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Banca Fucino non fornisce copia del piano industriale

Banca del Fucino S.p.A.

Spett.le Banca del Fucino S.p.A.
C.A. del Presidente
Dott. Mauro Masi

C.A. del Vice-Presidente
Dott. Francesco Maiolini

C.A. del Vice Direttore Vicario
Dott. Andrea Colafranceschi

C.A. del Responsabile Risorse Umane
Dott.ssa Roberta Pennacchietti

e p.c.
a tutte le Lavoratrici e a tutti i Lavoratori
della Banca del Fucino

Roma, 4 giugno 2020

 

OGGETTO: RISPOSTA ALLA VS. DEL 26 MAGGIO 2020

 

 

Egregi Signori,

in riferimento alla Vs. del 26 maggio u.s. evidenziamo quanto segue.
Benché voi sottolineiate che non sussista alcun obbligo per l’Azienda di consegnare il piano industrlale, è tuttavia uso generalmente invalso nelle relazioni industriali (nonché segno di trasparenza e rispetto del ruolo sindacale) fornire copia della documentazione richiesta dalle OO.SS., anche e soprattutto in ordine al piano industriale.
In caso di fusione tra due istituti, poi, si tratta di un atto dovuto. E’ fin troppo ovvio infatti che una relazione orale o la consegna di un documento sintetico in ordine allo stesso, possono essere omissivi di alcuni aspetti.

Quanto poi alla proroga del CIA in scadenza, affermate che l’Azienda è disponibile ad affrontare il discorso entro quella data. Ricordiamo che nel primo incontro svolto è stato proprio il Dott Maiolini ad affermare la necessità di una proroga ad autunno inoltrato, stante l’impossibilità di condurre trattative in questo periodo (emergenza Covid e fusione in corso). Cosa significa ora che l’Azienda vorrebbe discutere la proroga? Premesso che è l’Azienda che ha tutto da guadagnare a posticipare la data per il rinnovo del contratto, la proroga non si discute: si fa o non si fa. La discussione, semmai, attiene alla trattativa di rinnovo, che non può essere affrontata (a detta anche dell’Azienda) nell’imminenza delle complesse operazioni societarie da svolgersi entro il 30 giugno.

Abbiamo pertanto l’impressione che l’Azienda stia temporeggiando nell’accogliere quanto richiesto dalle OO.SS., mentre quello che sembra stare veramente a cuore alla dirigenza è ottenere l’accordo per un esodo dei Lavoratori, che però, come è noto, necessita dell’approvazione delle OO.SS.
Una procedura di concertazione non nasce sotto i migliori auspici se una parte pretende di portarla avanti unilateralmente, secondo i propri desiderata.

Riassumendo: le OO.SS. hanno chiesto il piano industriale e l’Azienda non ha nessuna intenzione di consegnarlo. Le OO.SS. hanno inoltre chiesto la formalizzazione della proroga del CIA, sulla quale (a parole) l’Azienda si è detta d’accordo, ma che di fatto continua a rinviare. D’altro canto, vuole portare a casa, a “costo zero” l’accordo sull’esodo, con l obiettivo di sfoltire l’organico (e qui il pensiero corre ai due licenziamenti in Igea Banca di qualche mese fa, in splendida solitudine nel sistema bancario).
Noi abbiamo una sola priorità: ottenere garanzie sull’occupazione e salvaguardia dei diritti di tutti i Lavoratori
. Non vorremmo trovare brutte sorprese nel piano industriale che non ci volete far vedere, come cessioni di ramo di Azienda (esternalizzazioni). Saremo sempre disponibili al dialogo costruttivo e rispettoso del riconoscimento reciproco delle parti, viceversa, qualora dovesse permanere un atteggiamento ostruzionistico da parte vostra, non potremo che prenderne atto, chiudendo la procedura di fusione. In assenza della consegna del piano industriale, la procedura sarebbe soltanto una farsa. In tal caso daremo avvio alla fase di rinnovo del contratto integrativo aziendale.

In attesa di riscontro scritto, porgiamo distinti saluti.


C.A.C. Fisac Cgil – R.S.A. UILca

Banca del Fucino S.p.A.