che prevede un incremento della percentuale di lavoratori in SW.
Ricordiamo inoltre che anche nell’ultimo aggiornamento delle FAQ, al punto B1 continua ad essere prevista la possibilità di concedere “Permessi retribuiti emergenza” su disposizione aziendale, ipotesi che consentirebbe di coprire anche i casi residuali in cui le soluzioni precedentemente  ventilate dovessero rivelarsi non attuabili.
Un’ulteriore ipotesi potrebbe essere l’estensione, temporanea e limitata a coloro che non vi avessero già fatto ricorso, della possibilità di utilizzare le 15 ore di permesso annuo a disposizione dei dipendenti per terapie e visite mediche anche per far fronte a situazioni emergenziali di questo tipo.
L’extrema ratio potrebbe essere rappresentata dal ripristino della possibilità di richiedere permessi non retribuiti emergenza.

La scelta di non ignorare il problema, sforzandosi di adottare provvedimenti adeguati, oltre a tutelare la salute dei colleghi sarebbe estremamente opportuna sotto tutti gli aspetti

Dal punto di vista economico in quanto la chiusura per quarantena di una filiale, anche se di piccole o medie dimensioni, avrebbe costi importanti per l’Azienda.
Dal punto di vista della responsabilità sociale dell’Impresa. Riteniamo che un’azienda con le dimensioni e la capillare presenza sul territorio nazionale di BPER abbia il dovere, nei confronti dell’intera collettività, di contribuire in modo fattivo alla limitazione dei contagi e non limitarsi alla stretta osservanza delle norme.
Dal punto di vista dell’attenzione al personale, la cui tutela ed il cui benessere dovrebbero essere un valore assoluto, in modo particolare per un’Azienda che si fregia della certificazione di “Top Employer”.
Auspichiamo pertanto l’urgente adozione di provvedimenti in tal senso, offrendo fin d’ora la piena disponibilità a collaborare per ricercare soluzioni condivise.

 

Coordinamento Aziendale Fisac/CGIL
BPER Banca




Unicredit: copertura assicurativa Covid-19 2020/2021

Ricordiamo a tutte/i che, vista la situazione di aumento dei contagi determinata dall’emergenza pandemica nel nostro Paese, dal 20/03/2020 è attiva PER I SOLI DIPENDENTI IN SERVIZIO una nuova copertura assicurativa (realizzata in partnership con Generali) in favore dei colleghi positivi a Covid-19, aggiuntiva rispetto ai contenuti delle coperture già previste da Uni.C.A., che prevede quanto segue:

– quarantena obbligatoria presso il proprio domicilio: è prevista indennità forfettaria una tantum di € 500;
– ricovero presso le strutture sanitarie pubbliche: è prevista un’indennità giornaliera di € 100 per ogni giorno di ricovero fino a un massimo di € 3.000;
– ricovero in terapia intensiva: è prevista un’indennità forfettaria una tantum aggiuntiva di € 2.000.

La copertura aggiuntiva ha validità fino al 31/12/2021.

IMPORTANTE: Per attivare queste coperture bisogna scrivere al seguente indirizzo email: indennita.covid19@marsh.com

Uni.C.A. ha inoltre definito, dal 23 marzo scorso, un nuovo servizio di assistenza telefonica
focalizzato sulle tematiche inerenti il Coronavirus (costo interamente sostenuto da Unicredit).

Si tratta di un servizio di consulenza medica specializzata, garantita da RBM Salute, attraverso cui i dipendenti potranno richiedere al numero 800 901 223, attivo dal lunedì al venerdì (festivi esclusi) dalle ore 9:00 alle ore 18:00, quanto segue:
– consigli circa i comportamenti “preventivi” da seguire per evitare il contagio;
– valutazioni relative ad eventuali sintomi in corso.

A seconda del tipo di richiesta/situazione rappresentata, la consulenza prevede un contatto di 1° livello (per domande di natura generica) ed uno di 2° livello, presidiato da Specialisti in malattie infettive che lavorano presso primari Istituti di Cura.

22 Ottobre 2020

Dipartimento Comunicazione Fisac CGIL del Gruppo Unicredit




Intesa: plexiglas, turnazioni, vaccini antinfluenzali

22 ottobre 2020

Delegazione trattante


L’AZIENDA FINALMENTE DICE SI AL PLEXIGLAS!
(e le altre previsioni per gestione pandemia)

L’azienda ci ha informato ora che dopo le nostre reiterate e pressanti ha finalmente accettato di installare gli schermi in plexiglas nelle filiali, relativamente alle casse ed alle postazioni di accoglienza. Il tempo è quello strettamente necessario per approvvigionamento ed installazione, dando priorità alle filiali con i maggiori problemi sul distanziamento. Come FISAC/CGIL abbiamo richiesto la massima celerità per le zone particolarmente colpite dalla pandemia.

Dal 26 ottobre proseguono gli accessi in filiale con appuntamento come ora, estendendolo anche alle filiali UBI. Le filiali Private di Intesa con organico superiore a 4 persone adotteranno una turnazione a giorni alterni, su base settimanale.

Come FISAC/CGIL abbiamo chiesto una generalizzata e forte attezione a tutte le filaili, che preveda il rispristino delle turnazioni con una presenza massima di non oltre il 75% del personale per tutta la rete.

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Rientri in Sede Centrale: dal 2 novembre la pianificazione dovrà prevedere una media stabile di presenza del 20% dell’organico, senza obblighi relativi al singolo collega, ed una saturazione degli spazi del 30%.

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L’azienda ha confermato che l’accordo di Gruppo sulla genitorialita’ continua ad essere applicato di fatto  in attesa delle evoluzioni al riguardo in sede nazionale.

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L’azienda ha acquistato 30.000 dosi di vaccini antinfluenzale per i dipendenti. Da lunedì indicativamente si potrà fare la richiesta ai fini di stabilire una graduatoria, con questo ordine:

  • Soggetti fragili che non riescono a farsi vaccinare da asl
  • Età
  • Presenza nel nucleo familiare di figli fra 0 e 19 anni

La somministrazione sarà effettuata presso la Rete di RBM my assistance, dove sarà possibile anche vaccinarsi per l’antipneumococco  carico del collega con prezzo convenzionato.

 

dal sito Fisac Intesa Sanpaolo

 




Mps, gli ex vertici Viola e Profumo condannati a sei anni

La decisione del Tribunale di Milano – su aggiotaggio e false comunicazioni – ribalta la richiesta di assoluzione della procura. Per gli ex ad e presidente del Monte dei Paschi anche una sanzione da 2,5 milioni e l’interdizione dai pubblici uffici. La difesa: “Sentenza sbagliata, faremo appello”


Sono stati condannati a sei anni di reclusione Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, a processo a Milano in qualità rispettivamente di ex presidente ed ex amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, in un filone dell’indagine sulla banca toscana salvata e ora controllata dal Tesoro.

La decisione è stata presa dalla seconda sezione del tribunale di Milano, corte presieduta dalla giudice Flores Tanga, nell’aula allestita presso un padiglione di Fieramilanocity dove in questo periodo si stanno celebrando alcune udienze per ragioni di distanziamento. “Leggeremo con attenzione le motivazioni e senz’altro presenteremo appello contro una sentenza che consideriamo sbagliata. Abbiamo sempre creduto nel corretto operato dei nostri assistiti“, il commento dell’avvocato Adriano Raffaelli, uno dei difensori di Profumo e Viola.

Il tribunale ha imposto anche una multa di 2 milioni e mezzo ciascuno gli ex vertici di Mps, che erano a processo per le accuse di aggiotaggio e false comunicazioni sociali. Richiesta anche l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici di Viola e Profumo e due anni di interdizione dalla contrattazione con la pubblica amministrazione e dalla rappresentanza delle società. Profumo è attualmente al vertice di Leonardo come amministratore delegato. Secondo quanto indicano fonti legali, la decisione odierna non dovrebbe avere alcuna ripercussione sull’incarico attuale di amministratore delegato di Leonardo: nonostante le pene accessorie (due anni di interdizione dalla rappresentanza di società), la condanna non essendo definitiva non ha impatto sui suoi attuali incarichi.

Condannato a 3 anni e 6 mesi per false comunicazioni sociali anche l’ex presidente del collegio sindacale, Paolo Salvadori. Alla banca – chiamata in causa per la legge 231 sulla responsabilità degli enti – è stata inflitta una sanzione di 800 mila euro con il pagamento delle spese processuali insieme agli altri imputati.

I giudici hanno così ribaltato la richiesta della Procura di Milano che a più riprese aveva domandato l’archiviazione – respinta dal Gip – e quindi l’assoluzione per tutti e tre gli imputati. Infatti, il pm Stefano Civardi aveva chiesto l’assoluzioneperché il fatto non sussiste” per il reato di aggiotaggio contestato a Profumo e Viola e per quello di false comunicazioni sociali contestato a tutti gli imputati per il bilancio 2012 e per la prima semestrale del 2015 e l’assoluzione “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” per la contestazione di false comunicazioni sociali in merito ai bilanci 2013 e 2014. I manager sono invece sono stati condannati per aggiotaggio e per false comunicazioni rispetto alla semestrale 2015, sono stati prescritti per il bilancio 2012 e “perché il fatto non sussiste” per i bilanci 2013 e 2014.

Il processo riguarda la presunta rappresentazione non corretta nei conti della banca dei derivati Alexandria e Santorini nei documenti contabili che vanno dal 2012 alla prima semestrale 2015. Per la procura di Milano, i derivati furono sottoscritti per coprire una perdita di 2 miliardi di euro derivante dall’operazione di acquisto di Antonveneta.

Fonte: www.repubblica.it



Cessione filiali UBI a BPER: tra fantasia e realtà

Anche un orologio fermo segna l’ora giusta. Due volte al giorno.

Lo abbiamo già sottolineato in altri comunicati, ed è peraltro una considerazione scontata: l’acquisizione di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo ha aperto per le lavoratrici e i lavoratori di UBI una fase di grande incertezza per il proprio futuro, più profonda in quei territori dove sono stati creati poli di attività o che saranno significativamente interessati dalla cessione di unità produttive a BPER e ad altre banche.
Quotidianamente colleghe e colleghi ci rivolgono la fatidica domanda “Dove andrò a finire?”
Purtroppo a questa domanda ad oggi nessuno è in grado di fornire una risposta: fonti attendibili hanno indicato la fine del mese come data entro la quale il perimetro del ramo d’azienda sarà definito nei dettagli, e quindi reso noto – dopo che alcune indiscrezioni avevano ipotizzato la metà di ottobre come termine per la comunicazione, data che ora subisce invece un rinvio di almeno qualche giorno.
Quindi ad oggi nessuno dispone di informazioni attendibili.
In un contesto su cui grava la medesima incertezza che lo caratterizzava all’inizio di agosto, la FISAC CGIL ha scelto volutamente e responsabilmente di non partecipare al “toto filiali e toto uffici”: un’attività che comprensibilmente impegna lavoratrici e lavoratori che, in ansia per il proprio futuro personale e professionale, avanzano ipotesi circa la destinazione della propria unità produttiva.
Non riteniamo altrettanto comprensibile – e tantomeno giustificabile – che questa attività sia svolta da dirigenti sindacali che, anziché ammettere di non sapere nulla, sostengono di essere in possesso di fantomatici elenchi e informazioni top secret su ruoli e assetti futuri, o si avventurano in fantasiose previsioni spacciandole per notizie fondate, o addirittura ventilano o promettono trasferimenti che nessuno è in grado di assicurare.

Avere un ruolo di rappresentanza richiederebbe maggiore serietà e senso di responsabilità. Adottare una condotta millantatoria a fini di propaganda, approfittando della fragilità delle persone, è una modalità che meriterebbe una definizione che vi/ci risparmiamo.
Non fa per noi.

E se nella ridda di ipotesi che dai primi di agosto elencano filiali ogni volta diverse si scoprirà che alcune di quelle indicate saranno effettivamente cedute a BPER (anche perché nel frattempo sono state citate almeno una volta tutte quante) dovremo ricordarci che “Anche un orologio fermo segna l’ora giusta. Due volte al giorno.”

 

Fonte: Sito Fisac Gruppo Ubi




MPS: da lunedì filiali aperte solo su appuntamento

Anche le banche prendono misure legate all’aumento dei casi di Covid in Italia e in attesa del nuovo Dpcm.

Così Banca Monte dei Paschi di Siena annuncia di adottare nuove misure straordinarie per garantire l’operatività e per contribuire, al tempo stesso, a limitare la diffusione del virus: a partire da lunedì 19 ottobre, infatti, le Filiali della Banca sul territorio nazionale saranno accessibili solo su appuntamento. Una misura già adottata a marzo e che si rende nuovamente necessaria per tutelare la salute di clienti e dipendenti in questa nuova fase di contagio. Le filiali garantiranno i servizi bancari e rimarranno contattabili telefonicamente e via mail.

Sono sempre a disposizione dei clienti, le app e il digital banking con cui è possibile consultare i propri rapporti (conto corrente, carte di debito e credito, investimenti, carte prepagate, mutui, prestiti) ed effettuare tutte le operazioni bancarie a distanza. Gli operatori della Banca rispondono, inoltre, al numero verde 800.41.41.41 disponibile dall’Italia e al numero +39 0577 382999 per chi chiama dall’estero.

 

Fonte: www.corriere.it

 

 




BPER: errare è umano, perseverare … non va bene!

Coordinamenti Sindacali Aziendali BPER Banca

 

ERRARE E’ UMANO, PERSEVERARE… NON VA BENE!

 

In data 11 settembre (comunicato: Invito “urgente e necessario”) ci siamo visti costretti a segnalare la convocazione da parte dell’Azienda di una serie di riunioni “in presenza” ponendo alla stessa, di riflesso, alcune domande rimaste ovviamente senza risposte convincenti… perché non ce ne sarebbero potute essere!

Solo a seguito di contagi in alcune filiali della zona interessata dalla riunione, l’Azienda ha deciso di predisporre anche un collegamento online!!!

Ribadiamo la nostra ferma contrarietà per quanto riguarda il metodo e il merito dell’iniziativa, ancor più alla luce di decisioni contrastanti intervenute non per prevenire ma dopo l’inasprimento dei contagi.

Questa Azienda, aldilà delle belle parole e degli intenti che tali spesso rimangono, magari ad uso di un “effetto vetrina”, dimostra di sottovalutare una situazione che ancora non consente fughe in avanti o allentamenti di alcun genere, stante il perdurare dell’emergenza e la necessaria massima attenzione per la salute e sicurezza dei colleghi. Anziché operare fattivamente a favore di una maggior sicurezza, sembra si faccia di tutto per nascondersi dietro interpretazioni errate di regole molto chiare, senza al contrario dar seguito alle disposizioni sulla sicurezza con atteggiamenti coerenti da parte in particolare dei vertici aziendali: da questi ultimi dovrebbero arrivare gli esempi per lo svolgimento corretto delle proprie funzioni.

Sarebbe disdicevole immolare la prudenza imposta dalla situazione sull’altare degli obiettivi aziendali e lo sarebbe ancor più quando si potrebbero e si dovrebbero utilizzare altri strumenti che consentirebbero comunque di raggiungere lo scopo.

Evidentemente però in Bper Banca il “virus” pare abbia colpito, speriamo non a morte, il rispetto e il buon senso.

Modena, 14/10/2020

 

COORDINAMENTI SINDACALI AZIENDALI BPER BANCA
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN




MPS: Welfare e dintorni

1 - Fabi 2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca Unisin nuovo logo

Nella recente riunione della Commissione Welfare sono stati affrontati i seguenti temi:

MPSOLIDALE: la Banca ha illustrato i dati a consuntivo dell’anno 2019 e i dati parziali dell’anno in corso – fino ad agosto 2020 -. Nel confermare l’utilità dello strumento contrattuale, che dall’inizio del 2019 ha aiutato circa 180 colleghi a fronteggiare situazioni gravi, dobbiamo purtroppo constatare, ancora una volta, la scarsa sensibilità alle donazioni da parte del management. Infatti, solo il 4% dei dirigenti ha contribuito ad alimentare la dotazione di  MPSOLIDALE.
Invitiamo in primis il management della Banca , nonché tutti i colleghi, a fare un gesto di concreta generosità per mantenere efficace e capiente questo istituto, tanto più importante in una fase di emergenza sanitaria come quella che stiamo attraversando. Ricordiamo, inoltre, che è possibile donare anche ad ore.
LAVORO AGILE: sono stati illustrati i dati sulla fruizione del lavoro agile in questa porzione di anno, resa complicata dalla pandemia, e commentata la rilevazione sul lavoro agile effettuata nel mese di maggio.
Dall’analisi dei dati raccolti, che ha visto la partecipazione di circa la metà dei dipendenti del Gruppo, concentrati principalmente nell’area geografica centro nord Italia, emerge il generale apprezzamento dello strumento – utilizzato come forma di tutela e protezione – pur nell’evidenza di criticità operative, organizzative, ambientali e di gestione del tempo, e con una esigenza di maggiori investimenti in innovazione e tecnologia. I Responsabili di team coinvolti nell’indagine confermano la stabilità della coesione e la produttività dei collaboratori.
Il dato non sorprende e conferma l’importanza della contrattazione sindacale di questi mesi in materia di lavoro agile, in estensione per tutti i dipendenti compresa la rete commerciale e, soprattutto dell’Accordo del 16 giugno scorso, che ha continuato a garantire la fruizione del lavoro agile, in particolare a tutela della genitorialità e dei soggetti in condizione di fragilità fintanto che permane lo stato di emergenza.
Le scriventi OO.SS. ritengono quindi non più rinviabile l’avvio di un confronto con l’azienda – già condiviso fra le parti all’interno del citato Accordo del 16 giugno 2020 – indirizzato a negoziare il tema del lavoro agile non solo come elemento di protezione in condizioni emergenziali, ma anche come elemento di evoluzione del modello di organizzazione del processo produttivo.
SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ: sono stati rappresentati i risultati della prima edizione di “SOS GENITORI” consistente in un percorso di 4 seminari in modalità webinar dedicati al rapporto genitori – figli nel contesto attuale. Hanno partecipato circa 1000 colleghi e l’iniziativa sta proseguendo con 2 percorsi sull’orientamento per la scelta del percorso di studi dedicati ai ragazzi di 2° e 3° media e loro genitori, e ragazzi di 4° e 5° superiore.
VACCINO ANTINFLUENZALE: l’Azienda ha disposto – limitatamente al corrente anno – che per tutti i dipendenti in servizio alla data del 1° ottobre, fatte salve le categorie a rischio già a carico obbligatoriamente del Servizio Sanitario Nazionale, verrà rimborsato il costo del vaccino e della sua somministrazione presentando la richiesta di rimborso nel portale Caspie. Iniziativa lodevole, pur se tuttora permane il problema dell’approvvigionamento dei vaccini, differenziato su base regionale.

Siena, 8 ottobre 2020

LE SEGRETERIE




POS: esenzione commissioni per pagamenti fino a 5 euro

Non sembra possibile andare oltre in modo generalizzato, anche se non si escludono iniziative singole delle banche o riduzioni per i pagamenti per cifre superiori. Per Confesercenti sarebbe stato logico arrivare anche a 50 euro per i pagamenti contactless.


Nessuna commissione per i pagamenti elettronici fino a 5 euro: la riduzione dovrebbe basarsi su un’adesione volontaria delle banche, per evitare l’intervento dell’Antitrust.

Il governo ha già registrato un sostanziale consenso sull’iniziativa: ci sono istituti che tra l’altro si sono mossi per proprio conto, come Intesa Sanpaolo, che ha già tagliato dall’inizio di settembre le commissioni per i pagamenti su Pos fino a 10 euro. E altri che hanno aderito a iniziative per promuovere il commercio colpito dal Covid: lo ha fatto per esempio il Monte dei Paschi di Siena, a favore dei piccoli esercenti propri clienti che, attraverso Nexi, hanno beneficiato di una riduzione delle commissioni sulle transazioni di piccolo importo. Oppure anche American Express cheha attivato Shop Small, un programma di incentivazione degli acquisti per i consumatori e di sostegno alle attività dei piccoli esercizi commerciali.

Ci sono anche diverse banche che preferirebbero affrontare la questione del taglio delle commissioni non in modo generalizzato, ma piuttosto attraverso accordi commerciali con segmenti specifici di clientela. In linea di massima, però, si registra una ampia disponibilità sulla questione, anche se sembra esclusa la possibilità di arrivare a cifre più alte: si era parlato di un taglio per i pagamenti fino a 25 euro, il tetto vigente per i pagamenti con carta contactless senza digitare il Pin. Ma sembra da escludersi che si possa arrivare a una cifra del genere, che per i commercianti rappresenta invece un tetto più che ragionevole.

Da un’indagine dell’Osservatorio Credito Confcommercio emerge che il 67% delle imprese considera “non vantaggiosa” l’accettazione delle carte di credito e debito: il primo motivo di insoddisfazione (95%) è legato proprio ai costi di gestione e delle commissioni. Circa la metà degli esercenti si è rivolto alla propria banca per trattare una riduzione delle commissioni, ma il 60% non ha ricevuto soddisfazione. Il 75% degli esercenti considera prioritaria la riduzione dei costi nell’ottica di una spinta generale alla diffusione delle carte, ma non si riferisce soltanto alle commissioni: il 23% per esempio chiede di ridurre i costi di installazione e gestione. Secondo l’organizzazione è fondamentale, nel piano Cashless che il governo sta per varare, “definire condizioni di convenienza per tutti i soggetti utilizzatori di sistemi elettronici di pagamento, inclusi gli esercenti”. Inoltre, l’impatto economico a carico di chi mette i sistemi di pagamento elettronici a disposizione dei consumatori finali “dovrebbe essere invece pressoché nullo”.

“Dal primo gennaio tutti i pagamenti effettuati con strumenti contactless saranno accettati senza il Pin fino a 50 euro. – rileva Mauro Bussoni, segretario generale Confesercenti – Secondo me sarebbe stato logico dire anche ‘da questi importi togliamo pure le commissioni’. La questione della promozione dei pagamenti digitali andrebbe affrontata con un’ottica diversa. È sbagliato il presupposto secondo il quale promuovere la moneta elettronica serve a combattere l’evasione. Si può evadere anche usando le carte di credito. Invece i pagamenti elettronici sono uno strumento utile per modernizzare il Paese, favorendone la crescita. Inoltre con la pandemia i pagamenti contactless sono particormente vantaggiosi”.

Inoltre, secondo Bussoni, la lotteria degli scontrini finirà per favorire la grande distribuzione: “Si dovrebbero offrire vantaggi anche ai piccoli esercizi diffusi in modo capillare sul territorio, valorizzandoli”. La lotteria degli scontrini prevede premi fino a 5 milioni di euro, estesi anche ai commercianti che hanno emesso i biglietti vincenti. Mentre il principale incentivo per gli utenti è quello del cashback, cioè un rimborso del 10% degli acquisti effettuati con pagamenti elettronici con un massimale di spesa di 3 mila euro, con un “supercashback” di 3000 euro a favore dei 100 mila cittadini che utilizzeranno maggiormente la carta.

Fonte: www.repubblica.it

 




Riforma dell’Arbitro Bancario Finanziario dal 1° ottobre 2020: come funziona?

L’Arbitro bancario Finanziario (ABF) appena riformato sarà uno strumento in più per la tutela dei consumatori. Ecco chi è e come opera e cosa succederà al suo funzionamento dal 1° ottobre prossimo.


Riforma dell’Arbitro Bancario Finanziario dal giorno 1 ottobre 2020: ecco come funziona d’ora in poi questo strumento.

L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è un organismo che rientra nei sistemi di risoluzione alternativa, i c.d. ADR, e si occupa di dirimere le liti fra consumatori e banche/finanziarie relative a operazioni e servizi bancari/finanziari.

La particolarità di questi sistemi è la rapidità e l’economicità con cui gestiscono i contenziosi.

È stato introdotto dalla legge 28 dicembre 2005, n. 262 (cosiddetta legge sul risparmi) che ha modificato il Testo unico bancario, al quale i clienti di banche e intermediari finanziari possono rivolgersi con un reclamo in caso di controversie.

L’Arbitro è un organismo indipendente e imparziale che opera attraverso sette Collegi giudicanti composti ognuno da 5 membri:

  • tre nominati dalla Banca d’Italia;
  • uno dall’associazione di categoria dei consumatori e dell’imprese;
  • e uno dall’associazione bancaria o dalla categoria alla quale l’intermediario finanziario appartiene.

Con la sua riforma cosa cambia da Ottobre?

Cosa cambia con l’Arbitro Bancario Finanziario dall’1 di ottobre 2020?

La disciplina di dettaglio sul funzionamento del sistema ABF e sulla procedura di ricorso è contenuta nelle disposizioni della Banca d’Italia del 18 giugno 2009 (aggiornate ad agosto 2020).

Dal 1° ottobre 2020, entrerà così in vigore la riforma dell’ABF.

Tra le novità:

  • aumento del valore delle controversie di cui si potrà occupare l’ABF: da 100.000 a 200.000 euro
  • i contenziosi non devono riguardare vicende accadute più di 6 anni prima dalla data di presentazione del ricorso.

Un consumatore può ricorrere all’ABF, solo nel caso in cui, dopo aver presentato un reclamo alla banca o all’intermediario, trascorsi 60 giorni, non ha ricevuto alcuna risposta o ha ricevuto una risposta insoddisfacente. Il consumatore può presentare ricorso entro un massimo di 12 mesi dalla data di presentazione del reclamo.

L’ABF trasmette il ricorso alla banca/intermediario, che dovrà rispondere con le proprie controdeduzioni entro 30 giorni, al termine dei quali il consumatore ha 25 giorni di tempo per ribattere. A questo punto, l’ABF comunica alle parti la chiusura del fascicolo. A partire da questa data, l’ABF avrà 90 giorni di tempo per pronunciarsi sull’esito della lite. È possibile opporsi alla pronuncia, rivolgendosi al tribunale ordinario.

Tuttavia la pronuncia dell’ABF non è vincolante. Ciò significa che le parti possono comunque adire il tribunale ordinario, se non soddisfatte dell’esito. Vero è che, sebbene la pronuncia dell’ABF, non sia vincolante, la banca/intermediario ha 30 giorni di tempo per adeguarsi. In caso contrario, l’ABF ne darà notizia sul proprio sito, dove rimarrà pubblicata per 5 anni. La banca/intermediario, a sua volta, dovrà pubblicarla sul proprio sito per 6 mesi.

Il ricorso all’ABF non necessita dell’assistenza di un avvocato.

 

Fonte: www.lentepubblica.it