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Per il nuovo anno un augurio d’autore

Quello che riportiamo è il messaggio di auguri che Giuseppe Di Vittorio, storico leader della Cgil, scrisse su L’Unità per il capodanno 1951.

Leggendolo oggi si resta colpiti dell’attualità dei temi trattati: gran parte del messaggio si adatta perfettamente anche al 2022. Siamo tutti concordi su quello che vorremmo chiedere al nuovo anno: speriamo davvero che nel 2022 ci libereremo dalla pandemia e potremo tornare alla normalità, senza però dimenticare che è una normalità fatta di disoccupazione, di lavoro sottopagato, di precarietà, di propaganda d’odio. E quindi non smettere mai di lottare ed impegnarci per provare a creare un mondo migliore.

I migliori auguri di buon anno dalla Fisac/Cgil L’Aquila

 

 

Alla soglia del nuovo anno, la Segreteria della Cgil invia a voi tutti, compagni ed amici lavoratori d’Italia, il suo saluto augurale e fraterno.

Nell’anno decorso, in una situazione economica praticamente stagnante ed in una situazione generale aggravata, la vostra grande Confederazione unitaria, forte dei suoi cinque milioni di iscritti, si è battuta strenuamente, per difendere e migliorare le vostre condizioni di vita economiche e morali, per difendere il vostro lavoro, per combattere la piaga della disoccupazione, per esercitare la sua funzione di stimolo attivo allo sviluppo economico ed al progresso sociale dell’Italia, per conquistare la maggiore tranquillità possibile per le vostre famiglie.

Pur avendo la coscienza di aver compiuto con tenacia ed ardore il proprio dovere, e di aver conseguito notevoli successi, la Cgil è consapevole di essere riuscita soltanto in minima parte a realizzare le vostre giuste speranze e le vostre legittime rivendicazioni.

Alla chiusura dell’annata ci si può chiedere: poteva la Cgil fare di più? Non lo escludiamo. Perché la Cgil possa difendere con crescente efficacia il pane ed i diritti di tutta la gente onesta italiana, che vive del proprio lavoro, essa ha bisogno del vostro aiuto e dei vostri consigli, compagni e fratelli lavoratori d’Italia!

Venite tutti nella Cgil, aiutatela a divenire sempre più numerosa, più forte, più efficiente e la vostra grande organizzazione unitaria potrà realizzare i vostri obiettivi fondamentali di giustizia sociale, di benessere economico e culturale, di risanamento e di sviluppo industriale ed agricolo dell’Italia, di libertà e di pace!

Purtroppo l’orizzonte dell’anno che sorge è offuscato dalle minacce di guerra che si moltiplicano e si aggravano sul mondo. Nemmeno durante la tradizionale tregua natalizia ha voluto tacere la triste propaganda di odio e di guerra. Ma i popoli, tutti i popoli, vogliono la pace; ed i lavoratori sono dovunque all’avanguardia delle forze di pace.

Di fronte a coloro che vogliono ad ogni costo dividere il mondo in due blocchi nemici, per portarli a massacrarsi a vicenda – e che sulla stessa base vorrebbero dividere gli italiani – noi riaffermiamo l’esigenza suprema dell’unità del popolo italiano, della solidarietà internazionale dei lavoratori e della pace del mondo, nell’indipendenza di tutti i popoli, nella libera convivenza di tutte le razze e di tutti i sistemi sociali e politici, in pacifica ed amichevole emulazione fra di loro, affinché l’intera umanità sia libera, prospera e felice.

Nell’anno che nasce la Cgil si propone di affrontare ed avviare a soluzione i problemi che maggiormente angosciano il popolo lavoratore.

Vogliamo assestare un colpo serio alla disoccupazione permanente ed alla miseria endemica di cui soffrono milioni di famiglie italiane, assorbendo i disoccupati in lavori produttivi che permettano di sviluppare l’economia, di aumentare la ricchezza nazionale, di elevare il livello di vita del popolo, nella linea del Piano del lavoro proposto dalla Cgil. Il che esige un aumento notevole degli investimenti produttivi, riducendo quelli che non lo sono.

Vogliamo adeguare sempre più i salari e gli stipendi dei lavoratori alle esigenze di una vita degna e civile; intensificare la lotta contro l’aumento dei prezzi e garantire un retto funzionamento della scala mobile.

Vogliamo che sia finalmente realizzata la riforma della previdenza sociale, per migliorare l’assistenza e le prestazioni ai lavoratori ammalati e infortunati, e soprattutto per porre un termine alla grande intollerabile miseria dei pensionati e di garantire ai vecchi lavoratori ed alle vecchie lavoratrici una vita degna del dovere sociale compiuto.

Vogliamo liberare i giovani italiani dalla sfiducia e dallo scetticismo, determinati specialmente dalla quasi impossibilità di sistemazioni che utilizzino le loro fresche energie fisiche ed intellettuali. Vogliamo aprire alla gioventù italiana una prospettiva di lavoro e di sviluppo che ridesti in essa la fiducia e l’entusiasmo e le faccia sentire la gioia di vivere una vita operosa ed onesta.

Uniamoci tutti, amici e compagni di lavoro, ed operiamo uniti nel 1951 per la concordia fra gli italiani, per il benessere del popolo, per lo sviluppo delle libertà democratiche, per preservare all’Italia ed al mondo il bene supremo dell’uomo: la pace.

Buon anno a tutti voi, fratelli lavoratori d’Italia!

 

Giuseppe Di Vittorio, l’Unità, 30 dicembre 1950

 

 

 




Gruppo Bper: firmati importanti accordi su armonizzazione e manovra sul personale

Segreterie di Coordinamento Sindacale del GRUPPO BPER

 

FIRMATO IMPORTANTI ACCORDI SU ARMONIZZAZIONE
E MANOVRA SUL PERSONALE

 

Carissimi colleghi, dopo ulteriori 2 giornate di serrate trattative abbiamo appena raggiunto nel Gruppo BPER importanti accordi riguardanti i seguenti temi:

  • Previdenza Complementare
  • Rinnovo Polizze Sanitaria e Polizze accessorie: Infortuni professionali ed extra professionali, Premorienza e Inabilità Totale (per malattia o infurtuni), LTC, indennizzo in caso di malattia/infortunio che risolve il rapporto di lavoro
  • Mobilità e Pendolarismo
  • Part-time confermata la durata di 24 mesi per nuove richieste e rinnovi, fino al 31/12/2024
  • Buoni Cadhoc
  • Banca del Tempo Solidale prorogata, con aumento delle ore a favore dei colleghi.

Inoltre, abbiamo raggiunto l’accordo sulla Manovra del Personale con incentivi e provvidenze che ricalcano quelle del piano industriale in scadenza.

Possiamo affermare con soddisfazione che tra il 2022 e il 2024 verranno:

  • assunti 550 giovani
  • trasformati in tempo indeterminato 122 contratti di apprendistato/tempo determinato
  • stabilizzati 300 interinali

A partire da gennaio saremo impegnati a proseguire gli incontri sui temi rimasti in sospeso dell’armonizzazione.

Seguiranno comunicati più dettagliati.

Cogliamo l’occasione per augurare a tutti un sereno anno 2022.

 

Modena, 28/12/2021

 

Segreterie di Coordinamento Sindacale del GRUPPO BPER
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN


 

Scarica gli accordi:

28.12.21 – Armonizzazione

28.12.21 – Manovra sul Personale

 

 




BNL: oltre l’arroganza, c’è il ridicolo

 

3 - Fisac Cgil

La BNL si scontra con una scomoda realtà ed inventa il suo tasso di adesione allo sciopero!

La Bnl dopo aver tentato goffamente e scandalosamente di boicottare sciopero, ricorrendo ad ogni genere di ostruzionismo e non rinunciando a forme di becero pseudocrumiraggio, ora la spara grossa sul tasso di adesione allo sciopero, rendendo pubblico un dato, il 29,8%, assolutamente ridicolo e fuori dalla realtà.

Sui territori l’80% di filiali chiuse e gli uffici deserti sono un dato inconfutabile. Bnl accetti la sfida e spieghi come ha computato il tasso di adesione. Ci dica, ad esempio:

  • quanti sono in termini assoluti gli aderenti allo sciopero;
  • quanti sono stati i presenti sul luogo di lavoro;
  • quanti i colleghi in malattia, in ferie, in aspettativa;
  • quanti in smart working.

O semplicemente taccia, perché l’oltraggio verso le sue donne e i suoi uomini ha superato davvero ogni limite di decenza.

Le lavoratrici ed i lavoratori di Bnl non si sono fatti intimorire finora dall’arroganza e dalla spregiudicatezza di un management senza scrupoli, e non si faranno scoraggiare oggi da questo vergognoso tentativo di rendere vana l’azione di lotta e di solidarietà che ha unito il popolo della Bnl.

Il Sindacato, con vigore rinnovato dall’entusiastica adesione all’azione di lotta, continuerà agguerrito una battaglia che, per esclusiva volontà dell’AD e del suo advisor, del COO e dell’azionista, sarà necessariamente ancora più cruenta.

Le organizzazioni Sindacali, raccogliendo molto serenamente la plateale sfida lanciata dall’azienda, si impegnano sin da subito affinché le grida di dissenso dei lavoratori arrivino in tempi rapidi ancora più chiare e manifeste!


 

In merito alle ragioni dello sciopero, leggi anche:

BNL: uno scontro senza precedenti




Festività soppresse anno 2022

BANCHE – ABI

Il CCNL ABI prevede che i lavoratori abbiano diritto annualmente a un numero di permessi giornalieri retribuiti a titolo di ex festività, corrispondente a quello delle giornate già indicate come festive dalla legge n. 260 del 1949 e che non sono più considerate tali per successive disposizioni legislative.

Tali permessi sono riconosciuti nel caso in cui le ex festività ricorrano in giorni per i quali è prevista la prestazione lavorativa ordinaria (dal lunedì al venerdì) con diritto all’intero trattamento economico, escluse quindi le giornate coincidenti, ad esempio, con scioperi, aspettative e congedi parentali non retribuiti (a differenza di quanto avviene per le BCC, il cui contratto prevede un numero fisso di giornate di permesso a titolo di recupero ex festività).

Nel 2022 le ex festività cadono nei seguenti giorni:

  • sabato 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 26 maggio – Ascensione
  • giovedì 16 giugno – Corpus Domini
  • mercoledì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)
  • venerdì 04 novembre – Unità Nazionale

Le giornate di permesso per ex festività sono pertanto 4 per i lavoratori operanti sull’intero territorio nazionale, 3 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività, con conseguente astensione dal lavoro.

Un’ ulteriore giornata di permesso potrebbe essere computata in quanto il 1° maggio, Festa dei Lavoratori, cade di domenica. Il CCNL ABI riconosce infatti alle aziende la facoltà di convertire il compenso aggiuntivo in una giornata di permesso retribuito, salvo intesa fra le parti. In assenza di accordi la giornata sarà monetizzata.

Il CCNL rinnovato il 19 dicembre 2019 prevede il contributo a favore del Fondo nazionale per il sostegno dell’occupazione nel settore del credito (il cosiddetto FOC) fissato nella misura di una giornata lavorativa annua.
Tale contributo comporta la rinuncia, per gli appartenenti alle Aree Professionali, a 7 ore e 30 minuti delle 23 ore di riduzione d’orario e per i Quadri Direttivi e i Dirigenti ad una giornata di ex festività. 

Alla luce di tutto ciò le giornate di permesso per il 2029 saranno le seguenti:

  • 4 per le Aree Professionali. 
  • 3 per i Quadri Direttivi e i Dirigenti. 

 

IMPORTANTE

Sebbene il CCNL ABI preveda la monetizzazione delle giornate di ex festività non godute, in molte aziende hanno emanato disposizioni che richiedono la fruizione dei permessi entro l’anno di competenza.

Ribadiamo che il diritto ai permessi per ex festività spetta solo qualora in quel giorno il lavoratore abbia diritto alla retribuzione piena. Bisogna pertanto fare attenzione ad evitare, per quanto possibile, di richiedere permessi non retribuiti o aspettative che cadano nelle date sopra elencate per non perdere il corrispondente giorno di ex festività.

Ricordiamo inoltre che, da contratto, i permessi per ex festività possono essere utilizzati tra il 16 gennaio ed il 14 dicembre di ogni anno.

 

GIORNATE SEMIFESTIVE

Sono considerati giorni semifestivi:

  • la Vigilia di Ferragosto
  • la Vigilia di Natale
  • il 31 dicembre
  • la festa patronale di ogni singola località
  • per i lavoratori con orario spalmato su 6 giorni è considerata semifestiva la Vigilia di Pasqua.

In queste giornate l’orario di lavoro sarà ridotto al 66,67% rispetto all’orario ordinario; la riduzione sarà applicata in ugual misura anche ai lavoratori in part-time.

 

 

CREDITO COOPERATIVO

Il CCNL del Credito Cooperativo prevede, in tema di festività soppresse, che siano attribuiti annualmente giorni di ferie e/o di permesso retribuito, da usufruire nel corso dell’anno solare, anche sommandoli agli ordinari altri periodi di ferie.
Nel dettaglio:

”Ai lavoratori delle aree professionali sono attribuiti:

  • per l’anno di assunzione e fino a 5 anni di anzianità, giorni 5 di ferie (già compresi nei periodi previsti dall’art. 52);
  • con oltre 5 e fino a 10 anni di anzianità, giorni 3 di ferie già compresi nei periodi previsti dall’art. 52) e giorni 2 di permesso retribuito;
  • con oltre 10 anni di anzianità, giorni 5 di permesso retribuito

Ai lavoratori inquadrati nella prima area professionale ad orario ridotto sono attribuiti, per l’anno di assunzione e per ciascuno degli anni successivi, giorni 5 di ferie (già compresi nei periodi previsti dall’art. 52).

Ai Quadri Direttivi sono attribuiti 5 giorni di permesso retribuito.

In caso di attribuzione di permessi retribuiti gli stessi, se non fruiti in tutto o in parte nel corso dell’anno solare, verranno monetizzati sulla base dell’ultima retribuzione percepita nell’anni di competenza.

 

ESATTORIALI

Per i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate Riscossione Il CCNL ex Equitalia prevede gli stessi permessi già riportati per il settore ABI.

Nel 2022 le ex festività cadono nei seguenti giorni:

  • sabato 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 26 maggio – Ascensione
  • giovedì 16 giugno – Corpus Domini
  • mercoledì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)
  • venerdì 04 novembre – Unità Nazionale

Pertanto, per l’anno 2021 ai dipendenti A.d.E.R. spetteranno 4 giorni di permesso per ex festività, ridotti a 3 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività con conseguente astensione dal lavoro, più un’ ulteriore giornata di permesso a titolo di recupero per il 1° maggio che quest’anno cade di domenica.

IMPORTANTE

Anche per gli Esattoriali il periodo di fruizione previsto dal CCNL va dal 16 gennaio al 14 dicembre di ogni anno.

I permessi devono necessariamente essere utilizzati nell’anno di competenza.

Il diritto ai permessi per ex festività spetta solo qualora in quel giorno il lavoratore abbia diritto alla retribuzione piena. Bisogna pertanto evitare di richiedere permessi non retribuiti o aspettative che cadano nelle date sopra elencate per non perdere il corrispondente giorno di ex festività.

 

ASSICURATIVI – ANIA ed ALLEANZA

Per il 2022 le giornate di festività abolite sono quattro e sono riconosciute perché cadenti in un giorno lavorativo compreso tra il lunedì e il venerdì.

Queste le date delle ex festività:

  • sabato 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 26 maggio – Ascensione
  • giovedì 16 giugno – Corpus Domini
  • mercoledì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)
  • venerdì 04 novembre – Unità Nazionale

Le giornate di permesso sono ridotte a 4 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività, con conseguente astensione dal lavoro.

IMPORTANTE

I permessi per festività abolite devono necessariamente essere fruiti nell’anno di competenza.

Ricordiamo che, per fruire interamente delle festività soppresse, occorre per i giorni sopraindicati avere diritto all’intero trattamento economico. Non bisogna cioè richiedere in quei giorni aspettative o permessi non retribuiti.

Sono considerati inoltre permessi retribuiti straordinari le giornate del 14 agosto (in precedenza semifestiva) e del venerdì santo, che quest’anno cade il 15 di aprile.

Sono invece giornate semifestive il 24 dicembre ed il 31 dicembre.

 

 

ASSICURATIVI – APPALTO

Le festività soppresse (art. 31 c. 4 del CCNL di settore) per l’anno 2021, religiose e civili, sono le seguenti:

  • sabato 19 marzo – San Giuseppe
  • giovedì 26 maggio – Ascensione
  • giovedì 16 giugno – Corpus Domini
  • mercoledì 29 giugno – SS. Pietro e Paolo (con disciplina a parte per Roma)

Si tratta pertanto di 3 giornate, ridotte a 2 per i soli lavoratori operanti nel Comune di Roma per i quali il 29 giugno rappresenta un giorno di festività, con conseguente astensione dal lavoro.

Il CCNL prevede per le lavoratrici ed i lavoratori delle Agenzie, per le giornate elencate (le festività soppresse religiose), la possibilità di comunicare all’Agente se per l’anno in corso (2022) si vogliono recuperare le giornate stesse sotto forma di “riposo compensativo” (i riposi possono anche essere fruiti ad ore e vengono di solito evidenziati nella busta paga alla voce “permessi” o “permessi ex festività”), oppure mediante riconoscimento di un’ indennità sostitutiva che va ad aggiungersi alla retribuzione ordinaria.

Il sistema di calcolo da adottare (art. 31 c. 7) per determinare la retribuzione aggiuntiva di uno di questi giorni è il seguente:
retribuzione annuale lorda/250

La giornata del 4 novembre (festività soppressa civile), invece, non dà luogo a riposo compensativo ma è solo da retribuire (art. 31 c. 5).
Il sistema di calcolo per determinarne la retribuzione aggiuntiva è il medesimo evidenziato sopra.

IMPORTANTE

Perché maturi il diritto al riposo compensativo o all’indennità sostitutiva è necessario che il lavoratore abbia percepito la retribuzione per i giorni ex festivi. Per questo bisogna evitare di richiedere permessi non retribuiti o giornate d’aspettativa nei giorni sopra elencati.

Sono invece giornate semifestive il 15 aprile (Venerdì Santo), il 14 agosto, il 24 dicembre ed il 31 dicembre.




Cgil: drammatici i numeri della povertà in Provincia dell’Aquila

In provincia dell’Aquila, il tema della povertà ha oramai assunto toni drammatici.

A dirlo sono il segretario della Cgil, Francesco Marrelli, e il direttore del patronato Inca, Dario Angelucci che hanno analizzato le prestazioni erogate dall’INPS, relative al secondo quadrimestre del 2021: ebbene, “restituiscono un quadro di massima allerta”.

Nel corso del 2021, circa 8.000 persone hanno percepito il reddito o la pensione di cittadinanza. “Visto che gli appartenenti ai loro nuclei familiari sono circa 17.000, e non si registra una variazione significativa rispetto all’anno precedente, è palese che il problema ha un tratto strutturale che la misura di sostegno al reddito contiene ma non risolve”, sottolineano Marrelli e Angelucci.Nello stesso periodo, inoltre, sono state liquidate, a seguito dei due provvedimenti normativi il DL 41/2021 e il DL 73/2021, oltre 7.500 pratiche di Reddito di Emergenza, con un conseguente impatto economico su oltre 15.000 beneficiari”.

Il dato più evidente è che circa un terzo dei beneficiari di questa misura per l’intero territorio abruzzese vive in aree della provincia dell’Aquila. “Questo significa che la marginalità geografica è la premessa di una marginalità economica e sociale. Sono soprattutto i giovani e le donne che pagano il prezzo più alto della crisi, spesso i migranti e coloro che non riescono a recuperare una possibilità di inserimento lavorativo. Il reddito di emergenza ha rappresentato, in questi mesi, una fondamentale forma di aiuto economico, introdotta a seguito della crisi pandemica, finalizzata a sostenere il reddito delle famiglie e dei cittadini maggiormente colpiti dall’emergenza COVID, arrivata però ad esaurimento per competenza, a settembre del 2021. Il vero nodo politico oggi è la resilienza economica del sistema e la sua capacità di generare nuove opportunità per il futuro”.

Sono in arrivo ingenti risorse economiche legate al Piano di accesso ai fondi del NEXT Generation EU. “Questi aiuti – sottolinea la Cgil – sono fondamentali per riparare i danni economici e sociali generati dall’emergenza COVID, soprattutto su un territorio già di per sé fragile che ha registrato, negli anni, l’avvicendarsi costante di crisi, dapprima di sovrapproduzione e poi legate ad eventi calamitosi. Lo scopo di tali risorse, però, rischia di essere vanificato se non saranno in grado di alimentare nuova occupazione, rivolta soprattutto alle nuove generazioni a cui si deve riconsegnare una prospettiva di vita dignitosa, attraverso stabilità lavorativa e giusto salario. Occorre, pertanto, ripensare un modello economico e sociale che veda nei bisogni delle persone il perimetro dell’azione della politica, e restituisca diritti e dignità alle nostre comunità”.

C’è bisogno di concretizzare la missione dedicata all’inclusione e alla coesione sociale e di trovare nello sviluppo economico del territorio nuove possibilità di crescita e di investimento attraverso infrastrutture, scuole, sanità, lavoro stabile e di qualità e sostegno al reddito. “La ripresa economica degli ultimi mesi non può essere assunta solamente come un aumento asettico del Pil, ma deve essere finalizzata ad alimentare lavoro nella forma della stabilità contrattuale, al superamento delle disuguaglianze ed al contrasto delle povertà, anche attraverso una seria redistribuzione della ricchezza e del reddito. Occorre un Patto di azione fra le varie espressioni di rappresentanza per tentare la strada della crescita sostenibile anche dal punto di vista sociale, affinché nessuno resti indietro, e per consentire alla nostra provincia di valorizzare specificità, vocazioni e storia della sua comunità. Una comunità territoriale, chiamata a reagire con un grande sforzo collettivo”, concludono Marrelli e Angelucci.

 

Fonte: www.news-town.it




Il regalo del Governo alle banche azioniste di Bankitalia

A sette anni di distanza, la contestata rivalutazione delle quote del capitale della Banca d’Italia continua a premiare le banche azioniste. L’ultima toppa alla riforma del 2013 è stata messa lunedì notte con l’approvazione di un emendamento di Forza Italia alla manovra (ma ce n’erano uguali depositati dalla Lega) che ha alzato dal 3 a 5% il tetto alle quote oltre le quali non si ha diritto ai dividendi distribuiti dalla banca centrale. La mossa premia Intesa Sanpaolo e UniCredit che, oltre a ricevere più utili, potranno vendere più facilmente le loro azioni. Ci sarà un beneficio anche per lo Stato che tasserà quei dividendi con aliquota Ires raddoppiata per un solo anno.

Per capire di cosa parliamo occorre fare un passo indietro. Dal 2005 una legge (mai attuata) prevedeva il trasferimento allo Stato della proprietà della Banca d’Italia, il cui capitale era in mano soprattutto a banche italiane (ma senza potere sull’istituto). Invece di applicarla, nel 2013 il governo Letta, per fare cassa subito, ha deciso di rivalutare per legge il capitale di Bankitalia da 156mila euro a 7,5 miliardi, permettendo allo Stato di incassare oltre un miliardo tassando la plusvalenza fatta dalle banche azioniste. La stessa legge imponeva agli azionisti di cedere le quote oltre il 3%, livello oltre il quale non si possono ricevere dividendi, ma nello stesso tempo alzava il tetto ai dividendi che Bankitalia può distribuire ai suoi soci, passati da 50-70 milioni l’anno ai 340 milioni annui degli ultimi sette anni. Insomma, le banche hanno ottenuto un enorme beneficio patrimoniale e più dividendi.

Negli ultimi sette anni è passato di mano quasi il 20% del capitale di Via Nazionale. Ad aumentare la propria quota sono state soprattutto Casse di previdenza e Fondazioni. Intesa e UniCredit però sono ancora ben oltre il 3%: la prima ha il 16,8%, la seconda l’8,42%. La difficoltà a vendere le quote in eccesso si è sommata ai mancati dividendi sopra la soglia (dal 2016 solo Intesa ha visto sfumare 330 milioni). Portando al 5% la quota, le due banche potranno incassare più utili e vendere il resto più facilmente agli altri azionisti che vogliono salire. Lo Stato incassa più tasse, ma le banche ci guadagnano sempre più. Una gran bella riforma.

 

Articolo di Carlo di Foggia sul Fatto Quotidiano del 22/12/2021




BNL: una rottura scontata

 

3 - Fisac Cgil

 

Comunicato Stampa

Le soluzioni innovative di Bnl? La rinuncia del lavoratore all’inalienabile diritto a fare causa!

“La rottura delle trattative tra Bnl e Sindacato è la logica conclusione della sorda arroganza con cui questa azienda si è presentata ad ogni incontro e che si evince in modo chiaro dalla comunicazione di chiusura in risposta alle istanze sindacali. Questa Bnl considera i lavoratori oggetto di scambio.

Una clausola di rientro della durata di 20 anni applicabile solo in casi eccezionali e realisticamente difficilmente realizzabili, e soprattutto subordinata all’inaccettabile condizione della rinuncia da parte dei lavori oggetto di cessione al diritto di ricorrere in giudizio e tutelare i propri interessi. Ciò significherebbe un accordo contra legem che il sindacato non firmerà mai.

Questo è un inaccettabile attacco al diritto ed alla dignità del lavoro oltre che al buon senso e all’intelligenza dei lavoratori e del Sindacato.

La gravità di questa pretesa da parte della Bnl risulta ancor più evidente di fronte al rischio di illegittimità dell’intera operazione.

È evidente che l’intenzione dell’azienda è solo quella di liberarsi di 900 lavoratori: infatti hanno ripetutamente rifiutato di confrontarsi su soluzioni complessive”.

Lo dichiarano le Segreterie Nazionali di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin in riferimento alla chiusura della procedura di cessione di ramo d’azienda del Banking Service Platform (IT) che riguarda 270 lavoratori.

Roma 24 12 2021

 

Le Segreterie Nazionali




Natale arriva per tutti.. più o meno

Non #vatuttobene. Non siamo tutti più buoni. E c’è una parte sempre più consistente della popolazione che scivola sotto la soglia di povertà, e che magari non ha tanta voglia di festeggiare il Natale.
Intanto la stampa tesse le lodi di una classe politica che sembra avere la soluzione a portata di mano per tutto, e che per questo nessuno osa criticare. Aver organizzato addirittura uno sciopero contro le scelte di questi illuminati è stato presentato come una bestemmia, una lesa maestà, un voler mettere in discussione il dogma dell’infallibilità politica di quello che è stato premiato come il miglior paese al mondo per il 2021.

Ad un artista come Makkox bastano meno di due minuti per rappresentare, in modo mirabile, queste contraddizioni.

Guardiamo il cartoon, e poi proviamo a farci pervadere davvero dallo spirito natalizio. Ricordando che, nonostante tutti i gravi problemi che non possono essere sottovalutati, la nostra è comunque una categoria privilegiata rispetto ai troppi lavoratori che non hanno prospettive, ricevono stipendi miseri e non sanno neanche per quanto tempo continueranno a prenderli. Anche se non siamo noi, in questa condizione ci sono i nostri parenti, i nostri amici, i nostri vicini di casa. I nostri figli.

Calarsi nello spirito natalizio significa anche provare ad impegnarsi per una società meno ingiusta, e capire che sono questi i motivi per cui siamo scesi in piazza lo scorso 16 dicembre. E che siamo pronti a farlo ancora.

A voi, e a tutte le persone che vi stanno a cuore, gli auguri di buon Natale dalla Fisac L’Aquila.

 




BNL: lo sciopero è imminente!

IO SCIOPERO!!!

 

Dopo un acceso confronto, le Organizzazioni Sindacali e la banca hanno condiviso che sarà possibile revocare la giornata di ferie del 27 dicembre a chi lo richieda entro venerdì 24 dicembre, con contestuale ripianificazione del giorno entro il 31.12 o, in casi particolari, entro il 10 gennaio 2022.

Gli interessati, dunque, potranno richiedere lo spostamento del giorno di ferie eventualmente fissato per il 27 concordando la ripianificazione col proprio responsabile.

Lo sciopero è un diritto che tutti devono essere liberi di esercitare!

 

Roma, 20/12/2021

 

Segreterie di Coordinamento Nazionale Gruppo BNL

 

 

Leggi anche

BNL: il 27 dicembre IO SCIOPERO!

 

 




Gruppo Generali: approvato il CIA

3 - Fisac Cgil

GRUPPO GENERALI – LE LAVORATRICI E I LAVORATORI APPROVANO IL CONTRATTO INTEGRATIVO

Dal confronto assembleare del 15 dicembre u.s. e dalle due intense giornate referendarie del 16 e 17 dicembre u.s., si evince un dato oggettivo, incontestabile: nonostante le difficoltà derivanti dal momento pandemico che stiamo vivendo, siamo di fronte ad un esempio di massiccio coinvolgimento e di partecipazione democratica di 4.687 votanti e il 71,1% di questi si è espresso favorevolmente all’Accordo per il rinnovo del Contratto Integrativo.

L’ assemblea è stata effettuata tramite la piattaforma informatica BlueJeans mentre il referendum mediante una procedura informatica, accessibile attraverso SAP, con il pieno rispetto di tutti i criteri di riservatezza ed anonimato opportuni e necessari.

Grazie ad un confronto diretto e trasparente con i rappresentanti sindacali firmatari dell’Accordo, avvenuto giornalmente dal momento della firma ad oggi e nell’assemblea illustrativa, tutti i colleghi hanno avuto l’opportunità di analizzare l’accordo e di maturare un proprio giudizio di merito su di esso.
Tutto ciò nonostante l’inaccettabile tentativo corporativo di impedire il confronto sui fatti da parte di alcuni “provocatori”, in particolare aderenti al sindacato autonomo SNFIA e non solo, tentativo che ha parzialmente impedito un confronto assembleare più puntuale e dettagliato, che le OO.SS. scriventi condannano e respingono con fermezza.

Un risultato come quello ottenuto dall’esito della consultazione, segnala che l’azione sindacale, attraverso il rinnovo del Contratto Integrativo e un pacchetto negoziale più ampio con gli importanti Accordi illustrati in assemblea sulle tutele occupazionali/sedi di lavoro – accordo che garantisce la stabilità lavorativa di tutti i colleghi e consente di gestire le eventuali criticità riorganizzative senza il ricorso a licenziamenti e/o spostamenti di sedi -, in materia di lavoro agile (nel quadro di riferimento del protocollo nazionale di settore ANIA sottoscritto nel febbraio u.s.) tra i più avanzati a livello nazionale e non facilmente negoziabile in altri Gruppi, ex utili, nonché gli importanti accordi a tutela e sviluppo degli OP di Generali Italia, ha saputo interpretare, le preoccupazioni, le esigenze, i nuovi bisogni della larga maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo Generali.

Forti di questo ampio consenso, le scriventi OO.SS. affronteranno con il massimo impegno e con il costante coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori le prossime impegnative sfide che abbiamo davanti, a partire dall’accordo sulla riorganizzazione e dello SW dell’area Claims, dell’integrazione con Cattolica e dall’avvio del confronto con ANIA per il rinnovo del CCNL, confronto nel quale gli scriventi coordinamenti supporteranno le Segreterie Nazionali.

L’esito del referendum, i costanti e profondi cambiamenti del Gruppo Generali, gli scenari generali e di settore che stiamo vivendo (vedi da ultimo la vertenza con la Compagnia diretta Verti, Gruppo Maphre, che ha dichiarato 325 esuberi, tutti sotto i 45 anni, e l’esternalizzazione di tutto il contact center) ci impongono tre temi fondamentali:

1) il rafforzamento di un quadro unitario in cui l’interesse generale degli oltre 14.000 lavoratrici e lavoratori sia al centro di tutto e che pertanto non conceda spazio a quelle posizioni corporative, di retroguardia e miopi che puntano a qualche tessera in più sacrificando l’interesse generale così come fatto dallo SNFIA nel recente accordo sugli ex utili che non ha sottoscritto.

2) costante coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo.

3) rafforzamento della visione complessiva del Gruppo Generali che, in linea con l’impostazione politica delle Segreterie Nazionali, sostenga una visione delle relazioni sindacali quanto più organica possibile in quadro unitario di gruppo perché è solo per questa via che si estendono diritti e tutele, si tutela l’occupazione, si salvaguardano le sedi di lavoro, le competenze, i soggetti più deboli della filiera.

Le OO.SS. scriventi rinnovano il ringraziamento a tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno partecipato all’assemblea e al referendum.

20 dicembre 2021

FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA
Segreterie Coordinamenti Nazionali
Gruppo Generali