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Intesa Sanpaolo: car pooling aziendale

In questi giorni in cui i dati sull’inquinamento, specialmente nella grandi città, stanno diventando sempre più preoccupanti la ricerca di soluzioni di mobilità sostenibile diventa una priorità. Una di queste soluzioni può essere il car pooling: la possibilità per due o più viaggiatori, che effettuano lo stesso itinerario in orari simili, di condividere l’auto e le spese correlate nel tragitto casa-lavoro.

Nel nostro gruppo si è iniziato a sperimentare soluzioni di car pooling aziendale dal 2018: ve ne avevamo dato conto qui. Nel frattempo la situazione è evoluta e da ottobre dell’anno scorso il car pooling aziendale  è disponibile per tutti i colleghi. Questa possibilità di trasporto condiviso si aggiunge ai principali servizi di mobilità già consolidati offerti da Intesa Sanpaolo: navette aziendali, convenzioni per l’acquisto di abbonamento al trasporto pubblico e servizi in sharing.

Per provare la potenzialità di questa forma di mobilità sostenibile è sufficiente scaricare l’App BePooler, registrarsi con il codice azienda isp.carpool, pianificare i viaggi da e per la sede di lavoro e scegliere il proprio equipaggio. Si può essere rider o driver e la condivisione delle spese viene calcolata dall’App, che crea per ogni utente un borsellino digitale.

Inoltre, per favorire l’utilizzo del servizio, la banca riserva presso alcune sedi posti auto dedicati e il Comune di Milano mette a disposizione spazi gratuiti presso i principali Parcheggi di interscambio ATM. Le istruzioni dettagliate sono riportate nella sezione intranet dedicata. Il car pooling è già diffuso nel resto d’Europa e in Italia stanno crescendo attenzione e interesse sul tema.

Apprezziamo che l’azienda abbia quindi deciso di promuovere tra i colleghi la conoscenza di questa interessante e sostenibile forma di mobilità e quindi abbiamo ripreso volentieri la news in materia, nella quale si specifica  di aver dedicato un articolo di Mosaico a questo argomento.

 

Fisac/Cgil
Gruppo Intesa Sanpaolo




AdER: continua la battaglia per la salvaguardia del posto di lavoro

In data 8 maggio 2019 il TAR del Lazio aveva dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Dirpubblica contro la costituzione dell’Ente Pubblico Economico ed il trasferimento del personale proveniente da Equitalia senza soluzione di continuità. La sentenza evidenziava la mancanza di legittimazione e la carenza di interesse ad agire di Dirpubblica.

Qualche giorno fa abbiamo appreso che Dirpubblica ha appellato la sentenza del TAR innanzi al Consiglio di Stato. Quella organizzazione, pur dichiarando sul suo sito che tale azione non è tesa a danneggiare in alcun modo i lavoratori dell’AdeR, conferma la sua posizione di messa in discussione della nascita dell’Ente Pubblico economico Agenzia delle entrate – Riscossione e condanna il passaggio del personale senza un concorso pubblico.

Così facendo, in realtà mette consapevolmente in discussione il mantenimento del posto di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori. E si definisce organizzazione sindacale!

Le segreterie nazionali scriventi confermano la loro netta contrarietà all’azione di Dirpubblica ed hanno conferito mandato ai legali per una ferma opposizione. Anche questa volta il Sindacato Unitario dei lavoratori della Riscossione scende in campo per difendere l’occupazione e le condizioni di lavoro del personale del settore, contrastando un attacco vigliacco e strumentale.

Roma, 20 gennaio 2020

Le Segreterie Nazionali
Fabi          Fisac/Cgil          First/Cisl          Uilca

Scarica il Volantino

Sullo stesso argomento:

Riscossione tributi. Dalla parte dei lavoratori

AdER: scelte che prescindono dall’interesse della categoria




A te che ti chiedi a cosa serve il sindacato

Venerdì scorso è stata una giornata importante. Il reddito netto di sedici milioni di persone è aumentato, o meglio, aumenterà a partire da luglio, quando ai lavoratori che hanno retribuzioni fino a 40.000 euro, la busta paga verrà “rinforzata” fino a 100 euro al mese.

Maurizio Landini lo ha sempre detto: il cambiamento iniza dalle buste paga in un paese in cui, come titola l’ultimo riuscitissimo libro di Marta e Simone Fana, “Basta salari da fame”, (recensito sul nostro blog da Maurizio Brotini), abbiamo una questione salariale grande come una casa.

Ieri, nell’incontro col governo, il sindacato è riuscito ad ottenere la riduzione delle tasse per chi lavora. Un risultato che non è caduto dal cielo, che nessuno ha regalato ma è il frutto di un lungo percorso di mobilitazione iniziato il 9 febbraio dell’anno scorso, quando Cgil, Cisl e Uil, riempirono piazza San Giovanni per chiedere un cambio di passo e per redistribuire un po’ di ricchezza.

fb_img_1579292074716599323747718290076.jpgOra, non è che siamo diventati improvvisamente ricchi, come ha sottolineato ieri Landini, e tanto ancora c’è da fare. Sugli incapienti, sui lavoratori poveri, sui precari, sui pensionati, sulle pensioni dei giovani, sulla legge Fornero, sui rinnovi contrattuali. Tutte questioni su cui il sindacato chiede risultati concreti al governo. Intanto, ieri un grande passo avanti è stato fatto e va riconosciuto al sindacato – che non è certo esente da errori – di aver fatto bene il suo mestiere, di aver portato più soldi nelle tasche dei lavoratori.

A questo – ma non solo a questo – serve il sindacato.

fonte: fortebraccionews




BPER: il ruolo dei Vicari

Nell’ambito del precedente piano industriale 2015-2017, la BPER decise di introdurre un nuovo modello organizzativo chiamato “Footprint”.

Tra le novità del nuovo modello, l’abolizione dei Vice Direttori di Filiale e l’introduzione dei Vicari. La principale differenza tra i due ruoli consiste nel fatto che, a differenza di quanto veniva richiesto al Vice Direttore, il Vicario non sostituisce il Titolare in sua assenza.

Come specificato dall’Azienda nelle circolari 173 e 199 del 2016, quello del Vicario è unicamente un profilo abilitativo, finalizzato a garantire la continuità operativa all’interno dell’Unità Organizzativa.

Per questo, si raccomanda a tutti i lavoratori che usufruiscono dell’abilitazione al ruolo di Vicario di non assumersi responsabilità per decisioni o adempimenti che fuoriescano dalla normale continuità operativa, in quanto di fatto opererebbero in modo abusivo esponendosi al rischio di gravi conseguenze.

A titolo di esempio, ad alcuni Vicari è stato richiesto dall’Ispettorato di rispondere a verbali ispettivi in mancanza del Titolare, assente per malattia o ferie.
In quel caso non si può certo parlare di continuità operativa, ma si tratterebbe di una vera e propria sostituzione del Titolare (che come abbiamo visto non è più prevista), assumendosi tra l’altro in proprio il rischio di conseguenze per eventuali risposte inesatte o incomplete.
In tutti i casi nei quali venissero richieste ai Vicari prestazioni che potrebbero esulare dai loro compiti, preghiamo i lavoratori di contattare immediatamente il proprio rappresentante sindacale.

Come noto, sono previsti due tipi di abilitazione:

  • Vicario A abilitato a gran parte delle funzionalità disponibili per il Titolare, con l’esclusione della delibera del credito e della valutazione del personale.
  • Vicario B oltre alle limitazioni del Vicario A, non può autorizzare gli sconfinamenti di autonomia della Filiale e non ha poteri di firma per la stipula di atti pubblici con vidima notarile.

 

COSA POSSONO O NON POSSONO FARE I VICARI?

  • Partite anomale:
    • Il Vicario A può autorizzare gli sconfinamenti nell’ambito delle autonomie di Filiale.
    • Il Vicario B non può autorizzare sconfinamenti, ma è tenuto a chiedere l’autorizzazione, per ogni sconfinamento, agli organi superiori.
  • Azzeramento password
    • I Vicari sono abilitati all’azzeramento delle password delle risorse della propria filiale.
  • Retrocessioni commerciali
    • I Vicari non sono abilitati all’approvazione delle retrocessioni commerciali
  • Antiriciclaggio e antiterrorismo
    • I Vicari sono abilitati a vistare i questionari di adeguata verifica ed a lavorare le pratiche in procedura GIANOS degli NDG con relazione presso la propria filiale.
    • La valutazione di una pratica extra-GIANOS, ai fini di un’eventuale SOS, compete al Titolare. In sua assenza, tale incombenza ricade sul Vicario.
    • I Vicari possono sbloccare i nominativi appartenenti alle liste antiterrorismo delle proprie Filiali o, se operano in Filiali Hub, anche delle Filiali Spoke.
  • Posta elettronica
    • I profili di Vicario sono abilitati ad accedere alla casella di Direzione ed alla casella PEC della propria Filiale. I Vicari delle filiali Hub sono inoltre abilitati alla sola visualizzazione delle caselle di direzione e PEC delle filiali Spoke del medesimo micromercato.
  • Portafogliazione
    • I Vicari possono operare con le stesse funzionalità dei Titolari.

Per approfondimenti si rimanda all’allegato alla Circolare BPER Serie Disposizioni Interne n.199 del 15/06/2016

 

 

 




Unicredit. Rinegoziazione mutui dipendenti: adesso si può!

Nei prossimi giorni l’Azienda organizzerà un incontro con tutti i dipendenti, nel quale verranno presentati tutti i prodotti ed i servizi che Unicredit mette a disposizione dei dipendenti in via prioritaria ed agevolata.

Tra le varie iniziative l’azienda ci ha comunicato che darà la possibilità di rinegoziare anche i mutui dipendenti, regolati da condizioni stabilite con il sindacato alcuni anni fa ed oggi decisamente fuori mercato.

Sarà possibile scegliere la rinegoziazione attraverso un processo operativo semplificato che verrà comunicato a tutti gli interessati con mutuo del segmento X erogato ante 29 febbraio 2020, nel mese di marzo (aprile-maggio agli esodati); il tasso proposto per la rinegoziazione sarà un tasso fisso 1%, con decorrenza operativa dalla rata di aprile.

Spinti dalle forti richieste delle lavoratrici e dei lavoratori da oltre un anno avevamo richiesto all’azienda di accedere a questa possibilità, ricevendo sempre un secco NO immotivato.

Quindi ci fa piacere che l’Azienda abbia cambiato idea, ma molti colleghi, nel frattempo, hanno deciso di portare il proprio mutuo presso un’altra banca, quindi, come spesso accade, anche questa rischia di essere una iniziativa tardiva.

Inoltre, viene decisa in modo unilaterale, giustificandola come “un’iniziativa puramente commerciale” e senza una preventiva discussione con i rappresentanti dei lavoratori come sempre avvenuto in passato.

Riteniamo che sia una iniziativa zoppa, in quanto le condizioni dei mutui nuovi rimangono invariate.

Diventa quindi urgente andare ad una rinegoziazione delle condizioni dipendenti alla luce di un ormai conclamato regime di tassi negativi, adeguando anche i tassi dei nuovi mutui prima casa.

Certamente la prossima trattativa sul piano industriale sarà la prima occasione utile.

Milano, 16 gennaio 2020

 

Segreterie di Coordinamento
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – UniSin
Gruppo UniCredit




UnipolSai: ennesima riorganizzazione dell’Area Sinistri

Lo scorso 15 gennaio la Direzione Sinistri ha presentato l’ennesima riorganizzazione dell’Area con impatti sia sulla Rete Territoriale sia sulla Liquidazione Direzionale, con spostamento di carichi di lavoro e riconversioni professionali.

Un cambiamento maturato nel corso dei mesi, senza aver minimamente coinvolto i lavoratori nel processo di elaborazione, illustrato nell’incontro sindacale con una documentazione incompleta e con alcune incongruenze (le slide iniziali consegnate soltanto un giorno prima e la seconda parte consegnate, addirittura, ad incontro concluso).
Tale cambiamento, tra l’altro, matura in un tessuto lavorativo, quello dei sinistri, da tanti anni attraversato da problematiche rimaste a tutt’ora prive di concreta risoluzione, nonostante le molteplici evidenze da parte delle rappresentanze sindacali.

Nel prendere atto degli intendimenti dell’Impresa, abbiamo evidenziato, fin da subito, forti perplessità emerse rispetto a:

  • sostenibilità dei carichi di lavoro nelle UL Territoriali;
  • potenziale deprofessionalizzazione per alcui profili liquidativi;
  • incertezza su quali attività permarranno nelle Strutture Amministrative e nel Contact Center (Sertel);
  • ricorso ad appalti ed automazioni.

Inoltre la Direzione non ha fornito alcuna indicazione su tempi e modalità degli spostamenti (colloqui, job posting, raccolta disponibilità, “imposizioni”, etc.) né sui percorsi formativi per i colleghi adibiti ad altra mansione.

A fronte della carente e tardiva presentazione del progetto da parte dell’Azienda, a tutela di tutti i lavoratori coinvolti, è stato necessario fissare un ulteriore incontro che si terrà mercoledì della prossima settimana, allo scopo di approfondire i molteplici elementi che abbiamo già provveduto a richiedere formalmente alla Direzione.
Nel frattempo, invitiamo a prendere visione dei documenti allegati (approfondimenti saranno previsti per gli elementi riguardanti: Contact Center di Pas; Liquidazione Over di Linear), facendo pervenire le vostre valutazioni.

 

Rappresentanza Sindacale Gruppo Unipol
First CISL – Fisac CGIL – Fna – Snfia – Uilca UIL


ALLEGATI:

 




E adesso… Credito Cooperativo!

E’ trascorso oramai un anno dal rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Credito Cooperativo, un anno che ha visto l’avvio operativo dei due Gruppi Bancari Cooperativi nazionali e, per le Casse Rurali della provincia autonoma di Bolzano, l’inizio del percorso di realizzazione degli IPS che si sta concludendo in questi giorni.
Ma sicuramente, ad oggi ed ancora per qualche tempo, non si appalesano tutti gli effetti, da più parti auspicati o temuti, che la Riforma porta con sé.

In questo stesso periodo, le rilevanti riorganizzazioni dettate da una indispensabile revisione dei modelli organizzativi e dai nuovi adempimenti normativi imposti dai regolatori, incluse le numerose fusioni intervenute e tutt’ora in corso, hanno impegnato e coinvolto tutti i livelli dell’intero sistema: da Federcasse e le Federazioni locali (che pure, nella loro necessaria funzione associativa, hanno dovuto adeguarsi al proprio interno rispetto al nuovo modello della cooperazione di credito ), ai neo-costituiti Gruppi Bancari Cooperativi, alle singole banche ed aziende del sistema, fino alle Organizzazioni Sindacali, in rappresentanza di tutti i lavoratori. Infatti, la nuova complessità del confronto sindacale nel Credito Cooperativo, ha anche fatto ravvisare la necessità di rivisitare le regole e le modalità delle relazioni industriali ai diversi livelli. Rivisitazione questa che nel prossimo rinnovo contrattuale dovrà ancora trovare ulteriore adeguamento con tutte le previsioni e procedure di legge e contrattuali, per rendere effettivo il coinvolgimento e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

Come abbiamo sempre sostenuto, il rinnovo del CCNL del 9 gennaio 2019, così come la relativa definizione del Testo Coordinato sottoscritto in data 19 dicembre 2020, sono di sicura importanza, oltre che per i lavoratori direttamente interessati, anche per la riaffermazione della specificità e del ruolo che la Cooperazione di Credito svolge nel sistema economico dell’intero Paese. Ora abbiamo l’obbligo di non vanificare il lavoro fin qui svolto, il tempo a disposizione non è infinito. Occorre quindi procedere celermente alla modifica del Regolamento del Fondo di Sostegno al Reddito di categoria, strumento unico, universale e pienamente solidale, oggi più che in passato indispensabile per la salvaguardia della tutela occupazionale e del reddito, anche attraverso il finanziamento della formazione continua, che dovrà essere strategica, qualificata ed esigibile.

In ciascuna azienda, in ogni territorio, in ciascun Gruppo Bancario Cooperativo, nell’intero sistema del Credito Cooperativo, come Fisac CGIL siamo e saremo impegnati per il raggiungimento di una completa ed effettiva applicazione delle norme contrattuali a tutela della occupazione, del reddito, dello sviluppo professionale, della dignità, della qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori.

Coesione, solidarietà e armonizzazione delle previsioni contrattuali vanno praticati ed esatti subito, per arrivare in brevissimo tempo a trattamenti omogenei all’interno di una contrattazione di secondo livello di Gruppo Bancario Cooperativo, ed allontanare definitivamente ogni possibilità di deregolamentazioni contrattuali, da qualsivoglia parte proposte e quali che siano le motivazioni che si adducono.

Oggi più che mai, per consapevolezza e responsabilità che da sempre accompagnano lo svolgimento del nostro lavoro, come Fisac CGIL siamo convinti che solo attraverso il coinvolgimento attivo delle lavoratrici e dei lavoratori si possano affermare le specificità e le peculiarità del Credito Cooperativo. Nessuno pensi che biodiversità bancaria, proporzionalità regolatoria, localismo e tutti i valori rivendicati dalla Cooperazione di Credito, siano praticabili a discapito delle lavoratrici e dei lavoratori e senza il loro fattivo contributo nelle fasi di pianificazione oltre che di realizzazione.

Anche per questo rinnoviamo a Federcasse la richiesta, già avanzata unitariamente con le altre Organizzazioni Sindacali, di una immediata attivazione dell’Osservatorio Nazionale affinché si possano acquisire tutte le necessarie informazioni per sviluppare gli opportuni approfondimenti rispetto ai diversi temi che interessano il sistema del Credito Cooperativo.

Poi, non appena conclusa la trattativa già avviata per il rinnovo del CCNL dei Dirigenti, saremo da subito impegnati con la predisposizione e presentazione della piattaforma di rinnovo del CCNL dei Quadri Direttivi e delle Aree Professionali. Una piattaforma che insieme alla rivendicazione salariale ed alla buona occupazione, avrà quali temi centrali quelli della coesione, della partecipazione, della solidarietà intergenerazionale, delle tutele e dei diritti, della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, della formazione strategica e certificata per lo sviluppo professionale e di carriera. A tale riguardo il prossimo rinnovo contrattuale dovrà, anche con riferimento alla sfida di innovazione, che la così detta “digitalizzazione” sembrerebbe imporre nel settore del credito, riaffermare la sua specificità per dare un contributo per la tenuta del sistema di Credito Cooperativo nel nostro Paese.

Questa specificità contrattuale avrà ragione di essere solo se la Cooperazione di Credito saprà coniugare all’innovazione tecnologica e di prodotto, alla razionalizzazione dei processi produttivi e distributivi, alle necessarie economie di scala, la sua originaria “missione cooperativa”, costituzionalmente garantita, la prossimità ed il presidio del territorio, la bancabilità del maggior numero possibile di soggetti, anche quelli oggi esclusi e continuare la propria azione a supporto dell’economia reale del nostro Paese. Sapendo che questa sfida, difficile ma non impossibile, si può affrontare solo e soltanto attraverso il coinvolgimento e la valorizzazione, in ogni fase ed in ogni ambito, delle lavoratrici e dei lavoratori del Credito Cooperativo. Coinvolgimento questo, che si realizza quindi a nostro avviso attraverso un immediato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Credito Cooperativo che consenta la gestione di questa fase e non solo delle eventuali ricadute che già oggi taluni paventano.

Il rinnovo del CCNL è, dunque, per la FISAC CGIL la priorità!

Roma lì 14 gennaio 2020

Coordinamento Nazionale Credito Cooperativo Fisac/CGIL



Bonus Asilo Nido 2020: a chi spetta?

È già possibile beneficiarne dal 1° Gennaio 2020: ecco come è cambiato il bonus asilo nido 2020 e chi ne può beneficiare.


Bonus Asilo Nido 2020: a chi spetta quest’agevolazione quest’anno? Ecco alcuni chiarimenti.

Si ricorda che il bonus asili nido è stato introdotto dalla Legge 232/2016. Consiste in una agevolazione che permette di ricevere un sussidio in caso di:

  • pagamento delle rette dovute per la frequenza di asili nido pubblici o privati;
  • pagamento di altre forme di supporto usufruito presso la propria abitazione a favore di bambini/bambine da zero a tre anni affetti da gravi patologie croniche che impediscono la frequenza dell’asilo nido.

Per il 2020 cosa cambia?

Bonus Asilo Nido 2020: a chi spetta?

La Legge di Bilancio 2020 ha potenziato gli importi della misura per quest’anno.

Il contributo è riservato alle seguenti finalità:

  • pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati
  • forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

Il premio viene erogato dall’INPS al genitore, residente in Italia, che sia cittadino italiano o UE o sia in possesso di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o di carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea. Oppure di carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea o abbia lo status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria (circolare INPS 22 maggio 2017, n. 88).

Inoltre, con riferimento al contributo asilo nido, il genitore richiedente deve essere il genitore che sostiene l’onere del pagamento della retta. Mentre relativamente al contributo per forme di assistenza domiciliare, il richiedente deve coabitare con il figlio e avere dimora abituale nello stesso comune.

Nello specifico, viene erogato dall’INPS nei seguenti importi massimi:

  • 3.000 euro per i nuclei familiari con ISEE (minorenni) di valore fino a 25.000 euro;
  • 2.500 euro per i nuclei familiari con modello ISEE (minorenni) di valore compreso da 25.001 e 40.000 euro;
  • 1.500 euro per i nuclei familiari con modello ISEE (minorenni) di valore superiore a 40.000 euro.

Il bonus asilo nido si eroga con cadenza mensile, parametrando l’importo massimo di 1.500 euro su 11 mensilità, per un importo massimo di 136,37 euro direttamente al genitore richiedente che ha sostenuto il pagamento, per ogni retta mensile pagata e documentata.

 

Fonte: www.lentepubblica.it




UBI: comunicato stampa esodi

E’ stato sottoscritto in data 14 gennaio 2020 nel Gruppo UBI Banca dalle sigle sindacali FISAC CGIL, FIRST CISL, UILCA UIL, FABI e UNISIN, un accordo sindacale per un ricambio generazionale che consentirà  l’accoglimento di 300 domande di pensionamento per chi matura i requisiti entro il 2020 ovvero per l’ accesso al Fondo di Solidarietà del settore del credito (prepensionamento che non grava, per i suoi costi, sulla collettività restando a carico delle banche) per chi maturerà i requisiti pensionistici entro il 1 gennaio 2025 compreso. Le uscite prenderanno avvio a partire dal 1° febbraio 2020.

“Le uscite saranno volontarie e incentivate secondo le misure già previste dagli ultimi accordi in materia stipulati nel Gruppo UBI” dice Pierangelo Casanova segretario coordinatore FISAC CGIL del Gruppo UBI “e le assunzioni pattuite avverranno negli stessi territori da cui escono risorse, per garantire continuità occupazionale”.

A fronte delle uscite è stato convenuto un piano occupazionale che prevede 192 tra stabilizzazioni e assunzioni (di cui almeno 142 a tempo indeterminato) Di queste, cento si concretizzeranno entro il giugno 2020 mentre per il resto la scadenza massima sarà il 31 dicembre 2021.

“Sul fronte dell’occupazione siamo soddisfatti di aver superato lo storico limite di una assunzione ogni tre uscite così come del fatto che sia privilegiato abbondantemente il ricorso al tempo indeterminato” continua  Casanova  “inoltre bisogna apprezzare che, in un settore in profonda trasformazione come quello del credito, si realizzino operazioni di esodo su base volontaria e senza costi per la collettività.  Ora aspettiamo il nuovo piano industriale già più volte annunciato in UBI Banca sapendo che, come sindacato, sarà prioritaria l’attenzione a chi resta sul posto  di lavoro e garantisce utili e solidità patrimoniale al Gruppo.”




Le pubblicità dei prodotti finanziari e i testimonial “ignari”

I vip che promuovono brand bancari si sono mai preoccupati di tutelarsi dai rischi derivanti dalla bad reputation?

Scegliere un volto noto come testimonial di una campagna pubblicitaria rappresenta una decisione strategica vincente dell’azienda/brand soprattutto se il partner risulta essere credibile e, ancor più, se crede in ciò che rappresenta.

A tal riguardo, mi sono sempre chiesto, guardando gli spot pubblicitari di banche e società finanziarie, quanto e cosa sapessero di quell’azienda o di quel prodotto  i personaggi del mondo della cultura, informazione, spettacolo e sport chiamati a fare i testimonial.

Probabilmente nulla! Come la maggior degli italiani, tralaltro, che, in termini di informazione e cultura finanziaria, sono tra i meno preparati rispetto ai cittadini Ue e di altri Paesi avanzati.

Una cosa è certa: il testimonial viene scelto per rappresentare un brand. Il marchio, a cui si associa il personaggio persona fisica che lo pubblicizza, deve rispecchiarsi nel testimonial e viceversa. Si assiste, molto spesso, ad una simbiosi tra brand e persona.

Simbiosi talmente forte che i contratti che di solito regolano questo tipo di pubblicità possono prevedere clausole e obblighi comportamentali che devono essere rispettati dal testimonial anche nella vita privata. Perché il personaggio famoso ha delle responsabilità ben precise che riguardano anche la vita privata, nei confronti dei suoi fan e del brand che pubblicizza.

All’interno dei contratti ci sono molto spesso anche le c.d. clausole morali. In altri termini la celebrity ha l’obbligo, ad esempio, di mantenere nella vita privata comportamenti eticamente corretti oppure di non rilasciare dichiarazioni che in un certo qual modo possano incidere negativamente sulla reputazione dell’azienda.

Ma, in termini di responsabilità, è garantita la reciprocità? Cioè i vip si sono mai preoccupati di tutelarsi dai rischi derivanti dalla bad reputation del brand bancario o del prodotto finanziario?

Sono certo che il brillante attore Enrico Brignano, benché interprete di uno dei più esilaranti monologhi contro le banche, non immaginasse neppure cosa si potesse celare dietro la gestione della Banca Popolare di Bari quando è stato ingaggiato per la convention aziendale; così come sono convinto che il simpaticissimo Nino Frassica non sia assolutamente consapevole del fatto che, pubblicizzando una carta di credito revolving  (carta Easy di Compass), stia spingendo i cittadini ignari verso un prodotto di fatto usuraio (tasso medio circa 16%; soglia usura del 24%) e in una spirale senza fine di pagamenti imposti prima di poter sancire la chiusura del debito.

Non solo ma nei miei ventidue anni di permanenza in quel sistema mi sono spesso imbattuto in famosi e gloriosi personaggi del mondo dell’informazione che partecipavano, retribuiti profumatamente, a convention aziendali dove si magnificavano i comportamenti virtuosi del management (di banche poi coinvolte in scandali e default).

Ho ascoltato peana che la propaganda della Romania di Ceausescu al confronto sembrava ridicola.

Quello che stona, però, è che poi molti di quei personaggi, non sicuramente quelli sopra citati, spesso vanno in televisione a fare i moralizzatori del sistema-paese nel rispetto di una etica dei comportamenti che riguarda però … sempre gli altri.

Etica, che parolone. E soprattutto che abuso improprio nel nostro Paese. Spesso confusa con il concetto di onestà.

Senza voler scomodare filosofi e sacre scritture, forse è il caso di ricordare semplicisticamente che una persona onesta è “quella che non ruba” mentre una persona orientata a vivere secondo principi etici è “quella che, non solo, non ruba ma che se vede un altro rubare lo denuncia”, intendendo come denuncia anche la capacità di dire NO a un agenzia pubblicitaria.

Perché la faccia c’è chi ce la mette e chi ce la rimette.

 

Fonte: www.peopleforplanet.it