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BNL: passati i 50 giorni, chiusa la procedura di confronto sindacale

3 - Fisac Cgil

Non ci siamo caduti!

 

Il 23 novembre sono scaduti i termini di legge per giungere ad un accordo sindacale in merito alle procedure di riorganizzazione.

Per la prima volta in BNL si chiude la procedura senza accordo sindacale.

L’azienda ha lasciato scadere i termini, di fatto scaricando sulle lavoratrici e i lavoratori “la colpa” di questa risultanza, magari pensando di aver dato una apertura a trattare…
Come se la proposta fatta dai vertici aziendali non fosse inaccettabile e addirittura provocatoria:

♦ trattare diversamente lavoratori di IT (per i quali non ci sarebbe altro destino che lavorare in altra azienda) e quelli del PAC (non escludendone la possibilità di ricorrere ai distacchi – ma nemmeno includendola);

♦ chiedere alle organizzazioni sindacali di trovare il modo per cui un distacco possa essere in tutto e per tutto assimilabile nella disciplina contrattuale, alla cessione (di fatto chiedendo moltissime deroghe);

♦ chiedere alle lavoratrici e ai lavoratori di “trovare” (vedi CACCIARE FUORI) 7 milioni di Euro l’anno per colmare la differenza di costo dell’operazione di Distacco rispetto a quella desiderata di cessione.

Le lavoratrici e i lavoratori nelle assemblee che si stanno proclamando in tutte le piazze avranno modo di esprimere il loro disappunto verso questa azienda aderendo alle forme di lotta che sceglieremo di intraprendere.

E hanno pure dovuto pagare profumatamente un “advisor” per arrivare a questo risultato! Complimenti!

Roma, 25/11/2021

Segreterie di Coordinamento Nazionale Gruppo BNL
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN


3 - Fisac Cgil

Alla cortese attenzione del
Dott. Angelo Di Cristo
Head of Department
UNI Finance Global Union

Oggetto: Richiesta di sospensione di trattativa con il gruppo BNP Paribas a tutti i livelli

Le scriventi organizzazioni sindacali FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL, UILCA e UNISIN, affiliate ad UNI Global Union, intendono sensibilizzare UNI sulla vicenda che sta investendo una delle aziende del settore credito e finanza italiani che ha sempre vantato delle ottime relazioni sindacali che hanno consentito alla Banca Nazionale del Lavoro (BNL), di proprietà del gruppo francese BNP Paribas, di attraversare momenti critici senza lasciare per strada nemmeno una collega o un collega, anzi andando anche contro tendenza e internalizzando intere aziende di servizio proprio per quella idea inclusiva, che le Organizzazioni Sindacali hanno sempre avuto.

Quello che sta succedendo in BNL è qualcosa che svilisce il confronto sindacale in un paese con un’altissima adesione alle Organizzazioni Sindacali e in un momento dove il fondamentale lavoro di “corpi intermedi” rischia di essere pericolosamente messo da parte.

Il piano industriale, in sintesi, prevede la chiusura di 135 agenzie di vendita su 705 totali e l’esternalizzazione di 830 lavoratrici e lavoratori (su 11.800), con la sola crescita di agenti di vendita non dipendenti.

L’atteggiamento arrogante della proprietà è evidente: privarsi di 830 lavoratrici e lavoratori non per coprire delle perdite o per ripartire, ma per aumentare i profitti a scapito della buona occupazione ed in nome della remunerazione del capitale, è qualcosa che non possiamo accettare da una azienda in ottima salute, peraltro ripartita grazie ai sacrifici fatti da tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori nel precedente piano industriale (2017-2020), anche con giornate di solidarietà.

Per questo chiediamo a Uni Finance di prendere una decisione netta e di dare il giusto segnale a chi lo voglia ricevere.

Oggi il sindacato non si fa più solo negli stabili delle direzioni, o nelle agenzie, ma anche a livello internazionale per contrastare al meglio queste multinazionali che pensano ad una realtà “diffusa” che esiste solo nella loro testa.

Sicuri di un riscontro positivo porgiamo i nostri più sentiti saluti.

Roma, 25 novembre 2021

I Segretari di Coordinamento di Gruppo BNL

Luigi Mastrosanti (FABI)
Valerio Maurizio Fornasari (First Cisl)
Martina Braga (Fisac Cgil)
Andrea D’Orazio (UILCA)
Tommaso Vigliotti (Unisin)


 

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BNL: a breve il via alle assemblee

 




BNL: a breve il via alle assemblee

3 - Fisac Cgil

Vi comunichiamo che a breve intraprenderemo il percorso assembleare su tutto il territorio nazionale al quale seguiranno diverse iniziative di protesta e di mobilitazione.

Fondamentale sarà la partecipazione di tutte/i voi in quanto, il Piano Industriale di questa azienda avrà ripercussioni su tutte/i le/i dipendenti e non solo su quelli che sono oggetto di esternalizzazioni !

A questi ultimi ci rivolgiamo comunicando che nella giornata odierna, le Segreterie Nazionali di FABI, FIRST CISL, FISAC CGIL, UILCA e UNISIN hanno dato mandato ai loro legali di definire un percorso finalizzato alla tutela di tutte/i colleghe/i qualora e dopo che saranno iniziate ed esaurite le relative procedure sindacali disciplinate dall’art. 47 della legge n.428/1990, si rendesse necessario l’intervento dei legali a sostegno di coloro che saranno interessati dalle cessioni.

Riteniamo assolutamente inopportuno che si avviino riflessioni legali in assenza di elementi certi che si avranno solo al momento dell’apertura della procedura e che, fino ad allora, rischiano di confondere o di restare solo supposizioni legali fantasiose.

Pur non trascurando nulla, precisiamo inoltre che, in questa fase l’obiettivo unitaria- mente condiviso di tutte le sigle sindacali è quello di far fare un passo indietro all’Azienda sulle esternalizzazioni, e non quello di preparare cause legali al momento del tutto pre- mature, non essendosi concretizzate le operazioni di cessione.

A tutte e tutti i dipendenti Bnl: partecipate alle assemblee e alle iniziative di mobilitazione! È l’unica strada per far sentire la propria voce.

Roma, 17/11/2021

 

LE SEGRETERIE NAZIONALI
FABI  FIRST CISL  FISAC CGIL  UILCA  UNISIN

 

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BNL: uno scontro senza precedenti




BNL: uno scontro senza precedenti

3 - Fisac Cgil

Questi vertici, chiusi a qualsiasi dialogo e che considerano i propri lavoratori oggetti di scambio e il nostro Parse terra di conquista, stanno assumendo la grave responsabilità di portare l’intero Gruppo ad uno scontro senza precedenti.

Complicato ed economicamente non conveniente” : con questa semplice e laconica dichiarazione la BNL scarta la proposta sindacale di individuare un percorso alternativo che mantenga i lavoratori all’interno del perimetro del gruppo.

In un clima di totale sordità da parte aziendale si è concluso il quarto incontro sul piano industriale di BNL. L’azienda, ancora una volta, non ha dato risposte concrete ad un problema che va ad impattare in maniera pesante sulla banca e sull’intero settore del credito, creando uno spezzatino indecifrabile e talmente fluido dove nel tempo potrà essere inserita qualsiasi altro tipo di lavorazione per essere poi ceduta.

Rimaniamo fortemente delusi e contrariati dall’atteggiamento di totale chiusura a qualsiasi ragionevole soluzione, rispetto ad una iniziativa unilaterale che crea diffusa precarietà occupazionale e che investirebbe in modo grave ed irreversibile tutto il settore, con serie ripercussioni, conseguenze e reazioni, dal punto di vista giuridico, contrattuale, normativo, professionale, sociale oltre che umano.

 

Ci rendiamo conto che in BNL il clima di relazioni industriali è cambiato; altro che la “concertazione” prospettata dall’AD alle Organizzazioni Sindacali e trasmessa ai lavoratori.

Oggi questa parola resta senza alcun senso e suona tanto come una autentica provocazione. Avevamo dato tanta importanza e speranza a questo incontro e invece ci siamo trovati di fronte una squadra che invece di giocare la partita, ha preferito ancora una volta buttare la palla in tribuna chiedendo al sindacato di trovare soluzioni che però siano compatibili con gli obiettivi economici, organizzativi, gestionali che questa azienda si è caparbiamente prefissata.

Il sindacato ha più volte cercato di spiegare con chiarezza e con ferma determinazione, l’impossibilità di seguire l’azienda sull’idea di espellere dal perimetro del gruppo il 10% della forza lavoro frazionato in 8 piccoli comparti tutti da verificare nella loro funzionalità e autonomia e di cui ancora ad oggi, è stata fornita solo una nebulosa informazione più che altro numerica e geografica.

Un’azienda che nella presentazione enfatica dell’AD Goitini ha elencato una serie di dati molto positivi che pongono il gruppo ai primi posti per redditività ed efficienza, faceva sperare nel mantenimento della promessa di restituire ai lavoratori, veri artefici dei risultati, il frutto dei tanti sacrifici profusi in questi anni. Invece, l’intero piano industriale, in una ossessiva ricerca di risultati economici, impacchetta servizi e lavoratori (ai quali sicuramente ne seguirebbero altri) per cederli, a società industriali, riducendo i bancari ad una riserva in via di estinzione, prelude ad un impatto penalizzante su tutto il gruppo, rete compresa, sulla quale gravano pesanti ricadute in termini di mobilità, di demansionamento, di professionalità, di aumento di responsabilità a seguito della preannunciata riorganizzazione.

 

Le Organizzazioni Sindacali, non condividendo minimamente l’iniziativa aziendale, avevano posto la condizione di proseguire il confronto individuando soluzioni alternative e condivise che mantenessero all’interno di BNL tutti i lavoratori interessati, facendo ricorso a tutti gli strumenti già esistenti nel settore. Dobbiamo invece registrare una chiara ed ennesima chiusura a qualsiasi ragionevole proposta.

Ad oggi non vediamo altre alternative se non le capillari assemblee informative del personale di tutto il gruppo, rete compresa, la eventuale proclamazione dello stato di agitazione e , l’inevitabile ricorso ad un contenzioso giudiziario che vedrebbe coinvolti I lavoratori e sindacato oltre al rifiuto da parte del sindacato di continuare ad avere rapporti e/o sottoscrivere accordi o piani industriali penalizzanti per i lavoratori con un gruppo che fa della negazione al dialogo l’unico strumento di finta negoziazione.

 

Roma, 10/11/2021

Le SEGRETERIE NAZIONALI

Le SEGRETERIE DI COORDINAMENTO GRUPPO BNL
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN




BNL: trattativa appesa a un filo

3 - Fisac Cgil

Piano industriale BNL: quando il piano È la ricaduta…

Venerdì nei locali di Palazzo Orizzonte Europa le Organizzazioni sindacali hanno incontrato la delegazione aziendale per il secondo incontro previsto per la procedura di cui all’art. 17 per la riorganizzazione aziendale.
L’azienda ha iniziato fornendo alcune risposte ai quesiti posti dalle Organizzazioni Sindacali nel corso del primo incontro del 5 ottobre, inerenti gli aspetti critici dei due filoni della riorganizzazione.

Rispetto alla riorganizzazione della rete commerciale, che ricordiamo prevede la chiusura di 135 agenzie con conseguente mobilità geografica e funzionale, secondo il desiderio aziendale anche in deroga all’art. 2103 c.c. (e quindi parliamo di demansionamento), il Vice Direttore Generale ha affermato che 298 colleghe e colleghi cambieranno ruolo.

In merito allo stato di attuazione del piano di assunzioni connesso alle campagne Quota 100, l’azienda ha fornito dei dati che hanno sollevato notevoli dubbi da parte sindacale ed una immediata richiesta di ulteriore approfondimento in apposita sede.

Per quanto riguarda il perimetro IT coinvolto nell’ipotizzata operazione di cessione, il Chief Operating Officer ha specificato che la sede di lavoro prevista per la NewCo che dovrebbe contenere il personale IT sarà Via degli Aldobrandeschi 300.

Le Segreterie Nazionali delle Organizzazioni Sindacali hanno espresso unitariamente la propria indisponibilità a proseguire il confronto sulla riorganizzazione, avendo le cessioni di oltre 830 colleghe e colleghi (oltre a quelli di Axepta) che incombono: l’azienda ha un piano B per attuare le misure contenute nel suo piano industriale e nella sua riorganizzazione senza procedere all’esternalizzazione di 830 lavoratori e alla loro espulsione dal perimetro del gruppo?

A questa ennesima sollecitazione l’azienda ha avuto bisogno di ritirarsi per riflettere sulla risposta da dare ai lavoratori e alle lavoratrici di BNL, visto che da ormai 5 mesi è ben chiaro a tutti che le Organizzazioni Sindacali non intendono avallare manovre incomprensibili che, attraverso la riduzione della forza lavoro, impoveriscono l’intera azienda.
La risposta è stata: “questa per noi rimane la miglior soluzione per attuare quanto ci siamo prefissati e per i lavoratori”.

L’azienda, dunque, è disponibile esclusivamente ad un confronto sulle ricadute di queste operazioni di cessione.
Le Organizzazioni Sindacali hanno interrotto l’incontro perché, in un’azienda sana, restano per noi impercorribili strade che sacrificano il 10% dell’occupazione.
Le distanze restano Siderali!

Il Sindacato è contrario ad ogni operazione di cessione e le uniche ricadute che intende gestire sono quelle che possano consentire alle persone di rimanere in azienda e nel gruppo.
Il sindacato, perciò, si riserva di comunicare all’azienda le proprie determinazioni dopo una approfondita riflessione.

Roma, 18/10/2021

 

Segreterie di Coordinamento Nazionale Gruppo BNL
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN




Banche sempre più libere, Abruzzo sempre più povero: il 24 settembre protestiamo davanti alla Regione Abruzzo

Segreterie Regionali Abruzzo Molise

 

PRESIDIO DI FRONTE LA SEDE DELLA REGIONE ABRUZZO
(piazza Unione –Pescara)
24 Settembre 2021,ore 10,00-12,30

 

Le banche sempre più libere, l’Abruzzo sempre più povero

 

MONTE DEI PASCHI-UNICREDIT, BANCA POPOLARE DI BARI, B.N.L., BPER, BANCA ISP
si ristrutturano a danno del territorio e le comunità locali non hanno presìdi bancari

 

Banca M.P.S.: Sciopero nazionale, il 24 settembre ,delle lavoratrici e dei lavoratori che temono conseguenze per i livelli occupazionali, per le filiali che saranno cedute o chiuse in molti comuni, e per il mancato confronto col MEF, che non incontra le OO.SS. per l’ipotesi di fusione con Unicredit.

Banca Popolare di Bari: La più grande banca regionale del Centro Sud, che ha acquisito le banche regionali Banca Tercas e Banca Caripe, inizia la sua avventura di nuova Banca pubblica, dedicata al Mezzogiorno, chiudendo la maggior parte delle filiali in una delle regioni del Mezzogiorno.

BPER Banca: Ha incorporato ben tre banche locali (BLS, Carispaq e Serfina Banca) con conseguenti gravi impatti sulle economie locali – in termini di occupazione e di indotto -, e acquisito gli sportelli ex Unipol ed ex UBI ;sceglie di seguire l’esempio dei maggiori istituti bancari e di ridurre ulteriormente sportelli e dipendenti.

BNL: Le lavoratrici e i lavoratori protestano contro il progetto di cessione di numerose lavorazioni e di circa 900 lavoratori e contro la chiusura di 150 agenzie su tutto il territorio nazionale, per mera riduzione dei costi, pur essendo BNL un’azienda in ottima salute. Continua lo spostamento del baricentro dell’azienda verso le zone più ricche del Nord Italia.

BANCA INTESASANPAOLO: La riorganizzazione, conseguente la fusione ,tra Banca ISP ed Ubi si sta palesando come fortemente deleteria a scapito delle lavoratrici e dei lavoratori, e produrrà numerose chiusure, anche di Filiali “storiche”, ubicate in Comuni di alto valore simbolico.

I gruppi bancari nazionali operano in una logica di “profitti da commissioni, e tutto ciò fa pensare a politiche aziendali di breve/brevissimo periodo. La raccolta e le masse creditizie, per finanziare le imprese locali, scarseggiano sempre di più.

Aumentano i Comuni senza più uno sportello bancario, rendendo ancor più difficoltosa la ripresa economica e ostacolando gli sforzi dei cittadini e degli enti locali; molte delle località coinvolte dalle chiusure degli sportelli fanno parte dell’area del cratere del terremoto, area destinataria di ingenti risorse, per le quali sarebbe necessaria e opportuna l’intermediazione di un Istituto di credito locale.
In tutto ciò, non rileviamo l’attenzione da parte della Politica Regionale.

LE AZIENDE NON RICEVONO IL GIUSTO CREDITO, IL LAVORO SI PERDE E LE LAVORATRICI E I LAVORATORI NON HANNO FUTURO.

LA REGIONE ABRUZZO LASCIA FARE?

 

Le Segreterie Regionali

 

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BNL: presidio in piazza a Milano

IL COMUNICATO STAMPA

I Sindacati FABI, FIRST/CISL, FISAC/CGIL, UILCA/UIL, e UNISIN della Banca Nazionale del Lavoro saranno in presidio martedì 14 settembre 2021 dalle ore 10.30 in piazza LINA BO’ BARDI a Milano davanti a “Palazzo Diamante”, sede di BNL/BNPP, per protestare contro il progetto di cessione di numerose lavorazioni e soprattutto di circa 900 lavoratori e la chiusura di numerose agenzie su tutto il territorio nazionale.

La manifestazione segue una lunga serie di presidi tenutisi in numerose piazze sul territorio nazionale quali Roma, Firenze, Napoli e Bari.

Durante il presidio è prevista una particolare scenografia a rappresentare la prepotente decisione dei vertici di BNL/BNPP di cedere, come già accaduto per l’azienda Axepta, leader nel campo delle carte di credito, intere lavorazioni e numerosi lavoratori (circa il 10%) per mera riduzione dei costi.

La protesta vedrà allegorie sceniche che rappresenteranno la disgregazione dell’integrità aziendale e la minaccia al ruolo stesso del bancario nella sua importante funzione sociale. 

La continua riduzione dei lavoratori delle banche e la ulteriore chiusura di numerosi sportelli di prossimità scaricano sulla sempre più indifesa clientela il peso totale di un disservizio annunciato, con il conseguente abbandono del tessuto economico del territorio.

 

Le Rappresentanze Sindacali Aziendali BNL Milano/Lombardia

FABI – First CISL – Fisac CGIL – UILCA – UNISIN

 

 


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MARTEDI’ 14 SETTEMBRE

dalle ore 10:30 alle ore 13:00 PRESSO PALAZZO DIAMANTE

A fronte delle indiscrezioni circa il progetto delle esternalizzazioni e le chiusure di ulteriori agenzie come organizzazioni sindacali abbiamo indetto le assemblee dei lavoratori e ci siamo tempestivamente attivati per sensibilizzare l’opinione pubblica tramite il coinvolgimento di stampa e di parti politiche.

Contemporaneamente seguono le manifestazioni in tutta Italia contro il nuovo piano industriale della BNL. Le iniziative hanno coinvolto ROMA, NAPOLI, BARI, FIRENZE e ora MILANO.

Stiamo organizzando un Presidio per contestare le incoerenze di una banca che fa proclami sull’importanza dell’inclusione, dell’attenzione alle persone, che sottolinea l’importanza dell’ascolto, della trasversalità, che mette in evidenza la capacità di giocare in squadra, … ma nella realtà dei fatti progetta di esternalizzare un considerevole numero di lavoratori dei servizi tecnology e del back office e di chiudere numerose agenzie con il solo scopo di aumentare i propri profitti.

Questo progetto non deriva da una difficoltà aziendale, infatti la Banca continua ad avere utili. Si tratta dunque di una mera riduzione di costi, realizzata con la cessione dei lavoratori BNL, ad aziende con contratti collettivi meno garantiti.

ECCO L’IMPORTANZA CHE LA BANCA DA’ ALLE PERSONE!!!

ECCO IL RUOLO SOCIALE DELLA BANCA!!!

Durante il presidio saranno allestite scenografie allegoriche, tese a denunciare l’incoerenza dell’azienda tra quanto dichiara, con video e top employment, e quanto mette in atto.

 

Le Rappresentanze Sindacali Aziendali Milano/Lombardia
FABI – First CISL – Fisac CGIL – UILCA – UNISIN




BNL: da irresponsabili fare utili sulla pelle dei lavoratori

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SEGRETERIE DI COORDINAMENTO NAZIONALE GRUPPO BNL


La mobilitazione continua

 

Le Organizzazioni Sindacali FABI, FIRST CISL, FISAC CGIL, UILCA e UNISIN hanno incontrato ieri l’AD come richiesto da tempo, in relazione alle note voci inerenti il prossimo Piano Industriale.
L’azienda non ha smentito le cessioni di ramo d’azienda, e quindi anche di colleghe e colleghi, ipotizzate e non intende rimettere in discussione la cessione dell’80% del pacchetto azionario di Axepta.

La mobilitazione continua e, necessariamente, aumenterà l’intensità dell’azione sindacale per contrastare soluzioni che, come abbiamo spiegato all’AD, oltre a prevedere l’inaccettabile estromissione di più di 900 persone dal perimetro del Gruppo, anche alla luce della storia aziendale e dei precedenti piani industriali e di riorganizzazione, non convincono circa l’effettiva utilità per assicurare a BNL di poter affrontare efficacemente le sfide del futuro ed il mercato.

Oggi si terrà l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della Direzione Generale e la prossima settimana, martedì 13 dalle 9 alle 13, ci sarà un presidio sindacale al Palazzo Orizzonte Europa.

La strada è ancora lunga e ci batteremo con determinazione per ottenere soluzioni diverse.
Pensare che le sfide del mercato si vincano disperdendo il patrimonio professionale e umano rappresentato dai propri dipendenti è una visione estremamente miope ed irresponsabile.

Roma, 09/07/2021

 

Segreterie di Coordinamento Nazionale Gruppo BNL
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN




NO a cessioni, scorpori, esternalizzazioni dei lavoratori BNL

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NO a cessioni, scorpori, esternalizzazioni dei lavoratori BNL

Dopo l’ultimo tentativo dei vertici aziendali di ignorare l’allarme lanciato dal Sindacato circa le numerose voci su progetti di cessione di colleghi da parte di BNL, si è riunita l’assemblea dei quadri sindacali dei coordinamenti aziendali per fare il punto della situazione e pianificare le iniziative future.

“L’ascolto è uno dei più potenti mezzi di comunicazione e a me piacerebbe davvero iniziare da qua questo percorso con voi.” Così concludeva il messaggio di Elena Goitini (AD BNL e Responsabile BNP Paribas per l’Italia), inviato a tutti i lavoratori BNL. Era metà maggio e l’Amministratore Delegato di BNL faceva per la prima volta riferimento al Piano Industriale 2022-25, rivolgendosi direttamente ai lavoratori di BNL, presentando un quadro futuro tutto in positivo.

La Banca non prenda e non perda tempo sperando di arrivare a settembre per governare una trattativa che sperava potesse essere facile.
Per il Sindacato, per i Lavoratori la vertenza è già aperta!

Pertanto i Coordinamenti BNL delle Organizzazioni FABI, FIRST CISL, FISAC CGIL, UILCA e UNISIN, in modo unanime, hanno ribadito il loro NO allo smembramento della BNL.

No a chi intende fare utili sulla pelle dei lavoratori della BNL a cui sono stati già chiesti enormi sacrifici dalla Riorganizzazione del 2016 ad oggi.

Saremo fermi con l’Azienda e chiari con i lavoratori: quella che ci aspetta non è una lotta di oggi e per i soli, pur tanti, colleghi coinvolti, è e deve essere una lotta di tutti, per tutti e per il futuro della banca. Il Sindacato rifiuta la logica aziendale, portata avanti attraverso una comunicazione nascosta e divisiva che alletta e al contempo intimidisce i

lavoratori “superstiti” ad ogni riorganizzazione. L’Azienda si dimostri veramente disponibile al dialogo; a dare la giusta importanza alle persone, dimostri che non insegue l’ennesima operazione di riduzione dei costi, e troverà il Sindacato pronto a fare la sua parte.

Il Sindacato conferma la propria determinazione, rinnovando con fermezza quanto già detto all’Azienda e scritto ai Lavoratori.

 

Ogni sforzo sarà profuso!

Ogni soluzione negoziale sarà scandagliata!

Ogni tipo di pressione sarà esercitata!

Ogni strumento di lotta sarà messo in campo!




Rottura delle relazioni sindacali nel Gruppo BNL

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Richiesta d’incontro urgente con l’AD Elena Goitini • Stato di agitazione dei lavoratori BNL

L’azienda non smentisce le voci di cessione di lavoratori BNL

Le Organizzazioni sindacali ritengono di essere state fin troppo pazienti con la controparte aziendale, in merito alle indiscrezioni circolate su cessioni importanti di lavoratrici e lavoratori del gruppo.

La settimana scorsa le scriventi Organizzazioni hanno fatto formale richiesta di incontro urgente con l’Amministratrice Delegata allo scopo di richiedere chiarimenti sulle ambiguità delle comunicazioni aziendali.

Con spirito costruttivo abbiamo atteso con pazienza e fiducia che ci venisse comunicata la data di questo fondamentale momento di ascolto reciproco.

Nella giornata di ieri è invece arrivata una proposta che, anziché un incontro in tempi brevi con il massimo responsabile del nostro istituto e Country Manager, prevede la realizzazione un “calendario di incontri” che FORSE a fine luglio avrebbe potuto portare all’incontro richiesto. Proposta che i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori, oggi in forte apprensione per la propria sorte, hanno deciso di respingere.

Le Organizzazioni Sindacali di BNL ritengono la risposta aziendale inadeguata alla gravità degli argomenti in discussione e la proposta frutto di una drammatica sottovalutazione da parte aziendale delle aspettative dei lavoratori di questa centenaria azienda. Per tali motivazioni i Sindacati della BNL hanno deciso di interrompere le relazioni sindacali con l’azienda, ripetono con FORZA la richiesta di un incontro URGENTE con l’Amministratrice Delegata e proclamano lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori per predisporre ogni strumento di pressione utile a scongiurare lo smembramento dell’azienda ed “il sacrificio” dei suoi lavoratori.




BNL: sui progetti futuri l’azienda risponda

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No a cessioni, scorpori, esternalizzazioni lavoratori BNL

Ogni sforzo sarà profuso! Ogni soluzione negoziale sarà scandagliata! Ogni tipo di pressione sarà esercitata! Ogni strumento di lotta sarà messo in campo!


In merito alla recente diffusione di notizie relative al prossimo piano industriale e riguardanti progetti aziendali tesi a realizzare ipotesi di cessioni, di scorporo e di esternalizzazione collegati alla prossima riorganizzazione le Segreterie degli Organi di Coordinamento delle scriventi Organizzazioni Sindacali precisano che nessuna indicazione in tal senso è emersa nel corso dei confronti, anche ai più alti livelli aziendali, a tutt’oggi intercorsi.

Tuttavia l’inquietante livello di dettaglio presente nella divulgazione delle presunte “voci” aziendali dicui si è data diffusione, nonché il merito degli interventi descritti, gravemente estraneo al modello di relazioni sindacali e alle politiche del lavoro consolidatesi in BNL nel corso di decenni, impongono a queste Segreterie una richiesta urgente di chiarimento ai vertici aziendali.

Nel contempo le scriventi Organizzazioni Sindacali, lontane dal voler alimentare strumentali allarmismi, assicurano sin d’ora alle lavoratrici ed ai lavoratori del Gruppo BNL che, come in passato, così anche in questa occasione e nel futuro, ogni sforzo sarà profuso, ogni soluzione negoziale sarà scandagliata, ogni tipo di pressione sarà esercitata, ogni strumento di lotta sarà messo in campo, per difendere l’integrità della comunità aziendale di BNL.

 

Segreterie di Coordinamento Nazionale Gruppo BNL
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN