Fisac Alleanza: non ci lasciamo intimorire

COMUNICATO FISAC/CGIL ALLEANZA DEL 13/05/2020

Care/i iscritte/i e care/i lavoratrici/ori,

in un momento così difficile per il nostro paese e per tutti noi, siamo nuovamente obbligati ad intervenire con la nostra azienda in merito alle operatività messe in atto per i lavoratori e per la clientela.

Le nostre azioni di protesta a difesa dei lavoratori hanno provocato effetti mai riscontrati prima nella controparte che, per tutta risposta, ha pesantemente minacciato la ns. Segreteria di Coordinamento delle RSA Alleanza.

Noi non ci lasciamo intimorire e continuiamo ad informarvi su ciò che accade.

Come tutti sapete, anche per il mese di maggio Alleanza ha varato interventi in linea con il mese precedente:

  • riduzione del 25% degli obiettivi (decurtazione valida anche per i mix, che restano mensilizzati, e per il raggiungimento delle incentivazioni degli Account);
  • maggiorazione delle quote acquisite in maggio del 20% (e non più del 50% come previsto ad aprile);
  • per il produttivo di maggio verrà ancora considerata la correntizzazione di febbraio, mentre dal prossimo mese si ritornerà agli scaglioni, anche se modificati (non ci saranno penalizzazioni fino al 90%);
  • sono stati istituiti due nuovi bonus montequote per gli investimenti e per il risparmio/protezione.

Tali interventi confermano il giudizio che avevamo dato già lo scorso mese: restano assolutamente insufficienti.

Alleanza ha realizzato un risultato eccellente in aprile a dimostrazione che, nonostante le oggettive difficoltà riscontrate, i lavoratori si stanno fortemente impegnando anche da remoto.

Proprio per questo l’azienda dovrebbe dimostrare maggiore vicinanza ai propri lavoratori, che credono in lei e contribuiscono alla sua grandezza.

Ricordiamo a tutti che:

  • le pressioni commerciali sono proibite, ne registriamo però ancora numerosi casi, nonostante le nostre denunce;
  • gli orari di lavoro vanno rispettati (per i produttori parliamo di 40 ore a settimana) ed il sabato resta non lavorativo;
  • le riunioni (call/videocall) non vanno fatte al di fuori dell’orario di lavoro (si deve poter pranzare e cenare);
  • la formazione deve essere svolta durante l’orario di lavoro (non durante il tempo libero).

Permane ancora l’onerosa pretesa di compilare decine di file e di partecipare a numerose conference call alle ore più disparate; occorre inoltre dedicare troppo tempo per le innumerevoli circolari da studiare ed i corsi di formazione da svolgere quotidianamente. Anche questo toglie spazio all’attività vera e propria, già di per sé difficile ed articolata.

Non dimentichiamo che il paese è in forte crisi economica, la clientela continua a rivolgersi a noi soprattutto per avere rassicurazioni e risposte ai problemi di liquidità (prestiti, riscatti, sospensione dei pagamenti); sono i lavoratori di base, in prima linea, ad occuparsi di loro.

La remotizzazione dei sistemi ha portato un ulteriore aggravio di lavoro anche per gli Impiegati Amministrativi, costretti a continui contatti telefonici e telematici con clienti e collaboratori, oltre alla lavorazione delle pratiche, enormemente lievitate, ed alla compilazione di modelli.

Alla luce di quanto scritto ci sentiamo di dover rinnovare alcune delle nostre richieste all’azienda:

  • garanzie economiche e riduzione degli obiettivi almeno fino alla fine dell’anno;
  • rimborso mensile per chi utilizza strumenti personali (cellulare, connessione wifi);
  • cessazione delle pressioni commerciali;
  • certezza che le anticipazioni provvigionali di marzo non verranno mai recuperate;
  • rispetto degli orari di lavoro;
  • diritto alla disconnessione;
  • estensione delle agevolazioni previste per i riscatti nelle zone rosse anche al resto del paese;
  • terminata l’emergenza, occorre disciplinare lo smart working con accordo tra le parti;
  • accordo tra le parti per la rielezione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.

In relazione a quest’ultimo punto, in azienda è rimasto un solo RLS. I nostri solleciti per il rinnovo di un accordo che portasse alla rielezione di queste figure indispensabili, erano caduti nel vuoto negli ultimi anni.
Nemmeno adesso Alleanza ha voluto fare un accordo, pretendendo la loro nomina temporanea da parte delle OO.SS per “sanare”, in questo particolare momento, la situazione.

Oggi l’azienda, incurante della situazione economica che ci circonda, chiede a tutti un VELOCE cambio di organizzazione del lavoro e di mentalità, risultati importanti, sempre in crescita.

In contraddizione con questa pressante ricerca dei risultati, Alleanza OBBLIGA tutti i lavoratori a mettersi in FERIE, per azzerare le ferie maturate negli anni precedenti.

Come si possono realizzare gli obiettivi, mentre siamo costretti a stare in ferie?

Come fanno gli impiegati a lavorare tutte le pratiche e la produzione, se devono stare in ferie anche per due giorni a settimana?

Ricordiamo a tutti che le FERIE VANNO GODUTE e nei giorni di ferie non si lavora!

Le FERIE OBBLIGATORE sono in evidente incompatibilità con lo smart working, come confermato anche dalle ultime risposte fornite dal Governo in riferimento ai DPCM. E’ vero che il protocollo di settore prevede questa possibilità, ma l’azienda non è in crisi e tutti stiamo regolarmente lavorando e facendo risultati da remoto ed i produttori lavorano per obiettivi mensili, non avendo ottenuto garanzie economiche.

Chiediamo all’azienda di rivedere questa disposizione e di consentire ai lavoratori di godere le ferie nel mese di agosto (il nostro CCNAL prevede che i dipendenti usufruiscano di almeno 14 giorni di ferie consecutive) oppure di programmare una settimana o più giorni in momenti diversi a scelta del lavoratore.

Nell‘ultima settimana, inoltre, sono arrivate numerose email da Risorse Umane che hanno causato evidente confusione.

Alla nostra richiesta di chiarimenti, Alleanza ha dichiarato che restiamo in smart working e che l’operatività delle agenzie non è cambiata e si va in ufficio solo per casi eccezionali, non gestibili da remoto.

Siamo certi che non si tratti di un tentativo di scaricare le responsabilità aziendali sugli Agenti Generali.

Ricordiamo agli Agenti che sono responsabili per la sicurezza e consigliamo loro di rispettare puntualmente tutte le discipline previste dai DPCM.

Alleanza ha dichiarato che sta inviando nuove forniture di mascherine (visto che ne erano arrivate pochissime per agenzia), guanti, disinfettanti, igienizzanti, termoscanner per la misurazione della temperatura corporea, mascherine copri-occhi, pannelli in plexiglass per separare il bancone (dove presente) e per dividere il cliente dal collaboratore nella stanza di ricevimento.

Ricordiamo che, laddove non sia possibile rispettare le regole o manchino i dispositivi, gli uffici non possono ricevere clienti nemmeno per i casi eccezionali.

L’azienda ha dichiarato anche di volere tutelare i soggetti più deboli, invitando (nulla è obbligatorio) il personale con patologie e gli ultra 55enni ad inviare al Medico Competente la documentazione inerente il proprio stato di salute (nel rispetto della privacy e del segreto professionale, ci è stato assicurato) affinché possano restare in smart working, anche quando l’azienda inizierà a riaprire.

L’azienda ha ribadito che gli Ispettorati Agenziali resteranno chiusi e rimane vietato recarsi a casa dei clienti. Ci auguriamo, però, che Alleanza organizzi la sanificazione anche degli I.A. dotandoli dei dispositivi necessari e delle pulizie quotidiane in modo da poterli riaprire nei prossimi mesi. Siamo certi che l’azienda non voglia approfittare dell’emergenza Covid per chiudere definitivamente gli ispettorati periferici, indispensabili per il presidio dei territori e della clientela.

Ricordiamo che Generali ha stanziato milioni per l’emergenza Covid; il Gruppo ha comunque conseguito utili milionari e, nonostante la crisi e l’invito degli Organi di Vigilanza, ha deciso di distribuire milioni di dividendi (anche se in due tranche). Alleanza è il fiore all’occhiello del Gruppo, coi suoi risultati eccellenti ed è giusto che l’azienda investa, stanziando risorse, anche sui propri lavoratori.

Italia, 13 maggio 2020

Il Coordinamento Nazionale delle RSA FISA/CGIL di Alleanza

 

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Gruppo Generali: provvedimenti assolutamente non sufficienti

Le RSA dei Produttori di Generali Italia sono state convocate nel pomeriggio di venerdì 20 marzo 2020 per una conferenza telefonica su provvedimenti legati alla rete OP.

L’Azienda ha sottolineato come la situazione complessa che si sta vivendo in queste settimane necessita di una implementazione del lavoro a distanza che già era utilizzato dalla rete. Consapevole dei rallentamenti che ci saranno sulla produzione, oltre agli interventi già comunicati sulle gare di periodo del 1° quadrimestre e sulle agevolazioni sulle meccaniche di calcolo rappel, l’Azienda ha presentato alcuni provvedimenti per i Produttori:

  • Una maggiorazione per il 2° bimestre di computi e base incentivabili per le polizze emesse e perfezionate con processo di vendita digitale e tradizionale
  • Una clausola di salvaguardia per gli incentivi rappel maturati nel 2° bimestre 2020 che vada a mitigare eventuali scostamenti negativi rispetto al rappel medio 2019 del singolo OP, il tutto in forma di anticipo liquidato nella busta paga di giugno.

Su sollecitazione sindacale l’Azienda ha confermato l’interruzione di ogni ragionamento relativo alle lettere monitorie, ha altresì confermato la sospensione delle rate dei prestiti auto per marzo e aprile.

Le OO.SS., ascoltate le iniziative aziendali e riservatesi di formulare nei prossimi giorni proposte di revisione sui parametri presentati, ritengono tali provvedimenti assolutamente non sufficienti risultando totalmente inadeguati rispetto al contesto in cui i Produttori stanno operando e non rispecchiano l’immagine di una Compagnia votata all’attenzione e al benessere dei suoi dipendenti.
La rete OP oggi necessita di percepire la stessa fiducia che è stato chiesto di infondere nei clienti tramite provvedimenti coraggiosi, immediati e semplici a sostegno del reddito di ogni singolo OP, che nei prossimi mesi vedrà drasticamente diminuire i propri volumi d’affari e conseguentemente tutta la parte variabile della busta paga, generando non poche criticità.
I Produttori, sempre pronti a rispondere presente agli input aziendali e soggetto fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di business, oggi meritano di più. Meritano uno sforzo datoriale senza precedenti che possa mettere in sicurezza non solo da un punto di vista sanitario ma anche economico tutta la rete OP.

Le OO.SS. scriventi chiedono quindi che l’Azienda intervenga con strumenti reali a sostegno della rete OP, slegati dalla produttività, ma volti al sostentamento di una categoria che si trova e si verrà a trovare in prima linea sempre in maggiore difficoltà.

 

Le RSA di Generali Italia
FIRST/CISL FISAC/CGIL FNA SNFIA UILCA




Alleanza dia segnali tangibili ai lavoratori che l’hanno resa grande

Cari iscritti e cari lavoratori,

in questo momento così particolare e delicato per il nostro paese abbiamo scelto di non diffondere comunicati sino ad ora, preferendo scrivere e fare richieste direttamente all’azienda, per non rischiare di peggiorare ulteriormente lo stato di confusione imperante.
Oggi siamo costretti a farlo perché ce lo avete chiesto a gran voce.

Fin dai primi giorni di diffusione dell’emergenza in Italia abbiamo chiesto ad Alleanza di intervenire con comunicazioni CHIARE per prevenire il rischio e tutelare la salute dei lavoratori e delle loro famiglie e, soprattutto, abbiamo chiesto supporti economici.

L’azienda ci ha risposto positivamente, dichiarando che “predisporremo a breve meccanismi di intervento, che sono in fase di puntuale definizione“.
Ad oggi, però, non ci sono stati comunicati i meccanismi di intervento, che deduciamo non siano stati ancora definiti, nonostante i nostri numerosi solleciti.

Oggi tutto il paese è sotto misure restrittive, i clienti si rifiutano di incontrarci ed a centinaia chiedono di sospendere i pagamenti, oltre a prestiti e riscatti.
E’ innegabile che i risultati crolleranno, così come tutti gli indici.

Oggi l’azienda ha annunciato a tutti gli Agenti Generali, in conference call, che sarà possibile acquisire da remoto. Così come sarà possibile effettuare riscatti e prestiti senza la presenza fisica del cliente. Abbiamo chiesto che anche le variazioni possano essere effettuate con la stessa modalità. Abbiamo chiesto anche la sanificazione di tutti i locali, oltre l’invio di materiale disinfettante e mascherine. Abbiamo anche chiesto l’estensione delle agevolazioni per i clienti delle zone rosse a tutta Italia.

Non possiamo negare che le categorie più deboli della nostra azienda, cioè i produttori dipendenti e non (inclusi collaboratori e TSIE), risentiranno fortemente delle conseguenze di questa situazione.

E’ a loro che Alleanza ed il Gruppo Generali devono dimostrare vicinanza, soprattutto economicamente. Non certo continuando ad inviare le lettere di contestazione per improduttività, che vanno ritirate IMMEDIATAMENTE.

Da questo mese saremo tutti IMPRODUTTIVI e l’azienda, che da anni fa risultati eccellenti ed utili milionari, adesso deve dare dei segnali tangibili ai lavoratori che l’hanno resa grande e che, finita questa emergenza, continueranno a renderla tale. E deve farlo SUBITO, non c’è tempo da perdere.

Abbiamo chiesto che i lavoratori TUTTI possano operare da remoto a CASA (chi lavora da casa è in servizio), visto che tanto ci vantiamo di essere i più digitalizzati sul mercato, senza spostamenti di nessun tipo e che venga agevolata la fruizione delle ferie (essere in ferie significa NON LAVORARE in italiano) e di aumentare la possibilità ed il numero di giorni di permesso, per tutti e soprattutto per chi ha figli (essere in permesso significa NON LAVORARE in italiano). Ricevere i clienti in ufficio è rischioso per tutti, soprattutto per gli addetti alla sicurezza (agenti generali ed impiegati amministrativi) e, in base al decreto ministeriale, non si configura nella fattispecie delle emergenze.

Chiediamo nuovamente ad Alleanza ed al Gruppo di intervenire URGENTEMENTE (in questa situazione, oggi è già ieri) dando disposizione chiare, NON INTERPRETABILI, dicendo a TUTTI di lavorare da casa e dando a TUTTI i produttori, anche ai non dipendenti, un supporto economico, chiarendone modalità e tempistiche.

Noi invitiamo TUTTI a STARE A CASA ed a rispettare le disposizioni ministeriali.

Noi continueremo a sollecitare Alleanza ed il Gruppo a risponderci e, soprattutto, a dimostrare vicinanza ai propri lavoratori.

 

Roma, 11 marzo 2020

 

 Coord. Naz. Fisac/Cgil di Alleanza




Alleanza: nuovi obiettivi per il 2020, sempre più fuori portata

La scorsa settimana l’azienda ha incontrato le Organizzazioni Sindacali per un’informativa sulle nuove incentivazioni previste per il 2020.

Durante il precedente incontro del 25 novembre avevamo, come Fisac/Cgil, chiesto ad Alleanza di non aumentare l’obiettivo 2020 del 2,8% – 3%, vista la situazione di grande difficoltà vissuta dalla rete, e di rendere più accessibili e semplici le incentivazioni, in modo da consentirne la fruibili ad un numero molto più elevato di collaboratori, in virtù del fatto che esse rappresentano una parte importante della retribuzione dei produttori.

Al contrario, purtroppo, Alleanza ha completamente disatteso ogni nostra aspettativa dichiarando di non essere assolutamente disponibile ad assecondare le nostre richieste.
Il budget aumenterà tra il 2,8% ed il 3% e, in conseguenza della redistribuzione sui territori, lieviteranno ulteriormente gli obiettivi di settore.
Per quanto riguarda le incentivazioni 2020, non solo non sono state semplificate, ma anche rese meno accessibili e meno dispendiose per l’azienda, a nostro avviso, fino al paradosso di DECURTARE addirittura parte del rappel.

Alcuni lievi miglioramenti si registrano solo per chi sceglie la pista extra-performance (con l’apertura di una finestra per chi supera il 180% arrivando fino al 250% e l’inserimento di una nuova aliquota intermedia  tra l’80% el’85%) e per gli Agenti Generali che vengono allineati ai produttori, visto che anche il loro Mix diventa trimestrale e non più semestrale.

Per il resto gli obiettivi Mix non saranno più in quote ma in euro. Per la pista risparmio e previdenza verranno considerate solo le proposte di nuova emissione, mentre per i TFR non si sa ancora come e se verranno considerati, probabilmente saranno usati come bonus.

La penalizzazione più grave per la Fisac è quella di legare i Mix al rappel, per cui se non si attiveranno almeno due piste Mix sul trimestre, il rappel verrà decurtato del 10% (all’attivazione di almeno 3 piste Mix il rappel sarà aumentato del 10%). L’azienda punta ad aumentare la diversificazione attraverso i Mix, ma invece di investire nuovi soldi per incentivare l’organizzazione, li taglia per penalizzarli!

Vengono anche eliminate le quote di lancio sulle Protection, quindi anche sulla Semplice. Verranno assegnati degli obiettivi mensili in raccolta premi protection, a scaglioni superiori almeno ai 1.000 €. mensili  (max. €. 4.000) che genereranno un bonus mensile di 10.000 quote (fino ad un max. di 40.000 quote). Questo bonus non verrà pagato come quote base, ma solo per i rappel ed i Mix. Ad esempio, per prendere il bonus minimo di 10.000 quote mensile, bisognerà acquisire almeno 6 polizze Semplice in soluzione 1 – pacchetto Small.

Infine, l’incentivazione dello Sviluppo organizzativo per gli Agenti verrà rimodulata, ma in modo sempre più complesso ed ingestibile.
Nel frattempo, da gennaio il programma di Generazione Alleanza per i nuovi inserimenti verrà esteso a tutte le Agenzie, con tutte le complicazioni ed i limiti che abbiamo più volte segnalato.

Ci è stato anche comunicato che verrà chiusa l’Agenzia di Sulmona e riaperta quella di Avezzano, con una redistribuzione dei territori delle Agenzie di Isernia, L’Aquila e Sulmona. I vertici aziendali hanno dichiarato che gli Agenti coinvolti hanno condiviso il programma e che non vi saranno ripercussioni per i dipendenti e per i TS coinvolti.

In conclusione, non possiamo che ribadire la nostra assoluta contrarietà all’aumento del budget 2020 ed alle modifiche in peius alle incentivazioni, che vedono addirittura l’inserimento di un malus, riconfermando tutto quanto contenuto nel nostro precedente comunicato. Soprattutto in riferimento alla cecità di questo management che finge di non vedere che l’organizzazione produttiva è sempre più demotivata (con il 40% dei TS che non raggiunge gli obiettivi mensili), oberata di carichi di lavoro, senza più prospettiva di crescita professionale, spesso vessata, demansionata, indebolita psicologicamente (sono aumentati gli episodi di violenze verbali e fisiche, oltre anche ai tentativi di suicidio), controllata ai limiti delle violazioni di legge.
Infatti, decine di dipendenti ogni mese lasciano l’azienda per andare alla concorrenza, parzialmente sostituiti da neo-assunti a metà prezzo (circa 10.000 €. lordi annui e la permanenza nel ruolo di 1° ASA per 4 anni ed almeno 18 mesi dal 2023), grazie all’ultimo rinnovo contrattuale che la Fisac aziendale non ha firmato.

I vertici direzionali continuano col taglio dei costi e con la destrutturazione dell’azienda, mettendo avanti solo ed esclusivamente l’interesse dell’azionista Generali, senza prendere in considerazione ilavoratori e la clientela, nonostante le belle parole dichiarate ai media o durante le convention.

Roma, 18 dicembre 2019

                                                     

                                                                                Coord. Naz. Fisac/Cgil di Alleanza




Alleanza deve tornare a motivare i lavoratori

La scorsa settimana l’azienda ha incontrato le Organizzazioni Sindacali per un’informativa sull’andamento delle incentivazioni e dei risultati a tutto ottobre e per gli obiettivi 2020.

I dati forniti hanno confermato che, grazie ad un eccezionale risultato in ottobre produttivo, Alleanza è al 100% del budget 2019 con un incremento del 20% sui Premi Unici ed un decremento del 10% sui Premi Annui. Secondo i vertici aziendali anche le incentivazioni sono in incremento come taglio medio dei premi, benché il numero di coloro che le percepiscono sia sempre lo stesso, circa il 40% dei TS, e non ci hanno fornito la distribuzione tra nord e sud. Viste le differenze a livello economico nazionale, certamente le incentivazioni arrivano in modo inferiore al centro-sud.

Non comprendiamo come sia possibile che Alleanza dichiari, ad ogni incontro sull’andamento aziendale, che i dati siano sempre migliori del passato, ma le percentuali restano praticamente le stesse nell’ultimo quinquennio!

Come se Alleanza fingesse di non vedere che la propria organizzazione è sempre più demotivata, oberata di carichi di lavoro, senza più prospettiva di crescita professionale, spesso vessata,demansionata, indebolita psicologicamente (sono aumentati gli episodi di violenze verbali e fisiche, oltre anche ai tentativi di suicidio), controllata ai limiti delle violazioni di legge, fino al punto che decine di dipendenti ogni mese lasciano l’azienda per andare alla concorrenza, parzialmente sostituiti da neo-assunti a metà prezzo (circa 10.000 €. lordi annui e la permanenza nel ruolo di 1° ASA per 4 anni ed almeno 18 mesi dal 2023) grazie all’ultimo rinnovo contrattuale che la Fisac aziendale non ha firmato.

In questo clima di assoluta indifferenza e cecità da parte dei vertici aziendali, si comunica che il budget 2020 aumenterà tra il 2,8 ed il 3%, con la ridicola motivazione che arriveranno a scadenza 400 milioni di €. in più di polizze ventennali e che verranno pagati 130 milioni in più di quote da incasso per le polizze Semplici acquisite quest’anno.

Senza dimenticare che solo il 60% dei TS raggiunge gli obiettivi mensili, mentre resta invariata la percentuale di coloro che non riescono ad arrivare al traguardo del budget e pari ben al 40%.

L’incremento richiesto dall’azienda per il 2020 rischia di aumentare ulteriormente la fascia di coloro che non arrivano all’obiettivo. Senza sottovalutare la situazione macroeconomica di indiscutibile difficoltà in cui versa il nostro paese.

Nel frattempo, ricordiamo a tutti che sono state chiuse 8 Agenzie Generali nell’ultimo anno (solo 2 riaperte), insieme a centinaia di uffici periferici, e demansionati 4 agenti generali. Altri 75 agenti sono stati convocati in Direzione Generale ed aumentano rumor e timori che nuove agenzie verranno chiuse nei prossimi mesi.

Non possiamo più credere a vertici direzionali che decine di volte ci avevano rassicurato sulla loro volontà di non chiudere le agenzie, poi smentiti dai fatti.

L’azienda ha dichiarato che le convocazioni a Milano avevano lo scopo <<di dimostrare che Alleanza è al fianco dei lavoratori e la disponibilità ad ascoltarli con l’intento di aiutare le agenzie in difficoltà>>. Allora invitiamo tutte le agenzie in difficoltà a chiedere aiuto ai vertici territoriali e direzionali, attraverso ad esempio supporti economici per motivare la rete ed inserire nuovi collaboratori.

Abbiamo protestato fermamente sulla pretesa di programmazione dell’attività che si sta trasformando in controllo a distanza, proibito dalla legge. Alleanza ha dichiarato che interverrà, consapevole che il controllo a distanza è illegittimo ed illegale.

L’azienda ha ribadito che l’adesione al progetto smile, che prevede l’utilizzo del proprio profilo personale sui social, non è obbligatoria per i lavoratori.
Vi invitiamo a segnalarci qualsiasi violazione in tal senso.

Abbiamo anche protestato perché Alleanza obbliga i TS a superare l’esame per Consulente Finanziario, ma a spese dei lavoratori. L’azienda dovrebbe almeno farsi carico della formazione all’esame e dei costi per sostenerlo.

Abbiamo, inoltre, fatto nuovamente notare che non è possibile che la formazione sia tutta on-line ed i lavoratori siano obbligati a farla durante il loro tempo libero. L’azienda deve rispettare il Contratto di Lavoro, che prevede per i produttori 40 ore settimanali ed il sabato non lavorativo.

L’azienda ha dichiarato che le incentivazioni per il 2020 resteranno le stesse di quest’anno, anche se vorrebbero rimodulare qualcosa soprattutto per i Mix. La Fisac ha chiesto che le incentivazioni vengano semplificate e rese accessibili ad un numero molto più elevato di collaboratori, visto che risultano indispensabili per realizzare guadagni “decenti” soprattutto per i livelli più bassi.

Alleanza deve tornare a motivare la propria organizzazione, sia come crescita professionale che economicamente per essere di nuovo “appetibile”, per arginare le fuoriuscite di dipendenti (al momento, la concorrenza è l’unica ad essere soddisfatta di questo managment) ed inserire nuove risorse da far crescere (visti anche i limiti, vicini al fallimento, di “Generazione Alleanza”). I vertici direzionali non possono continuare col taglio dei costi e con la destrutturazione dell’azienda, mettendo avanti solo ed esclusivamente l’interesse dell’azionista Generali, senza prendere in considerazione i lavoratori e la clientela, nonostante le belle parole dichiarate ai media o durante le convention.

Un nuovo incontro è previsto per il prossimo 12 dicembre, sempre a tavoli separati come richiesto dalle altre sigle, così l’azienda può continuare a “giocare su più tavoli”.

Roma, 2 dicembre 2019

                                                     

                                                                                Coord. Naz. Fisac/Cgil di Alleanza




Alleanza-Generali: nuove chiusure e tagli indiscriminati

La scorsa settimana l’azienda, durante una conference call, ha comunicato alle OO.SS. la propria intenzione di chiudere dal primo di ottobre ben 4 Agenzie Generali, in aggiunta alle 2 già chiuse prima dell’estate (1 delocalizzata in un comune limitrofo) ed alle altre 2 dello scorso anno, nonostante negli ultimi anni Alleanza avesse sempre dichiarato che ciò non sarebbe accaduto.

Come Fisac/Cgil abbiamo protestato fermamente per questa ennesima operazione aziendale dalle palesi caratteristiche di “mascherata” ristrutturazione.

Dal 2016, quando Alleanza aveva proceduto alla chiusura delle Aree ed al demansionamento/allontanamento di 8 AM, è stato un susseguirsi di ridimensionamenti e tagli dei costi.

Le 29 Aree del 2016 si sono ridotte gradualmente agli attuali 15 Ispettorati Regionali. Solo nell’ultimo anno sono state chiuse 8 Agenzie Generali e le due aperte non invertono certo quella che possiamo definire come una tendenza preoccupante e da noi preannunciata già numerose volte coi nostri comunicati fin dal 2016.

A questo bisogna aggiungere le pesanti fuoriuscite di TS passati alla concorrenza (attratti soprattutto dagli Area Manager fuoriusciti tre anni fa e lautamente finanziati dall’azienda, disposta a tutto pur di allontanarli) negli ultimi due anni; ricordiamo che alcune agenzie si sono letteralmente “svuotate” di capisettori e collaboratori. Questi TS sono stati formati investendo TEMPO e RISORSE economiche ed umane per farli crescere e l’azienda non ha fatto nulla per trattenerli. Anzi, ha sottoscritto con le altre 4 sigle sindacali un rinnovo contrattuale grazie al quale i TSIE nuovi che assume li inserisce spendendo circa la metà rispetto ai vecchi dipendenti.

Le quattro agenzie chiuse creeranno, gioco forza, un forte disagio a tutti i TS ed IA che vi operano. Inoltre, Alleanza sostiene che la chiusura è motivata da parametri di non sostenibilità, chiaramente si tratta di parametri non oggettivi ed a discrezione dell’azienda che, ricordiamo, stabilisce e definisce tutte le strategie lavorative/economiche/industriali. I parametri vengono modificati o implementati a seconda delle situazioni, del momento e delle esigenze aziendali.

Inoltre, non sappiamo ancora dove verranno ricollocati i 4 Agenti Generali. A seguito delle nostre insistenze, l’unica risposta che abbiamo ricevuto è quella che Alleanza non ha nessuna intenzione di mettere in discussione i posti di lavoro. Ma niente ci è stato detto in merito al ricollocamento degli agenti. Ci è stato solo riferito che i territori verranno redistribuiti tra le agenzie limitrofe, insieme ai TS ed agli impiegati, nemmeno si trattasse di pacchi postali.

Ricordiamo agli Agenti coinvolti di non accettare alcun demansionamento e di non lasciarsi intimidire. L’accordo sulle Tutele Occupazionali di Gruppo prevede, inoltre, “il consenso del personale interessato a mobilità territoriale”. Non firmate nulla, rivolgetevi ai vostri Rappresentanti Sindacali o ad un legale.

Non dimentichiamo cosa sta accadendo per i TS che, prima delle vacanze estive, hanno ricevuto lettere di contestazione per improduttività: NON LASCIATEVI INTIMIDIRE.

I LAVORATORI HANNO DEI DOVERI DA RISPETTARE, MA HANNO ANCHE DEI DIRITTI CHE L’AZIENDA DEVE ONORARE.

Purtroppo Alleanza e Generali continuano a dimostrare nei fatti la loro arroganza e, soprattutto, una politica suicida del management insediatosi qualche hanno fa che sta producendo solo TAGLIO DEI COSTI, demotivazione, malcontento, fuoriuscite. Come possiamo continuare a motivare l’organizzazione di vendita se la crescita professionale è bloccata e le agenzie vengono chiuse?

E le altre OO.SS. dove sono? Invece di denunciare tutti insieme le politiche sbagliate dell’azienda, si chiudono in un silenzio assordante o scrivono comunicati, come l’ultimo della Uilca, dove vengono mosse critiche ed attacchi alla Fisac/Cgil per due intere pagine condite da una marea di informazioni false e fuorvianti sulla nostra sigla, alle quali non intendiamo rispondere per evitare ulteriori polemiche e concentrarci sui problemi che riguardano i lavoratori. I FATTI ed i nostri comportamenti e, soprattutto, la nostra coerenza hanno dimostrato negli anni che la nostra organizzazione non si piega alla volontà aziendale, non si lascia intimidire o adulare.
Il numero sempre crescente dei nostri iscritti lo dimostra.

TS, IA, AG, IR, Impiegati Direzionali: nessuno è più al sicuro con questo management.
Mobilitiamoci oppure della nostra azienda non resterà più nulla.

Roma, 06 settembre 2019

Coord. Naz. Fisac/Cgil di Alleanza

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Alleanza: “Tutto va bene?”

Si è tenuto il giorno 15 luglio u.s. un incontro con i vertici aziendali per l’informativa annuale sul Bilancio e sullo stato dell’azienda, come contrattualmente previsto.

Alleanza, d’accordo con le altre OO.SS., continua a ricevere la Fisac (il primo sindacato in azienda come numero di iscritti ed in costante crescita) al “secondo tavolo”, separatamente e dopo avere incontrato gli altri, ciò a conferma delle distanze e del pesante clima che si vive purtroppo in azienda e tra le varie sigle da quando il Coordinamento aziendale Fisac/Cgil non ha firmato l’accordo per il rinnovo del CCNAL dello scorso ottobre.

Ricordiamo nuovamente che il Coordinamento aziendale Fisac/Cgil non ha firmato quell’accordo per i motivi riportati nei comunicati diffusi in questi mesi e che potete trovare sulla nostra pagina Facebook.

L’azienda conferma che i risultati d Bilancio sono positivi e che, come al solito, “tutto va bene”.

Abbiamo fatto rilevare che, invece, il numero dei dipendenti complessivo continua a diminuire, anche se di poche unità annue, ma è un indebolimento costante e non viene compensato nemmeno il turn over. Dati preoccupanti avvalorati dal forte aumento dei settori scoperti. Segno che perdiamo troppi titolari di settore, distratti dalla concorrenza o demotivati da promesse di assunzioni a lungo termine, senza dimenticare che il nuovo CCNAL non firmato dalla Fisac aziendale prevede fino al 2022 retribuzioni vergognose per i neoassunti a parità di mansione.

A fronte delle assunzioni che l’azienda sta avviando, con criteri quantomeno poco trasparenti, stanno arrivando decine di lettere di contestazione in tutta Italia per “improduttività”. Anche qui si teme che Alleanza voglia compensare i neoassunti con possibili licenziamenti di vecchi assunti.

NON LO ACCETTIAMO.

Inoltre, non si può contestare ad un TS l’improduttività basata solo sulle medie produttive paragonandole a quelle degli altri settori dell’agenzia o dell’I.R. Poiché il TS ha un ruolo di coordinamento delle risorse (che contrattualmente non deve inserire ma gli devono essere affidate dall’agenzia) e di gestione del portafoglio aziendale, non si può ridurre tutto alle medie produttive, influenzate da dimensioni del settore e numero dei clienti, trasferimenti, mancanza di PL, “antipatie”.

Come ripetiamo costantemente negli ultimi 15 anni, permangono gravi ed inaccettabili discriminazioni, che impediscono alle donne di ricoprire ruoli apicali. C’è equilibrio solo ai livelli più bassi, ma già ad esempio dal terzo livello in poi per i produttori si registra un crollo vertiginoso della presenza femminile.

L’azienda ha dichiarato che sta cercando di migliorare la situazione facendo cultura tra gli IR ed INT. NON BASTA! Va bene fare cultura, ma va fatta a tutti i livelli e richiede tempistiche troppo lunghe per ottenere un risultato. BISOGNA INTERVENIRE CON FORZA PER INVERTIRE QUESTO STATO DI FATTO CRONICO da subito.

I vertici di Alleanza continuano a sostenere che i guadagni di amministrativi e produttori sono in linea o in lieve incremento rispetto al 2017. Abbiamo già segnalato, ad esempio, che nel 2019 l’azienda vanta incrementi e risultati, ma registra anche una pesante e pericolosa diminuzione delle quote (100 milioni in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), ciò vuol dire diminuzione dei guadagni per i TS.Abbiamo fatto notare che il ritorno di informazioni che la Fisac ha dai lavoratori non è in linea con quanto dichiarato dall’azienda e che, lungi dal volere mettere in dubbio la correttezza dei dati forniti, continuiamo a nutrire forti perplessità.

Abbiamo nuovamente affrontato il tema degli Impiegati Amministrativi e la forte preoccupazione dei dipendenti che dietro alla parola riqualificazione si nasconda, invece, un possibile cambio di mansione o anche peggio.

L’A.D. ha dichiarato che è innegabile che il futuro non preveda la presenza degli amministrativi, ruolo destinato purtroppo a sparire col progredire digitale e tecnologico.

Questo NON LO ACCETTIAMO.

Abbiamo ricordato all’azienda che necessiterebbero almeno due impiegati ad Agenzia per smaltire tutta la mole di lavoro e che il digitale, ad oggi, ha aumentato i carichi di lavoro per tutti, sia impiegati che produttori.

Senza parlare del fatto che spesso ci sono malfunzionamenti tecnici, come per il Digital Learning (non funziona e richiede tempi biblici per la fruizione dei corsi) o per la Privacy (Allnet inibisce la possibilità di caricare una proposta digitale col rifiuto di fornire i dati a terzi, come previsto invece dalla legge).

Infine, il CCNAL del 23 ottobre, non firmato dalla Fisac aziendale, prevedeva un premio di risultato che avrebbe consentito ai dipendenti di potere detassare al 10% un’incentivazione aziendale. Il problema è che Alleanza, non volendo istituire un nuovo premio, ne usa uno già esistente. Hanno deciso di utilizzare una parte del rappel (il 15%), che oggi i TS ricevono ogni mese al raggiungimento dell’obiettivo, e domani sarà legato all’incremento aziendale sui premi di nuova produzione 2019 rispetto alla media 2016/2018. Ciò significa che i dipendenti potrebbero a fine anno pagare il 10% di tasse (anziché l’aliquota ordinaria) sul 15% del loro rappel, ma se non dovesse esserci l’incremento aziendale sui premi di nuova produzione (parametro non riscontrabile, gestito solo dall’azienda) rischierebbero di vedersi stornato a fine anno il 15% del rappel mensile che si sono faticosamente guadagnati facendo gli obiettivi. Le altre sigle, incontinuità con quanto accaduto lo scorso ottobre, hanno accettato questa impostazione dell’azienda ed hanno firmato anche questo regolamento attuativo del CCNAL.

NON LO ACCETTIAMO.

L’applicazione del CCNAL conferma tutti i motivi di contrarietà (formali e sostanziali) che ci avevano spinto allora a non firmarlo e per i quali stiamo combattendo in tutte le sedi istituzionali, sindacali e legali affinché venga sancita la sua invalidità ed illegittimità. Ed iniziano già ad arrivare i primi risultati, anche se per ora solo all‘interno della Fisac, dove esistono ancora democrazia e giustizia.

Purtroppo, si sta consolidando una prassi in base alla quale alcuni esponenti delle OO.SS. tentano in ogni modo di accreditarsi con le aziende. Spesso, intervengono anche livelli sindacali esterni all’impresa, a siglare accordi senza competenze specifiche  in materia, in pratica pochi sconosciuti si ritrovano fra le mani l’esistenza lavorativa di migliaia di dipendenti.

Nel frattempo, l’azienda continua a dichiarare che le cose vanno sempre bene, mentre constatiamo che  la maggior parte dei lavoratori sono assolutamente insoddisfatti: la carriera è quasi completamente “estinta”, i guadagni diminuiscono, la mole di lavoro aumenta insieme ad una programmazione dell’attività lavorativa dispendiosa (e, ricordiamo, non obbligatoria), gli obiettivi lievitano, gli incentivi sono sempre più complicati da raggiungere.

Ognuno di noi deve essere consapevole dei propri diritti e dei propri doveri e pretenderne il rispetto. Soprattutto, dobbiamo agire, non possiamo continuare solo a lamentarci o stare a guardare lo spettacolo dal balcone, demandando ad altri, nascondendoci e non esponendoci, temendo attacchi da parte di A.G., I.R., INT. In questo momento Generali ed Alleanza stanno approfittando della paura, alzando sempre di più la voce e violando i nostri diritti, mobilitiamoci, “INSIEME SI VINCE”.

Studiamo i contratti, facciamoci rispettare, denunciamo (esiste il Codice di Condotta di Gruppo e gli uffici a cui segnalare le violazioni, oltre alle azioni legali) e la Fisac è sempre presente per aiutare tutti i lavoratori.

Roma, 16 luglio 2019

Coord. Naz. Fisac/Cgil di Alleanza

 

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Direttivo Nazionale Fisac Alleanza: NO alla bozza di rinnovo contrattuale




Alleanza: giusta la scelta di non firmare il CCNAL

Si è tenuto il giorno 01 aprile u.s. un incontro con i vertici aziendali per alcune comunicazioni inerenti, soprattutto, l’applicazione del CCNAL del 23/10/2018 di cui vi dettaglieremo puntualmente.

Alleanza, d’accordo con le altre OO.SS., continua a ricevere la Fisac (il primo sindacato in azienda come numero di iscritti ed in costante crescita) al “secondo tavolo”, separatamente e dopo avere incontrato gli altri (abbiamo dovuto protestare vivamente per essere ricevuti lo stesso giorno e non 10 giorni dopo, come aveva inizialmente proposto l’azienda), ciò a conferma delle distanze e del pesante clima che si vive purtroppo in azienda e tra le varie sigle.

Ricordiamo che il Coordinamento aziendale Fisac/Cgil non ha firmato quell’accordo per i motivi riportati nei comunicati diffusi in questi mesi e che potete trovare sulla nostra pagina facebook

Quanto comunicato dall’azienda lo scorso primo aprile ha confermato ulteriormente che abbiamo fatto bene a non firmarlo. Le assemblee dei nostri iscritti hanno, d’altronde, avvalorato questa nostra decisione (assemblee realmente partecipate, come da verbali consegnati agli organi competenti).

Infatti, Alleanza ha comunicato che sta assumendo i primi 100 TSIE. Peccato che nel secondo semestre 2018 non aveva assunto nessuno e, di conseguenza, i neo assunti di oggi sono tutti i mancati dello scorso anno. Ricordiamo che i TSIE verranno assunti per quattro anni al primo livello (contro i TRE MESI previsti dal precedente contratto) con un’indennità economica che li porterà a guadagnare circa €. 10.000 annui contro un secondo livello che attualmente ne prende circa 15.000, a parità di mansione.

Soprattutto, non c’è nessuna diversificazione rispetto al territorio (sappiamo tutti che le medie produttive del nord sono molto più alte rispetto a quelle del centro/sud) e l’azienda ha aggiunto parametri non previsti nell’accordo ed altri parametri sono stati inseriti dai vari I.R., confermando solo criteri iniqui, discrezionali e non univoci.

Senza dimenticare che in quell’accordo di rinnovo contrattuale (siglato in una mezza giornata e senza alcun confronto o trattativa) sono presenti per la prima volta i parametri in quote, creando un pericolosissimo precedente.

Inoltre, il CCNAL del 23 ottobre, non firmato dalla Fisac aziendale, prevedeva un premio di risultato che avrebbe consentito ai dipendenti di potere detassare al 10% un’incentivazione aziendale. Il problema è che Alleanza non intende istituire un nuovo premio, ma usarne uno già esistente. Quindi, hanno deciso di utilizzare una parte del rappel (il 15%), che oggi i TS ricevono ogni mese al raggiungimento dell’obiettivo, e domani vorrebbero legarlo all’incremento aziendale sui premi di nuova produzione 2019 rispetto alla media 2016/2018. Ciò significherebbe che i dipendenti potrebbero a fine anno pagare il 10% di tasse (anziché l’aliquota ordinaria) sul 15% del loro rappel, ma se non dovesse esserci l’incremento aziendale sui premi di nuova produzione (parametro non riscontrabile, gestito solo dall’azienda) rischierebbero di vedersi stornato a fine anno il 15% del rappel mensile che si sono faticosamente guadagnati facendo gli obiettivi.

Insomma, il CCNAL conferma tutti i motivi di contrarietà (formali e sostanziali) che ci avevano spinto allora a non firmarlo e per i quali stiamo combattendo in tutte le sedi istituzionali, sindacali e legali affinché venga sancita la sua invalidità ed illegittimità.

L’azienda ci ha comunicato anche l’istituzione di una nuova figura, una sorta di formatore per ogni I.R. che verrà scelto tra gli ICA o IPA, avrà il 4° livello stipendiale e si occuperà di formazione e dei nuovi inserimenti per Generazione Alleanza. Abbiamo chiesto di comprendere anche come verranno retribuiti provvigionalmente, ma i vertici aziendali hanno dichiarato che a quest’aspetto stanno ancora lavorando.

Abbiamo fatto nuovamente presente all’azienda che su Generazione Alleanza è necessario fare degli investimenti economici concreti, visto che i JAC vengono pagati meno dei PL di vecchia generazione. Non è possibile fare inserimenti solo su promesse o sul lavoro di affiancamento dei TS, ci vogliono anche le risorse economiche, come fanno tutte le nostre concorrenti. L’azienda ha finto di istituire un “misero” silos apposta, peccato che esso attinge le disponibilità economiche sempre da quelloextrapiano, costantemente decurtato anche nel 2019, togliendo risorse che in passato venivano utilizzate per gare o incentivazioni a favore dell’organizzazione.

L’azienda ha anche dichiarato che ci sono 27 Sovraintendenti su 15 I.R. e che intendono suddividere le loro attuali competenze, lasciandone uno solo per ogni I.R. ad occuparsi dei rapporti con gli Impiegati Amministrativi delle agenzie (parliamo di quasi 30 agenzie per ogni I.R.!) mentre gli altri 12 continueranno asvolgere solo la mansione di controllo, restando nelle stesse sedi ma facendo capo all’INT e non più all’I.R. Abbiamo chiesto il rispetto del contratto di lavoro e ci è stato garantito che tutti verranno tutelati e non ci sarà nessun cambio di mansione o taglio di personale. Temiamo che questa “operazione” possa essere il preludio ad altre, ancora più temibili, e che coinvolgano tutti gli Impiegati Amministrativi.

I vertici di Alleanza ci hanno anche comunicato i risultati (ormai già noti da mesi sia al mercato che alla rete) del 2018. In riferimento ai produttori hanno dichiarato che, come provvigioni ed incentivi, i guadagni sono in linea o in lieve incremento rispetto al 2017. Anche nel 2019 l’azienda vanta incrementi e risultati, ma registra anche una pesante e pericolosa diminuzione delle quote (100 milioni in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), ciò vuol dire diminuzione dei guadagni per i TS.

Abbiamo fatto notare che il ritorno di informazioni che la Fisac ha dai lavoratori non è in linea con quanto dichiarato dall’azienda e che, lungi dal volere mettere in dubbio la correttezza dei dati forniti, nutriamo forti perplessità.

L’azienda continua a dichiarare che le cose vanno sempre bene, mentre constatiamo che la maggior parte dei lavoratori sono assolutamente insoddisfatti. Tutti si lamentano, la carriera è quasi completamente sparita, i guadagni diminuiscono, la mole di lavoro aumenta, gli obiettivi lievitano, gli incentivi sono sempre più complicati da raggiungere.

Alleanza continua ad imporre ai lavoratori trasferimenti illegittimi, programmazione dell’attività, riunioni in località lontane.

Esiste un contratto di lavoro ed esso va rispettato, così come le leggi dello stato.

Non è con l’imperio che si risolvono le problematiche, ma con la condivisione ed il rispetto per gli esseri umani, per i lavoratori e per i contratti.

Il nostro CCNAL all’art. 48 recita che solo “per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive l’azienda può disporre i trasferimenti con almeno 3 mesi di preavviso, che salgono a 4 per chi ha familiari conviventi. Per chi ha compiuto 50 anni, con 15 di anzianità, il trasferimento non può essere disposto senza il consenso del lavoratore. L’impresa terrà conto di situazioni oggettive di particolare gravità. L’art. 49 disciplina le spese a carico dell’azienda per i produttori trasferiti con cambio di residenza. Senza dimenticare che, comunque, poi la legge dice che vanno dimostrate le ragioni del trasferimento e sicuramente se la cosa è condivisa non genera future problematiche. D’altronde, l’azienda ha tutti gli strumenti per rendere “appetibile” un trasferimento, come fa in alcuni casi di I.R. o A.G. di suo gradimento.

Ricordiamo, inoltre, a tutti che per le riunioni di lavoro al di fuori della zona operativa ai produttori spettano i rimborsi spesa per carburante e pasti, come stabilito dalla nota a verbale n.° 2 dell’art. 2 del CIA.

L’inserimento dei collaboratori non rientra tra le mansioni dei TS, i programmi di lavoro non sono contrattualmente obbligatori (se ne parla solo nelle lettere di nomina, che non sono contrattualizzate, ma unilaterali).

Ognuno di noi deve essere consapevole dei propri diritti e dei propri doveri e pretenderne il rispetto. Soprattutto, dobbiamo agire, non possiamo continuare solo a lamentarci, demandando ad altri, nascondendoci e non esponendoci, temendo attacchi da parte di A.G., I.R., INT. In questo momento Alleanza sta approfittando della paura, alzando sempre di più la voce e violando i nostri diritti, mobilitiamoci e denunciamo a tutti i livelli.

Studiamo i contratti, facciamoci rispettare e la Fisac è sempre presente per aiutare tutti i lavoratori, anche insieme alle altre sigle sindacali disponibili ad ascoltare i bisogni e le necessità dei lavoratori con metodi diversi rispetto al passato.

Non possiamo accettare che i vertici aziendali smantellino la nostra struttura, demotivando l’organizzazione sotto tutti i punti di vista, dall’economico alla carriera, seguendo la mera logica del taglio dei costi e dell’appiattimento, ristrutturando i territori, ridimensionando e demansionando, diminuendo costantemente i guadagni della rete produttiva, aiutando la concorrenza a svuotare le agenzie di collaboratori formati con anni di duro lavoro.

Roma, 3 aprile 2019  

 

Coord. Naz. Fisac/Cgil di Alleanza




Alleanza: riorganizzazione territoriale

Alleanza ha convocato in data 10 dicembre 2018 le OO.SS. con oggetto “Aggiornamenti Commerciali”.

In realtà, si tratta di una vera e propria riorganizzazione territoriale in virtù della quale gli INT saranno sempre tre ma distribuiti in modo differente e seguiranno ognuno 5 Ispettorati Regionali: INT Nord (Piemonte, Lombardia Est, Lombardia Ovest, Veneto Est, Veneto Ovest), INT Centro (Liguria/Sardegna, Emilia Romagna, Toscana/Umbria, Marche/Molise/Abruzzo, Lazio) e INT Sud (Frusinate/Sud de lLazio/Campania, Campania/Basilicata, Puglia, Calabria Stretto, Sicilia). L’azienda non ci ha voluto dire se gli Ispettori Nazionali saranno gli stessi oppure verranno cambiati.

Gli Ispettorati Regionali, invece, saranno ridotti di numero e passeranno da 18 a 15, con la chiusura della Lombardia Centro, della Romagna e della dorsale adriatica. I tre Ispettori Regionali mancanti verranno demansionati al livello immediatamente inferiore. L’azienda si è rifiutata di dirci quali sono gli I.R. “fatti fuori”.
Contestualmente verranno aperte tre nuove agenzie e chiuse due. Verrà aperta, per “gemmazione” da Alba, l’A.G. di Savigliano; Venezia città verrà divisa in due dando vita alla nuova A.G. di Mestre; da Como gemmerà l’A.G. di Menaggio. Verrà chiusa l’A.G. di Borgo Sesia, il cui territorio verrà suddiviso tra Borgo Manero ed Arona. Chiuderà anche l’A.G. di Milano 4, il cui territorio verrà redistribuito tra le altre agenzie di Milano.
Nessun impatto, a detta dell’azienda, deriverà dalla chiusura di queste due agenzie su Impiegati Amministrati ed Agenti Generali. Mentre nessun accenno è stato fatto alle ripercussioni che ci saranno sui TS e sugli Ispettorati Principali. Poiché avevamo saputo che sarebbe stata chiusa anche l’A.G. di Roma 10, abbiamo chiesto spiegazioni ad Alleanza, ma l’azienda ha negato l’operazione dicendo che al momento nulla è previsto per quest’altra agenzia.

I vertici aziendali hanno dichiarato che lo scopo di questa operazione è quello di attuare politiche più mirate sul territorio per stare più vicini all’organizzazione in forma orizzontale e seguire meglio i progetti strategici aziendali dei prossimi anni (quello di Generazione Alleanza e quello del Consulente Alleanza). Su Generazione Alleanza ricordiamo che l’azienda ha varato un’ottima iniziativa, peccato che i collaboratori vengono retribuiti notevolmente meno di quelli “vecchi” in organico. Sul progetto di migliorare le competenze e la preparazione dei consulenti ci vuole molto più delle chiacchiere o dei corsi on-line per formare un’organizzazione professionale, cosa che non si può attuare “pressando” la rete all’acquisizione, ad esempio, dei PU ad Alto Valore Consulenziale.

Questo comportamento conferma l’arroganza dell’azienda e del Gruppo Generali: una ristrutturazione organizzativa vera e propria fatta passare per un “aggiornamento commerciale” con la scusa di voler stare vicino all’organizzazione. Come può un I.R. che segue 30 agenzie generali stare vicino all’organizzazione???!!!
Quando abbiamo protestato per la mancata convocazione in conformità all’art. 103 del CCNAL, i vertici aziendali hanno risposto che, contrariamente a due anni fa, si tratta di una cosa “minima” che “non prevede una rilevante ristrutturazione aziendale” e, pertanto, ci hanno solo “cortesemente informati”.

Insomma, l’azienda continua a fare ciò che vuole, trattando i lavoratori come mere pedine, senza alcun rispetto.

Alleanza ha anche comunicato che ha deciso di modificare alcuni criteri nella redistribuzione degli obiettivi 2019 per non penalizzare troppo le agenzie a cui è stato imposto un obiettivo minimo di 185.000 quote minime di media mensile a settore per l’intero anno (incluso agosto!!!!). Il problema è che più del 40% dei settori non raggiunge le 185.000 quote ed è paradossale ogni logica che non sia di supporto ad una fetta così enorme dell’organizzazione. Senza dimenticare chi ha obiettivi minimi in Allnet ben al di sopra delle 185.000 e spesso non riesce comunque a raggiungere l’obiettivo mensile, perché troppo alto, pur realizzando risultati di 200/250.000 quote mensili. Senza parlare di agosto, mese durante il quale è quasi impossibile pretendere, con tre settimane di ferie, lo stesso risultato degli altri mesi.

Alleanza ha, a fine riunione, confermato che gli incentivi 2019 per TS ed ICA saranno gli stessi del 2018 con l’aggiunta di un premio di €. 500 per lo sviluppo organizzativo per i TS che formeranno un TSIE nell’anno 2019, con un minimo di permanenza sul settore di almeno 12 mesi. Peccato che gli attuali incentivi restino di indiscutibile difficile raggiungimento!

Alcune novità negli incentivi per gli A.G. con miglioramenti nel Mix, soprattutto per gli ExtraPerformer, oltre alla reintroduzione del parametro di correntizzazione al posto della % di incasso danni e la diminuzione del parametro delle decadenze al 12% per sbloccare Mix e Rappel. Anche per gli Agenti, è stato introdotto un premio per lo sviluppo organizzativo diverso se l’Agenzia rientra o meno in Generazione Alleanza.

In conclusione, sembra proprio che i vertici aziendali stiano cercando in ogni modo di smantellare la nostra struttura organizzativa, demotivando l’organizzazione sotto tutti i punti di vista, dall’economico alla carriera, seguendo la mera logica del taglio dei costi e dell’appiattimento, ristrutturando i territori, ridimensionando e demansionando, chiudendo le agenzie senza preoccuparsi delle conseguenze per i lavoratori, diminuendo costantemente i guadagni della rete produttiva, aiutando la concorrenza a svuotare le agenzie di collaboratori formati con anni di duro lavoro.
E’ proprio di oggi la notizia che quasi un’intera agenzia di Roma si è dimessa in massa.

Nel frattempo, proseguono in tutta Italia le assemblee convocate dalla Fisac/Cgil per ascoltare gli iscritti ed i lavoratori, che confermano la loro assoluta contrarietà all’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNAL di Alleanza firmato lo scorso 23 ottobre.

Roma, 10 dicembre 2018

 

La Segreteria Di Coordinamento Fisac/Cgil di Alleanza




Rinnovo CCNL Alleanza: le assemblee dei lavoratori approvano

Si sono oggi concluse in Alleanza le assemblee finalizzate a illustrare e sottoporre alle lavoratrici e lavoratori la votazione dell’ipotesi di Accordo del CCNAL sottoscritta a Roma il 23 ottobre u.s. dalle scriventi OO.SS firmatarie.

Tali assemblee, svoltesi capillarmente nelle varie agenzie e/o piazze sul territorio nazionale, hanno visto un ampio coinvolgimento delle lavoratrici e lavoratori.

Il risultato, che ha un alto valore di democrazia e partecipazione, ha visto l’approvazione dell’Accordo con il 98% DI VOTI FAVOREVOLI.

In un Paese con una forte disoccupazione giovanile, precarietà e incertezza, questo Accordo, innovativo e coerente con lo spirito della piattaforma sindacale, va nella direzione di contribuire alla buona e stabile occupazione, rendendo esigibile un piano di assunzioni di 900 lavoratrici e lavoratori a Tempo Indeterminato (che si vedranno applicati il CCNAL Alleanza e il Contratto Integrativo di Gruppo Generali) nonché tutele per lavoratrici e lavoratori a Partita Iva (indennità di fine rapporto/previdenza, assistenza sanitaria, salvaguardia rapporto di collaborazione nei casi di gravidanza/ infortunio/malattia, disciplina pari opportunità) per le quali il Sindacato diventa, per la prima volta, agente contrattuale.

Nell’intesa sono poi previsti miglioramenti normativi e ulteriori incrementi economici, oltre agli incrementi/arretrati previsti dal CCNL ANIA del 22/02/2017, per la parte più debole dei produttori dipendenti.

Il CCNL ANIA viene sancito come contratto di riferimento per l’impresa, dando per questa via tutele e garanzie alle lavoratrici e lavoratori di Alleanza, e ponendosi sempre più come contratto di riferimento per tutta la filiera produttiva del Settore Assicurativo, come da previsioni dell’ultimo rinnovo del 22/02/2017.

Il prossimo importante appuntamento sindacale per il Gruppo Generali sarà il rinnovo del Contratto Aziendale di Gruppo.

Ringraziamo le lavoratrici ed i lavoratori per la partecipazione e il sostegno.

Roma, Lunedì 12 novembre 2018

LE SEGRETERIE NAZIONALI
FIRST/CISL          FISAC/CGIL          FNA          SNFIA          UILCA

 

Scarica il volantino

N.B.

Il rinnovo del CCNL Alleanza ha visto pareri contrastanti all’interno della nostra Organizzazione. Avevamo correttamente dato conto della posizione emersa dal Direttivo Nazionale Alleanza svoltosi pochi giorni fa, pubblicando il volantino diffuso successivamente alla riunione.
Alla fine ciò che conta è il parere dei lavoratori espresso attraverso il voto delle assemblee. L’accordo sarà quindi ratificato con la firma di tutte le OO.SS. rappresentate in azienda.