UNICREDIT: firmato accordo migliorativo degli inquadramenti

Lo scorso 8 maggio, dopo un percorso dibattuto e complesso, si è conclusa positivamente la trattativa per la sottoscrizione del verbale di integrazione dell’accordo sul sistema di valorizzazione professionale del 4 febbraio 2017.

Il verbale non solo individua le nuove figure nel frattempo introdotte nell’organizzazione aziendale a seguito dell’evoluzione della rete commerciale (filiali, Unidirect, Buddy Bank) stabilendone i relativi percorsi professionali, ma apporta anche significativi miglioramenti all’accordo precedente, ponendo particolare attenzione sia alla valorizzazione dei giovani che alla ricerca di un ancora maggior equilibrio tra responsabilità ricoperte ed inquadramento minimo previsto.

In particolare, si è concordato l’aumento dal 30% al 50%, con valorizzazione del pregresso a partire dalla data indicata nel precedente accordo (1.11.2014), del periodo trascorso nei cosiddetti “ruoli di ingresso” ai fini della maturazione dello “zainetto professionale”.

Un’altra importantissima acquisizione riguarda il fatto che questo 50% di periodo pregresso sarà valorizzato e spendibile in qualsiasi ruolo di approdo presente nella Tabella dei Ruoli, superando la precedente limitazione a soli 4 figure. Si tratta di un segnale forte e soprattutto concreto a favore di tutti i giovani Lavoratrici e Lavoratori, per i quali si è così ottenuto di accorciare i tempi di maturazione dei percorsi professionali.

Altro elemento che si inserisce in un impianto complessivo, all’interno del quale il grado massimo concordato non era in nessun caso superiore al Q2, è la modifica in aumento (Q3) dell’inquadramento già previsto per il ruolo di Direttore Area Corporate.

Per quanto riguarda le nuove figure professionali, nell’accordo sono stati individuati e normati i seguenti nuovi ruoli:

  • Vice direttore di filiale
  • Senior banker (finanziamenti, investimenti, protezione, small business);
  • Consulente First Direct e Business Direct;
  • Chief concierge
  • Chief concierge Support e Process,
  • Coordinatore concierge sales e coordinatore omnichannel messaging
  • Concierge sales/omnichannel-messaging/support/processes

Per ciascuna di esse, attraverso l’integrazione della tabella dei ruoli, sono stati individuati tempi di maturazione e riconoscimenti attribuibili in termini di inquadramento e di trattamento economico di ruolo, con piena corrispondenza delle figure di Unidirect con quelle omologhe di filiale. Analoghe valutazioni hanno determinato la definizione dei percorsi per le figure di Buddy Bank. Per la sua specificità e per le caratteristiche fortemente innovative, la figura del Chief Concierge sarà valutata nell’ambito dei lavori della Commissione Tecnica Inquadramenti, già prevista dal precedente accordo.

Tale commissione, che da quest’ultima trattativa esce rafforzata nelle proprie attribuzioni, si insedierà entro il prossimo 30 settembre. In tale sede sarà possibile anche approfondire tutte le questioni interpretative già emerse o che dovessero emergere in futuro dall’applicazione dell’accordo.

Nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno, a seguito della istituzione del nuovo ruolo di Coordinatori dei Consulenti da Remoto, verrà negoziato il relativo percorso inquadramentale.

Le attribuzioni di tutti i trattamenti ed i relativi effetti economici avverranno a partire dal settembre 2019.

 

Segreterie di Coordinamento
Fabi – First/Cisl – Fisac/Cgil – Uilca – Unisin
UniCredit spa

16/05/2019

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Rinnovo CCNL ABI: il 23 maggio all’Aquila l’assemblea di piazza

Il prossimo 23 maggio si svolgerà l’assemblea per la presentazione, discussione e votazione della piattaforma per il rinnovo del CCNL ABI rivolta a tutti i lavoratori del settore che operano nel Comune dell’Aquila e nei Comuni limitrofi.

L’assemblea si svolgerà presso l’auditorium del Rettorato del Gran Sasso Science Institute in via Jacobucci n.2, dalle ore 14:40 alle ore 17:00.

Per effetto del rinnovato accordo sulle libertà sindacali sottoscritto in data 25/2/2019, tutti i lavoratori delle filiali operanti in Comuni di minori dimensioni possono partecipare alle assemblee aventi per oggetto il rinnovo dei contratti collettivi in quanto l’accordo autorizza la chiusura degli sportelli durante l’orario pomeridiano. 

Per la Fisac/Cgil sarà presente all’assemblea Francesca Carnoso, responsabile della Consulta Giuridica Nazionale della FISAC/CGIL.

Vista l’importanza dell’argomento, destinato ad avere un impatto sul futuro di tutti i lavoratori del settore, auspichiamo una partecipazione massiccia all’assemblea.

 

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Emauela Marini eletta nella Segreteria Nazionale Fisac Banca d’Italia

Il giorno 18 maggio è stata eletta la nuova Segreteria Nazionale della FIsac Banca d’Italia.

Fra gli eletti figura la nostra Emanuela Marini, già componente della Segreteria Provinciale Fisac L’Aquila. Il suo nuovo ed importante ruolo rappresenta per il nostro territorio un motivo di orgoglio e soddisfazione.

Questi i nomi degli altri eletti:

  • Alessandro Agostino (Segretario Coord. – Trieste)
  • Cinzia Ottavi (Roma Succ.)
  • Angela Di Martino (Cagliari)
  • Andrea Cacchiani (Roma A. C.)
  • Aldo Carletti (Pensionati Roma)

A Emanuela facciamo i complimenti e gli auguri più sinceri.




Intesa Sanpaolo: si vota per rinnovare gli organismi del Fondo Pensione

Dal 16 maggio e fino al 26 maggio si vota per rinnovare gli organismi del nostro Fondo Pensione.

Vi ricordiamo le informazioni più importanti per il voto (qui trovate comunque una guida dettagliata e completa a tutte le operazioni di voto):

Agli iscritti al Fondo da qualche giorno dovrebbe essere arrivata una apposita mail con le istruzioni e le credenziali per esprimere il voto attraverso applicativo Web.

In caso di mancata ricezione o smarrimento della mail, è possibile richiedere un ulteriore invio delle credenziali tramite l’applicativo di voto, digitando il numero iscrizione, cliccando sul campo Hai dimenticato la password?, e inserendo i dati richiesti.

Come nei precedenti casi di voto elettronico, si succederanno le videate relative a ciascuno dei tre Organi Collegiali del Fondo (Assemblea dei Delegati, CDA, Collegio dei Sindaci) con le relative candidature. Ogni videata va confermata prima di accedere a quella successiva.

Come prevede il Regolamento Elettorale, il sistema consente di esprimere fino a due preferenze per CDA e per l’Assemblea dei Delegati ed una sola per Collegio dei Sindaci. E’ possibile esprimere il solo voto di lista o solo il voto al candidato/i. In questo caso il voto di preferenza si estenderà alla lista.

Chi si esprimerà attraverso il voto cartaceo (i colleghi lungoassenti ad esempio), dovrebbe aver ricevuto per posta le medesime istruzioni di voto, insieme al materiale elettorale. Come sempre si tratta di buste anonime nelle quali vanno inserite le schede votate ed una busta con l’indicazione dell’indirizzo della Commissione Elettorale del Fondo per la spedizione attraverso la posta. Per il voto cartaceo l’ultima scadenza utile per il pervenimento delle buste è il 5 giugno.

Qualora l’iscritto lungoassente non abbia ricevuto il materiale per il voto in tempo utile può inoltrare una mail di nuova richiesta a commissioneelettoralefondoisp@intesasanpaolo.com con documento di identità e codice fiscale.

Per ogni informazione è possibile contattare la Commissione Elettorale all’indirizzo mail su indicato oppure telefonicamente allo 02/87947276 dalle 09.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30.

Con l’occasione vi ricordiamo i nostri Candidati:

Per il Consiglio di Amministrazione
Stefano CASATI
con Felice BONFANTI
Laura SOSTEGNI
con Luca ONGARO

Per l’Assemblea dei Delegati 
Giuliana CIRIELLO
Stefano FORNARI
Bruno ITA
Antonio Francesco MESIANO
Assunta PAGLIARO

Per il Collegio dei Sindaci
Umberto COLOMBRINO
con Massimiliano MAZZEO

 

dal sito internet Fisac Intesa Sanpaolo




Riscossione: comunicato stampa delle Segreterie Nazionali

A fronte della grave decisione dei partiti di governo di riaprire i termini della terza rottamazione con scadenza al prossimo 31 luglio, le Segreterie nazionali hanno chiesto un incontro urgente al Presidente dell’Agenzia delle entrate-Riscossione al fine di sollecitare un suo intervento in sede governativa.

Nel contempo, in mattinata, abbiamo informalmente posto ai vertici aziendali la problematica delle criticità che tale scelta comporterà, andando, peraltro, ad aggravare la già difficile situazione del periodo estivo.

A fronte della necessità, manifestataci dai referenti aziendali, di raccogliere i dati utili ad una valutazione complessiva, è stato calendarizzato un incontro per martedì 28 maggio prossimo.
Di seguito riportiamo il testo del comunicato inoltrato alle agenzie di stampa questa mattina.

 

Comunicato Stampa delle Segreterie Nazionali del settore riscossione tributi
FABI – First/Cisl – Fisac/CGIL – Uilca

Il “Governo del cambiamento Lega – Cinque Stelle”, alla continua ricerca del consenso elettorale, propone di riaprire i termini della rottamazione ter e del saldo stralcio fino al 31 luglio prossimo venturo.

Questo ulteriore colpo di spugna – una ricetta vecchia e peraltro abusata – rappresenta un altro passo nella direzione del mortificare la maggior parte dei cittadini italiani che onestamente adempiono al proprio dovere fiscale, nei fatti scoraggiandoli dal rispettare spontaneamente le norme e le scadenze di legge.

La grave reiterazione della politica dei condoni (si chiamino “pace fiscale, definizione agevolata, rottamazione, scudo fiscale…”) non consente di migliorare le condizioni finanziarie ed economiche dello Stato, ma allontana sempre più l’obiettivo di elevare il senso civico ed il livello di etica del popolo italiano.

E’ purtroppo legittimo temere che la maggior parte dei contribuenti italiani si stiano abituando, invece di pagare, ad attendere sempre il successivo condono.

Roma, 16 maggio 2019 Le Segreterie Nazionali




MPS. Previdenza complementare: ripristino TFR

Qualche giorno fa tutti i colleghi sono stati destinatari di una comunicazione del Fondo Pensione relativa all’apertura di una finestra straordinaria per la variazione del contributo volontario, dopo il ripristino, con decorrenza dal 1° Aprile, della base di calcolo per il TFR, attraverso il recupero della tredicesima mensilità e di conseguenza senza la decurtazione del 23%.

L’aumento della base di calcolo del TFR, secondo le previsioni del CCNL, si riverbera anche sul contributo datoriale a Previdenza Complementare con un 2,50% (versato dall’azienda) calcolato per il futuro su una base più ampia.

A tale importantissimo risultato si è giunti grazie all’accordo sindacale del 31/12/2018 che, tra le altre previsioni, ha sancito (anche) la fine della penalizzazione dei lavoratori sul calcolo del TFR e di conseguenza un forte recupero, soprattutto per i giovani, sul salario differito, dopo sei anni di sacrifici imposti da politiche di contenimento dei costi finalizzate al risanamento e al ritorno alla redditività della Banca.

Alla luce dei dati del primo trimestre che registrano un utile netto di 28 milioni di euro e dopo le dichiarazioni dell’A.D. su possibili scenari di “aggregazioni o diversificazioni dimensionali” corre l’obbligo di ricordare che in questi anni i lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo e che, pertanto, eventuali operazioni che coinvolgeranno questo Gruppo, dovranno tener conto di quanto già espresso dagli stessi in termini di sacrifici economici e professionali, in uno scenario in cui le responsabilità per quanto accaduto alla nostra realtà creditizia sono rimaste, ad oggi, impunite.

Siena, 14 Maggio 2019




ADER: accordo su Smart Working

In data odierna le Segreterie Nazionali hanno sottoscritto l’accordo in materia di smart working.

L’accordo, che è sperimentale, prevede la possibilità di utilizzare tale modalità di lavoro per 150 colleghi, su base volontaria. L’azienda fornirà il computer portatile per l’esecuzione del lavoro.

Gli interessati dovranno presentare domanda e sottoscrivere un accordo individuale (tale testo è stato, a sua volta, concordato oggi); in esso sono indicati la durata e la modalità dello svolgimento del lavoro.

Ai lavoratori in smart working verranno garantiti i diritti individuali e collettivi sindacali.

L’intesa prevede condizioni di priorità nell’accoglimento delle domande (cfr. art.5) e condizioni per il recesso (cfr. art.6).

Dalla platea dei possibili aderenti sono esclusi i dirigenti, i quadri direttivi con il ruolo di responsabile, i turnisti e il personale di alcuni settori specificamente indicati.

Al termine della sperimentazione sarà valutata la possibilità di confermare il valore dell’istituto di smart working di prossimo avvio, e di allargare la platea dei possibili interessati.

Informiamo infine i colleghi che sono in fase di predisposizione i rimborsi dei buoni pasto Qui Ticket che non era stato possibile utilizzare per tempo a causa del fallimento della società emettente; il controvalore degli stessi sarà accreditato, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, sulle schede elettroniche.

Con riferimento alla cessione delle ferie solidali, l’applicativo sarà a disposizione dei colleghi da giugno.

Roma, 15 maggio 2019

 

Le Segreterie Nazionali
FABI         FIRST/CISL          FISAC/CGIL          UILCA

 

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Generali: erogazione premio Una Tantum 2019

In data odierna è stato sottoscritto l’accordo che definisce le modalità di erogazione del premio di maggio 2019 (di seguito Una Tantum 2019).
Come anticipato nel precedente comunicato le modalità di attribuzione di tale Una Tantum, a discrezione del lavoratore, saranno:

  • contanti;
  • welfare;
  • misto.

Nel caso di scelta di erogazione in contanti gli importi sono quelli indicati nella tabella 2 dell’accordo allegato.
Se la scelta avverrà entro il 20 maggio l’accredito sarà effettuato nella mensilità di maggio, diversamente nella mensilità di giugno.
Per coloro che opteranno per il welfare gli importi sono quelli indicati nella tabella 1 dell’accordo.
Per chi sceglie la modalità mista gli importi sono quelli indicati nella tabella 3 dell’accordo.

Rimane in attesa di definizione la richiesta sindacale di incremento di tali importi che è ancora oggetto di trattativa tra le Parti le quali si incontreranno il prossimo 17 maggio.

Le R.S.A. sono a disposizione per ogni chiarimento in merito all’accordo.

Roma, 13 maggio 2019

 

FIRST/CISL FISAC/CGIL F.N.A. SNFIA UILCA
Coordinamenti Nazionali Rappresentanze Sindacali
Gruppo Generali

 

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No, non è stato Mussolini ad istituire tredicesima e pensioni. Le “cose buone” che il fascismo non ha mai fatto

“Mussolini ha fatto anche delle cose buone”.

Ogni tanto salta fuori qualcuno che ripropone questo luogo comune, decisamente privo di contatti con la realtà. Praticamente tutti i presunti meriti del regime fascista sono basati sulla narrazione di fatti inesistenti, o pesantemente contraffatti. Proviamo quindi ad esaminare alcuni dei cavalli di battaglia dei nostalgici del ventennio.

Prima, però, parliamo di quello che è stato l’indiscutibile demerito del regime fascista. Senza volerci soffermare su “quisquilie” come le Leggi Razziali o le violazioni dei diritti umani, Mussolini ha l’enorme colpa di aver trascinato l’Italia in una guerra totalmente assurda, salvo poi tentare la fuga travestito da tedesco, portando con sé la compagna ed i soldi, quando le cose si sono messe male. Se anche avesse fatto cose buone (e non le ha fatte) nulla potrebbe compensare questa enorme colpa.
Ed è curioso vedere come i sovranisti, quelli che odiano l’Europa perché non possono pensare che il Governo Italiano si sottometta alla Germania e faccia ciò che vuole la Merkel (è questa la loro visione dell’UE), considerino normale che ai tempi di Mussolini il Governo Italiano si sia sottomesso alla Germania ed abbia fatto la guerra che voleva Hitler, causando inutilmente la morte mezzo milione di Italiani.
Basta questa semplice considerazione a dimostrare che le nostalgie per il regime fascista sono frutto di ignoranza e pregiudizi.

Andiamo ora ad esaminare le presunte “cose buone” fatte dal regime fascista.

 

Le pensioni INFPS: l’unica riforma del fascismo fu il nome (la F non è un errore di battitura)

“Fu Mussolini a introdurre la pensione di reversibilità nel caso morissero lui o lei. La previdenza sociale l’ha portata Mussolini, non l’hanno portata i Marziani”
Matteo Salvini, Ministro dell’Interno, intervista radiofonica del 16/2/2016

In effetti il ministro Salvini ha ragione: la previdenza sociale in Italia non l’hanno portata i marziani. Ma nemmeno Mussolini e il fascismo. Come ricostruisce Francesco Filippi nel libro “Mussolini ha fatto anche cose buone” , il primo sistema di garanzie pensionistiche – destinato ai soli impiegati del pubblico e ai militari – è del 1895, governo Crispi.
Tre anni dopo il governo Pelloux estenderà le coperture a una serie di categorie lavorative e fonderà il primo istituto antenato dell’Inps. Infine nel 1919, governo liberale di Vittorio Emanuele Orlando, il sistema viene “imposto a tutte le aziende come obbligatorio: da quel momento tutti i lavoratori italiani ebbero per diritto la pensione”.

E il fascismo? Quando prende il potere si preoccupa – abolito il ministero del Lavoro – di concentrare tutte le funzioni che hanno a che fare con il welfare sotto la Cassa Nazionale col risultato di provocare “l’appesantimento del sistema e la sua progressiva inefficienza”, sottolinea Filippi.
E poi, nel 1933, una riforma imponente: cambia il nome all’istituto, che diventa Infps, con la EFFE a fare da insegna luminosa. “Un tentativo propagandistico – spiega Filippi – di impossessarsi di quello che nei fatti era stato il frutto di decenni di contrattazioni e lotte sindacali, di riforme attuate dai governi liberali e di iniziative delle associazioni di categoria dei lavoratori”.
Nel frattempo ciò che fa davvero il fascismo per i lavoratori è, nel 1926, stabilire che potevano esistere solo sindacati fascisti e vietare lo sciopero e la serrata, mettendo sotto giogo in un colpo solo i lavoratori e gli imprenditori. L’INFPS negli anni diventerà una macchina da stipendi, uno sfogatoio per le clientele e quindi un produttore di consenso.

 

La tredicesima: Mussolini non è mai stato Babbo Natale

“Non ti piace Mussolini? E allora rinuncia alla tredicesima”

E’ una delle più diffuse stupidaggini che circolano sui social, attribuendo al Mascellone un altro merito che in realtà non gli compete.

Come stanno davvero le cose?

Con il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) del 05/08/1937 art. 13 venne introdotta una “gratifica natalizia”, cioè una mensilità in più da corrispondere nel periodo natalizio ai soli impiegati del settore dell’industria.
Quindi la gratifica non era per tutti i lavoratori ma solo per quelli del settore industria. E anche in questo settore rappresentava un privilegio più che un diritto, visto che non ne beneficiava nessuno degli operai, che nell’industria rappresentavano ovviamente la grandissima maggioranza dei lavoratori.
Per loro, lo stesso contratto prevedeva invece condizioni che nulla avevano a che fare con lo spirito natalizio. Come
l’articolo 8, che a proposito di “Orario di lavoro, lavoro straordinario, notturno e festivo”, poneva l’orario di lavoro a 10 ore giornaliere, con possibilità di straordinari fino a 12 ore non rifiutabili dal lavoratore:Nessun impiegato potrà rifiutarsi, entro i limiti consentiti dalla legge, di compiere il lavoro straordinario, il lavoro notturno e festivo, salvi giustificati motivi di impedimento“.
Tutto questo era perfettamente coerente con quelle che erano le normali politiche dell’epoca fascista, in una società volutamente basata non sui diritti per tutti, ma sui privilegi per pochi.

La vera “tredicesima”, intesa non come “gratifica” per pochi, ma diritto ad una mensilità in più per tutti, venne istituita  in due fasi:

  1. con l’accordo interconfederale per l’industria del 27 ottobre 1946, che la garantì a tutti i lavoratori del settore industria;
  2. con il Decreto del Presidente della Repubblica del 28 luglio 1960 n. 1070, che dopo quindici anni di lotte sindacali e operaie nelle fabbriche e nelle piazze (dello stesso anno anche l’eliminazione delle tabelle remunerative differenti per maschi e femmine), lo estenderà a tutti i lavoratori.

E allora chi dobbiamo ringraziare per la tredicesima che oggi tutti i lavoratori percepiscono? Il ringraziamento non può che andare a tutti quei lavoratori e quegli operai che con le loro azioni sindacali, proteste, lotte e manifestazioni hanno ottenuto non solo la tredicesima, ma tutta una serie di diritti che oggi la politica sta cercando di rimettere in discussione (e forse questo spiega certe nostalgie per il regime).

 

Le bonifiche, una scomoda verità

“Io non sono fascista, però se bisogna essere onesti Mussolini ha fatto strade, ponti, edifici, impianti sportivi, ha bonificato tante parti della nostra Italia”
Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo. Intervista radiofonica del 12/3/2019

Littoria, il simbolo del miracolo, la città fondata sulle terre strappate all’acqua, l’orgoglio della potenza fascista che nel 1933 dichiara la propria vittoria: la missione impossibile delle bonifiche, perfino nell’Agro Pontino, è compiuta. Lì dove hanno fallito tutti, il fascismo è riuscito. Ma è un racconto possibile solo grazie a una “grande operazione pubblicitaria”, obietta lo storico Francesco Filippi nel libro. La realtà la dicono i numeri che danno conto piuttosto di una serie di fallimenti, a dispetto dei proclami falsificati.

Il fascismo, rimarca Filippi, aveva promesso di restituire all’agricoltura 8 milioni di ettari di terreni riqualificati: un’enormità. Dopo dieci anni di lavori più tentati che andati a segno e fiumi di denaro pubblico finiti – come accade sempre con il fascismo – ad amici degli amici e collettori di consenso del regime (come l’Opera nazionale combattenti), il governo annuncia il successo del recupero di 4 milioni di ettari. Sarebbe comunque tanto. Ma Filippi indaga sui particolari e scopre che i lavori “completi o a buon punto” arrivano a poco più di 2 milioni di ettari. E – bluff nel bluff – “di questi due milioni, un milione e mezzo erano bonifiche concluse dai governi precedenti al 1922”. Insomma, non dal fascismo. “In pratica – conclude Filippi – era stato portato a termine poco più del 6 per cento del lavoro”. E’ De Felice, uno dei più autorevoli storici del fascismo, a certificare – ricorda Filippi – che i risultati, nel complesso, furono inferiori “alle aspettative suscitate nel Paese dal battage propagandistico messo in atto e finirono per non corrispondere all’entità dello sforzo economico sostenuto”. A riuscirci saranno poi i governi del Dopoguerra, grazie ai fondi del Piano Marshall e della Cassa del Mezzogiorno.

 

Mussolini immobiliarista

“Le case agli italiani!”

Così gridano oggi i fascisti di CasaPound nelle periferie di Roma. Certo avrebbero avuto poche speranze di essere accontentati dal fascismo.
La prima legge sulle case popolari infatti è del 1903, per iniziativa di Luigi Luzzatti, deputato liberale che poi sarà presidente del Consiglio. I maggiori progetti di sviluppo urbano nelle grandi città con fame di abitazioni nascono tutti nei primi 15-20 anni del Novecento: Roma (la Garbatella per esempio), Torino, Napoli, Milano.
L’unico “tocco decisivo” del fascismo, nel 1935, fu la decisione di gestire il sistema a livello provinciale.

Annota ancora Filippi: “Come in altri campi della cosa pubblica, anche nell’edilizia popolare il fascismo si limitò a porre sotto il proprio controllo e ribattezzare strutture amministrative nate nell’Italia liberale”. A fronte di grandi progetti colossali come l’Eur, “la situazione abitativa rimase emergenziale anche negli anni più tardi del fascismo”. E la carenza di alloggi fu aggravata dalla decisione di Mussolini di portare l’Italia in una guerra mondiale: due milioni di vani andarono distrutti e un altro milione fu danneggiato, sintetizza Filippi.

 

L’oro alla patria. E agli italiani niente

“Si stava meglio quando si stava peggio.”

E invece no. Come spiega Filippi, durante il ventennio fascista il divario della ricchezza media tra un italiano e un cittadino degli altri Paesi sviluppati si allargò. Un po’ per colpa della congiuntura internazionale (la crisi del ’29), un po’ per i problemi strutturali, ma anche perché “tutte le iniziative prese dai governi di Mussolini contribuirono a peggiorare la situazione”.
Un effetto fu la divaricazione delle disuguaglianze: i ricconi – quasi tutti aderenti al regime – da una parte e la massa della popolazione dall’altra. Unica via d’uscita: l’emigrazione (all’epoca non avevamo il problema dell’accoglienza. Semmai quello di essere accolti. Durante il fascismo noi eravamo quelli sui barconi).

Un dato, da solo, basta a spiegare quanto drammatica fosse la situazione economica. Come ricorda Filippi, oggi il reddito medio italiano è circa il 90% di un Paese europeo avanzato come la Francia. Negli anni Trenta del secolo scorso era il 33%.

 

La legalità ai tempi del duce

“Tutti questi politici delinquenti Mussolini li avrebbe mandati al confino”

Di tutte le balle sul fascismo, quella del presunto amore per la legalità e l’ordine resta la più grossa.
Il partito si è fatto strada con la violenza, con le manganellate agli avversari.
E una volta raggiunto il potere lo ha rafforzato grazie su clientele e corruzione. E’ emblematico il caso di Giacomo Matteotti, ucciso per impedirgli di rendere noti i documenti che provavano una tangente incassata da Arnaldo Mussolini, fratello del duce.

Al mito della moralità del regime contribuì in modo determinante l’abolizione della libertà di stampa, trasformando i giornali in organi propagandistici, destinati a raccontare la realtà immaginaria di un Paese che nella realtà non esisteva.

Ricordiamocelo quando – e succede sempre più spesso – i politici attaccano i giornalisti che svelano i loro scheletri negli armadi.

 

 

 

 

 




Tercas: Pop. Bari chiederà risarcimento all’UE

Il cda della Banca Popolare di Bari ha deciso all’unanimità di avanzare richiesta di risarcimento danni alla Commissione europea per la vicenda Tercas (la Cassa di risparmio di Teramo) dopo che il Tribunale dell’Ue lo scorso marzo ha annullato la decisione di Bruxelles che vietava l’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) a sostegno dell’istituto di credito pugliese. Divieto che obbligò poi la costituzione dello “schema” volontario dello stesso Fitd.

Altra novità sul fronte banche: al via i rimborsi per i risparmiatori coinvolti nelle crisi bancarie, dalle due venete alle 4 banche andate in risoluzione. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, secondo l’annuncio del sottosegretario M5S Alessio Villarosa, ha firmato il decreto che rende operativo il Fondo per l’indennizzo dei risparmiatori creato con l’ultima manovra, che ha a disposizione un miliardo e mezzo in tre anni.

Sarà la Consap, entro 20 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, a mettere a punto una piattaforma web apposita, dove si potranno trovare tutte le informazioni al riguardo, a partire dalla documentazione da raccogliere e dalle modalità per fare la domanda di indennizzo.

 

Articolo pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” dell’11 maggio 2019

 

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