Banca d’Italia: incontro sul Servizio Banconote

Lo scorso giovedì 30 aprile si è svolto un incontro informativo, convocato dalla Banca, sul Servizio Banconote.

Durante l’incontro, la Delegazione aziendale ha ripercorso le vicende che hanno interessato lo stabilimento in relazione all’emergenza Coronavirus – chiusura temporanea e poi parziale ripresa dell’attività a regime produttivo ridotto – evidenziando come, a ridosso della fine del turno del secondo split team, le misure di prevenzione concordate nel protocollo sembrino essersi dimostrate adeguate rispetto alle necessità di tutela della salute dei lavoratori, al punto da consentire di ipotizzare una riapertura totale a partire dall’11 maggio.

Dal punto di vista della Banca, infatti, è necessario riprendere quanto prima la produzione a pieno regime al fine di recuperare quella persa nel periodo di chiusura e riuscire in questo modo a mantenere gli obiettivi produttivi previsti.

Per conseguire le esigenze produttive illustrate, l’Amministrazione ha dichiarato la necessità di aprire un confronto con le Rappresentanze locali, finalizzato a studiare un’ipotesi di cambiamento organizzativo, limitato nel tempo, rispetto a quello attualmente in essere in virtù degli accordi del 2017.

La Fisac CGIL, che fin dagli inizi della pandemia aveva fortemente sostenuto la necessità di tutela dei lavoratori, considerando l’ambiente lavorativo e la limitata possibilità di distanziamento sociale possibile durante le lavorazioni, ha da subito opposto il proprio dissenso rispetto all’ipotesi di ritorno alla massima produzione già dall’11 maggio e ha invece proposto di proseguire con l’esperienza degli split team per l’intero mese di maggio: riteniamo infatti che siano ancora troppe le incertezze sanitarie a livello nazionale e, di conseguenza, troppo alta la probabilità che un incidente di percorso vanifichi tutto quanto di buono, da tutti, è stato fatto.

Rispetto alla realtà del Servizio, inoltre, riteniamo che ci siano ancora troppi elementi da chiarire (ad esempio la questione spinosa dei DPI adottati) per poter prevedere un ritorno ad un pieno regime produttivo o, peggio ancora, ad una produzione intensificata con la finalità di recuperare quanto non conseguito in questo periodo di fermo.

Su questo, respingiamo da subito ogni allusione alla concorrenza delle stamperie private in ambito europeo, ritenendolo il solito elemento distorto di persuasione, peraltro ricorrente e neppure troppo originale. Crediamo che il solo senso del dovere dei lavoratori sia sufficiente ad affrontare una ripresa delle attività in modo sereno, senza necessità di inasprire i toni della discussione.

Questa O.S. è peraltro disponibile, come sempre, a trovare soluzioni utili al raggiungimento della produzione necessaria, dopo questo periodo, in considerazione da un lato delle esigenze rappresentate dalla Banca e, dall’altro, della salute dei colleghi e della loro tranquillità lavorativa.Poiché, tuttavia, ciò che la Banca rappresenta non è una ripresa dell’attività normale, ma uno sforzo aggiuntivo, peraltro ancora in una situazione di emergenza sanitaria nazionale, nel dare tale disponibilità, riteniamo necessario chiarire da subito alcune questioni di fondo:

  • la natura dell’intervento organizzativo richiesto e il suo obiettivo: se infatti l’ipotesi che verrà proposta richiederà uno sforzo dei lavoratori che va oltre la normale operatività al fine di recuperare produzione, sarà indispensabile definirne rigorosamente l’orizzonte temporale, a nostro avviso necessariamente limitato nel tempo;
  • le misure aggiuntive rispetto all’attuale protocollo, adatto a un’organizzazione per split team, che verranno poste in essere quando si darà luogo a una produzione con la compagine lavorativa al completo;
  • la possibilità di prevedere tutele per coloro che presentano necessità particolari, ad esempio la mancata riapertura di strutture scolastiche e dei centri estivi;
  • certezza dell’orario, perché se è vero che ci sarà un incremento è pur vero che questo deve conciliarsi e con la salute e con la quotidianità;
  • riconoscimenti e livellamento di trattamento per il personale assunto dopo il 2017;
  • riparametrazione degli obiettivi e assoluto coinvolgimento di tutto lo stabilimento per non creare ulteriori disparità.

Si tratta di questioni che richiedono una scrupolosa trattazione e dei necessari tempi per darvi luogo.

La Fisac Cgil torna pertanto a ribadire la propria contrarietà rispetto a una riapertura a pieno regime dall’11 maggio, auspicando che anche stavolta l’Amministrazione mostri un’apertura alla riflessione, a tutela dei lavoratori.

Roma, 4 maggio 2020

La Segreteria Nazionale
Fisac/Cgil Banca d’Italia