BPER: al via le comunicazioni per pensionamenti e prepensionamenti

A Modena si è tenuto l’incontro per verificare l’adesione da parte dei colleghi di tutto il Gruppo alla “manovra sul personale” derivante dall’accordo del 29/10/19 sul Piano Industriale BPER 2019/2021.

L’azienda ha comunicato che hanno aderito 1.591 colleghi, corrispondenti al 79% dei 2.094 possibili beneficiari.
Saranno accolte 1.289 richieste pari alle uscite previste dal Piano Industriale. Di seguito il dettaglio suddiviso per territorio e per tipologia di cessazione.

Tutto il personale che ha presentato la domanda, riceverà nei prossimi giorni apposita comunicazione da parte dell’Ufficio Risorse Umane di Gruppo circa l’accoglimento o meno della stessa. Successivamente, coloro la cui domanda è stata accolta, riceveranno la comunicazione della data e della sede di conciliazione, dell’incentivo definitivo e della data di uscita. Coloro che, a vario titolo, lasceranno il servizio entro il 30/6/2020, saranno convocati per la conciliazione fra fine febbraio e inizio marzo.

Per gli oltre 300 colleghi le cui domande di adesione al fondo di solidarietà non saranno accolte (indicativamente coloro che maturano il diritto alla percezione della pensione a partire da settembre 2024) è stato convenuto un momento di verifica da effettuarsi entro il 30/6/2020 all’interno di un confronto sulla situazione occupazionale del Gruppo.

Come previsto nell’accordo, le uscite permetteranno alcune centinaia di assunzioni per le quali abbiamo sollecitato l’azienda a procedere velocemente e almeno in concomitanza con le uscite.

Nelle prossime sessioni di trattativa il confronto proseguirà sui “cantieri” aperti derivanti dal Piano Industriale: fra gli altri la fusione Unipol Banca, la ristrutturazione del cd “semicentro”, l’evoluzione del modello distributivo (Footprint).
Al riguardo abbiamo ribadito all’Azienda la necessità di porre la massima attenzione all’organizzazione del lavoro e alla gestione delle persone; abbiamo ulteriormente richiesto importanti e adeguati investimenti tecnologici e informatici necessari per contribuire a migliorare le condizioni di lavoro dei colleghi, decisamente peggiorate a seguito delle prime iniziative del Piano, e quindi il servizio alla clientela.
Infine, abbiamo richiesto l’ “adeguamento” del ticket pasto, anche a seguito delle recenti novità; un incontro specifico sul tema della polizza Unisalute per la risoluzione delle numerose problematiche segnalate.

Al riguardo della fusione di Unipol Banca, abbiamo definito due accordi che hanno l’obiettivo, analogamente a quanto contrattato nelle altre fusioni, di limitare le possibili conseguenze negative per i colleghi relativamente a processi disciplinari e giudizio professionale causati da deficit formativi, disfunzioni operative, disservizi da procedure, ecc., di dare piena applicazione all’accordo sul part time riferito al piano industriale che è quello di favorire “sia le richieste di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale che la riduzione di orario di lavoro di dipendenti part time già in essere”; a tal fine, per permettere all’azienda di ricercare idonee soluzioni, abbiamo convenuto la proroga dei part time dei colleghi ex Unipol Banca in scadenza al 31/12/19 sino al 30/6/2020.

 

Segreterie di Coordinamento Sindacale del GRUPPO BPER
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

Modena, 5 febbraio 2020

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Gruppo BPER: piano che va avanti. Forte.

L’anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va.

In attesa di conoscere l’esito delle adesioni alla “manovra sul personale” (domande di pensionamento e prepensionamento) per il quale è stata fissata una sessione di incontri all’inizio di febbraio, nel mese di gennaio abbiamo affrontato alcune tematiche che attengono all’evoluzione del Piano industriale e altre all’attualità.

 

Dal 2020 TICKET Pasto ELETTRONICO

La Legge di Bilancio 2020 ha modificato la normativa relativa ai ticket pasto.
A partire da quest’anno sono esenti, perciò NETTI,

  • quelli cartacei sino a 4 €
  • quelli elettronici sino a 8 €.

Sulla parte eccedente si pagano imposte e contributi con addebito diretto in busta paga.
Pertanto, nelle aziende del nostro Gruppo in cui sono in uso i buoni cartacei, avremmo un aggravio mensile.
Già a novembre abbiamo iniziato la discussione con BPER per affrontare il passaggio al ticket elettronico che avverrà, pertanto, nelle aziende del Gruppo che utilizzano il buono cartaceo, dal mese prossimo (verrà pubblicata la relativa circolare) dando comunque la possibilità, a chi vuole, di mantenere il buono cartaceo seppur, come detto, con la conseguenza di un addebito per contributi e imposte in busta paga.
NON è stato possibile raggiungere un accordo con BPER su
– aumento dell’importo (anche in considerazione che è fermo da ormai troppi anni) e la relativa armonizzazione all’interno del Gruppo;
– riconoscimento anche in casi attualmente non previsti (lg.104, allattamento, ecc.);
– possibilità di sostituire il ticket elettronico con il versamento in busta paga o al Fondo Pensione.

Torneremo … alla carica quanto prima (con le difficoltà di avere a che fare con un’azienda davvero molto molto tirchia).

 

Progetto “Prevalenza” sul Modello FAMILY POE

BPER ci ha illustrato il progetto “Prevalenza” dedicato al segmento Family POE.
Nella fase “pilota”, sino alla fine del 2020, il progetto riguarderà 259 filiali di BPER Banca individuate con i seguenti criteri: 230 filiali in cui è presente il coordinatore Family POE (e pertanto quelle in cui lavorano almeno 5 collaboratori Family POE compreso il coordinatore) e 29 filiali in cui sono comunque presenti oltre 300 ndg POE “veri” (esclusi i condomini, ecc.)
Nell’illustrazione dell’azienda il progetto ha la finalità di far individuare al Direttore delle suindicate filiali le figure di riferimento su 5 diversi ambiti: Finanziamenti, POE, Investimenti, Digital, Bancassicurazione. Tutto ciò al fine di “specializzare” i collaboratori in modo tale che possano rispondere meglio alle esigenze della clientela.
Al momento non sono previste modifiche alle disposizioni operative, non si ipotizza una “portafogliazione” individuale ed è ancora in valutazione l’opportunità di estendere il progetto anche alle altre banche del Gruppo.

Questo nuovo progetto conferma la valutazione più volte fatta dal sindacato di una certa “confusione e approssimazione” del progetto Footprint, in modo particolare nel settore Family POE, ma non solo.
Se da un lato l’obiettivo della “specializzazione” può portare ad accrescere la professionalità dei colleghi, soprattutto se accompagnato da una formazione VERA che abbiamo sin da subito richiesto, dall’altro aumentano anche i rischi di ulteriori pressioni commerciali (anch’esse, per analogia, “dedicate”) e, trattandosi di attività “prevalente”, ma non “esclusiva” (come ha più volte sottolineato BPER), occorrerà continuare ad essere “tuttologi”.
Certamente, se il progetto diventerà definitivo, occorrerà anche contrattare adeguati inquadramenti e indennità per i colleghi coinvolti, senza dimenticare che anche i tanti Family/Poe/Cassa/Amministrativo/Lup.Mann./Grand.Uff/ecc./ecc. non rientranti nel progetto hanno necessità di maggior considerazione da parte della banca.

 

Fusione UNIPOL Banca

Nel comunicato di dicembre avevamo definito “Prove tecniche di con-fusione” l’avvio dell’operazione. Il tempo trascorso ha lasciato tanti problemi ancora irrisolti.

Al riguardo stiamo definendo alcuni accordi che hanno l’obiettivo:

  • analogamente a quanto contrattato nelle altre fusioni, di limitare le possibili conseguenze negative per i colleghi relativamente a processi disciplinari e giudizio professionale, causati da deficit formativi, disfunzioni operative, disservizi da procedure, ecc.;
  • di dare piena applicazione dell’accordo sul part time riferito al piano industriale che è quello di favorire “sia le richieste di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale che la riduzione di orario di lavoro di dipendenti part time già in essere”;
  • per evitare dubbi interpretativi, di stabilire l’applicazione dei compensi previsti dall’accordo sulla mobilità “straordinaria”, più favorevoli, per tutti i trasferimenti avvenuti il 25/11/2019.

 

Spostamento attività

BPER ci ha comunicato che dall’analisi effettuata, è allo studio una modifica dello spostamento di attività fra i Poli di Operation (il cd “moving”) previsto dal Piano industriale che tenga conto:

  • dell’opportunità che lavoratori di ex Carife attualmente in servizio a Modena possano tornare a lavorare a Ferrara;
  • che alcune attività possano rimanere nei territori che dal piano iniziale rilasciavano molte lavorazioni/lavoratori;
  • di skill non coincidenti fra le attività di operation e il personale a disposizione con profili commerciali di rete o di semicentro.

Riteniamo che tali indicazioni, che evidenziano, ancora una volta, la differenza fra le “analisi in provetta” e la “realtà”, vadano incontro a istanze più volte da noi segnalate.

 

I prossimi appuntamenti

  • 27 gennaio: riunione della commissione Politiche commerciali. Con l’occasione invitiamo i colleghi a continuare a inoltrare a politichecommercialifisac@bper.it le segnalazioni di comportamenti non in linea con quanto previsto dagli accordi sottoscritti.
  • dal 3 al 5 febbraio: sessione di incontri dedicata, fra l’altro, alla verifica delle adesioni alla manovra del personale.

 

Segreteria di Coordinamento Sindacale FISAC/CGIL del Gruppo BPER

 

Modena, 27 gennaio 2020




BPER: no alla reportistica “fai da te”

Lettera aperta a: Direzione Regionale Abruzzo Molise, Ufficio Relazioni Sindacali, tutti i lavoratori Area AQ

Nei giorni scorsi le Filiali dell’Area L’Aquila hanno ricevuto, nella casella di posta elettronica di Direzione, un’email avente per oggetto “Format unico magazzino finanziamenti”.

Mittente dell’email è la Segreteria Territoriale della DR Abruzzo Molise, che a sua volta ha re-inoltrato una precedente email del Direttore Regionale. L’email contiene un file excel da utilizzare per rendicontare l’andamento degli impieghi, con la richiesta ad ogni filiale di compilarlo ed inviarlo alla DR–Segreteria e Monitoraggio Commerciale con frequenza settimanale.

Come noto, in data 8/2/2017 è stato sottoscritto l’ “Accordo nazionale su politiche commerciali e organizzazione del lavoro” tra ABI e OO.SS. L’accordo è stato successivamente recepito in BPER con il “Verbale di accordo in tema di politiche commerciali e organizzazione del lavoro”, sottoscritto in data 2/8/2018.

L’articolo 8 dell’accordo aziendale disciplina “Monitoraggio e analisi dei dati commerciali”, per i quali vengono previste modalità che appaiono incompatibili con la richiesta inoltrata alle Filiali dalla DR.
In particolare è previsto che il monitoraggio e la verifica dei dati commerciali siano “attuati con modalità strutturate e proceduralizzate”. Lo stesso articolo 8 prevede inoltre che la rilevazione dei dati commerciali venga effettuata “sulla base di strumenti approntati dall’Azienda e utilizzati secondo procedure predefinite e supporti tecnologici che consentano la verifica dell’andamento delle iniziative commerciali, il riscontro degli obiettivi assegnati, la riduzione del rischio di errori e dell’eccessiva burocrazia”.

Lo spirito della norma è proprio evitare che ogni singolo Area Manager o Direttore Regionale possa, di propria iniziativa, istituire strumenti di controllo/rilevazione personalizzati che rappresenterebbero un appesantimento delle attività di Filiale e una forma impropria di pressione commerciale.

Risulta pertanto evidente come la richiesta inoltrata dalla DR Abruzzo Molise alle Filiali rappresenti una violazione del citato accordo. Considerando inoltre che l’Accordo Nazionale ABI dell’8/2/2017 è stato recepito integralmente nell’intesa di rinnovo del CCNL ABI del 19/12/2019, si può legittimamente parlare di una violazione del CCNL messa in atto da BPER.

Chiediamo pertanto di revocare con decorrenza immediata la richiesta inviata alle Filiali, ed esigiamo da tutti coloro che rivestono posizioni di responsabilità la conoscenza approfondita ed il pieno rispetto delle normative, analogamente a quanto viene richiesto ai lavoratori delle Filiali in modo assoluto e inderogabile.

In tal senso non possiamo fare a meno di esprimere il nostro rammarico nel constatare come i buoni propositi in materia di pressioni commerciali, espressi dal nuovo Direttore Regionale durante l’incontro conoscitivo con le RSA dello scorso 16 dicembre, siano stati disattesi tanto rapidamente.

Considerando l’illegittimità della richiesta, ai colleghi delle Filiali suggeriamo di informare puntualmente i propri rappresentanti sindacali in caso di solleciti inoltrati con qualsiasi mezzo.

Cordiali saluti.

 

L’Aquila, 21/01/2020

 

I rappresentanti RSA dell’ U.O. L’Aquila
FABI                FIRST/CISL                FISAC/CGIL                UNISIN

 

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BPER. Pressioni commerciali: è iniziata una nuova era?

 




BPER: il ruolo dei Vicari

Nell’ambito del precedente piano industriale 2015-2017, la BPER decise di introdurre un nuovo modello organizzativo chiamato “Footprint”.

Tra le novità del nuovo modello, l’abolizione dei Vice Direttori di Filiale e l’introduzione dei Vicari. La principale differenza tra i due ruoli consiste nel fatto che, a differenza di quanto veniva richiesto al Vice Direttore, il Vicario non sostituisce il Titolare in sua assenza.

Come specificato dall’Azienda nelle circolari 173 e 199 del 2016, quello del Vicario è unicamente un profilo abilitativo, finalizzato a garantire la continuità operativa all’interno dell’Unità Organizzativa.

Per questo, si raccomanda a tutti i lavoratori che usufruiscono dell’abilitazione al ruolo di Vicario di non assumersi responsabilità per decisioni o adempimenti che fuoriescano dalla normale continuità operativa, in quanto di fatto opererebbero in modo abusivo esponendosi al rischio di gravi conseguenze.

A titolo di esempio, ad alcuni Vicari è stato richiesto dall’Ispettorato di rispondere a verbali ispettivi in mancanza del Titolare, assente per malattia o ferie.
In quel caso non si può certo parlare di continuità operativa, ma si tratterebbe di una vera e propria sostituzione del Titolare (che come abbiamo visto non è più prevista), assumendosi tra l’altro in proprio il rischio di conseguenze per eventuali risposte inesatte o incomplete.
In tutti i casi nei quali venissero richieste ai Vicari prestazioni che potrebbero esulare dai loro compiti, preghiamo i lavoratori di contattare immediatamente il proprio rappresentante sindacale.

Come noto, sono previsti due tipi di abilitazione:

  • Vicario A abilitato a gran parte delle funzionalità disponibili per il Titolare, con l’esclusione della delibera del credito e della valutazione del personale.
  • Vicario B oltre alle limitazioni del Vicario A, non può autorizzare gli sconfinamenti di autonomia della Filiale e non ha poteri di firma per la stipula di atti pubblici con vidima notarile.

 

COSA POSSONO O NON POSSONO FARE I VICARI?

  • Partite anomale:
    • Il Vicario A può autorizzare gli sconfinamenti nell’ambito delle autonomie di Filiale.
    • Il Vicario B non può autorizzare sconfinamenti, ma è tenuto a chiedere l’autorizzazione, per ogni sconfinamento, agli organi superiori.
  • Azzeramento password
    • I Vicari sono abilitati all’azzeramento delle password delle risorse della propria filiale.
  • Retrocessioni commerciali
    • I Vicari non sono abilitati all’approvazione delle retrocessioni commerciali
  • Antiriciclaggio e antiterrorismo
    • I Vicari sono abilitati a vistare i questionari di adeguata verifica ed a lavorare le pratiche in procedura GIANOS degli NDG con relazione presso la propria filiale.
    • La valutazione di una pratica extra-GIANOS, ai fini di un’eventuale SOS, compete al Titolare. In sua assenza, tale incombenza ricade sul Vicario.
    • I Vicari possono sbloccare i nominativi appartenenti alle liste antiterrorismo delle proprie Filiali o, se operano in Filiali Hub, anche delle Filiali Spoke.
  • Posta elettronica
    • I profili di Vicario sono abilitati ad accedere alla casella di Direzione ed alla casella PEC della propria Filiale. I Vicari delle filiali Hub sono inoltre abilitati alla sola visualizzazione delle caselle di direzione e PEC delle filiali Spoke del medesimo micromercato.
  • Portafogliazione
    • I Vicari possono operare con le stesse funzionalità dei Titolari.

Per approfondimenti si rimanda all’allegato alla Circolare BPER Serie Disposizioni Interne n.199 del 15/06/2016

 

 

 




BPER. Pressioni commerciali: è iniziata una nuova era?

Che nel gruppo Bper fossero in atto pratiche commerciali non in linea con gli accordi nazionali e di gruppo sottoscritti non era una novità; più volte abbiamo segnalato comportamenti di alcune direzioni territoriali al limite del mobbing personale sui dipendenti.
Però, stranamente, con la riorganizzazione in atto, dovuta anche alla fusione di Unipol Banca, tali atteggiamenti si sono notevolmente accentuati.

Coincidenze? Importazione di stili commerciali differenti?
Ricordiamo a tutti, se mai ce ne fosse bisogno che, in ambito nazionale, anche l’ultimo rinnovo del contratto nazionale ha sancito che non devono essere praticate politiche commerciali che denigrano le persone e sviliscono il lato umano delle lavoratrici e dei lavoratori in favore del “dobbiamo vendere a tutti i costi”, tanto le conseguenze che tale politica causa ai dipendenti non interessano a nessuno, salvo i medici curanti.

Se questo è il nuovo che avanza, allora dobbiamo rispolverare il vecchio detto “si stava meglio quando si stava peggio”.
Il gruppo Bper non ha bisogno di avere reparti d’assalto che, in nome del Dio denaro, riducono il personale a mero esecutore di ordini e direttive che nulla hanno a che fare con la tradizione del gruppo e delle banche che lo compongono.

Chiediamo pertanto alla Direzione Risorse di Gruppo che vengano immediatamente rimossi e censurati comportamenti lesivi della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori di questo gruppo, eliminando tutte le incombenze improvvisate dai vari capi servizi tipo file Excel di ogni ordine e grado, report giornalieri e addirittura bi-giornalieri, creazione di gruppi in WhatsApp utilizzando i numeri privati dei colleghi, assegnazione di budget individuali contravvenendo alle norme del CCNL, telefonate inutili e dannose che altro non fanno che aumentare lo stress lavorativo che in questi giorni ha raggiunto livelli non più accettabili.

Vi comunichiamo che, se non si troveranno soluzioni immediate, le OO.SS. prenderanno le opportune iniziative ricercando il consenso dei lavoratori.

Modena, 09 gennaio 2020

 

COORDINAMENTI SINDACALI GRUPPO BPER
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA- UNISIN

 

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BPER e Unipol Banca: fusione “fredda”

Quali sono gli effetti di un progetto di fusione per un’azienda e quali sono i risvolti per i suoi dipendenti ed i suoi clienti ? Solitamente non è necessario interrogare un esperto di alta finanza per poter fornire una risposta tecnica sensata.

Di sicuro ci sono aspettative diverse a seconda degli attori, ma quando le legittime mire aziendali impattano negativamente sulla vita lavorativa dei dipendenti, rendendo la giornata un vero incubo, più che domande ad un esperto sarebbe necessaria una profonda autocritica.

In mancanza, la valutazione critica sull’organizzazione della fusione, da parte nostra, deriva da alcune semplici constatazioni.
Si è ignorato e sottovalutato l’impatto di una Banca piccola ed efficiente, quale era Unipol Banca, con filiali con determinate autonomie, caratterizzate da masse importanti e clientela diversificata sia nel campo dei prodotti di investimento che nel mondo delle facilitazioni.

Quanto si ha modo di riscontrare in questi giorni nel passaggio alle procedure informatiche di BPER, conferma quanto più volte sostenuto dal Sindacato Unitario e, cioè che il Gruppo BPER ha bisogno urgente di investimenti in tecnologia finalizzata a realizzare un sistema informatico snello, efficace ed efficiente, in grado, da un lato, di far fronte con tempestività alle esigenze di una clientela sempre più sofisticata e, dall’altro, semplificare ed alleggerire i carichi di lavoro, che, nella prospettiva degli esodi previsti, sono destinati ad aggravarsi sempre più.
Infatti, da tale obsoleta piattaforma informatica, sono scaturiti una lunga serie di rallentamenti e blocchi sia delle procedure utilizzate in filiale, che di quelle messe a disposizione della clientela (Internet banking, CBI, BCM ecc.).

L’apice si è raggiunto con l’impossibilità dei clienti imprese e professionisti di assolvere al pagamento di tasse, contributi e stipendi, a causa delle inefficienze sopra descritte, costringendoli a richiederne il pagamento in filiale, previa sottoscrizione di specifica manleva (!?) per aver infranto le norme di legge.
Ci risulta che alcuni clienti si siano rivolti all’unione consumatori sia per tutele legali derivanti da eventuali danni patrimoniali, oltre che ritenere tale comportamento equiparabile a quello dell’utilizzo di clausole vessatorie.

In questi giorni tanti colleghi, tra filiali e uffici, annaspano nel tentativo di ricostruire storia e autonomie inerenti delibere del mondo fidi, essendo costretti ad operare al “buio” assumendosi rischi enormi per non bloccare l’operatività dei clienti.
Se ne deduce facilmente che andavano stabilite modalità diverse e una diversa data di partenza per la fusione, evitando di scegliere un mese notoriamente fitto di scadenze, quale dicembre, e di impegni per la clientela, quali pensioni, tredicesime, Imu/Tasi.
Nonostante le costanti e continue segnalazioni delle OO.SS., le conseguenze stanno generando situazioni imbarazzanti all’interno delle Filiali ex Unipol banca (o accorpate), dove i colleghi fanno enorme fatica, nei riguardi della clientela indispettita, a fornire ragionevoli motivazioni per il lungo elenco di disservizi, che possano essere comprese e accettate al fine di tacitarne l’indignazione.

I colleghi della rete, in questa fase caotica, non hanno altra strada che quella di metterci la faccia, assumendosi in proprio, agli occhi della clientela, le responsabilità di quanto accade.

Riteniamo profondamente ingiusto ed eticamente inaccettabile che gli esiti di una organizzazione approssimativa ricadano solo su chi è in prima linea e che, invece, i veri responsabili di tale progetto possono sottrarsi alle sue ricadute.
I lavoratori hanno diritto ad un clima lavorativo sereno, esente da picchi di stress inaccettabili.
I tempi previsti per la risoluzione non sono a noi noti, non avendo né riscontri tangibili, né risposte dettagliate da parte dell’azienda ai quesiti posti in argomento da tutte le Organizzazioni Sindacali del gruppo.
Pertanto, le scriverti OO.SS., nel stigmatizzare l’attuale situazione, chiedono con determinazione all’Azienda il potenziamento, ad horas, di tutti i supporti sin qui utilizzati (Allineatori, help-desk, ecc.) in tempi rapidissimi, sia in termini numerici che temporali.

In attesa di ricevere i riscontri fino ad oggi mancati, auspichiamo che l’Azienda riconosca in modo tangibile, magari con un indennizzo economico, l’abnegazione di tutti quei colleghi coinvolti a vario titolo in questa fusione, riconoscendone lo straordinario impegno finalizzato, tra l’altro, a salvaguardare l’immagine Aziendale.
Nel contempo invitiamo i colleghi tutti a continuare a segnalarci tutti i disservizi e le lacune procedurali onde di consentirci di chiedere all’azienda le dovute risposte.
Auguriamo a tutti voi un Sereno Natale non mancando di restare vigili al fianco dei colleghi su i luoghi di lavoro.

Napoli, 20/12/2019

RSA NAPOLI EX UNIPOL BANCA SpA
FIRST CISL FISAC-CGIL UILCA-UIL




Anche l’Abruzzo trema per i tagli Unicredit. Forte riduzione anche in Bper

La campana Unicredit suona anche per l’Abruzzo.

Il piano industriale lacrime e sangue annunciato dal colosso del credito 5500 esuberi e chiusura di 450 filiali solo in Italia – rischia di avere pesanti ripercussioni anche nella nostra regione.

Al momento non c’è ancora niente di ufficiale, anche perché non sono ancora partiti i tavoli negoziali. La Cgil, però, è molto preoccupata.

Se si inquadra il dato degli esuberi in un contesto più ampio – quello nazionale e internazionale, in cui tutte le banche stanno andando verso drastici tagli al personale per via della digitalizzazione e dall’automazione del lavoro; e quello locale, dove, come è stato evidenziato dalla stessa Cgil in un recente convegno svoltosi all’Aquila, il settore del credito bancario sta scontando da anni una crisi di sistema – il futuro non appare roseo.

In Abruzzo Unicredit ha 265 dipendenti e 23 filiali, sei delle quali concentrate nella provincia dell’Aquila (per un totale di 45 dipendenti). Fino a un anno fa, a livello regionale, le filiali erano 30. Ben prima che annunciasse il nuovo piano industriale, dunque, la banca ne ha chiuse ben 7.

“La trattativa deve ancora aprirsi, perciò al momento non sappiamo dove si concentreranno i tagli” afferma Luca Copersini, segretario provinciale della Fisac Cgil L’Aquila “E’ altamente probabile, tuttavia, che la banca possa decidere, quando sarà, di abbandonare i territori meno redditizi, ossia le regioni del Sud, Abruzzo compreso”.

A tenere in allerta il sindacato, inoltre, c’è anche il piano industriale di Bper, di cui si sta parlando poco ma che prevede 1300 esuberi in tutta Italia su 14 mila dipendenti. I contraccolpi in Abruzzo, e in particolare nella provincia dell’Aquila, dove la banca modenese è presente in modo capillare, avendo assorbito tutta la vecchia rete Carispaq, potrebbero essere molto pesanti.

“Il problema” osserva Copersini “è che a fronte di tutti questi tagli, ci sono pochissime assunzioni. Quelle che vengono effettuate riguardano soprattutto promotori finanziari o persone con specifiche competenze nell’ICT. L’innovazione tecnologica sta rendendo superflui molti posti di lavoro e alle banche ora interessa vendere soprattutto polizze assicurative e altri prodotti finanziari. Intesa, che ha già stilato un accordo con i tabaccai, grazie al quale tutte le operazioni che ora si fanno in filiale potranno essere tranquillamente eseguite nelle tabaccherie, ha già annunciato di voler diventare la prima compagnia assicurativa del Paese. Purtroppo di tutto questo si parla poco. Quello del credito è un settore che alla classe politica locale non sembra stare molto a cuore”.

 

Fonte: www.newstown.it




Fusione BPER-Unipol Banca: è caos!

Prove tecniche di con-fusione

Nonostante tutte le migliori intenzioni, non vi è altro termine per definire quello che sta accadendo in questi giorni: “caos”!

Scelte organizzative e gestionali errate e procedure inadeguate hanno creato una situazione, in particolare per le filiali destinatarie dei rapporti ex Unipol Banca (ma non solo), al di là di ogni immaginazione.
In alcune filiali non sono state sostituite le cico Unipol con quelle in dotazione nelle banche riceventi (Bper e Banco di Sardegna), con aggravio dei rischi operativi e rischio rapina: (sic!) non vogliamo credere che non ci siano soldi sufficienti a sostituirle tutte!

Il ritardo nell’attivazione ed il mancato funzionamento del servizio Home Banking, ad esempio, ha creato lunghissime file agli sportelli; in alcuni casi la clientela attende anche al di fuori dei locali delle filiali.
Abbiamo segnalazione di diversi casi di violente aggressioni verbali a colleghe e colleghi.
E questa è solo la punta di un iceberg che, sotto il livello dell’acqua, nasconde un “sistema” opaco e disfunzionale.

I colleghi sono stati “distribuiti” apparentemente senza logiche di continuità operativa e capacità professionale. A titolo di esempio possiamo citare:

  • i numerosi casi di colleghi che da molti anni non svolgevano attività di cassa e che si sono ritrovati, dalla sera alla mattina, a gestire l’unica cassa, sovente con alcune migliaia di rapporti attivi, senza nessuna formazione e con un tempo di affiancamento irrisorio;
  • la carenza di un numero adeguato di “allineatori”, in particolare in rapporto al numero di addetti del punto vendita;
  • il  trasferimento “momentaneo” (in alcuni casi anche per un solo giorno o porzioni di giornata) di colleghi dalla rete ai contact center;
  • la richiesta di attività lavorative anche il sabato (anche dopo le necessità previste nel fine settimana prima della fusione avvenuta il 25/11/2019) senza alcuna informativa sindacale e eventuali accordi in merito.
  • il sostanziale demansionamento di numerosissimi lavoratori, nonché l’adibizione di tanti al ruolo di “tappabuchi” (non sappiamo fino a quando) per fare fronte all’emergenza.

Ma – come preannunciato nel corso di un incontro con il responsabile dell’Organizzazione del gruppo Bper – non era tutto sotto controllo? Eppure di fusioni in questo gruppo ne sono state fatte tante, evidentemente le problematiche che anche allora sono emerse non sono state risolte e, probabilmente, in questa occasione sottovalutate, probabilmente è scappato qualche algoritmo di funzionamento.
Questa situazione sta generando ansia, livelli di stress quotidiano insopportabili e rischi operativi enormi.

A questo si aggiunge la scarsa attenzione riservata, in alcuni casi, alle situazioni personali dei colleghi della ex Direzione di Unipol Banca, destinati fuori provincia senza valutare le possibilità di lavoro a distanza, demandando la gestione delle criticità alle diverse sensibilità dei singoli capostruttura.

Così non può andare!

Alla luce di quanto sopra descritto, e del tanto altro sul quale c’è da intervenire, chiediamo all’Azienda:

  1. l’immediata attivazione di un “tavolo emergenziale”, coinvolgendo anche la
    struttura della Gestione HR, per focalizzare le situazioni che necessitano di
    immediata attenzione e ricercare soluzioni condivise;
  2. una formale manleva, nei confronti di tutti i lavoratori, per errori e/o omissioni
    direttamente imputabili al contesto operativo della incorporazione di Unipol Banca, analogamente a quanto regolamentato in precedenti accordi di Gruppo.

Le Organizzazioni Sindacali, confermano inoltre l’impegno a garantire il puntuale rispetto da parte aziendale di tutte le previsioni normative e contrattuali (straordinari, recuperi, mancato preavviso etc.).

Redatto il 3 dicembre 2019

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UIL C.A. – UNISIN




Sindaco Biondi: Bper velocizzerà i pagamenti per la ricostruzione

Bper velocizzerà i pagamenti per le imprese impegnate nella ricostruzione“.

A dare l’annuncio è il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

Nelle scorse settimane ho raccolto le preoccupazioni che Ance L’Aquila mi ha manifestato ufficialmente, legate ai disagi di numerosissime aziende costrette a fare i conti con il rallentamento nell’erogazione delle somme e le difficoltà seguite al trasferimento dell’ufficio sisma nella sede centrale di Modena dell’istituto bancario. – spiega il sindaco – Per questo ho inviato una nota rivolta ai vertici Bper in cui sono state rappresentate le difficoltà di chi quotidianamente opera per la ricostruzione dell’Aquila e dei territori colpiti dal terremoto”.

Alla missiva ha risposto il responsabile della Direzione territoriale adriatica della Banca popolare dell’Emilia Romagna, Guido Serafini, con il quale mi sono anche incontrato nei giorni scorsi, comunicandomi dell’avvenuta modifica delle modalità operative in attuazione dell’accordo Abi-Comune dell’Aquila. Un passaggio fondamentale che consentirà di ridurre i tempi di esecuzione nella disposizione dei pagamenti ai beneficiari di contributo pubblico”.
Fonte: www.news-town.it

Sullo stesso argomento:

Si lamentano i clienti BPER: ”Accrediti in ritardo da quando Ufficio Sisma è a Modena”




BPER: chiarimenti per i “pensionandi”

Prendendo spunto dagli approfondimenti fatti in questi giorni in risposta alle numerose domande che ci sono state rivolte, condividiamo alcune informazioni che riteniamo possano interessare a molti dei colleghi che stanno pensando di abbandonare il lavoro.

 

  1. Opzione Donna. Chi ha maturato i requisiti nel 2019 NON PUO’ USCIRE: bisogna aver aver maturato nel 2018.
    La normativa su “Opzione Donna” fa sempre riferimento a due requisiti “fissi”.
    Il primo è l’età:
    non si può aderire se si è nati dopo il 31.12.1960.
    Il secondo sono i contributi:
    occorre aver maturato almeno 35 anni di contributi al 31.12.2018, anche se le norme sono state pubblicate nel 2019. E’ per questo che anche l’azienda mantiene questa impostazione, prevista dal  DL 4/2019 convertito in legge n.26/2019.
    In sostanza
    l’adesione si può fare anche nel 2019 ma i requisiti bisogna verli maturati a fine 2018.
  1. Chi esce nel Fondo può lavorare?
    Sì, ma a determinate condizioni.
    Chi inizia una nuova attività lavorativa mentre percepisci l’assegno del Fondo di Sostegno al Reddito deve obbligatoriamente darne tempestiva comunicazione all’Azienda.
    Non si possono fare lavori in concorrenza con la Banca. Per altri lavori da dipendente
    si potrà avere un reddito massimo pari all’ultimo stipendio, con corrispondente riduzione dell’assegno del Fondo fino a concorrenza.
    Anche svolgendo attività imprenditoriale o autonoma, purché non in concorrenza con la Banca, il reddito si cumulerà fino ad azzerare l’assegno del fondo.
  1. Qual è l’importo mensile che riconosce il fondo rispetto alla futura pensione di riferimento?
    L’assegno mensile del fondo sarà nella maggioranza dei casi di importo pari a quello della pensione che si andrà a percepire a scadenza.
    Nei precedenti accordi si è verificata una differenza in meno rispetto al riferimento della pensione. Tale differenza scaturiva dalle posizione contributive dei colleghi che rientravano nella seguente previsione: avere una posizione contributiva da almeno 18 anni nell’anno 1995. Con il passare degli anni tale platea si è sempre più ridotta.
    Tra i colleghi che usciranno dal 2020 probabilmente ci sarà solo qualcuno che si vedrà applicata ancora una decurtazione dell’importo dell’assegno del fondo.
    Se non si hanno almeno 18 anni di versamento contributivi alla data del 31/12/1995 non viene applicata alcuna decurtazione.

 

 

Segreteria di Coordinamento FISAC BPER