I manager bancari: strapagati a prescindere dai risultati

Le critiche al mega stipendio del futuro Ad di UniCredit non sono un caso. Dall’Italia alla Svizzera, le paghe dei manager ormai slegate dai risultati


Deve ancora entrare in ca­rica, ma il nuovo ammini­stratore delegato di Uni­Credit Andrea Orcel ha già scatenato un putiferio. Le so­cietà di consulenza Glass Lewis e Iss consigliano agli azionisti della banca milanese di bocciare la po­litica di remunerazione nell’as­semblea del 15 aprile per protesta­re contro i 7,5 milioni di paga del nuovo capo azienda. La banca chiede però di modificare anche le politiche sulle liquidazioni, au­mentandone il tetto da 7,2 a 15 mi­lioni (sei volte lo stipendio annua­le).

Dunque il “Ronaldo dei ban­chieri” già prima di scendere in campo s’è accaparrato almeno 22,5 milioni. Il suo predecessore Jean Pierre Mustier nel 2020 ha ricevuto “solo” 900 mila euro più stock option per altri 4,4. Molto meno della mega-liquidazione da 40 milioni pagata nel 2010 ad A­lessandro Profumo. A far discu­tere è il fatto che nel primo anno Orcel sarà pagato senza alcun col­legamento coi risultati aziendali.

Prima dell’arrivo di Orcel, in Italia divario tra stipendi dei vertici e quelli dei dipendenti delle banche era in calo. Secondo la Uilca, il sin­dacato dei bancari della Uil, nel 2007 i ceo delle banche quotate guadagnavano in media 139 volte lo stipendio medio dei dipendenti (28mila euro lordi l’anno), nel 2019 “appena” 44 volte. C’è chi, come Carlo Messina di Intesa San­paolo, dall’entrata in carica a set­tembre 2013 a oggi ha ricevuto ol­tre 23,5 milioni ottenendo però u­tili netti per 21,4 miliardi. Il ceo di Unipol Carlo Cimbri nel 2019 è stato pagato 5,6 milioni, il 26% in più dei 4,47 del 2018, ma a fronte di utili netti cresciuti del 73% da 0,63 a 1,09 miliardi.

Tuttavia non sono mancati manager la cui retribuzio­ne è stata una “variabile indipen­dente” rispetto ai risultati. Victor Massiah, Ad di Ubi dal primo di­cembre 2008 al 3 agosto scorso, ha ricevuto oltre 19,2 milioni mentre la banca nello stesso periodo ne perdeva 952. Nonostante la perdi­ta netta di 57 milioni, nel 2018 la paga di Giuseppe Castagna, ceo di Banco Bpm dal primo gen­naio 2017, è aumentata di 124mila euro a 1,63 milioni.

Marco Morelli, ad di Mps da settembre 2 016 a maggio 2020, per volere della Bce dovette ridursi lo stipendio da ol­tre un milione a 488mila euro ma dal 2017 al 2019 perse 4,2 miliardi. Quisquilie rispetto a quanto avviene nella finanza all’estero. Charles Lowrey, presidente e AD Prudential, nel 2019 è stato pagato circa 16 milioni. Larry Fink, ceo di Blackrock il maggior gestore di fondi mondia­le, nel 2020 di milioni ne ha otte­nuti 25 e 7,9 Mario Greco, ceo del­le assicurazioni Zurich. Il numero uno di Allianz Oliver Bate ha gua­dagnato 5,35 milioni, il ceo di Axa Thomas Buberl e quello di Gene­rali, Philippe Donnet, 3,1 più a­zioni per 2,3. Il capo azienda di Credit Suisse Thomas Gottstein nel 2020 ha ottenuto 7,6 milioni. Il fenomeno parte da lontano.

A Wall Street nel 1965 un ammini­stratore delegato riceveva 20 volte la paga media dei suoi dipendenti. Nel 2000 era a 344 volte, scese a 188 con la crisi finanziaria del 2009 per tornare a 312 nel 2017, quando la retribuzione dei ceo del­le 350 maggiori aziende era in me­dia di 18,9 milioni di dollari. Ma le prime cinque banche Usa (Gol­dman Sachs, Citigroup, JP Mor­gan Chase, Bank of America e Morgan Stanley) pagavano i loro ceo in media 25,3 milioni. Secondo un report della società di head hunting Willis Towers Watson su­gli stipendi dei ceo di 429 società quotate, nel 2019 negli Stati Uniti i capi azienda guadagnavano in me­dia 11,88 milioni, nel Regno Unito 5, in Germania 5,7, in Francia 4,1 e in Giappone appena 1,55. Ma a fare la differenza sono i bonus: nel 2019 negli Usa gli incentivi variabili valevano il 72% della paga totale dei ceo. Quest’anno però Bank of A­merica (Bofa) e Citigroup hanno ridotto i compensi degli ad per il 2020 a causa della pandemia e di errori di gestione. Bofa ha ridotto la paga di Brian Moynihan del 7,5% a 24,5 milioni; Citigroup quella dell’uscente Michael Cor­bat del 21% a 19 milioni.

LA FISAC, il sindacato dei bancari Cgil, ha calcolato che tra il 2008 e il 2019 il personale dell’intero siste­ma bancario italiano è costato 292,2 miliardi, in media 25,1 l’anno, dai 26,6 del 2008 ai 23,5 del 2019. Il da­to comprende stipendi e al­tri costi come oneri di ri­strutturazione e incentivi all’esodo. Nello stesso pe­riodo infatti i bancari sono calati di 46 mila unità, uno su sette, da 328 a 282mila.

Nell’ultimo decennio non è che le azioni delle banche abbiano brillato: l’indice settoriale a Milano è passa­to dai 19mila punti dell’a­prile 2011 agli attuali 8.745. Una frenata analoga ha ri­guardato anche le banche svizzere e quelle di altri Pae­si. Le elvetiche Credit Suisse e Ubs hanno pagato i dipen­denti oltre 297miliardi, più di tutte le banche italiane. A fare la differenza è il peso della finanza: Cs e Ubs pa­gano mega-bonus legati ai risultati, mentre le banche italiane restano dipendenti dalle vendite allo sportello. Quand’era capo del Corporate and Investment ban­king di Ubs, Orcel otteneva premi annuali per decine di milioni, più dello stesso AD Ermotti. Ora in U­niCredit nessuno prenderà più di lui, ma molti temono la sua scure sui costi del personale.

Articolo di Nicola Borzi sul Fatto Quotidiano del 3/4/2021




Non dateci troppi soldi: banche in lotta contro i grandi conti correnti

Fineco minaccia di chiudere il conto a chi ha più di 100mila euro senza investirli, mentre Bper, UniCredit, Bnl e altri “tassano” le imprese con grandi giacenze. Ecco perché i super-conti diventano un problema per le banche


«Non datemi troppi Soldi»
Credevamo di averle viste tutte. Ma nell’era del Covid, dei tassi sotto zero e del record di depositi. alcune banche hanno avviato una battaglia che non avrebbero mai creduto di dover combattere: quella contro l’eccesso di liquidità sui conti correnti. C’è chi minaccia di chiudere il conto a clienti che detengono più di 100mila€ senza fare investimenti, c’è chi impone nuove commissioni sulle  grandi giacenze delle imprese, chi  invece cerca di usare la persuasione  e dl prendere i clienti per le buone.  Con varie sfumature di grigio, a seconda dei modelli di business e della  clientela, varie banche hanno deciso  di dichiarare guerra all’eccesso di  soldi sui conti correnti. Persino quella  che è sempre stata la loro primaria  fonte di raccolta è diventata un costo nell’era dei tassi negativi.

Per loro. E per i risparmiatori. Mi dai tanti soldi? Allora paga

Il caso più eclatante è quello di FINECO  Bank che in questi giorni ha spedito una  lettera ai clienti per informarli di una  novità.
D’ora in avanti   la banca avrà la  facoltà di chiudere un conto corrente,  con un preavviso, se sussistono tre  condizioni: sul conto devono esserci più di 100mila€, il dente non deve  avere alcuna forma di finanziamento  e non deve avere nessun tipo di investimento. Come dire: caro cliente, o investi tuoi soldi oppure noi ti chiudiamo mo il super-conto. Fineco assicura che non sarà brutale e non farà nulla senza avere prima avvisato gli interessati (che comunque sono solo qualche migliaia): l’obiettivo (spiegano dalla banca) – non è di chiudere i conti ma di indurre i risparmiatori a investire. In ogni caso un tabù è stato infranto.

Misure meno drastiche, e solo indirizzate alle imprese, sono state prese da altre bande. Per disincentivare giacenze over-size, BPER Banca dal 5 febbraio 2021 sui conti correnti d nuova apertura superiori ai 100mila€ applicherà una nuovissima «commissione di liquidità rilevante». Novità che riguarda – bene inteso – solo l clienti «non consumatori››: partite Iva e imprese.
UniCredit fa più o meno la stessa cosa per i nuovi conti aperti dopo ll primo marzo 2021 dalle imprese: oltre i 100mila€ applicherà una «commissione di giacenza››. Soglie più alte per Bnl: l’istituto addebita un costo di mille euro al trimestre per i conti delle imprese che hanno una giacenza media superiore al milione.
BancoBpm non si è ancora mossa. ma ci sta pensando: «Per quanto riguarda il mondo delle imprese – spiegano dall’istituto -, la banca sta valutando la possibilità che vengano applicate delle commissioni proporzionate alle giacenze».

Per la clientela retail, invece, l’orientamento comune (escludendo Fineco) è di giocare solo sulla persuasione. Bnl la chiama «gestione attiva della clientela››: proporre soluzioni più remunerative rispetto al conto corrente. UniCredit dice di voler offrire «ai clienti retail e imprese. soluzioni alternative ai depositi come ad esempio investimenti in fondi di mercato monetario senza commissioni e obiettivi di performance in territorio positivo». Idem BancoBpm: «La banca attenta nel proporre ai clienti soluzioni di investimento ed accumulo, in particolare di risparmio gestito».

II paradosso dei depositi

Il punto è che i 1.745 miliardi di euro oggi depositati nelle banche da famiglie e imprese italiane (record storico, con un aumento di quasi 200 miliardi in un anno) sono diventati un problema. Sembra paradossale, ma è così.
Per le banche innanzitutto. Lo spiega bene Fineco nella sua lettera: a causa dei tassi di mercato negativi, un conto di 100mila€ costa alla banca per la gestione della liquidità 24,5 euro al trimestre in più rispetto al 2019.
Dato che in Italia non è possibile applicare tassi negativi sui conti correnti (cosa invece che hanno fatto altri Paesi europei), alcune banche si stanno dunque ingegnando con metodi alternativi per cercare di evitare questo costo.

Del resto anche per il cliente tenere troppi soldi depositati a tasso zero non è un grande affare: è vero che in tempi di Covid l’incertezza è forte e che i mercati finanziari hanno una rischiosità ben maggiore, ma è anche vero che troppi soldi sul conto non fanno altro che essere erosi da un’inflazione che – secondo le previsioni – inizierà ad arrivare. Un ragionamento, anche dal loro punto di vista, è dunque utile farlo.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

 




Questione di stipendio

Per Salario, nel dizionario italiano, si intende “la retribuzione del lavoratore subordinato”.

Senza scomodare Marx e la teoria secondo la quale il salario è il prezzo della forza lavoro (e quindi il lavoro ha un valore), possiamo comunque dire che comunemente il salario rappresenta la retribuzione del fattore della produzione lavoro. Ovvero il costo della nostra opera quotidiana che serve a garantire la produzione di un bene, che per noi bancari si traduce in assistenza alla clientela, professionalità, competenze acquisite, collocamento prodotti, gestione risorse, gestione economica, gestione normativa, mol etc..
Insomma, ciò che quotidianamente produciamo ha un valore che viene remunerato con il salario.

Ed il valore economico del salario deriva dalla contrattazione collettiva nazionale. Vi è l’intero capitolo VI del nostro Contratto Collettivo Nazionale che disciplina la parte economica e garantisce che ci sia una equa retribuzione rispetto alla prestazione lavorativa.

Le nostre tabelle inquadramentali, il nostro stipendio lordo a fine mese sono conquiste sindacali. Contrattazioni con una lunga storia alle spalle fatta anche di scioperi, ed a volte di rinunce per poter garantire comunque una crescita.

Il Salario è quindi molto di più rispetto ad un semplice scambio economico. Rappresenta il valore del nostro lavoro quotidiano, rappresenta la dignità che abbiamo nello svolgere la nostra professione. Per questo non possiamo mai accettare che venga individuato come una forma di elargizione.
La frase “L’Azienda ti paga lo stipendio” che ogni tanto sentiamo girare come forma di pressione, è una frase incompleta che dovrebbe così terminare: “perché sono un\una professionista che in cambio di quello stipendio contribuisce con il proprio lavoro alla costruzione del bene prodotto”.

Il salario è un diritto, non una liberalità.

 


Segreteria Fisac CGIL Unicredit

Leggi anche

Dobbiamo ringraziare l’Azienda che ci paga lo stipendio




Unicredit: giorni di ferie aggiuntivi

Il giusto riconoscimento

“Il giusto riconoscimento per chi ha lavorato in prima linea”, così si intitolava un comunicato unitario uscito nel pieno della prima fase pandemica: era il 4 aprile, i positivi in quei giorni si attestavano sugli 88.000, i morti erano oltre 700 al giorno. Le nostre filiali erano chiuse al 70%, corporate e private svolgevano la propria attività in presenza ma a rotazione.

È bene ricordare quei mesi, marzo e aprile 2020, durante i quali chi veniva a contatto con la clientela era senza dubbio soggetto a un rischio maggiore, non erano ancora chiarissimi i protocolli di sicurezza, la clientela era ancora restia a rispettare le norme a tutela della propria e altrui salute. Insomma chi l’ha provato sa di cosa parliamo.

Abbiamo, proprio in quei mesi, iniziato a chiedere all’Azienda che si esprimesse con un segnale di gratitudine verso le persone che fornivano un servizio a contatto diretto con la clientela.
Quel riconoscimento è arrivato sotto forma di cinque giorni aggiuntivi di ferie (due da usare nel 2021, due nel 2022 e uno nel 2023): le prime due giornate sono già state caricate sulla posizione individuale di colleghi e colleghe, tra questi anche coloro che andranno in esodo.

Il perimetro del riconoscimento è costituito dalle Colleghe e Colleghi delle Aree Professionali e dei Quadri Direttivi che abbiano lavorato almeno il 40% del proprio tempo “in presenza” nel periodo marzo/maggio 2020 rivestendo i ruoli che vedete elencarti in calce.

Sono 43 ruoli Retail, Corporate Private, un perimetro molto più ampio di quello pensato in origine, grazie certo alle nostre insistenze, poiché il servizio in presenza nelle strutture aperte al pubblico non può tollerare distinzioni di trattamento.

1 febbraio 2021
Segreterie di Coordinamento di Gruppo UniCredit

********

I RUOLI DESTINATARI DEL RICONOSCIMENTO:

      • ADDETTO OPERATIVO DI AREA
      • ADDETTO OPERATIVO DI AREA SENIOR
      • ADDETTO TESORERIA
      • ANALISTA BUSINESS
      • AREA MANAGER CORPORATE
      • AREA MANAGER PRIVATE
      • AREA MANAGER PUBLIC SECTOR
      • AREA MANAGER REAL ESTATE
      • AREA MANAGER RETAIL
      • ASSISTENTE CORPORATE
      • ASSISTENTE PUBLIC SECTOR
      • ASSISTENTE REAL ESTATE
      • CONSULENTE
      • CONSULENTE BUSINESS
      • CONSULENTE FIRST
      • CONSULENTE PERSONAL
      • CONSULENTE SMART PERSONAL
      • COORDINATORE COMMERCIALE BUSINESS
      • COORDINATORE SMART PERSONAL
      • DIRETTORE
      • DIRETTORE DI FILIALE
      • EXECUTIVE PRIVATE BANKER
      • GESTORE CORPORATE
      • GESTORE CORPORATE SENIOR
      • GESTORE PUBLIC SECTOR
      • GESTORE REAL ESTATE
      • GESTORE REAL ESTATE SENIOR
      • HEAD OF CASSA CENTRALE REGIONE SICILIA
      • PRIVATE BANKER
      • RESP.SPORTELLO CASSA/TESOR.
      • RESPONSABILE AREA SMART PERSONAL
      • RESPONSABILE OPERATIVO DI AREA
      • RESPONSABILE OPERATIVO PRIVATE
      • SENIOR BANKER FINANZIAMENTI
      • SENIOR BANKER INVESTIMENTI
      • SENIOR BANKER PROTEZIONE
      • SENIOR BANKER SMALL BUSINESS
      • SENIOR PRIVATE BANKER
      • TEAM ASSISTANT
      • VICE AREA MANAGER CORPORATE
      • VICE AREA MANAGER PUBLIC SECTOR
      • VICE AREA MANAGER REAL ESTATE
      • VICE DIRETTORE DI FILIALE

dal sito Fisac Unicredit




UniCredit: Andrea Orcel sarà il nuovo AD

Il Consiglio di amministrazione di UniCredit ha identificato oggi 27 gennaio all’unanimità Andrea Orcel come prossimo Amministratore Delegato, da inserire nella lista dei candidati per il rinnovo del Consiglio, in sostituzione dell’a.d uscente, Jean Pierre Mustier. La lista, si legge in una nota, sarà presentata per l’approvazione alla prossima assemblea degli azionisti del 15 aprile. Ottenuta l’approvazione da parte dell’assemblea, il board confermerà la sua nomina ad Amministratore Delegato.

«Dopo un’intensa ricerca fondata su un accurato processo di valutazione dei possibili candidati, sono lieto di comunicare che il consiglio ha scelto all’unanimità un banchiere di assoluta caratura internazionale con un ragguardevole track record – ha notato da parte sua il presidente uscente Cesare Bisoni -. L’esperienza di Andrea Orcel include un’ampia gamma di ruoli in diverse aree geografiche, con responsabilità sia nel corporate che nell’investment banking, così come nel global banking e nel wealth management. In questa occasione – ha aggiunto – anche a nome del consiglio di amministrazione vorrei ringraziare Jean Pierre Mustier per gli anni di servizio dedicato e l’eccezionale contributo profuso al nostro gruppo».

UniCredit sottolinea inoltre che il comitato nomine, supportato da Spencer Stuart, «ha preso in considerazione candidati con un’ampia esperienza e capacità di guidare in modo inclusivo organizzazioni complesse nel loro percorso di cambiamento». Il comitato ha quindi «evidenziato in particolare le straordinarie competenze di Andrea Orcel, la forte leadership e la profonda conoscenza delle sfide e delle opportunità nei servizi finanziari internazionali». La nomina di tutti i membri del consiglio verrà sottoposta alla verifica per la valutazione di fit&proper da parte della Bce dopo l’assemblea degli azionisti.

Orcel è stato individuato come nuovo capoazienda superando l’altro “finalista” Fabio Gallia, direttore generale di Fincantieri ed ex a.d. di Bnl e Cdp. Romano, 57 anni, Orcel è noto soprattutto come “deal maker” per aver condotto in porto molte operazioni di M&A nel settore bancario, tra cui quella tra Unicredito e Credito Italiano che diede vita proprio a UniCredit. Dopo 20 anni in Merrill Lynch, Orcel è stato a capo dell’investment banking di Ubs fino al 2018.

Era poi stato scelto da Santander ma la sua nomina ai vertici della banca spagnola non è mai andata in porto per un contenzioso contrattuale.

 

Padoan, Orcel leader di respiro internazionale

Andrea Orcel è un solido leader di respiro internazionale, molto rispettato e impegnato a raggiungere risultati insieme alla sua squadra”. Lo sottolinea il presidente designato di Unicredit, Pier Carlo Padoan. Orcel “ha una vasta esperienza e una straordinaria capacità di visione strategica, che sarà essenziale per guidare UniCredit nel futuro. Non vedo l’ora di lavorare con lui”, aggiunge Padoan.




Banche: la copertura assicurativa ‘Long Term Care’ per Dipendenti, Esodati, Pensionati

dal sito Fisac Unicredit


Forse non tutti sanno che i dipendenti bancari, grazie al CCNL ABI del 2007 ed a partire dal 1° gennaio 2008, godono di una importantissima copertura assicurativa denominata “Long Term Care”, che interviene nei casi di perdita di autosufficienza…

1. LA POLIZZA LTC (LONG TERM CARE)

La Polizza LTC (Long Term Care) o “Assistenza Sanitaria di Lungo Termine”, è un tipo di polizza offerta da poche compagnie assicurative, il cui scopo è quello di gestire assicurativamente le condizioni di non autosufficienza, ovvero quelle situazioni che determinano l’impossibilità per un soggetto di prendersi autonomamente cura di sé stesso, a causa di gravi infortuni o di malattie fortemente invalidanti.

Fin dal CCNL ABI del 2007 (art. 64), l’ABI e le Organizzazioni Sindacali hanno introdotto la copertura assicurativa Long Term Care che:

➢ interviene all’insorgere di eventi imprevisti ed invalidanti dell’individuo, tali da comportare uno stato di non autosufficienza;

➢ è garantita per il tramite della CASDIC (Cassa Nazionale di Assistenza Sanitaria per il Personale Dipendente del Settore del Credito) attraverso un contributo pro-capite annuale a carico delle aziende, pari a €100,00, da versare entro il mese di gennaio di ogni anno.

Nessun premio è quindi previsto a carico delle Lavoratrici e dei Lavoratori. La contribuzione (definita contrattualmente) è versata esclusivamente dalle aziende del settore ABI.

2. CHI È ASSICURATO?

Sono assicurati:
➢ tutti i dipendenti in servizio a partire dal 1/1/2008, compresi gli apprendisti ed il personale con contratto a tempo determinato. Questi ultimi hanno diritto alla prestazione qualora la condizione di non autosufficienza si determini in costanza di rapporto di lavoro;

➢ tutti i lavoratori dimessi/cessati successivamente al 1/1/2008 per: • diritto a immediato trattamento pensionistico;

  • esodo incentivato;
  • accesso al Fondo di Solidarietà;
  • superamento periodo di conservazione del posto di lavoro e per invalidità permanente (ex art.71 lett. a CCNL 8.12.2007 ed ex art.26 comma 1 alinea 3 CCNL 10.01.2008);
  • lavoratori ultra 60enni che rinunciano alla prosecuzione del lavoro (ex art.71 lett. b CCNL 8.12.2007 ed ex art.26 comma 1 alinea 4 CCNL 10.01.2008);
  • per giusta causa da parte del lavoratore (ex art.71 lett.f, CCNL 8.12.2007);
  • Dirigenti cessati ai sensi dell’Art.2118 c.c. (ex art.26 comma 1, alinea 1 CCNL 10.1.2008).

IMPORTANTE: Le prestazioni sono a “vita intera”, cioè dal verificarsi dell’evento invalidante fino al decesso dell’assicurato.

3. LE PRESTAZIONI DELLA POLIZZA

Le prestazioni della LTC sono definite ogni tre anni ed attualmente consistono nel rimborso annuale di un importo massimo pari a €16.800,00 a fronte di spese per prestazioni sanitarie e/o socioassistenziali documentate, sostenute in relazione allo stato di “non autosufficienza” nell’anno di riferimento.

Per il periodo tra la presentazione della domanda e la scadenza del medesimo anno di presentazione, il massimale verrà calcolato in dodicesimi di anno (ad es., se la domanda – successivamente accolta – reca quale data di presentazione il 13/7/2020, il massimale riconosciuto, a fronte di valida documentazione giustificativa delle spese sostenute, sarà pari a €8.400,00, calcolato nel seguente modo: 16.800,00:12 x 6 mesi). A partire dall’anno successivo, e per tutta la durata dello stato di “non autosufficienza”, il massimale sarà invece calcolato sulla base dell’anno solare e dunque pari a € 16.800,00.

4. DEFINIZIONE DI NON AUTOSUFFICIENZA

Si definisce persona “non autosufficiente” quella incapace in modo tendenzialmente permanente (e comunque per un periodo superiore a 90 giorni) di svolgere in tutto od in parte le seguenti “attività elementari della vita quotidiana”: lavarsi (farsi il bagno o la doccia), vestirsi o svestirsi, igiene personale, mobilità, continenza, alimentazione (bere e mangiare).

Ad ogni attività sono assegnati tre gradi di autonomia della persona a seconda della sua capacità nel compierla ed assegnati tre punteggi (0,5,10). Per ogni attività la CASDIC, avvalendosi di una commissione medica, accerta il grado di autonomia del beneficiario ed assegna un punteggio secondo lo schema di valutazione funzionale riportato all’art.17 del Regolamento della Cassa CASDIC.

Viene assegnato lo stato di non autosufficienza se la somma del punteggio raggiunge almeno i 40 punti. Invitiamo tutte e tutti a prendere visione dell’art.17 del Regolamento della Cassa CASDIC che trovate al seguente percorso.

5. COME ATTIVARE LE PRESTAZIONI LTC

L’avente diritto che si trovi in uno stato di “non autosufficienza” (ovvero, in caso di impossibilità, i suoi familiari) deve in fotocopia:

  1. compilare il Modulo di denuncia del sinistro, nel quale si rinviene l’informativa al trattamento dei dati personali (Modello 1);
  2. allegare certificato medico attestante lo stato di  “non autosufficienza” (Modello 2); 3. allegare relazione medica sulle cause della perdita di autosufficienza, la documentazione sanitaria (cartelle cliniche, relazioni mediche, accertamenti diagnostici) utile per la valutazione del quadro clinico (Modello 3).

La documentazione (in fotocopia) dovrà essere inviata secondo una tra le seguenti modalità:

  • tramite accesso diretto alla piattaforma Casdic;
  • tramite e-mail, a ltc@casdic.it (rimanendo inteso che in tale caso l’invio si  intenderà correttamente perfezionato solamente a seguito dell’invio da parte di CASDIC all’assistito di un’e-mail di conferma di avvenuta ricezione);
  • tramite raccomandata A.R., a: CASDIC Piazza Grazioli n. 16 00186 Roma (in tale caso la documentazione inviata con raccomandata A.R. può essere utilmente anticipata per e-mail a ltc@casdic.it).

In tutti i casi di invio informatico, ad ogni documento richiesto dovrà corrispondere un distinto file.

6. COME RICHIEDERE I RIMBORSI LTC

Ai fini dell’erogazione delle prestazioni LTC, i beneficiari dovranno presentare a CASDIC la documentazione comprovante le spese validamente documentate e sostenute per prestazioni sanitarie e/o socio-assistenziali in relazione allo stato di “non autosufficienza” preventivamente accertato.

Tale documentazione (in fotocopia) dovrà essere inviata a scelta dell’assistito:

  • tramite accesso diretto alla piattaforma Casdic;
  • tramite e-mail, a rimborsiltc@casdic.it (rimanendo inteso che in tale caso l’invio si intenderà correttamente perfezionato solamente a seguito dell’invio da parte di CASDIC all’assistito di un’e-mail di conferma di avvenuta ricezione);
  • tramite raccomandata A.R., a CASDIC, Piazza Grazioli, n. 16 – 00186 Roma (in tale caso la documentazione inviata con raccomandata A.R. può essere utilmente anticipata per e-mail a rimborsiltc@casdic.it).

In tutti i casi di invio informatico, ad ogni documento di spesa, corredato laddove necessario dei giustificativi che ne dimostrino l’inerenza, dovrà corrispondere un distinto file.

7. VERIFICA ANNUALE STATO DI NON AUTOSUFFICIENZA

Nel caso venga meno lo stato di “non autosufficienza”, è fatto obbligo al beneficiario di darne immediata comunicazione alla CASDIC. In ogni caso lo stato di “non autosufficienza” è soggetto a verifica e revisione da parte della CASDIC, mediante la compilazione annuale di un Modulo, a onere e cura dell’Assistito, pena la perdita del riconoscimento dello stato di “non autosufficienza” (Modello 4), da inviarsi secondo le scadenze previste dalle linee guida, o tramite accesso diretto alla piattaforma CASDIC o tramite email a ltc@casdic.it

IMPORTANTISSIMO: La richiesta di erogazione delle prestazioni va inoltrata nel termine massimo di 2 (due) anni dalla manifestazione dello stato di “non autosufficienza”.

 

8. I SERVIZI

Il Network My Assistance mette a disposizione dell’avente diritto i seguenti servizi:

a) l’accesso al proprio Network convenzionato relativo a:

  • Strutture sanitarie e socio sanitarie
  • Residenze Socio Assistenziali (RSA) private e pubbliche
  • Strutture di riabilitazione e lungodegenza
  • Assistenza domiciliare di tipo infermieristico
  • Servizi socio assistenziali (badanti, piccoli aiuti domestici, commissioni,
  • interventi ausiliari personalizzati, ecc.)
  • Psicologi e psicoterapeuti per supporto post-traumatico
  • Altri consulenti
  • Supporto psicologico telefonico: verso l’assistito e verso la famiglia dell’assistito. Tale supporto, una volta aperta la pratica relativa alla “non autosufficienza” dell’avente diritto, consisterà nel contatto periodico telefonico (un contatto telefonico ogni due mesi) da parte di psicologi designati da My Assistance.
  • Video-monitoraggio domestico. In alcuni casi non è possibile, da parte dei familiari o di chi deve prendersi cura degli aventi diritto con problemi di “non autosufficienza”, avere un controllo (“di persona”) costante e continuativo del loro stato di salute. In questi casi è possibile l’utilizzo di un apparecchio video attivabile a distanza tramite connessione dati. I costi dell’apparecchio saranno sostenuti da My Assistance, mentre tutti i costi derivanti dall’utilizzo dello stesso (attivazione SIM e relativo traffico telefonico) saranno a carico dell’assistito.

b) servizi di supporto tramite Customer Care Center e Centrale Operativa Assistenza accessibile attraverso il numero tel.+39 02/303500012 per:

  • Informazioni sulle strutture sanitarie pubbliche e private nell’ambito del Network ▪ Informazioni sulle procedure operative (es: informazioni sulla modulistica necessaria per apertura delle pratiche)
  • Informazioni sulla gestione del paziente non autosufficiente
  • Informazioni sui programmi CASDIC per assistenza sanitaria LTC
  • Informazioni sui centri di volontariato (non convenzionati) a cui potersi rivolgere per ricevere ulteriore supporto
  • Soluzione di problematiche inerenti la LTC (su organizzazione e gestione – con particolare attenzione agli aspetti burocratici – del paziente non autosufficiente nelle diverse regioni italiane)
  • Indicazioni entro 48 ore su casi concreti
  •  Gestione dell’assistenza (supporto nella ricerca del centro medico e, in attesa, organizzazione di interventi infermieristici o socio assistenziali presso il domicilio, trasporto da e per strutture sanitarie, esclusa urgenza)
  • Informazioni su operatori ed aziende specializzati in grado di fornire servizi anche attraverso offerte di beni (tipo: sedie a rotelle, materiali ortopedici-sanitari, deambulatori, ecc.) a condizioni particolari.
  • Informazioni sullo stato della pratica di rimborso delle spese di ospedalizzazione e socio assistenziali.

Help Desk Dipendenti – Centrale Operativa Casdic
Assistenza Long Term Care
dal lunedì al venerdì 8-18 – Sabato 8-12
800.916.045

9. SECONDO PARERE MEDICO (SECOND OPINION)

La tutela della “Second Opinion” permette agli aventi diritto di accedere alla consulenza medica specialistica da parte di alcuni primari Centri di eccellenza internazionali. La tutela è prestata con riferimento alle seguenti condizioni patologiche diagnosticate presso strutture sanitarie autorizzate:

  1. MALATTIECARDIOVASCOLARI
  2. MALATTIE CEREBROVASCOLARI (ICTUS)
  3. CECITÀ
  4. SORDITÀ
  5. TUMORIMALIGNI
  6. INSUFFICIENZARENALE
  7. TRAPIANTO DI ORGANO
  8. SCLEROSIMULTIPLA
  9. PARALISI
  10. MALATTIA DI ALZHEIMER
  11. MALATTIA DI PARKINSON
  12. GRAVI USTIONI
  13. COMA

In ogni caso, la “Second Opinion” può essere attivata anche per tutte quelle patologie che, a giudizio della Commissione medica preposta da My Assistance, possano essere ritenute di rilevante rischio ai fini dello stato di non autosufficienza. Decorrenza garanzia e limitazioni: il servizio di “Second Opinion” viene fornito all’avente diritto, senza alcun costo a suo carico, con le seguenti limitazioni:

  • un secondo parere medico per persona e per anno.

10. INFORMATIVA

Vi invitiamo a leggere con attenzione tutto il materiale presente sul sito: www.casdic.it.

 




Unicredit: vaccino anti-pneumococco e rimborso tamponi molecolari e test rapidi.

In considerazione del perdurare della pandemia e a seguito della consulenza del proprio Comitato Medico Scientifico, Unica provvederà al rimborso, in regime di auto assicurazione, dei costi sostenuti per la vaccinazione anti-pneumococcica per tutti i titolari e i familiari inclusi in polizza.

Il massimale individuale di 80 € comprende sia il costo del vaccino che la somministrazione.

Come per la vaccinazione antinfluenzale non è richiesta prescrizione medica. È necessario, in fase di domanda di rimborso, essere in possesso di documentazione di spesa quietanzata (scontrino e/o fattura).

Le richieste di rimborso saranno da inserire nella consueta piattaforma Arena di Previmedical non appena verranno completati i necessari adeguamenti informatici.

Inoltre, è stato raggiunto con l’assicuratore un accordo per l’autorizzazione, in forma diretta oppure a rimborso, del costo dei tamponi molecolari o dei test rapidi antigienici per tutti gli assistiti.

Nella pagina successiva trovate i dettagli operativi.

 

Richiamiamo l’attenzione in particolare sui seguenti punti:

  • il primo tampone deve essere obbligatoriamente prescritto dal proprio medico di base – la prescrizione deve essere corredata da diagnosi/sospetto diagnostico e indicazione anche della sintomatologia;
  • la garanzia è prestata nell’ambito della ‘diagnostica ordinaria‘ e pertanto in caso di ricorso a strutture non convenzionate con successiva richiesta di rimborso la franchigia sarà di 60 €.

Vi invitiamo a leggere la notizia completa sul sito di Unica al seguente link:

https://unica.unicredit.it/it/informativa/2020/Rimborsabilita_tamponi_e_vaccino_anti-pneumocco.html

14 dicembre 2020


La Segreteria Fisac Cgil del Gruppo UniCredit


dal sito Fisac Unicredit




Banche, arrivano le nuove norme UE: bollette stornate se il conto è incapiente

I circa 3 milioni di clienti della Banca Nazionale del Lavoro, parte del gruppo francese Bnp Paribas, dal prossimo 7 dicembre non potranno più andare in rosso sul conto corrente. E questo perché gli addebiti automatici in conto – come bollette oppure addebito delle carte di credito o debito – non saranno consentiti se il cliente non avrà sufficiente liquidità sul suo deposito. L’informativa alla clientela è stata mandata attraverso una mail nella quale si spiega che la banca ha recepito le nuove regole dell’Eba, l’Autorità Bancaria Europea.

Sono proprio quelle norme sulle quali le banche italiane e l’Associazione bancaria richiamano l’attenzione ormai da qualche mese, mettendo in guardia dal rischio che determinino una stretta alla flessibilità verso la clientela e il rischio di dover svalutare rapidamente e in maggiori dimensioni i crediti. Quelle norme prevedono che per un mancato pagamento superiore a 100 euro, protratto per tre mesi, il cliente sia classificato come cattivo pagatore, tutta la sua esposizione verso la banca sia riclassificata come Npl e sia inviata la segnalazione alla centrale rischi.

Tutto questo entrerà in vigore dal primo gennaio. Il gruppo Bnp Paribas Bnl ha scelto di portarsi avanti e anticipare le modalità già dalla prossima settimana, per dare tempo alla clientela ad abituarsi al nuovo regime.

La comunicazione precisa che il giorno della scadenza del pagamento via addebito l’istituto provvederà sin dalla mattina a verificare la consistenza sul conto corrente; se la disponibilità non sarà sufficiente verrà inviata una notifica. Entro le 15 della stessa giornata va assicurata la copertura del fabbisogno sul conto, altrimenti il pagamento verrà bloccato.

Il gruppo francese ha scelto una linea rigorista di applicazione delle norme, in linea con le consuetudini dei paesi del Nord Europa, nei quali il rosso sul conto non è ammesso e non esiste il finanziamento tramite lo scoperto di conto corrente.
5 dicembre 2020

Il senso è: se non ci sono i soldi l’addebito non passa. A quel punto il cliente diventa moroso nei confronti, ad esempio, della società elettrica o dell’emittente della carta di credito e non contrae un debito con la banca. Il meccanismo consente all’istituto di prevenire la formazione di crediti deteriorati, ma in effetti si evita anche al cliente il rischio di venire segnalato nella centrale rischi della Banca d’Italia.
Finora accadeva che il passaggio di un addebito non coperto – per importi non eccessivi -non determinasse particolari scossoni, se protratto per un breve margine temporale, anche se c’era il rischio di vedersi applicare tassi elevati. Ora questo non sarà possibile. E se la scelta di Bnl appare quella più rigorosa, anche le altre banche italiane si stanno comunque preparando all’appuntamento del primo gennaio.

E gli altri?

Intesa Sanpaolo non adotterà provvedimenti come quelli dei concorrenti francesi e consentirà l’addebito di pagamenti non coperti (ovviamente anche sulla base della conoscenza del cliente). Ciò non toglie, però, che il titolare del conto sia contattato per informarlo dell’accaduto e sollecitato a coprire lo scoperto (ovviamente se il cliente ha un apertura di credito su conto corrente lo sconfinamento è segnalato se esso supera la soglia massima dell’affidamento autorizzato).

Il termine dei 90 giorni ormai è stringente per tutti. Sulla stessa linea anche UniCredit: il gruppo bancario non ha introdotto un automatismo per bloccare gli addebiti non coperti. L’istituto ha preferito lavorare sull’informativa ai clienti, svolta in più fasi, per illustrare le nuove regole, le relative implicazioni e l’opportunità di porre la massima attenzione alle scadenze. Insomma una sensibilizzazione affinché i saldi di conto corrente siano tenuti sotto controllo.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

 




Unicredit: comunicato stampa unitario sull’uscita di Mustier dal Gruppo

SEGRETERIE DI COORDINAMENTO GRUPPO UNICREDIT


Comunicato stampa

La notizia del passo indietro dell’AD di Unicredit JP Mustier era da giorni nell’aria, il C.E.O. di Unicredit non ha mai mostrato reale attenzione al perimetro italiano del Gruppo.

In questi anni a guida Mustier il Gruppo Unicredit, grazie allo straordinario impegno dei Lavoratori, è riuscito ad affrontare una situazione di crisi molto complicata. La banca ha sì risolto il problema dei crediti deteriorati e raggiunto indici di solidità patrimoniale di valore, viceversa è innegabile il mancato raggiungimento degli obiettivi aziendali di sinergia ed efficienza previsti dal Piano.

Non convince il nuovo piano industriale T23 che prevede l’abbandono di molte zone del Paese con una significativa chiusura di sportelli, un progetto di crescita interna dell’azienda basato su una digitalizzazione esasperata e sempre più spesso farraginosa, ed una preoccupante e costante diminuzione dell’occupazione; Mustier ha attuato una fortissima politica di riduzione dei costi, ma con una strategia di fatto inesistente sui ricavi.

Inoltre il ventilato scorporo degli assett esteri con una sub-Holding quotata a Francoforte, rischia di depauperare la centralità di Unicredit come Gruppo Paneuropeo con solide basi in Italia.

È emersa pertanto una prospettiva assai carente nel medio e lungo periodo; reduci da una politica di disimpegno del Gruppo sul perimetro italiano, perseguita con la vendita dei “gioielli di famiglia” e con una scelta di cessioni che il Sindacato ha sempre criticato con oggettive motivazioni.

La crescita degli utili quindi poggia ancora una volta sul taglio indiscriminato dei costi, soprattutto dei costi del personale e dell’occupazione e su una linea imprenditoriale che si è allontanata dal cuore italiano dell’Azienda.

Riteniamo sia necessario che il CDA di Unicredit indichi al più resto la strada da intraprendere per evitare che questa fase di incertezza abbia conseguenze finanziarie ed economiche sull’intero Gruppo, con particolare attenzione ai Lavoratori e Lavoratrici del perimetro italiano.

Unicredit ha affrontato la crisi pandemica con la forza di un solido gruppo; ora auspichiamo che si focalizzi sul proprio ruolo di Gruppo a trazione italiana in ambito europeo, consolidando l’azienda nel Paese e mantenendone l’unità complessiva, perseguendo certamente la crescita dei ricavi e delle attività di business, coniugandole nel contempo con la tenuta occupazionale e il benessere lavorativo delle lavoratrici e dei lavoratori, nel rispetto del territorio, delle famiglie e delle imprese.

Milano, 02/12/2020

SEGRETERIE DI COORDINAMENTO GRUPPO UNICREDIT
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN




Unicredit: accolta nostra richiesta di 5 gg di ferie extra ai Colleghi di filiale

Accogliendo quella che è stata una richiesta formulata unitariamente dalle Organizzazioni Sindacali, UniCredit ha comunicato di voler “premiare” il senso di responsabilità ed abnegazione dei Colleghi che durante, soprattutto, la prima fase delle pandemia hanno continuato a svolgere la propria attività lavorativa nelle Agenzie del territorio.

Coloro che dal 9 marzo al 4 maggio scorsi hanno prestato servizio in agenzia per almeno il 40% (deciso dall’azienda) delle giornate lavorative, avranno a disposizione 5 giornate di ferie aggiuntive.

Le giornate, che non saranno monetizzabili, potranno essere utilizzate in tre blocchi: 2 giornate nell’anno 2021, 2 giornate nel 2022 ed 1 nel 2023.

Una comunicazione aziendale sarà inviata direttamente ed unicamente agli aventi diritto.

Milano, 26/11/2020

 

Segreterie di Coordinamento Gruppo Unicredit
Fabi – First/Cisl – Fisac/Cgil – Uilca – Unisin

 

dal sito Fisac Unicredit