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Gruppo Unipol: dopo lo sciopero del 4 novembre

3 - Fisac Cgil

SCIOPERO 4 novembre: la protesta NON SI FERMA!

 

Nella giornata di giovedì 4 novembre il Sindacato unitariamente ha chiamato le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Unipol a protestare contro la deriva autoritaria dei Vertici aziendali che rifiutano di tenere conto delle esigenze dei propri dipendenti: l’Azienda si dimostra sorda alla richiesta del Sindacato di discutere modalità di  presenza negli uffici che tutelino la salute delle persone, negando altresì la contrattualizzazione dello smart working quale elemento strutturale – new normal – della futura organizzazione del lavoro.

Fermo restando non vi sia ancora un dato definitivo, per il quale occorrerà attendere la rilevazione finale delle presenze, in alcune strutture è stata registrata una significativa adesione allo sciopero.

Oltre alla partecipazione dei dipendenti, la nostra protesta è stata accompagnata dai presidi sindacali organizzati nelle sedi maggiori del Gruppo presenti su tutto il territorio nazionale, richiamando una certa visibilità sui quotidiani, le TV e le radio locali.

Nel ringraziare le colleghe ed i colleghi che hanno sostenuto la riuscita dello sciopero, ribadiamo la ferma volontà di continuare la mobilitazione con ogni iniziativa utile a rimuovere la rigidità dell’Impresa, affinché si ripristini un corretto dialogo tra le Parti a partire dell’attivazione di un confronto serio e di merito sui temi oggetto delle nostre rivendicazioni.

A tale scopo, abbiamo indetto l’Assemblea Generale dei dipendenti delle società assicurative del Gruppo Unipol che si svolgerà in sessione unica (una sola assemblea per tutti i lavoratori) nella giornata di martedì 9 novembre p.v. dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30 con modalità da remoto (di seguito gli estremi per il collegamento Teams).

Esortiamo ad essere uniti nella lotta, aderendo a tutte le iniziative da realizzarsi: è in gioco molto più della battaglia di oggi, proviamo a difendere il nostro futuro!

 

Rappresentanze Gruppo Unipol Gruppo
First/CISL – Fisac/CGIL – Fna – Snfia – Uilca/UIL




Unipol: siglata l’ipotesi di rinnovo del CIA

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca

Nella tarda serata di ieri si è conclusa la negoziazione riguardante il rinnovo del nostro contratto aziendale di Gruppo (seguirà il testo): l’intesa raggiunta si è resa necessaria per scongiurare il rischio che l’intero triennio contrattuale (2019/2021) non vedesse realizzato alcun adeguamento normativo ed economico.

Ricordiamo che la proposta aziendale prevedeva esclusivamente una cifra una tantum di 900 euro a totale compensazione del mancato rinnovo del CIA.Nel 2019 avevamo predisposto una piattaforma ambiziosa, costruita e condivisa con la maggioranza dei lavoratori del Gruppo, le cui richieste non si sono potute tradurre in concreti miglioramenti a fronte della drastica interruzione della trattativa causata dall’emergenza sanitaria da Covid-19.

Nel corso dei mesi abbiamo esperito ogni tentativo di riprendere il negoziato, scontrandoci con la posizione aziendale che, ancora nel luglio scorso, richiedeva ad esempio la regolamentazione del “venerdì pomeriggio”.

Esprimiamo la massima consapevolezza rispetto al fatto che l’Accordo, faticosamente raggiunto, non rappresenti di certo il pieno riconoscimento del fondamentale contributo delle tante lavoratrici e dei tanti lavoratori assicurativi, che, facendo fronte alle tante difficoltà, anche con mezzi propri, hanno contribuito alla compiuta realizzazione del Piano industriale Mission Evolve.

Tuttavia, tenuto conto dell’eccezionalità della fase emergenziale tuttora in corso, abbiamo ritenuto necessario agire il massimo senso di responsabilità per garantire il mantenimento in via conservativa di tutti gli istituti contrattuali, intervenendo prioritariamente su alcune parti di salario diretto ed indiretto.

Riteniamo, difatti, che quanto acquisito costituisca una base sulla quale riprendere, presumibilmente a partire dai primi mesi del prossimo anno, la discussione rimasta in sospeso su tutti gli altri istituti, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente il nostro trattamento contrattuale.

In tale ambito, non possiamo che esprimere una positiva valutazione sulla disponibilità dimostrata dall’Impresa per quanto riguarda i Contact Center, quale atto “dovuto”, sebbene affatto scontato, di affrancamento sociale e dignità professionale.Riportiamo di seguito i contenuti dell’intesa:

  • UT: 950 € (lordi, base 4 livello full time), con erogazione nel mese di agosto (in alternativa la cifra potrà essere destinata al Fondo Pensione)
  • Pap: aumento di 70 € annui dal 1° gennaio 2021 (lordi, base 4 livello full time)
  • Fondo Pensione: aumento a 5,25% dell’importo a carico dell’Azienda dal 1° gennaio 2021
  • Coperture Sanitarie: aggiornamento massimali dal 1° gennaio 2022 (dettaglio nel testo)
  • Buono Pasto: aumento ad 8,50 € per il ticket in formato elettronico dal 1° luglio 2021; mantenimento del ticket cartaceo, restando fermo l’attuale importo di 8,20 €
  • Ultrattività: estesa a 4 anni la durata
  • Evoluzione professionale Contact Center: dal 1° gennaio 2022 equiparazione al complessivo trattamento economico del terzo livello amministrativo per gli addetti e al quinto livello amministrativo per i coordinatori di team, con il contestuale superamento del meccanismo provvigionale per i lavoratori Front Office di Linear garantendo gli attuali livelli stipendiali. Successivamente, avverrà il riconoscimento dell’inquadramento amministrativo anche qualora nel futuro rinnovo della contrattazione nazionale non vi dovessero essere modifiche in materia di inquadramenti (auspicando possa avvenire in tale sede). Inoltre, come già previsto dal Ccnl Ania, non sono contemplate forme di fungibilità da altre aree professionali verso i Contact Center.

PAV: nell’ambito della trattativa è stato inoltre firmato l’Accordo sul Pav, grazie al quale potrà essere garantita l’applicazione della tassazione agevolata (10%) sul premio del valore di 1500 € (lordi, base 4 livello full time) riferito all’esercizio 2021 da erogarsi nel mese di luglio 2022.Ferie 2021: 18 giorni entro il 31\12\21 e le restanti giornate entro il 30\06\22L’Accordo siglato sarà ritenuto valido qualora ottenga il consenso della maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo Unipol chiamati ad esprimere democraticamente il proprio voto nel Referendum che si terrà nelle prossime giornate (seguiranno dettagli).

 

Rappresentanza Sindacale Gruppo Unipol
First CISL Fisac CGIL Uilca UIL




Unipol al 6,9% di Popolare Sondrio, verso fusione con Bper?

Blitz riuscito solo in parte, ma cresce l’attesa per la nuova fase di aggregazioni bancarie


 

Banca Popolare di Sondrio e Bper sempre più vicine a una possibile fusione dopo che Unipol si è portata al 6,9% della banca valtellinese, anche se è meno del 9,5% preventivato nell’operazione.

Unipol, quota Popolare Sondrio sale al 6,9%

Unipol è anche il primo azionista di Bper (al 19%) e già il suo ingresso in Bp Sondrio l’anno scorso con una quota di circa il 2% aveva acceso la speculazione su un possibile matrimonio fra le due banche.

UnipolSai si è avvalsa di un’operazione di reverse accelerated book building, gestita da Equita Sim, che ha consentito al gruppo assicurativo di acquisire 18,2 milioni di azioni di Popolare Sondrio, meno delle 30 milioni di azioni preannunciate ieri sera in un comunicato.

Prezzo 4,15 euro per azione, con un esborso totale di 75,6 milioni. Le azioni della Pop Sondrio avevano chiuso ieri a 4,008 euro. L’acquirente aveva messo sul piatto un premio compreso tra il 2% e il 4%.

UnipolSai già disponeva del 2,9% dell’istituto valtellinese dopo averne acquistato un altro 1% nelle ultime settimane.

 

Popolare Sondrio-Bper, fusione dietro l’angolo?

Per il gruppo guidato da Carlo Cimbri l’operazione è “finalizzata a contribuire ai piani di sviluppo della banca”, che è anche “partner industriale dal 2010 nel comparto della bancassicurazione Danni e Vita”.

Le analogie non finiscono qui. Bper e Popolare Sondrio sono legate anche nel risparmio gestito, avendo coinvestito in Arca Sgr.

La fusione tra la banca modenese e Bps  sarebbe quindi uno sbocco “naturale” di una partnership lunga e consolidata. Il blitz rilancia con forza l’ipotesi di una futura aggregazione e arriva peraltro mentre si attende la sentenza del Consiglio di Stato che dovrebbe spianare la strada alla trasformazione di Sondrio in spa.

 

Banco Bpm alla finestra su Popolare Sondrio e Bper

La mossa peraltro avviene mentre si discute sul futuro di Banco Bpm, possibile preda di Unicredit nella nuova fase di consolidamento bancario, anche se il ceo di Piazza Meda Giuseppe Castagna avrebbe preferito dare vita a un terzo polo con Bper.

Secondo gli osservatori un matrimonio fra Modena e Sondrio dovrebbe allontanare definitivamente quest’ultima ipotesi, ma c’è anche chi ritiene che un’alleanza a tre sia comunque possibile.

Intanto in Borsa dopo il blitz di Unipol riuscito solo in parte alle ore 10,08 le azioni Banca Popolare di Sondrio segnano +1,5% a 4,068 (ma con punte di circa il +6%, sopra il prezzo dell’operazione) mentre Bper -1,27% consolida dopo i recenti rialzi, Unipol -1,3%, bene Banco Bpm +1,7%.

 

Fonte: www.finanzareport.it




I manager bancari: strapagati a prescindere dai risultati

Le critiche al mega stipendio del futuro Ad di UniCredit non sono un caso. Dall’Italia alla Svizzera, le paghe dei manager ormai slegate dai risultati


Deve ancora entrare in ca­rica, ma il nuovo ammini­stratore delegato di Uni­Credit Andrea Orcel ha già scatenato un putiferio. Le so­cietà di consulenza Glass Lewis e Iss consigliano agli azionisti della banca milanese di bocciare la po­litica di remunerazione nell’as­semblea del 15 aprile per protesta­re contro i 7,5 milioni di paga del nuovo capo azienda. La banca chiede però di modificare anche le politiche sulle liquidazioni, au­mentandone il tetto da 7,2 a 15 mi­lioni (sei volte lo stipendio annua­le).

Dunque il “Ronaldo dei ban­chieri” già prima di scendere in campo s’è accaparrato almeno 22,5 milioni. Il suo predecessore Jean Pierre Mustier nel 2020 ha ricevuto “solo” 900 mila euro più stock option per altri 4,4. Molto meno della mega-liquidazione da 40 milioni pagata nel 2010 ad A­lessandro Profumo. A far discu­tere è il fatto che nel primo anno Orcel sarà pagato senza alcun col­legamento coi risultati aziendali.

Prima dell’arrivo di Orcel, in Italia divario tra stipendi dei vertici e quelli dei dipendenti delle banche era in calo. Secondo la Uilca, il sin­dacato dei bancari della Uil, nel 2007 i ceo delle banche quotate guadagnavano in media 139 volte lo stipendio medio dei dipendenti (28mila euro lordi l’anno), nel 2019 “appena” 44 volte. C’è chi, come Carlo Messina di Intesa San­paolo, dall’entrata in carica a set­tembre 2013 a oggi ha ricevuto ol­tre 23,5 milioni ottenendo però u­tili netti per 21,4 miliardi. Il ceo di Unipol Carlo Cimbri nel 2019 è stato pagato 5,6 milioni, il 26% in più dei 4,47 del 2018, ma a fronte di utili netti cresciuti del 73% da 0,63 a 1,09 miliardi.

Tuttavia non sono mancati manager la cui retribuzio­ne è stata una “variabile indipen­dente” rispetto ai risultati. Victor Massiah, Ad di Ubi dal primo di­cembre 2008 al 3 agosto scorso, ha ricevuto oltre 19,2 milioni mentre la banca nello stesso periodo ne perdeva 952. Nonostante la perdi­ta netta di 57 milioni, nel 2018 la paga di Giuseppe Castagna, ceo di Banco Bpm dal primo gen­naio 2017, è aumentata di 124mila euro a 1,63 milioni.

Marco Morelli, ad di Mps da settembre 2 016 a maggio 2020, per volere della Bce dovette ridursi lo stipendio da ol­tre un milione a 488mila euro ma dal 2017 al 2019 perse 4,2 miliardi. Quisquilie rispetto a quanto avviene nella finanza all’estero. Charles Lowrey, presidente e AD Prudential, nel 2019 è stato pagato circa 16 milioni. Larry Fink, ceo di Blackrock il maggior gestore di fondi mondia­le, nel 2020 di milioni ne ha otte­nuti 25 e 7,9 Mario Greco, ceo del­le assicurazioni Zurich. Il numero uno di Allianz Oliver Bate ha gua­dagnato 5,35 milioni, il ceo di Axa Thomas Buberl e quello di Gene­rali, Philippe Donnet, 3,1 più a­zioni per 2,3. Il capo azienda di Credit Suisse Thomas Gottstein nel 2020 ha ottenuto 7,6 milioni. Il fenomeno parte da lontano.

A Wall Street nel 1965 un ammini­stratore delegato riceveva 20 volte la paga media dei suoi dipendenti. Nel 2000 era a 344 volte, scese a 188 con la crisi finanziaria del 2009 per tornare a 312 nel 2017, quando la retribuzione dei ceo del­le 350 maggiori aziende era in me­dia di 18,9 milioni di dollari. Ma le prime cinque banche Usa (Gol­dman Sachs, Citigroup, JP Mor­gan Chase, Bank of America e Morgan Stanley) pagavano i loro ceo in media 25,3 milioni. Secondo un report della società di head hunting Willis Towers Watson su­gli stipendi dei ceo di 429 società quotate, nel 2019 negli Stati Uniti i capi azienda guadagnavano in me­dia 11,88 milioni, nel Regno Unito 5, in Germania 5,7, in Francia 4,1 e in Giappone appena 1,55. Ma a fare la differenza sono i bonus: nel 2019 negli Usa gli incentivi variabili valevano il 72% della paga totale dei ceo. Quest’anno però Bank of A­merica (Bofa) e Citigroup hanno ridotto i compensi degli ad per il 2020 a causa della pandemia e di errori di gestione. Bofa ha ridotto la paga di Brian Moynihan del 7,5% a 24,5 milioni; Citigroup quella dell’uscente Michael Cor­bat del 21% a 19 milioni.

LA FISAC, il sindacato dei bancari Cgil, ha calcolato che tra il 2008 e il 2019 il personale dell’intero siste­ma bancario italiano è costato 292,2 miliardi, in media 25,1 l’anno, dai 26,6 del 2008 ai 23,5 del 2019. Il da­to comprende stipendi e al­tri costi come oneri di ri­strutturazione e incentivi all’esodo. Nello stesso pe­riodo infatti i bancari sono calati di 46 mila unità, uno su sette, da 328 a 282mila.

Nell’ultimo decennio non è che le azioni delle banche abbiano brillato: l’indice settoriale a Milano è passa­to dai 19mila punti dell’a­prile 2011 agli attuali 8.745. Una frenata analoga ha ri­guardato anche le banche svizzere e quelle di altri Pae­si. Le elvetiche Credit Suisse e Ubs hanno pagato i dipen­denti oltre 297miliardi, più di tutte le banche italiane. A fare la differenza è il peso della finanza: Cs e Ubs pa­gano mega-bonus legati ai risultati, mentre le banche italiane restano dipendenti dalle vendite allo sportello. Quand’era capo del Corporate and Investment ban­king di Ubs, Orcel otteneva premi annuali per decine di milioni, più dello stesso AD Ermotti. Ora in U­niCredit nessuno prenderà più di lui, ma molti temono la sua scure sui costi del personale.

Articolo di Nicola Borzi sul Fatto Quotidiano del 3/4/2021




Accordo Intesa-Bper per la cessione di 532 sportelli di Ubi Banca

All’istituto modenese 532 sportelli. Obiettivo della manovra, convincere l’antitrust a superare le sue riserve sulla concentrazione e ottenere così il via libera all’ops sulla banca lombarda, che intanto potrebbe accelerare.


 

Accordo tra Intesa Sanpaolo e Bper per spartirsi le filiali di Ubi Banca. Il cda della banca modenese ha approvato la decisione di acquisire 532 filiali nell’ambito dell’ops di Intesa su Ubi, incrementando così il proprio impegno (anche se meno del previsto) rispetto agli accordi precedenti per l’acquisizione di 400-500 sportelli.

Accordo Intesa-Bper su filiali Ubi Banca

Bper nei giorni scorsi aveva avviato trattative con Intesa Sanpaolo per l’acquisto di altre filiali. Si era ipotizzato però un accordo più ampio, fino ad almeno 600 sportelli, e il titolo era precipitato in Borsa. Per l’operazione infatti è stato predisposto un aumento di capitale fino a 1 miliardo, ma l’ad Alessandro Vandelli contava di utilizzarne poco più della metà, mentre ora l’asticella potrebbe salire a 600-700 milioni.

Obiettivo della manovra, convincere l’antitrust a superare le sue riserve sulla concentrazione e ottenere così il via libera all’ops sulla banca lombarda.

L’antitrust infatti ha preventivamente bocciato l’intera operazione, citando fra i nodi da sciogliere la “sostanziale indeterminatezza” del ramo d’azienda oggetto di cessione, “incertezze” sull’esecuzione dell’accordo nel caso di adesioni all’offerta tra il 50 e il 66,7%, e “sostanziale inefficacia” dell’accordo “rispetto alle criticità” concorrenziali in Calabria, Marche e Abruzzo.

L’authority ha dato tempo fino al15 giugno per depositare memorie e documenti in vista dell’audizione finale fissata con le parti per il 18 giugno.

L’accordo integrativo

Il ramo oggetto di cessione sarà composto da depositi e raccolta indiretta da clientela stimati rispettivamente in circa 29 miliardi di euro e 31 miliardi e da crediti netti stimati in circa 26 miliardi.

Oltre il 70% delle masse afferenti al ramo sono relative a clientela basata nelle regioni settentrionali del Paese.

L’accordo integrativo prevede che gli impieghi addizionali stimati, pari a circa 4,5 miliardi, saranno costituiti esclusivamente da impieghi in bonis. Bper nel comunicato stima un Cet1 ratio Fully Loaded consolidato pro-forma al 12,5% alla fine del 2020.

Inoltre è stato rideterminato il meccanismo di calcolo per il corrispettivo del ramo d’azienda rilevato, pari a 0,55 volte il valore del Common Equity Tier 1 dello stesso e al 78% del “multiplo implicito” riconosciuto da Intesa Sanpaolo per il Common Equity Tier 1 di Ubi Banca.

L’Ops accelera

L’antitrust non dovrebbe emettere il suo verdetto prima della seconda metà di luglio, ma Intesa Sanpaolo conta ugualmente di accelerare i tempi dell’offerta. Sempre in data odierna infatti è attesa la decisione dell’Ivass sul passaggio delle relative attività assicurative a Unipol, partecipata dalla stessa Bper.

La Consob avrebbe poi 5 giorni per approvare il prospetto informativo dell’offerta, che potrebbe così iniziare in luglio per concludersi entro settembre, salvo parere contrario dell’antitrust.

Il via libera alla concentrazione sarebbe incluso nel documento d’offerta come condizione di efficacia della proposta. Difficilmente Ubi, che ha già duramente contrastato l’ops, soprattutto attraverso i maggiori soci sindacati, resterà a guardare.

 

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BPER: nuovo accordo distributivo con UnipolSai, nasce Assurbanca

Nuovo accordo distributivo tra Bper Banca e UnipolSaiAssicurazioni. E’ stato perfezionato ieri e in pratica è stato introdotto un nuovo modello operativo denominato Assurbanca e potenziato, al contempo, il modello di bancassurazione già presente nel gruppo bancario.

L’intesa, firmata dal vice direttore generale vicario di Bper Banca, Stefano Rossetti, e dal direttore generale di UnipolSai, Matteo Laterza, identifica due specifiche macro-soluzioni industriali: per quanto riguarda Assurbanca le agenzie UnipolSai potranno promuovere prodotti bancari del gruppo Bper alla propria clientela, sia privati che aziende (fino a 10 milioni di fatturato).

Mentre per quanto riguarda la bancassurance le filiali di Bper potranno promuovere prodotti assicurativi di UnipolSai alla propria clientela nel segmento aziende, in una logica addizionale rispetto al catalogo di Arca Assicurazioni. L’attività di vendita sarà poi completata direttamente dalle rispettive reti, ciascuna per i prodotti di propria competenza.

L’accordo permetterà “rilevanti sinergie” per Bper, generate dalle nuove attività di AssurBanca e di BancAssicurazione, quantificabili in un contributo all’acquisizione di oltre 200.000 nuovi clienti e di circa 40.000 imprese assicurate.

“Siamo molto soddisfatti per il perfezionamento di questo accordo distributivo, che costituisce una novità assoluta nel panorama bancario e assicurativo italiano“, ha commentato l’ad di Bper Banca, Alessandro Vandelli, spiegando che “intendiamo costruire un modello operativo integrato che permetterà di valorizzare al massimo la partnership con UnipolSai e l’offerta alla clientela, con l’obiettivo di soddisfarne al meglio i bisogni“.

Inoltre, l’accordo consentirà a Bper di rafforzare la proposizione di valore nei confronti della clientela nei segmenti Small business e Pmi “con una potenziata capacità di consulenza assicurativa e di ampliare la propria capacità distributiva di prodotti bancari sul territorio, grazie alla rete di agenzie UnipolSai“, ha precisato Vandelli. L’intesa raggiunta, dunque, ”migliora ulteriormente l’efficacia operativa del gruppo Bper in un comparto strategico per il nostro modello di business“, ha concluso il banchiere.

In borsa il titolo UnipolSai segna un +1,54% a 2,25 euro, mentre Bper Banca un +0,56% a 2,155 euro nel giorno in cui si riunisce l’assemblea ordinaria e straordinaria della banca. All’ordine del giorno l’approvazione del bilancio dell’esercizio 2019. In parte straordinaria la proposta di attribuzione al cda della facoltà, da esercitarsi entro il 31 marzo 2021, di aumentare il capitale fino a un massimo di 1 miliardo di euro, operazione necessaria per concludere l’acquisto di un ramo d’azienda da IntesaSanpaolo se l’istituto milanese concluderà con successo l’ops su Ubi.

 

fonte: Milano Finanza




Unipol entra in Popolare Sondrio: assist per fusione con Bper?

Il gruppo assicurativo, che detiene il 20% della banca modenese, potrebbe preparare la strada a un’aggregazione. Le due banche sono già legate dall’investimento comune in Arca Sgr

Unipol è entrata nel capitale della Banca Popolare di Sondrio con una quota dell’1,888%. La notizia della partecipazione, comunicata venerdì scorso, è l’ultima delle “sorprese” emerse con le nuove soglie rilevanti decise dalla Consob, fra cui anche la quota della stessa Unipol in Mediobanca, e anche in questo caso apre nuovi potenziali scenari che per il momento, va detto, restano confinati alle indiscrezioni di stampa. Non si può escludere però che la mossa possa aprire la strada a una futura operazione tra Bper, di cui Unipol è il maggiore azionista appena sotto il 20%, e appunto la Popolare di Sondrio, una fusione, nell’ambito del risiko delle banche di medie dimensioni che l’emergenza coronavirus ha messo per ora in secondo piano.

 

Unipol-Popolare Sondrio, primo passo per fusione con Bper?

Del resto Bper e Popolare Sondrio sono già legate dall’investimento comune in Arca Sgr, partenrship rafforzata nel 2019 incrementando le rispettive quote nella società e portandole al 57% (Bper) e 36,8%, dopo essersi equamente spartite il 40% appartenuto alle ex banche venete.

Bper sta già svolgendo un ruolo attivo nell’ambito dell’Ops presentata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca in data 17 febbraio 2020, che prevede la cessione all’istituto modenese di un ramo d’azienda costituito da 400-500 filiali e a Unipol della relativa parte assicurativa.

In questo contesto, secondo quanto ha scritto nel fine settimana il quotidiano Il Messaggero, l’ingresso di Unipol i Bps, sia pure con una quota limitata, potrebbe preludere a una potenziale trattativa con Bper finalizzata a una fusione, approfittando della liaison fra Modena e Sondrio nella partnership in Arca Sgr.

Popolare Sondrio e il nodo Spa

Da parte sua Bp Sondrio ha finora resistito all’obbligo di trasformazione in spa previsto dalla riforma Renzi. La riforma è attualmente al vaglio della Corte europea.

Ma l’istituto valtellinese è anche sotto i riflettori della Bce, che incalza Sondrio sul fronte del capitale e che negli ultimi mesi ha chiesto alla banca di rinunciare prima all’acquisizione di CariCento e poi un mese fa a quella di Farbanca per dare priorità all’azione di derisking.

Altro dossier aperto per Bps è il braccio di ferro con il fondo Amber, che si è visto stoppare la richiesta di ammissione a socio.

Bper, addio a Mps

Eventuali mire di Bper sulla Popolare di Sondrio, assieme all’acquisizione delle filiali Intesa Sanpaolo (se l’ops su Ubi andrà in porto), porterebbe comunque la banca guidata da Alessandro Vandelli ad allontanarsi dall’ipotesi di una fusione con Mps (quest’ultima tuttora appesa alle trattative tra il Mef e Bruxelles per lo smaltimento di almeno 10 miliardi di crediti deteriorati).

Intanto, guardando a Nord Ovest, nei giorni scorsi il cda di Bper ha approvato il progetto di fusione per incorporazione della Cassa di risparmio di Bra e della Cassa di Saluzzo.

 

Fonte: finanzareport.it




Unipol-Sai: smart working, firmato l’accordo. Parte la sperimentazione

Dopo numerosi incontri di trattativa, abbiamo firmato unitariamente ieri pomeriggio l’Accordo con l’Azienda che consente l’avvio in questo semestre della prima fase di sperimentazione dello Smart Working.

I lavoratori, già nelle scorse settimane, avevano condiviso il proprio convincimento che sul tema in questione la priorità fosse far partire la fase pilota, evitando una dilatazione dei tempi.
Con tale mandato, avevamo richiesto all’azienda di apportare modifiche al testo proposto, e nella stesura finale sono state recepiti importanti miglioramenti: l’allargamento sperimentazione a lavoratori con 104, il diritto alla disconnessione, il riconoscimento del buono pasto.

Per quanto riguarda la richiesta copertura assicurativa che – in caso di infortunio domestico – copra l’eventuale contestazione da parte di Inail nel riconoscimento dell’indennità dovuta (fermo restando il riconoscimento della retribuzione e l’indennizzo previsto dalla polizza infortuni del CIA) l’Azienda si è detta disponibile a valutare eventuali casi dovessero insorgere.

Pur permanendo alcune criticità (come ad esempio i costi di connessione a carico dei dipendenti, il mancato allargamento in questa prima fase a 2 giorni a settimana, il non coinvolgimento dei colleghi UnipolSai appartenenti a Strutture diverse da quelle individuate nel pilota, nonché l’esclusione per ora delle diverse società del Gruppo) valutiamo positivamente l’inizio in UnipolSai della possibilità di fruire di questo importante istituto per la conciliazione dei tempi di vita / lavoro.

Entro fine anno verrà effettuato l’incontro di verifica e in base a quanto emergerà dalla sperimentazione, proveremo ad apportare ulteriori migliorie per l’estensione dell’opportunità del Lavoro Agile all’intera popolazione aziendale.




Intesa Sanpaolo lancia un’offerta per UBI Banca

Intesa Sanpaolo ancora protagonista del risiko bancario con una offerta a sorpresa su Ubi banca, che ha appena presentato il suo nuovo piano industriale al 2022. La banca guida da Carlo Messina ha lanciato una offerta pubblica di scambio volontario sulla totalità delle azioni di Ubi banca. Una operazione, non concordata ma nemmeno ostile, con Ubi che non commenta l’offerta, finalizzata a “consolidare la leadership” di Cà de Sass nel settore bancario con un gruppo in grado di realizzare utili superiori ai 6 miliardi di euro al 2022. Per ogni 10 azioni di Ubi banca portate in adesione all’offerta saranno corrisposte 17 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo di nuova emissione, valorizzando quindi Ubi 4,86 miliardi di euro.

La cifra corrisponde ad un premio del 27,6% sui valori di Borsa di venerdì 14 febbraio pari a 3,3333 euro. Il consiglio d’amministrazione di Intesa Sanpaolo sottoporrà all’assemblea straordinaria, convocata per il 27 aprile, la proposta di aumento di capitale a servizio dell’offerta. Con il perfezionamento dell’offerta, Intesa avrà accesso ad oltre 3 milioni di clienti, tra retail, pmi e private distanding, di Ubi banca. UnipolSai ha già raggiunto un accordo con Cà de Sass per rilevare, in caso di successo dell’Opa, i rami d’azienda delle compagnie assicurative Banca Assurance Popolari, Lombarda Vita e Aviva Vita, partecipate da Ubi banca. Il gruppo assicurativo bolognese sosterrà poi un aumento da un miliardo di euro per Bper di cui è primo socio per il 19,9%.

La banca guidata da Alessandro Vandelli ha sottoscritto con Intesa un contratto che prevede l’acquisto di un ramo d’azienda composto da 1,2 milioni di clienti distribuiti su 400/500 filiali ubicate prevalentemente nel nord dell’Italia. Entro venti giorni dalla data del 17 febbraio, Intesa Sanpaolo presenterà a Consob il documento d’offerta e allo stesso tempo le istanze per l’ottenimento delle autorizzazioni da parte di Bce, Banca d’Italia, Ivass e le autorità straniere interessate all’operazione. L’obiettivo dell’offerta è acquisire l’intero capitale sociale di Ubi ed il successivo delisting e fusione. Intesa Sanpaolo ritiene che la revoca delle azioni favorirà gli “obiettivi di integrazione, di creazione di sinergie e crescita del gruppo”.

 

Fonte: ANSA




UnipolSai: ennesima riorganizzazione dell’Area Sinistri

Lo scorso 15 gennaio la Direzione Sinistri ha presentato l’ennesima riorganizzazione dell’Area con impatti sia sulla Rete Territoriale sia sulla Liquidazione Direzionale, con spostamento di carichi di lavoro e riconversioni professionali.

Un cambiamento maturato nel corso dei mesi, senza aver minimamente coinvolto i lavoratori nel processo di elaborazione, illustrato nell’incontro sindacale con una documentazione incompleta e con alcune incongruenze (le slide iniziali consegnate soltanto un giorno prima e la seconda parte consegnate, addirittura, ad incontro concluso).
Tale cambiamento, tra l’altro, matura in un tessuto lavorativo, quello dei sinistri, da tanti anni attraversato da problematiche rimaste a tutt’ora prive di concreta risoluzione, nonostante le molteplici evidenze da parte delle rappresentanze sindacali.

Nel prendere atto degli intendimenti dell’Impresa, abbiamo evidenziato, fin da subito, forti perplessità emerse rispetto a:

  • sostenibilità dei carichi di lavoro nelle UL Territoriali;
  • potenziale deprofessionalizzazione per alcui profili liquidativi;
  • incertezza su quali attività permarranno nelle Strutture Amministrative e nel Contact Center (Sertel);
  • ricorso ad appalti ed automazioni.

Inoltre la Direzione non ha fornito alcuna indicazione su tempi e modalità degli spostamenti (colloqui, job posting, raccolta disponibilità, “imposizioni”, etc.) né sui percorsi formativi per i colleghi adibiti ad altra mansione.

A fronte della carente e tardiva presentazione del progetto da parte dell’Azienda, a tutela di tutti i lavoratori coinvolti, è stato necessario fissare un ulteriore incontro che si terrà mercoledì della prossima settimana, allo scopo di approfondire i molteplici elementi che abbiamo già provveduto a richiedere formalmente alla Direzione.
Nel frattempo, invitiamo a prendere visione dei documenti allegati (approfondimenti saranno previsti per gli elementi riguardanti: Contact Center di Pas; Liquidazione Over di Linear), facendo pervenire le vostre valutazioni.

 

Rappresentanza Sindacale Gruppo Unipol
First CISL – Fisac CGIL – Fna – Snfia – Uilca UIL


ALLEGATI: