Gruppo UNIPOL: continua lo stato di allerta


Il Gruppo “Liquida” il nostro lavoro che…
“mette le ali” e pian piano se ne va.

Continua senza tregua lo stato di allerta nel nostro Gruppo, teso a contrastare l’emorragia di attività assicurative causata da esternalizzazioni, applicazioni contratti di altri settori e consulenze su larga scala.

Abbiamo più volte informato di come le mansioni dei Call Center vengono fagocitate da preventivatori online, agenzie, broker, etc. e di come ora incomba anche lo spettro delle società in appalto.

Il pericolo ormai concreto riguarda, però, anche i profili professionali Amministrativi a tutti i livelli, pesantemente erosi da processi organizzativi che tagliano fuori i dipendenti a vantaggio di: consulenze, automazioni e applicazioni contrattuali diverse che indeboliscono le nostre tutele collettive.

La tecnologia, l’innovazione e le consulenze specifiche dovrebbero essere a supporto dei lavoratori, non certo sostitutive del fondamentale patrimonio di conoscenze, abilità e professionalità, senza le quali il Gruppo Unipol non sarebbe tuttora Leader nel mercato assicurativo.

Purtroppo, invece, l’Impresa sembra aver intrapreso una strada del tutto diversa, quella per cui pochi saranno realmente “al passo coi tempi”, in linea con l’evoluzione del mercato: la maggior parte dei lavoratori si ritroverà ad essere, in poco tempo, come corpo estraneo, di fatto un esubero.

La Liquidazione, i Danni, così come altre attività, da anni sono oggetto di profonda modificazione dei processi, senza vi sia un progetto serio di riconversione e adeguamento dei profili, un percorso che dia prospettive lavorative a tutta la popolazione del Gruppo.

La maggioranza dei colleghi viene solo marginalmente e “fintamente” coinvolta, senza né reale prospettiva di crescita né di mantenimento, per il futuro, del proprio lavoro (Funzionari, profili intermedi, Call Center).

Quanto sopra in sintesi un quadro estremamente preoccupante che, vista l’impostazione industriale, potrà coinvolgere, o ancor peggio travolgere, moltissime Strutture aziendali.

L’Impresa rifugge il confronto sul futuro dei lavoratori, rifiutandosi di discutere le problematiche di intere Aree, delle varie Sedi, sorda dinanzi a qualsiasi altro argomento venga posto che non sia di suo prioritario interesse, con evidente scopo di avere piena mano libera.

Per questo motivo bisogna intervenire immediatamente: proseguendo le Assemblee, la mobilitazione e la protesta in atto, fino a quando l’Azienda non comprenderà sia ineludibile affrontare le sfide del futuro attraverso il dialogo e il confronto di merito, che non può e non deve prescindere dalla serenità, dalle garanzie e dal benessere per tutti i dipendenti.

Rappresentanza Sindacale di Gruppo
First CISL         Fisac CGIL          Fna         Snfia         Uilca UIL

 

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