Intesa-UBI. Secondo incontro su cessione ramo d’azienda

SECONDO INCONTRO CESSIONE RAMI D’AZIENDA

Oggi 24 novembre, alla presenza delle Segreterie Nazionali e delle Delegazioni di gruppo, si è svolto il secondo incontro della procedura di cessione di rami d’azienda tra Intesa Sanpaolo, UBI e BPERL’operazione di cessione, che interessa complessivamente 5.107 lavoratrici e lavoratori provenienti dai perimetri UBI (4.812) e ISP (295) e destinati all’ingresso nel “mondo” BPER, richiede un adeguato presidio dei processi, che garantisca, ad un tempo, efficacia, efficienza operativa e, come dichiarato da controparte, pace sociale.

Tale equilibrata sintesi può avvenire solo dopo un positivo confronto sindacale che definisca un soddisfacente accordo collettivo.

L’informativa aziendale, che esclude tensioni occupazionali, è stata integrata a cura delle parti aziendali che, su richieste del tavolo sindacale, hanno fornito alcuni ragguagli e chiarimenti precisando i criteri d’individuazione del ramo di azienda oggetto di cessione. Al riguardo, è stato affermato che la scelta aziendale è stata ispirata dall’esigenza di assicurare oggettività, utilizzando criteri omogenei e uniformi, nella definizione del perimetro di cessione, tradottasi, in estrema sintesi, nel criterio-guida della “assegnazione dei lavoratori alla filiale di pertinenza”. Ricordiamo, al riguardo, che oltre alle filiali di UBI e ISP, è oggetto di cessione anche il “perimetro strumentale” funzionale alle stesse: lavoratrici e lavoratori del perimetro UBI che, pur non appartenendo alle filiali, sono stati ritenuti – per tipo di attività – “funzionali” alla clientela di riferimento delle filiali cedute. 

Come OO.SS. delle rappresentanze aziendali ISP, UBI e BPER abbiamo congiuntamente rimarcato che l’applicazione pratica del criterio adottato sconta però evidenti differenze applicative nei due bacini da cui provengono le lavoratrici e i lavoratori.

In particolare, è stata evidenziata la criticità derivante dalla mancata assegnazione alle filiali “UBI” oggetto di cessione di personale che, pur rientrando nelle filiali, non è stato ceduto. Si tratta di personale “lungo assente” per ragioni varie (maternità, aspettativa, distacchi), per il quale la parte aziendale ha escluso la possibilità di riadeguamento del perimetro di cessione, giuridicamente definito il 12 novembre 2020.

A questo proposito le OOSS verificheranno che siano garantiti i diritti soggettivi individuali. Temi particolarmente “sensibili” per il tavolo sindacale unitario, e obiettivi della trattativa e dei suoi esiti, sono i seguenti:

  • salvaguardia occupazionale di tutti i 5.107 colleghi anche dopo il loro “traghettamento” in BPER (che peraltro ha dichiarato anche oggi di averne bisogno);
  • tutela della professionalità acquisita;
  • garanzia di applicazione di processi formativi adeguati ed efficaci per l’ulteriore professionalizzazione, in vista anche dell’assegnazione alle funzioni operative in BPER;
  • rispetto di diritti e tutele individuali, rivenienti dalla contrattazione collettiva aziendale di provenienza.

Definire soluzioni adeguate mediante un accordo collettivo omnicomprensivo è condizione di garanzia per le lavoratrici e i lavoratori che è  anche l’obiettivo oggi, più volte, dichiarato da BPER!

Il confronto sindacale proseguirà il prossimo 2 dicembre.

 

Segreterie Nazionali 

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA -UNISIN

24 novembre 2020




Intesa – UBI: l’elenco delle Filiali e dei Punti Operativi ceduti a BPER

  • E’ stato pubblicato l’elenco completo delle FIliali e dei Punti Operativi che saranno ceduti a BPER Banca a margine dell’operazione di acquisizione di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo.

E’ possibile consultare gli elenchi completi a questi link:

Lista Filiali e Punti Operativi UBI Banca

Lista Filiali e Punti Operativi Intesa Sanpaolo

 

Fonte: Sito istituzionale BPER Banca




Intesa e UBI: al via la campagna vaccinale

Dalle ore 12, al via la campagna vaccinale antinfluenzale gratuita di Intesa Sanpaolo e UBI Banca

A disposizione dei colleghi che ne faranno richiesta un determinato numero di vaccini antinfluenzali e anti-pneumococco

<dalla direzione Centrale Tutela Aziendale>

La situazione che l’Italia sta vivendo a causa della pandemia dovuta al COVID-19 vede la nostra banca in prima linea per la particolare attenzione alla salute e alla sicurezza delle proprie persone e in questo contesto si sta impegnando per offrire ai propri dipendenti, su base preferenziale, l’opportunità di vaccinarsi contro influenza e pneumococco.

Nei prossimi mesi è probabile la circolazione contestuale degli ordinari virus stagionali e di quello, caratterizzato da similarità di sintomi, associato al COVID-19 ed è per questo che autorità sanitarie ed esperti sottolineano l’importanza della vaccinazione, in particolare nelle persone a più alto rischio.

Grazie ai vaccini, infatti, si semplificano le diagnosi e si riducono i rischi di complicanze per soggetti più fragili e di sovraffollamento delle strutture sanitarie.

Evidenze scientifiche indicano inoltre un possibile effetto protettivo della vaccinazione antinfluenzale e anti-pneumococcica nei confronti dell’infezione da COVID-19.

Dal momento che in Italia risulta in questa fase oltremodo difficile reperire i vaccini presso le strutture pubbliche, Intesa Sanpaolo, sotto il coordinamento della funzione di Tutela Aziendale, ha acquisito:

– 50 mila dosi di vaccino antinfluenzale da offrire gratuitamente

– 10 mila dosi di vaccino anti-pneumococco a prezzo pre-concordato a carico del dipendente, da richiedere direttamente al laboratorio

a beneficio di tutti i colleghi di Intesa Sanpaolo e di UBI Banca.

A partire dalle ore 12 di oggi, ogni collega interessato dovrà compilare un modulo di adesione alla campagna vaccinale sul portale #People entro il 3/11/2020.

L’adesione alla campagna vaccinale è volontaria e facoltativa con la possibilità di aderire alla somministrazione di entrambi i vaccini o di uno solo di essi.

Tenuto conto delle oggettive difficoltà di reperimento dei vaccini e sulla base delle concrete percentuali di adesione, potrà risultare necessario procedere selettivamente: in questo caso, la priorità sarà data alle categorie a rischio secondo il Servizio Sanitario Nazionale (immunodepressi, interessati da esiti di patologie oncologiche o con terapie salvavita in corso o, comunque, affetti da comorbilità – cfr. dettaglio in calce) e in base a criteri legati all’età anagrafica e alla presenza di figli in età pre-scolare e scolare nel nucleo familiare.

I singoli colleghi aderenti riceveranno comunque informazione via mail su modi e tempi (indicativamente fine novembre/inizio dicembre) di svolgimento della vaccinazione.

La somministrazione dei vaccini avverrà, a cura del partner MyAssistance, presso la rete di laboratori convenzionati in ogni capoluogo di provincia.

Il modulo di adesione sarà disponibile a partire dalle ore 12 di oggi al seguente percorso:

Intranet > #People > Covid-19 Rientro in sede/ufficio > Campagna vaccinale

In caso di eventuali dubbi o richieste di approfondimento, scrivi a: campagnavaccinale@intesasanpaolo.com

———-

Malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma di grado severo, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BCPO) , malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite, diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con indice di massa corporea (BMC)>30 e gravi patologie concomitanti), tumori, malattie renali con insufficienza renale, epatopatie croniche, malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali, malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie, malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV, patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici, patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari), Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza e nel periodo “postpartum”.

28 ottobre 2020

Delegazione trattante

dal sito Fisac Intesa Sanpaolo

 

 

 




Cessione filiali UBI a BPER: tra fantasia e realtà

Anche un orologio fermo segna l’ora giusta. Due volte al giorno.

Lo abbiamo già sottolineato in altri comunicati, ed è peraltro una considerazione scontata: l’acquisizione di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo ha aperto per le lavoratrici e i lavoratori di UBI una fase di grande incertezza per il proprio futuro, più profonda in quei territori dove sono stati creati poli di attività o che saranno significativamente interessati dalla cessione di unità produttive a BPER e ad altre banche.
Quotidianamente colleghe e colleghi ci rivolgono la fatidica domanda “Dove andrò a finire?”
Purtroppo a questa domanda ad oggi nessuno è in grado di fornire una risposta: fonti attendibili hanno indicato la fine del mese come data entro la quale il perimetro del ramo d’azienda sarà definito nei dettagli, e quindi reso noto – dopo che alcune indiscrezioni avevano ipotizzato la metà di ottobre come termine per la comunicazione, data che ora subisce invece un rinvio di almeno qualche giorno.
Quindi ad oggi nessuno dispone di informazioni attendibili.
In un contesto su cui grava la medesima incertezza che lo caratterizzava all’inizio di agosto, la FISAC CGIL ha scelto volutamente e responsabilmente di non partecipare al “toto filiali e toto uffici”: un’attività che comprensibilmente impegna lavoratrici e lavoratori che, in ansia per il proprio futuro personale e professionale, avanzano ipotesi circa la destinazione della propria unità produttiva.
Non riteniamo altrettanto comprensibile – e tantomeno giustificabile – che questa attività sia svolta da dirigenti sindacali che, anziché ammettere di non sapere nulla, sostengono di essere in possesso di fantomatici elenchi e informazioni top secret su ruoli e assetti futuri, o si avventurano in fantasiose previsioni spacciandole per notizie fondate, o addirittura ventilano o promettono trasferimenti che nessuno è in grado di assicurare.

Avere un ruolo di rappresentanza richiederebbe maggiore serietà e senso di responsabilità. Adottare una condotta millantatoria a fini di propaganda, approfittando della fragilità delle persone, è una modalità che meriterebbe una definizione che vi/ci risparmiamo.
Non fa per noi.

E se nella ridda di ipotesi che dai primi di agosto elencano filiali ogni volta diverse si scoprirà che alcune di quelle indicate saranno effettivamente cedute a BPER (anche perché nel frattempo sono state citate almeno una volta tutte quante) dovremo ricordarci che “Anche un orologio fermo segna l’ora giusta. Due volte al giorno.”

 

Fonte: Sito Fisac Gruppo Ubi




Intesa – UBI: 5.000 uscite volontarie e 2.500 assunzioni

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca Unisin nuovo logo

Nella serata del 29/9 è stato raggiunto l’ ”Accordo per l’avvio dell’integrazione del Gruppo UBI Banca nel Gruppo Intesa Sanpaolo” che prevede 5.000 uscite volontarie entro il 31 dicembre 2023 nell’attuale perimetro del Gruppo Intesa Sanpaolo e UBI.

L’intesa prevede l’assunzione, con attenzione alla Rete e alle zone svantaggiate del Paese, di 2.500 persone a tempo indeterminato anche attraverso la stabilizzazione dei colleghi a tempo determinato, valutando inoltre l’inserimento dei lavoratori del settore collocati nel Fondo Emergenziale.

L’accordo stabilisce:

Personale che ha maturato o maturerà il “diritto” a pensione (compreso Quota 100 e Opzione donna) entro il 31/12/2021 – Possibilità di adesione volontaria al pensionamento centro il 9 novembre 2020, con uscita al 31 dicembre 2020 per chi ha già maturato la finestra pensionistica o all’ultimo giorno del mese antecedente alla maturazione della stessa.
L’incentivo:

  • per le pensioni anticipate e di vecchiaia è pari al preavviso contrattuale (2 mensilità per le Aree Professionali, 4 per i Quadri Direttivi, 6 per i Dirigenti);qualora l’adesione pervenga entro il 20 ottobre 2020 è prevista l’erogazione di un premio aggiuntivo di tempestività pari a 2/12 della RAL
  • per le pensioni “Quota 100” è pari al preavviso contrattuale aumentato di un importo determinato dal 1,5% della RAL per ogni mese tra il 7° e 18° di distanza dal requisito della pensione anticipata e dal 2% della RAL per ogni mese a partire dal 19°; la somma complessiva non potrà comunque superare il 75% della RAL oltre all’eventuale premio di tempestività;
  • per le pensioni con “Opzione Donna”, pari al 75% della RAL oltre all’eventuale premio di tempestività.

Personale che maturerà il “diritto” a pensione tra il 1° gennaio 2022 e il 31/12/2022 – Possibilità di adesione entro il 9 novembre 2020 alternativa tra:

  • pensione anticipata o di vecchiaia, con incentivo e premio di tempestività come sopra indicati
  • Fondo di Solidarietà.

Personale che maturerà il “diritto” a pensione tra il 1° gennaio 2023 e il 31/12/2026 – Possibilità di adesione al Fondo di Solidarietà entro il 9 novembre 2020. La data di uscita è prevista al 31/12/2023 con possibili anticipi in base alle esigenze organizzative aziendali alle seguenti date: 31 dicembre 2020, 31 marzo -30 giugno
-31 dicembre 2021, 30 giugno -31 dicembre 2022, 30 giugno 2023 (con una permanenza media nel Fondo di 36 mesi).
Durante il periodo di permanenza nel Fondo di Solidarietà verranno garantite: copertura sanitaria del personale in servizio, condizioni creditizie e agevolate, erogazione dell’assegno per familiari con handicap, assunzione del coniuge/figlio in caso di premorienza.

Per quanto riguarda la previdenza complementare verrà riconosciuta l’attualizzazione della contribuzione aziendale al fondo pensione per i mesi di esodo.

Nel caso di adesioni superiori alle 5.000 uscite previste, verrà redatta una graduatoria unica sulla base della data di maturazione del diritto a pensione con priorità:

  • al personale che aveva già aderito agli accordi stipulati nei due Gruppi ed escluso dalle precedenti graduatorie e che si avvale in questa nuova adesione del medesimo requisito pensionistico
  • ai titolari della L. 104 in situazione di gravità per sé
  • al personale disabile con invalidità non inferiore al 67%.

L’Azienda si è impegnata a comunicare individualmente l’esito delle domande presentate sulla base dei precedenti accordi, sia alle 536 persone in graduatoria sia alle 1.197 persone escluse (quest’ultime dovranno ripresentare domanda in base al nuovo accordo, qualora ancora interessate). Per quanto riguarda le uscite, l’Azienda ha dichiarato la volontà di inserirle nelle finestre del 31 dicembre 2020 e 31 marzo 2021.

L’accordo prevede per i Part time che accederanno al Fondo di Solidarietà la possibilità di richiedere il rientro a tempo pieno nel mese precedente all’uscita.

L’intesa raggiunta sancisce inoltre il diritto all’uscita anche ai colleghi che rientreranno nel perimetro delle cessioni di ramo d’azienda, quali la cessione a BPER, assicurando pari diritti a tutto il personale del nuovo Gruppo.

Valutiamo positivamente questo primo accordo di integrazione del Gruppo UBI in Intesa Sanpaolo e riteniamo importante aver assicurato volontarietà per le uscite e solidarietà intergenerazionale con 2.500 nuove assunzioni, ribadendo l’attenzione al supporto delle filiali e alle zone svantaggiate del Paese.

Scarica il testo dell’accordo

 




Intesa Sanpaolo – UBI: incontro su uscite volontarie e assunzioni


Intesa Sanpaolo e UBI: primo incontro
su uscite volontarie e assunzioni

 

Nella giornata odierna si è svolto il primo incontro in merito alle 5.000 uscite volontarie che riguarderà tutto l’attuale perimetro del Gruppo Intesa Sanpaolo e UBI: rispettivamente 61.172 e 19.609 persone.

Ai sensi degli accordi precedenti sottoscritti nei due Gruppi, ci sono ancora da perfezionare le uscite di 536 persone, di cui 307 pensionamenti e 229 esodi; per questi ultimi l’azienda ha comunicato di volerne anticipare l’uscita al 31/12 del corrente anno.

Sono in sospeso 1.197 adesioni (925 ISP e 272 UBI) in quanto non rientranti nelle graduatorie dei precedenti accordi, poiché in supero ai numeri delle uscite previste.

L’Azienda comprenderebbe nella platea interessata tutti coloro che maturano il “diritto” a pensione (anticipata o di vecchiaia) entro il 31/12/2026. In base ai dati oggi in possesso dell’Azienda, i colleghi sarebbero 7.522 (5.888 ISP e 1.634 UBI) oltre alle suddette 1.197 adesioni in sospeso.
Anche questi 1.197 colleghi, trattandosi di un nuovo accordo, dovranno ripresentare – se ancora interessati – la domanda per l’uscita. Abbiamo ribadito la richiesta di inserire nell’accordo un criterio di priorità per queste posizioni.

Le prime indicazioni fornite dall’Azienda riguarderebbero:

chi matura il “diritto” a pensione (compreso Quota 100 e Opzione donna) entro il 31/12/2021, possibilità di adesione al pensionamento incentivato

chi matura il “diritto” a pensione dal 1/1/2022 al 31/12/2022, possibilità di adesione al pensionamento incentivato o al Fondo Esuberi

chi matura il “diritto” a pensione dal 1/1/2023 al 31/12/2026, possibilità di adesione al Fondo Esuberi. La data di uscita è prevista al 31/12/2023 con possibili anticipi semestrali in base alle esigenze organizzative aziendali (la Banca ha specificato che, indicativamente, prevederebbe una permanenza media nel Fondo di 36 mesi).

Per quanto riguarda le 2.500 assunzioni, abbiamo nuovamente ribadito che dovranno essere effettuate in tempi rapidi e in prevalenza nella Rete, estremamente sofferente, nonché nel Sud e nelle Aree svantaggiate del Paese.

La trattativa proseguirà nei giorni 29 e 30 settembre.

Milano, 21 settembre 2020

 

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA -UNISIN
Gruppo Intesa Sanpaolo e UBI




Intesa Sanpaolo e Ubi: primo incontro con l’Azienda

Nella giornata odierna si è svolto il primo incontro a Milano con l’Azienda, alla presenza delle Organizzazioni Sindacali del Gruppo Intesa e UBI e le Segreterie Nazionali.
Nell’incontro è stato condiviso il percorso di confronto sui temi relativi all’integrazione:

  • Uscite volontarie e assunzioni
  • Cessione ramo d’azienda a BPER
  • Fusione per incorporazione di UBI Banca.

A partire già da lunedì 21 settembre inizierà la trattativa per la definizione delle uscite volontarie per pensionamento ed esodo, che riguarderanno tutti i lavoratori del Gruppo Intesa e Ubi.
L’Azienda ha comunicato che è ancora in fase di identificazione il perimetro relativo alla cessione del ramo d’azienda a BPER, che al momento è prevista nel corso del mese di febbraio 2021 per le 501 filiali di UBI e a giugno per le 31 filiali di ISP.

L’avvio della procedura sindacale prevista per legge sarà pertanto successivo alla definizione del ramo stesso.
Non sono invece state fornite informazioni in merito alle ulteriori 17 filiali che dovranno essere cedute da disposizioni Antitrust.
L’incorporazione societaria e informatica di UBI Banca in ISP avverrà nel corso del mese di aprile. Il confronto sindacale in merito alla fusione e all’armonizzazione contrattuale si svilupperà nei primi mesi del 2021

Come Organizzazioni Sindacali abbiamo richiesto che a fronte delle uscite siano effettuate in tempi rapidi assunzioni indispensabili per supportare in particolare la rete.

Questo primo incontro è stata l’occasione per ribadire che la riorganizzazione successiva alla fusione dovrà impattare nel minor modo possibile sulle lavoratrici e sui lavoratori, valorizzandone la professionalità e portando le lavorazioni dove sono le persone.

 

Milano, 17 settembre 2020

 

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN
Gruppo Intesa Sanpaolo e UBI




Cosa prevede la legge per i genitori lavoratori in caso di quarantena a scuola

QUARANTENA A SCUOLA:
LE MISURE PREVISTE DALLA LEGGE IN FAVORE DEI GENITORI CHE LAVORANO

Il D.L. n. 111/2020 (“Disposizioni urgenti per far fronte a indifferibili esigenze finanziarie e di sostegno per l’avvio dell’anno scolastico, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”) all’articolo 5 contiene una norma finalizzata a offrire un supporto ai genitori che lavorano qualora la/il figlia/o minore di 14 anni fosse posta/o in quarantena in conseguenza di un contatto verificatosi nella scuola.
Di seguito forniamo una sintesi di tale norma, riservandoci di tornare in argomento in caso di ulteriori precisazioni da parte dell’INPS o di modifiche in sede di conversione in legge del decreto: alcune integrazioni sono peraltro auspicabili per la non piena copertura di periodi di assenza legati all’emergenza epidemiologica (ne parliamo nel riquadro in chiusura).

DESTINATARI
Genitori lavoratori dipendenti di figli conviventi minori di 14 anni posti in quarantena a seguito di contatto verificatosi all’interno del plesso scolastico.

PERIODO
Periodi compresi entro il 31 dicembre 2020.

MISURE (PER TUTTO O PARTE DEL PERIODO CORRISPONDENTE ALLA QUARANTENA)
♦ Il D.L. prevede la possibilità di svolgere la prestazione di lavoro in smart working.
Solo nel caso in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile uno dei genitori può astenersi dal lavoro utilizzando un congedo per il quale è riconosciuta dall’INPS una indennità pari al 50% della retribuzione. La contribuzione figurativa (ai fini pensionistici) è piena.

LIMITAZIONI
La possibilità di ricorrere a una delle due misure è riservata a uno solo dei due genitori.
Inoltre non è possibile farvi ricorso per i giorni in cui l’altro genitore non svolge alcuna attività lavorativa (per esempio perché non occupato, o in ferie, o sospeso dal lavoro perché posto in cassa integrazione).

Per finanziare i periodi di congedo è previsto un limite di spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2020.
Qualora si delineasse il superamento di tale limite, l’INPS non prenderà in considerazione ulteriori domande.

CHE COSA MANCA
Una circostanza non contemplata dal decreto riguarda il caso di bambine/i sottoposti a tampone per i quali si sia ancora in attesa dell’esito del test: essi dovranno rimanere in isolamento fiduciario, ma senza che sia attualmente prevista per i genitori la possibilità di rimanere a casa ricorrendo allo smart working o al congedo indennizzato al 50%.
Inoltre il D.L. non fa riferimento ai figli disabili, rispetto ai quali la possibilità di avvalersi dei congedi durante il periodo di chiusura delle scuole era stata prevista indipendentemente dall’età del bambino/ragazzo: pertanto, per le attuali misure, varrebbe anche nel caso di figli disabili il limite dei 14 anni.
La CGIL è pertanto impegnata per ottenere un miglioramento della norma in sede di conversione in legge del decreto, e, in attesa di interventi legislativi adeguati, affinché nel settore e nelle aziende si prevedano ulteriori misure a compensazione degli attuali limiti.

a cura della FISAC CGIL UBI




BPER- Intesa: tempi più lunghi per migrazione filiali

Tempi più lunghi per la migrazione dei 532 sportelli Ubi (e 15 di Intesa Sanpaolo) a Bper. E’ quanto emerge da una riunione tecnica svoltasi ieri a Milano, mentre si fa invece più vicino per la banca di Modena un aumento di capitale confermato nell’ordine degli 800 milioni di euro, salvo sorprese.

Bper e Intesa, tempi più lunghi

Le ultime news sulla cessione del ramo d’azienda delle 532 filiali Ubi a Bper sono citati oggi dal quotidiano Il Messaggero, secondo cui il passaggio è destinato a slittare di qualche mese: da fine anno al primo trimestre 2021.
A riguardo non viene esclusa nemmeno una richiesta di proroga all’antitrust, che avrebbe fissato un termine ultimo a metà gennaio.

Migrazione informatica e accordi sindacali

Il trasferimento riguarda 1,4 milioni di clienti, di cui il 60% corporate, 25 miliardi di impieghi e 26 miliardi di raccolta. Ma a renderlo più complesso è il delicato processo di migrazione informatica che interessa strutture IT diverse fra Bper, Intesa (15 sportelli appunto) e Ubi.
Non solo. Fra gli altri fronti aperti figurano gli accordi sindacali dei dipendenti che cambieranno insegne, le interconnessioni dei clienti, le relazioni con le aziende (circa 850 imprese sono comuni ai due gruppi), i
prodotti, i sistemi di pagamento e il risparmio gestito.

Cda Intesa

Intanto, sempre secondo quanto riporta il Messaggero, Intesa terrà un cda straordinario venerdì 18 per varare la lista del nuovo vertice di Ubi: al fianco dell’ad Gaetano Miccichè sarebbe in arrivo un altro top manager di Ca’ de Sass: Paolo Grandi, chief governance officer, che diventerebbe il nuovo presidente di Ubi.
Intesa come socio unico presenterà una lista all’assemblea del 15 ottobre prevedendo indipendenti.

Aumento Bper

Quanto a Bper, la riapertura oggi delle sedi Consob di Milano e Roma dopo uno stop per il Covid-19 dovrebbe sbloccare l’approvazione del prospetto dell’aumento di capitale finalizzato all’acquisizione delle filiali.
Le ultime stime sulla ricapitalizzazione, che dovrebbe scattare entro fine mese, confermano una taglia vicina agli 800 milioni. Schierati gli advisor Rothschild, Bofa Merrill Lynch e Citigroup mentre il consorzio di garanzia sarà guidato da Mediobanca, Bank of America, Citigroup, cui si dovrebbero aggiungere altri 5-6 bookrunner.
In Borsa alle ore 11,18 le azioni Bper segnano -1,1% a 1,4585 euro, Intesa Sanpaolo -0,13% a 1,7766 euro, quest’ultima in linea con il Ftse Italia Banche.

 

Fonte: Finanzareport.it




Bper, via libera Bce all’acquisizione di 532 filiali Intesa Sanpaolo

L’autorizzazione è arrivata il 2 settembre


Bper ha avuto semaforo verde da parte della Bce per rilevare sportelli bancari in eccesso da Intesa Sanpaolo in vista dell’integrazione con Ubi Banca a seguito del successo dell’Opas.

«Bper Banca comunica di avere ricevuto, in data 2 settembre, l’autorizzazione della Banca Centrale Europea all’acquisizione dal gruppo Intesa Sanpaolo del ramo d’azienda costituito da 532 filiali e dai connessi rapporti giuridici, di cui all’accordo comunicato al mercato in data 17 febbraio 2020 come successivamente integrato», è scritto nella nota diffusa dalla banca.

 

Fonte: www.ilsole24ore.it