Mps, gli ex vertici Viola e Profumo condannati a sei anni

La decisione del Tribunale di Milano – su aggiotaggio e false comunicazioni – ribalta la richiesta di assoluzione della procura. Per gli ex ad e presidente del Monte dei Paschi anche una sanzione da 2,5 milioni e l’interdizione dai pubblici uffici. La difesa: “Sentenza sbagliata, faremo appello”


Sono stati condannati a sei anni di reclusione Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, a processo a Milano in qualità rispettivamente di ex presidente ed ex amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, in un filone dell’indagine sulla banca toscana salvata e ora controllata dal Tesoro.

La decisione è stata presa dalla seconda sezione del tribunale di Milano, corte presieduta dalla giudice Flores Tanga, nell’aula allestita presso un padiglione di Fieramilanocity dove in questo periodo si stanno celebrando alcune udienze per ragioni di distanziamento. “Leggeremo con attenzione le motivazioni e senz’altro presenteremo appello contro una sentenza che consideriamo sbagliata. Abbiamo sempre creduto nel corretto operato dei nostri assistiti“, il commento dell’avvocato Adriano Raffaelli, uno dei difensori di Profumo e Viola.

Il tribunale ha imposto anche una multa di 2 milioni e mezzo ciascuno gli ex vertici di Mps, che erano a processo per le accuse di aggiotaggio e false comunicazioni sociali. Richiesta anche l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici di Viola e Profumo e due anni di interdizione dalla contrattazione con la pubblica amministrazione e dalla rappresentanza delle società. Profumo è attualmente al vertice di Leonardo come amministratore delegato. Secondo quanto indicano fonti legali, la decisione odierna non dovrebbe avere alcuna ripercussione sull’incarico attuale di amministratore delegato di Leonardo: nonostante le pene accessorie (due anni di interdizione dalla rappresentanza di società), la condanna non essendo definitiva non ha impatto sui suoi attuali incarichi.

Condannato a 3 anni e 6 mesi per false comunicazioni sociali anche l’ex presidente del collegio sindacale, Paolo Salvadori. Alla banca – chiamata in causa per la legge 231 sulla responsabilità degli enti – è stata inflitta una sanzione di 800 mila euro con il pagamento delle spese processuali insieme agli altri imputati.

I giudici hanno così ribaltato la richiesta della Procura di Milano che a più riprese aveva domandato l’archiviazione – respinta dal Gip – e quindi l’assoluzione per tutti e tre gli imputati. Infatti, il pm Stefano Civardi aveva chiesto l’assoluzioneperché il fatto non sussiste” per il reato di aggiotaggio contestato a Profumo e Viola e per quello di false comunicazioni sociali contestato a tutti gli imputati per il bilancio 2012 e per la prima semestrale del 2015 e l’assoluzione “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” per la contestazione di false comunicazioni sociali in merito ai bilanci 2013 e 2014. I manager sono invece sono stati condannati per aggiotaggio e per false comunicazioni rispetto alla semestrale 2015, sono stati prescritti per il bilancio 2012 e “perché il fatto non sussiste” per i bilanci 2013 e 2014.

Il processo riguarda la presunta rappresentazione non corretta nei conti della banca dei derivati Alexandria e Santorini nei documenti contabili che vanno dal 2012 alla prima semestrale 2015. Per la procura di Milano, i derivati furono sottoscritti per coprire una perdita di 2 miliardi di euro derivante dall’operazione di acquisto di Antonveneta.

Fonte: www.repubblica.it



MPS: da lunedì filiali aperte solo su appuntamento

Anche le banche prendono misure legate all’aumento dei casi di Covid in Italia e in attesa del nuovo Dpcm.

Così Banca Monte dei Paschi di Siena annuncia di adottare nuove misure straordinarie per garantire l’operatività e per contribuire, al tempo stesso, a limitare la diffusione del virus: a partire da lunedì 19 ottobre, infatti, le Filiali della Banca sul territorio nazionale saranno accessibili solo su appuntamento. Una misura già adottata a marzo e che si rende nuovamente necessaria per tutelare la salute di clienti e dipendenti in questa nuova fase di contagio. Le filiali garantiranno i servizi bancari e rimarranno contattabili telefonicamente e via mail.

Sono sempre a disposizione dei clienti, le app e il digital banking con cui è possibile consultare i propri rapporti (conto corrente, carte di debito e credito, investimenti, carte prepagate, mutui, prestiti) ed effettuare tutte le operazioni bancarie a distanza. Gli operatori della Banca rispondono, inoltre, al numero verde 800.41.41.41 disponibile dall’Italia e al numero +39 0577 382999 per chi chiama dall’estero.

 

Fonte: www.corriere.it

 

 




MPS: Welfare e dintorni

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Nella recente riunione della Commissione Welfare sono stati affrontati i seguenti temi:

MPSOLIDALE: la Banca ha illustrato i dati a consuntivo dell’anno 2019 e i dati parziali dell’anno in corso – fino ad agosto 2020 -. Nel confermare l’utilità dello strumento contrattuale, che dall’inizio del 2019 ha aiutato circa 180 colleghi a fronteggiare situazioni gravi, dobbiamo purtroppo constatare, ancora una volta, la scarsa sensibilità alle donazioni da parte del management. Infatti, solo il 4% dei dirigenti ha contribuito ad alimentare la dotazione di  MPSOLIDALE.
Invitiamo in primis il management della Banca , nonché tutti i colleghi, a fare un gesto di concreta generosità per mantenere efficace e capiente questo istituto, tanto più importante in una fase di emergenza sanitaria come quella che stiamo attraversando. Ricordiamo, inoltre, che è possibile donare anche ad ore.
LAVORO AGILE: sono stati illustrati i dati sulla fruizione del lavoro agile in questa porzione di anno, resa complicata dalla pandemia, e commentata la rilevazione sul lavoro agile effettuata nel mese di maggio.
Dall’analisi dei dati raccolti, che ha visto la partecipazione di circa la metà dei dipendenti del Gruppo, concentrati principalmente nell’area geografica centro nord Italia, emerge il generale apprezzamento dello strumento – utilizzato come forma di tutela e protezione – pur nell’evidenza di criticità operative, organizzative, ambientali e di gestione del tempo, e con una esigenza di maggiori investimenti in innovazione e tecnologia. I Responsabili di team coinvolti nell’indagine confermano la stabilità della coesione e la produttività dei collaboratori.
Il dato non sorprende e conferma l’importanza della contrattazione sindacale di questi mesi in materia di lavoro agile, in estensione per tutti i dipendenti compresa la rete commerciale e, soprattutto dell’Accordo del 16 giugno scorso, che ha continuato a garantire la fruizione del lavoro agile, in particolare a tutela della genitorialità e dei soggetti in condizione di fragilità fintanto che permane lo stato di emergenza.
Le scriventi OO.SS. ritengono quindi non più rinviabile l’avvio di un confronto con l’azienda – già condiviso fra le parti all’interno del citato Accordo del 16 giugno 2020 – indirizzato a negoziare il tema del lavoro agile non solo come elemento di protezione in condizioni emergenziali, ma anche come elemento di evoluzione del modello di organizzazione del processo produttivo.
SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ: sono stati rappresentati i risultati della prima edizione di “SOS GENITORI” consistente in un percorso di 4 seminari in modalità webinar dedicati al rapporto genitori – figli nel contesto attuale. Hanno partecipato circa 1000 colleghi e l’iniziativa sta proseguendo con 2 percorsi sull’orientamento per la scelta del percorso di studi dedicati ai ragazzi di 2° e 3° media e loro genitori, e ragazzi di 4° e 5° superiore.
VACCINO ANTINFLUENZALE: l’Azienda ha disposto – limitatamente al corrente anno – che per tutti i dipendenti in servizio alla data del 1° ottobre, fatte salve le categorie a rischio già a carico obbligatoriamente del Servizio Sanitario Nazionale, verrà rimborsato il costo del vaccino e della sua somministrazione presentando la richiesta di rimborso nel portale Caspie. Iniziativa lodevole, pur se tuttora permane il problema dell’approvvigionamento dei vaccini, differenziato su base regionale.

Siena, 8 ottobre 2020

LE SEGRETERIE




POS: esenzione commissioni per pagamenti fino a 5 euro

Non sembra possibile andare oltre in modo generalizzato, anche se non si escludono iniziative singole delle banche o riduzioni per i pagamenti per cifre superiori. Per Confesercenti sarebbe stato logico arrivare anche a 50 euro per i pagamenti contactless.


Nessuna commissione per i pagamenti elettronici fino a 5 euro: la riduzione dovrebbe basarsi su un’adesione volontaria delle banche, per evitare l’intervento dell’Antitrust.

Il governo ha già registrato un sostanziale consenso sull’iniziativa: ci sono istituti che tra l’altro si sono mossi per proprio conto, come Intesa Sanpaolo, che ha già tagliato dall’inizio di settembre le commissioni per i pagamenti su Pos fino a 10 euro. E altri che hanno aderito a iniziative per promuovere il commercio colpito dal Covid: lo ha fatto per esempio il Monte dei Paschi di Siena, a favore dei piccoli esercenti propri clienti che, attraverso Nexi, hanno beneficiato di una riduzione delle commissioni sulle transazioni di piccolo importo. Oppure anche American Express cheha attivato Shop Small, un programma di incentivazione degli acquisti per i consumatori e di sostegno alle attività dei piccoli esercizi commerciali.

Ci sono anche diverse banche che preferirebbero affrontare la questione del taglio delle commissioni non in modo generalizzato, ma piuttosto attraverso accordi commerciali con segmenti specifici di clientela. In linea di massima, però, si registra una ampia disponibilità sulla questione, anche se sembra esclusa la possibilità di arrivare a cifre più alte: si era parlato di un taglio per i pagamenti fino a 25 euro, il tetto vigente per i pagamenti con carta contactless senza digitare il Pin. Ma sembra da escludersi che si possa arrivare a una cifra del genere, che per i commercianti rappresenta invece un tetto più che ragionevole.

Da un’indagine dell’Osservatorio Credito Confcommercio emerge che il 67% delle imprese considera “non vantaggiosa” l’accettazione delle carte di credito e debito: il primo motivo di insoddisfazione (95%) è legato proprio ai costi di gestione e delle commissioni. Circa la metà degli esercenti si è rivolto alla propria banca per trattare una riduzione delle commissioni, ma il 60% non ha ricevuto soddisfazione. Il 75% degli esercenti considera prioritaria la riduzione dei costi nell’ottica di una spinta generale alla diffusione delle carte, ma non si riferisce soltanto alle commissioni: il 23% per esempio chiede di ridurre i costi di installazione e gestione. Secondo l’organizzazione è fondamentale, nel piano Cashless che il governo sta per varare, “definire condizioni di convenienza per tutti i soggetti utilizzatori di sistemi elettronici di pagamento, inclusi gli esercenti”. Inoltre, l’impatto economico a carico di chi mette i sistemi di pagamento elettronici a disposizione dei consumatori finali “dovrebbe essere invece pressoché nullo”.

“Dal primo gennaio tutti i pagamenti effettuati con strumenti contactless saranno accettati senza il Pin fino a 50 euro. – rileva Mauro Bussoni, segretario generale Confesercenti – Secondo me sarebbe stato logico dire anche ‘da questi importi togliamo pure le commissioni’. La questione della promozione dei pagamenti digitali andrebbe affrontata con un’ottica diversa. È sbagliato il presupposto secondo il quale promuovere la moneta elettronica serve a combattere l’evasione. Si può evadere anche usando le carte di credito. Invece i pagamenti elettronici sono uno strumento utile per modernizzare il Paese, favorendone la crescita. Inoltre con la pandemia i pagamenti contactless sono particormente vantaggiosi”.

Inoltre, secondo Bussoni, la lotteria degli scontrini finirà per favorire la grande distribuzione: “Si dovrebbero offrire vantaggi anche ai piccoli esercizi diffusi in modo capillare sul territorio, valorizzandoli”. La lotteria degli scontrini prevede premi fino a 5 milioni di euro, estesi anche ai commercianti che hanno emesso i biglietti vincenti. Mentre il principale incentivo per gli utenti è quello del cashback, cioè un rimborso del 10% degli acquisti effettuati con pagamenti elettronici con un massimale di spesa di 3 mila euro, con un “supercashback” di 3000 euro a favore dei 100 mila cittadini che utilizzeranno maggiormente la carta.

Fonte: www.repubblica.it

 




MPS: accesso al Fondo di Solidarietà

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Si è svolto oggi il previsto incontro relativo alla verifica delle domande di adesione al Fondo esuberi previsto dall’accordo dello scorso 6 agosto.

L’attivazione del Fondo prevede l’uscita dei 500 colleghi al 1° novembre 2020.
Insieme all’Azienda abbiamo verificato che le domande di accesso alle prestazioni straordinarie del “Fondo di solidarietà” sono pervenute in numero sufficiente rispetto all’obiettivo dichiarato.

La verifica ha dato modo di stabilire che saranno accolte le richieste di tutti i Colleghi che matureranno i requisiti pensionistici entro marzo 2024 e parzialmente di coloro che li matureranno ad aprile 2024. (in base alla maggiore età anagrafica come da accordo sindacale).
Nei prossimi giorni l’Azienda comunicherà agli aventi diritto i relativI adempimenti operativi che dovranno essere perfezionati.

Siena, 16 settembre 2020




Mps: esodi e assunzioni – siglato l’accordo

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Si è oggi conclusa la procedura di confronto sindacale avviata ai sensi degli artt.20 e 21 del CCNL, in tema di riduzione degli organici nel Gruppo MPS. Abbiamo ottenuto l’importante risultato di mantenere tutte le garanzie già previste nei precedenti Accordi in materia di esodi.
Questi in sintesi i punti principali dell’Accordo:

Uscita al 1° novembre 2020 di 500 colleghi, che maturino i requisiti per il diritto ai trattamenti pensionistici AGO entro il 1/1/2025;
• Adesioni solo su base volontaria;
• La domanda di adesione dovrà essere presentata a partire dal 24/8/2020 e non oltre il 13/9/2020;
• Mantenimento per tutto il periodo di permanenza nel Fondo di Solidarietà, delle coperture assistenziali (Rimborso Spese Mediche) e delle agevolazioni creditizie, condizioni e servizi tempo per tempo vigenti per il personale in servizio;
• Assunzione del coniuge o figlio in caso di decesso durante il periodo di adesione al Fondo;
• Mantenimento posizione accesa presso i Fondi previdenziali aziendali;
• Possibilità di continuare a beneficiare dei servizi previsti dalla Cassa Mutua;
• Impegno a ricercare possibili soluzioni condivise con il Sindacato in caso di modifiche normative sui requisiti di accesso alla pensione AGO.

Con il fondamentale obiettivo di salvaguardare la tenuta organizzativa e operativa del Gruppo MPS, abbiamo anche ottenuto l’impegno aziendale a realizzare nel biennio 2020-2021 un numero complessivo di assunzioni pari a 1 entrata ogni 2 uscite determinate dall’adesione al Fondo di Solidarietà.

Le assunzioni, le cui modalità saranno come di consueto oggetto di confronto sindacale, avverranno già a partire da gennaio 2021 e saranno prioritariamente indirizzate al rafforzamento della Rete Commerciale.

Riteniamo sicuramente positivo il risultato raggiunto con questo negoziato che, pur in coerenza con gli obiettivi del Piano 2017-2021 riguardanti il ridimensionamento delle strutture organizzative del Gruppo, ha tenuto conto sia delle legittime aspettative di uscita anticipata dei colleghi, che dell’esigenza di intervenire sulle conseguenti inevitabili scoperture di ruoli e funzioni professionali e nondimeno ha creato un’importante opportunità di nuova occupazione in un contesto di crisi socio-economica epocale per il nostro Paese.

Siena, 6 agosto 2020

Scarica l’accordo

LE SEGRETERIE




BPER: è tempo di abbassare la pressione

Venerdì scorso si è tenuta, in videoconferenza, una riunione della Commissione paritaria sulle Politiche Commerciali.

All’inizio della stessa, da parte dell’Ufficio Pianificazione Commerciale, ci è stato comunicato che probabilmente da fine agosto si potranno avere nel “passo commerciale” tutti i dati aggiornati giornalmente compreso il risparmio gestito. Solo per il settore bancassurance si avranno a disposizione i dati settimanalmente.

Proprio l’anticipazione di queste implementazioni tese a migliorare gli aggiornamenti sul monitoraggio ha indotto la parte sindacale a sollecitare un cambio di mentalità di parte di alcuni responsabili di centro e semicentro che invece di limitarsi a “strigliare” i collaboratori, dovrebbero portare direttamente un aiuto operativo nelle aree bisognose di un recupero sulle campagne commerciali.

Si è sottolineato che l’azienda deve far cessare la continua richiesta di compilazione di inutili file excel di resoconto dell’attività svolta, provenienti da svariati esponenti aziendali. 

I rappresentanti sindacali della Commissione hanno richiamato l’opportunità che l’azienda rimetta in adeguata evidenza, nel portale, le slides (scomparse troppo rapidamente) che riassumono le principali regole contenute nell’accordo sulle Politiche Commerciali; infatti, solo la dimostrazione che l’azienda crede fermamente nelle regole che ha sottoscritto può togliere alibi a chi applica cattive prassi e persegue condotte in contrasto con le buone politiche commerciali. L’azienda si è impegnata in tempi rapidi a rivedere l’attuale posizione delle slides in BLINK.

La parte sindacale ha poi esposto alcune fattispecie di cattive condotte e pressioni indebite che sono riprese con forza nonostante l’emergenza Covid non sia affatto terminata:

  • richiesta settimanale, fatta ai reggenti di filiali spoke, della percentuale di tempo-lavoro che viene dedicata al modello di servizio personal;
  • riunioni indette durante la pausa pranzo o fuori dal normale orario di lavoro;
  • richieste pressanti di raggiungimento dei budget al 120%;
  • mail che invitano i collaboratori a non deliberare mutui senza polizze associate (finita anche sui mass media come esempio di pessima gestione commerciale);

 

Abbiamo chiesto all’azienda di mettere in campo tutti gli sforzi possibili per porre fine a questi comportamenti.

Le parti hanno ribadito l’importanza dell’ascolto attivo, pertanto invitiamo i colleghi a continuare ad alimentare le caselle mail dedicate alle segnalazioni delle prassi commerciali contrarie ai valori e ai principi enunciati nell’Accordo Nazionale e ribaditi nell’accordo di Gruppo.

Ricordiamo che le slides possono essere utilizzate come vademecum per contestare comportamenti in contrasto con gli accordi predetti. Sappiamo che si tratta di un lavoro di lunga lena, ma solo un’attenzione sistematica agli abusi perpetrati in nome dei budget e degli obiettivi permetterà un miglioramento stabile e duraturo del clima aziendale.

La prossima riunione della Commissione è prevista orientativamente per il mese di ottobre.

 

COMMISSIONE POLITICHE COMMERCIALI

 

 




Dl Liquidità, istruttoria Antitrust su 4 banche e moral suasion su altre 12

Nel mirino Unicredit, IntesaSanPaolo, Banca Sella e Findomestic e altre 12 banche: “Assenza di informazioni sulla tempistica per avere accesso alle varie misure di sostegno dettate in favore di microimprese e consumatori e altre criticità”. L’intervento, spiega l’Autorità, è stata dettato dalla “convinzione che solo condotte trasparenti, con informazioni complete e chiare, e prive di ostacoli ingiustificati, possono assicurare ai consumatori e imprese il sostegno economico indispensabile per affrontare l’attuale emergenza

La macchina dei prestiti delle banche alle imprese, garantiti dallo Stato, marcia oramai più veloce ma alcuni istituti di credito sono ancora indietro, a volte per ragioni non loro, e la Banca d’Italia interviene per chiedere le cause e spronarli ad accelerare inviando una lettera agliistituti in ritardo nell’erogazione di liquidità. Contemporaneamente scende in campo anche l’Antitrust, che avvia 4 istruttori e 12 moral suasion nei confronti di 16 istituti e società finanziarie per “condotte relative alla sospensione dei mutui-prestiti e all’erogazione di nuovi finanziamenti: il faro dell’autorità punta in particolare a chiarire le “problematiche emerse sull’assenza di informazioni relative alla tempistica per aver accesso alle varie misure di sostegno per microimprese e consumatori”, previsti dai decreti Cura Italia e Liquidità, varati dal governo per fronteggiare l’emergenza economica innescata dalla pandemia di coronavirus.

Le quattro istruttorie guardano UnicreditIntesaSanPaoloBanca Sella e Findomestic per problematiche emerse “sia sull’assenza di informazioni sulla tempistica per avere accesso alle varie misure di sostegno dettate in favore di microimprese e consumatori, che di chiare indicazioni sugli oneri derivanti dalla sospensione del rimborso dei finanziamenti concessi alle imprese, in termini di aumento degli interessi complessivi rispetto al totale originariamente dovuto quale effetto dell’allungamento dei piani di ammortamento”. Inoltre, sottolinea l’Autorità, “le banche avrebbero posto indebite condizioni all’accesso a tali misure” come “l’apertura di un conto corrente o possedere specifici requisiti non previsti dalla normativa. E ancora “avrebbero cercato di dirottare i richiedenti verso forme di accesso al credito diverse e potenzialmente più onerose” rispetto a quelle previste nel decreto Liquidità.

Nei confronti di Bnl, Banco BpmUbi Banca, Crédit agricoleCredem, MpsBanco popolare di Sondrio, CrevalBcc Pisa, Agos DucatoCompass e Fiditalia, invece l’Antitrust ha avviato una attività di moral suasion, avendo riscontrato “le medesime carenze di tipo informativo sulla tempistica di risposta” e sulle “effettive condizioni economiche di accesso alla sospensione dei rimborsi dei finanziamenti”.

L’Autorità, quindi, “riscontrando una serie di criticità, da parte dell’utenza, ad ottenere il dilazionamento delle esposizioni debitorie rispetto alle banche e alle società finanziarie, e per avere accesso alla liquidità e al credito”, come sarebbe invece previsto dai decreti Cura Italia e Liquidità, ha ritenuto di dover intervenire “nella convinzione che solo condotte trasparenti, con informazioni complete e chiare, e prive di ostacoli ingiustificati, possono assicurare ai consumatori e imprese il sostegno economico indispensabile per affrontare l’attuale emergenza”.

 

 

www.ilfatttoquotidiano.it




Mps: lavoro agile in rete e permessi retibuiti.

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Dopo giornate di tensione dovute sia alla palese confusione aziendale per l’assenza di una linea chiara sul lavoro agile in Rete, sia alla criticata applicazione dell’accordo sul Fondo sulle relative segnalazioni massive codice 893, l’Azienda ha rettificato la propria impostazione, così come fortemente richiesto da queste OOSS.
Il ricorso al lavoro agile viene quindi ripristinato anche nella Filiali, in quanto pienamente compatibile con l’attività lavorativa svolta dai Colleghi. Il lavoro agile risulta altresì prezioso come supporto da remoto all’attività dei Dipendenti che lavorano in presenza, seppur a ranghi ridotti per il rispetto delle misure di contenimento del contagio, tuttora in vigore.
Il processo massivo di attribuzione del codice 893 – inserito nei giorni scorsi e corrispondente ai permessi retribuiti di cui alle prestazioni ordinarie del Fondo di Solidarietà – verrà cancellato dagli archivi e radicalmente rivisto con una verifica congiunta Lavoratore/Azienda; sarà inoltre attivato un costante monitoraggio da parte delle Organizzazioni Sindacali.

Questi interventi dovranno essere realizzati con particolare attenzione ai Colleghi in situazione di fragilità e con carichi familiari, così come inizialmente previsto e, con particolare riferimento al lavoro agile per genitori con figli fino a 14 anni, anche in osservanza delle recenti disposizioni del Decreto Rilancio.

Quanto sopra descritto non consente ancora il ripristino di relazioni sindacali ordinarie, ma è comunque un elemento che fa ritenere possibile l’apertura di un tavolo di confronto sulle materie all’attenzione delle parti.
Ribadiamo che il Sindacato del Monte dei Paschi pretende una interlocuzione seria ed affidabile, in particolare sui temi impattanti la gestione dei tempi di vita/lavoro e la salute dei Dipendenti. 
Sospendiamo quindi il giudizio, in attesa di pronunciarci nei prossimi giorni sulle determinazioni e sulla applicazione delle stesse che l’Azienda produrrà da qui in avanti, oltre che su tutti gli altri temi già oggetto di denuncia da parte di queste OO.SS. 

Siena, 22 maggio 2020

Le Segreterie

 

sullo stesso argomento

MPS: Banca poco agile!

 




MPS: Banca poco agile!

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Con unilaterale decisione l’azienda ha abolito il lavoro agile nella rete filiali con decorrenza dal prossimo lunedì 18 maggio. Il lavoro agile viene indiscriminatamente sostituito dai permessi retribuiti di cui alla parte ordinaria del Fondo di Solidarietà, oppure con l’invito ai colleghi a usufruire di ferie o permessi arretrati.

È una scelta incomprensibile perché mette in ulteriore difficoltà le filiali già oberate dalle incombenze inerenti ai servizi di pubblica utilità di cui ai Decreti Ministeriali “Cura Italia” e “Liquidità”. L’evasione di queste pratiche (moratorie mutui, CIG, liquidità alle imprese) sta incontrando notevoli difficoltà e ritardi a causa della confusione normativa e organizzativa prodotta dall’azienda, con aggravio dei carichi di lavoro sui gestori e titolari di filiale, perlopiù insostenibili.

Di fronte a questa situazione, che ci vede arrancare nel settore per l’erogazione dei servizi pubblici essenziali, a maggior ragione imbarazzante per un’azienda che annovera lo Stato come azionista di riferimento, viene stabilito che finisce l’esperienza, a nostro avviso proficua e compatibile, del lavoro agile nella rete filiali, condannando le stesse a rinunciare al contributo dei dipendenti in remoto e preferendo mettere a riposo risorse preziose che avrebbero volentieri continuato a contribuire all’economia delle filiali.
È una decisione irresponsabile che trova la nostra assoluta contrarietà, scontenta i dipendenti creando un clima pericolosamente divisivo e fa strame del lavoro sindacale faticoso ma improntato al senso di responsabilità che ci ha sin qui contraddistinto.

Questa banca ha bisogno di una gestione delle risorse umane diversa e più competente. Una gestione che dia prova di conoscere quello di cui parla. E che agisca di conseguenza.

Siena, 15 maggio 2020

 

LE SEGRETERIE