CGIL CISL UIL con ABI e ANIA firmano il protocollo per le vaccinazioni nei luoghi di lavoro

“Nella serata del 6 aprile abbiamo raggiunto un’intesa importante per quanto riguarda l’aggiornamento del protocollo sulla salute e sicurezza, e la stipula di un nuovo protocollo per la vaccinazione nei luoghi di lavoro in coerenza e nel rispetto delle priorità definite nel piano strategico nazionale di vaccinazione”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine del tavolo.

Questi due protocolli sono una conferma della centralità del valore della protezione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e nel Paese. Con queste intese governo e parti sociali con il contributo dell’Inail dimostrano l’importanza di un lavoro condiviso per combattere e sconfiggere il virus”, conclude Landini.


Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro: scarica il documento

 

Nota di ABI

(7 aprile 2021) ABI ha preso parte al confronto promosso dal Governo che si è concluso con la firma del “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”.

Le Banche potranno vaccinare i propri dipendenti che lo vorranno quando le dosi di vaccino saranno disponibili.

Nel settore bancario tale percorso è stato favorito e sostenuto dalla preventiva condivisione tra ABI, Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin, del Verbale di riunione del 17 marzo 2021, in cui le Parti nazionali si sono impegnate a favorire la realizzazione del percorso per la somministrazione dei vaccini da parte delle imprese di settore ai propri dipendenti.

Il Protocollo firmato è di estrema rilevanza, considerato il delicato momento che sta ancora vivendo il Paese, e testimonia l’alto senso di responsabilità di tutte le Parti coinvolte. “Con la firma di ABI del Protocollo per la somministrazione dei vaccini nei luoghi di lavoro”, sottolinea Poloni, Presidente del Comitato per gli affari sindacali e del lavoro, “le Banche confermano e rafforzano il proprio impegno nel contribuire al superamento dell’emergenza sanitaria e delle sue drammatiche conseguenze sostenendo la veloce realizzazione della copertura vaccinale”.

A seguito della condivisione del Verbale di riunione del 17 marzo scorso tra ABI e Organizzazioni sindacali di settore Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin” continua Poloni “moltissime Banche hanno già manifestato la disponibilità alla vaccinazione dei colleghi”.

Per quanto concerne le misure da adottare per prevenire, contrastare e contenere la diffusione del virus Covid-19, il settore bancario è dotato di autonomi Protocolli condivisi con i Sindacati nazionali fin dall’inizio della pandemia, tempo per tempo aggiornati dalle Parti medesime in relazione all’evoluzione della situazione sanitaria.




Alleanza: i problemi degli amministrativi

Alleanza ha deciso unilateralmente e senza dare alcuna motivazione, di non retribuire più le provvigioni occasionali ai propri SQS/RQS, in violazione dell’art.109 del CCNAL che impone l’obbligo di informare preventivamente le OO.SS. in caso di modifiche al sistema provvigionale.

Questo è l’ennesimo segnale di indifferenza nei confronti dei colleghi SQS che oltre a non potere più acquisire contratti, non sanno neanche come e cosa fare per avere riconoscimenti economici aggiuntivi.
Il trattamento riservato loro si unisce all’ampio malcontento diffuso fra la rete commerciale per i comportamenti destabilizzanti assunti dall’azienda.

Continua, quindi, l’accanita opera di penalizzazione perpetrata ai danni degli impiegati amministrativi negli ultimi anni da parte della nostra Azienda, che ha visto l’apice lo scorso 2020 con la drastica revisione del Sistema Premiante, erogato a meno persone e con importi molto inferiori rispetto agli anni passati.
Ad oggi l’azienda non ha ancora comunicato i parametri del sistema premiante, in che termini e quando verrà erogato per il 2021.
Se Alleanza ha intenzione di premiare gli amministrativi in base a degli obiettivi, questo è sicuramente il modo peggiore per farlo.

Alleanza si è dimostrata sorda a qualsiasi grido di allarme lanciato contro l’iniziativa aziendale di eliminare le verifiche sostituendole con le nuove Welcome Call non consentendo lo stesso grado di approfondimento che permetteva di intercettare eventuali comportamenti non corretti.
Tali intercettazioni potrebbero, invece, contribuire al contenimento degli indici di portafoglio ed al miglioramento della correntizzazione.
Per non parlare, poi, delle tante responsabilità attribuite agli impiegati per il calo degli indici di portafoglio, che invece sono unicamente conseguenza delle difficoltà economiche che oggi la popolazione soffre a causa delle restrizioni legislative legate all‘emergenza pandemica in corso ormai da più di un anno.
La responsabilità non può essere addebitata a chi fa una telefonata di benvenuto!

Gli impiegati combattono tutti i giorni con sistemi informatici inefficienti ed irrazionali: ARC, PVV, Field Care.
Si sobbarcano, in vari casi, dell’attività aggiuntiva di sostituzione o supporto di altre Agenzie (peggio se scoperte), compromettendo il presidio sull’Agenzia diretta e creando, di conseguenza, malumori tra i clienti ed i produttori.
Devono svolgere anche funzioni di focal point sui danni, di competenza dei colleghi commerciali, ed altro ancora.

Hanno visto i loro carichi di lavoro aumentare in modo vertiginoso negli ultimi anni, a livelli impossibili da gestire, rivestendo sempre più ruoli da CALL CENTER, non previsti contrattualmente.
Sono costretti ogni giorno a stilare inutili e ripetitivi file excel e word richiesti da questo o quell’Ispettore Regionale o Sovraintendente o Agente Generale.
Subiscono quotidianamente incredibili pressioni sulle svariate campagne di portafoglio salvo, a conclusione delle stesse, non avere le classifiche ufficiali che, con trasparenza, indichino i nominativi delle Agenzie vincitrici.
Chiediamo, a tal proposito, che vengano resi pubblici i risultati della Campagna di Recupero Portafoglio appena chiusa.
Ciò nonostante, gli Impiegati Amministrativi continuano imperterriti a garantire un indiscutibile eccellente servizio.
Quando sarà riconosciuto il loro impegno? Quando saranno rimessi in condizioni di lavorare con serenità?

Italia, 2 aprile 2021

 

I Coordinamenti Nazionali delle RSA FISAC/CGIL – UILCA




I manager bancari: strapagati a prescindere dai risultati

Le critiche al mega stipendio del futuro Ad di UniCredit non sono un caso. Dall’Italia alla Svizzera, le paghe dei manager ormai slegate dai risultati


Deve ancora entrare in ca­rica, ma il nuovo ammini­stratore delegato di Uni­Credit Andrea Orcel ha già scatenato un putiferio. Le so­cietà di consulenza Glass Lewis e Iss consigliano agli azionisti della banca milanese di bocciare la po­litica di remunerazione nell’as­semblea del 15 aprile per protesta­re contro i 7,5 milioni di paga del nuovo capo azienda. La banca chiede però di modificare anche le politiche sulle liquidazioni, au­mentandone il tetto da 7,2 a 15 mi­lioni (sei volte lo stipendio annua­le).

Dunque il “Ronaldo dei ban­chieri” già prima di scendere in campo s’è accaparrato almeno 22,5 milioni. Il suo predecessore Jean Pierre Mustier nel 2020 ha ricevuto “solo” 900 mila euro più stock option per altri 4,4. Molto meno della mega-liquidazione da 40 milioni pagata nel 2010 ad A­lessandro Profumo. A far discu­tere è il fatto che nel primo anno Orcel sarà pagato senza alcun col­legamento coi risultati aziendali.

Prima dell’arrivo di Orcel, in Italia divario tra stipendi dei vertici e quelli dei dipendenti delle banche era in calo. Secondo la Uilca, il sin­dacato dei bancari della Uil, nel 2007 i ceo delle banche quotate guadagnavano in media 139 volte lo stipendio medio dei dipendenti (28mila euro lordi l’anno), nel 2019 “appena” 44 volte. C’è chi, come Carlo Messina di Intesa San­paolo, dall’entrata in carica a set­tembre 2013 a oggi ha ricevuto ol­tre 23,5 milioni ottenendo però u­tili netti per 21,4 miliardi. Il ceo di Unipol Carlo Cimbri nel 2019 è stato pagato 5,6 milioni, il 26% in più dei 4,47 del 2018, ma a fronte di utili netti cresciuti del 73% da 0,63 a 1,09 miliardi.

Tuttavia non sono mancati manager la cui retribuzio­ne è stata una “variabile indipen­dente” rispetto ai risultati. Victor Massiah, Ad di Ubi dal primo di­cembre 2008 al 3 agosto scorso, ha ricevuto oltre 19,2 milioni mentre la banca nello stesso periodo ne perdeva 952. Nonostante la perdi­ta netta di 57 milioni, nel 2018 la paga di Giuseppe Castagna, ceo di Banco Bpm dal primo gen­naio 2017, è aumentata di 124mila euro a 1,63 milioni.

Marco Morelli, ad di Mps da settembre 2 016 a maggio 2020, per volere della Bce dovette ridursi lo stipendio da ol­tre un milione a 488mila euro ma dal 2017 al 2019 perse 4,2 miliardi. Quisquilie rispetto a quanto avviene nella finanza all’estero. Charles Lowrey, presidente e AD Prudential, nel 2019 è stato pagato circa 16 milioni. Larry Fink, ceo di Blackrock il maggior gestore di fondi mondia­le, nel 2020 di milioni ne ha otte­nuti 25 e 7,9 Mario Greco, ceo del­le assicurazioni Zurich. Il numero uno di Allianz Oliver Bate ha gua­dagnato 5,35 milioni, il ceo di Axa Thomas Buberl e quello di Gene­rali, Philippe Donnet, 3,1 più a­zioni per 2,3. Il capo azienda di Credit Suisse Thomas Gottstein nel 2020 ha ottenuto 7,6 milioni. Il fenomeno parte da lontano.

A Wall Street nel 1965 un ammini­stratore delegato riceveva 20 volte la paga media dei suoi dipendenti. Nel 2000 era a 344 volte, scese a 188 con la crisi finanziaria del 2009 per tornare a 312 nel 2017, quando la retribuzione dei ceo del­le 350 maggiori aziende era in me­dia di 18,9 milioni di dollari. Ma le prime cinque banche Usa (Gol­dman Sachs, Citigroup, JP Mor­gan Chase, Bank of America e Morgan Stanley) pagavano i loro ceo in media 25,3 milioni. Secondo un report della società di head hunting Willis Towers Watson su­gli stipendi dei ceo di 429 società quotate, nel 2019 negli Stati Uniti i capi azienda guadagnavano in me­dia 11,88 milioni, nel Regno Unito 5, in Germania 5,7, in Francia 4,1 e in Giappone appena 1,55. Ma a fare la differenza sono i bonus: nel 2019 negli Usa gli incentivi variabili valevano il 72% della paga totale dei ceo. Quest’anno però Bank of A­merica (Bofa) e Citigroup hanno ridotto i compensi degli ad per il 2020 a causa della pandemia e di errori di gestione. Bofa ha ridotto la paga di Brian Moynihan del 7,5% a 24,5 milioni; Citigroup quella dell’uscente Michael Cor­bat del 21% a 19 milioni.

LA FISAC, il sindacato dei bancari Cgil, ha calcolato che tra il 2008 e il 2019 il personale dell’intero siste­ma bancario italiano è costato 292,2 miliardi, in media 25,1 l’anno, dai 26,6 del 2008 ai 23,5 del 2019. Il da­to comprende stipendi e al­tri costi come oneri di ri­strutturazione e incentivi all’esodo. Nello stesso pe­riodo infatti i bancari sono calati di 46 mila unità, uno su sette, da 328 a 282mila.

Nell’ultimo decennio non è che le azioni delle banche abbiano brillato: l’indice settoriale a Milano è passa­to dai 19mila punti dell’a­prile 2011 agli attuali 8.745. Una frenata analoga ha ri­guardato anche le banche svizzere e quelle di altri Pae­si. Le elvetiche Credit Suisse e Ubs hanno pagato i dipen­denti oltre 297miliardi, più di tutte le banche italiane. A fare la differenza è il peso della finanza: Cs e Ubs pa­gano mega-bonus legati ai risultati, mentre le banche italiane restano dipendenti dalle vendite allo sportello. Quand’era capo del Corporate and Investment ban­king di Ubs, Orcel otteneva premi annuali per decine di milioni, più dello stesso AD Ermotti. Ora in U­niCredit nessuno prenderà più di lui, ma molti temono la sua scure sui costi del personale.

Articolo di Nicola Borzi sul Fatto Quotidiano del 3/4/2021




Ivass: da marzo è partita l’attività dei “mistery shoppers”

IVASS SPERIMENTA IL MYSTERY SHOPPING

Partite a marzo le prime visite dei mystery shoppers. Sono operatori specializzati che
operano “in incognito” per verificare dal vivo le concrete modalità di vendita delle polizze
assicurative da parte degli intermediari.

Le visite “in incognito”, che al momento sono sperimentali, riguarderanno non solo agenzie,
banche e sportelli postali ma anche la vendita “on line”: “acquirenti misteriosi” infatti
navigheranno su piattaforme e broker di distribuzione digitale.

Il progetto “mystery shopping” in via di sviluppo con il supporto di un consulente e di EIOPA
(l’Autorità europea di vigilanza sulle assicurazioni) e finanziato dal Programma dell’Unione
Europea di supporto alle riforme strutturali, ha l’obiettivo di fornire al Supervisore nuovi
strumenti e metodologie per l’esercizio dell’attività di vigilanza sulla condotta di mercato che gli intermediari tengono verso gli assicurati.

 

Comunicato stampa Ivass del 19/3/2021




Alleanza: bugie, bugie, bugie.

 


Ciò che avevamo denunciato dallo scorso anno e che i vertici Alleanza avevano smentito, continuando a dichiarare che non avevano ancora deciso nulla, si è rivelato assolutamente ESATTO e FONDATO.

L’azienda ieri ha comunicato alle OO.SS. che verranno chiusi definitivamente oltre il 40% cioè 265 dei 610 Ispettorati Agenziali, quelli distanti meno di 15 chilometri o 20 minuti dalle sedi agenziali.

L’Azienda ha dichiarato che questo programma era già stato preparato prima della pandemia e che è stato accelerato dal diffondersi del Covid e dalla sperimentazione delle nuove modalità di lavoro insieme all’evoluzione tecnologica.

Addirittura, 120 dei 375 I.A. che resteranno aperti, saranno “multipoint”, cioè uniranno più ispettorati insieme, anche di Agenzie Generali diverse!

In compenso, i vertici di Alleanza hanno dichiarato che procederanno alla ristrutturazione entro 3 anni di tutti gli uffici, secondo il nuovo layout, con locali comuni nei quali ognuno potrà eventualmente collegare il proprio tablet, senza stanze singole o postazioni personali e gli IPA diventeranno preposti oltreché addetti al primo soccorso. Per stessa ammissione di Alleanza, in 10 anni l’azienda non ha completato la modernizzazione delle Agenzie ( solo l’80% è stato rifatto).

Si chiudono subito gli Ispettorati, poi si rifaranno le agenzie!

A nulla sono valse le nostre proteste: abbiamo esplicitato che si tratta di un mero taglio dei costi, che gli uffici chiusi negli ultimi anni hanno causato gravi disservizi ai lavoratori ed alla clientela, che queste nuove chiusure aggraveranno i disagi che peggioreranno ulteriormente quando si tornerà alla normalità, che è impensabile “ammassare” 12.000 persone, tra dipendenti e collaboratori in 700 uffici da 100 mq medi, che invece di comprare nuovi tablet, che la legge proibisce di utilizzare come strumento preponderante di lavoro, potevano fornire un portatile ai lavoratori oppure dare loro un ristoro per comprarselo da soli, che aumenteranno i costi per gli spostamenti dei lavoratori e che mentre l’azienda taglia e risparmia i dipendenti avranno un aggravio di costi e di responsabilità. Nel frattempo, Generali approva lo stacco della “supercedola” agli azionisti.

Le uniche risposte ottenute sono state che i lavori di restyling questa volta verranno completati entro 3 anni. Per il resto solo l’arroganza di ripetere che l’azienda decide e fa ciò che vuole, con il placet anche di qualche OO.SS.

Si perde la capillare presenza sul territorio, da sempre un punto di forza della nostra azienda, ci si allontana fisicamente dai clienti che preferiscono sempre il contatto personale, perché il contatto remoto è solo residuale, si lasciano senza una sede fisica, al lavoro per strada come piazzisti, centinaia di professionisti che da sempre sono il fulcro e il motore di Alleanza!

Cari lavoratori ed iscritti, stiamo assistendo al definitivo smantellamento della “GRANDE” Alleanza che abbiamo amato, per un’azienda che finge di voler evolvere mentre in realtà si preoccupa solo di tagliare i costi e di non rispettare i lavoratori e le lavoratrici. Senza dimenticare le continue violazioni del contratto di lavoro, con call che proseguono a qualsiasi orario, oltre a quelle in presenza con decine di persone che già oggi si ammassano negli uffici. Mentre il nostro AD pontifica sui social vantandosi delle donne in azienda, donne che sono il 50% dei lavoratori ma solo ai livelli più bassi e mai a quelli alti della scala gerarchica.

Queste OO.SS. restano in stato di agitazione e vi invitiamo a proseguire con le azioni di protesta (siete stati numerosissimi) e di lotta non collegandoci al webinar del martedì e condividendo su facebook ed instagram l’hastag #nonèunlavorodabar.

Italia, 11 marzo 2021.

 

I Coordinamenti Nazionali delle RSA FISAC/CGIL – UILCA




Assicurativi ANIA: siglato il protocollo per il lavoro agile

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 8 - Fna 6 - Uilca

Nella giornata di oggi, dopo quattro incontri, si è siglato tra le Segreterie Nazionali delle scriventi OO.SS ed ANIA un Protocollo contenente le linee guida per le future negoziazioni e accordi nei Gruppi e Aziende del Settore Assicurativo, che normeranno il lavoro agile una volta usciti dall’emergenza sanitaria in corso.

Ad oggi, il Settore Assicurativo – che aveva conosciuto accordi sperimentali anche prima della Pandemia – vede tutt’ora circa il 98% degli addetti lavorare in remoto, ma si tratta più propriamente di home working, utilizzato come vero e proprio strumento di prevenzione dal contagio e di salvaguardia della salute delle lavoratrici, dei lavoratori, della clientela.

L’innovazione digitale e la modalità di lavoro in remoto fanno tuttavia parte di un processo irreversibile di cambiamento che spinge a ripensare gli spazi e l’organizzazione del lavoro, il lavoro agile diverrà una delle modalità del lavoro di ciascuno. Lo stesso Parlamento Europeo, di fronte alla prospettiva del lavoro in remoto di “massa”, ha approvato nei giorni scorsi una risoluzione sul diritto alla disconnessione e più in generale nell’ottica di prevedere adeguate tutele sul tema del lavoro agile a livello comunitario, propedeutica alla proposta di una direttiva europea sul tema che verrà discussa prossimamente nella Commissione UE.

E’ in questo quadro che le Segreterie Nazionali scriventi hanno proposto e sollecitato ad Ania un protocollo di settore in materia di lavoro agile in cui definire principi e linee guida che costituiscano quadro di riferimento per le future negoziazioni nei Gruppi e Aziende in materia di lavoro agile, il protocollo diventerà un allegato del prossimo rinnovo del CCNL ANIA.

Le linee guida fissano regole, tutele, diritti che consentano di configurare il lavoro agile come uno strumento che favorisca davvero il work life Balance, dove da una parte si favorisce la produttività del lavoro e dall’altra una migliore organizzazione dei tempi di vita e lavoro, nel pieno spirito della legge 81/2017 sul lavoro agile.

Nel dettaglio:

  • Restano invariati i profili giuridici e contrattuali, la sede di lavoro, il trattamento economico e normativo, nonché la tutela in caso di infortuni e malattie.
  • Per le lavoratrici/lavoratori agili è sancito il riconoscimento del Buono Pasto.
  • L’adesione è su base volontaria e sarà facilitato l’accesso al lavoro agile delle lavoratrici/lavoratori che hanno situazioni familiari complesse, genitorialità, disabilità, pendolarismi significativi. In particolare, per le lavoratrici/lavoratori in condizioni di disabilità le imprese si attiveranno per ricercare adeguate soluzioni tecniche.
  • Il lavoro agile non è la modalità di lavoro esclusiva al fine di evitare forme di isolamento e desertificazione fisica dei luoghi di lavoro.
  • L’orario di lavoro giornaliero e settimanale nell’ambito di fasce stabilite negli accordi aziendali, resta invariato come da art. 95 del CCNL ANIA e Contratti Integrativi Aziendali.
  • E’ sancito il diritto alla disconnessione.
  • Le dotazioni informatiche sono a carico delle aziende.
  • In sede aziendale si potranno convenire ristori economici e/o welfare che supportino l’attività di lavoro a distanza delle lavoratrici/lavoratori.
  • Dovrà essere garantita la formazione sia dal punto di vista delle competenze tecniche sia della cultura del lavoro agile in senso innovativo.
  • È previsto un ampio coinvolgimento degli Rls sia per le informative sui rischi generici e specifici connessi allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile sia per momenti di monitoraggio paritetico.
  • Sono garantite tutte le libertà e i diritti sindacali (bacheche elettroniche, assemblee in remoto con possibilità di votazioni in tempo reale).
  • Viene istituito un osservatorio bilaterale per monitorare l’andamento e gli sviluppi delle linee guida anche in rapporto all’innovazione tecnologica e digitale.

Questo importante risultato, che rappresenta un riferimento anche per altri settori merceologici, é frutto della forza unitaria del sindacato e di relazioni sindacali avanzate che caratterizzano il Settore Assicurativo.

Le Segreterie Nazionali scriventi, con la consapevolezza del cambiamento epocale che stiamo vivendo attraverso la diffusione massiva del lavoro in remoto nonchè dell’innovazione tecnologica/digitalizzazione, hanno fortemente proposto, voluto e sollecitato ad ANIA il protocollo di settore in materia di lavoro agile affinché le lavoratrici e i Lavoratori del Settore Assicurativo non siano lasciati soli a fronteggiare e subire il cambiamento, che come sindacato vogliamo governare e indirizzare con adeguate tutele, con adeguate risposte ai nuovi bisogni ed esigenze delle lavoratrici/lavoratori e con visione strategica.

E’ con questo spirito che affronteremo anche il prossimo rinnovo del CCNL ANIA.

Roma, 24 febbraio 2021

 

Le Segreterie Nazionali

Scarica l’accordo

 

 




Appalto Assicurativo, importante accordo per la lotta al Covid

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 8 - Fna 6 - Uilca

Oggi, 22 febbraio 2021, in videoconferenza, le parti sociali – First/CISL, Fisac/CGIL, F.N.A. e UILCA organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nel settore assicurativo e nel comparto delle agenzie di assicurazione – e ANAPA Rete ImpresAgenzia, si sono incontrate con l’E.N.B.Ass. (Ente Bilaterale delle Agenzie di Assicurazione in Gestione Libera) per sottoscrivere l’Accordo Quadro Nazionale per l’istituzione dei Comitati Territoriali per il contrasto e il contenimento della diffusione virus Covid – 19 negli ambienti di lavoro e nelle sedi delle Agenzie di Assicurazione in Gestione Libera.

Le Parti Sociali hanno comunemente evidenziato la valenza storica di tale sottoscrizione e l’importanza pratica di aver posto l’intero settore alla sorveglianza degli RLST formati e coordinati dall’E.N.B.Ass garantendo, per la prima volta da anni, una seria ed effettiva tutela alla salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori dell’intero comparto anche se sottoposti all’applicazione del cosiddetto CCNL SNA, il quale non essendo stato firmato con le scriventi Organizzazioni Sindacali, non può prevedere la costituzione dei Comitati Territoriali.

Ad ulteriore dimostrazione di come quest’ultimo contratto non sia davvero a tutela dei diritti, della salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori.

Lavoratrici e Lavoratori, grazie all’E.N.B.Ass. e la lungimiranza delle Parti Sociali, è stato raggiunto un obiettivo storico per la tutela della salute di tutti i dipendenti, quale che sia il Contratto Collettivo applicato.
Vi invitiamo quindi a segnalare ai Comitati Territoriali d’imminente costituzione nelle varie province eventuali problematiche relative alla violazione del Protocollo Covid sottoscritto dalle Parti Sociali legittime, dal Governo della Repubblica e la cui applicazione verrà vigilata dall’E.N.B.Ass, dall’O.P.N. e dagli RLST incaricati che potranno attivare gli Ispettori dell’INAIL per quanto di loro competenza.

Roma, 22 febbraio 2021

 

Le Segreterie Nazionali




Alleanza: grazie per la partecipazione alla protesta


 

GRAZIE GRAZIE GRAZIE

Grazie a tutti coloro che hanno scelto di protestare non collegandosi all‘ultimo webinar di martedì scorso. Sappiamo che in tanti non abbiamo partecipato e la cosa ha dato molto fastidio ai vertici aziendali.

Vi invitiamo a proseguire con le azioni di protesta e di lotta non collegandoci al webinar della convention 2021 il prossimo martedì e condividendo su facebook ( uilcaalleanza e fisaccgilalleanza ) ed instagram ( uilca_alleanza e fisac_alleanza) l’hastag #nonèunlavorodabar.

Ricordiamo a tutti che Alleanza non ha voluto riconoscere ai produttori un ristoro per l’uso dei propri dispositivi personali per operare da casa (l‘Ipad non può essere strumento di lavoro esclusivo, comportando problemi per vista e postura), ristoro riconosciuto ai colleghi produttori di Generali e previsto dall‘accordo sullo smart working di Gruppo.

Ricordiamo che gli obiettivi sono stati aumentati nel 2021, come se la pandemia non esistesse.

Ricordiamo che gli Ispettorati Agenziali restano chiusi e che risulta palese come l‘azienda abbia operato una scelta definitiva sopportando il rischio di non far lavorare le persone nella massima sicurezza pur di fare cassa e tagliare le spese, garantendo così maggiori compensi all’azionista Generali, a cui nel 2019 Alleanza ha dato quasi il doppio dell’utile prodotto (circa 1 miliardo di euro negli ultimi due anni).

Ricordiamo che le incentivazioni mix del 2021 sono state modificate in senso peggiorativo con l’obbligo di raggiungere almeno due piste, contrariamente alla pista unica prevista nello scorso esercizio.

Ricordiamo che è stato mantenuto il solo bonus protection ed eliminati tutti gli altri, eliminato anche l‘incentivo di 2.000 quote per ogni nuovo cliente.

Ricordiamo le difficoltà di lavorare da casa a proprie spese.

Ricordiamo i continui problemi tecnici e rallentamenti di sistema.

Ricordiamo le costanti e pesanti pressioni commerciali che subiscono i produttori, peggiorate dall‘aumento degli obiettivi e da un nuovo INT che pretende altri aggiuntivi report quotidiani che non sono monitoraggi ma pressioni commerciali perché la maggior parte dei dati richiesti sono già consultabili su Mya.

Ricordiamo tutte le problematiche da noi denunciate nell‘ultimo anno.

Contro tutto ciò QUESTE ORGANIZZAZIONI RIMARRANNO IN AGITAZIONE SINDACALE FINO A QUANDO ALLEANZA NON ADOTTERA’ COMPORTAMENTI IN LINEA CON LA NECESSITA’ DI SICUREZZA DEI LAVORATORI E DEI CLIENTI E FINO A QUANDO SI CONTINUERA’ A VARARE PROVVEDIMENTI CHE DANNEGGIANO ECONOMICAMENTE I LAVORATORI.

Italia, 22 gennaio 2021.

I Coordinamenti Nazionali delle RSA FISAC/CGIL – UILCA




Cattolica Assicurazioni: preoccupazione per rilievi di IVASS

La Fisac CGIL del Gruppo Cattolica esprime profonda preoccupazione per i rilievi mossi da IVASS ad esito dell’ispezione conclusasi il 24 luglio 2020 e le cui sfavorevoli risultanze sono state consegnate alla società venerdì scorso.

La scorsa primavera l’istituto di vigilanza aveva già evidenziato un indebolimento della situazione di solvibilità del Gruppo ed imposto un piano di rafforzamento patrimoniale.

Il nuovo intervento giunge proprio nel mezzo della realizzazione di quel percorso di rafforzamento che ha visto la sottoscrizione di un accordo di partnership con Generali ed il suo ingresso nell’azionariato di Cattolica con una quota rilevante ma non ancora di controllo.

IVASS ha richiesto l’elaborazione entro 60 giorni di un piano di rimedio sotto la responsabilità dell’Amministratore Delegato, ed in particolare:

♦ un profondo ricambio dei componenti del CdA nel senso di un rafforzamento del sistema di governance;
♦ il rapido completamento dell’aumento di capitale con l’emissione della seconda tranche da 200 milioni di euro;
♦ la vendita entro fine anno delle azioni rivenienti dal recesso dei soci contrari alla trasformazione in Spa.


Riteniamo che il piano di adeguamento ai rilievi IVASS non debba in alcun modo avere negative ricadute sui lavoratori/trici.

In tal senso le OO.SS hanno richiesto, unitamente alle Segreterie Nazionali, un nuovo urgente incontro con l’AD.
Chiediamo che tutti gli attori in campo (istituzioni e soggetti coinvolti) si facciano garanti di un piano di continuità aziendale che eviti ricadute impreviste e salvaguardi i posti di lavoro per tutti i colleghi/e.
 
Milano, Roma, Verona, 14 gennaio 2021

 

 

Fisac CGIL Gruppo Cattolica



Alleanza Assicurazioni: il covid esiste?


Durante la call di martedì scorso , dopo aver perso tempo lavorativo per apprendere quali registi maggiormente aggradino al nostro A.D., ci è stato ripetuto, con un certo fastidio, che gli ispettorati principali sono chiusi a causa del covid, quindi prendiamo nuovamente atto che il covid per l’azienda esiste.

Però il covid in Alleanza non esiste per riconoscere ai produttori un ristoro per l’uso dei propri dispositivi a casa, ristoro riconosciuto ai colleghi produttori di Generali.

Il covid non esiste per gli obiettivi, portati a livelli molto superiori a quelli dello scorso esercizio: per molte agenzie sono stati aumentati in misura spropositata, anche superiori al 20% rispetto al 1° semestre 2020.

Il covid non esiste per le incentivazioni mix del 2021 che sono state modificate in senso peggiorativo, per tutte le figure di rete, con l’obbligo di raggiungere almeno due piste per il pagamento, era una sola pista nello scorso esercizio, ora diventa più difficile essere retribuiti pur raggiungendo risultati superiori rispetto alla situazione prepandemica, per gli agenti il mix non verrà retribuito in caso di agenzia high risk, parametro che è fortemente dipendente dagli effetti della pandemia ( riscatti, prestiti, arretrati e decadenze).

Il covid non esiste per il taglio delle incentivazioni: è stato mantenuto il solo bonus protection da cui è stato eliminato l’incentivo di 2.000 quote per ogni nuovo cliente, sostituito da un maggiorazione del mix non equivalente alle quote eliminate, perché sostituisce quote certe con quote eventuali.

Il covid non esiste per gli incentivi di produzione legati alle decadenze, diminuite al 5,5% semestrali, dopo la tragica impennata del 2020, conseguenza della pandemia e ulteriormente tagliati, rispetto al passato, se si riceve più di un reclamo commerciale a semestre.

Il covid non esiste per la scelta extraperformance, che non può essere revocata per il primo semestre, nonostante l’incertezza insita nelle conseguenze anche finanzarie della pandemia.

Quindi il covid esiste solo per la chiusura degli ispettorati!

Li si dovrebbe riaprire per far operare in sicurezza i lavoratori, con tutti i DPI e ricevere i clienti, che oggi a causa del covid incontriamo al loro domicilio, senza gli schermi di plexiglas e la sanificazione degli ambienti che si ha negli uffici o, peggio, nelle regioni dove è possibile, nei bar quando i clienti non vogliono riceverci al loro domicilio, ma costerebbe e la nostra azienda ha deciso la chiusura definitiva della maggior parte degli ispettorati proprio per tagliare i costi e garantire così maggiori compensi all’azionista Generali, a cui nel 2019 Alleanza ha dato quasi il doppio dell’utile prodotto.

Questa è una scelta spregiudicata e inaccettabile: si è utilizzata la pandemia per chiudere gli ispettorati, sopportando il rischio di non far lavorare le persone nella massima sicurezza pur di fare cassa e tagliare le spese.

Contro tutto questo vi invitiamo a partecipare alle azioni di protesta e di lotta non collegandoci alla webinar dal prossimo martedì e condividendo su facebook e instagram l’hastag #nonèunlavorodabar che partirà questa settimana.

QUESTE ORGANIZZAZIONI RIMARRANNO IN AGITAZIONE SINDACALE FINO A QUANDO ALLEANZA NON ADOTTERA’ COMPORTAMENTI IN LINEA CON LA NECESSITA’ DI SICUREZZA DEI LAVORATORI E DEI CLIENTI E FINO A QUANDO SI CONTINUERA’ A VARARE PROVVEDIMENTI CHE DANNEGGIANO ECONOMICAMENTE I LAVORATORI.

Italia,12 gennaio 2021.


I Coordinamenti Nazionali delle RSA FISAC/CGIL – UILCA