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BNL: rischio STRESS? La Banca risolve in 3 minuti

3 - Fisac Cgil

In meno di 3 minuti, un video su echonet ci racconta la valutazione dello stress lavoro-correlato fatta sui dipendenti BNL nel 2021.

Un minuto dedicato alla metodologia utilizzata, un minuto dedicato alle criticità emerse e meno di un minuto per le azioni di miglioramento da intraprendere, azioni totalmente scollegate dai risultati presentati e non condivise con gli RLS.

Emerge un rischio stress lavoro-correlato “globalmente” moderato, ma alto per chi sta al commerciale: i colleghi di rete sono allo stremo e anche la rilevazione aziendale non può fare a meno di registrarlo.

A fronte di ciò quali azioni di miglioramento?

Monitoraggio delle pressioni commerciali improprie e verifica del rispetto del protocollo vigente in materia ? NO

Assunzioni in rete per diminuire i carichi di lavoro? NO

Miglioramento nell’organizzazione del lavoro? È sotto gli occhi di tutti il peggioramento dei processi dopo la recente ristrutturazione.

No, niente di tutto questo: per l’azienda è troppo complicato concedere al lavoratore quello di cui ha veramente bisogno, quella considerazione e attenzione al benessere psico-fisico che chiede ormai da tempo, troppo tempo. Al contrario, è molto più facile convincere il lavoratore che è lui stesso la causa dei suoi mali, inadeguato nella comunicazione, nel comportamento e scarsamente dotato di energie manageriali!

Quindi si somministra, sordamente, la solita cura, corsi di formazione in tutte le salse come panacea per ogni male del lavoratore. La formazione, come azione di miglioramento proposta, e sino ad oggi adottata dall’azienda, anche se utile, si rivela inefficace nel ridurre il rischio di stress legato alle condizioni di lavoro.

E poi, si evidenzia un pericolo tecnostress ancor prima dell’implementazione del “direct” in tutti i mercati: quali sono le azioni di prevenzione e miglioramento previste per questi colleghi? Non è dato saperlo.

Azioni generiche, non mirate ad aiutare chi al lavoro ci sta male e rischia di ammalarsi, perché una lunga esposizione allo stress lavoro correlato porta con sé tante patologie che possono culminare anche nel “burn out” della persona.

Lavoratrici e lavoratori hanno bisogno di un luogo di lavoro sano, con un clima buono, carichi di lavoro adeguati e i giusti strumenti per affrontarli, molto più che dell’ultimo modello di Iphone.

Roma, 19/04/2022

 

Segreterie di Coordinamento Nazionale Gruppo BNL
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN




BNL: se questo è lavoro

3 - Fisac Cgil

Ci stiamo chiedendo da un mesetto oramai, se questo è lavoro, se c’è un limite al peggio, se in fondo al tunnel ve ne sia un altro. Non pensavamo di cadere più in basso di così, eppure pare stiamo sprofondando senza dignità.

La pandemia ci aveva già abituati a certe scene, ci aveva già insegnato che le mele marce sono marce. Perché non approfittare di una pandemia, tragedia assoluta mai vista, e cogliere l’attimo proponendo ai clienti la polizza salute?!

Guerra in corso a un tiro di schioppo da casa nostra e cosa ci dicono? Questo è il momento dell’opportunità, fate investire i vostri clienti!!

Pensavamo qualche tempo fa di averle viste e sentite tutte, eppure pare che i nostri manager siano pieni di risorse e inventiva, ne escogitano sempre di nuove!

I lavoratori non accettano prese in giro a danno della loro dignità, a danno dei clienti!!

Siamo saturi delle pressioni che quotidianamente i gestori, i direttori, gli assistenti, gli analisti, gli addetti tutti sono costretti a vivere, e non basta fare salti mortali per tenere aperte le agenzie, per mandare avanti la baracca… per arrivare a fine giornata senza perdere il senno!

Evitiamo di cadere nel ridicolo con richieste improponibili e fuori da ogni logica: non ricevere i clienti preoccupati per i loro risparmi che ci fanno solo perdere tempo; darsi una mossa con c-ready, attivazione preconto, cuf full, oc prestiti e quant’altro.

E ovviamente se il budget non si chiude a fine giornata è il direttore che non è in grado di gestire le sue risorse e si cazziano risorse e direttori!!!

Noi proponiamo questo: egregi manager, dateci un esempio concreto, illuminateci con la vostra scienza e lungimiranza, scendete a sporcarvi le mani, venite a vedere come si lavora nelle agenzie, nei poli direct,

negli uffici Corporate, SME, analisti, assistenti, addetti MLT, nei CRSC e poi parliamo di produzione!

E dietro l’angolo c’è anche lo spettro del piano ferie…

Cari colleghi, non rischiate la vostra salute per le millemila mail che vi arrivano ogni giorno, con toni più o meno consoni… nessuno si curerà di voi quando decideranno di cedervi all’accenture di turno, continueranno a farci credere che siamo stronger together finché serviamo al padrone, e poi avanti il prossimo!

Cari colleghi, ribellatevi alle pressioni che vi arrivano dall’alto: attenetevi scrupolosamente alla normativa perché nel momento in cui al padrone arriva la notizia di un danno non vi darà alcun sostegno! E se tutto va bene forse arriva la pacca sulla spalla, forse vi ringraziano per il premio certo che riceveranno.

Cari colleghi, ribellatevi al lavoro durante le ferie: non cadete nell’errore di dimostrare responsabilità nel lavoro. Nel momento in cui al padrone arriva la notizia di un danno non vi darà alcun sostegno! E se tutto va bene forse arriva la pacca sulla spalla, forse vi ringraziano per il premio certo che riceveranno.

Cari colleghi, il Sindacato siamo noi tutti e la difesa della dignità nel lavoro passa attraverso tutti noi.

Rivolgetevi al vostro RSA nel caso in cui siete vittime o assistete ad atti di pressione sotto qualunque forma, siano esse commerciali, improprie o di richieste fuori normativa o di lavoro durante il sacrosanto periodo di ferie o permessi di qualsivoglia tipo.

Ai nuovi, vecchi manager, alle risorse umane (esistete ancora o siete state esternalizzate?), chiediamo un incontro immediato per parlare di tutti i problemi che stanno creando a chi lavora, a chi ogni giorno ci mette la faccia per arginare e superare i numerosi ostacoli che trova lungo il cammino.

 

Fisac BNL Toscana e Umbria

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BNL: la banalità del male

 

 

 




BNL: la banalità del male

3 - Fisac Cgil

BNL

Questo l’invito ricevuto dalle colleghe e dai colleghi del mercato individuals per il giorno 2 marzo 2022. Si parla di opportunità.

Questo l’invito ricevuto dalle colleghe e dai colleghi del mercato individuals per il giorno 2 marzo 2022. Si parla di opportunità.

  • Migliaia di morti.
  • Migliaia di sfollati.
  • Migliaia di uomini, donne, bambini, anziani in fuga. Senza più una casa, senza più un futuro.
  • Migliaia di essere umani che invece dei propri sogni, della propria serenità, della propria voglia di vivere, hanno di fronte nient’altro che macerie, il terrore e l’orrore della guerra.

Lo spettro di una guerra che aleggia sull’Europa, l’angoscia di poter rivivere quegli eventi letti sui libri di storia che pensavamo non avessero più spazio nei nostri confini – anche se non possiamo dimenticare che sono la realtà di tante altre parti del mondo, di cui spesso fatichiamo a prendere consapevolezza.

Migliaia di famiglie che rischiano di non potersi più permettere di pagare le bollette a causa dei rincari del gas e dell’elettricità. Persone che rischiano di oltrepassare quella soglia di povertà che demarca il confine fra il vivere dignitoso e una condizione esistenziale drammatica.

Tutto questo, per chi scrive l’ignobile testo riportato sopra, rappresenta SOPRATTUTTO un’opportunità. Con la mente sembra di tornare a quegli imprenditori che si felicitavano per il terremoto dell’Aquila, che gli avrebbe dato modo di ingrassarsi ancora di più con nuovi appalti e nuove commesse. Sciacalli che banchettano sulle rovine insanguinate delle tragedie umane.

Avremmo voluto gridare “vergogna” a chi, sia un singolo o una funzione, abbia partorito questo spregevole messaggio.

Ma sarebbe stato fiato sprecato: chi non ha dignità, chi non ha empatia, chi non ha neanche quel briciolo di sensibilità che gli suggerisce di tacere di fronte alla morte di un essere umano, non ha spazio neanche per la vergogna. Ha spazio solo per quella ricerca vuota di profitto senza etica, che è propria degli spiriti mediocri e senza prospettiva di crescita.

Persone come queste non dovrebbero trovare alcuno spazio in una banca che si professa etica, socialmente responsabile e che da anni sostiene iniziative come Telethon.

Così, ci rimane solo l’umano sconforto di dover percorrere gli stessi corridoi e poggiare i nostri piedi sulle loro orme.

 

Segreterie di Coordinamento Nazionale Gruppo BNL
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN




Banche, in tre anni spariranno altre 2.500 filiali

Nei prossimi le principali banche italiane dovrebbero chiudere complessivamente 2.500 filiali, portando il numero complessivo ampiamente sotto le 20.000 unità. Effetto della digitalizzazione che allontana i clienti dagli sportelli e delle fusioni che spingono le banche a fare sinergie riducendo le sovrapposizioni territoriali. Un fenomeno — quello della chiusura degli sportelli sulla spinta di Internet — cominciato circa dieci anni fa: nel 2012 erano circa 33.000, mentre alla fine del 2020 le filiali erano già scese a 23.480.

La tendenza sta continuando: nel 2021 la sola Intesa Sanpaolo ne ha chiuse 450 e — secondo il Sole 24Ore che ha pubblicato oggi i dati — è ragionevole supporre che il totale dei tagli agli sportelli abbia superato ampiamente quota 1.000. E i piani industriali presentati hanno tutti un taglio delle filiali.

I piani industriali

Nel prossimo triennio — sulla base dei piani industriali approvati da Intesa Sanpaolo, UniCredit, BancoBpm e Bnl-Bnp Paribas — sono previste almeno 1.643 chiusure. Altri si aggiungeranno molto probabilmente con i nuovi piani industriali di Bper — che ha appena deciso di acquisire Carige (e arriveranno probabilmente altri tagli), di Crédit Agricole Italia e soprattutto di Mps che dovrebbero portare il saldo totale delle chiusure programmate nei dintorni delle 2.500 unità (che vanno ad aggiungersi alle 2.000-2.500 già chiuse nel biennio 2020-2021). Nel 2024 complessivamente si arriverebbe a circa 7 mila sportelli in meno rispetto al 2019, attorno a quota 17.000.

L’effetto sul personale

Questa riduzione della banca «fisica» ha effetti anche sul personale, che inevitabilmente viene ridotto. Il sistema bancario ha comunque gestito con responsabilità con accordi sindacali che si basano su prepensionamenti e volontarie incentivate cui corrispondono nuove assunzioni nel rapporto di un giovane ogni due persone uscite. Banche e sindacati — evidenzia Il Sole 24Ore — hanno concordato inoltre la riqualificazione professionale di alcune decine di migliaia di ormai ex “sportellisti” bancari (8.000 nella sola Intesa Sanpaolo) a nuove mansioni. Vanno anche considerate nel conto anche le altre banche più piccole o specializzate, come per esempio la nuova Isybank che sarà lanciata da Intesa Sanpaolo.

 

Fonte: Corriere.it




BNL: il re è nudo

3 - Fisac Cgil

L’azienda dichiara conclusa la procedura relativa alla cessione dei 7 rami del back office senza alcun accordo.

Consapevoli della propria inadeguatezza a gestire anche questa trattativa, i vertici di BNL e i consulenti cui si sono affidati cercano goffamente di scaricarne sul Sindacato l’esito.

  • Il tentativo di svuotare di contenuto e di diritti anche l’istituto del distacco, da noi richiesto per evitare la cessione, unitamente alla volontà di ricorrere ad una previsione normativa (art. 8 del Decreto Sacconi) con il duplice scopo di camuffare le cessioni da distacchi e di evitare le cause;
  • l’intento, reiterato, di impedire ai lavoratori ceduti di far valere in giudizio i propri diritti;
  • la goffa inettitudine nello svolgimento dell’iter procedurale con cui hanno cercato di delegittimare gli organismi sindacali aziendali:

queste sono le vere cause del fallimento nella ricerca di ogni possibile soluzione condivisa.

Ancora una volta più attenti a rifuggire dalle proprie responsabilità che a ricercare soluzioni reali per le colleghe ed i colleghi coinvolti dalle decisioni dell’azienda, nonostante tali scelte aziendali siano state fin da subito da noi denunciate e contrastate in quanto scellerate nei loro intenti e nei loro esiti sul personale, questo gruppo dirigente tenta di “salvare la faccia” attraverso una narrazione faziosa di quanto avvenuto nel corso della trattativa.

Sarà cura di queste Organizzazioni Sindacali rendere conto del proprio operato alle lavoratrici ed ai lavoratori di BNL, con precisione, senza omissioni, allusioni o mistificazioni, assumendosi le proprie responsabilità ed incontrandoli al più presto nelle assemblee.

Roma, 25/02/2022

 

 

Segreterie di Coordinamento Nazionale Gruppo BNL
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN




BNL: verso la rottura definitiva


 

COMUNICATO STAMPA

BANCHE: BNL, SINDACATI VERSO LA ROTTURA DEFINITIVA
Le segreterie nazionali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin contro la cessione dei lavoratori:
«Senza una inversione di rotta radicale, la procedura si chiuderà senza accordi, continueranno le
vertenze e si darà avvio alla stagione delle cause»

 

Roma, 16 febbraio 2022.

«Dopo cinque giorni di inutili riflessioni, l’azienda si è ripresentata al tavolo delle trattative con lo stesso provocatorio atteggiamento che ha tenuto fin dall’inizio di questa incresciosa vicenda, proponendo ancora una volta al sindacato il superamento, se non la violazione, di norme, di leggi e di contratto, finalizzato a mascherare con un fittizio distacco quella che resta una cessione di lavoratori sempre osteggiata dal sindacato, che ha cercato in tutti i modi di trovare una soluzione alternativa alla cessione dei lavoratori: strada possibile attraverso l’uso di un distacco reale che avrebbe consentito la realizzazione della partnership mantenendo i lavoratori all’interno del perimetro aziendale. Si va, pertanto, verso la rottura definitiva».
Lo scrivono in un comunitario unitario le segreterie nazionali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin. «Ma l’unico vero scopo per Bnl è snaturare del tutto l’istituto del distacco al fine di impedire o depotenziare le legittime azioni legali dei lavoratori espulsi dal gruppo. Azioni legali che, con questo atteggiamento di Bnl, una volta di più appaiono inevitabili e che oltre a Bnl, impatteranno fortemente su Accenture» continuano i sindacati.

«La volontà di ricorrere all’articolo 8 del decreto “Sacconi” con l’applicazione, per la prima volta nel settore, dei contratti di prossimità, rende evidente il malcelato fine di Bnl. Il rifiuto, inoltre, di parlare di un riconoscimento al personale per i sacrifici di tanti anni, un piano industriale mai condiviso che impatta pesantemente sul lavoro, il tentativo di impedire il ricorso alle vie legali anche per i lavoratori dell’IT ceduti a Capgemini, stanno mettendo una autentica pietra tombale ad una trattativa che, fin dall’inizio, è stata motivo di scontro sul piano dell’impatto economico, organizzativo, commerciale, e, da parte aziendale, anche ideologico e culturale. Il sindacato non può che rispedire ancora una volta al mittente tutta l’operazione ritenendola irricevibile e offensiva per i lavoratori di BNL e di tutto il settore. Senza una inversione di rotta radicale, la procedura si chiuderà senza accordi, continueranno le vertenze e si darà avvio alla stagione delle cause, non solo in Bnl ma anche in tutte le aziende coinvolte» osservano Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin.




BNL: “fLOP Employer”, restituire il premio

 

Leggiamo l’ultima indecente e inopportuna vanteria aziendale sul sito di BNPP che mostra il certificato ottenuto di TOP EMPLOYER EUROPE (“Eccellente datore di lavoro in Europa”) che riguarda anche l’Italia con il “TOP EMPLOYER ITALIA 2022”.

Il premio ovviamente è dato in base ai parametri del 2021 riguardanti l’inclusione, le opportunità e lo sviluppo delle carriere e l’attenzione al benessere, anche fisico, dei dipendenti.

Chiediamo a BNPP e a BNL, riguardo al benessere fisico, se il merito da “TOP Employer” sia dovuto alle disinfezioni dei locali, che giungono, nonostante le numerose segnalazioni, dopo giorni da quando è stato segnalato il collega allettato dal covid, ovvero quando ormai il virus si è ormai degradato da solo!

Soldi ben spesi davvero… saranno quelli del nostro VAP?

Chiediamo anche se il merito ci sia stato perché in alcune agenzie mancava e manca il disinfettante per le mani, come nei primi terribili mesi di pandemia o se per il solo giorno al mese di lavoro da casa concesso. O per i buoni pasto tolti a chi invece deve stare necessariamente in smart perché lavoratore fragile.

O forse l’azienda l’ha vinto perché, mentre altre banche per le agenzie hanno posto o mantenuto l’accesso per appuntamento o un limite congruo agli ingressi nel 2021, noi eravamo invece sempre i più aperti e inclusivi…verso il covid?

Chiediamo che “film hanno visto alla radio”, che narra le travolgenti carriere e i ricompensati meriti dei lavoratori italiani del gruppo: quali vaste opportunità e professionalizzazioni si trovino nei demansionamenti, nell’essere ceduti, nel veder chiusa la propria agenzia o ufficio!!! Quanti sorrisi di colleghi hanno accolto queste gioiose notizie, per ricevere e aver la faccia di accettare una tale strabiliante certificazione di “TOP Employer“?

Ma soprattutto, quanta frustrazione viene prodotta dalle continue pressioni commerciali anche durante le ondate pandemiche, che pesano sullo stato psichico dei colleghi e sul loro rendimento… come i tanti casi di stress da lavoro correlato testimoniano! Proprio un certificato ben attribuito!

Infine l’azienda “TOP EMPLOYER 2022” è quella che ha tentato di non far scioperare i suoi “amatissimi” dipendenti, fallendo davanti al Diritto. Voleva impedire l’annullamento delle ferie ai dipendenti che intendevano risultare in sciopero e ha fatto due temerari ricorsi, miseramente falliti, contro lo sciopero del 24 gennaio.

A tutte queste evidenti domande aggiungiamo dunque perentoria una richiesta:

BNPP RESTITUISCA IL CERTIFICATO DI TOP EMPLOYER 2022 !!!




BCC: Green Pass in banca, misure di prevenzione e tutele

INCONTRO FEDERCASSE SU AGGIORNAMENTO NORMATIVA COVID
ACCORDO INTEGRAZIONE PROTOCOLLO COVID
Green Pass in Banca, Misure di prevenzione e Tutele

Nella giornata di venerdì 28 gennaio 2022 le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno sottoscritto con Federcasse un accordo di integrazione del “Protocollo condiviso del Credito Cooperativo in tema di misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19”.
L’accordo è stato raggiunto al termine di cinque giornate di confronto serrato tra le Parti, con riferimento alla situazione pandemica Covid-19 in atto e alle disposizioni di aggiornamento della normativa specifica; il Sindacato ha fortemente ricercato una condivisione sulle soluzioni da adottare in risposta all’elevata diffusione dei contagi e alle successive novità governative con le conseguenti ricadute organizzative, operative ed economiche poste a carico delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Credito Cooperativo.

Come Organizzazioni sindacali abbiamo sollecitato in particolare un rafforzamento delle misure di protezione e di contrasto alla diffusione del virus, la regolamentazione degli accessi per l’utenza, chiare modalità relative ai controlli del Green Pass alla clientela e un’attenzione specifica per le situazioni di assenze per quarantena.

L’accordo sottoscritto, che ha valenza dal 1° febbraio al 31 marzo 2022, con uno step di verifica tra le Parti a fine febbraio, conferma l’importanza e la piena applicazione delle misure previste nel Protocollo 7 maggio 2020, con particolare riferimento al mantenimento del distanziamento interpersonale, dell’adeguata pulizia e sanificazione dei locali, dell’uso del gel igienizzante e delle mascherine, con utilizzo del tipo FFP2 fornite dalle Aziende.
Viene altresì ribadito che il ricorso al lavoro agile costituisce strumento di prevenzione del contagio nei luoghi di lavoro e anche di tutela per i soggetti cd “fragili”.

In merito alla verifica del Green Pass per l’accesso del pubblico in Banca, prevista a partire dal 1° febbraio, l’accordo prevede quanto segue: ogni Banca comunicherà alla clientela l’obbligo di tale certificazione, fornirà al personale le indicazioni sulle modalità di controllo, da effettuare a campione e ove possibile con dispositivi automatici (quali ad esempio totem) o personale esterno. Qualora tale incarico sia demandato ai dipendenti, con utilizzo preferibilmente di strumenti aziendali, verrà tenuto in considerazione l’impegno temporale richiesto ai fini delle altre attività assegnate senza ripercussioni di profilo disciplinare per lo svolgimento di tale compito.
A fronte di eventuali situazioni di tensione con la clientela in fase di controllo, sono previste modalità di coinvolgimento delle forze dell’ordine.

In ordine alle misure organizzative, sulla base della suddivisione a “colori” delle regioni a seconda del grado di rischio, si prevedono interventi diversificati: nelle zone rosse l’accesso della clientela è su appuntamento – fatte salve solo le operazioni di cassa non differibili – mentre nelle zone arancioni l’appuntamento è limitato alle operazioni di consulenza.
Le missioni e la formazione in presenza saranno soggette a sospensione o forte limitazione sia nelle zone rosse che arancioni; nelle zone bianche e gialle si osserveranno i criteri di limitazione degli ingressi su contingentamento massimo.

Viene prorogata la possibilità di svolgimento delle assemblee sindacali da remoto per tutto il 2022.
Per quanto riguarda la gestione delle assenze per “quarantena precauzionale” e “autosorveglianza”, derivanti da contatti stretti con una persona positiva al Covid-19, anche al fine della conservazione della retribuzione, le Aziende favoriscono il ricorso al lavoro agile e/o alla formazione a distanza, per il tempo strettamente necessario.

Infine, le Parti confermano l’importanza del ruolo della Commissione Nazionale permanente e dei Comitati Aziendali, per un monitoraggio costante sulla gestione della situazione pandemica, e mantengono l’impegno ad incontrarsi tempestivamente, comunque entro la metà del mese di marzo 2022, per confrontarsi all’evoluzione del quadro generale sulla materia.

Un accordo che riteniamo fortemente “distintivo” del settore, che dà risposte concrete alle Lavoratrici e ai Lavoratori del Credito Cooperativo che grazie al loro impegno hanno costantemente garantito un servizio di primaria importanza per le comunità, i territori e le famiglie. Questo nonostante i potenziali rischi e le difficoltà concrete con cui si misurano nella loro prestazione lavorativa quotidiana.

Roma, 29/01/2022

 

LE SEGRETERIE NAZIONALI
FABI FIRST/CISL FISAC/CGIL UGL CREDITO UILCA

 

Accordo FEDERCASSE 28 gen 2022

 




BNL: Più uniti e più forti!

3 - Fisac Cgil

Cresce la partecipazione allo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici della BNL, sempre più convinti delle ragioni della mobilitazione. sempre più forte la determinazione a salvare l’integrità della nostra Azienda e la volontà di tutti di non arrendersi ad un piano industriale scellerato

Persino gli stitici dati aziendali, comunicati in modo che non si possa ricostruire un dato complessivo di quanti lavoratori hanno scioperato, quanti hanno lavorato e quanti erano assenti per altri motivi, unitamente all’ambiguità sul computo dei colleghi in smart working, confermano ampiamente che la seconda giornata di sciopero dei lavoratori della BNL, proclamata contro le aberrazioni di questo piano industriale, ha fatto segnare un sostanzioso incremento delle adesioni.

Un risultato spinto in avanti dalla crescente consapevolezza delle lavoratrici e dei lavoratori della banca, di quale sia la reale posta in gioco, senza distinzione tra Rete e Direzione Generale.

Questo gruppo dirigente deve ancora una volta interrogarsi sulla propria inadeguatezza a gestire una transizione delicatissima.

Una dirigenza che invece di traghettare una azienda tradizionalmente coesa e orgogliosa di sé nella complessità del mondo digitale, sta lavorando per dividere e minare le basi della coesione aziendale e per traghettare in scatole e scatolette dall’incerto destino lavoratori e lavorazioni.

La risposta della comunità aziendale di BNL è stata ancora una volta all’altezza della sfida e coerente con la propria storia centenaria.

Solidarietà da tutto il settore, e non solo, per un comune destino, spirito di sacrificio e senso della responsabilità collettiva! Con questi presupposti ci avviamo alla nuova procedura ed al confronto con l’Azienda.

Roma, 25-01-2022

 

Segreterie di Coordinamento Nazionale Gruppo BNL
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN




BNL: lo sciopero non si tocca

Ancora una volta respinto l’attacco al diritto di sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori di BNL

Nonostante, infatti, l’azienda abbia provato in ogni modo ad impedire il nuovo sciopero, non ci è riuscita NEANCHE STAVOLTA!!!

È stato inutile per la banca ricorrere alla Commissione di Garanzia una prima volta e successivamente presentare una seconda opposizione.

Rispettate da parte nostra le ulteriori indicazioni della Commissione, RESTA LA PIENA LEGITTIMITÀ della proclamazione del nostro sciopero del prossimo lunedì 24 gennaio.

Lo sciopero, dunque, è confermato.

Non saranno i capziosi cavilli giuridici con cui BNL si diletta a vanificare l’azione di protesta. Proseguiamo con la mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici di BNL!

In questo modo assicuriamo a tutti i colleghi di far sentire la propria voce in un momento difficile come questo, e in risposta a questo atteggiamento aziendale che, oramai è palese, tenta in ogni modo di fermare una legittima e doverosa protesta. Invano!

Roma, 21/01/2022

 

Le SEGRETERIE NAZIONALI

Le SEGRETERIE DI COORDINAMENTO GRUPPO BNL

FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN


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