Intesa Sanpaolo assume 3.500 persone a fronte di 7.200 uscite volontarie

Centrati i target dell’accordo sindacale, il gruppo recluta ulteriori mille persone rispetto alle previsioni iniziali. Messina: «Ricambio generazionale decisivo»



Intesa Sanpaolo procederà a ulteriori mille assunzioni, in aggiunta alle 2.500 già previste dall’accordo sindacale del 29 settembre 2020 sottoscritto con Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil e Unisin, finalizzato a un ricambio generazionale senza impatti sociali e alla valorizzazione delle persone del Gruppo Intesa Sanpaolo risultante dall’acquisizione di Ubi Banca, con il quale si è data la possibilità ad almeno 5mila persone di richiedere l’uscita volontaria per pensionamento o Fondo di Solidarietà.

Il progetto di ricambio generazionale

Il gruppo bancario, facendo seguito alla verifica svolta con le organizzazioni sindacali in merito al raggiungimento delle almeno 5milauscite volontarie, intende infatti accogliere tutte le oltre 7.200 adesioni volontarie validamente pervenute e procedere di conseguenza, come chiesto dai sindacati, a 3.500 assunzioni complessive che saranno perfezionate entro il primo semestre 2024. Il tutto sulla base dell’accordo sindacale sottoscritto il 30 dicembre 2020 in merito ai trattamenti riguardanti le 5.107 persone incluse nel ramo d’azienda da cedere a Bper Banca. Nelle prossime settimane sarà avviata la procedura sindacale in relazione alla fusione per incorporazione di Ubi Banca nella capogruppo Intesa Sanpaolo.

La soddisfazione di Messina

«Con l’assunzione di mille persone che si aggiungono alle 2.500 già programmate – commenta Carlo Messina, ceo del gruppo bancario – diamo ulteriore impulso al ricambio generazionale e al sostegno dell’occupazione. Intesa Sanpaolo continua a investire sui giovani, punto di forza del Paese. In un contesto di notevole complessità vogliamo dare un segnale concreto improntato all’ottimismo verso il futuro. Le persone di Intesa Sanpaolo sono il nostro asset principale, saremo più forti grazie a questi giovani. Ringrazio le sigle sindacali con cui i rapporti continuano a essere di stima, rispetto e proficua collaborazione, sempre a servizio della crescita di Intesa Sanpaolo. Continuiamo – aggiunge Messina – ad assumere a dimostrazione della solidità di un gruppo che, con un’accresciuta attrattività per nuovi talenti e maggiori opportunità di crescita professionale e di carriera, conferma il suo ruolo di leadership a livello italiano ed europeo».

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

 

 




BPER – ISP – UBI: guida all’accordo su cessioni ramo d’azienda

L’accordo sottoscritto il 30 dicembre 2020 sulla cessione di rami di aziende a BPER rappresenta un risultato importante non solo per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nell’operazione, ma per l’intero settore bancario.

Come illustriamo in maniera dettagliata in questo approfondimento, l’intesa interviene su diversi ambiti:

  • difesa dei livelli occupazionali,
  • diritti di natura contrattuale e di carattere individuale,
  • tutela e valorizzazione delle competenze e della professionalità,
  • misure di conciliazione.

In particolare, per quanto riguarda la disciplina contrattuale applicabile, a fronte della proposta avanzata inizialmente da BPER di mantenere la normativa delle aziende di provenienza fino al 31 dicembre 2021 (data oltre la quale gran parte delle previsioni sarebbero state oggetto di revisione), l’accordo “mette in sicurezza” nel tempo i trattamenti economici di natura fissa, compresi quelli indiretti legati alla previdenza complementare e all’assistenza sanitaria integrativa.

Permangono le riserve di parte sindacale su alcuni dei criteri adottati per la definizione del perimetro dei rami oggetto di cessione, riserve rispetto alle quali l’azienda, ancora a poche ore dalla firma dell’accordo, ha ribadito la propria posizione, affermando che in base alle previsioni di legge l’individuazione del ramo è di esclusiva competenza del cedente e dell’acquirente.

Per parte nostra abbiamo comunque voluto rappresentare la “non condivisione” delle Organizzazioni sindacali per le scelte che hanno riguardato dipendenti in regime di distacco, nonché l’esclusione dal ramo ceduto di coloro che per mere ragioni amministrative erano assegnati in UBI a unità produttive “fittizie”: in particolare lavoratrici in maternità e “lungo-assenti”, per i quali abbiamo rivendicato soluzioni adeguate.

Nel complesso giudichiamo assai positiva l’intesa raggiunta, ritenendo che i criteri contenuti rappresentino un primo passo nella giusta direzione per l’incorporazione di UBI in ISP, nonché favorevoli linee guida per tutto il settore.

Scarica la guida

 

Dal sito FISAC Nazionale

 




Intesa Sanpaolo: uscite volontarie, chiediamo assunzioni

Durante l’incontro odierno di verifica del protocollo 29 settembre 2020 ed integrazione del 18 novembre 2020, l’azienda ci ha comunicato che sono pervenute in totale 7229 adesioni (6168 ISP – 1061 UBI).

Le richieste di pensionamento sono 964, quelle relative al Fondo di Solidarietà risultano 6265 di cui 1364 tuttora in attesa di verifica dei requisiti previdenziali.

A queste vanno aggiunte 376 adesioni relative al perimetro BPER (49 pensionamenti e 327 tramite Fondo di Solidarietà).

La Banca ha dichiarato che intende accogliere tutte le domande pervenute ipotizzando l’uscita, già nel 2021, di circa 1200 colleghi, oltre ai pensionamenti. I colleghi riceveranno specifica comunicazione in linea di massima un mese prima della data effettiva di uscita.

Ricordiamo che l’accordo prevedeva l’uscita volontaria di almeno 5000 persone con 2500 assunzioni.
Alla luce dell’odierna dichiarazione aziendale di voler accogliere tutte le domande presentate, come OO.SS. abbiamo chiesto ulteriori assunzioni mantenendo  invariato il rapporto di un’assunzione ogni due uscite già previsto nell’accordo del 29/09/2020!

Comprendiamo le aspettative dei colleghi destinatari degli accordi, ciò nonostante dobbiamo tener presente il futuro della categoria e soprattutto di chi resta: le filiali sono già molto provate ed assunzioni proporzionate alle uscite volontarie sono urgenti e necessarie anche per garantire serenità ai colleghi e qualità nel servizio ai clienti.

Milano, 14 dicembre 2020

Delegazioni Trattanti Gruppo Intesa Sanpaolo
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA -UNISIN

 

dal sito Fisac Intesa Sanpaolo




Intesa Sanpaolo: se telefonando…

GRUPPO INTESA SANPAOLO

Ci sono giunte diverse segnalazioni su messaggi arrivati dai Capi Area ai Direttori, e dai Direttori ai Gestori, riguardo la gestione dei reclami inoltrati dai clienti per “difficoltà di contatto con le filiali”. Nei messaggi, in breve, si sollecitano i colleghi a tenere accesi i cellulari aziendali sia in filiale che in smart working, e viene detto che tali reclami verranno monitorati direttamente dal Responsabile di Banca dei Territori. Lasciateci dire che, se quest’ultima precisazione serve per far pressione sui colleghi, è davvero “un po’ triste”.

La difficoltà non è tenere acceso il cellulare aziendale, ma riuscire a rispondere!

Perché magari mentre suona il cellulare i colleghi sono già al telefono sulla linea fissa, stanno parlando di persona con un cliente, oppure stanno gestendo i numerosi messaggi che arrivano tramite internet banking e mail, o addirittura stanno cercando di calmare un cliente alterato…e potremmo continuare così.
L’idea, poi, di continuare a rispondere continuamente al telefono durante un appuntamento, come suggerito da qualche responsabile, non ci sembra convincente né professionale!

Certo possiamo richiamare il cliente! Quando però?

Perché sappiamo tutti che i carichi di lavoro in questo periodo sono elevatissimi, mentre i colleghi presenti in filiale sempre meno, tra astensioni obbligatorie per Covid, ferie forzate e uscite per esodo.

Poi aprendo l’App Intesa Sanpaolo nella sezione “Parla con noi” troviamo un numero verde inesistente cui risponde il fischio di un fax…

PERCHE’ LE CARENZE ORGANIZZATIVE DEVONO SEMPRE RICADERE SUI COLLEGHI?

Fisac-Cgil
Direzione Regionale Milano e Provincia




Banche, arrivano le nuove norme UE: bollette stornate se il conto è incapiente

I circa 3 milioni di clienti della Banca Nazionale del Lavoro, parte del gruppo francese Bnp Paribas, dal prossimo 7 dicembre non potranno più andare in rosso sul conto corrente. E questo perché gli addebiti automatici in conto – come bollette oppure addebito delle carte di credito o debito – non saranno consentiti se il cliente non avrà sufficiente liquidità sul suo deposito. L’informativa alla clientela è stata mandata attraverso una mail nella quale si spiega che la banca ha recepito le nuove regole dell’Eba, l’Autorità Bancaria Europea.

Sono proprio quelle norme sulle quali le banche italiane e l’Associazione bancaria richiamano l’attenzione ormai da qualche mese, mettendo in guardia dal rischio che determinino una stretta alla flessibilità verso la clientela e il rischio di dover svalutare rapidamente e in maggiori dimensioni i crediti. Quelle norme prevedono che per un mancato pagamento superiore a 100 euro, protratto per tre mesi, il cliente sia classificato come cattivo pagatore, tutta la sua esposizione verso la banca sia riclassificata come Npl e sia inviata la segnalazione alla centrale rischi.

Tutto questo entrerà in vigore dal primo gennaio. Il gruppo Bnp Paribas Bnl ha scelto di portarsi avanti e anticipare le modalità già dalla prossima settimana, per dare tempo alla clientela ad abituarsi al nuovo regime.

La comunicazione precisa che il giorno della scadenza del pagamento via addebito l’istituto provvederà sin dalla mattina a verificare la consistenza sul conto corrente; se la disponibilità non sarà sufficiente verrà inviata una notifica. Entro le 15 della stessa giornata va assicurata la copertura del fabbisogno sul conto, altrimenti il pagamento verrà bloccato.

Il gruppo francese ha scelto una linea rigorista di applicazione delle norme, in linea con le consuetudini dei paesi del Nord Europa, nei quali il rosso sul conto non è ammesso e non esiste il finanziamento tramite lo scoperto di conto corrente.
5 dicembre 2020

Il senso è: se non ci sono i soldi l’addebito non passa. A quel punto il cliente diventa moroso nei confronti, ad esempio, della società elettrica o dell’emittente della carta di credito e non contrae un debito con la banca. Il meccanismo consente all’istituto di prevenire la formazione di crediti deteriorati, ma in effetti si evita anche al cliente il rischio di venire segnalato nella centrale rischi della Banca d’Italia.
Finora accadeva che il passaggio di un addebito non coperto – per importi non eccessivi -non determinasse particolari scossoni, se protratto per un breve margine temporale, anche se c’era il rischio di vedersi applicare tassi elevati. Ora questo non sarà possibile. E se la scelta di Bnl appare quella più rigorosa, anche le altre banche italiane si stanno comunque preparando all’appuntamento del primo gennaio.

E gli altri?

Intesa Sanpaolo non adotterà provvedimenti come quelli dei concorrenti francesi e consentirà l’addebito di pagamenti non coperti (ovviamente anche sulla base della conoscenza del cliente). Ciò non toglie, però, che il titolare del conto sia contattato per informarlo dell’accaduto e sollecitato a coprire lo scoperto (ovviamente se il cliente ha un apertura di credito su conto corrente lo sconfinamento è segnalato se esso supera la soglia massima dell’affidamento autorizzato).

Il termine dei 90 giorni ormai è stringente per tutti. Sulla stessa linea anche UniCredit: il gruppo bancario non ha introdotto un automatismo per bloccare gli addebiti non coperti. L’istituto ha preferito lavorare sull’informativa ai clienti, svolta in più fasi, per illustrare le nuove regole, le relative implicazioni e l’opportunità di porre la massima attenzione alle scadenze. Insomma una sensibilizzazione affinché i saldi di conto corrente siano tenuti sotto controllo.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

 




Intesa Sanpaolo: Ma davvero?

GRUPPO INTESA SANPAOLO

Nella giornata di giovedì 03/12/2020 l’Azienda ha comunicato che dal 9 dicembre il servizio di Cassa non sarà più effettuato per appuntamento ma in modalità di ingresso contingentato, eccetto che per le filiali della zona rossa.

Però rimarranno gli appuntamenti per le filiali che non hanno ancora ricevuto il plexiglass per la cassa, una nota di grande attenzione!!!

Per fortuna abbiamo un giorno intero per organizzarci: oggi! Perché poi la Banca sarà chiusa per 4 giorni e il 9 apriremo con le nuove regole.

Questa decisione è davvero incomprensibile: già questa estate l’Azienda ha tentato di togliere gli appuntamenti creando solo assembramenti pericolosissimi per i colleghi ed i clienti ed è tornata di corsa sui suoi passi, forse proprio a seguito dei reclami dei clienti lasciati a sciogliersi sotto il sole.

Oltretutto nel frattempo non sono stati adottati grandi provvedimenti a tutela dei colleghi, tutt’oggi:
♦ abbiamo i plexiglass solo per casse e accoglienza, spesso inadatti alla messa in sicurezza delle postazioni cui sono destinati;
♦ non abbiamo le FFP2 nonostante le nostre reiterate richieste;
♦ abbiamo un numero del tutto insufficiente di steward;
♦ abbiamo dei prodotti sanificanti che per diventare efficaci necessitano di 15 minuti.

L’Azienda ritiene davvero che questo sia il modo corretto per gestire il flusso di cassa nel mese di dicembre con la scadenza delle tasse e il Natale alle porte? Pensa davvero che così colleghi e clienti siano tutelati? Noi no.

Chiediamo all’Azienda un ripensamento immediato e nelle more indicazioni chiare ed univoche sulla gestione degli ingressi della clientela in filiale in modo da avere un’applicazione delle stesse uniforme su tutto il territorio.

Ci interessa in particolare sapere:

♦ da dove devono entrare i clienti, dall’area self o dalla porta di emergenza?
♦ di chi è la responsabilità di eventuali assembramenti nelle aree self e in strada?
♦ è lecito chiedere ai colleghi di “dirigere il traffico” fuori dalla filiale o “sulla porta” violando le regole sul distanziamento e muniti di sola mascherina chirurgica?

ATTENDIAMO IMMEDIATE RISPOSTE E NEL FRATTEMPO INVITIAMO I COLLEGHI ALLA MASSIMA PRUDENZA E A NON ESITARE A RICHIEDERE L’INTERVENTO DELL’AUTORITÀ PUBBLICA OGNI QUALVOLTA SI RENDA NECESSARIO.

Fisac-Cgil Direzione Regionale Milano e Provincia




Intesa – UBI – BPER: tutele e garanzie

UBI Banca Gruppo BPER

 

2 dicembre 2020: terzo incontro sulla cessione delle filiali

TUTELE E GARANZIE

 

Si è tenuto ieri il terzo incontro relativamente alla cessione delle filiali a BPER. Intesa Sanpaolo ha comunicato di aver ricevuto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato la richiesta di perfezionare la cessione delle filiali ISP a BPER entro febbraio 2021, anziché nel mese di giugno 2021.

La Delegazione aziendale ha illustrato i dati che avevamo richiesto nel precedente incontro, relativamente ad una più precisa disaggregazione sul territorio del personale coinvolto nella cessione e ad una evidenziazione delle varie forme di copertura sanitaria e di previdenza complementare in essere.

E’ stato inoltre consegnato un documento che consente una dettagliata comparazione di tutti i trattamenti economici e normativi in essere nei tre Gruppi.

Relativamente alle tutele in capo ai lavoratori ceduti BPER ha dichiarato le seguenti disponibilità:

  • Conferma della salvaguardia occupazionale delle 5107 risorse oggetto di cessione

  • Mantenimento fino al 31 dicembre 2021 dei trattamenti economici e normativi previsti dalla contrattazione di secondo livello nelle Aziende di provenienza

  • Impegno a ricercare entro il 30 settembre 2021 un accordo di armonizzazione per tutto il personale del Gruppo BPER

  • Tutela della professionalità acquisita e dei percorsi professionali in essere, ove previsti dalla contrattazione aziendale

  • Salvaguardie per la localizzazione territoriale delle strutture di Sede oggetto di cessione

BPER ha inoltre dichiarato che la formazione ai colleghi ceduti inizierà il prossimo 9 dicembre, con un piano totalmente on-line relativo a procedure, processi, prodotti e ruolo professionale. Da subito sarà applicato il modello distributivo BPER nelle filiali oggetto di cessione.

Nel supporto all’operazione saranno coinvolti circa 2.500 colleghi di BPER in veste di “coaching” ai nuovi colleghi e di affiancatori nelle filiali, per un periodo di indicativamente tre mesi.

Il prossimo incontro di trattativa è stato previsto per il 9 dicembre.

Come FISAC-CGIL abbiamo nuovamente ribadito la nostra contrarietà ad alcuni aspetti inerenti l‘individuazione del ramo ceduto che riteniamo non corrispondano a criteri omogenei. In particolare facciamo riferimento al personale lungo assente per maternità ed aspettativa ed ai distacchi.

Le disponibilità dichiarate dalle Controparti in tema di trattamenti economici e normativi vanno adeguatamente approfondite nella prosecuzione della trattativa, al fine di assicurare il pieno rispetto dei diritti e delle tutele individuali.

La situazione del tutto nuova che si viene a creare nel Gruppo BPER, che per dichiarazione aziendale porterà ad un incremento del 40% delle attività, dovrà essere attentamente valutata nel corso della trattativa, con l’obiettivo di garantire a tutti i lavoratori del Gruppo le necessarie tutele normative e contrattuali ed il mantenimento dei livelli occupazionali.

Segreterie FISAC CGIL
Intesa Sanpaolo – UBI Banca – BPER




L’antitrust indaga su Intesa, RBM e Previmedical per irregolarità sulle polizze salute

L’Authority, dopo oltre mille reclami, ha avviato un procedimento istruttorio sui due gruppi per presunte condotte scorrette. Realizzate ispezioni nelle sedi da parte della Gdf


Faro dell’Autorità garante per la concorrenza e del mercato (Agcm) sulle polizze salute tornate al centro dell’interesse degli assicurati in tempi di pandemia. A seguito di oltre mille reclami, l’Agcm ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Intesa Sanpaolo, Rbm Salute Spa e Previmedical (Servizi per Sanità Integrativa) per due presunte pratiche commerciali scorrette nell’offerta di servizi assicurativi.
In particolare, le due società avrebbero svolto «una pratica commerciale aggressiva, consistente in condotte e omissioni volte a ostacolare l’esercizio dei diritti che derivano dal rapporto contrattuale, inducendo i consumatori assicurati a rinunciare alle prestazioni economiche e assistenziali cui avrebbero diritto», come si legge nella nota dell’Agcm.

Tra ritardi e dinieghi

Gli assicurati, infatti, secondo le indagini, si sarebbero trovati a fronteggiare richieste di documentazione probatoria eccessiva, ritardi nel rilascio delle autorizzazioni alle prestazioni dirette ovvero ritiro dell’autorizzazione già rilasciata, difficoltà/impossibilità di accedere ai call center delle società per chiedere informazioni, mancata erogazione di rimborsi senza apparente motivazione o sulla base di motivazioni pretestuose, valutazioni sulla congruità delle prescrizioni rilasciate dai medici ai consumatori, inadeguatezza e scarsa trasparenza nella gestione dei reclami.

Inoltre, sia Rbm sia Previmedical avrebbero realizzato una pratica commerciale ingannevole diffondendo a mezzo stampa un messaggio pubblicitario in cui la “Polizza stop liste di attesa di Rbm” verrebbe prospettata, contrariamente al vero, come soluzione per chi è “stufo dei tempi del Servizio Sanitario Nazionale” – spiega una nota della Autorità garante –. Una condotta che, se verificata, violerebbe gli articoli 20, comma 2, 21 e 22, del Codice del Consumo».

Il 25 ottobre, sono state anche condotte verifiche ispettive nelle sedi delle due società coinvolte nell’istruttoria, in collaborazione con il Nucleo Speciale della Guardia di Finanza.

Gare vinte nei fondi sanitari

Già da tempo anche L’Ivass aveva acceso un faro sulle polizze salute settore dove arrivavano copiosi i reclami, in particolare su Rbm Salute (acquisita tra il 2019 e il 2020 dal gruppo Intesa Sanpaolo).

Ad aumentare le lamentele all’Authority assicurativa ha contribuito anche la crescita delle teste assicurate dal gruppo visto che la compagnia in questione, negli ultimi anni, si è aggiudicata numerosissime gare indette dalla sanità integrativa. Intesa Sanpaolo Rbm Salute copre numerosi fondi sanitari di grandi dimensioni (come Metàsalute dei metelmeccanici) e proprio a inizio novembre si è aggiudicata anche la gestione dei fondi integrativi contrattuali dei gruppi Fca (Fasif) e Cnh Industrial ( Fisdaf) che assistono circa 170 mila persone e che storicamente erano seguiti da Generali Italia.

E ironia della sorte tra i fondi clienti del gruppo indicati sul sito della compagnia del gruppo diretto da Carlo Messina c’è la stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in compagnia di Ivass, Autorità Nazionale Anticorruzione, Ministero della Difesa, Marina Militare, Carabinieri, Agenzia delle entrate-Riscossione e per finire anche il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica.

 




Intesa-UBI. Secondo incontro su cessione ramo d’azienda

SECONDO INCONTRO CESSIONE RAMI D’AZIENDA

Oggi 24 novembre, alla presenza delle Segreterie Nazionali e delle Delegazioni di gruppo, si è svolto il secondo incontro della procedura di cessione di rami d’azienda tra Intesa Sanpaolo, UBI e BPERL’operazione di cessione, che interessa complessivamente 5.107 lavoratrici e lavoratori provenienti dai perimetri UBI (4.812) e ISP (295) e destinati all’ingresso nel “mondo” BPER, richiede un adeguato presidio dei processi, che garantisca, ad un tempo, efficacia, efficienza operativa e, come dichiarato da controparte, pace sociale.

Tale equilibrata sintesi può avvenire solo dopo un positivo confronto sindacale che definisca un soddisfacente accordo collettivo.

L’informativa aziendale, che esclude tensioni occupazionali, è stata integrata a cura delle parti aziendali che, su richieste del tavolo sindacale, hanno fornito alcuni ragguagli e chiarimenti precisando i criteri d’individuazione del ramo di azienda oggetto di cessione. Al riguardo, è stato affermato che la scelta aziendale è stata ispirata dall’esigenza di assicurare oggettività, utilizzando criteri omogenei e uniformi, nella definizione del perimetro di cessione, tradottasi, in estrema sintesi, nel criterio-guida della “assegnazione dei lavoratori alla filiale di pertinenza”. Ricordiamo, al riguardo, che oltre alle filiali di UBI e ISP, è oggetto di cessione anche il “perimetro strumentale” funzionale alle stesse: lavoratrici e lavoratori del perimetro UBI che, pur non appartenendo alle filiali, sono stati ritenuti – per tipo di attività – “funzionali” alla clientela di riferimento delle filiali cedute. 

Come OO.SS. delle rappresentanze aziendali ISP, UBI e BPER abbiamo congiuntamente rimarcato che l’applicazione pratica del criterio adottato sconta però evidenti differenze applicative nei due bacini da cui provengono le lavoratrici e i lavoratori.

In particolare, è stata evidenziata la criticità derivante dalla mancata assegnazione alle filiali “UBI” oggetto di cessione di personale che, pur rientrando nelle filiali, non è stato ceduto. Si tratta di personale “lungo assente” per ragioni varie (maternità, aspettativa, distacchi), per il quale la parte aziendale ha escluso la possibilità di riadeguamento del perimetro di cessione, giuridicamente definito il 12 novembre 2020.

A questo proposito le OOSS verificheranno che siano garantiti i diritti soggettivi individuali. Temi particolarmente “sensibili” per il tavolo sindacale unitario, e obiettivi della trattativa e dei suoi esiti, sono i seguenti:

  • salvaguardia occupazionale di tutti i 5.107 colleghi anche dopo il loro “traghettamento” in BPER (che peraltro ha dichiarato anche oggi di averne bisogno);
  • tutela della professionalità acquisita;
  • garanzia di applicazione di processi formativi adeguati ed efficaci per l’ulteriore professionalizzazione, in vista anche dell’assegnazione alle funzioni operative in BPER;
  • rispetto di diritti e tutele individuali, rivenienti dalla contrattazione collettiva aziendale di provenienza.

Definire soluzioni adeguate mediante un accordo collettivo omnicomprensivo è condizione di garanzia per le lavoratrici e i lavoratori che è  anche l’obiettivo oggi, più volte, dichiarato da BPER!

Il confronto sindacale proseguirà il prossimo 2 dicembre.

 

Segreterie Nazionali 

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA -UNISIN

24 novembre 2020




Intesa – UBI: l’elenco delle Filiali e dei Punti Operativi ceduti a BPER

  • E’ stato pubblicato l’elenco completo delle FIliali e dei Punti Operativi che saranno ceduti a BPER Banca a margine dell’operazione di acquisizione di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo.

E’ possibile consultare gli elenchi completi a questi link:

Lista Filiali e Punti Operativi UBI Banca

Lista Filiali e Punti Operativi Intesa Sanpaolo

 

Fonte: Sito istituzionale BPER Banca