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Bonus cashback: come funzionerà il rimborso per acquisti con carta o bancomat

Il provvedimento del Governo (contenuto nel Decreto Agosto) mira a incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici per ridurre l’uso dei contanti e combattere l’evasione fiscale. Il rimborso sarà pari al 10% di quanto speso fino a una soglia di 3mila euro all’anno. Dal computo sono esclusi gli acquisti online.


Tecnicamente si tratta di una forma di rimborso e si dovrebbe tradurre in un bonus fino a 300 euro complessivi annui per chi acquista nei negozi con pagamento elettronico, carta di credito o bancomat. Tale misura dovrebbe riguardare i pagamenti effettuati dal prossimo primo dicembre.

Il provvedimento si applicherà però solo agli acquisti effettuati fisicamente negli esercizi commerciali. Dall’operazione risultano infatti escluse le spese online, dove pagare con carta o bancomat è il più delle volte l’unica opzione possibile.

Per quanto riguarda le modalità del rimborso, dovrebbe arrivare con cadenza semestrale sul conto corrente del contribuente ed essere pari al 10% di quanto speso, fino a un tetto di 1.500 euro a semestre (e quindi 3mila euro all’anno).

Per ottenere il bonus, al momento l’ipotesi più accreditata è che l’utente dovrà registrarsi sull’app IO della Pubblica Amministrazione. Sull’app si dovrà associare il proprio codice fiscale alla carta che si intende usare e indicare l’IBAN dove ricevere il rimborso . Al momento degli acquisti, si dovrà mostrare al negoziante un QRcode generato in fase di registrazione e utilizzare naturalmente la carta o il bancomat con cui ci si è registrati sull’app.
Questo passaggio serve a collegare l’acquisto anche alla cosiddetta “Lotteria degli scontrini”, pronta a partire a gennaio 2021, un ulteriore provvedimento per scoraggiare l’utilizzo del contante. La lotteria prevede l’estrazione di premi legati al pagamento con mezzi tracciati in esercizi convenzionati.

Sono inoltre allo studio possibili incentivi più forti per chi sceglie il pagamento elettronico per la maggior parte degli acquisti e un bonus più alto sui micro pagamenti (come  ad esempio al bar).

Il provvedimento si pone anche l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale incentivando l’uso di strumenti di pagamento tracciabili. L’eccessi ricorso al contante comporta inoltre costi per l’intero sistema economico.

Fonte: Sky Tg24




BPER: accordo per il versamento del TFR al Fondo Pensione

Logo sigle BPER

 

Modena, 25/09/2020

 

TFR AL FONDO PENSIONE

 Da questo mese sarà possibile conferire alla previdenza complementare anche il TFR maturato fino al 31/12/2006.

L’importante Accordo sottoscritto unitariamente dai Coordinamenti Sindacali Aziendali di BPER Banca stabilisce infatti la possibilità, per tutte/i le/i Lavoratrici/ri che cesseranno dal servizio entro il 31/12/2021, di versare nei fondi pensione previsti dalla negoziazione collettiva il proprio TFR maturato fino al 31/12/2006 e ancora nella disponibilità dell’Azienda.

Il preavviso per coloro che cesseranno entro il 30/9/2020 è stato azzerato mentre per chi terminerà il rapporto di lavoro in date successive è previsto: un preavviso minimo di 15 gg di calendario per coloro cesseranno entro il 31/12/2020 e di 60 gg di calendario per coloro che cesseranno entro il 31/12/2021.

E’ previsto inoltre che, a partire dall’1/10/2021, l’Accordo venga esteso a tutte/i le/i Colleghe/i, titolari di TFR maturato fino al 31/12/2006 ancora nelle disponibilità aziendali, che non rientrano nelle casistiche suddette.

L’Azienda invierà a breve apposita comunicazione per l’inoltro delle domande, in particolare per chi andrà in esodo/pensionamento nei prossimi giorni.


COORDINAMENTI SINDACALI AZIENDALI BPER BANCA

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN




Intesa Sanpaolo – UBI: incontro su uscite volontarie e assunzioni


Intesa Sanpaolo e UBI: primo incontro
su uscite volontarie e assunzioni

 

Nella giornata odierna si è svolto il primo incontro in merito alle 5.000 uscite volontarie che riguarderà tutto l’attuale perimetro del Gruppo Intesa Sanpaolo e UBI: rispettivamente 61.172 e 19.609 persone.

Ai sensi degli accordi precedenti sottoscritti nei due Gruppi, ci sono ancora da perfezionare le uscite di 536 persone, di cui 307 pensionamenti e 229 esodi; per questi ultimi l’azienda ha comunicato di volerne anticipare l’uscita al 31/12 del corrente anno.

Sono in sospeso 1.197 adesioni (925 ISP e 272 UBI) in quanto non rientranti nelle graduatorie dei precedenti accordi, poiché in supero ai numeri delle uscite previste.

L’Azienda comprenderebbe nella platea interessata tutti coloro che maturano il “diritto” a pensione (anticipata o di vecchiaia) entro il 31/12/2026. In base ai dati oggi in possesso dell’Azienda, i colleghi sarebbero 7.522 (5.888 ISP e 1.634 UBI) oltre alle suddette 1.197 adesioni in sospeso.
Anche questi 1.197 colleghi, trattandosi di un nuovo accordo, dovranno ripresentare – se ancora interessati – la domanda per l’uscita. Abbiamo ribadito la richiesta di inserire nell’accordo un criterio di priorità per queste posizioni.

Le prime indicazioni fornite dall’Azienda riguarderebbero:

chi matura il “diritto” a pensione (compreso Quota 100 e Opzione donna) entro il 31/12/2021, possibilità di adesione al pensionamento incentivato

chi matura il “diritto” a pensione dal 1/1/2022 al 31/12/2022, possibilità di adesione al pensionamento incentivato o al Fondo Esuberi

chi matura il “diritto” a pensione dal 1/1/2023 al 31/12/2026, possibilità di adesione al Fondo Esuberi. La data di uscita è prevista al 31/12/2023 con possibili anticipi semestrali in base alle esigenze organizzative aziendali (la Banca ha specificato che, indicativamente, prevederebbe una permanenza media nel Fondo di 36 mesi).

Per quanto riguarda le 2.500 assunzioni, abbiamo nuovamente ribadito che dovranno essere effettuate in tempi rapidi e in prevalenza nella Rete, estremamente sofferente, nonché nel Sud e nelle Aree svantaggiate del Paese.

La trattativa proseguirà nei giorni 29 e 30 settembre.

Milano, 21 settembre 2020

 

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA -UNISIN
Gruppo Intesa Sanpaolo e UBI




BCC Abruzzo Molise: firmato accordo per il premio di risultato 2020

 

ABRUZZO MOLISE

PREMIO DI RISULTATO 2020
FIRMATO L’ACCORDO PER L’EROGAZIONE
BILANCIO ESERCIZIO 2019

In data odierna, presso la Federazione Abruzzo e Molise BCC è stato sottoscritto l’accordo che consentirà l’erogazione del “premio di risultato” 2020, relativo all’esercizio 2019.

La liquidazione del PDR avverrà con la busta paga del mese di ottobre al personale in servizio nel mese di erogazione e che abbia prestato attività lavorativa nel corso dell’anno di misurazione 2019.
Nel caso di inizio del rapporto di lavoro durante l’ anno di misurazione il premio di risultato verrà erogato in proporzione ai mesi di servizio prestati, considerando come mese intero l’eventuale frazione superiore ai 15 giorni.

Per quanto riguarda la metodologia di calcolo è stata adottata la stessa degli anni precedenti ed in particolare quella dello scorso anno.

Inoltre è stata confermata la possibilità di optare, in luogo dell’erogazione in busta paga di tutto o in parte e comunque su base volontaria, per il rimborso di prestazioni sostenute a titolo di Welfare prevedendo, in tal caso, la maggiorazione dell’importo del premio di risultato 2020 di un 15% a carico dell’azienda.
I titolari di un reddito di lavoro dipendente non superiore ad euro 80.000, con riferimento a quanto percepito nell’anno 2019, sconteranno un’aliquota agevolata IRPEF di tassazione pari al 10% fino a un importo di premio massimo pari ad Euro 3.000.
Per i dipenderti con reddito di lavoro dipendente superiore alla soglia indicata gli importi fruiti in modalità Welfare saranno assoggettati a tassazione ordinaria.
Le spese oggetto del rimborso posso essere esclusivamente quelle sostenute nel 2020.

Entro il giorno 15 ottobre ogni dipendente dovrà effettuare la scelta Welfare comunicandolo al proprio Ufficio del Personale,con le seguenti possibilità:

  • Conversione totale del premio in Welfare con limite massimo a 2.550 Euro

  • Conversione parziale del premio in Welfare (indicando l’importo)

Seguiranno comunicazioni sui termini e sulle modalità di presentazione della documentazione, a carico dell’Azienda.
Nel caso in cui non venga effettuata alcuna scelta, l’intero importo sarà automaticamente erogato come premio di risultato con il cedolino paga del mese di ottobre 2020 .
In caso di scelta Welfare, l’importo definito a titolo di premio di risultato sarà maggiorato del 15 % a carico dell’azienda da cui il limite massimo di Euro 2.550 Euro poiché la soglia di detassazione rimane attestata ad Euro 3.000.
L’importo destinato a Welfare, comprensivo di maggiorazione, dovrà essere completamente assorbito dai rimborsi presentati.

Gli importi relativi ai rimborsi Welfare saranno evidenziati come voce figurativa nel cedolino di ottobre.

A titolo indicativo le prestazioni assoggettabili a rimborso riguardano:

  • Rette, tasse, iscrizioni asili/scuole/università comprese le mense scolastiche;

  • Campus estivi ed invernali;

  • Testi scolatici/universitari;

  • Assistenza anziani o non autosufficienti:

  • Contributo al fondo pensione.

Pescara, 21 settembre 2020

Le Segreterie Regionali

Scarica l’accordo




In arrivo il POS unico per i Buoni Pasto elettronici

I buoni pasto elettronici, che sostituiscono la mensa aziendale, potranno essere utilizzati in bar, ristoranti e supermercati senza più temere di vedersi negata la transazione perché l’esercente è sprovvisto dell’apposito Pos.
Nel dl Semplificazioni, approvato in via definitiva dal Parlamento la scorsa settimana, è stato infatti inserito un emendamento che introduce il “Pos unico”, cioè un terminale che accetta bancomat, carte di credito ed e-ticket emessi dalle varie società per alleggerire gli oneri degli esercenti e facilitare così l’utilizzo dei buoni pasto. Una novità che rientra nel “piano cashless” previsto dal governo per ridurre l’uso del contante e far emergere l’economia sommersa del nero.

Ma se la battaglia è vinta, la guerra è tutt’altro che conclusa: non si hanno ancora notizie sul decreto attuativo del ministero dello Sviluppo Economico che, di concerto con l’Anac, dovrà regolamentarne i dettagli operativi. E va ancora discussa la partita sul lato operativo: capire, insomma, come si risolverà la questione della convenzione e delle commissioni.
Di solito, supermercati e ristoranti si trovano a gestire fino a 4 Pos. “Con l’attuale sistema – denuncia la Fipe, la federazione degli esercenti – si hanno il 25% di spese ogni 1.500 euro di fatturato solo per installazione, commissioni e contratti di affitto dei vari lettori elettronici”. Un gruzzolo, che con l’introduzione del Pos unico, i gestori non vorranno perdere con il rischio di un aumento generalizzato dei contratti di convenzione.

Un meccanismo infernale che caratterizza da sempre i “buoni”, dove sono sempre gli stessi pochi soggetti a trionfare: i giganti stranieri e lo Stato (*). I primi che si aggiudicano bandi miliardari a suon di ribassi (fino al 30%) e Consip (la centrale acquisti della Pubblica amministrazione) che fa risparmiare all’erario milioni di euro, ma a discapito dei 3 milioni di lavoratori, di cui 1 milione di dipendenti pubblici. Sempre più spesso, con il passaggio quasi obbligato dal buono cartaceo a quello elettronico – dopo l’introduzione da gennaio delle nuove soglie di esenzione (da 7 a 8 euro) – si sono ritrovati in tasca una tesserina praticamente inutilizzibile visto che la maggior parte degli esercenti non vuole pagare i costi di noleggio per l’ennesimo Pos.

Ma da questo limite al Pos unico ce ne passa.

 

Articolo di Patrizia De Rubertis sul Fatto Quotidiano del 21/9/2020

 

(*) Per completezza aggiungiamo anche le aziende private (tra cui quelle del nostro settore) che l’autrice dell’articolo non ha considerato.

 




Intesa Sanpaolo e Ubi: primo incontro con l’Azienda

Nella giornata odierna si è svolto il primo incontro a Milano con l’Azienda, alla presenza delle Organizzazioni Sindacali del Gruppo Intesa e UBI e le Segreterie Nazionali.
Nell’incontro è stato condiviso il percorso di confronto sui temi relativi all’integrazione:

  • Uscite volontarie e assunzioni
  • Cessione ramo d’azienda a BPER
  • Fusione per incorporazione di UBI Banca.

A partire già da lunedì 21 settembre inizierà la trattativa per la definizione delle uscite volontarie per pensionamento ed esodo, che riguarderanno tutti i lavoratori del Gruppo Intesa e Ubi.
L’Azienda ha comunicato che è ancora in fase di identificazione il perimetro relativo alla cessione del ramo d’azienda a BPER, che al momento è prevista nel corso del mese di febbraio 2021 per le 501 filiali di UBI e a giugno per le 31 filiali di ISP.

L’avvio della procedura sindacale prevista per legge sarà pertanto successivo alla definizione del ramo stesso.
Non sono invece state fornite informazioni in merito alle ulteriori 17 filiali che dovranno essere cedute da disposizioni Antitrust.
L’incorporazione societaria e informatica di UBI Banca in ISP avverrà nel corso del mese di aprile. Il confronto sindacale in merito alla fusione e all’armonizzazione contrattuale si svilupperà nei primi mesi del 2021

Come Organizzazioni Sindacali abbiamo richiesto che a fronte delle uscite siano effettuate in tempi rapidi assunzioni indispensabili per supportare in particolare la rete.

Questo primo incontro è stata l’occasione per ribadire che la riorganizzazione successiva alla fusione dovrà impattare nel minor modo possibile sulle lavoratrici e sui lavoratori, valorizzandone la professionalità e portando le lavorazioni dove sono le persone.

 

Milano, 17 settembre 2020

 

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN
Gruppo Intesa Sanpaolo e UBI




Alleanza: stato di agitazione sindacale, cominciano le assemblee


COMUNICATO ALLEANZA 18/09/2020

BASTA                            BASTA                            BASTA

I LAVORATORI ED I CLIENTI CHIEDONO L’IMMEDIATA RIAPERTURA DEGLI ISPETTORATI
AGENZIALI, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza previste per la prevenzione ed il contenimento della diffusione del Covid.

Alleanza dichiara di non avere ancora definito il programma delle Agenzie 3.0 , mentre al contrario ha già avviato la chiusura definitiva di numerosi Ispettorati Agenziali, PRESIDI INDISPENSABILI SUL TERRITORIO e l’accorpamento di alcune Agenzie Generali, accelerando un programma che queste OO.SS. denunciavano da anni e che l’azienda aveva sempre negato.

Durante i monologhi in diretta tenuti dai vertici aziendali tutti gli utenti hanno ascoltato e compreso l’intenzione di Alleanza di non riaprire tutti gli uffici periferici ed i lavoratori saranno costretti a gestire le conseguenze di queste decisioni: lamentele quotidiane della clientela, insoddisfazione e crollo della fiducia negli assicurati che non comprendono le motivazioni del protrarsi di queste chiusure, mentre tutte le altre aziende e compagnie
assicurative hanno regolarmente riaperto i loro punti vendita sui territori.
Si spinge su una remotizzazione esasperata, incontrollata e senza regole a spese dei lavoratori.
Mercoledì 23 p.v. alle 15, Alleanza ha convocato i sindacati per presentare questo programma delle Agenzie 3.0 e vi informeremo immediatamente su quanto ci verrà illustrato.

BASTA

L’azienda si trincera dietro la scusa del cambiamento per giustificare l’evidente smantellamento della nostra struttura organizzativa, solo per abbattere i costi.
Alleanza/Generali stanno utilizzando il Covid, la modernità, la digitalizzazione solo come paravento per portare avanti le loro decisioni, senza rispetto per i lavoratori o i loro rappresentanti e, spesso, nemmeno per le norme contrattuali. Chi non si allinea in silenzio viene definito con disprezzo “giallo“, mentre le OO.SS. vengono denigrate come “corvi”con una madornale caduta di stile da parte dell’A.D.

VERGOGNA

Quest’azienda conferma l’intolleranza e l’arroganza verso chiunque non sia allineato alla volontà del manager di turno.
Il vertice di Alleanza dimostra, ancora una volta, un totale spregio verso l’ETICA tanto cara al Gruppo Generali, che oggi è assolutamente silente per quanto riguarda l’operato del management di Alleanza tanto solerte nel sanzionare i lavoratori.

Queste OO.SS. NON HANNO PAURA di dire ciò che pensano e di tutelare i diritti dei lavoratori e di opporsi allo SMANTELLAMENTO di Alleanza.

Queste OO.SS. sono in stato di AGITAZIONE SINDACALE

A far data da lunedì 21 settembre alle ore 10.30 inizieranno le Assemblee: prima tappa IR Puglia, seconda tappa IR Toscana/Liguria/Sardegna mercoledì 23 sempre alle 10.30.
Ogni settimana riceverete un comunicato su singole tematiche ed il calendario delle assemblee previste per la settimana successiva.

Invitiamo TUTTI i lavoratori a partecipare, ognuno deve fare la propria parte se vogliamo salvare quest’Azienda ed i nostri posti di lavoro.

Italia, 18 settembre 2020.

 

I Coordinamenti Nazionali delle RSA FISAC/CGIL – FNA – SNFIA – UILCA

 

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Alleanza: proclamato lo Stato d’Agitazione




MPS: accesso al Fondo di Solidarietà

1 - Fabi 2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca Unisin nuovo logo

Si è svolto oggi il previsto incontro relativo alla verifica delle domande di adesione al Fondo esuberi previsto dall’accordo dello scorso 6 agosto.

L’attivazione del Fondo prevede l’uscita dei 500 colleghi al 1° novembre 2020.
Insieme all’Azienda abbiamo verificato che le domande di accesso alle prestazioni straordinarie del “Fondo di solidarietà” sono pervenute in numero sufficiente rispetto all’obiettivo dichiarato.

La verifica ha dato modo di stabilire che saranno accolte le richieste di tutti i Colleghi che matureranno i requisiti pensionistici entro marzo 2024 e parzialmente di coloro che li matureranno ad aprile 2024. (in base alla maggiore età anagrafica come da accordo sindacale).
Nei prossimi giorni l’Azienda comunicherà agli aventi diritto i relativI adempimenti operativi che dovranno essere perfezionati.

Siena, 16 settembre 2020




Cosa prevede la legge per i genitori lavoratori in caso di quarantena a scuola

QUARANTENA A SCUOLA:
LE MISURE PREVISTE DALLA LEGGE IN FAVORE DEI GENITORI CHE LAVORANO

Il D.L. n. 111/2020 (“Disposizioni urgenti per far fronte a indifferibili esigenze finanziarie e di sostegno per l’avvio dell’anno scolastico, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”) all’articolo 5 contiene una norma finalizzata a offrire un supporto ai genitori che lavorano qualora la/il figlia/o minore di 14 anni fosse posta/o in quarantena in conseguenza di un contatto verificatosi nella scuola.
Di seguito forniamo una sintesi di tale norma, riservandoci di tornare in argomento in caso di ulteriori precisazioni da parte dell’INPS o di modifiche in sede di conversione in legge del decreto: alcune integrazioni sono peraltro auspicabili per la non piena copertura di periodi di assenza legati all’emergenza epidemiologica (ne parliamo nel riquadro in chiusura).

DESTINATARI
Genitori lavoratori dipendenti di figli conviventi minori di 14 anni posti in quarantena a seguito di contatto verificatosi all’interno del plesso scolastico.

PERIODO
Periodi compresi entro il 31 dicembre 2020.

MISURE (PER TUTTO O PARTE DEL PERIODO CORRISPONDENTE ALLA QUARANTENA)
♦ Il D.L. prevede la possibilità di svolgere la prestazione di lavoro in smart working.
Solo nel caso in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile uno dei genitori può astenersi dal lavoro utilizzando un congedo per il quale è riconosciuta dall’INPS una indennità pari al 50% della retribuzione. La contribuzione figurativa (ai fini pensionistici) è piena.

LIMITAZIONI
La possibilità di ricorrere a una delle due misure è riservata a uno solo dei due genitori.
Inoltre non è possibile farvi ricorso per i giorni in cui l’altro genitore non svolge alcuna attività lavorativa (per esempio perché non occupato, o in ferie, o sospeso dal lavoro perché posto in cassa integrazione).

Per finanziare i periodi di congedo è previsto un limite di spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2020.
Qualora si delineasse il superamento di tale limite, l’INPS non prenderà in considerazione ulteriori domande.

CHE COSA MANCA
Una circostanza non contemplata dal decreto riguarda il caso di bambine/i sottoposti a tampone per i quali si sia ancora in attesa dell’esito del test: essi dovranno rimanere in isolamento fiduciario, ma senza che sia attualmente prevista per i genitori la possibilità di rimanere a casa ricorrendo allo smart working o al congedo indennizzato al 50%.
Inoltre il D.L. non fa riferimento ai figli disabili, rispetto ai quali la possibilità di avvalersi dei congedi durante il periodo di chiusura delle scuole era stata prevista indipendentemente dall’età del bambino/ragazzo: pertanto, per le attuali misure, varrebbe anche nel caso di figli disabili il limite dei 14 anni.
La CGIL è pertanto impegnata per ottenere un miglioramento della norma in sede di conversione in legge del decreto, e, in attesa di interventi legislativi adeguati, affinché nel settore e nelle aziende si prevedano ulteriori misure a compensazione degli attuali limiti.

a cura della FISAC CGIL UBI




BPER- Intesa: tempi più lunghi per migrazione filiali

Tempi più lunghi per la migrazione dei 532 sportelli Ubi (e 15 di Intesa Sanpaolo) a Bper. E’ quanto emerge da una riunione tecnica svoltasi ieri a Milano, mentre si fa invece più vicino per la banca di Modena un aumento di capitale confermato nell’ordine degli 800 milioni di euro, salvo sorprese.

Bper e Intesa, tempi più lunghi

Le ultime news sulla cessione del ramo d’azienda delle 532 filiali Ubi a Bper sono citati oggi dal quotidiano Il Messaggero, secondo cui il passaggio è destinato a slittare di qualche mese: da fine anno al primo trimestre 2021.
A riguardo non viene esclusa nemmeno una richiesta di proroga all’antitrust, che avrebbe fissato un termine ultimo a metà gennaio.

Migrazione informatica e accordi sindacali

Il trasferimento riguarda 1,4 milioni di clienti, di cui il 60% corporate, 25 miliardi di impieghi e 26 miliardi di raccolta. Ma a renderlo più complesso è il delicato processo di migrazione informatica che interessa strutture IT diverse fra Bper, Intesa (15 sportelli appunto) e Ubi.
Non solo. Fra gli altri fronti aperti figurano gli accordi sindacali dei dipendenti che cambieranno insegne, le interconnessioni dei clienti, le relazioni con le aziende (circa 850 imprese sono comuni ai due gruppi), i
prodotti, i sistemi di pagamento e il risparmio gestito.

Cda Intesa

Intanto, sempre secondo quanto riporta il Messaggero, Intesa terrà un cda straordinario venerdì 18 per varare la lista del nuovo vertice di Ubi: al fianco dell’ad Gaetano Miccichè sarebbe in arrivo un altro top manager di Ca’ de Sass: Paolo Grandi, chief governance officer, che diventerebbe il nuovo presidente di Ubi.
Intesa come socio unico presenterà una lista all’assemblea del 15 ottobre prevedendo indipendenti.

Aumento Bper

Quanto a Bper, la riapertura oggi delle sedi Consob di Milano e Roma dopo uno stop per il Covid-19 dovrebbe sbloccare l’approvazione del prospetto dell’aumento di capitale finalizzato all’acquisizione delle filiali.
Le ultime stime sulla ricapitalizzazione, che dovrebbe scattare entro fine mese, confermano una taglia vicina agli 800 milioni. Schierati gli advisor Rothschild, Bofa Merrill Lynch e Citigroup mentre il consorzio di garanzia sarà guidato da Mediobanca, Bank of America, Citigroup, cui si dovrebbero aggiungere altri 5-6 bookrunner.
In Borsa alle ore 11,18 le azioni Bper segnano -1,1% a 1,4585 euro, Intesa Sanpaolo -0,13% a 1,7766 euro, quest’ultima in linea con il Ftse Italia Banche.

 

Fonte: Finanzareport.it