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Abruzzo, bancari in agitazione: “Sempre più filiali chiuse, intervenga la politica”.

Ha avuto luogo il 24 settembre il presidio dei lavoratori delle banche che temono conseguenze per i livelli occupazionali, per le filiali che saranno cedute o chiuse in molti comuni, e per il mancato confronto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, che non incontra le organizzazioni sindacali per l’ipotesi di fusione di Mps con Unicredit, ma non solo.
A Pescara in Piazza Unione si è tenuta la manifestazione regionale delle varie sigle sindacali.

“Questo presidio si svolge oggi per elencare – spiega Francesco Trivelli Fisac Cgil Abruzzo Molise – le varie problematiche che abbiamo in questa regione ad iniziare dalla ristrutturazione di Mps di cui non si conoscono i contorni. Ma parliamo anche della Banca Popolare di Bari che chiuderà 14 sportelli nel giro di qualche settimana e di questi 12 sono in comuni dove non ci saranno più sportelli bancari. Poi c’è la vertenza BNL e poi quella Intesa San Paolo-Ubi e poi quella della Bper che ha comunicato 1700 esuberi. In tutto questo crediamo che la Regione Abruzzo debba interessarsi di quello che sta accadendo perché il credito è fondamentale per lo sviluppo del territorio. Vorremmo che ci fosse un dibattito aperto fra la politica e le banche per poter creare le risorse giuste per il territorio. Oggi assistiamo ad una vera e propria desertificazione degli sportelli bancari in Abruzzo con indubbi danni per il territorio con la scusa con il progresso che avanza ma in alcuni paesi dove chiudono gli sportelli bancari non arriva neanche l’Adsl.
Oggi basta sapere che in Abruzzo nel 2010 c’erano 701 sportelli bancari. Nel 2019 erano 526 e 496 nel 2020. I dipendenti bancari nel 2010 erano 4.721. Nel 2019 3.352 e 3.210 nel 2020″.

Fonte: Il Centro

 

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