BPER: accordo per il versamento del TFR al Fondo Pensione

Logo sigle BPER

 

Modena, 25/09/2020

 

TFR AL FONDO PENSIONE

 Da questo mese sarà possibile conferire alla previdenza complementare anche il TFR maturato fino al 31/12/2006.

L’importante Accordo sottoscritto unitariamente dai Coordinamenti Sindacali Aziendali di BPER Banca stabilisce infatti la possibilità, per tutte/i le/i Lavoratrici/ri che cesseranno dal servizio entro il 31/12/2021, di versare nei fondi pensione previsti dalla negoziazione collettiva il proprio TFR maturato fino al 31/12/2006 e ancora nella disponibilità dell’Azienda.

Il preavviso per coloro che cesseranno entro il 30/9/2020 è stato azzerato mentre per chi terminerà il rapporto di lavoro in date successive è previsto: un preavviso minimo di 15 gg di calendario per coloro cesseranno entro il 31/12/2020 e di 60 gg di calendario per coloro che cesseranno entro il 31/12/2021.

E’ previsto inoltre che, a partire dall’1/10/2021, l’Accordo venga esteso a tutte/i le/i Colleghe/i, titolari di TFR maturato fino al 31/12/2006 ancora nelle disponibilità aziendali, che non rientrano nelle casistiche suddette.

L’Azienda invierà a breve apposita comunicazione per l’inoltro delle domande, in particolare per chi andrà in esodo/pensionamento nei prossimi giorni.


COORDINAMENTI SINDACALI AZIENDALI BPER BANCA

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN




Intesa Sanpaolo e Ubi: primo incontro con l’Azienda

Nella giornata odierna si è svolto il primo incontro a Milano con l’Azienda, alla presenza delle Organizzazioni Sindacali del Gruppo Intesa e UBI e le Segreterie Nazionali.
Nell’incontro è stato condiviso il percorso di confronto sui temi relativi all’integrazione:

  • Uscite volontarie e assunzioni
  • Cessione ramo d’azienda a BPER
  • Fusione per incorporazione di UBI Banca.

A partire già da lunedì 21 settembre inizierà la trattativa per la definizione delle uscite volontarie per pensionamento ed esodo, che riguarderanno tutti i lavoratori del Gruppo Intesa e Ubi.
L’Azienda ha comunicato che è ancora in fase di identificazione il perimetro relativo alla cessione del ramo d’azienda a BPER, che al momento è prevista nel corso del mese di febbraio 2021 per le 501 filiali di UBI e a giugno per le 31 filiali di ISP.

L’avvio della procedura sindacale prevista per legge sarà pertanto successivo alla definizione del ramo stesso.
Non sono invece state fornite informazioni in merito alle ulteriori 17 filiali che dovranno essere cedute da disposizioni Antitrust.
L’incorporazione societaria e informatica di UBI Banca in ISP avverrà nel corso del mese di aprile. Il confronto sindacale in merito alla fusione e all’armonizzazione contrattuale si svilupperà nei primi mesi del 2021

Come Organizzazioni Sindacali abbiamo richiesto che a fronte delle uscite siano effettuate in tempi rapidi assunzioni indispensabili per supportare in particolare la rete.

Questo primo incontro è stata l’occasione per ribadire che la riorganizzazione successiva alla fusione dovrà impattare nel minor modo possibile sulle lavoratrici e sui lavoratori, valorizzandone la professionalità e portando le lavorazioni dove sono le persone.

 

Milano, 17 settembre 2020

 

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN
Gruppo Intesa Sanpaolo e UBI




BPER- Intesa: tempi più lunghi per migrazione filiali

Tempi più lunghi per la migrazione dei 532 sportelli Ubi (e 15 di Intesa Sanpaolo) a Bper. E’ quanto emerge da una riunione tecnica svoltasi ieri a Milano, mentre si fa invece più vicino per la banca di Modena un aumento di capitale confermato nell’ordine degli 800 milioni di euro, salvo sorprese.

Bper e Intesa, tempi più lunghi

Le ultime news sulla cessione del ramo d’azienda delle 532 filiali Ubi a Bper sono citati oggi dal quotidiano Il Messaggero, secondo cui il passaggio è destinato a slittare di qualche mese: da fine anno al primo trimestre 2021.
A riguardo non viene esclusa nemmeno una richiesta di proroga all’antitrust, che avrebbe fissato un termine ultimo a metà gennaio.

Migrazione informatica e accordi sindacali

Il trasferimento riguarda 1,4 milioni di clienti, di cui il 60% corporate, 25 miliardi di impieghi e 26 miliardi di raccolta. Ma a renderlo più complesso è il delicato processo di migrazione informatica che interessa strutture IT diverse fra Bper, Intesa (15 sportelli appunto) e Ubi.
Non solo. Fra gli altri fronti aperti figurano gli accordi sindacali dei dipendenti che cambieranno insegne, le interconnessioni dei clienti, le relazioni con le aziende (circa 850 imprese sono comuni ai due gruppi), i
prodotti, i sistemi di pagamento e il risparmio gestito.

Cda Intesa

Intanto, sempre secondo quanto riporta il Messaggero, Intesa terrà un cda straordinario venerdì 18 per varare la lista del nuovo vertice di Ubi: al fianco dell’ad Gaetano Miccichè sarebbe in arrivo un altro top manager di Ca’ de Sass: Paolo Grandi, chief governance officer, che diventerebbe il nuovo presidente di Ubi.
Intesa come socio unico presenterà una lista all’assemblea del 15 ottobre prevedendo indipendenti.

Aumento Bper

Quanto a Bper, la riapertura oggi delle sedi Consob di Milano e Roma dopo uno stop per il Covid-19 dovrebbe sbloccare l’approvazione del prospetto dell’aumento di capitale finalizzato all’acquisizione delle filiali.
Le ultime stime sulla ricapitalizzazione, che dovrebbe scattare entro fine mese, confermano una taglia vicina agli 800 milioni. Schierati gli advisor Rothschild, Bofa Merrill Lynch e Citigroup mentre il consorzio di garanzia sarà guidato da Mediobanca, Bank of America, Citigroup, cui si dovrebbero aggiungere altri 5-6 bookrunner.
In Borsa alle ore 11,18 le azioni Bper segnano -1,1% a 1,4585 euro, Intesa Sanpaolo -0,13% a 1,7766 euro, quest’ultima in linea con il Ftse Italia Banche.

 

Fonte: Finanzareport.it




Sindaco di Ofena occupa la Filiale BPER per contestare la chiusura

Con un gesto simbolico e provocatorio il sindaco di Ofena Antonio Silveri, insieme ai consiglieri comunali, nel corso della mattinata di venerdì 11 settembre occuperà i locali della Filiale Bper del paese per protestare e manifestare il malcontento della sua comunità alla luce delle decisioni prese dalla direzione centrale della Banca Popolare dell’Emilia Romagna circa la chiusura dell’ufficio.

Tale decisione è ritenuta dal primo cittadino e dall’amministrazione comunale di Ofena “ingiusta e irrispettosa delle esigenze dei cittadini, soprattutto in considerazione del fatto che nel piccolo paese non ci sono banche e solo un ufficio postale aperto a giorni alterni”. 

“Ciò recherebbe notevoli disagi alla popolazione”, si legge nella nota, “principalmente in considerazione del fatto che si tratta di una comunità a prevalenza di anziani che hanno notevole difficoltà nello spostarsi”.

 

Fonte: Abruzzo Live




Tinari (Pres. Consiglio Comunale AQ): no alla chiusura filiale BPER Coppito

“Se venisse confermata la notizia dell’imminente chiusura della filiale Bper di Coppito, ci troveremmo di fronte all’ennesima scelta illogica di chi non ha a cuore gli interessi della nostra città e del nostro territorio, dove a fatica e con grande sacrificio si fanno passi avanti ma non possiamo permetterci di fare passi indietro”. A lanciare l’allarme Roberto Tinari, presidente del Consiglio comunale aquilano.

“Privare i cittadini di un territorio altamente popolato come quello di Coppito, di un servizio essenziale quale la presenza di un istituto di credito è un fatto gravissimo, soprattutto se la scelta non è giustificata dalla mancanza di utili ma da altre logiche. Ritengo che tale decisione, se confermata, sia frutto di un ragionamento incomprensibile e scellerato”.

E conclude: “Useremo ogni modo e mezzo, sempre nel pieno rispetto delle leggi e del libero mercato, per scongiurare la chiusura degli sportelli e mantenere la Bper a Coppito”.

 

 

Fonte: www.laquilablog.it

 

Leggi anche

Piani industriali grandi gruppi bancari = ulteriore impoverimento del territorio.




Bper, via libera Bce all’acquisizione di 532 filiali Intesa Sanpaolo

L’autorizzazione è arrivata il 2 settembre


Bper ha avuto semaforo verde da parte della Bce per rilevare sportelli bancari in eccesso da Intesa Sanpaolo in vista dell’integrazione con Ubi Banca a seguito del successo dell’Opas.

«Bper Banca comunica di avere ricevuto, in data 2 settembre, l’autorizzazione della Banca Centrale Europea all’acquisizione dal gruppo Intesa Sanpaolo del ramo d’azienda costituito da 532 filiali e dai connessi rapporti giuridici, di cui all’accordo comunicato al mercato in data 17 febbraio 2020 come successivamente integrato», è scritto nella nota diffusa dalla banca.

 

Fonte: www.ilsole24ore.it




Piani industriali grandi gruppi bancari = ulteriore impoverimento del territorio.

Da mesi, come Fisac e CGIL L’Aquila, stiamo lanciando il grido d’allarme riguardo l’ abbandono del nostro territorio da parte dei grandi Gruppi bancari. Oggi si sta concretamente verificando quanto da noi paventato.

Un esempio lampante (ma non l’unico) è rappresentato dal piano industriale della BPER e dai suoi effetti nella nostra Provincia, per la quale rappresenta la più importante realtà nel mercato del Credito.
Dal mese di aprile di quest’anno sono circa 30 i lavoratori della Provincia dell’Aquila usciti dall’Azienda, contando anche quelli che cesseranno alla fine del mese di settembre; pur trattandosi di lavoratori che verranno accompagnati alla pensione, il mancato turn-over rappresenta un innegabile impoverimento per il territorio. L’accordo che disciplina gli esodi, datato 29/10/19, prevede 2 nuove assunzioni ogni 10 uscite: ad oggi, a fronte di circa 30 esodati, le assunzioni effettuate in Provincia sono state solo 2. Il timore è che alla riduzione dell’occupazione si accompagni un’ulteriore delocalizzazione verso altri territori, considerati più allettanti dalla Banca: un timore che si estende alle ulteriori uscite previste dal piano fino al 31 marzo 2021.

Segnali in tal senso ce ne sono già diversi. Temevamo da tempo che gli uffici di Viale Pescara si avviassero verso un progressivo smantellamento, sulla scia di quanto già accaduto all’Ufficio Ricostruzione; oggi ci preoccupa apprendere che lavoratori prossimi all’esodo siano stati chiamati a passare le consegne a colleghi che opereranno da altri territori, a riprova dell’intento di spostare il lavoro dalla nostra Provincia.
A giorni l’Azienda dovrebbe comunicare l’elenco delle filiali destinate a chiudere entro la fine dell’anno: abbiamo ragione di temere che il nostro territorio possa essere pesantemente colpito da nuove chiusure, che si aggiungerebbero ai due sportelli che hanno già abbassato le saracinesche nel corso dell’anno, senza contare gli ulteriori tagli in arrivo nel 2021. Non si tratta, purtroppo, di un fenomeno che riguarda la sola BPER: basti pensare alle 4 filiali chiuse in Provincia dal MPS nei mesi scorsi, ed alle prevedibili ulteriori chiusure che saranno prodotte dall’accorpamento di UBI in Banca Intesa o dal previsto ridimensionamento di Banca Popolare di Bari.

Il fenomeno dell’abbandono bancario ha conseguenze gravissime: non rappresenta soltanto una perdita di posti di lavoro ma costituisce un forte limite nell’accesso al credito ed ai servizi bancari da parte delle imprese locali, minandone pesantemente le prospettive di crescita. E’ appena il caso di ricordare che in Provincia dell’Aquila circa due terzi dei Comuni sono sprovvisti di sportelli bancari; la chiusura di una filiale in un comune montano contribuisce in maniera decisiva ad accelerarne lo spopolamento.

Colpisce il fatto che l’importanza della questione sia totalmente ignorata dalla politica locale, che finora si è mostrata del tutto indifferente ai nostri appelli, mostrando di non comprendere quanto il fenomeno contribuisca al declino economico ed anagrafico delle aree interne.

 

CGIL – CDLT L’AQUILA                                                           FISAC/CGIL PROV.LE L’AQUILA
IL SEGRETARIO                                                                       IL SEGRETARIO
FRANCESCO MARRELLI                                                           LUCA COPERSINI

 

Scarica il Comunicato stampa

 

Leggi anche

Perché le banche non vogliono più finanziare le aziende aquilane?




Multati gli ex amministratori Carispaq

Confermate le sanzioni amministrative di Bankitalia per 258mila euro all’ex dg Tordera, al cda e al collegio sindacale.


L’AQUILA. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’Appello di Roma che con decreto del 4 luglio 2017 aveva rigettato l’opposizione proposta dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna spa e da Raffaele Marola, Ettore Barattelli, Aldo Tranquilli, Luciano Cicone, Adriano Rossi, Stefano Fabrizi, Roberto Colagrande, Rinaldo Tordera, Claudio Zaffiri, Pietro Passerini, Donato Lombardi, Franco Pingue, Marco Fregniavverso il provvedimento con il quale la Banca d’Italia ha irrogato sanzioni amministrative per complessivi 258.000 euro all’Istituto di credito, in solido con gli esponenti aziendali, sanzionati nelle rispettive qualità di componenti del consiglio di amministrazione, di direttore generale e di componenti del collegio sindacale della Carispaq (Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila)” che all’epoca dei fatti faceva parte del gruppo Bper.

LA SENTENZA.
La Banca d’Italia, si legge nella sentenza pubblicata ieri “all’esito dell’ispezione svolta nel periodo 8 novembre 2010-4 febbraio 2011, avente ad oggetto la verifica del rispetto della normativa antiriciclaggio ha contestato i seguenti illeciti: A) carenze nell’organizzazione e nei controlli interni da parte dei componenti del cda; B) carenze nei controlli da parte dei componenti del collegio sindacale. A ciascuno dei componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale è stata applicata la sanzione di 18.000 euro, al direttore generale la sanzione di 24.000 euro. A sostegno della decisione di rigetto dell’opposizione la Corte d’Appello di Roma ha evidenziato che la contestazione di scarsa funzionalità delle azioni di contrasto del riciclaggio era supportata dagli esiti dell’attività ispettiva”.

LE MOTIVAZIONI. La Cassazione ha respinto diversi motivi proposti dai ricorrenti a sostegno delle proprie ragioni, motivi sia “tecnici” che di merito. In particolare, scrivono i giudici dell’Alta Corte in relazione al profilo probatorio, “la Corte d’Appello ha evidenziato con rilievi puntuali quanto emerso dall’ispezione, precisando che era mancata l’individuazione dell’effettivo titolare di 1.900 clienti persone giuridiche, pari al 17% del totale; non era stata prestata attenzione alle problematiche sorte nella fase di ricostruzione post-terremoto, che avrebbe richiesto invece l’adozione di strumenti idonei a consentire la tracciabilità dei flussi di danaro confluiti per la ricostruzione; era mancato il funzionamento integrale del Pns (presidio normative specifiche); vi erano state omissioni nei controlli delle movimentazioni, con conseguenti maggiori difficoltà nella tracciabilità del denaro e, in generale, si era riscontrato ritardo nell’identificazione di operazioni sospette. In generale erano state riscontrate frequenti movimentazioni di danaro contante non coerenti con l’attività del cliente di riferimento, e ciò anche nella filiale di Roma che non era coinvolta nell’attività di ricostruzione post-sisma. Si trattava di carenze significative dell’attività di monitoraggio della clientela, tali da rendere concreto il rischio del riciclaggio, e ciò è sufficiente ad integrare le violazioni contestate”.

CARENZE ORGANIZZATIVE. La tesi secondo cui le carenze organizzative sarebbero addebitabili alla società capogruppo”, scrivono ancora i giudici, “della quale gli amministratori e sindaci di Carispaq avrebbero recepito le direttive, è stato superato dalla Corte d’Appello con il richiamo alla disciplina dei gruppi societari, che milita nel senso dell’autonomia delle società coordinate o che fanno parte di gruppi societari, donde la perdurante responsabilità degli amministratori e dei sindaci di ciascuna società per l’attività da essa svolta. Per un verso, quindi, la soggezione alle scelte organizzative della capogruppo non poteva comportare l’esonero da responsabilità di amministratori e sindaci di Carispaq e, per altro verso, la gravità delle disfunzioni organizzative e contabili rilevate era tale da incidere necessariamente sull’efficacia dell’azione antiriciclaggio, donde l’esigibilità di un intervento da parte di amministratori e sindaci di Carispaq finalizzato a riportare la situazione sotto controllo”. La Corte quindi “rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti in solido alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in euro 6.200”.

 

Fonte: wwww.ilcentro.it




Gruppo BPER: BASTA files Excel Fai da Te !

Sono passati solo pochi mesi da quando BPER Banca ha ricevuto la certificazione “TOP EMPLOYER ITALIA 2020”, vedendosi riconoscere come azienda leader nell’ambito delle risorse umane con livelli di eccellenza nelle politiche di formazione e sviluppo e nelle strategie di gestione delle Risorse Umane e una forte attenzione al miglioramento continuo di politiche, processi e iniziative a favore dei dipendenti.

Sono passate solo poche ore dalla pubblicazione e divulgazione dei risultati consolidati di Gruppo al 30 giugno 2020, con manifesta soddisfazione da parte dell’Amministratore Delegato che, nella missiva ai colleghi, confida sul contributo e sulla professionalità di tutti per proseguire su questa strada, ad iniziare dal progetto di acquisizione di un ramo d’azienda dal Gruppo Intesa Sanpaolo.

A fronte di tutto ciò rimaniamo amareggiati e sorpresi del fatto che l’azienda possa permettere la sistematica violazione degli accordi sottoscritti, a livello nazionale e di gruppo, inerenti le politiche commerciali.

Nonostante la recente ri-pubblicazione delle slides dove sono evidenziati i comportamenti virtuosi che le aziende del gruppo BPER dovrebbero tenere, registriamo purtroppo l’invio sempre più frequente di files artigianali dei quali Hub manager, Area manager o Direttori Regionali (con toni anche perentori ed evidenziazioni in grassetto) chiedono la compilazione, con dati puntuali e sul prodotto nonchè sulla futura produzione (forecast) per ogni singolo aggregato.

Non Si Può e Non Si Deve ! 

E’ una violazione degli accordi sottoscritti: il monitoraggio e la verifica dei dati commerciali vanno attuati con modalità strutturata e proceduralizzata.

Tutto ciò provoca ulteriore stress nei colleghi oltre a quello già vissuto per le condizioni lavorative dovute alle carenze di organico e procedurali e per la pandemia. Si acuisce quella dipendenza psicologica nei confronti delle figure di direzione.

Nel comunicare  a tutti i lavoratori che la mancata compilazione di Files abusivi non potrà essere motivo di ritorsioni da parte aziendale, ribadiamo di essere a disposizione per  ricevere le segnalazioni e monitorare la situazione.

In caso di un ulteriore mancato riscontro da parte delle aziende ci attiveremo per definire insieme ai lavoratori ulteriori azioni!


FISAC-CGIL Gruppo BPER




ISP – UBI: le tappe del percorso di integrazione


UN PERCORSO COMUNE CHE CI VEDRA’ IN CAMPO CON COMPETENZA, IMPEGNO E DETERMINAZIONE

Nella giornata di martedì 4 agosto si sono incontrati alla presenza dei Segretari nazionali di riferimento i Coordinatori della FISAC CGIL del Gruppo Intesa Sanpaolo e del Gruppo UBI.

L’incontro avvia il percorso di conoscenza reciproca delle due realtà aziendali che precede l’inizio del confronto negoziale vero e proprio relativo al percorso di integrazione, di cui Intesa Sanpaolo (nell’ambito della presentazione sui Risultati 1° semestre 2020) ha reso note le prossime tappe, fra cui:

Entro metà ottobre 2020 Nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione di UBI Banca
Entro dicembre 2020 Cessione del Ramo bancario a BPER Banca
Entro dicembre 2020 Firma dell’accordo sindacale per le uscite volontarie senza impatti sociali
Entro aprile 2021 Fusione per incorporazione di UBI Banca in ISP e completamento dell’integrazione informatica
Entro dicembre 2021 Completamento dell’integrazione tra i due Gruppi e – ove possibile – integrazione delle fabbriche prodotto UBI Banca
Entro fine 2021 (“appena lo scenario macroeconomico apparirà più chiaro”) Nuovo Piano di impresa

Per l’impegno rilevante che ci attende è indispensabile un’approfondita conoscenza dei rispettivi assetti aziendali e della contrattazione di secondo livello sottoscritta nei due Gruppi. Le trattative che si apriranno in autunno dovranno avere come obiettivo:

  • la tutela dei livelli occupazionali all’interno del settore su tutti i territori coinvolti,
  • la gestione delle ricadute su lavoratrici e lavoratori dei processi di riorganizzazione con particolare attenzione alle esigenze delle persone e al riconoscimento dell’esperienza professionale maturata,
  • il massimo contenimento della mobilità territoriale, con lo spostamento delle attività dove sono i lavoratori
  • un piano di assunzioni per il sostegno e rilancio dell’occupazione su tutto il territorio nazionale,
  • un’armonizzazione contrattuale che garantisca e valorizzi i livelli e le tutele ad oggi conquistate.

Analogo percorso ci sarà con le strutture della FISAC CGIL di BPER, Gruppo a cui andranno 532 filiali (un terzo delle unità produttive della rete di UBI), nonché in relazione alla cessione d iulteriori 17 sportelli che ISP si è impegnata a vendere a “soggetti terzi”. Si tratta di un aspetto “disgregante” dei dipendenti interessati che determina ansia per l’incertezza sul futuro professionale di tante persone. La dichiarata attenzione alle risorse umane espressa dai vertici aziendali di ISP potrà vedere già in quest’ambito un primo banco di prova, in attesa delle più complesse sfide che ci attendono e in cui la FISAC CGIL sarà impegnata con tutte le sue componenti nella tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.

 

FISAC CGIL Gruppo Intesa Sanpaolo

FISAC CGIL Gruppo UBI